Il barbecue era per le 13,30 così mi organizzai rapidamente per arrivare
almeno un ora prima. Non volevo arrivare all'ultimo momento dovendo
inventare delle scuse. Roberto, mio marito, mi avrebbe raggiunto per
l'inizio della festa, e sapevo che si sarebbe irritato se non avessi
dato una mano a Giovanna.
Gli invitati dovevano essere almeno una trentina. Dovevano essere tutti
amici o colleghi di mio marito e di Paolo, il padrone di casa, che con
sua moglie Giovanna, si erano offerti di organizzare il barbecue nel
giardino della loro casa. Pensai che sarebbe stata la solita festa
"machista", dove ad un certo punto, gli uomini si raggruppano a guardare
la tv bevendo birra, e le donne da sole ad annoiarsi. In ogni caso
dovevo far presto. Mi immersi nella vasca profumata e pensai a come
vestirmi.
Nonostante i buoni propositi, quando uscii di casa erano quasi le 13.
C'erano almeno 20 minuti di strada per arrivare a casa di Giovanna.
Partii sgommando. Dovevo per lo meno arrivare prima di Roberto.
Era una giornata caldissima, mi ero messa un vestitino rosso senza
spalline. Lo adoravo, sapevo che mi stava bene e che metteva in evidenza
le mie gambe senza essere volgare. Non mi misi nessuna giacchina, volevo
che tutti notassero la mia abbronzatura. Avevo perso molto tempo per il
trucco, però guardandomi nello specchietto della macchina pensai che ne
era valsa la pena.
Arrivai dopo venticinque minuti. Guidare non è il mio forte, come al
solito parcheggiai la macchina molto male, ed entrai in casa pensando a
come scusarmi per il ritardo. Per fortuna mio marito non era ancora
arrivato, però c'erano gia parecchie persone. Oltre ai padroni di casa,
riconobbi alcuni colleghi di Roberto con rispettive mogli o fidanzate.
Cercai di giustificarmi con Giovanna raccontandole una patetica bugia
sul traffico. Era la mia migliore amica e non avevamo segreti tra di
noi, conosceva benissimo la mia indole pigra. Ci abbracciammo
amichevolmente.
"Scusami Giovanna--mi vergogno tanto. Hai dovuto fare tutto da sola."
"Non preoccuparti, Mariella. Paolo mi ha aiutata, e poi mi darai una
mano alla fine."
"Si..certo. Vedo che Roberto non è ancora arrivato."
"Si--dovrebbe arrivare a minuti Credo sia passato a prendere alcuni
colleghi. Ma comunque non preoccuparti."
Meglio così, pensai. Non dovevo subirmi una romanzina per il ritardo.
Iniziai a chiacchierare con uno e con l'altra. Guardandomi in giro, mi
resi conto con compiacimento, che ero decisamente la più carina di
tutte.
Improvvisamente sentii dalla strada il rumore inconfondibile del
fuoristrada di Roberto. Era finalmente arrivato.
Mi avviai premurosa ad accoglierlo. Mi sentivo bene. Sentivo
continuamente gli sguardi degli uomini e delle donne presenti e questo
mi confermava che ero veramente carina. Ero pronta ad accoglierlo con un
bacio, quando quello che vidi mi bloccò
sulla porta. Mio marito era con un gruppo di amici, e portava un paio
di cassette di birra, ma quello che mi provocò un nodo di rabbia nello
stomaco fu veder aggrappata al suo braccio Luciana, una donna odiosa che
ho sempre ritenuto fosse interessata a lui. Varie volte ebbi numerosi
litigi con Roberto a causa di questa donna. Era una rossa vistosa
indubbiamente attraente ma, amio parere alquanto ordinaria.
"Ehi, tesoro--vedo che non perdi l'abitudine di parcheggiare bene!"
Roberto mi salutò scherzoso. Ci scambiammo un rapido bacio mentre con
Luciana quasi ci ignorammo. Appena rientrati in casa corsi in cucina da
Giovanna.
"Perché non mi hai detto che veniva anche lei?" la mia voce quasi
tremava dalla rabbia--..
"Mariella ti giuro che non lo sapevo--alcune persone le ha invitate
Paolo senza che ne parlassimo. Comunque mi sembri esagerata. E' acqua
passata, non devi farne una fissazione!"
"Quella cagna affamata sta addosso a mio marito come ad un osso! Ha
sempre cercato di soffiarmelo--ma giuro che se questa volta la vedo fare
la civetta la uccido!"
Giovanna cercò di rassicurarmi. Sapeva degli screzi avuti con Roberto a
causa di quella donna. Varie volte ero corsa da lei a sfogarmi e a
cercare conforto.
"Tuo marito ama solo te. E poi sinceramente sei molto più bella di lei.
Non hai più niente da temere da quella."
Definitivamente Giovanna sapeva come tranquillizzarmi.
Uscimmo in giardino dove ci aspettavano tutti gli altri. Roberto come al
solito stava tenendo banco con un gruppetto di amici.
Naturalmente Luciana era vicino a lui. "Mariella! vieni qui" La voce
profonda di mio marito mi chiamò. Mi avvicinai riluttante. Luciana mi
sorrise gelidamente e io la ricambiai ugualmente. Era passato molto
tempo ma certe ferite rimangono vive a lungo. Roberto notò l'evidente
tensione che si era creata tra noi due. Con una battuta cercò di
alleggerire la situazione. "Mariella a che punto stiamo con gli
spiedini?"
"Non lo so. Non mi pare di essere la cuoca." Era una risposta piccata e
scortese che rivelava tutta la mia irritazione. "Scusate" disse mio
marito, "Devo andare a mettere le birre nel frizer. Mi accompagni
Mariella?" Conoscendo mio marito capii che più che essere una richiesta
era un ordine immediato. Arrivati in cucina, Roberto mi chiese sorpreso
il perché del mio comportamento.
"Quella donna ! Ti sta sempre addosso! Non la sopporto!".
"Ma Mariella--.lo sai che non hai nessun motivo di essere gelosa. Pensavo
che questa storia fosse finita, e invece vedo che sei una testarda
incorreggibile!"
"Perché è venuta con te? Non poteva venire con qualcun altro?"
"Ma è ridicolo! Se avessi avuto qualcosa da nascondere non sarei
arrivato di certo con lei. Piuttosto, cerca di smetterla--ricordati che
siamo in casa d'altri, datti una calmata e cerca di non guastare la
festa!"
La sua voce era diventata improvvisamente dura. Mi afferrò per le spalle
con le sue mani forti, era un uomo energico e di carattere, sapeva come
mettermi in riga.
"Ascoltami bene Mariella" mi disse, "Adesso ritorniamo di là e la smetti
di fare la sciocchina. Provaci a rovinare la festa che poi ti ritrovi a
casa a fare i conti con me!"
"Mmmhhh----.uffff----io, la odio! Ok----Però ti giuro che se continua a fare
la stupida con te le cavo gli occhi!"
Roberto si mise a ridere, mi strinse tra le braccia. "Sei una gattina
feroce!!" mi disse baciandomi sulla bocca.
Andammo in giardino dove la festa era cominciata. C'erano almeno una
trentina di persone tra amici e colleghi di Roberto. La maggior parte li
conoscevo, con alcuni avevamo anche un rapporto di amicizia.
Dopo aver mangiato e bevuto il caffè ci dividemmo in vari gruppetti tra
la casa e il giardino. Tenevo d'occhio mio marito il quale sembrava aver
completamente dimenticato la discussione avuta in cucina.
Infatti, forse senza rendersene conto, continuava a scherzare con
quell'odiosa rossa.
Ad un certo punto, addirittura incominciò a sussurragli qualcosa
all'orecchio. Dall'espressione un po' sorpresa e compiaciuta di mio
marito ebbi subito l'impressione che quello che gli stava bisbigliando
fosse qualcosa di sconveniente. Sentii le mani formicolarmi. Quella
svergognata me l'avrebbe pagata cara. Volevo vendicarmi subito però non
potevo scatenare una rissa davanti a tutti. Non volevo rovinare la festa
a Giovanna e poi Roberto non me l'avrebbe perdonata. Non passò molto
tempo che ebbi finalmente l'occasione che tanto desideravo. Infatti vidi
la spudorata dirigersi verso il bagno. Feci finta di nulla e lasciai
passare un minuto per dissimulare le mie intenzioni. Poi mi diressi
decisa verso il bagno!
La trovai davanti allo specchio che si stava rifacendo il trucco. Chiusi
la porta a chiave, e con le mani sui fianchi mi parai dietro a lei.
Avevo l'adrenalina a mille. "Stai lontana da mio marito, cagna!" Si girò
più sorpresa che spaventata.
"Non ho idea di cosa parli." "E invece lo sai benissimo! E' tutto il
giorno che ti strofini addosso a lui."
Mi guardò con aria da compatimento e spostandomi cercò di uscire. Persi
completamente il controllo di me. L'afferrai per i capelli con tutta la
forza che avevo. "Puttana!! Se non esci dalla nostra vita ti faccio
pulire il pavimento con la faccia!!!" L'ira mi accecava--.le tirai i
capelli tanto duramente che me ne rimasero un pugno un mano! Luciana
cominciò a urlare di dolore. La violenza della mia aggressione l'aveva
veramente spaventata. Cominciò a urlare chiedendo aiuto.
Improvvisamente sentii la voce di Roberto che da dietro la porta urlava
"Mariella--.che succede??? Apri la porta immediatamente!!!"
Cominciai a capire che l'avevo fatta grossa. Girai la chiave,
rassegnata. Ormai avevo scatenato uno scandalo. La porta si spalancò,
Roberto e Giovanna si precipitarono dentro. Tutti gli altri assistevano
alla porta.
"Che diavolo hai combinato?" Roberto mi aggredii furioso. Ormai me ne
stavo in piedi, mortificata per quello che avevo fatto. Cercai di
giustificarmi, ma la situazione appariva per me indifendibile: avevo
ancora in mano un ciuffo di capelli rossi! Luciana ancora piangeva
mentre tutti cercavano di consolarla--."Mi ha aggredito come una
belva--non so il perché----è pazza". Naturalmente non disse nulla del
motivo all'origine della rissa.
Giovanna scosse le testa "Mariella come hai potuto fare questo." Ero
impietrita e senza parole.
Tutti mi guardavano severamente, apparivo a tutti come una pazza
isterica!
Roberto mi afferrò per un braccio e rivolgendosi a Giovanna disse: "Mi
potresti prestare la tua camera per alcuni minuti? Abbiamo alcune cose
da discutere!"--
"Certo--.sai già dov'è".
Ci incamminammo per la stanza passando tra tutti gli invitati che
stupefatti assistevano alla scena . Roberto mi teneva per il braccio
facendomi camminare spedita. Sembrava veramente arrabbiato Sapevo di
averla combinata grossa, avevo rovinato la festa e mi ero comportata
come una vera stupida. Ero sollevata dal fatto che mio marito mi
portasse in una camera da soli. Certe cose era meglio chiarirle a
quattr'occhi, lontani da pettegolezzi e imbarazzanti giudizi. Ancora non
sapevo quello che mi aspettava! Una volta dentro la camera feci per
parlare ma Roberto senza lasciarmi il tempo di aprire la bocca si
sedette sul divanetto, e con uno strattone mi rovesciò sulle sue
ginocchia.
"Roberto!!! Cosa pensi di fare?? Fermati!! Sei impazzito!!"
"Ho intenzione di darti una lezione che non scorderai tanto presto!
Quello che hai fatto è vergognoso!!"
Tentai di divincolarmi ma Roberto era fortissimo e la mia resistenza fu
inutile. In un colpo solo mi sollevò il vestitino scoprendomi il sedere.
Le mie mutandine erano sottilissime e quasi non offrivano nessuna
protezione ma Roberto non volle risparmiarmi nemmeno quest'ultima
umiliazione--.con un gesto secco me le abbassò fino alle ginocchia.
Adesso ero veramente angosciata! "Robertooo--..nooo ti prego questo non
me lo puoi fare. Non umiliarmi così--..andiamo a casa e ti prometto che
accetterò qualsiasi castigo--ma qui no--.Ti prego--.ci sentiranno!!!"
"E allora??? Non è forse questo che meriti?? Spero proprio che ci
sentano tutti. E ringrazia che non ti sculacci di là--sarebbe proprio la
lezione giusta per te!"
Stavo per essere sculacciata sul sedere nudo, e per di più con tanta
gente che stava ascoltando. Ero nel panico totale!
Pensai che se mi toccava questa umiliazione dovevo almeno cercare di
trattenere ogni lamento. Che almeno nessuno sentisse quello che mi stava
succedendo. Quando iniziarono gli sculaccioni capii subito che la mia
intenzione di soffocare le grida sarebbe durata poco. Gli sculaccioni
oltre che ad essere sonorosi erano dolorosi in maniera insopportabile.
Strinsi i denti disperatamente--cercai di resistere con tutte le forze,
ma, dopo una mezza dozzina di sculacciate cominciai a crollare!
SMACCCCCK--------..SMACCCCCCK------.SMACCCCCK----------SMACCCCCK------------..
"Mmmmm------Ahhhhiii------.Robertoooo------..ti
pregooooo------.Ahiiiiii--------.bastaaaa------.Ahiiiiii--."
Dopo soli tre minuti la casa era invasa dalle mie urla e dalle
suppliche!!
"AHHHHHHIIIII--------.AHIIIIIII----.CHE MALEEEE------BASTA TI
PREGOOOO------AHIIII----.AHIIIIIII----"
SMACCCCCK--------..SMACCCCCCK------.SMACCCCCK----------SMACCCCCK------------..
Adesso anche Roberto urlava: "TI BRUCIA VERO??? VEDRAI FRA UN PO'!!! TE
LO FACCIO NERO!!!"
SMACCCCCK--------..SMACCCCCCK------.SMACCCCCK----------SMACCCCCK------------..
SMACCCCCK--------..SMACCCCCCK------.SMACCCCCK----------SMACCCCCK------------..
"AHHIIIII----TI PREGO SCUSAMIIIII----AHIIIII------..NON LO FAROOOO'
PIUUUU'------TE LO GIUROOOO"
"NON E' A ME CHE DEVI CHIEDERE SCUSA --MA A TUTTI GLI ALTRI--..HAI
ROVINATO LA FESTA A TUTTI"
SMACCCCCK--------..SMACCCCCCK------.SMACCCCCK----------SMACCCCCK------------..
Continuammo così per almeno 15 minuti! Quando Roberto decise che ne
avevo avute abbastanza il mio sedere era diventato viola! Le mie urla e
il suono delle sculacciate avevano per tutto il tempo riempito la casa.
Giovanna mi raccontò poi che durante la mia terribile punizione, tutti
rimasero in silenzio, tra il divertimento e l'imbarazzo generale. Non
era cosa di tutti i giorni assistere allo spettacolo di una moglie di 25
anni sculacciata dal marito!
Quando Roberto mi fece sollevare il piedi ero letteralmente sconvolta.
Piangevo a dirotto con il maquillage che mi colava per tutto il viso. Mi
prese tra le braccia mentre singhiozzante non smettevo di frizionarmi il
sedere.
"Mi dispiace Mariella, ma te la sei cercata. Adesso ti do dieci minuti
per calmarti e ricomporti, poi vieni di la a scusarti con tutti". La sua
voce era calma ma imperiosa--Pensai che odiavo tanto quello che mi aveva
fatto ma che l'amavo tantissimo. Continuavo a singhiozzare tra le sue
braccia. Sentivo che anche lui mi amava e che tutto questo in fondo era
una conferma che il nostro amore era vivo. "Ci siamo intesi Mariella?
Guarda che se fra dieci minuti non vieni di la ritorno qua e mi levo la
cinghia!".
"Si----.si----.ho capito--.va bene--dammi un po di tempo--..ti prego"
"Dieci minuti! Dieci minuti e poi, dopo le scuse ce ne andiamo a casa ."
Mi lasciò sola a massaggiarmi le natiche piangente e umiliata al centro
della camera. Andai nel bagno attiguo alla stanza per potermi lavare la
faccia. Guardandomi allo specchio mi vidi orribile. Il trucco si era
tutto sciolto per il pianto e avevo una faccia stravolta e gonfia.
Mentre mi stavo pulendo mi raggiunse Giovanna. Ci guardammo un secondo
e poi sprofondai tra le sue braccia piangendo.
"Dio mio Giovanna--..che umiliazione----quanto sono pentita--.." era la mia
migliore amica.
"Calmati adesso Mariella. Roberto mi ha chiesto di aiutarti e poi di
accompagnarti di la'. "
"Ma come faccio?? Ho vergogna--..hai sentito quello che mi ha fatto?"
"Si--Abbiamo sentito tutti, però l'avevi fatta veramente grossa. Davvero
è meglio che vieni di la a scusarti."
Provavo una vergogna immensa. Sotto i colpi, il dolore mi aveva fatto
perdere ogni ritegno e avevo urlato e pianto a squarciagola, tutti
avevano capito quello che mi era successo, e adesso mi sentivo morire a
dover affrontare gli sguardi di tutti.
Vergogna o no, sapevo che prima o dopo dovevo uscire a meno che non
volessi correre il rischio di veder ritornare Roberto con la cinghia in
mano!
Uscii quasi nascondendomi dietro Giovanna. La sala era piena. Alcuni
guardavano la televisione ma distrattamente. In realtà erano tutti li ad
aspettarmi. Roberto mi venne incontro, e, prendendomi per mano mi
accompagnò davanti a Luciana. "Credo che Mariella ti debba delle scuse".
disse rivolto alla rossa--.
Mi ritornarono le lacrime agli occhi per l'umiliazione.
"Scusa--..Luciana. Mi spiace tanto per quello che ho fatto--.." Tenevo la
testa bassa, e le parole mi uscivano a fatica.
"Ok..ti perdono, però ricordati che non lo faccio per te ma per Roberto
e gli altri. Non mi era mai capitata una cosa così--.Tra l'altro mi hai
fatto veramente male, e mi fa ancora male la testa. Però credo che anche
tu ora debba avere qualcosa che ti duole!". Disse queste ultime parole
sorridendo. Tutti scoppiarono in una risata generale ed alcuni si
complimentarono addirittura con Roberto.
Rimasi in piedi, senza sapere che fare. Quest'ultima cosa era la
ciliegina sulla torta della mia umiliante giornata.
Mio marito decise che era ora di andare a casa e quindi mi toccò
salutare tutti ad uno ad uno. Alcuni ebbero anche parole di simpatia e
d'incoraggiamento per me. Sentivo il sedere gonfio e avevo la sgradevole
sensazione che il rossore fosse così forte che lo si potesse vedere
attraverso il sottile vestito. Pensai ironicamente che al meno era
rosso. Dopo questa disavventura rimasi chiusa in casa una settimana, poi
le cose, poco a poco, ripresero a scorrere normali.
--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG