Nei giorni seguenti io e mia zia ripetemmo più volte quella straordinaria
esperienza, esplorando ogni angolo del pianeta sesso, in un crescendo di
piaceri e godimenti oltre il limite della mia immaginazione. Cominciavamo la
mattina, appena alzati. Poi andavamo sulla spiaggia a farci un bagno, quindi
di corsa a casa a rifarlo di nuovo. Poi ancora la sera, dopo cena, e per
tutta la notte. Finché le forze ce lo consentivano. Unica nota spiacevole la
mia folle gelosia per ogni sguardo maschile che in spiaggia si posasse su
mia zia, ed erano tanti, e per ogni sorriso che lei dedicava a qualcun
altro, fosse anche il droghiere o il vicino di casa. In compenso non mi
importava più niente delle partite a pallone in spiaggia con gli amici,
con cui avevo riempito tutti i miei pomeriggi marini fino ad allora.
Quello che a me sembrava il paradiso in terra finì bruscamente la mattina in
cui tornarono i miei genitori. Dopo essersi fatta promettere ancora una
volta che non avrei parlato con nessuno di quei giorni di follia erotica,
mia zia riprese con me i rapporti normali e distaccati di prima. E ogni
volta che non visto provavo a toccarla, lei mi bloccava fulminandomi con
sguardi di fuoco. Per fortuna questa situazione durò poco, perché mia zia
dopo qualche giorno tornò al suo paesetto poco lontano da Roma, dove viveva
con i miei nonni e dove poco tempo dopo si sposò con il tizio che non amava.
Trascorsero vent'anni da quei giorni indimenticabili ed io, ormai
trentacinquenne, dopo essermi laureato ero stato assunto come giornalista da
una testata nazionale. Mia zia ormai la vedevo solo saltuariamente, le rare
volte che andavo al paese per mettere un fiore sulle tombe dei miei nonni,
che nel frattempo erano scomparsi. Nonostante avesse avuto due figli ed ora
viaggiasse sulla cinquantina aveva ancora lo stesso corpo magnifico di un
tempo. Solo qualche chilo in più, che però non guastava affatto. Anzi.
In genere quando ci incontravamo non parlavamo mai di quella nostra
esperienza segreta. Da parte sua solo qualche vago accenno malizioso alle
mie tante amicizie femminili e al fatto che non mi decidevo a sposarmi. Se
eravamo soli, lontani da orecchie indiscrete, le rispondevo che era
difficile trovare un'altra donna che sapesse soddisfare i miei desideri come
aveva fatto lei. Lei si scherniva, ma era evidente che i miei complimenti le
facessero piacere. Del resto era la pura verità. Quell'esperienza, infatti,
era stata determinante per trasformare un adolescente timido e introverso in
un vero e proprio lover, capace di saltare da un letto all'altro lasciandosi
dietro solo le lacrime e i rimpianti delle partner.
Finché un giorno il tempo sembrò tornare improvvisamente indietro. Era
estate e mia zia, dovendo sbrigare alcune pratiche a Roma, per un paio di
giorni si trasferì dal paesello a casa nostra. Nonostante i miei genitori
non ci fossero, perché erano nella loro casa al mare, o forse proprio per
questo. Ai bambini nel frattempo avrebbe badato il marito. Mia madre
rassicurò la sorella dicendole che comunque io sarei stato a casa e che
quindi per qualunque cosa avrebbe potuto contare su di me.
Mi telefonò al giornale verso lora di pranzo, per sapere a che ora sarei
tornato a casa. Le dissi che potevo anche mollare subito il lavoro e correre
da lei, purché ne valesse la pena. Lei capì immediatamente a cosa mi
riferivo e mi rispose di saltare in sella alla moto e raggiungerla, perché
anche lei aveva in mente lo stesso progetto. Da vent'anni. Il sangue mi si
gelò nelle vene e poi affluì vorticosamente sul pene, che si gonfiò come
allora creandomi più di un imbarazzo con la segretaria e le colleghe che
erano in redazione. Annunciai che per un paio di giorni non sarei andato a
lavorare, poi, preso da una febbre improvvisa, da un desiderio bruciante,
tanto più inspiegabile considerando che di certo le donne non mi mancavano,
volai giù in garage, saltai sulla moto e corsi a casa.
Mia zia mi aspettava davanti al portone. Era sempre bella, anche se la sua
bellezza e la morbida sinuosità del suo corpo erano mortificate dentro un
tailleur di fattura scadente e dal chignon che raccoglieva dietro la nuca i
suoi magnifici capelli lunghi e corvini.
Ci salutammo con un casto bacio sulle guance, ad uso del portiere curioso e
chiacchierone che ci stava osservando, poi le chiesi se aveva fame,
proponendole un ristorantino poco distante. Lei scosse la testa. Era di
altro genere la sua fame, mi disse. Lo stesso genere della mia, le risposi.
Ci infilammo nell'ascensore e premetti il tasto del quinto piano. Non appena
le porte di metallo si chiusero provai ad abbracciarla, ma lei si irrigidì.
Si capiva che era agitata, fremente, ma anche che in quel momento la ragione
aveva il sopravvento sul desiderio. Erano passati troppi anni da quei giorni
a Fregane - disse - e aveva bisogno di un po di tempo per ritrovare il
feeling di allora. Rispettai volentieri la sua volontà. In fondo rimandare
il piacere di stringerla a me, di far scivolare la mano sotto la sua gonna,
di baciarla voluttuosamente, di strizzarle i seni, aveva l'effetto di
accrescere la mia bramosia.
Una volta in casa, la situazione precipitò. Lei chiese se poteva farsi
una doccia e naturalmente le risposi di sì. Al momento di spogliarsi, però,
mi disse imbarazzata che voleva restare da sola. Non si sentiva ancora
pronta a mostrarsi discinta. Ancora una volta pensai di non insistere,
pregustando già lo spettacolo che mi sarei goduto attraverso il buco della
chiave. Era da tempo che non lo facevo e la cosa mi intrigò oltre misura.
Lei chiuse la porta ed io mi chinai a spiare dal foro. Lo spogliarello cui
mia zia diede vita fu da antologia. Era ancora bellissima. La vidi sfilarsi
con studiata lentezza la gonna, poi le calze, quindi la camicetta, il
reggipetto e infine gli slip. Niente a guardarla faceva pensare che avesse
quasi cinquantanni. Non certo i suoi seni, turgidi e sodi come allora. Né
le cosce, sempre lunghe, affusolate e senza il minimo accenno di cellulite.
Né tanto meno i fianchi e i glutei, ancora tondi e carnosi, proprio come me
li ricordavo.
Sciolse i capelli, che le ricaddero neri e lunghi sulle spalle eburnee, poi
si infilò sotto la doccia, aprì lacqua e si bagnò il corpo, preparandolo al
sapone. A quel punto, però, non ce la feci più ad aspettare ed irruppi nel
bagno. Pensai che mi avrebbe rimproverato, invece...
«Che diavolo stavi aspettando!», sibilò con aria di rimprovero e la voce
rotta dall'emozione offrendosi alle mie braccia. Incurante di bagnarmi, la
strinsi forte a me e la baciai con tutta la passione di cui ero capace.
Avevo aspettato tanto tempo quel momento ed ora il mio sogno adolescenziale
stava per ripetersi. Ma non ero più il bambino di allora. Adesso ero un uomo
fatto e avrei potuto darle molto più. E lei lo sapeva. Per questo aveva
creato ad arte l'occasione, inventandosi un fantomatico disbrigo di
pratiche.
Facemmo l'amore ininterrottamente fino a notte fonda, fintanto che le forze
ce lo consentirono. E fu un amplesso incredibile, fatto di estrema dolcezza
e improvvisi momenti di rabbia, che si alternavano esasperati dal desiderio
troppo a lungo represso. Molte donne si erano avvicendate nel mio letto, ma
nessuna era come lei, nessuna possedeva la sua straordinaria carica erotica,
nessuna la sua capacità di godere e farmi godere, nessuna lo stesso sapore
asprigno della vulva bagnata. Per quanto avessi cercato di dimenticarla lei
era rimasta nei miei sensi come un imprinting da cui non riuscivo a
liberarmi e di cui a fatica ero riuscito a fare a meno. Chissà, forse era
sempre stata lei la donna che avevo cercato inutilmente saltando
indifferente da un letto all'altro. Era lei la donna che avevo sempre amato.
Era sua la sola vulva in cui il mio pene sarebbe potuto rimanere in erezione
per l'eternità.
Non so quante volte raggiungemmo l'orgasmo. Impossibile contarle. Io presi
lei e lei prese me in tutti i modi, così tanti e fantasiosi da far sembrare
il Kamasutra un libro per la prima infanzia. Fino all'appagamento totale, al
piacere assoluto.
Il mattino seguente mi svegliai prima di lei. Vedendola nuda e languidamente
abbandonata sul letto disfatto, sollevai la serranda di quel tanto che senza
svegliarla era sufficiente a far entrare un po di luce, poi presi la
Polaroid e cominciai a scattarle delle foto. Volevo immortalare la soda e
rotonda bellezza del suo corpo, fissarla nel tempo e conservarne per sempre
il ricordo. D'un tratto lei si svegliò. Pensavo che si sarebbe contrariata
per la mia iniziativa di fotografarla nel sonno, invece non solo ne fu
lieta, ma si mise in posa per me, offrendo voluttuosamente il suo corpo
all'obiettivo per una serie di scatti dal sapore decisamente hard. Finché di
nuovo eccitato gettai la macchina fotografica, mi stesi accanto a lei e
l'abbracciai con foga. Mia zia rispose all'abbraccio con la stessa passione
e facemmo di nuovo l'amore, fino a sfinirci. Solo quando entrambi ci
accasciammo stremati sulle lenzuola lei con un filo di voce mi disse che
quella sarebbe stata l'ultima volta. Ciò che provava per me, infatti, non
era più compatibile con il suo ruolo di moglie e di madre e quindi tra noi
tutto doveva finire lì, in quel preciso momento. Altrimenti il conflitto che
la divorava ormai da anni sarebbe diventato insostenibile, al punto
da mettere a rischio la sua salute fisica e mentale.
Mio malgrado fui costretto a darle ragione. Anche per me, infatti, il
ricordo di quell'estate lontana, rinnovato dalle ore appena trascorse
insieme, avrebbe finito per condizionare per sempre anche la mia vita
sentimentale, impedendomi di trovare la donna giusta da sposare e con cui
condividere la gioia di avere bambini.
Ci salutammo malinconicamente alla stazione dei pullman. Vidi mia zia
asciugarsi una lacrima dietro al vetro del finestrino e poi il bus si
allontanò, portando via per sempre la donna che mi aveva insegnato cosa
fossero davvero l'amore e il piacere.
Di lei, ormai, non mi restano che le foto scattate quella mattina e, lo
confesso, ogni volta che le guardo non posso fare a meno di masturbarmi
ferocemente. Perché per me nessuna è mai stata e mai sarà come lei.
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
>Non potrò scordare mai quell'estate. Avevo 14 anni e gli ormoni maschili in
>piena tempesta. I miei genitori avevano affittato una appartamentino a
e' un racconto erotico da manuale, cioe' molto ben scritto, con parecchio
sesso e situazioni potenzialmente eccitanti ma senza trascurare il sentire
dei personaggi. buon ritmo, buoni dialoghi.
non gli si puo' dire niente
a te invece suggeririrei di osare di piu', di provare, se vuoi, ad
allontanarti dallo standard, nel quale vai alla grande, e cimentarti con
qualcosa che ti emozioni, che ti stupisca.
ciao!
giulia
--
Ad una ad una le notti, tra le nostre città separate,
s'aggiungono alla notte che ci unisce. (Neruda)
Addirittura? Niente di meno?
Grazie zia, net net!
Senti ma perché lasciugamano, lamore ecc?
Pensavo fosse un problema di PC ma, altrove,
l'apostrofo lo vedo, lo usi, esiste, e dunque?
Racconto lunghetto e impegnativo da leggere.
Segui i consigli di Giulia, lei č una che ne capisce, capisci?
e cerca un po' piů di sintesi.
Auguri!
lehaim da haimle
> e' un racconto erotico da manuale, cioe' molto ben scritto, con parecchio
> sesso e situazioni potenzialmente eccitanti ma senza trascurare il sentire
> dei personaggi. buon ritmo, buoni dialoghi.
> non gli si puo' dire niente
> a te invece suggeririrei di osare di piu', di provare, se vuoi, ad
> allontanarti dallo standard, nel quale vai alla grande, e cimentarti con
> qualcosa che ti emozioni, che ti stupisca.
>
> ciao!
> giulia
Grazie dei complimenti, Giulia, ma... devo confessarti che io scrivo per
mestiere (regista, sceneggiatore, autore, creativo, saggista, ecc.) e che
anzi quel racconto l'ho buttato giù in fretta, una mattina all'alba,
sull'onda di un sogno, ovviamente erotico, che ha rinverdito quell'episodio
"reale" e indimenticabile della mia adolescenza. Uno svezzamento al
fulmicotone, non c'è che dire!
Comunque, il mestiere dello scrittore, di cine-TV o di libri, permettimi di
dirti che fa letteralmente schifo. Se conosci appena un po' l'ambiente sai
di che parlo. Se non fosse per i soldi avrei smesso da anni. Se solo il
pubblico, siano essi lettori o tele-cine-spettatori, sapessero quante
scemenze ci fanno scrivere non direbbero che è un bel mestiere. E' bello
solo sulla carta, in teoria, quando si spera ingenuamente di poter scrivere
le storie che più ci emozionano, intingendo il pennino nel sangue, ma quasi
nessuno sa che in realtà si scrive su commissione, cioè quando - e talvolta
"se" - qualcuno paga. E spesso si scrovono solo le storie che i sondaggi
danno per vendibili. Senza contare che per entrare nel "giro" che conta
bisogna sopportare di tutto, dalle proposte gay e/o etero, ai ricatti più
biechi di tipo politico. Io non ho mai - e sottolineo MAI - accettato
compromessi di sorta, ecco perché gran parte della mia produzione
letteraria, forse il meglio, è da "gost writer". Non me ne lamento,
intendiamoci, perché è stata una precisa scelta di vita che mi ha dato soldi
(tanti) e soprattutto libertà (altrettanta), però che nessuno si azzardi a
dire che è un "bel" mestiere.
Vabbè... scusa se mi sono sfogato un po', ma dopo quasi 40 anni di
inkazzature e fegato sul punto di esplodere mi ha fatto piacere condividere
con te la mia amarezza, benché dorata. Augurandomi, naturalmente, che la tua
storia personale possa essere diversa e decisamente migliore. Sotto tutti i
punti di vista.
Un abbraccio
Maurizio
> http://www.lepaginedigiulia.altervista.org
Ah, Giulia, dimenticavo.... già, perché gli accenti e gli apostrofi, che
ovviamente sull'originale ci sono, non compaiono in questo format? Forse
perché ho fatto copia/incolla da un originale documento office/word? Ci ho
provato anche da un documento rich test, ma il risultato non è cambiato,
quindi li ho dovuti correggere uno ad uno su questa maschera. Qualcuno,
però, evidentemente mi è sfuggito.
Dove ho sbagliato?
Grazie anticipatamente.
Maurizio
> http://www.lepaginedigiulia.altervista.org
Secondo me, nel raccontarci la tua lacrimevole storia di ghost writer.
Da addetto ai lavori ad ex "collega": ma in che film l'hai visto?
Uno sceneggiatore maschio ha le stesse probabilità di compromessi
e ricatti sessuali di un impiegato del catasto. Tante o poche,
dipende
dall'impiegato e dai suoi superiori. Mica sei una velina.
>O> Dove ho sbagliato?
>
>Secondo me...
immagino che il messaggio sia stato inviato al gruppo per errore.
> Secondo me, nel raccontarci la tua lacrimevole storia di ghost writer.
Beh, il tuo, Vittorio, non č stato il modo migliore per dare il benvenuto
a uno che si affaccia per la prima volta su questo newsgroup postando un
racconto, anche se ti č sembrato un poco sborrone, come si dice dalle mie
parti. ;-)
ciao.
farfallina
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
Ti so garbato ma stavolta sei anche distratto o troppo buonista
Se uno si definisce, come segue:
devo confessarti che io scrivo per
mestiere (regista, sceneggiatore, autore, creativo, saggista, ecc.) e
che
anzi quel racconto l'ho buttato giů in fretta, una mattina all'alba,
non mi sento proprio di essere indulgente con lui perché, altrimenti,
gli esordienti
cui faccio le pulci, con spirito di servizio, farebbero bene a
sputarmi in faccia.
Perdona l'irruenza ma questo si definisce addetto ai lavori e scrive
in quel modo?
Poi fa la manfrina a Giulia, (dimentico che il rilievo, bonario, era
mio),
e ci propone la favola della dolce vita, anni '60.
La gabbia dorata? Ma per piacere, braccia sottratte all'agricoltura,
per come
scrive, ma non mi sembra di averlo detto.
Sono troppo maturo e scafato per non saper leggere fra le righe.
Tu, troppo buono,
> Ti so garbato ma stavolta sei anche distratto o troppo buonista
Il fatto è che circa due mesi fa, commentando un racconto di uno che si
era affacciato per la seconda volta su questo newsgroup, vantandosi che la
storia da lui editata era vera, gli avevo risposto che a me interessava
ben poco sapere se era vera o meno, ed avevo proseguito dicendogli che sta
nella bravura di chi scrive il sapere fare apparire le storie vere. Ah,
dimenticavo, alla fine gli avevo anche detto che il racconto era brutto.
Morale, dopo quella risposta è sparito insieme al racconto, che nelle sue
intenzioni doveva essere a puntate, ma che non ha avuto un seguito. Allora
mi è sorto il dubbio di avere sbagliato nell'essere stato categorico nel
mio giudizio. Tanto più che le persone che postano racconti su questo
newsgroup lo fanno per diletto, chi invece ha velleità letterarie i suoi
racconti li tiene logati nell'ard disk del proprio computer, mica li viene
a pubblicare in un newsgroup e nemmeno su un sito web.
ma infatti caro Enzo ti comprendo perfettamente. Non solo,
avrai anche spero notato i toni molto più accomodanti e
possibilisti da me adottati, in questi anni;-))
Ti definivo distratto perché ti era sfuggito li fatto
che il mio commento cattivello era, non al racconto
ma al suo seguito, francamente imbarazzante.
Distratto perché ignoravi la circostanza che il nostro amico
non fosse (si definisse) un timido esordiente ma un navigato
professionista
ancorché frustrato e pronto a dispensarci perle di saggezza sul
dorato mondo dello show business, a noi totalmente ignoto, vero?
Come dici, giustamente, un professionista dello scrivere
difficilmente si cimenterebbe in ISR e, se lo facesse, beh
il prodotto sarebbe, IMHO ad un altro livello.
Se a voi il mondo dello show business non è del tutto estraneo, come
affemate, delle due l'una: o il "fuoco sacro" vi ha accecato al punto da non
vedere che produttori ed editori hanno a cuore unicamente i quattrini,
oppure voi avete accettato ogni genere di compromesso senza provare nemmeno
a criticare quella logica. Oppure, terza ipotesi, siete i classici "vorrei
ma non posso", che ambirebbero ad entrare in quel mondo, ma ne restano
inevitabilmente ai margini. In tutti e tre i casi, avete perfettamente
ragione: questo (ISR) è un posto per dilettanti, dove i professionisti -
benché per un mero errore di spedizione tra pubblicio e privato - rischiano
solo di fare la figura degli "sborroni". Comunque tranquilli, il vostro
"nido del cuculo" privato non verrà più disturbato da alieni in vena di
cazzeggiare. Buon divertimento a voi, che ci riuscite atteggiandovi a
critici letterari. Ma fatemi il piacere!
> Se a voi il mondo dello show business non è del tutto estraneo, come
> affemate, delle due l'una: o il "fuoco sacro" vi ha accecato al punto da
> non vedere che produttori ed editori hanno a cuore unicamente i quattrini
Stai delirando e manco te ne stai accorgendo, perchè a me personalmente di
quello che ci vuoi dare a intendere a proposito del tuo mondo editoriale
non me ne può fregare di meno, capito!
Ho letto il tuo fottutissimo racconto e mi è sembrato scritto da uno dei
tanti dilettanti che come me e haimle si affacciano a leggere e commentare
su questo newsgroup per divertimento. Non l'ho trovato eccellente se
questo ti basta, sinceramente credevo fosse stato scritto da un
adolescente. Sono sicuro che hai scritto cose migliori se davvero sei un
professionista come affermi d'essere. Punto.
> In tutti e tre i casi, avete perfettamente
> ragione: questo (ISR) è un posto per dilettanti, dove i professionisti -
> benché per un mero errore di spedizione tra pubblicio e privato
> rischiano solo di fare la figura degli "sborroni".
E ci stai riuscendo, bravo!
> Comunque tranquilli, il vostro
> "nido del cuculo" privato non verrà più disturbato da alieni in vena di
> cazzeggiare. Buon divertimento a voi, che ci riuscite atteggiandovi a
> critici letterari. Ma fatemi il piacere!
Non hai capito un cazzo! E seguiti ad atteggiarti a sborrone. Comunque
sappi che qui di gente brava a scrivere ce n'è parecchia, se ti va lo puoi
costatare andando a leggerti i racconti pubblicati in una antologia che
puoi trovare a questo indirizzo:
http://www.lulu.com/content/652524
>
> Stai delirando e manco te ne stai accorgendo, perchč a me personalmente di
> quello che ci vuoi dare a intendere a proposito del tuo mondo editoriale
> non me ne puň fregare di meno, capito!
>
> Ho letto il tuo fottutissimo racconto e mi č sembrato scritto da uno dei
> tanti dilettanti che come me e haimle si affacciano a leggere e commentare
> su questo newsgroup per divertimento. Non l'ho trovato eccellente se
> questo ti basta, sinceramente credevo fosse stato scritto da un
> adolescente. Sono sicuro che hai scritto cose migliori se davvero sei un
> professionista come affermi d'essere. Punto.
>
>
[taglio]
> Non hai capito un cazzo! E seguiti ad atteggiarti a sborrone.
LOL, farfallina, ma che cazzo ti sei mangiato oggi?, tu, di solito cosě
garbato ed equilibrato!!
:-)))
(seeeeeee, lo so: quando ci vuole ci vuole. Ma mi son fatta una risata -
solidale, eh! - di cuore! Grazie! Biiiiiiis!!]
Bacioz'
Becky
Buffo, molto buffo per me, dover giocare a parti alterne
con Farfallina che, notoriamente, è differentemente da me
persona garbata, diplomatica
ed accomodante e che, anche in questo caso, aveva esordito,
coerentemente, tirandomi le orecchie.
o il "fuoco sacro" vi ha accecato al punto da non
> vedere che produttori ed editori hanno a cuore unicamente i quattrini,
Ma no, e ti stupisce?
Ricordo che mia madre, pianista precoce e brillante in epoca remota,
aveva
"lasciato" il concertismo per non scendere a compromessi, come mi
diceva,
per non dar via tutti i suo orifizi, come la correggeva mia sorella.
Ma, senza andare sul personale, credo che chiunque abbia
dimestichezza
con arte, letteratura e spettacolo classici (basta aver fatto le
superiori)
non ignora il peso degli sponsor, che si chiamavano papi principi o
imperatori
e che reclamavano musica liturgica, affreschi edificanti, ecc. anche
se
scommetto che Michelangelo avrebbe preferito soggetti più spinti,
magari raffigurando
amori greci, come li chiama qualcuno, qui.
L'arte, da sempre è mercato e ignorarlo è da ignoranti, come da etimo,
nonché da ingenui che credono, loro, al sacro fuoco.
CUT
In tutti e tre i casi, avete perfettamente
> ragione: questo (ISR) è un posto per dilettanti, dove i professionisti -
> benché per un mero errore di spedizione tra pubblicio e privato - rischiano
> solo di fare la figura degli "sborroni".
Vero. Ma se, almeno il racconto fosse stato
all'altezza degli standard medi
del NG! Invece non ci siamo proprio.
Roba che non avrei mai accettato (pagato) da un professionista
della penna.
Roba da adolescenti, come dice perfettamente farfallina,
cui mi associo al 100%, solidale
lehaim da haimle