La musica, a basso volume, per non disturbare i noiosissimi vicini di casa,
allietava il salottino dell'appartamento. C'erano tutti o quasi, per la
verità i presenti continuavano a domandare ad Anna dove fosse Angie,
biondissima ragazza americana, arrivata in italia grazie al programma
Erasmus, e inquilina della festeggiata da ormai sei mesi. Anna li
tranquillizzava, assicurando che sarebbe arrivata da un momento all'altro,
"giusto in tempo per la torta" continuava a dire.
A circa metà serata, il tasso alcolico aveva fatto il suo dovere, e tutti
erano un po' meno legati e molto più ciarlieri nonché intraprendenti, i
piani andavano come Anna li aveva previsti, in più di una persona le avevano
domandato come mai la porta della cucina fosse chiusa a chiave, ma la
giovane festeggiata non si era sbottonata più di tanto, aumentando la
curiosità generale. Ormai l'ora del taglio della torta era arrivata, venne
fatto il buio ma tutti videro la principale interessata andare verso la
porta della cucina, tirare fuori la chiave, e dire a una non ben precisata
persona dentro la stanza: -Ok darling, ora puoi portare la torta.-
Aperta la porta si fece da parte, appoggiandosi allo stipite a braccia
conserte, dalla penombra della cucina emerse una magnifica torta ricoperta
di panna con ventuno candeline, in mano ad una bionda bellezza alta quasi un
metro e novanta nonostante fosse scalza, ma non solo, era completamente nuda
e sul viso portava un naso da porcellino, di gomma, con l'elastico che le
passava dietro la testa, d quelli che si mettono a carnevale.
La luce delle candeline non poteva mettere in mostra il rossore dovuto al
cocente imbarazzo provato dalla ragazza. Posata la torta sul tavolo, Anna
rientrò nella sala e con una manata a piene natiche aggiunse: -Brava Miss
Piggy- Gli invitati erano sconcertati, ma l'alcol aveva rallentato di molto
i riflessi; la curiosità e in parte la lussuria prevalsero su sentimenti più
nobili come il pudore e la vergogna, ci fu un applauso, lanciato da uno dei
più allegri, al quale tutti si unirono.
-Bene, volevo ringraziare tutti per la vostra presenza, ora se volete
rimettervi comodi, Piggy provvederà a tagliare la torta e a portare ad
ognuno di voi una fetta.-
La ragazza sembrava imbarazzatissima ma ciò nonostante tagliò
scrupolosamente il magnifico dolce posando le fette sui piattini e portando
a tutti gli invitati la loro porzione cercando di sorridere il più
naturalmente possibile. Tutti poterono ammirare la bellezza della ragazza
americana, proporzionatissima nonostante l'altezza, gli uomini sbavavano
contenendo a fatica le loro erezioni mentre le ragazze invidiavano i seni
pieni e sodi, la pelle vellutata e il viso angelico, reso grottesco dal naso
suino.
Finita la distribuzione delle fette, Angie si sedette per terra di fianco
alla poltrona di Anna. -Good little girl Piggy, ora mentre spiego ai miei
amici, il perché di questo piccolo fuori programma, tu provvedi a lucidare
un po' i miei stivali, parti dalla suola come sempre, cara, mi raccomando.-
Come un automa, la biondissima americana prese in mano la gamba destra di
Anna e cominciò a far andare su e giù la sua lingua rosea, lo stupore e la
curiosità degli astanti aumentò e la padrona di casa si affrettò a
soddisfarla.
Tutto è cominciato sei mesi fa, all'arrivo di Angie in Italia, dovete sapere
che lei è di Chicago, studia economia ed è la capitana della squadra di
basket della sua università, siamo subito andate d'accordo io e lei, si è
subito sforzata di imparare l'italiano e io ho migliorato molto il mio
inglese da quando è qui. Tutto procedeva in maniera liscia, quando un giorno
sono rientrata a casa dopo una serata fuori con gli amici, ho aperto piano
la porta, perché pensavo stesse già dormendo e appena dentro mi sono levata
le scarpe per non fare rumore, mi sono avviata verso la camera, la luce era
accesa e la porta era socchiusa, la potevo intravedere seduta di schiena sul
pavimento, nuda, e questo m'incuriosì, cosi mi avvicinai piano, aprendo
ancora un pochino l'uscio per vedere meglio, aveva in mano una delle mie
scarpe da ginnastica, le mie vecchie e gloriose All Stars nere, che ormai
quasi non mettevo più.
Con una mano la teneva premuta contro il viso inspirando regolarmente
attraverso l'apertura e con l'altra, padroni di non crederci, si stava
dolcemente carezzando tra le cosce, i mugolii emergevano soffocati dalla
scarpa, ma a quanto pareva, godeva parecchio, tanto che di li a qualche
minuto l'ho vista irrigidirsi e stringere le gambe in quello che quasi
sicuramente era stato un poderoso orgasmo. Ho fatto finta di nulla, sono
tornata all'ingresso, fecendomi sentire mentre aprivo e chiudevo la porta d'
ingresso, L'ho sentita sistemare tutto velocemente e spegnere la luce. Da
quel giorno ho cominciato a indossarle tutti i giorni, senza nemmeno
cambiare le calze, che a volte non mettevo neanche.
Nel giro di una settimana si era trasformate in due bombe chimiche. Ma al
mio rientro, un'altra sera, feci apposta a fare piano e rividi ancora la
scena, rimanendo li fino all'inevitabile orgasmo, che, questa volta mi
sembrò ancora più forte e intenso, a quel punto sono entrata; colta all'
improvviso non sapeva più cosa fare, l'ho presa per i capelli e le ho
dettocai che da quel giorno sarebbe stata la mia schiava tuttofare, penso
che non aspettasse altro perché si è gettata ai miei piedi, finalmente
felice di poterli odorare dal vivo.-
Gli invitati erano tutti in silenzio, Angela aveva finito di leccare le
suole e tutto il resto degli stivali, ormai rilucevano come se vi fosse
stato passato sopra il lucido. -Brava ora toglimeli, e passa la tua
linguetta sui piedi, dito per dito, fai vedere a tutti come ti piace
succhiare i miei alluci.-
Sfilati, si perse un attimo ad odorarli in estasi e poi cominciò a
succhiarli come se fossero le teste di due organi maschili. Anna riprese il
racconto, -Da quel giorno i miei piedi, visto il gusto che provava ad
annusarli e a leccarli, sono diventati un premio per la sua buona condotta,
e se avesse obbedito ad ogni mio ordine e il primo fu quello di non
indossare mai nessun vestito mentre era in casa. Si è trasformata in un'
ottima donna di casa, pulisce, lava, stira, cucina.
- Ora invito chi volesse favorire della sua lingua di farsi avanti, Piggy
sarà felice di annusare, baciare, leccare i piedi di chiunque di voi.
Inizialmente fu l'imbarazzo generale a prevalere ma poi, Gessica, una
provocante brunetta con i capelli a spazzola e la pelle scura, fece cenno a
Angie di avvicinarsi, - slacciami gli anfibi, vediamo se riesci a reggere
anche il mio di odore.- la schiava slacciò con cura le stringhe, tolti gli
stivaletti Gessica premette con sadismo le punte dei piedi, inguainate in
calzini a strisce colorate, sotto il naso da porcellina sollevandolo e
facendole respirare il suo penetrante aroma.
-Ragazzi è vero, questa annusa a pieni polmoni, toglimi le calze!- detto
fatto, i piedi, ora liberi, si posizionarono ora uno sotto il naso ancora, e
l'altro tra le cosce divaricate di miss Piggy.
-Da non credere, è bagnata fradicia!- si fece succhiare ancora un po' le
dita e poi la lasciò libera. Altre de ragazze vollero provare l'ebbrezza,
più per curiosità che altro. Lo fecero insieme, passandole i piedi
dappertutto, tra le cosce, sui seni e usandoli anche per darle degli
schiaffetti. Tra gli uomini, solo Marco, il migliore amico di Anna. Si
decise a provare la morbida lingua dell'americana, gli altri erano più
propensi a scoparsela. Ad un certo punto, avendo scoperto questa sua
bisessualità mi venne voglia di provare, di provare la sua lingua su altre
parti, più sensibili, non avrei mai immaginato quanto piacere potesse
regalarmi una lingua femminile. La prima volta stavo guardando la
televisione e lei se ne stava buona buona sul pavimento, mi ero appena fata
la doccia e mi ero infilata una gonna e una maglietta senza nulla sotto. Di
colpo la presi per i capelli e, sollevatami la gonna le indicai il mio
triangolo, tirò fuori una lingua incredibilmente abile, credo di non essere
mai venuta in così poco tempo. Da quel momento, ogni occasione era buona per
farmi leccare. Quando mangio, lei rimane sotto il tavolo a far andare la
lingua, quando leggo, sta' tra le mie gambe come una cagna e lecca senza
sosta-
La ragazza si stava continuando ad occupare dei piedi della sua Padrona, ma
dal suo viso traspariva un fortissimo imbarazzo.
-Povera Piggy, non hai mangiato nemmeno un po' di torta tu, rimettimi subito
gli stivali e vai a prendere il cellophane!- ordinò secca Anna, la curiosità
crebbe ancora una volta. Tornata, la ragazza stese in mezzo alla sala, un
foglio di sottile plastica trasparente, la festeggiata prese quindi la torta
avanzata e la mise in mezzo al foglio di plastica, Piggy aspettava a testa
china inginocchiata di fronte al dolce, Anna inizio a calpestare la torta
schiacciandola sotto i suoi stivali, la calpestava con sadico piacere
impastandola bene contro le suole, una volta soddisfatta del suo operato
porse di nuovo lo stivale ad Angie, che, diligentemente, la prese in mano
mangiando tutti i rimasugli, lucidando per l'ennesima volta il cuoio.
-Ma prego, chi volesse fare una camminatina qui sulla torta, Angie sarà
felice di mangiarne ancora un po' dalle vostre scarpe, non abbiate paura,
non aspetta altro, è una golosona, vero Piggy?-
Gessica si alzò, le piaceva questo gioco, trovava eccitante umiliare una
specie di fotomodella alta come una pertica e dalle misure atomiche, trovava
che fosse giusto, doveroso, nei confronti di tutte le altre ragazze normali,
affondò con piacere gli stivaletti anfibi negli avanzi di panna e pan di
spagna. -E ora lecca, cagna statunitense, poliscimeli bene, tra le righe di
gomma della suola, non deve rimanere nemmeno una briciola-
Angie ormai stava apertamente singhiozzando e piangendo, ma questo non
faceva che aumentare la sadica eccitazione di Gessica, che ormai la teneva
premuta contro la suola, trattenendola per i capelli, tutti gli altri
presenti, parlottavano tra l'imbarazzato e il divertito. Anche Gessica si
placò, conscia di essersi inzuppata gli slip con questo eccitante giochino.
Ormai l'ora era tarda, tutti iniziarono ad alzarsi e a salutarsi, non
facendo più nemmeno caso al disastro di in cui si era ridosso il pavimento,
fortunatamente protetto dal cellophane.
-Anna, dovresti mettere dei giornali all'ingresso, così non ti sporchiamo il
pavimento- Alla ragazza brillarono ancora una volta gli occhi. - Macché
giornali, Angie, mettiti all'uscita dalla stanza, pulirai tu le scarpe degli
ospiti, prima che escano, se troverò il pavimento sporco sarà solo colpa
tua, capito?-
-Annuendo si mise sull'uscio, e compiendo i suoi umilianti gesti di
pulitura, ringraziava tutti, tra le lacrime, per essere venuti alla festa
della sua amica.
-Uno di questi giorni me la dovrai prestare per un pò.- disse Gessica ad
Anna -Puoi venirtela a prendere quando vuoi, grazie ancora di essere
venuta- -Ma figurati, magari tutte le feste fossero così divertenti-
Una volta andati via tutti, Angie, alias Miss Piggy, riordinò tutta la casa,
lavando bicchieri, ripiegò con cura la plastica stesa sul pavimento, e dopo
aver passato la scopa in ogni angolo del salotto, andò in camera da letto,
fermandosi sull'uscio ad ammirare l'amica che si stava spogliando, la amava
oltre ogni limite -non penserai mica di venire a letto conciata così, fila
subito a farti una doccia- le ordinò secca Anna, facendola ridestare dal
sogno ad occhi aperti. Si infilò subito nelle quattro pareti di vetro, in
bagno, a lavare via le rimanenze di quel party selvaggio, l'unica cosa che l
'acqua non portava via era l'umiliazione cocente che aveva mandato giù per
tutta la sera, una sensazione che combatteva col suo ormai sfinito orgoglio,
e che non fece altro che eccitarla di nuovo, mentre ripensava a tutti i
momenti più bollenti della serata, passò velocemente anche il rasoio su
tutto il corpo, depilandosi accuratamente. Una volta asciutta si lavò i
denti e ritornò in camera da letto, fermandosi sempre sull'uscio, non sempre
Anna la voleva tra i piedi, la osservò seduta sul letto con addosso solo una
maglietta rossa della Benetton, gli sguardi si incrociarono e col sorriso
malizioso che ormai conosceva, la sua amica padrona allargò
significativamente le gambe, un muto invito a farla godere che la riempì di
gioia.
In ginocchio profuse tutte le sue energie mangiando letteralmente quel
frutto succoso e profumato che aveva trasudato per tutta la serata,
regalando l'orgasmo alla donna che le aveva cambiato la vita. Finito non si
asciugò nemmeno il viso umido di umori, rimanendo in ginocchio sperò fio all
'ultimo che Anna la facesse dormire accanto a lei come a volte faceva. -No
stasera no, te ne rimani li per terra, a proposito, una mia amica, Sandra,
ha lasciato qualcosa per te, era timida per farlo durante la festa, ma le
avevo già parlato delle tue passioni da cagna; così, siccome era appena
tornata dalla palestra mi ha lasciato qui la borsa con i panni sporchi, sei
fortunata, nel ripiano inferiore ci sono anche le sue scarpe, ha detto che
le ha messe per due settimane sena le calze, si è fatta venire pure le
vesciche per te, la prossima volta la dovrai ringraziare adeguatamente, ora
gioca pure con la sua roba, domani la laverai e la stirerai per bene, la
viene a recuperare domani sera- -Thank you Mistress, sei la Più migliore che
c'è- Anna ruotò gli occhi al cielo -Ma quando imparerai a parlare un
italiano decente mi sembri Heater Parisi negli anni ottanta, vedi di non
fare troppo rumore- e spense la luce.
Angie apri delicatamente la pesante borsa di Nylon, quasi fosse uno scrigno
di tesori, assaporando subito il forte odore di sudore che ne usciva, e
tirando delicatamente fuori il suo contenuto si sdraiò sul parquet della
camera con una mano sotto il suo ventre, preparandosi a svariati orgasmi,
senza vedere che Anna dall'alt del suo letto faceva la medesima cosa,
eccitata dall'ennesima dimostrazione di perversione della sua schiava.
Anche non essendo un amante del genere mi è sembrato piacevole, anche
se noto una particolare attenzione al dettaglio psicologico
dell'umiliazione.
Mi lascia decisamente l'amaro in bocca.
Per curiosita': cosa cambierebbe?
Bye,
Red
--
...e la pianta grassa disse: "Che palle..."
Non so. Mi ha lasciato completamente indifferente. Troppo "freddo" per i
miei gusti.
Impresa non facile commentare un racconto scritto all'inizio in terza
persona, che riporta brani in prima, e torna ad essere in terza persona. A
mio parere alcuni periodi avrebbero bisogno di una migliore punteggiatura
perchè sono troppo lunghi. Ci sono alcuni errori che potrebbero essere
facilmente eliminati usando il controllo ortografico grammaticale di
windows. Nell'insieme mi sembra un po' slegato si fa fatica a seguire
l'evolversi della storia. Ti faccio un esempio:
> Tutto è cominciato sei mesi fa, all'arrivo di Angie in Italia, dovete
sapere
> che lei è di Chicago, studia economia ed è la capitana della squadra di
> basket della sua università, siamo subito andate d'accordo io e lei, si è
> subito sforzata di imparare l'italiano e io ho migliorato molto il mio
> inglese da quando è qui. Tutto procedeva in maniera liscia, quando un
giorno
> sono rientrata a casa dopo una serata fuori con gli amici, ho aperto piano
> la porta, perché pensavo stesse già dormendo e appena dentro mi sono
levata
> le scarpe per non fare rumore, mi sono avviata verso la camera, la luce
era
> accesa e la porta era socchiusa, la potevo intravedere seduta di schiena
sul
> pavimento, nuda, e questo m'incuriosì, cosi mi avvicinai piano, aprendo
> ancora un pochino l'uscio per vedere meglio, aveva in mano una delle mie
> scarpe da ginnastica, le mie vecchie e gloriose All Stars nere, che ormai
> quasi non mettevo più.
Per essere credibile dovevi raccontarci come ci era finita nella casa della
protagonista. Ci era capitata lì dal cielo?
Spero che vorrai prendere la mia critica come stimolo per migliorarti.
ciao! ciao!
farfallina