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LA MADRE DEL MIO AMICO
Alle tre del mattino, il mio amico fece accostare la macchina davanti a casa
mia,dove eravamo usi terminare la serata,
nelle chiacchiere,a volte vane,a volte saggie degli ubriachi malinconici.
Dopo circa mezz'ora di conversazione una macchina si fermo' dietro alla
nostra,ma
noi non vi facemmo caso piu'di tanto.
Dopo un po' di tempo il mio amico guardo' nello specchietto.
-"Cazzo Max guarda quei due schifosi come slinguano!"
ed io"Maledetti dove?.." quando mi girai vidi all'interno di una vecchia
Lancia Thema ,due corpi avvinghiati.Si baciavano profondamente, ignari di
tutto cio' che li circondava ,l'uomo palpeggiava furiosamente la donna che
sembrava non aver pace sotto l'invadenza di quelle due mani indiscrete.
La luce era poca e non si poteva distinguere all'interno dell'abitacolo
quale fosse l'identita' dei due occupanti.
Mi girai rattristato dalla scena , ricordardandomi, che
quella sera per me', sarebbe finita in bianco
"Hai capito la troia come si fa sbattere"e mentre lo dicevo l'avevo gia'
dimenticata,tra i fumi dell'alcol e discussioni di sesso e di macchine che
Nico aveva provveduto a reintavolare.
Dopo un po' guardai l'orologio della macchina;erano le 4.
"Nico adesso vado a dormire ti saluto"
"Ok Max ci vediamo"
Aprii la portiera e scesi pigramente dall'auto, nello stesso istante in
cui dalla macchina dietro usciva la donna.Pensai subito che abitasse li
nel mio palazzo e la curiosita' mi fece indugiare un istante, prima di
avviarmi verso le scale.
In quell'attimo, la donna si giro'.Fu uno shock per lei come per me, quando
in un' attimo riconobbi Ludovica, madre di un mio amico e lei riconobbe
me.Posai lo
sguardo
sull'uomo, rendendomi conto che non era suo marito.
In quell'attimo, sul viso della donna, vidi sfilare una serie di
emozioni;sorpresa, vergogna, paura...ed infine collera.
Infatti mentre ci guardavamo, l'uomo all'interno della vettura prese a
toccarle il culo con fare inequivocabile,togliendole definitivamente la
possibilita' di trovare qualche scusa plausibile.
Comunque, per toglierla da ogni imbarazzo, distolsi lo sguardo e mi diressi
verso casa.
Alle mie spalle sentii chiaramente la sua voce incollerita "Mollami
idiota!Non vedi che ci vedono?".
Tolsi le chiavi dalla tasca e mentre aprivo, udii chiaramente i suoi
passi..tic..toc..tic...scarpe coi tacchi,di quelle che sulle donne di mezza
eta', ancora
piacenti , fanno venire torbide fantasie.
Scrollandomi di dosso quei pensieri, entrai nel portone ed imboccai le scale
per arrivare al mio piano.I passi arrrivarono, fermarono il portone prima
che si chiudesse,entrarono e poi fu silenzio.
Arrivato davanti alla mia porta, mi preparai ad entrare,poi, all'improvviso,
nell'eco silenzioso della tromba delle scale, sentii il
bisbiglio"Max.......Max......Maaax"
Era lei e mi chiamava.Pensai che sicuramente mi avrebbe detto, che si era
fatta
accompagnare da un amico di famiglia,magari il cugino o lo zio,che non era
come pensavo e forse mi avrebbe chiesto di non dire nulla a nessuno.
Scesi piano le scale e la trovai di fronte alla porta di casa
sua,mi osservava con un espressione di accusa mista ad odio, del resto avevo
scoperto i suoi segreti e potevo rovinare la sua famiglia.
Mentre pensavo a tutto questo lei si avvicino' ,era piu' bassa di me,sulla
cinquantina,ma ancora piacente,il corpo pieno, i fianchi un po'larghi.Un
sedere ben fatto, fasciato da una gonna nera sopra il ginocchio,con un
lieve spacco, da cui fuoriuscivano due gambe. non magre ma gradevoli,
inguainate da
calze di nylon velate nere con la riga dietro.
Indossava una camicetta bianca. con una generosa scollatura, da cui si
intravedeva l'abbondante seno, e sopra una
giacchetta in tinta con la gonna.
Mi guardo' ,i capelli neri corvini raccolti dietro che incorniciavano un
bel viso abbronzato e due occhi del color della pece.
Due labbra carnose e sensuali,denti ancora bianchi.
"Max....io.....sai...ti prego non dire niente a mio figlio,so che siete
amici.....non rovinarmi la vita.."Adesso non era piu' la donna spocchiosa
piena di se' che incontravo sulle scale durante il giorno,adesso non era
piu' la madre del mio amico ,era una donna come le altre ,che mi
chiedeva, che mi pregava.. me, che avevo la meta' dei suoi anni...
La guardai profondamente,ricordando tutte le volte che avrei voluto
spogliarla,strapparle di dosso quei vestiti insieme con tutta la sua boria.
"Max ...perche' non rispondi...io ...ti prego non dirlo...faro' quello che
vuoi.......ma devi promettere..."
Ecco, il momento era arrivato,l'intoccabile "signora" per il mio silenzio,
quanto era disposta a pagare?
"Cosa vuol dire quello che voglio,cosa vorreSTI dire?"dissi
Lei si avvicino' a un palmo dal mio viso, potevo sentire tutto il suo
profumo,forte e dolciastro,doveva essersene spruzzato a litri prima di
uscire ed ora
era ancora li',pronto a far accendere il desiderio, in chiunque ne avesse
percepita la fragranza.
Alzo' una mano e me la poso' sul braccio,le sue unghie erano lunghe e ben
curate,smaltate di un rosa pallido ,le dita ingioellate con molti anelli
d'oro e da
sotto la manica, si intravedeva un piccolo bracciale di foggia molto
delicata.
"Max.. so di non essere piu' giovane, ma sono ancora bella no?"
Mentre cosi'diceva , incomincio' a passarmi le sue unghie appuntite su e
giu' sul mio braccio,tutti i miei peli cominciarono a
sollevarsi cosi' come il mio membro.
"Vorresti dire che per il mio silenzio saresti disposta a..."
"Si sono disposta a... darti il mio corpo,"
Cosi' dicendo mi si avvinghio' contro,sentivo il suo grande seno
strofinarmi sul petto,una gamba infilata tra le mie, mentre le sue mani mi
toccavano la schiena e poi la sua bocca si incollo' alla mia,la lingua
impazzita,incomicio' ad esplorare la mia cavita' e si
intrecciava con la mia , toccando o respingendo,poi mi staccai di
botto.
Non volevo approfittarmi di lei,ma cio' che aveva fatto accese in me il
fuoco ed un uomo non e' fatto di marmo.
"E va bene allora vieni qui"
La condussi nel sottoscala e la misi con la schiena contro il muro,premendo
il mio corpo contro il suo,
sino a strofinare il mio membro all'altezza delle sue coscie.
Lei avverti' subito la pressione e comincio' a divaricare le gambe.La
mia lingua riprese a cercare la sua, mentre con le mani la toccavo e la
palpavo.
Cominciai a toccare le sue gambe , risalendo verso l'alto,sentivo la
superficie velata delle calze, poi insinuandomi sotto la gonna ,al mio
tatto
si rivelo' la pelle nuda,fresca,morbida ed invitante.Guardai e vidi che
portava un
reggicalze ed un paio di mutandine di raso nero.
A quella vista la voglia che avevo di montarla si centuplico'.
Le tolsi la giacca,sbottonai la camicetta,
scostai il reggiseno e presi quelle due grosse mammelle, soppesandole come
grossi meloni maturi, accarezzandoli dolcemente per godere della loro
consistenza.
Pensai come sia stran che alle donne, dopo una certa eta' ,crescano i seni
cosi' tanto.
Affondandovi il viso e gustando appieno la loro fragranza,cominciai a
succhiare avidamente i capezzoli ,che al mio tocco si erano inturgiditi,nel
frattempo con la mano mi facevo spazio tra le sue mutandine .
Al mio tocco, una fitta peluria ricciuta si contrapponeva alla sericita'
delle sua biancheria intima,sino a che arrivai alla fonte della vita,alla
sacra apertura da cui tutti siamo giunti e in cui tutti aneliamo
tornare....
Trovai le grandi labbra turgide e prominenti,con delicatezza sfiorai
l'interno di quello scrigno, per accorgermi che era gia' fradicio dei suoi
umori.
"Ludovica,come sei bella..ti voglio..."le dissi
"Oh..oh...si ...mhh"Con la sua bocca umida e lasciva comincio' a
suggermi il collo ed un orecchio,da cui il suo ansimare,mi arrivava chiaro
ed eccitante.
Passai un dito su tutto il suo perimetro,soffermandomi sul turgido
clitoride.Sussulto'al mio tocco, sporgendo in avanti il bacino per
facilitarmi il compito.Le infilai un dito all'interno per esplorare quel
meraviglioso
anfratto,muovendolo con ritmo lento e costante.
Ad un tratto nei suoi occhi vidi un guizzo; era la ragione che la
abbandonava,
lasciando il posto alla passione piu' completa.In questo stato abbasso' le
mani
e comincio' a slacciarmi la cintura con frenesia,non poteva piu'
aspettare,lo voleva dentro,li' adesso in quel sottoscala angusto, sbattuta
al muro come una troia qualsiasi....
Il pensiero riattizzo' la mia fiamma.
Sentii le sue mani che sbottonavano la patta dei miei jeans ,mi abbassavano
i boxer ed afferravano' il mio sesso,tirandomi verso di lei come un cane
ed il suo guinzaglio; mi invitava a penetrarla.
"Dai...presto...non ce la faccio piu'...."Implorava
Le sollevai la gonna sui bei fianchi pieni e sodi,le alzai una gamba
tenedola con una mano,mentre con l'altra le scostai le mutandine e lo apposi
delicatamente sulla sua fessura,trascinandolo con movimenti longitudinali ed
indugiando ancora.
"Ti prego lo voglio....mhh...entra dai...."
"Dimmi che ti piace..dimmi Max per favore ..."le dissi con un
ghigno.
"Oh..si...Max..per favore mettilo dentro...mmh..prestoo..."
A quelle parole il mio uccello trovo' la sua strada,entrando ed
infradiciandosi di quel dolce vischio.Cominciai a pomparla piano
dolcemente,senza fretta,con la sua gamba sollevata intorno al mio corpo.
Ondeggiava al mio ritmo,buttando la testa indietro rapita dal piacere.
Mentre cosi' la possedevo,con la mano libera le palpavo i grossi seni e
con la lingua leccavo il suo collo.
"Ahh...Ludovica...mi piaci...era tanto che ti desideravo"
"Ohhuhh....lo so ....ho visto come mi guardi..mmmhhh...quando mi
incontri...aaah"
Andai avanti non so quanto,in quel dolce stato fino a che lei si fermo'
"Aspetta prendimi da dietro ..vieni"
Si tolse dal corpo il mio membro che scivolo' via con un rumore di
risucchio.Si volto'
dandomi le spalle, si mise giu' con la schiena,alzandosi la gonna e
mostrandomi oscenamente il suo posteriore .
"Dai presto ..."Cosi' dicendo si spostava di lato le
belle mutandine ormai intrise dei suoi copiosi umori, mostrandomi il suo
roseo tesoro.
Era splendidamente porca,con una mano smaltata di rosa appoggiata al muro
e l'altra dietro,i piccoli tintinnii dei suoi gioielli,le sue gambe piene,la
riga delle calze.Era piegata in due sui suoi tacchi a spillo,le gambe
leggermente piegate la gonna sui lombi ed il reggicalze teso.
Era troppo.Mi avvicinai ed afferrandola per i grandi fianchi la penetrai ma
questa volta con forza.
"aaah....siiiiii..."Il suo gemito riecheggio' nelle scale ,ma ormai reso
sordo dalla bramosia di averla, non sentivo piu' niente.
I miei sensi erano tutti per lei;i miei occhi divoravano il suo culo le sue
gambe,la sua schiena che si arcuava sotto i miei colpi,il mio olfatto si
riempiva inebriato dal suo profumo dolce ,che si mischiava a quello
muschioso e forte dei suoi umori di donna infoiata,le mie orecchie udivano
i suoi gemiti ed i suoi respiri sempre piu' veloci,le mie mani reggevano
come due coppe le splendide poppe che ballavano avanti ed indietro,ed il mio
uccello....vero protagonista della scena,andava,veniva toccava
accarezzava,trastullava le viscere di quella donna regalando a me ed a lei
un piacere acuto che ci stordiva.
Quando comincio' a singhiozzare sommessamente mi accorsi che stava per
venire.
"ahhh...dai...piu' forte...mhh...ci sono"
Cominciai a sferzarla piu' lentamente di prima,ma ogni colpo era un maglio
che le entrava nella carne,sempre piu' su ,cercando di arrivare in luoghi
inesplorati prima,squassandole il corpo e l'anima,tanto che dovetti metterle
una mano sulla bocca per impedirle di urlare,li' sulla tromba delle scale.
Venne con un orgasmo intenso,acuto,che la stordi' per un istante ,tanto che
le gambe le cedettero, mentre sulla mia asta , scendevano copiose
le prove del suo pacere.
Si abbandono' dolcemente nelle mie braccia, venendo indietro sedendosi quasi
sul mio uccello,contraendo i muscoli all'interno della vagina, avvolgendomi
la carne e massaggiandola ad impulsi.
"Ohh max....e' stato bellissimo..."
Ma io non ero ancora venuto,l'alcol aveva prolungato la mia resistenza piu'
di quanto avessi osato sperare e ricominciai lentamente a muovermi in lei.
In quel mentre, udii il portone che si apriva.Il respiro mi si blocco'
insieme
al cuore,quasi avesse paura di far rumore.Ci appiattimmo bene contro il muro
nell'oscurita',in piedi,lei davanti io dietro,la gonna ancora alzata i due
sessi ancora uniti.
Lei cerco' di copririsi in qualche modo, ma io le trattenni le mani,per
impedirle di fare rumore.
I passi arrivarono vicino a noi, la luce si accese ci folgoro' per un
istante bianca e asettica,riuscii a distinguere tutti i particolari
dell'ambiente e di lei.
Il rossetto sbaffato,il trucco pesante,la sua biancheria le sue
parti intime scoperte.D'un tratto come se la luce le avesse ridonato
l'arroganza
d'un tempo,si volto' a guardarmi mentre il suo corpo rimaneva infilzato al
mio.
"lasciami,ci scopriranno,lasciami"sussurro' in tono autoritario, come se
neanche sapesse che nel suo corpo teneva una parte del mio.
Le misi una mano sulla bocca per impedirle di parlare e restammo immobili.
I passi svanirono per le scale,inghiottiti dal tonfo di una porta e poi di
nuovo il silenzio... il buio.
Nell'oscurita', ricominciai a muovermi in lei piano mentre le tenevo i
fianchi.
"Noo...ti prego ...mmhh....basta.....passa gente..."
"Zitta,tira fuori le chiavi,entriamo a casa tua"Eravamo infatti
d'innanzi alla sua porta al piano terra.
"No..ti pre..go...ohh...non puoi farmi que..sto....mio figlio torne..ra'
prima dell'alba...mmhh"cominciava ad avere difficolta' ad articolare le
parole.
Cominciai a camminare in avanti, con lei impalata sul mio membro,le feci
piegare le gambe per raccogliere la borsetta che le era caduta e cosi' come
un animale a due schiene, ci dirigemmo verso la sua porta.
"Prendi le chiavi, dai apri"le dissi, mentre continuavo a menarglielo in
corpo
"Sii"
Afferrato il mazzo,cercava convulsamente nel buio di infilare la chiave
nella toppa,finche' la trovo'
Apri' la porta ed in fretta entrammo all'interno.
Una casa normale come tante,moquette marrone(disgustosa)sul
pavimento,tappezzeria a cerchi marroni(orrendi) alle pareti.
"Dov'e' la cucina"
"D-di quaah"disse indicando con una delle sue unghie rosse.
Arrivati in cucina lo estrassi dalle sue viscere e la feci sdraiare sul
tavolo,lei rabbrividi' al contatto con il marmo freddo.le alzai bene la
gonna e le sfilai le mutandine,le aprii bene la camicietta e il
reggiseno dietro.
Era una visione quantomai eccitante,averla li pronta , le gambe aperte
con quelle bell cosce grandi e soffici,il vello nero ricciuto ed in mezzo
la rosea fessura.
Le presi le gambe e le appoggiai sulle mie spalle,mentre la tiravo verso di
me sul bordo del tavolo.
Penetrai nuovamente in lei ,la quale non aspettava altro.
"Uuuhmm..che be...llo"
In piedi davanti a lei incominciai a fotterla velocemente,sentivo le mie
palle sbattere contro il suo sesso con uno schiocco sordo,sempre piu'
velocemente....stavo per venire
"Ahh..Ludovica...ti voglio.. ci sono "dissi
"Sii vienimi de....ntro....mhh..."
"Sei sicura"
"Non posso piu' avere figli"
Per un istante provai pena per lei,per quella donna ,per quella madre,ormai
sterile inutile....eppure un utilita' l'aveva,mi stava donando un piacere
grandissimo.
Cosi' venni in lei,in un turbine di pensieri ed emozioni,nuove.....pensando
che stavo possedendo una donna che era nata almeno 25 anni prima di
me,....chissa'
quanti uccelli aveva preso quella grande figa scura prima che io venissi al
mondo ed adesso era li, a soddisfare anche me.......
Il mio seme la inondo' a fiotti, riempiendo le cavita' piu' intime e lei
parve
assaporare ,con il suo sesso, ogni singola goccia che dal mio uccello
stillava,sentivo la sua vulva contrarsi spasmodicamente.
Le gambe mi cedettero e mi accasciai sul tavolo sopra di lei,sopra lo
splendido guanciale delle suo grande seno.
Rimasi un attimo assorto in lei, mentre con mia meraviglia la sua mano mi
accarezzava
i capelli.
"Caro il mio piccolo Max...anch'io ti desideravo,mi stai facendo provare
piaceri che non credevo piu possibili......sento un fuoco nel
ventre,,,,riusciresti a spegnerlo?"Col sorriso del gatto mentre osserva il
topo,mi stava chiedendo di regalarle un'altro piacere.
"Va bene ma devi aiutarmi un po' "
Estrassi il membro dal suo corpo,ed insieme ci spostammo nella sua camera da
letto
"Aspettami qua vado a cambiarmi,tu puoi usare l'altro bagno"disse
Mi sciaquai abbondantemente e dopo un po' tornai nella stanza.
Con mia grande sorpresa lei era gia' la.
Stesa sul lettone,si era cambiata ed indossava una camicia da notte
molto provocante,di raso nero,un paio di calze autoreggenti completamente
ricamate a pizzo ed un paio di sandali dal tacco a spillo.
"Vieni spogliati"mi disse con voce resa roca dall'eccitazione.
Mi spogliai di tutto, tranne che dei boxer
"Questi li devi togliere tu"
Lei si avvicino' con un soriso furbo,si sedette molto lentamente sul bordo
del letto di
fronte a me,afferro' i boxer e con uno gesto rapido li tiro' giu'.
Non mi ero ancora ripreso dalla sorpresa che gia' il mio sesso, era
scomparso completamente nella sua cavita' orale, molle e accogliente.
Comincio' a succhiare prima piano e poi forte,mi faceva impazzire.
Questa donna forte della sua esperienza sessuale pluritrentennale , mi stava
impartendo una lezione che difficilmente avrei dimenticato
Succhiava ,tirava, togliendomi il respiro e l'anima che pareva dovesse
abbandonare il suo corpo attraverso la mia appendice.
Quando il mio uccello crebbe a dovere' , si stacco' e mi guardo'
con un sorriso che mi rivelo' le sue intenzioni.
Si sdraio' sul letto alzandosi la camicia da notte,allargo' le gambe
oscenamente e mentre allargava le labbra del suo sesso,passava la lingua
lascivamente sulle labbra.
Io mi buttai a capofitto tra le sue braccia che mi strinsero fino a
soffocarmi sulle sue grandi mammelle,poi con una mano esperta, lo prese
e se lo tiro' dentro
"Ahhh sii finalmente....."
Mentre cominciavo a fotterla con rinnovata energia,la spogliai completamente
di cio' che indossava ,lasciandole solo le calze e le scarpe.
Mi incitava continuamente a batterla piu' forte ed io temevo quasi di
romperle qualcosa.
Sentivo il mio uccello che saliva fino a toccarle il collo dell'utero,e le
sue gambe erano cosi' divarivcate, che temevo si rompessero.
Poi venne, fra singhiozzi e gridolini smorzati
"Ahh ....daiii...piu' fo rte.....den...troohh"
I suoi fluidi scesero lentamente sul letto e lei ansimante si fermo' a
riposare.
Nel frattempo le tolsi le calze e le scarpe e la abbracciai.
Godemmo reciprocamente della nostra nudita'.
Rimanemmo cosi' per non so quanto tempo,finche' mi staccai da lei,le aprii
le
gambe e chinandomi fra le sue cosce, presi a leccare delicatamente quel
bocciolo non ancora sfiorito e nel pieno della sua bellezza.Il dolce miele
che da lei defluiva,mi entrava
in bocca saziando la mia sete.Il suo corpo si risvegliava sotto i colpi
della
mia lingua invadente , cominciando a sobbalzare sul letto quando presi a
suggerle il clitoride.
Comincio' a dimenarsi come un serpente,cambio' posizione e mi venne sopra.
Mi mise il suo grande posteriore sulla faccia ed io vedevo quella bella
opera della natura , troneggiare sul mio capo ed ondeggiare con il ritmo
della mia
lingua.Nel frattempo comincio' a succhiarlo con dolcezza,leccando
tutta l'asta,mordicchiandolo qui e la'
e passandovi sopra le sue unghie puntute che mi facevano rabbrividire di
piacere,specialmente quando le passava sui miei testicoli.
Mi sarei nutrito di quella donna in eterno,ma lei non fu della mia stessa
opinione;lentamente si giro' si mise a cavalcioni sopra di me e si impalo'.
"ooouuhhh....com'e' duro"Si sciolse i suoi neri capelli che ricaddero sulle
spalle.
Mise le sue mani sul mio petto ed io feci altrettanto col suo,poi comincio'
a danzare su di me come un alga nel mare.Saliva piano,piano,pianissimo,e poi
in cima alla vetta crollava giu' con tutto il suo peso velocissima,fino a
riprenderlo tutto fino in fondo,poi ricominciava.Mi fece esplorare nuovi
orizzonti del piacere, surclassando e ridicolizzando per sempre tutte le
sciocche ragazzine che avevo avuto fin'ora.Stupidi manichini senza
passione.
Prese poi a dondolare di lato oltre che su e giu',con movimenti
rotatori,mentre con le mani mi graffiava il petto ed il torace.
Poi si giro' si mise a carponi, il didietro sollevato,appoggiandosi ai
gomiti
e
divaricando le gambe mi mostro cio' che mi offriva.
"Vieni prendimi anche li'....ma fai piano"
Vedevo le sue grandi labbra turgide e rosee che mi chiamavano,ma io ero
diretto altrove.
Bagnai il suo orifizio con gli stessi suoi succhi e poi divaricandole bene
le grandi natiche lo spinsi dentro piano.
"Ohh...piano.....ti prego....sii.....mi piace.."
Mentre conoscevo un'altra parte del suo corpo ,le accarezzavo
dolcemente la schiena,chinandomi a morderle i morbidi peli sulla nuca o i
lobi delle orecchie,palpeggiando teneramente le sue burrose tette che
pendevano sotto di lei.
"dai...piu' veloce"
Aumentai il ritmo mentre con alcune dita la penetravo nella vagina o
trastullavo il suo clitoride.A questo trattamento parve impazzire e i suoi
mugolii si fecero piu' intensi.
Quando mi accorsi che stavo per venire,uscii da lei,poiche' io voglio che il
mio seme si sparga nella coppa dalla vita e non nell'ampolla dello sterco.
.
La sdraiai delicatamente sul letto, apri' le cosce e mi ricevette in
lei.Le sue gambe circondarono la mia vita, quasi temessero che avessi potuto
fuggire.
Il mio ritmo si fece lento,dolce,costante.Mi sforzavo di accarezzare col mio
membro tutta la sua vastita' e lei cercava di
stringerlo,succhiarlo,spremerlo,con il suo sesso.
Fu cosi' che venimmo insieme abbracciati,uno di quegli orgasmi a cui
aspirano tutti gli amanti,ma che pochi possono provare.Un orgasmo lento
strascicato,una morsa nelle viscere e nella testa,sentivo il suo corpo
fremere,le sue gambe sollevarsi di piu' ad accogliere tutto il mio seme e
godere del suo calore iniettato nel suo ventre.
"Ludovica....sei bellissima....vengooh"
"ahhohhh.....sii...caro....come mi fai...go...dere..mmhh"
Prese a baciarmi intensamente, come se fosse una ragazzina al suo primo
incontro
Mi accarezzava,mentre i nostri orgasmi ,cosi'come le ultime goccie del mio
sperma,giungevano alla fine.
Ci addormentammo insieme, uno dentro l'altra abbracciati.
Quando mi svegliai ,il sole filtrava da una persiana illuminando il suo bel
viso
abbronzato,guardai i suoi occhi che mi osservavano chissa da quanto.
La baciai teneramente sulla fronte e poi ,come un tocco di farfalle ,sulle
belle labbra carnose ed umide.Era un'altra donna ora,da troppo tempo era
stata oggetto del solo desiderio sessuale degli uomini.Aveva dimenticato la
tenerezza degli amanti.
Una lacrima le rigo' il bel viso
"...grazie...mi hai fatto sentire ancora donna,amata e desiderata ......."
"Potremmo vederci ancora?"chiesi
Mi sorrise con un lampo negli occhi
"Tutte le volte che vorrai.."
The fly
grazie..grazie..:-) Cmq non devi sentirti obbligato a scrivere che e'
bello,se per te e' mediocre scrivimelo pure...sono i commenti che
contano...:-))