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Travestito e sottomesso

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Eve Ellis

unread,
Feb 20, 2004, 7:32:55 PM2/20/04
to
Ciao a tutti,
è la prima volta che scrivo e che posto un racconto. Questa è la prima
parte, se vi piace continuo.

Attenzione, in questo racconto non ci sono donne, ma si parla di
travestimento e sottomissione.

Spero vi piaccia.

Prologo

Ci frequentiamo da un po'. Siamo amici ed ognuno di noi ha una vita
completamente diversa. Ci vediamo una volta al mese e scommettiamo su
tutto, carte, cavalli, calcio, qualsiasi cosa. Sempre con molti soldi
in ballo. E non sempre vinco. Nella vita faccio il consulente per
un'agenzia pubblicitaria, Luca ha un sexy shop, Aldo un locale in
provincia e Gianni non fa niente, ma è molto ricco di famiglia e passa
la sua vita sui computer. Questa storia è ambientata nella casa di
campagna di Gianni, più o meno 6 mesi fa.

Prima Parte

Avevo ormai realizzato le mie possibilità; zero! Ero semplicemente in
un vicolo cieco e non potevo fare più niente, la mia ingordigia mi
aveva portato in una situazione senza uscita. Non avevo abbastanza
soldi. E non sapevo neanche dovre prenderli. Mentre pensavo alla
cazzata che avevo fatto mi rendevo conto che gli altri ragazzi stavano
discutendo in modo molto bonario e scherzoso su quello che ognuno di
loro doveva fare. Gianni si sarebbe occupato, come prevedibile, di
preparare e piazzare computer, telecamere e macchine fotografiche per
tutta la stanza, Luca stava già uscendo per andare nel suo negozio e
fare scorta mentre Aldo, che ho sempre considerato come uno tra i miei
migliori amici, si sarebbe preoccupato di misurarmi e prepararmi in
vista del ritorno di Luca. Mentre gli altri andavano per la loro
strada Aldo mi chiese di alzarmi e ci dirigemmo verso il bagno; ero
ancora molto spaesato ma iniziavo a pensare che, a parte la vergogna,
non era poi tutto quel dramma. Pagare la cifra richiesta sarebbe stato
un dramma, questo solo un esperienza da dimenticare in fretta. Mi
dovetti spogliare e infilare sotto la doccia mentre Aldo cercava in
giro per casa un metro. La doccia mi svegliò un po' e appena uscito
venni sottoposto al rito della misurazione; mi misurava tutto il mio
corpo e segnava con precisione i numeri su un foglio. Mentre mi
porgeva una lametta da barba e la relativa schiuma prese il cellulare
per chiamare Luca e dargli tutte le mie taglie.
"Pronto Luca, puoi scrivere? Ti passo le misure di Lara".
Ecco, avevo anche un nome, scritto anche sul foglio delle misure.
"Ok, ci vediamo tra un paio d'ore" e riappese.
Avevo finito di farmi la barba quando Aldo mi portò una sedia e mi
chiese di sedermi.
"Adesso io inizio dalle gambe, tu occupati del petto e di qualsiasi
altro pelo che hai in giro" disse sorridendo. Io non avevo ancora
parlato da quando ero entrato in bagno e decisi di controllare ogni
mia reazione ancora per un po'. Ormai ero praticamente ricoperto di
schiuma e ad ogni rasoiata sentivo sempre più freddo. Non ho mai avuto
molti peli e l'operazione di rasatura durò relativamente poco e alla
fine potevo vedere solo un paio di minuscoli taglietti. Ma non avevo
più un pelo su tutto il corpo, dalle braccia ai genitali e al sedere
ero solamente liscio. Mi feci un'altra doccia e ci rimasi più tempo
possibile, la pelle adesso in alcuni punti un po' delicati bruciava un
po' ma il contatto con l'acqua calda mi dava sollievo. Uscito dalla
doccia stavo abbastanza bene, considerando tutto. E c'era ancora un
po' di tempo per un'abbondante dose di borotalco che mi fece stare
ancora meglio. Nel frattempo rividi anche Gianni, che entrò in bagno
sorridendo.
"Di là è tutto a posto Aldo, poi magari vediamo per le luci ma
l'immagine è decisamente buona, ho già fatto una piccola prova e si
vede tutto bene, al massimo spostiamo anche le due alogene del
soggiorno. Vieni a vedere".
"Arrivo, tanto ormai fino a quando non arriva Luca non si fa più
niente" ed uscì dalla stanza.
"Come va, tutto bene?" mi chiese Gianni; sembrava che si sentisse
molto a disagio. Bisogna considerare che è sempre stato il più timido
di noi quattro e che probabilmente neanche lui aveva ancora capito
bene cosa si stava facendo. Io non risposi ma il mio sguardo
rassegnato probabilmente era già abbastanza soddisfacente per lui.
Dopo neanche 1 minuto il campanello suonò. Luca. Adesso si faceva sul
serio e un minuto di brividi non me li tolse nessuno. Luca entrò in
casa con due valige enormi che appoggiò sul pavimento sbuffando.
"Ce n'è un altra, la vado a prendere. Ciao Lara, sei pronta?". Anche
stavolta non risposi ed abbassai anche lo sguardo sulle valige. Aldo
iniziò ad aprirle, e guardando attentamente all'interno iniziai a
preoccuparmi un po'. Cosa aveva portato? Non erano vestiti di pelle,
erano più lucidi, tipo plastica, e sembravano troppo stretti anche per
me che avevo un fisico esile. Mi chinai per toccarli proprio mentre
rientrava Luca con l'altra valigia.
"Sei impaziente Lara? Adesso ti vestiamo, stai tranquilla".
Aveva usato il femminile! Non ero ancora vestito, non ero ancora
"Lara", come piaceva a loro.
"Iniziamo" disse Aldo e senza aspettare approvazione dagli altri mi
chiese di togliermi l'accappatoio. Io ero lì, nudo, mentre Luca mi
veniva incontro con un seno finto, non esagerato, con i lacci come
quello di un normale reggiseno, probabilmente di lattice.
"Infila", e mentre facevo passare le braccia nelle fettucce di
plastica trasparente Luca si spostò dietro di me e mi aiutò ad
allacciarlo. Anzi, per la verità fece tutto lui, io mi muovevo il meno
possibile. Dopo questo toccava alle mutande e al reggiseno (che non
serviva visto che stava tutto a posto da solo), anche questi in quello
strano materiale.
"Latex" disse Aldo, "mi piace, lucido e stretto. Bella scelta".
Infilai le braccia nelle spalline e tutto fu agganciato come prima;
ora gli slip, che avevano una cerniera posteriore ed un piccolo
rinforzo anteriore dove inserire il pene. Impediva l'erezione mi disse
Luca, come se fosse convinto che mi sarei eccitato. Appena indossate
mi resi conto che erano abbastanza fredde e che il mio pene era
schiacciato verso il basso, ma non mi faceva male. Dopo arrivarono le
calze, un paio di collant praticamente trasparenti ma molto lucidi che
indossai, dopo essermi seduto, con molta fatica. Aldo rideva di questa
mia lentezza ma non disse niente, e così feci io, ma senza guardarlo
in faccia.
"Adesso viene il difficile" disse Luca mentre estraeva un affare dalla
strana forma pieno di lacci e cinghie dalla valigia. Un corsetto, di
pelle nera, molto rigido. Me lo dovetti infilare dai piedi alzandomi.
Luca e Aldo lo posizionarono nel modo migliore ed iniziarono a
stringere le cinghie e i laccetti.
"Basta, è abbastanza" fu la prima cosa che dissi dopo un paio d'ore di
silenzio assoluto.
"Per essere belle bisogna soffrire Lara, porta pazienza" disse Aldo
ridendo.
"Cazzo ridi, stronzo" esplosi io cercando di muovermi ma Luca
intervenne subito.
"Dai Lara, non crearci problemi, hai un bel fisico considerando che
non sei una donna, molto bello, ma il vitino da vespa è molto
importante".
"Basta, non respiro" piagnucolai ma nessuno disse niente e anche se mi
divincolavo riuscivano sempre a stringere un po' di più. Stavo quasi
per scoppiare ma ormai il corsetto era completamente chiuso; guardando
in basso vidi che mi aveva praticamente tolto gran parte delle mie
forme originali e me ne aveva data un'altra sicuramente femminile ma
anche molto dolorosa. Chiariamoci, non ho mai avuto il fisico da macho
e non sono mai stato molto muscolo, quindi avevano potuto stringere un
bel po' prima di fermarsi. Ma io respiravo a fatica ed avevo iniziato
ad ansimare.
Ci misi un minuto per adattare in mio respiro (ora decisamente
accorciato) al corsetto, ma appena mi calmai un po' ripresi a
respirare senza affanno. Mi portarono un altro paio di calze, questa
volta nere. Mi sedetti per infilarle e mi accorsi subito che il
corsetto mi limitava molto anche nei movimenti; non ero bloccato ma mi
potevo piegare di pochissimo e mi infilai le calze con molta fatica,
anche se questa volta scivolarono molto meglio sui collant.
"Ce la fai Lara?" disse Aldo.
"Non chiamarmi Lara stronzo" dissi con un filo di voce. Mi fecero
alzare aiutandomi e Luca mi agganciò le calze ai ganci sul corsetto
che facevano anche da giarrettiera. Dopo questa operazione fece
passare una cinghia del corsetto che pendeva davanti a me tra le mie
gambe e la chiuse dietro al corsetto. Adesso il pene era molto
schiacciato ed iniziava a farmi un po' male. Non dissi niente solo per
non avere altre risposte ridicole. Luca prese un vestito sempre di
latex nero dalla valigia. Mi sembrava molto corto e stretto, ed aveva
tanti lacci sul retro. Luca iniziò ad infilarmelo dalla testa
facendomi infilare prima le braccia non senza fatica da parte di
entrambi. Appena posizionato abbastanza correttamente iniziò a
stringere i lacci dietro alla schiena e sotto al sedere. All'altezza
del sedere aveva un'altra piccola cerniera. Praticamente appena tutti
i lacci furono stretti come al solito, con l'aiuto di Aldo, mi accorsi
che il vestito non si sarebbe mosso per niente al mondo. Mi arrivava
appena sopra al ginocchio ed aveva 2 spacchi laterali che mettevano in
vista un piccolo lembo di giarrettiera. Però non potevo fare passi più
lunghi di 20 centimetri e i lacci stretti sotto al sedere impedivano
alla gonna di alzarsi. Le maniche corte e le gambe scoperte mi
provocavano fitte di freddo anche se il resto del corpo era inguainato
nel latex.
"Guanti" esclamò Luca, e mi portò anche un paio di guanti sempre di
latex e sempre neri che mi arrivavano sopra al gomito.
"Almeno questi non danno fastidio" dissi con voce bassa ridendo. Anche
gli altri risero con me. Cosa stavo dicendo? Ero indolenzito,
abbastanza umiliato e ridicolo e scherzavo? Stavo impazzendo?
"Brava Lara, divertiti con noi" disse Aldo. Ecco, non ero impazzito,
ero rassegnato. Ormai ero in ballo, cosa potevo fare? Non sarei stato
in grado neanche di svestirmi da solo, con tutti quei lacci sulla
schiena. Dopo tutto questo mi misero anche un collare sempre di latex,
dicendo che serviva per coprirmi il pomo d'Adamo. Balle, mi stavano
addobbando come un'albero di Natale, più roba c'è e meglio è.
Purtroppo. Ed ho sempre odiato il Natale.
"E ora le scarpe, guarda che roba" mi disse Luca.
"Io non le metto" cercai di gridare con una vocina stridula. Perchè
stridula? Sembrava quasi una voce da ragazza. Perchè? La paura forse?
Comunque mi ritrovai davanti un paio di stivali, sempre neri, con un
tacco esagerato. Troppo esagerato.
"12 centimetri, belli vero" disse Aldo mentre mi sedevo rassegnato. Me
li infilai non senza fatica, e chiusi entrambe le cerniere. Mi
arrivavano appena sotto al ginocchio. Però non mi alzai subito, avevo
paura. Luca e Aldo mi si avvicinarono e mi aiutaro ad alzarmi. Mamma
mia, non ce la facevo. Sentivo i muscoli dei polpacci tirare e mi
aggrappavo a loro per non perdere l'equilibrio.
"Guarda Aldo, come ha tirato in fuori il culo. E che bel culo".
Cercai di fare qualche passo mentro mi reggevano loro. Certo,
camminare camminavo. Ma dovevo stare concentratissimo per non cadere e
adesso anche le gambe mi si indolenzivano.
Mi accompagnarono in bagno e mi fecero sedere. Mi trovai di fronte una
trousse enorme piena di colori, di creme e rossetti. Adesso eravamo
tutti in silenzio e, mentre i due "amici" mi davano ordini su come
muovere il viso per farmi truccare meglio mi accorsi che non avevo più
visto Gianni. Girai il viso e mi accorsi che era molto vicino a me, e
stava filmando tutto. Chissà da quanto tempo? Conoscendolo
probabilmente dall'inizio dell'arrivo di Luca. Comunque questa parte
del trucco non fu per niente fastidiosa e mi lasciai fare quello che
volevano. Mi misero in testa una specie di cuffia di nylon e Aldo si
avvicinò con una parrucca castana. I capelli sembravano veri, e magari
lo erano anche. Me la misero sulla testa e la mosserò un po'. Aveva un
buon profumo.
"Ecco, ci siamo. Direi che va tutto meglio di quanto pensassi" disse
Luca soddisfatto.
Mi fecero alzare e mi accompagnarono davanti ad uno specchio intero.
Sinceramente ero un po' emozionato ma mai avrei immaginato di vedere
una cosa del genere. Rimasi praticamente senza fiato per un minuto.
Mamma mia che figa. Veramente, con una così ci sarei andato al volo,
anzi, non ci sarei andato proprio perchè non avrei potuto neanche
avvicinarla. Ho sempre avuto ragazze molto carine, ma mai così. Certo,
ci sono tantissime donne più belle, per carità. Ma ero io. E che
fisico. I vestiti mi stavano a pennello, ed anche se il look era un
po' da "troietta" con il trucco avevano fatto un bel lavoro, sexy ma
non troppo marcato. Probabilmente nessuno si sarebbe accorto che ero
un ragazzo. Nessuno, io per primo.
Aldo ruppe l'incantesimo. "Allora Lara, adesso ascoltaci senza
fiatare. Tu hai perso, noi abbiamo vinto. Come da accordi sei a nostra
disposizione per tutto sabato e domenica. Non parlo di sesso
chiaramente. Non si parla di sesso tra di noi. Ma sei a nostra
disposizione. E nessuno di noi vuole riprenderti se fai qualcosa di
sbagliato. Però ricordati che devi ubbidirci e che, cosa molto
importante, puoi parlare solo quando noi ti chiediamo qualcosa, e con
la voce più femminile possibile. E ti devi comportare da donna in
qualsiasi cosa tu faccia, senza mai fiatare. Altrimenti paghi il
debito in denaro e non se ne parla più."
"Adesso noi tre andiamo in cucina a mangiare qualcosa, tu rimani qui e
ti eserciti. Devi imparare a camminare bene, devi essere rapida e
femminile nei movimenti. Vogliamo sentire il rumore dei tacchi sul
pavimento per tutto il tempo che passeremo in cucina. Non ti devi
fermare. Continua a camminare e cerca di essere sexy più che puoi. So
che non sarà facile ma abbiamo deciso così. Mentre mangiamo faremo
anche un programma per la mattinata di domani, te lo consegneremo dopo
e dovrai studiartelo attentamente. Hai solamente tre errori a
disposizione, e tre errori nella tua condizione si fanno in fretta.
Regolati. Hai qualcosa da dire?"
Ero basito, che cambiamento improvviso. Adesso avevo veramente paura.
"Ma ragazzi, non stiamo..."
"Zitta, non permetterti mai più di chiamarci ragazzi. Chi ti credi di
essere?" disse Luca, "Siamo i tuoi padroni, ci dovrai chiamare Padrone
Luca, Padrone Aldo e Padrone Gianni. Non parlerai molto ma le poche
volte che ti sarà concesso di parlare dovrai rivolgerti a noi così,
prima con il noi e poi dicendo quello che ti viene chiesto."
"Adesso basta Luca, mi sono stancato" disse Aldo, "andiamo in cucina.
E tu Lara inizia a passeggiare per la stanza, e non fermati. Hai
capito?"
"Certo Padrone Aldo" dissi con un filo di voce cercando di essere più
femminile possibile.
"Brava Lara, sei una brava servetta. E anche molto figa" disse Aldo
toccandomi il sedere e schiaffeggiandolo leggermente mentre si
allontanava con Luca.
"Salvo il filmato e arrivo" disse Gianni. Poi guardandomi mi disse "mi
raccomando Lara, impegnati e cerca di essere perfetta, domenica sera
arriva presto. Ma ricordati che ho messo delle webcam praticamente
ovunque e sei sempre sotto controllo".
Io non dissi niente ed iniziai a camminare trattenendo le lacrime.

Fine Prima Parte
Continuo?

Diagoras

unread,
Feb 22, 2004, 11:38:01 AM2/22/04
to

"Eve Ellis" <eve_...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:dc2ae120.04022...@posting.google.com...

> Ciao a tutti,
> è la prima volta che scrivo e che posto un racconto. Questa è la prima
> parte, se vi piace continuo.
>
> Attenzione, in questo racconto non ci sono donne

Ahia, brutta notizia.

>
> Fine Prima Parte
> Continuo?

Certo. Il commento alla fine (ma per ora e tutto ok).

Ciao

Diagoras


eve_ellis

unread,
Feb 22, 2004, 11:48:36 AM2/22/04
to

"Diagoras" <prass...@rodos.gr> ha scritto nel messaggio
news:JV4_b.25653$FJ6.9...@twister1.libero.it...

>
> > Attenzione, in questo racconto non ci sono donne
>
> Ahia, brutta notizia.

Ciao Diagoras,
l'ho specificato solo per evitare ai non interessati di leggersi qualcosa
che magari non piace, visto che l'argomento non è dei più gettonati qui.

> > Fine Prima Parte
> > Continuo?
>
> Certo. Il commento alla fine (ma per ora e tutto ok).

ho appena mandato la seconda parte, non so quanto tempo ci vuole. L'unica
cosa è che mi sta venendo un po' troppo lungo, più lungo del previsto e non
so ancora quando finirà. grazie comunque per il tutto ok anche se
sicuramente si vede che è la prima volta che metto su "carta" le miee idee.

> Ciao
>
> Diagoras

ciao e grazie
Eve


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