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da Sabato 2/11/01 clicca qui:
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"Il bagno" 3^ parte
(dedicata a "the masquerade")
by cerebrum
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La notte era fredda, faceva venire i brividi. La giacchetta di cotone,
raccolta in fretta prima di uscire, non riusciva a scaldarlo.
Senza un soldo in tasca Andrea vagava nel cuore della notte, calpestando
l'asfalto di un marciapiede ancora umido di pioggia. Non aveva una meta.
Ma che importava, a casa comunque non ci sarebbe tornato, a costo di
dovere chiedere l'elemosina per sopravvivere.
Le parole della madre avevano scavato nel suo animo un baratro incolmabile.
Gli sembrava impossibile sopportare un simile tradimento. Non poteva
crederci... lei... la persona che piu' di ogni altra avrebbe dovuto
amarlo... come poteva scegliere un estraneo, uno sconosciuto al suo posto!
Era assurdo, incomprensibile.
Ma se davvero aveva deciso cosi', allora doveva abituarsi a fare a meno di
lui. No, non vedeva alternative!
Nessuna supplica, ne' nessun pianto avrebbero mai potuto dare la
misura della sua disperazione. Solo un gesto netto, deciso... si', forse
cosi' lei avrebbe capito.
Era giusto, se lo meritava. Sarebbe stata costretta a scegliere.
Vagando a casaccio si trovo' in direzione della stazione ferroviaria.
Riconobbe la strada. L'aveva gia' percorsa altre volte in auto con sua
madre. Per un attimo distolse l'attenzione dai suoi turbinosi pensieri. La
stazione... e perche' no? Il freddo stava diventando pungente, forse li'
avrebbe trovato un po' di riparo. Se il ricordo non lo tradiva dovevano
esserci delle panchine all'interno. Potevano essere una discreta
sistemazione, almeno per arrivare al mattino.
Si incammino' sul viale illuminato. Il traffico era scarso, pochissimi i
pedoni, a parte due donne, una bruna ed una bionda, ferme sul bordo
del marciapiede a poca distanza una dall'altra. Ogni tanto una
macchina di passaggio si accostava loro accanto.
Intui' di cosa si trattasse, anche se era la prima volta che vedeva una
simile scena. Le puttane... ecco chi dovevano essere.
Puttana... parola certo usata nel suo linguaggio, forse abusata, ma mai
soppesata e compresa a fondo.
Rallento' il passo per osservare. Schermandosi dietro un grosso
albero osservo' con piu' attenzione la ragazza bruna. Di profilo
gli sembro' carina, tacchi alti, una gonna corta che lasciava
abbondantemente scoperte le gambe. Dai movimenti sembrava
infreddolita, fissava con lo sguardo le macchine di passaggio, a
volte faceva dei gesti ai conducenti, come per attirare l'attenzione.
D'improvviso un' auto le si fermo' vicino. Una figura maschile
si delineo' da dietro il finestrino per meta' abbassato.
Andrea trattenne il fiato, cercando di cogliere in distanza il
loro dialogo.
-"ciao bellissima..."
Il ragazzo non riusci' ad udire altro. Poco dopo la portiera si apri' e la
ragazza scomparve dal suo sguardo.
Fu una sensazione strana. La senti' subito riverberarsi nel basso ventre.
Era un richiamo atavico, istintivo, mai provato prima, dall'inequivocabile
sapore di peccato e di proibito.
Arrivo' alla stazione. La notte la rendeva ancora piu' grande, pervasa da
una strana desolazione. Non si era sbagliato, le panchine c'erano, ma erano
tutte occupate da gente strana, malandata, malvestita. Dormivano quasi
tutti, sdraiati, con le gambe raccolte, qualcuno avvolto in coperte luride.
Finalmente Andrea ne vide una libera. Nell'avvicinarsi capi' il perche'...
si trovava nelle vicinanza delle latrine. L'odore era insopportabile.
Ben presto la stanchezza e il sonno ebbero la meglio sulle sue narici.
Si corico' su un fianco, appoggiando la testa su un braccio raccolto a mo'
di cuscino. A poca distanza da lui, su un'altra panchina, vide una coppia di
ragazzi. Sembravano giovani, ad occhio solo qualche anno piu' di lui. Erano
vestiti in modo molto informale e avevano accanto degli zaini, chissa'...
forse erano turisti stranieri. Lei era bionda, con il profilo del viso ben
proporzionato, i capelli ricci piacevolmente disordinati. Sdraiandosi
appoggiava la testa sulle gambe del ragazzo. Lui era seduto sul bordo della
panchina, capelli lunghi e mossi, color biondo scuro, una rada peluria sotto
al mento. Aveva la testa appoggiata al muro, leggermente piegata
all'indietro. Si tenevano per mano.
Erano un bel quadretto, il ritratto della tenerezza.
Andrea li guardo' a lungo, dormivano, non li avrebbe messi a disagio.
Insistette nell'osservarli come se percepisse qualcosa. Pian piano da
quell'immagine sembro' svelarsi il suo futuro, i suoi desideri, le sue vere
aspirazioni.
Una ragazza accanto, un tenero abbraccio, l'entusiasmo di affrontare la vita
insieme... la felicita' forse.
Gli torno' in mente il viso di Anna, la sua compagna. Ora rivedeva
perfettamente il suo sguardo dolce e sorridente. Gli era rimasto dentro.
Chissa'... forse perche' era cosi' strano, cosi' diverso da tutti gli altri
sguardi. Senti' il bisogno di rivederla, di risponderle con lo stesso
sorriso, di avvicinarsi a lei e stringerla tra le braccia. Ripenso' alle
parole della madre.
C'era freddo, Andrea si raggomitolo' quasi fosse sotto una coperta. Era
confuso, stanco. L'odore schifoso sembrava appiccicarsi addosso. Provo' una
profonda inquietudine.
Stacco' di malavoglia l'occhio dai due ragazzi. Poco dopo le palpebre gli si
chiusero.
-"Senti ragazzino, guarda che non si puo' dormire sulle panchine, tirati su'
per piacere..."-
Fu una voce perentoria a svegliarlo. Stropicciandosi gli occhi si accorse
che era quella di un uomo in divisa, forse una guardia ferroviaria.
C'era molta luce.
-"scusi, e' che mi ero appisolato senza volerlo... adesso vado, non si
preoccupi..."-
Barcollando, si allontano' un po'. Il freddo gli era arrivato nelle ossa, la
gola bruciava, aveva fame, si sentiva sporco.
Dopo aver percorso solo qualche metro si fermo' guardandosi intorno.
La stazione si era animata, c'era tutt'intorno gente indaffarata che lo
sfiorava, che gli passava accanto senza quasi accorgersi di lui. Tutti con
una meta, uno scopo, una destinazione. E lui? Dove poteva andare?
Che poteva fare?
Di colpo si chiese cosa stesse facendo li'. Che strano... quasi non
riusciva a ricordarsi del perche' se ne era andato da casa. I pensieri che
l'avevano tanto agitato la notte prima, ora sembravano lontani, sopiti,
ininfluenti, svaniti insieme alle tenebre. No, forse, c'erano cose molto
piu' importanti dei suoi sciocchi rancori.
Il suo pensiero ando' alla madre. Ormai era mattina, doveva essersi accorta
della sua assenza, sicuramente era in ansia. Si convinse che stava facendo
un grosso errore. E se lei non lo avesse piu' perdonato?
Riprese rapidamente la strada di casa.
Gli ultimi passi li fece di corsa, in preda all'ansia, percependo tutta la
gravita' del suo gesto.
Varco' l'uscio di casa col cuore in gola. Per fortuna la porta non era
chiusa a chiave. Entro' e la vide. Lo stava aspettando.
-"Andrea!... grazie a dio sei qui!... ma dov'eri finito? Nel tuo letto non
sei neppure entrato!"- La madre gli si avvicino' con fare minaccioso.
-"scusa mamma..."-
-"ma sei impazzito!? Hai passato la notte fuori casa, con questo freddo,
senza nemmeno coprirti a sufficienza! Andrea, ma perche' l'hai fatto!?...
volevi ammalarti? O volevi farmi morire dallo spavento?"-
-"no mamma... e' che io ieri sera... non so cosa mi ha preso..."
-"Ma lo sai che ero gia' pronta per uscire a cercarti? se non
arrivavi entro qualche minuto avrei avvertito la Polizia... ma sei pazzo!
non farlo piu' ti prego... ma perche'? che ragione c'era? Non ti basta
quello che faccio per te?... ti rendi conto in cosa ti ho accontentato? che
cosa pretendi di piu'?!"- Il viso della madre era alterato, gli occhi
aperti, lucidi e prossimi al pianto tradivano la forte tensione accumulata.
-"mamma scusami... prometto di non farlo piu', perdonami, d'ora in poi ti
ascoltero'... saro' ubbidiente..."-
Queste parole, forse inattese, disinnescarono l'eccitazione della donna. Il
tono della voce torno' normale.
-"Mi raccomando Andrea, se non vuoi vedermi morta non fare piu' una cosa
simile... lo dico davvero... come potrei vivere senza averti vicino... ma ti
rendi conto quanto ti voglio bene?"-
-"si' lo so, scusa mamma... hai ragione..."-
Andrea era mortificato. Passarono alcuni istanti di imbarazzante silenzio.
Poi lei, fissandolo intensamente, addolci' ancora di piu' lo sguardo ed il
tono della voce.
-"dai tesoro, vieni, abbracciami... facciamo pace... ti perdono, ma tu non
farlo piu'..."-
Andrea si strinse alla madre. Gli occhi del ragazzo si inumidirono, inizio'
a singhiozzare.
-"Su, dai non piangere, ho capito che sei sincero... lo so che per te e' un
momento difficile... ma vedrai che passera'... se mi dai retta passera'
ancora piu' velocemente... io voglio aiutarti, torneremo ad essere sereni...
come una volta, vedrai... tu pero' non fare di testa tua... ascoltami
invece..."- Lo accarezzo'.
-"... mamma scusa... non lo faro' piu', ho sbagliato, giuro che d'ora in poi
ti ascoltero'... sempre..."-
-"bravo... mi piaci quando parli in questo modo... adesso e' meglio che tu
vada a dormire... avrai sonno... vero?"-
-"non tanto... ho dormito su una panchina"-
-" su una panchina? E dove?"-
-"in stazione..."-
-"sei andato fin la'?... da solo?... di notte?"-
-"... non sapevo dove andare..."-
-"Ma Andrea... c'era il tuo letto caldo, pulito, confortevole!... e tu mi
vai a dormire insieme ai barboni della stazione? ma che sciocco!"- sorrise
amorevolmente.
-"Mamma, ho sentito tanto freddo..."-
-"Freddo?... e ci credo!... senti..."- Lo sguardo della madre cambio' di
nuovo, divento' intrigante ed allusivo.
-"vuoi fare un bagno caldo prima di fare colazione? Cosi' ti togli il freddo
dalle ossa..."-
Andrea non ci penso' piu' di tanto, ora doveva dimostrare di essere
ubbidiente. Accetto' di buon grado.
-"Si' mamma, grazie... e' proprio quello che mi serve..."-
-"Va bene, te lo preparo, cosi' poi mi racconti cosa ti e' successo..."-
Il ragazzo ando' in camera sua e si sdraio' sul letto. Lo senti'
infinitamente morbido e accogliente. Ora era sollevato perche' la madre lo
aveva perdonato. Pero' doveva dimostrarsi degno di quel perdono. Doveva
ubbidire, nient'altro che ubbidire.
Poco dopo la donna lo chiamo'.
-"Vieni tesoro, il bagno e' pronto..."-
Il ragazzo inizio' a spogliarsi di fronte a lei.
-"aspetta che ti aiuto... si', lascia pure li' i vestiti, dopo li metto io
nella cesta da lavare..."-
Andrea resto' in mutande. Fu lei che gliele tolse. Poi completamente nudo,
entro' nella vasca.
-"E' troppo calda?"-
-"No', va benissimo... e' perfetta..."-
La madre lo guardo' col suo solito sguardo compiaciuto. Si inginocchio' per
stargli piu' vicino.
-"Allora, va meglio?"-
Il ragazzo annui'.
-"senti... adesso che siamo tutte e due meno agitati... mi dici perche' sei
scappato questa notte?"- Le mani di lei iniziarono ad insaponarlo dalle
spalle, con movimenti lenti ed avvolgenti.
Il ragazzo non rispose subito. Poi si sforzo'.
-"non lo so mamma... e' che... quando io, cioe' no... quando tu ieri notte
mi hai detto... si' mi hai detto che ti piaceva quel tuo amico..."-
-"Franco?"-
-"Si' proprio lui... mi e' sembrato che tu non volevi piu' bene a me..."-
-"Ma lo sai che non e' cosi', vero?"-
-"Si' lo so, ora l'ho capito..."-
-"giuralo!"-
-"lo giuro..."-
-"Bravo, e dimmi... cosa ti ha convinto?..."-
-"Ho pensato che tu sei mia madre e non puoi essere anche la mia
fidanzata... e poi in stazione... ho visto un ragazzo e una ragazza che
dormivano su una panchina... si tenevano per mano... ho capito che anch'io
devo avere una ragazza accanto..."-
-"Ma certo tesoro... come sei tenero... vedi che se mi ascolti poi mi dai
ragione?... vedrai... verra' il giorno in cui anche tu avrai la tua brava
ragazza accanto... solo che adesso sei ancora giovane... devi pazientare un
po'..."-
-"perche' giovane? Tra due mesi compio 14 anni!"-
La madre sorrise.
-"Andrea ascolta... prima pero' alzati che ti lavo sotto..."-
Il ragazzo ubbidi'.
-" ecco bravo..."-
La madre inizio' ad insaponargli le gambe ed i glutei. Con le mani, lavando
l'interno coscia gli lambi' piu' volte i testicoli. Il pene di Andrea
inizio' ad indurirsi. Il ragazzo si senti' a disagio.
La donna intuendolo, cerco' subito di distrarlo.
-"Ascolta la tua la mamma: sei ancora giovane... avrai tempo per avere le
tue esperienze con le ragazze... e poi... dimmi una cosa: secondo te quanti
dei tuoi coetanei hanno gia' la fidanzata?"-
Il ragazzo, confuso piu' per l'erezione che per la domanda, tentenno' nel
risponderle.
-"... non lo so..."-
-" vedi che ho ragione!... alla tua eta' devi pensare a studiare, a fare
sport, a divertirti coi tuoi amici... ogni cosa a suo tempo, come dice il
proverbio..."-
-"ma tu mi avevi detto che ero pronto per trovarmi una fidanzata!..."
-"si', me lo ricordo, ma l'ho detto per introdurre il discorso dell'altra
volta, per spiegare cosa ti era successo quando hai avuto la tua prima
eiaculazione... si', insomma dal punto di vista fisico sei cresciuto, non
posso negarlo... ma per avere una fidanzata dovrai aspettare ancora, devi
maturare... devi crescere in tutti i sensi..."-
La madre inizio' ad insaponargli il pene eretto.
-" Certo... ora hai delle nuove esigenze... anzi... questo coso qui ha delle
nuove esigenze!"- Sorrise stringendogli con piu' forza il membro.
-"ma per ora e' meglio che ci pensi io... tu non ti devi preoccupare... so
io cosa gli serve per farlo stare bene... fidati di me!"-
La mano della donna inizio' a scorrere rapidamente sul pene, mentre l'altra
gli impalmo' i testicoli.
-"ecco, ora ti lavo bene dappertutto, cosi' ti sentirai pulito... ehi, ma
che pisellone duro ti e' venuto... scommetto che e' cosi' perche' ci sono io
qui vicino a te... forse lui mi vuole dire qualcosa... vuoi vedere che ha
proprio bisogno di... "- Sorrise di nuovo.
Ancora una volta lo strano scombussolamento si impadroni' del ventre di
Andrea. Il ragazzo non oppose alcuna resistenza, si abbandono' e raggiunse
rapidamente il piacere.
Durante l'orgasmo si sforzo' di osservare cio' che gli stava accadendo. Vide
uno schizzo di sperma uscirgli rapidissimo dal pene e colpire la parte
opposta della vasca. Un altro, piu' abbondante, fini' nell'acqua, poi un
altro, ancora piu' pesante e denso, grondo' tra le dita della madre
mischiandosi alla schiuma. Oltre non riusci' a vedere, perche' gli intensi
spasmi del piacere lo costrinsero a chiudere le palpebre. Nell'eiaculare
non riusci' a trattenere una strana invocazione, a meta' strada tra il
compiaciuto e lo spaventato.
-"ooh... mamma... aah... e' forte... siii'..."- La donna prontamente lo
rassicuro'.
-" Certo tesoro... lo so che e' cosi'... ti abituerai... non ti
spaventare... e' normale... lascia svuotare per bene il tuo pisellone...
bravissimo... fai vedere alla tua mamma come sei diventato grande... si'
cosi', cosi'... certo, fino all'ultima goccia... che bei spruzzetti che hai
fatto... anche ieri ne hai fatti un sacco... sai? e tutti dentro di me... mi
hai riempita tutta... comunque sono contenta che questa volta non ti sei
spaventato... ti stai abituando... anzi... dovresti essere fiero quando
ti succede... vuol dire che io ti piaccio se ti faccio questo effetto... e
io non posso che esserne felice..."-
Andrea non rispose. Ancora una volta il piacere affievolendosi lasciava il
posto ad una strana stanchezza e ad un vuoto interiore tanto simile alla
tristezza.
Poi guardo' la madre. Sorrideva mentre con la mano gli sciacquava il pene
stringendolo ripetutamente, come a volerne controllare il rilassamento.
Quando il membro si ammorbidi' definitivamente, la donna, visibilmente
soddisfatta, abbandono' la presa.
-"Allora Andrea... dimmi... adesso che ti sei sfogato, senti ancora il
bisogno di una fidanzata?"-
La donna prese l'accappatoio e glielo appoggio' sulle spalle.
Il ragazzo cerco' dentro di se' la forza di rispondere. L'amarezza ed il
vuoto interiore lo stavano soffocando.
A stento trovo' un filo di voce.
-"No..."-
-"Vedi che ho ragione?... non ti serve una fidanzata... ascolta me che di
queste me ne intendo... ti serve solo ogni tanto lasciar sfogare il tuo
pisellone davanti a me... e tutto si sistema..."-
Nei mesi successivi il rapporto tra Andrea e la madre sembro' consolidarsi.
Il ragazzo, abbandonatosi ad una innaturale forma di regressione infantile,
le confidava in completa intimita' ogni suo piu' piccolo segreto, per poi
sfogare davanti a lei tutte le energie della sua giovane sessualita'.
Il bagno si era trasformato nel momento piu' importante della sua vita. I
suoi pensieri erano irresistibilmente risucchiati dalla nuova esperienza che
come un nuovo centro di gravita' deformava ed annullava ogni sua altra
aspirazione, in un inestricabile connubio tra straordinario piacere ed
umiliante imbarazzo.
Null'altro riusciva ad interessarlo, nemmeno il fatto che ora Anna non gli
sorridesse piu', forse delusa per non aver trovato nello sguardo del
compagno alcuna risposta ai suoi velati inviti.
Ma la sua compagna non poteva neppure lontanamente sospettare. Ora la vita
di Andrea era tutta rinchiusa nei brevi ed intensissimi momenti durante i
quali lui versava il suo seme tra le carezze e gli sguardi compiaciuti della
madre, in un piacere che invadeva prepotentemente il corpo e svuotava la
mente e l'anima da ogni altro desiderio.
Si', ora anche lui se ne stava convincendo: la madre e le sue carezze erano
tutto cio' di cui aveva bisogno per essere felice. Perfettamente felice.
Sennonche' ultimamente qualcosa aveva iniziato a preoccuparlo. La madre
stava diventando sempre piu' sbrigativa nel lavaggio dei genitali, e Andrea,
pur eccitato, non aveva avuto il tempo di raggiungere l'orgasmo. Di fronte
alla insoddisfazione del ragazzo la donna si era giustificata dicendo di non
avere colpa. Semmai il motivo andava ricercato in un momentaneo calo di
desiderio imputabile ad Andrea... che pero' sarebbe presto passato.
Cosi' gli ultimi bagni si erano risolti con un nulla di fatto, nella cocente
delusione del ragazzo che non riusciva a darsene una spiegazione.
La preoccupazione di non essere piu' capace di provare l'orgasmo, aveva
spinto Andrea a masturbasi di nascosto, tra mille paure e sensi di colpa. E
questo non faceva che aumentare la sua inquietudune.
Poi, un venerdi' sera...
-"Senti tesoro... se ti dico che stasera non esco... sei contento?"- Il tono
di voce della madre era come pervaso di una strana cautela.
-" finalmente... ormai esci tutte le sere..."- Il ragazzo la osservo'
meglio. Noto' che era truccata e vestita di tutto punto.
-"ma allora perche' ti sei conciata come se dovessi uscire?"- .
-"Ah, bravo... l'hai notato... vedo che non ti sfugge nulla... beh, meglio
cosi'... infatti ti dovrei dire una cosa importante... ti ricordi che un po'
di tempo fa ti avevo accennato ad un'eventualita'..."-
-"... quale?"-
-" che sarebbe venuto qui Franco... non te lo ricordi?"-
Lo sguardo del ragazzo non seppe nascondere una profonda inquietudine.
-"Franco?! e quando viene?"-
-"tra poco..."-
Il ragazzo ammutoli' rimanendo con una posata sospesa a mezza'aria. Lo
pervase una profonda amarezza mista ad inquietudine. Istintivamente penso'
che fosse uno scherzo. Cerco' conferme nello sguardo di lei.
-"ma scusa... e' tardi... stiamo gia' cenando..."-
-"si' lo so... non so se te l'avevo gia' detto, ma lui ha la fidanzata.
Questa sera cenera' con lei suppongo... pero' poi trovera' una scusa...
si'... del tipo che deve partire per lavoro... per uno showroom domani
mattina in un'altra citta'... o qualcosa di simile... e invece si fermera'
qui... fino a tutto domani..."-
-"dormira' qui?... ma domani e' sabato!..."-
-"Certo, lo so... siamo a casa tutte e due, non sei contento?"-
Andrea non riusci' a trovare il coraggio di confessare la sua
preoccupazione: sabato era il giorno del bagno.
-"Mamma, ma tu..."- le parole gli si gelarono in bocca.
-"dimmi tesoro, non temere..."-
-"ma tu con lui... farai... farete..."- ancora si interruppe.
-"l'amore vuoi dire?"-
Il ragazzo non rispose, ma angosciato abbasso' gli occhi.
-"tesoro, ascolta..."- la madre gli si rivolse con un tono rassicurante.
-"vedi... tutte le persone, tranne quelle molto anziane o troppo giovani,
hanno delle esigenze sessuali. Tu hai da poco scoperto le tue... e hai
capito come e' importante soddisfarle... e cosi' anch'io sai?... non sono
fatta di pietra... ma di carne ed ossa... e come tutti ho le mie esigenze...
si' insomma anch'io ho bisogno di fare l'amore e provare piacere! Non
pensi?"-
Il ragazzo attese. Quelle parole non l'avevano rassicurato.
-"ma tu... a Franco... gli vuoi bene?"- L'espressione di Andrea
divenne supplichevole, quasi temesse in una risposta affermativa. La madre
lo intui'. Penso' che fosse arrivato il momento di dirgli tutta la verita'.
-"voglio essere sincera con te... te l'ho promesso... lo ricordi? Io a
Franco non lo amo. Se lo amassi davvero non sopporterei il fatto che
lui faccia l'amore con un'altra donna, che e' perdipiu' la sua fidanzata...
penso che tu mi possa credere... non ti sto mentendo..."-
-"E allora perche' stai con lui?"-
La madre si interruppe, fece un profondo respiro come per trovare le parole
giuste per continuare.
-"sto con lui per fare l'amore... perche' ci desideriamo fisicamente... e
per una cosa soprattutto... perche' insieme facciamo una specie di gioco...
si'... uno strano gioco che non e' neppure un vero gioco... non so come
spiegartelo... dove lui fa la parte del padrone e io della schiava... ma
forse e' troppo presto perche' tu lo possa capire"-
-" tu la schiava?... e te piace fare questo?"-
-"Si'..."-
-"e perche' ti piace?"-
La donna abbasso' gli occhi non nascondendo il suo disagio, poi continuo'.
-"... perche' mi fa provare un piacere particolare... unico... e' una cosa
strana... non si puo' spiegarla a parole... e' un bisogno che mi viene da
dentro e vince qualunque volonta'... e' piu' forte di me... lo devo fare e
basta... lo so che per te e' una cosa difficile da capire... bisogna
provarla sulla propria pelle per rendersene conto, ma e' cosi'..."- lo
sguardo di lei si perse nel vuoto.
Andrea ascolto' pensieroso... poi gli venne spontaneo...
-"mamma, ma Franco avra' un'eiaculazione con te?"-
La donna sorrise...
-" certo tesoro... un uomo quando fa l'amore con una donna fa proprio quella
cosa li' dentro di lei... te l'ho gia' spiegato... e poi non l'hai fatto
anche tu un po' di tempo fa?... non te lo ricordi piu'?..."-
-"E lui riesce a farlo subito con te?"-
La madre sorrise, capi' il motivo della domanda...
-"Non necessariamente, quando si fa l'amore non e' importante farlo
subito... semmai e' piu' importante farlo bene... o magari farlo piu' di una
volta..."-
-"E tu glielo farai fare piu' di una volta?"-
-" si', tutte le volte che lui vorra'... fa parte del gioco di cui ti
parlavo... "- sorrise un po' forzatamente.
-"e quante?"-
-"Andrea... non lo so... dipende da tante cose... ad esempio se lui oggi ha
gia' fatto l'amore con la sua fidanzata oppure no... comunque se lo vuoi
sapere in una notte lo fa almeno tre o quattro volte... pero', visto che
rimmarra' qui anche per tutta la giornata di domani, probabilmente saranno
di piu'..."-
Lo sguardo del ragazzo tradi' un profondo disagio.
-" Mamma, io vado via, non voglio stare qui mentre lui... mentre voi..."-
-"No Andrea, questa cosa toglitela anche dall'anticamera del cervello!..."-
La madre lo interruppe immediatamente, con tono perentorio.
-"mi avevi promesso che non avresti mai piu' fatto una cosa simile... non
voglio che tu esca di casa... ci mancherebbe solo questo..."- Poi cambio'
l'espressione e il tono della voce divenne suadente.
-"... ascolta invece... se vuoi... se ti senti solo... potrai... si'...
mentre noi..."-
La madre si interruppe per schiarirsi la voce, poi continuo':
-" si' insomma, mi hai capito no?... io ... cioe' noi... non chiuderemo la
porta... tu potrai ascoltare ed osservare tutto quello che faremo... ti
piacera' sai? infondo te lo devo... tu non mi celi alcun segreto di te...
per questo anch'io non voglio nasconderti nulla... d'altronde fare l'amore
e' una cosa naturale... che prima o poi anche tu dovrai imparare... forse ti
sarà utile guardare... tra l'altro a Franco piace che qualcuno lo osservi
mentre fa l'amore... e' una cosa che lo eccita... anzi... a dir la verita'
me l'ha prospettata lui questa possibilita'... si'... che questa notte tu ci
guardi... non deluderlo..."- La donna si avvicino', gli sorrise, poi
aggiunse quasi sottovoce:
-" e se lo farai son sicura che domani durante il bagno avrai mille domande
da fare... lo so che sei curioso e non ti sfuggira' nulla... ed io sono
disposta a dirti tutto e a spiegarti qualunque cosa..."-
Poi, nell'abbracciare Andrea, avvicino' le labbra al suo orecchio e gli
sussurro' con un tono di forte complicita':
-"... vedrai come sara' facile sfogarti mentre parleremo di quelle cose..."-
La donna maliziosamente diede pizzicottino da sopra i pantaloni al
pene del ragazzo. Poi continuo' con tono consolatorio:
-" e questa vota il tuo pisellone lo faremo svuotare per bene... senza
fretta... magari piu' di una volta... cosa ne dici?..."-
La madre sorrise, poi lo accarezzo' in modo materno:
-"pensa che bello... cosi' dopo tornerai ad essere il mio dolce e tenero
bambino di una tempo..."-
Il pensiero del bagno baleno' nella mente del ragazzo come un fulmine a ciel
sereno. In un attimo si senti' rassicurato, rinfrancato. La prospettiva
evocata della madre fugava tutti i suoi timori, soprattutto quelli piu'
recenti.
-"Allora? posso fidarmi di te?... sarai ubbidiente?"-
Il ragazzo attese qualche secondo, poi annui'.
-"E va bene... non usciro'... staro' qui..."-
Poco dopo suono' il campanello di casa.
Il primo impatto con Franco fu meno traumatico di quanto Andrea si
aspettasse. Si trovo' di fronte un uomo giovane, alto, dal fisico asciutto
ed atletico, curatissimo nel vestiario e con uno sguardo aperto e
comunicativo. Dal suo viso spiccavano gli occhi scuri e magnetici e i denti
bianchissimi. Di modi era cordiale e non lesinava complimenti ed
apprezzamenti al ragazzo.
Eppure Andea, nonostante l'apparenza e le frasi rassicuranti dirette nei
suoi confronti, pian piano inizio' a sentirsi come un pesce fuor d'acqua,
percependo perfettamente il suo essere di troppo tra di loro.
Guardava l'ospite con un sentimento di repulsione, simile all'odio, ma allo
stesso tempo lo scrutava con lo sguardo attento e rapito di chi vuole capire
il motivo di tanta attrazione esercitata nei confronti della madre.
Poi l'attenzione cadde su di lei. Gli sembro' irriconoscibile. Era come
ipnotizzata, rapita, completamente persa negli occhi di lui. Pendeva dalle
sue labbra, assecondava ogni suo gesto, annuiva ad ogni sua frase. Anche la
voce non era piu' la stessa... era sottile, sottomessa, infantile come non
l'aveva mai sentita.
Ad un certo punto i due si avvicinarono fino ad unire le loro labbra. Il
disagio di Andrea divento' insopportabile e si ritiro' in camera sua.
Si butto' sul letto. Il suo animo era devastato da una vera tempesta
emotiva. La profonda amarezza si mischiava al sordido e perverso desiderio
di voler assistere al loro amplesso.
Questa strenua lotta lo stremo' al punto da ridurlo alle lacrime. Eppure non
gli impedi' di avere un'intensa erezione.
Abbasso' i pantaloni e gli slip e inizio' a masturbarsi. Rapidamente
l'eccitazione prese il sopravvento. Si fermo'. Decise di andare di la', ma
di nascosto, senza essere visto. Li avrebbe spiati. Infondo glielo avevano
chiesto loro.
Si avvicino' con cautela finche' li vide, la porta era aperta. Dalla sua
posizione li poteva osservare abbastanza bene, pur restando nascosto dallo
stipite che divideva l'anticamera dal soggiorno. L'oscurita' alle sue spalle
lo aiutava a nascondersi.
Franco e sua madre erano ancora li', dove li aveva lasciati poco prima, ma
ora erano completamente nudi. L'uomo era seduto sul divano, col bacino
spostato in avanti e le gambe aperte. La nudita' e la posizione ne facevano
emergere la muscolatura asciutta e scolpita, tipica di chi fa molta
palestra. Lei gli si era accovacciata tra le gambe e gli stringeva alla base
un pene che, seppur non del tutto eretto, ad Andrea sembro' enorme.
La madre si era raccolta i capelli dietro la nuca e lambiva lentamente con
la lingua la punta del membro, quasi volesse imporgli un piacevole
supplizio. Con lo sguardo fissava il suo uomo e gli sorrideva spesso.
-"E brava la mia schiava... adesso me lo devi succhiare... tutto, fino in
fondo... mi raccomando... e' un ordine... ma ti avverto, non sara' facile
farmelo tirare... l'ho appena svuotato nella figa della mia ragazza,
naturalmente dopo averle fatto una bella visitina nel culo... mi sono
fatto una sborrata interminabile... ho goduto un sacco... ma anche lei...
avresti dovuto sentire i versi che faceva... da vera troia... ma d'altronde
oggi aveva le sue buone ragioni per godere cosi'..."- L'uomo si interruppe,
guardo' la bocca della donna aprirsi e accogliere completamente il pene.
-"... pero'... pensa come sei fortunata... non ho avuto il tempo di lavarmi
il cazzo prima di venire qui... cosi' potrai assaggiare il residuo del
nostro piacere... ha un buon sapore eh?! succhia e leccami tutto schiava!
Anche le palle... mi raccomando... lo sai che alla mia donna piace fottere
stando sopra e da brava zoccola quale e', me le sbrodola sempre da fare
schifo..."- rise con disprezzo.
La madre non disse una parola. Apri' la bocca e con piccoli sforzi fece
penetrare l'asta in gola, fino a sfiorare con le labbra il pube dell'uomo,
poi, sollevando la testa, deformo' vistosamente le guance e le labbra nell'
atto della suzione. Continuo' con energia, accarezzando le cosce del
compagno fino ad impalmargli i testicoli, fermandosi ogni tanto per
stimolare con movimenti rapidissimi della lingua la parte inferiore del
glande, per poi leccare accuratamente tutta l'epidermide sottostante, fino
allo scroto.
Il membro dell'uomo, sotto quel trattamento energico, rispose a dovere.
-"Umh... vedo che hai imparato... brava, forse ce la fai a farmi venire...
ora devi continuare fino a quando avro' finito di godere... hai capito? non
voglio vedere un minimo accenno di interruzione... quando sborro devi
mettertelo in gola e mandare tutto giu' alla svelta... non mi importa se gli
schizzi ti vanno di traverso, non ti fermare fino a quando te lo diro' io...
la prima me la voglio godere cosi'... ho deciso..."-
La madre non rispose, ma intensifico' i suoi movimenti, succhiando e
deformando ancor piu' visibilmente le guance.
Andrea, incredulo, rimase a guardare la scena in silenzio, mentre una bufera
di emozioni intense e contrastanti lo scuotevano a fondo.
Istintivamente si accarezzo' il pene che ora sentiva tesissimo.
Continuo' rapito ad osservare finche' vide Franco tendersi come una corda di
violino ed esplodere.
-"Cazzo! sborroo!!.... aaaaah...... siii'... bravaaa... spingilo in gola...
tutto... prendilo tutto... bravissimaaa... aaah... sii' godoo... in
golaaa... godoo tantissimo... manda giu' tutto... aaaah..."-
I movimenti dei due amanti divennero febbrili. La donna, sforzandosi,
trangugio' completamente l'eiaculazione del compagno.
Le urla dell'uomo ed i gesti concitati della madre scossero il ragazzo che
intui' perfettamente cio' che stava succedendo. Fu presto assalito
da un piacere perverso che lo porto' all'eiaculazione.
Si masturbo' con forza, spostandosi in una posizione piu' centrale rispetto
alla porta ed indirizzo' idealmente il suo seme verso i due amanti, quasi a
voler unire il suo piacere al loro.
Mentre gli abbondanti schizzi di sperma, rincorrendosi in rapida
successione, si spargevano sul pavimento, il ragazzo, non riusci' a
trattenere un verso sgraziato che tradi' la sua presenza.
-"aaaaaah..."
La madre con un rapido colpo d'occhio e senza interrompere il suo rapporto,
si rese conto della presenza del figlio, ma non si scompose, continuo' a
stimolare il membro del suo uomo fino a farlo rilassare completamente. Fu
lui a fermarla.
-"... aah... brava... devo dire che sei stata perfetta... non hai sprecato
neppure una goccia del mio nettare... ora prendi fiato e preparati...
perche' ho un bel programmino per te..."-
L'uomo si sposto' di poco, prese dalla tasca dei pantaloni appoggiati sul
divano il suo telefonino e richiamo' rapidamente un numero memorizzato.
-"pronto?... stai arrivando?... bene, la mia schiava e' a tua completa
disposizione... l'indirizzo lo sai... terzo piano, ti lascio la porta
aperta..."-
Spense il telefonino poi si rilasso' appoggiandosi con la testa allo
schienale del divano .
-"adesso vai ad aprire la porta di casa, lasciala socchiusa poi torna subito
qui che devi continuare a succhiarmi il cazzo ... corri..."-
La donna solerte ubbidi'. Nell'uscire dalla stanza vide le numerose
gocce di sperma che il figlio aveva sparso sul pavimento. Sorrise. Alzo' lo
sguardo, ma non vide il ragazzo.
Andrea, anticipandola, si era rifugiato dietro la porta del bagno. Non se la
sentiva di affrontare il suo sguardo, viveva in un terribile imbarazzo:
dopotutto masturbandosi le aveva disubbidito.
Riprese la sua posizione solo quando la madre fece ritorno in sala.
-" ora vieni qui, girati... devo liberarti"- disse Franco
La donna si giro' piegandosi quasi a 90 gradi. Avvicino' il fondo schiena al
suo compagno che lentamente le tolse il grosso dildo inserito nell'ano.
Appena ebbe estratto l'arnese, l'uomo lo annuso' accuratamente.
-"da quanto non te lo togli?"-
-"da quando me lo hai ordinato tu padrone, da ieri a mezzogiorno"-
-"e hai gia' sentito il bisogno di cacare?"-
-"si'... almeno due volte... "-
-" anche adesso?"-
-"un po'... ho paura che mi esca qualcosa senza volere..."-
-"Cerca di trattenerti... se non ci riesci con i muscoli del culo, usa le
mani... lo sai che ti devi svuotare solo quando ti filmiamo..."-
La donna annui'.
-"brava... ma non prima che io e il mio amico ti avremo riempita a dovere...
ah dimenticavo... questa volta ti inquadrero' anche il viso... chi guarda la
videocassetta vuole vedere la faccia e non solo il tuo culo all'opera... in
molti me l'hanno chiesto... e chi compra queste cose paga bene... accidenti
se paga bene..." Rise.
-"No... il viso no... ti prego Franco... non chiedermi questo... qualcuno
vedendo la cassetta questa volta potrebbe riconoscermi... e poi a che ti
servono altri soldi?... hai gia' la firma sul mio conto corrente... puoi
gia' prelevare tutto quello che ho... il contante non manca... sto anche
vendendo le mie proprieta' per farti avere altri soldi, come mi hai
chiesto... ti prego... se mi inquadrerai il viso non avro' piu' il coraggio
di uscire di casa... e poi... -" la donna abbasso' gli occhi ed il tono
della voce -" da quando mi prostituisco per te vivo con l'incubo di
incontrare qualcuno che abita qui e che mi conosce... abbi pieta'... non
darmi anche questa nuova preoccupazione..."- Poi, quasi sottovoce:
-" Franco... c'e' mio figlio che ci sta spiando... non me la sento... non
potremmo rimandare questa cosa... solo questa... ti prego..."
-"ZITTA! una schiava non discute... e non rimanda nulla... accontenta il
padrone e basta!... renditi conto che prima o poi tutti dovranno sapere che
fai la puttana per me, e tu sarai fiera per questo... altro che vergogna...
e poi lo so che c'e' tuo figlio... ma e' giusto che veda... cosi' sapra' che
sei una schiava per davvero... in piu' ti ho gia' detto di non chiamarmi
Franco... per te ora sono solo il "padrone"... ormai hai fatto il giuramento
solenne... davanti a dei testimoni... adesso sei mia schiava a vita, non
puoi tirarti indietro a meno che non ti ripudi io... ricordatelo bene...
pena la tua condanna a morte... se ho detto che ti inquadro il viso, cosi'
faro!"-
La donna ammutolita abbasso' gli occhi in segno accettazione.
-" Anzi... a proposito di soldi e di conto corrente... ti avverto che oggi
ho staccato un bell'assegno che ha messo quasi in rosso il tuo conto in
banca... per cui sbrigati a versarci altri soldi..."-
-" Ma... c'erano quasi 40 mil..."-
-"E allora?..." - interruppe l'uomo con tono molto seccato - " non devo
renderti conto di nulla, lo sai che i tuoi soldi mi appartengono..."-
L'uomo fece un sorrisetto sadico, poi continuo' con finta innocenza.
-" comunque se proprio vuoi sapere come li ho spesi... diciamo che son
serviti per la mia ragazza... contenta? oggi ha voluto il suo regalo di
fidanzamento... un anello... beh, un anello un po' speciale... di quelli
che piacciono a lei... e cosi' glielo ho comprato. Tutto qui."-
Franco si interruppe un attimo. Guardo' la donna soddisfatto, poi continuo'
rincarando la dose.
-" Si' in effetti l'anello costava uno sproposito... ma lei ha insistito per
averlo... o quello o niente... e' capricciosa... i gioielli certo non le
mancano... all'inizio ero indeciso... ma visto che doveva essere il mio
regalo di fidanzamento, alla fine l'ho fatta contenta... e poi lei e' cosi':
se vede una cosa che le piace fa di tutto per averla... non sa rinunciare...
e non posso darle torto... perche' anch'io le assomiglio..."-
La donna espresse stupore dal viso, ma si trattenne dal commentare.
L'uomo continuo' invece con un sorrisetto beffardo:
"- gia' mi immagino come si divertira' a far crepare di invidia le sue
amichette d'universita', tutte stronzette e figlie di papa' come lei...
chissa' che facce di merda faranno quando glielo vedranno al dito... meglio
cosi', almeno la smetteranno di pensare che la poverina si e' messa insieme
al bello squattrinato... e che cazzo!"-
Fece una breve pausa, di riflessione, poi continuo' con tono compiaciuto:
-"E cosi' si e' tolta anche sto sfizio... massi'... infondo perche' doveva
rinunciarci?... quei gioielli sono fatti per donne come lei... belle fuori
quanto puttane dentro, che vogliono godersi solo il meglio dalla vita...
eppoi mi piace vederla felice... pensa che appena tornati a casa abbiamo
fatto l'amore ed a un certo punto lei ha voluto prenderselo nel culo!...
pensa... ha deciso tutto da sola, senza che io le chiedessi niente!... certo
che voi donne avete una bella fantasia... con tutti i modi che ci sono per
ringraziare un uomo finite sempre per sceglierne uno: quello delle
zoccole!"- Rise a lungo e di gusto, poi continuo':
-" Beh, perche' fai quella faccia?... non avrai qualcosa in contrario,
vero?"-
La donna, abbassando gli occhi, si sforzo' di rispondere.
-"No... padrone..."-
"Brava... e' quello che volevo sentirti dire... comunque tranquillizzati...
non le ho goduto nel culo... quel trattamento lo riservo solo a te..."-
la fisso' serio, poi continuo'
-"... a proposito... a che punto e' la vendita delle tue proprieta'?"-
La donna rispose con un filo di voce, affinche' il figlio non potesse
sentire.
" Per i due appartamenti ho gia' trovato il compratore è questione di
giorni, ma per la villa al mare ci vorra' un po' piu' di tempo... poi ci
sarebbero i titoli e la valuta estera... sono parecchi soldi, ma non e' il
momento giusto per vendere, cosi' m'hanno detto... e poi c'e' questa casa...
non sono ancora andata a..."-
-"E cosa aspetti?! Vendi subito tutto... e quando dico tutto intendo proprio
tutto... poi versa il ricavato sul conto dove io ho la firma!... e' una cosa
che gia' avresti dovuto fare! lo sai che al massimo tu puoi avere
l'usufrutto della abitazione dove vivi piu' una parte del tuo stipendio...
alle schiave non e' permesso possedere ne' titoli, ne' azioni, ne'
proprieta'... e anche i soldi che guadagnano devono essere consegnati prima
ai loro padroni che decideranno quanto restituire... te lo ricordi o no
questa regola? faceva parte del giuramento..."-
-"Si'... lo so... "-
-" Bene, allora fai alla svelta a vendere, perche' di quei soldi ne ho
proprio bisogno, ho molti progetti per me e non voglio che mia la ragazza
rinunci al suo shopping quotidiano solo perche' il tuo conto e' andato in
rosso... soprattutto adesso che si e' messa in testa che il suo guardaroba
non e' degno del suo anello... lo sai che ha litigato con il padre che ora
non le molla piu' una lira... per cui nell'attesa che il vecchiaccio crepi,
ci servono tutti i tuoi soldi... e subito... hai capito?"-
La donna, sentendo il compagno alterato, non fece attendere al sua risposta
-" Va bene... padrone, perdonami... lunedi' vendero' subito i titoli e la
valuta... e mi rivolgero' all'agenzia anche per la vendita di questa casa...
cosi' avrai tutti i soldi di cui hai bisogno..."-
Soddisfatto l'uomo addolci' il tono della voce, che divenne sommesso e
suadente:
-"Brava... vedrai come sarai contenta quando l'avrai fatto... perche' avrai
fatto il tuo dovere... e poi rifletti... tu potrai godere pienamente della
tua nuova condizione di schiava solo quando ti sarai separata da tutti i
tuoi averi e dipenderai da me in tutto e per tutto, anche per le piccole
cose... da quel momento ti sentirai felice, perche' quel poco che ti daro'
per i tuoi bisogni materiali, lo riceverai come un dono... ricorda...
l'unico tuo desiderio dovra' essere quello di dedicarti anima e corpo al
mio piacere ed al mio benessere... mettitelo bene in mente..."-
La donna annui'.
"- Bene... adesso pero' avvicinati e continua a leccarmi il cazzo che mi si
e' ammosciato... Quando entrera' la persona che aspetto tu dovrai continuare
a succhiare, come se nulla fosse... intesi? Poi gli ubbidirai facendo tutto
quello che ti chiede senza fare domande, ne' fiatare... mi raccomando... e'
un tipo molto esigente... un vero padrone... che da molto tempo ha una
schiava che gli ha dato tutto e lo ha reso felice... come tu dovrai fare con
me... non farmi fare brutte figure... ti aiutera' lui ad entrare sempre di
piu' nel tuo nuovo ruolo... "-.
-"ma... non doveva venire Mark?"- Chiese la donna in apprensione.
-"No, Mark non viene, e per un po' non lo vedrai... verra' lui invece, ho
deciso cosi'... e poi ti ho gia' detto che le domande le faccio io, e' una
regola importante questa! usa la bocca solo per succhiare d'ora in poi..."-
Franco attese che la donna riprendesse il pene in bocca. Poi continuo':
-" comunque, anche se non lo hai ancora visto in volto... diciamo che
lo conosci fin troppo bene..." - Franco fece un sorrisetto sadico.
- "...si' perche' ti ha inculata davanti a tanti testimoni!..."- rise. -"ora
ti viene in mente chi e'?"-
La donna smise di succhiare. Resto' in silenzio per qualche istante, come
colpita dal ricordo.
-"Si'..."- rispose poco dopo, mantenendo gli occhi bassi e le labbra a
pochissima distanza dal pene. - "... e' la persona incappucciata che ha
celebrato il rito per diventare tua schiava... e' il 'Maestro'..."-
-"Brava, e' proprio lui... il 'Maestro'... e adesso che lo conoscerai di
persona dovrai compiacergli tutte le volte che te lo chiede... anzi, come ti
ho gia' detto, si occupera' in futuro della tua educazione... iniziando
ovviamente da stasera... Succhia ora!"-
La donna riapri' la bocca e riprese a stimolare il pene del compagno.
Andrea ascolto' in silenzio... non riusciva e non voleva capire quello che
le sue orecchie stavano ascoltando. Disgusto ed eccitazione si alternavano
in modo convulso nei i suoi pensieri. Sua madre sembrava davvero una
schiava, come era possibile? Capiva che non era un semplice gioco. Ma allora
perche' lo faceva?
Di colpo senti' un rumore provenire dalle sue spalle. Girandosi vide un uomo
alto e magro entrare nell'appartamento.
Pietrificato dallo spavento, non riusci' a muoversi. Ormai non c'era piu'
tempo per nascondersi, si appiatti' di fianco all'ingresso della sala e
resto' immobile.
L'uomo, entrando nella stanza, lo guardo' e gli passo' accanto incurante.
Aveva con se' una custodia lunga e stretta.
Appena entrato, l'uomo sorrise a Franco senza proferire parola. Appoggio' la
custodia per terra. La madre intanto, ubbidendo agli ordini, non si era
mossa dalla sua posizione prona e continuava a stimolare con la bocca il
membro di Franco.
L'uomo osservo' la terga della madre. La tocco' con una mano, poi spinse le
dita in profondita' nell'ano, come per valutarne la dimensione. Guardo'
Franco e gli annui' con uno sguardo compiaciuto. Inizio' a spogliarsi. Si
tolse i pantaloni e libero' dagli indumenti un voluminoso pene sorretto da
due testicoli eccezionalmente sviluppati e sporgenti. Apri' la custodia ed
estrasse un lungo frustino flessibile ed affusolato, simili a quelli
utilizzati per i cavalli.
-"Allora, Franco, questo sara' un arnese che userai spesso in futuro. Ti
insegnero' qualcosa che sta a meta' strada tra il gioco ed il rito, e che
sicuramente ti divertira' molto... Naturalmente per fartelo vedere lo dovro'
condurre io per la prima volta con la tua novella schiava... poi tocchera' a
te..."-
-"Certo, fai pure, sono desideroso di apprendere... lei si impegnera' ad
ubbidirti, le ho spiegato tutto... ora sa chi sei..."-
L'uomo si rivolse direttamente alla donna con tono sbrigativo:
-"bene... allora schiava incominciamo subito, che io e il tuo padrone
abbiamo voglia di divertirci... spostati un po', appoggia la testa allo
schienale di quella poltrona, piegati a 90 gradi tenendo le gambe dritte
ed ben aperte, in modo da farmi vedere bene il culo e la figa..."
La madre ubbidi'.
-"... ehi... messa cosi' sei proprio oscena... hai un buco del culo che
sembra una caverna!... dall'ultima volta che ti ho vista ti sei molto
allargata... bene... faresti la felicità di molta gente che conosco... devo
fare i miei complimenti al tuo padrone... e' di gusti raffinati se gli piace
ridurti cosi'... meglio!... sara' piu' facile incularti dopo... piu'
larghe le gambe ho detto!, devo riuscire a raggiungere il tuo interno
coscia... fino in cima... li' dove hai la pelle piu' sensibile e dove presto
porterai anche tu le tue belle piaghette... cosi'... brava... ora non
muoverti per nessun motivo... ti avverto che sentirai dolore, ma quel dolore
e' anche il nostro piacere... per cui tu sarai felice di donarcelo finche'
non ci saremo saziati... tutte le volte che servira'... intesi?"-
La mano dell'uomo si alzo' e inferse una sonora frustata sui glutei della
donna.
Andrea si rannicchio' ancor di piu' dietro lo stipite. Inizio' a temere per
lei.
I colpi si susseguirono a distanza ravvicinata finche' alla madre non
scappo' un mugolio di dolore.
L'uomo, in risposta, aumento' il ritmo delle frustate cercando di colpirla
nelle parti intime. Ad un certo punto i mugolii della donna si trasformarono
in lamenti chiari ed udibili.
Andrea guardava lo spettacolo sbalordito, la sofferenza della madre
scuoteva la sua coscienza, il sibilo del frustino lo angosciava. Era
attonito davanti ad uno spettacolo cosi' inaspettato, eppure, allo stesso
tempo, perversamente attratto.
Si accarezzo' il pene tornato in erezione.
Fisso' intensamente con lo sguardo la mano dell'uomo quasi volesse
fermarla con la forza del pensiero, poi guardo' sgomento i segni
lasciati dalla frusta sulle carni della madre, ma cio' non diminui'
la sua eccitazione. Poi fece una scoperta che lo sconvolse: l'uomo
con una mano stava masturbando energicamente il pene eretto che
ora sporgeva visibilmente dai voluminosi testicoli.
Il ragazzo, ormai in preda ai suoi peggiori istinti, inizio' a masturbarsi
in sintonia con i movimenti dello sconosciuto.
Il supplizio della madre duro' per quasi un quarto d'ora, durante il quale
l'estraneo alterno' rapidissime carezze sul suo pene a terribili frustate.
Poi, con gesti non piu' controllati e con spinte violente, fece
inginocchiare la donna e prese a sodomizzarla con decisione. La penetro'
come un ossesso, con movimenti aggressivi e scomposti e con colpi cosi'
intensi da costringerla ad urtare con le gambe ed il busto contro la
poltrona.
Alla fine un urlo disumano echeggio' per tutto il caseggiato, annunciando il
suo orgasmo esplosivo.
-"Aaaaaaaaaaaah... aaaaaaah"-
Quel verso osceno, ancestrale scateno' come per riflesso nel ragazzo un
orgasmo incontenibile, straordinario, che lo costrinse a piegarsi in due per
il piacere.
Eiaculo' di nuovo sul pavimento, masturbandosi con rabbia e disperazione,
fino a svuotarsi completamente.
L'uomo si accascio' come fulminato sulla schiena della madre, rimanendo
immobile, ansimante, sfinito. Solo il suo bacino, come per inerzia,
continuo' a muoversi seppur impercettibilmente. Dalla sua mano, ormai
rilassata, cadde il frustino.
Nel silenzio irreale che segui', Andrea pian piano ritorno' in se'. Era
sconvolto come mai si era sentito prima.
Quando s'accorse che i singulti sommessi di sua madre non cessavano, fu
preso dallo sconforto. Sentendosi complice di cio' che era accaduto, corse
in camera sua e pianse dalla disperazione.
Fu la voce perentoria di Franco ad interrompere il sommesso singhiozzare
della donna...
"zitta schiava! e non piangere che non ti ho dato il permesso!"-
La madre a stento si trattenne.
L'estraneo resto' immobile nella sua posizione, col pene inserito a fondo
nell'apertura anale della donna. Sollevo' la testa e chiuse gli occhi,
concentrandosi. Dopo qualche minuto si rivolse a Franco:
-"ecco... ancora un attimo... sto finendo di pisciare... ti assicuro che non
e' facile farlo cosi'... col cazzo ancora stretto tra le chiappe di una
schiava... sai... ci vuole molta concentrazione... pero' dovresti tentare
anche tu... e' un utile esercizio di autocontrollo, una sfida che solo
i migliori padroni riescono a superare... non hai idea quanto ci ho messo
per imparare... pero' ora mi da' un senso di grande dominio e
soddisfazione... ecco, ci sono riuscito anche questa volta... ottimo...
davvero ottimo..."-
L'individuo si sposto' faticosamente dalla sua posizione. Appena
estrasse il pene un fiotto d'urina usci' a pressione dall'ano della
donna.
In risposta l'uomo la colpi' su una sua natica, con violenza.
-"e chiudi il tu culo sfondato, troia!... non vedi che hai rischiato
di bagnarmi!".
Poi, abbandonandosi di peso sul divano, si sedette mettendo in
bell'evidenza il suo pene ancora in erezione.
- "... vedi Franco"-
ansimo' ancora per qualche istante
- "e' difficile spiegarti a parole quello che si puo' provare con questo
gioco..."-
L'uomo si interruppe, fece un profondo respiro come per riossigenarsi e
riprendere le energie. Poi, con una mano, prese per i capelli la donna che
era ancora inginocchiata a apoca distanza da lui. Avvicino' sprezzante la
faccia in lacrime di lei al suo membro.
-"Ma allora fai proprio schifo!... guarda cosa mi hai fatto! sei peggio di
cesso vivente! adesso me lo succhi bene e togli da qui tutta la tua lurida
merda... me lo devi pulire alla perfezione prima che mi si smosci... lucido
lo voglio vedere, intesi?..."-
L'uomo controllo' che le labbra di lei scorressero su tutta la verga e
asportassero ogni traccia di escremento, poi, con uno strattone, la
allontano' da se'. Si rivolse di nuovo a Franco.
-"... scusa, ti stavo dicendo?... ah, si'... e' importante farlo non tanto
per il piacere intenso che puoi ottenere sul momento... ma per il dopo...
davvero... e' il dopo che conta di piu'... ti senti un'altra persona...
rigenerato... per qualche giorno ti sembrera' di stare benissimo...
credimi..."-
-"Davvero?"-
-"Si' perche' e' un incredibile sfogo fisico e nervoso che ti riempie di
energie nuove e soprattutto ti permette di entrare in contatto col Principe
ed i suoi poteri. Se lo farai regolarmente il beneficio che ne otterrai
sara' enorme. Io lo faccio spesso, tanto che la mia schiava ha ormai le
sue belle piaghette nei punti giusti... devi sentire come urla quando
gliele colpisco... mi fa divertire un sacco..."-
-"... e non si'e' mai ribellata?"-
-"No, mai... al contrario... grazie ai poteri che il Principe mi infonde in
questi momenti, l'ho resa ancora piu' fedele e sottomessa... cosi' fedele
che ultimamente e' bastato un mio cenno perche' mi lasciasse prendere
la figlia..."-
-"la figlia?" -
-"Si', Giusy... la figlia di 15 anni... considera che la mia schiava e'
vedova e ama la ragazza piu' di ogni cosa... eppure non ha battuto ciglio...
altro che ribellata!"-
-"un'estrema prova di fedelta'... non c'e' che dire..."-
-" si'... un'eccellente prova di fedelta', anche se bisogna dire che se lo
aspettava... prima o poi sarebbe successo... la sua ragazza, in quanto
figlia di una schiava, mi apparteneva di diritto e doveva seguire le orme
della madre. Era scritto. Da parte mia era da un po' che la curavo... solo
che ultimamente... non so... la bambina era come sbocciata, fiorita... era
diventata proprio bellina, un gustoso bocconcino da prendere al volo.
Cosi' ho pensato che era arrivato il momento di coglierla, prima che
qualche insulso ragazzino brufoloso me la soffiasse da sotto il naso...
Ho detto a sua madre cosa volevo... e lei mi ha subito organizzato un
fine settimana da passare tutto solo con la ragazza..."-
-"Davvero?!... e lei... la ragazza intendo dire... come ha reagito?"-
Alla domanda l'uomo rispose con un ghigno soddisfatto...
-"saro' sincero... non e' stato facile domarla... sai le ragazze d'oggi...
con tutte le loro sciocche e contorte idee da femministe... diciamo che ho
dovuto usare prima le maniere forti e poi la persuasione... ma alla fine e'
stato proprio come mi aspettavo... utile, dilettevole... e soprattutto
vincente... su tutti i fronti..."-
L'uomo si interruppe e sorrise sornione.
-"Accidenti, raccontami, mi interessa sapere cosa e' successo... dovesse
capitare anche a me l'occasione..."-
Nel chiederlo Franco fece un'espressione maliziosa.
-"E va bene... ti raccontero' tutto per filo e per segno... ma solo se prima
mi offri una sigaretta... Ok?"-
Franco, rapidamente, passo' una sigaretta all'uomo che dopo averla accesa la
aspiro' profondamente.
Dopo qualche boccata, in uno stato di perfetto rilassamento, continuo':
-"All'inizio e' stato tutto abbastanza semplice... ho invitato Giusy e sua
madre nella mia residenza di campagna un venerdi' pomeriggio... e' una villa
con tutto un parco intorno, isolata e molto bella... l'ho acquistata da
poco... ma la vedrai presto anche tu... l'ho presa apposta per celebrare i
riti e fare i nostri festini in un luogo piu' tranquillo ed appartato.
Subito dopo la cena, come gia' d'accordo, sua madre se ne e' andata con la
scusa di una chiamata urgente dall'ospedale dove lavora come infermiera, e
mi ha lasciato solo con la figlia. Una volta soli ho iniziato ad osservarla
per benino... diciamo... come non avevo mai fatto prima... mi sembrava
davvero giovane, col viso appena truccato, due stupende tettine che
sporgevano da sotto la maglietta, le gambe lunghe e vellutate... i capelli
morbidi... anche di viso e' molto carina... ma in quel momento mi e'
sembrata bellissima... si' insomma, mi ero davvero infoiato... non stavo
piu' nella pelle, dovevo farmela alla svelta... solo che non avevo voglia di
menar troppo il can per l'aia per una cosa che mi apparteneva... capisci?
Intanto lei si era accorta dei miei sguardi ed era molto a disagio...
cosi' ho tagliato corto, le detto che avevo sonno e che era meglio che a
letto ci andasse anche lei, visto che la madre se ne era andata.
Ti diro'... sulle prime mi ha guardato in un modo strano, evidentemente
qualcosa non le quadrava... poi pero' si e' fidata... sai... mi conosce da
anni... da quando e' morto il padre, io sono diventato per lei una specie di
nuovo papa'... e cosi', senza neppure far fatica, me la sono trovata bella
che spogliata a letto. Era cosi' ingenua... pensava davvero che io avessi
voglia di dormire!"-
-"beh? tutto cosi' semplice? Non ci credo..."-
-"Semplice? Non direi... I problemi sono sorti dopo, quando al buio sono
entrato nella sua stanza e mi sono messo nudo nel suo letto... in quel
momento la pulzella ha mangiato la foglia e ha iniziato a dire di no, prima
sottovoce, poi urlando e piangendo, fino a respingermi con tutti i mezzi.
Chiamava sua madre a squarciagola, si dimenava come un'ossessa.
Non pensavo che una ragazzina potesse avere tutta quella forza...
mi sfuggiva da tutte le parti... lei che scappava ed io nudo e col cazzo
duro che le correvo dietro per riprenderla e riportarmela a letto!
Ho provato in tutti i modi, ma non c'e' stato verso... era sconvolta, non
ne voleva proprio sapere di calmarsi e di farsi scopare. Alla fine ho
dovuto picchiarla per convincerla... le ho dato un sacco di botte... con
tutta la forza che avevo... anche calci e pugni..."-
L'uomo si interruppe pensieroso.
-" non pensavo di doverla menare cosi'... pero' per me e' stato utile...
mi ha caricato d'adrenalina e mi ha reso piu' intenso lo sfogo dopo...
d'altronde mi ci aveva costretto lei... quelle botte se le era cercate..."-
-"Beh... mi sarei incazzato anch'io al tuo posto... e poi?"- intervenne
Franco
-"Insomma... quando finalmente ha compreso che io facevo sul serio e che se
non si calmava non sarebbe uscita viva di li', pur continuando a piangere,
si e' decisa a collaborare..."-
-"Come si dice... quando ce vo' ce vo'..."- Disse Franco ironizzando.
-"Ha capito che non aveva alternative... doveva essere mia... il suo
corpo e la sua anima da quel momento mi appartenevano..."-
-" ... e dopo che le ha prese? Come si e' comportata?"-
-"beh, con le maniere forti, nel giro di qualche minuto si e' completamente
calmata. Io no pero'... ero davvero arrabbiato, eccitatissimo, una molla...
e cosi' appena mi ha aperto le gambe, le ho spinto il cazzo fino in fondo,
di forza... e mi son fatto una lunghissima goduta... aah... non ne potevo
piu'... sara' stata l'incazzatura... l'eccitazione... o chissa' cos'altro...
ma avevo un gran bisogno di sborrarle dentro... quel piacere lo stava
reclamando tutto il mio corpo... cosi', quando e' arrivato, sembrava non
finisse piu'... ti giuro... avro' urlato di piacere per non so quanto
tempo... e non solo... finito di godere, col cazzo ancora perfettamente
duro, ho continuato a sbattermela senza sosta, come un toro... per un bel
po'... fino a godere di nuovo ... ti assicuro... e' stata un piacere
indescrivibile... in quel momento ho sentito chiaro in me il compiacimento
del Principe per la nuova anima che gli stavo offrendo..."-
-"...davvero?... e lei?"-
-"...Beh, all'inizio non posso dire che l'abbia presa bene... mentre
io urlavo di piacere lei piangeva con i lacrimoni, proprio come fanno i
bambini... diciamo che e' stato una specie di concerto lirico... anzi un
vero... duetto!"- L'uomo rise di gusto. Poi continuo'.
-"Dopo il secondo orgasmo mi sono concesso una pausa ... le ho tolto il
cazzo dalla figa, ho acceso l'abatjour e nello spostarmi ho intravisto una
bella macchia rosa sul lenzuolo, proprio sotto le sue chiappe... Mi ha fatto
un gran piacere, sai quella cosa... la sua verginita' intendo dire, mi
spettava di diritto... e in quel momento ho capito d'averla ottenuta...
Cosi' mi sono calmato e mi sono rivolto a lei con un tono di voce piu'
tranquillo. Volevo farle capire che quello che era successo, anche se un po'
movimentato, era una cosa normale, naturale... che fanno tutti insomma... ad
iniziare dalle sue amichette che magari si fan passare per verginelle! Ho
cercato di essere molto persuasivo... in queste cose devo ammettere che ci
so fare... poi l'ho accarezzata, massaggiata, anche baciata... all'inizio
era rigida e tesa, sembrava un baccala'... no, peggio... una pezzo di
marmo... tremava appena mi avvicinavo e non smetteva di singhiozzare...
poi, pian piano, si' e' lasciata andare finche' alla fine, sfinita, si e'
addormentata tra le mie braccia."-
-"sembra incredibile..."-
-"Guarda che non ti sto raccontando balle... non mentirei mai ad un altro
adoratore del Principe... il mattino dopo abbiamo ripreso a fare l'amore...
piu' o meno ogni due ore avevamo un rapporto, sai... mi bastava guardarla un
po' ed il cazzo mi tornava dritto, e poi lei non opponeva piu' resistenza,
allargava le gambe e mi lasciava fare... e io ne approfittavo... certo... in
quel momento avevo il suo corpo, ma come sai, io miro ad altro..."-
-"e allora?..."-
-"... allora ho iniziato a farle delle domande mentre me la scopavo,
cercando in tutti i modi di farla parlare, di farmi dire le sue sensazioni,
di farle buttarle fuori l'ansia e la paura che aveva dentro. Volevo che si
abituasse a sentire il mio potere e il mio cazzo padrone dentro di lei... e
volevo anche che in qualche modo si abituasse al mio piacere e me lo
rendesse piu' intenso..."-
-"Impresa pressoche' impossibile la prima volta... o sbaglio?"-
-"Impossibile per altri, ma non per me... forse non ci crederai, ma con un
po' di pazienza, tra una goduta e l'altra, alla fine ci sono riuscito... le
ho anche detto di non spaventarsi se ogni tanto per una sborrata io ero
costretto ad urlare di piacere... infondo se mi succedeva e' perche' lei mi
piaceva da impazzire."- L'uomo rise.
-" Ah, si'? e lei?"-
-" sembrava lusingata, ma poi mi ha chiesto ingenuamente cosa fosse un
sborrata... sai... non lo sapeva ancora..."-
-"ah, ah, ah non lo sapeva? Ma sei sicuro?"-
-"credo proprio di no... allora ho voluto fargliela vedere: mi son tolto
dalla figa un attimo prima di venire e le ho goduto addosso, sulla faccia,
sulle tettine, un po' dappertutto... solo che e' successa una cosa strana...
l'ho letteralmente annaffiata con uno sperma abbondante e liquidissimo...
che al momento mi ha stupito molto... sembrava acqua... ma poi ho
compreso..."
-"cosa hai compreso?..."-
-"era un segno del Principe... voleva che gli offrissi la ragazza...
subito... in quel preciso momento... allora ho recitato la formula del
battesimo di sottomissione... e proprio mentre io pronunciavo le frasi di
rito e le spalmavo il mio sperma sulla fronte... lei si e' trasformata... in
modo sorprendente..."-
-" trasformata?"-
-"certo, si e' completamente ripresa, si e' rilassata e non sembrava piu'
impaurita... infatti quando circa un'ora dopo abbiamo ripreso a fare
l'amore, lei ha avuto il suo primo orgasmo. Da quel momento per me e'
stata una strada in discesa... capivo che era iniziata la sua nuova vita.
La sera, poco prima di addormentarci, sono riuscito anche a penetrarla
dietro e a farmi una goduta nel culo..."-
-"accidenti... un bel traguardo per una verginella..."-
-"direi... la domenica mattina, appena ci siamo svegliati, l'ho voluto fare
altre due volte di culo... sai... volevo abituarla subito... le ho anche
detto che l'avremmo fatto soprattutto in quel modo... che era una cosa
perfettamente naturale... ma mentre la prima me la sono goduta alla grande,
nella seconda ho fatto una fatica terribile... sudavo come un negro...
sentivo che ero li' li' per venire e invece di godere mi bloccavo... ci ho
dato dentro come un forsennato tanto che lei si e' messa a urlare che le
faceva male... quando finalmente ci sono riuscito, non capivo se stavo
crepando di piacere o di dolore... mi e' venuta una fitta al basso ventre,
appena sopra le palle, cosi' forte, ma cosi' forte che mi ha tolto il
respiro... cazzo... non voleva andar piu' via!... e' stato terribile... ho
dovuto addirittura invocare il Principe per farla finire... ed infatti dopo
un po' mi e' passata... ma a quel punto ho deciso di smettere. Ho trovato
una scusa e ho portato Giusy a fare un giro fuori per il resto della
giornata, tanto ormai mi aveva completamente svuotato..."
-" Cazzo... che storia! E poi... cosa e' successo?"- Chiese Franco
-" La sera in macchina nel riportarla a casa si stringeva a me... quasi non
mi faceva guidare... allora ho preso il telefonino e ho detto alla madre che
avrebbe dormito a casa mia nei giorni successivi... Giusy mi ha stretto
ancora con piu' forza... era felice..."-
-"E adesso? Scommetto che e' ancora con te?"-
-"Certo, da piu' di un mese, e continuera' a stare con me... ha gia' il suo
bel programmino... pensato giustapposta per lei..."-
-"E potrei sapere quale?... se non sono troppo indiscreto..."-
-" affianchera' la madre partecipando ai riti e si prostituira' per me...
beh, visto che e' giovane e carina, avra' un sacco di lavoro... che si
tramutera' in un sostanzioso introito per me..."-
-"...e lei lo sa gia'?"-
-"In un certo senso si'... le ho spiegato che dovra' impegnarsi a fondo per
accontentare gli amici che le presentero'... e che dovra' trattarli bene...
come tratta me... credo che l'abbia capito... mi sono molto raccomandato...
d'altronde tra i suoi clienti avra' molti adoratori del Principe... loro
pagano bene, ma sono molto esigenti, come tu ben sai... con loro Giusy
non potra' risparmiarsi, dovra' abituarsi a dare tutto fino in fondo e dire
sempre si'... ma alla fine son sicuro che sara' all'altezza del compito...
perche' lo fara' per me... perche' io lo voglio... capisci?"-
-"certo... lo capisco perfettamente..."-
-" e poi ci pensera' la madre a insegnarle rapidamente tutti quei i
trucchetti che servono ad accontentare a dovere ogni cliente...
comunque dovresti vederla gia' adesso all'opera... sta migliorando a
vista d'occhio, le piace un sacco fare sesso, mi fa dei pompini con
l'ingoio che sono uno spettacolo... e quando lo prende nel culo ha
imparato a stare buona e rilassata e ad aspettare che mi svuoti per
bene... compresa la vescica..."- l'uomo rise. -"direi che e' sulla strada
giusta... anzi, sarebbe gia' al lavoro se non fosse incinta... "-
-"incinta?"-
-" Si', l'ho saputo quindici giorni fa... deve esserci rimasta subito, al
primo colpo... mi ha fatto davvero una bella sorpresa..."-
-" sorpresa?... perche? non dirmi che hai deciso di avere un figlio da
lei?!"-
-"Ma che dici? Se non abortira' per le mie penetrazioni, come e'
successo a sua madre per ben due volte, prima che le togliessero
tutto a causa di un raschiamento, allora la porto in clinica... questo
e' poco ma sicuro... ma non subito... prima voglio divertirmi
coll'affare che c'ha dentro... sai... ho gia' iniziato metterlo sotto
pressione... con delle scopate diciamo... molto energiche... chissa'
quanto resistera' al mio martellamento... non credo molto... ha gia'
dato dei bei segnali di cedimento... secondo me e' questione di
qualche colpetto ancora... anzi... a questo proposito mi sta venendo
un'idea... se pero' tu sei d'accordo..."-
-" dimmi... cosa sta escogitando la tua mente da vero Maestro..."-
-"Senti... visto che prima o poi la dovro' svezzare all'amore di gruppo...
perche' non vieni tu domani sera a casa mia?... anche sul tardi se
preferisci... cosi', se mi dai una mano in due le facciamo un bel
servizietto... di quelli speciali, mi hai capito?..."-
-" scusa... cosa intendi?..."-
"... sono convinto che se ci mettiamo insieme... con i nostri due cazzi
intendo dire... la liberiamo subito dal suo ingombro... tu da un buco ed io
dall'altro e per il suo affare non ci sara' scampo... in due glielo
strapazziamo al punto giusto e vedrai se non si toglie di mezzo alla
svelta!"- sorrise beffardo, poi continuo'.
"Pensa che piacere sublime... degno di un vero adoratore del Principe...
mentre noi godiamo alla grande... quel coso li' schiatta all'istante!..."-
Tanta crudelta' non pote' non stupire anche Franco...
-" Veramente domani sera mi aspetta la mia donna... non so se posso
accettare l'invito..."-
-"Ehmbe'?... trova una scusa!... non dirmi che non puoi venire per colpa di
una donna... non ci credo... che razza di padrone sei?"-
L'uomo abilmente tocco' il tasto giusto.
-" Si' lo so... purtroppo non si tratta di una mia schiava, ma della mia
ragazza... a lei un po' ci tengo... pero' ci sto pensando... devo dire che
l'esperienza mi incuriosisce... se poi si tratta di una ragazzina..."-
-"... e che ragazzina! "- incalzo' sadicamente l'uomo -"mostra meno della
sua eta'... e' appena sbocciata ed e' pure incinta... vedrai con che foga le
godrai dentro... come e' successo a me..."-
L'estraneo attese un attimo, poi aggiunse.
- " e poi considera quanto il Principe apprezzerebbe il sacrificio della
nuova vita che porta in grembo... e quanti meriti acquisteresti anche
tu ai suoi occhi... e' un'occasione che un vero discepolo non puo'
rifiutare... "-
Pur controvoglia Franco si senti' costretto ad accettare.
-"Ok... se lo dici tu... d'altronde queste cose non succedono tutti
i giorni... accidenti, pero'... devo ammettere che tu sei uno che la vita
se la gode davvero!... sei davvero il 'Maestro' come tutti dicono... sai
cercare i piaceri piu' raffinati... "-
L'uomo sorrise compiaciuto.
-" Certo!... come d'altronde ogni vero seguace del Principe dovrebbe
fare... anche tu col tempo ti abituerai... e poi dai... di' la verita'...
un pensierino al figlio della tua schiava e' impossibile che tu non
non l'abbia fatto... sii sincero... mi deluderesti altrimenti..."-
-"... uhm... "- Franco sembrava indeciso se parlare o meno.
-"in un certo senso si'... a lui ci ho pensato... ma non come credi...
volevo solo che sperimentasse un'idea che mi ha tormentato fin da
ragazzino... e che purtroppo non ho mai provato in prima persona..."-
-" e cioe'?"-
-"sborrare mentre mia madre mi lavava l'uccello! ... uhm che
libidine!"-
L'uomo scoppio' in una risata fragorosa. Poi aggiunse.
-"Questa poi!... Ma che bella trovata!... sai Franco?... devo dire che hai
una fantasia piacevolmente perversa... io non ci avevo mai pensato a
questa cosa qui... neanche da ragazzo... ma sei sicuro che e' successo
davvero... nel senso che la tua schiava ha provveduto a...?"-
-" Certo! Ci mancherebbe... mi sono fatto raccontare tutti i particolari
fin dall'inizio... ho saputo che il figlio non aveva mai sborrato
prima del suo intervento... cosi' la prima volta l'ha fatto schizzare lei,
durante un bagno, mentre lo strofinava ben bene da quelle parti... cazzo...
che ragazzo fortunato... fosse successo a me!... solo che questo stupido
invece di godere... si e' spaventato!"-
-"Oh, poverino, chissa' che paura!"- aggiunse l'uomo.
Risero entrambe. Poi Franco continuo'.
-" comunque, a parte la prima volta, c'avevo visto giusto io... si' insomma,
che era una cosa naturale... quando i ragazzi sono ancora giovani e hanno
gia' certe esigenze, ci devono pensare le madri... sono loro che devono
aiutarli ad avere i primi orgasmi... mica tutto di nascosto... anche la mia
schiava se ne e' resa conto e ha ammesso che ora ha molta piu' confidenza
col figlio, tanto che riesce a seguirlo come quando era bambino...
le racconta qualunque cosa e fa tutto quello che dice lei... comunque devi
vedere adesso il ragazzino come e' contento di godere tutte le volte che
lei lo lava... sborra davanti a sua madre come se fosse la cosa piu'
naturale di questo mondo... senza mai vergognarsi... anzi si vergona se
non gli succede!"-
-"Hai capito il furbetto! Ecco perche' vi stava spiando quando sono
entrato... l'avete svezzato bene..."- ribatte' scherzosamente l'uomo.
-"hai detto giusto... il furbetto!... io pero' non voglio che si abitui...
ho gia' ordinato alla madre di tenerlo un po' a stecchetto e soddisfarlo
solo quando non ne puo' piu'... eh... senno' va a finire davvero che me lo
vizia! Va bene godere un po'... ma il troppo stroppia!"- Di nuovo i due
scoppiarono in una sonora risata.
-"... ma poverino... sei un sadico... e lascialo godere... cosi' si fa le
ossa..."- aggiunse ironicamente l'uomo.
-"Poverino!?! poverino un cazzo! Non sai come l'ho invidiato quando sua
madre mi raccontava quello che gli faceva!... sarebbe piaciuto anche a me,
alla sua eta', avere una mamma cosi' comprensiva... invece ho dovuto
ammazzarmi di seghe di nascosto, spiando mia madre dal buco della
serratura, quando lei si chiudeva nel cesso. Purtroppo oggi non posso
provare direttamente quel piacere... pero' posso ancora eccitarmi ad
immaginarlo, mentre la mia schiava me lo racconta..."-
L'interlocutore stette qualche attimo in silenzio, pensieroso...
-"Uhm... Franco... mi e' venuta un'idea... perche' non porti a complimento
l'educazione di questo ragazzino libidinoso e unisci l'utile al
dilettevole?"-
-"E sarebbe?"-
-"Vedi... la tua novella schiava deve ancora darti la sua prova di vera
sottomissione... quella che prevede il giuramento... potrebbe dartela
cosi': facendosi regolarmente scopare dal figlio... naturalmente fino a
quando tu glielo permetterai... diciamo che dovra' iniziarlo a tutti i piu'
raffinati piaceri del sesso... glieli dovra' far provare tutti, nessuno
escluso... fino all'amore di gruppo... a quel punto interverrai tu... e
scommetto che sara' molto... molto divertente ..."-
Franco si sciolse in un largo sorriso.
-" Ma certo... non ci avevo pensato... Si'... questa e' la prova giusta per
lei... geniale... anch'io da ragazzino, masturbandomi, pensavo di fottermi
mia madre... piacera' un sacco anche ad Andrea... e io finalmente potro'
vivere questa libidine dal vivo... insieme a loro..."-
Poi, entusiasta, si rivolse alla donna rimasta ancora inginocchiata ed
appoggiata col busto alla poltrona.
-" Allora schiava, hai capito bene cosa devi fare per superare la tua prova?
voglio che tuo figlio impari a fotterti alla perfezione, dovrai insegnargli
tutti i trucchi del mestiere... dovra' godere in tutti i modi possibili ed
immaginabili, e quando dico tutti intendo tutti... mi raccomando
perche' alla fine vi mettero' alla prova... tutte e due... intesi? "-
La donna, incredula, non riusci' a dire subito si'.
-"... e guarda che come schiava sei pure fortunata ad avere una prova cosi'
.... perche' oltre a fare felice me e tuo figlio, anche tu ci puoi provare
gusto!... naturalmente se ti scrolli di dosso tutti gli stupidi tabu' che
ancora ti porti dietro... allora... rispondimi... e' vero che lo farai?"-
All'esplicita domanda dell'uomo, la madre fu costretta ad annuire.
-" brava... tanto non ti costera' molto, visto come ti sei divertita a
fargli le seghe ... o sbaglio?... guarda che mi sono accorto che eri
eccitata tutte le volte che me lo raccontavi... senno' non godevi come
una troia dopo... quando ti inculavo a sangue... pero' adesso voglio di
piu'... voglio godere anch'io mentre tuo figlio ti fotte... voglio provare
quel piacere che la vita mi ha negato finora... e tu e lui me lo darete..."-
Poi rivolgendosi di nuovo al suo interlocutore
-"Bene...devo ammettere che tu in queste cose hai sempre una marcia in piu'
.... sei straordinariamente geniale... un vero 'Maestro' non c'e' dubbio...
ma come fai?"-
L'uomo sorrise compiaciuto.
-"E' questione di esperienza... e di totale adesione ai voleri del
Principe delle Tenebre... guarda Franco, ho un solo rimpianto... quello di
non aver iniziato prima nella mia vita... ma tu sei giovane, hai vent'anni
meno di me e come me sei un eletto, perche' sei nato padrone...
approfittane... fai diventare una professione quello che hai sempre pensato
fosse solo un gioco, devi solo affinare e perfezionare le tue armi. Non
avere mai paura, ne' ripensamenti e soprattutto non devi mai avere pieta'...
segui tutti i precetti del Principe... se ci riuscirai, 'Lui' ti si
riservera' una vita fatta di soddisfazioni indescrivibili... ricorda: non
rinunciare a nessun piacere... non sai quante donne sono disposte a
sottomettersi pur di farteli provare tutti... d'altronde loro sono esseri
inferiori... solo che non sanno di esserlo... e tu devi aiutarle a prendere
coscienza di cio'... un po' come con i cani e gli altri animali... che una
volta addomesticati sono felici quando servono il loro padrone...
certo... con le donne non e' cosi' semplice... pero' se ci riesci ti saranno
per sempre riconoscenti e si trasformeranno in perfetti oggetti di
piacere... i padroni, al contrario, stanno diventando una merce rara... in
via d'estinzione... colpa dei preti, dei politici, dei filosofi che ci hanno
criminalizzato e hanno cercato di abolire la schiavitu'... ma la schiavitu'
e' sempre esistita... fin dalla preistoria... e sempre esistera' alla faccia
dei loro sforzi... razza di idioti... non hanno capito un cazzo della
vita..."-
-"sono perfettamente d'accordo con te... padroni si nasce... e'
una cosa che puo' decidere solo la natura, ... nessuno potra' mai smentire
questa semplice verita'... e noi non facciamo altro che assecondare le
decisioni della natura... non e' vero?"-
-"certo... allora hai la possibilita' di iniziare adesso la tua vera vita...
dimostrami che ne sei anche tu un degno discepolo del Principe che e'
il vero signore della natura..."-
L'uomo indico' il frustino a Franco che si alzo' per raccoglierlo.
-"Ascolta pero'... perche' tu possa ottenere il massimo dei benefici da
questa esperienza non devi pensare ad altro che alimentare il tuo odio...
quella che hai dentro... ricorda... tutti abbiamo dentro un odio sordo,
represso, fatto di piccole e grandi insoddisfazioni, amarezze, delusioni,
soprusi... concentrati su tutto cio' che di negativo hai vissuto nella tua
vita, pensa alle persone che piu' detesti e che ti hanno offeso. Convinciti
che ora sono li', davanti a te, materializzati nel corpo della tua
schiava... aspetta che l'odio si tramuti in rabbia e poi colpiscila
con forza, senza alcuna pieta'... se lei urla non impressionarti,
colpiscila di piu', fino a che la tua rabbia non ti avra' fatto diventare il
cazzo duro... Menatelo e continua a frustarla fin quando ti senti pronto a
sborrare, poi scarica tutta la tua tensione nelle sue viscere.
Se ti lasci andare, e percorri questa strada fino in fondo, sentirai un
fortissimo piacere che ti rivoltera' come un calzino... non trattenerti in
alcun modo mentre vieni... e' importante urlare se ne senti il bisogno... se
lo farai percepirai dentro di te gli immensi poteri del Principe... ne sono
sicuro... sfogati piu' che puoi, butta fuori tutto, fino quasi a perdere
conoscenza... abbandonati a 'Lui'... dopo ti sembrera' di rinascere...
e vedrai... il Principe sara' sempre con te..."-
Franco attese qualche istante prima di rispondere.
-"Va bene, ascoltero' i tuoi consigli..."-
Poi si rivolse alla donna:
-"forza, preparati, che e' arrivato il momento di continuare a
divertirti..."-
La madre in un evidente stato disagio supplico' il compagno:
-" ti prego... padrone... ho le coliche... non resisto... devo andare di
corpo... posso andare in bagno?... sto male..."-
-"ma neanche per sogno... la farai qui!... anzi... vediamo se e' piu' forte
la tua voglia di cacare o quella di stringere le chiappe mentre ti
frusto..."-
Rise nervosamente, poi si rivolse all'altro uomo:
-"scusa, vorrei un favore da te... dovresti filmare la scena... ho la
videocamera gia' pronta, devi solo inquadrare e premere il tasto di
registrazione... mi raccomando, riprendila mentre se la fa addosso... mi
interessano i particolari... tutti... anche le espressioni del suo viso..."-
-"Uhm... buona idea!... giusto immortalare questo importante momento...
dammela che iniziamo subito..."- l'uomo spense la sigaretta e prese in mano
la videocamera.
Franco fece rapidamente sistemare la donna nella posizione del suo
supplizio, piegata e con le gambe aperte ed inferse le prime frustate.
(continua)
Mi piace molto il tuo racconto, e aspetterņ il seguito con impazienza.
Gią che ci sono ti chiedo scusa per la stupida richiesta di informazione che
ti ho inviato, ma
per la fretta di colegarmi al tuo sito per scaricare Carmen non ho letto
bene il tuo post del 30/10
Ciao e ancora complimenti per il tuo racconto.
P.S.: mi scuso se non mi sono presentato con un racconto, spero di avere il
tempo di scriverne uno al più presto...
--
Ciao,
Kirbuk
-----------------------------------------------
"Madre Natura è una puttana"
(Murphy)
-----------------------------------------------
Grazie per l'apprezzamento.
Un sal
cer
> Avevo apprezzato moltissimo le prime 2 parti del tuo racconto.
Beh, grazie...
> Questa invece
> mi ha deluso, forse perchč mi aspettavo un risvolto piů "personale" della
> vicenda, piů che alla comparsa di questi 2 nuovi personaggi che, a mio
> parere, sfasano completamente il racconto dall'atmosfera iniziale e lo
> portano su tutt'altri orizzonti. I dialoghi sono a mio avviso poco
> verosimili, un pň troppo minati al voler dimostrare quanto i 2 uomini
siano
> effettivamente "cattivi". Come del resto poco verosimile mi č parsa la
> figura della madre in questa parte rispetto alle 2 precedenti...
> Mi aspettavo, insomma, molto di piů...
Interessante questo tuo giudizio.
Questo racconto e' nato con l'intento dichiarato voler di narrare un
episodio di "incesto verosimile" distinto dall'incesto gaudente che spesso
ricorre nelle trame di questo genere di racconti.
Naturalmente non voglio dire che un racconto dall'incesto gaudente non sia
bello da leggere, o sia da snobbare. Alcuni sono particolarmente piacevoli e
tra l'altro anche molto richiesti.
Pero' io volevo scrivere un'altra cosa, e non limitarmi solo a raccontare
una arrapante fantasia erotica.
Purtroppo nelle prime due puntate non posso dire di esserci riuscito e per
un semplice motivo:
la figura della madre era troppo difficile da sostenere.
Quale madre "normale" (e quindi verosimile) si sarebbe comportata come la
protagonista del mio racconto?
Cosa la portava ad intereferire cosi' pesantemene nella sessualita' del
figlio ben sapendo quali conseguenze lui avrebbe subito?
Intendiamoci tutto e' possibile, anche che una madre metta il topicida nella
minestra del figlio. Ma se il topicida non puo' essere considerato una
variante tra il sale ed il pepe, cosi' l'incesto non puo' essere vissuto da
una madre come una variante tra la relazione col vicino di casa piuttosto
che col collega di lavoro.
Le motivazioni a certi gesti estremi, potenzialmente distruttivi ci devono
essere e devono essere grosse come una casa.
Con la terza puntata queste motivazioni ci sono e sono evidenti, piaccia o
non piaccia.
Naturalmente non voglio dire che queste siano le motivazioni "classiche"
dell'incesto. Assolutamente no. Pero' rispondono sicuramente ad una realta',
e cioe' che l'incesto nasce solo quando eventi gravi riescono ad interferire
e deformare in modo irrparabile i rapporti interpersonali tra i membri di
una famiglia.
un sal
cer
Grazie, troppo buono.
>
> certo che pero' in un paio di punti mi ha fatto un po' schifo...
In effetti avevo avvisato il lettore... ti svelo un segreto: non scrivo per
arrapare, ne' per dare saggi di bella scrittura... scrivo solo per colpire
l'immaginazione del lettore... nel bene o nel male... ovviamente.
>
> ma continua pure come vuoi, al massimo non lo leggo piu' ;-))
Vuol dire che ti avvisero' per tempo se nella prossima (ed ultima) puntata
ci saranno altre schifezze...
Un sal
cer
certo che pero' in un paio di punti mi ha fatto un po' schifo...
ma continua pure come vuoi, al massimo non lo leggo piu' ;-))
Ciao.
--
Posted from hwadsl-pool-213-155-203-221.telvia.it [213.155.203.221]
via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
> > certo che pero' in un paio di punti mi ha fatto un po' schifo...
> In effetti avevo avvisato il lettore... ti svelo un segreto: non scrivo per
> arrapare, ne' per dare saggi di bella scrittura... scrivo solo per colpire
> l'immaginazione del lettore... nel bene o nel male... ovviamente.
eheh, capito...
> > ma continua pure come vuoi, al massimo non lo leggo piu' ;-))
> Vuol dire che ti avvisero' per tempo se nella prossima (ed ultima) puntata
> ci saranno altre schifezze...
ok, ma tanto mi sa che lo leggero' lo stesso, mi hai colpito e mo voglio sapere
che caspita succede dopo...
Ciaoz.
--
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