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In Irc con la mamma

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Sep 12, 2000, 1:11:13 PM9/12/00
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-=- Another -=Doted Dot=- production for your pleasure -=-

Questo testo contiene materiale pornografico severamente VIETATO AI MINORI DI 18
ANNI
Per il tema trattato si sconsiglia la lettura ai bigotti.

-=- Another -=Doted Dot=- production for your pleasure -=-

Titolo: In Irc con la mamma
Genere: Incesto (madre/figlio+18)

Luigi, un ragazzo 20enne, quel pomeriggio era andato a trovare un suo compagno
di universita' che possedeva una linea internet dedicata, utilizzata per svago
ma che riusciva a ripagare con qualche lavoretto di hosting per qualche ditta.
Il loro passatempo preferito era soprattutto il chat sulla rete Irc, magari
mentre scaricavano grossi file zip da qualche sito di software copiato.
Erano ormai le sei di sera quando su Irc Luigi noto' che era appena entrata una
persona con il nickname Ruta, che sapeva essere il nickname che usava sua mamma.
Romina, questo il nome della madre, lavorava nel mondo dei computer, e anche se
non era la sua passione qualche volta provava a chattare in Irc, come gli aveva
insegnato a fare suo figlio.
Luigi penso' di fare uno schero alla madre, ridendone con l'amico, e inizio' a
chattare con lei con un nickname diverso dal solito, Alberto, e facendo finta di
non conoscerla.
Alle domande di rito, sesso, eta', lavoro, interessi, Romina non menti', mentre
Luigi invece si dipinse come un ragazzo di 25 anni che dopo il liceo aveva
trovato una occupazione nell'ambiente della grafica al computer.
Il gioco divertiva Luigi, che penso' di spingersi oltre. Approfittando di una
momentanea assenza dalla stanza del suo amico sposto' il chat su un terreno piu'
caldo.
Luigi racconto' di essere fidanzato con una donna di 35 anni, e di amare molto
le donne mature. Sull'amore per le donne mature non aveva mentito, sulla
fidanzata purtroppo si'.
Tentando ancora di portare il discorso sui rapporti sessuali molto soddisfacenti
che aveva con la sua ragazza (o per meglio dire donna) riusci' solo a
spazientire sua madre, che lo saluto' bruscamente ed usci' da Irc.
Luigi ci fece una risata e non ci penso' piu', tornando ai programmi pirata che
stava scaricando.
Il giorno dopo penso' molto allo scherzo fatto alla madre, ed alla fine si
convinse a provare a continuare. Creo' una mailbox anonima su uno di quei tanti
server che distribuiscono email gratuite a chiunque, alb...@hotmail.com, e con
quella scrisse a sua madre, chiedendole molto cortesemente se potevano
chiacchierare un po' in email.
Romina gli rispose dopo tre giorni abbastanza arrabbiata per l'invasione della
propria mailbox e gli chiese conto di come avesse avuto la sua casella postale.
Luigi conosceva benissimo la casella postale di sua madre, ma non poteva dirle
la verita', cosi' le racconto' di averla ottenuta sfruttando un bug del
programma di Irc e da delle informazioni che aveva avuto con una tecnica
particolare dal suo provider.
Luigi si rese conto che la storia reggeva, ma stava tirando troppo la corda, e
soprattutto aveva paura che sua madre raccontasse tutto al suo provider. Per
evitare problemi Luigi scrisse nella stessa email che si dispiaceva molto di
averla fatta arrabbiare e spaventare e che non l'avrebbe piu' contattata.
Il gioco era finito ma Luigi ne era contento, aveva raccontato bugie a sua madre
e forse l'aveva un po' spaventata, cosi' fu ben felice di non importunare piu'
Romina.
Quando furono passati circa 15 giorni e Luigi era totalmente assorbito da altri
progetti, da altri affari, sulla mailbox anonima che ormai stava utilizzando per
tenere i contatti con un paio di hacker che aveva conosciuto ricevette un
messaggio della madre. Romina apprezzava il fatto che non si fosse fatto piu'
sentire, e che questo la aveva rassicurata sulla affidabilita' della persona.
Inoltre si mostro' interessata a discorrere via email.
Luigi li' per li' non sapeva se riprendere il gioco o non rispondere neppure a
sua madre. Decise di fare un tentativo che era una via di mezzo, un "o la va o
la spacca", e rispose a sua madre raccontando nuove bugie, e soprattutto
parlando esplicitamente del sesso che faceva con la sua fidanzata 35enne.
Contrariamente ad ogni aspettativa dopo qualche giorno ricevette risposta, per
nulla scandalizzata, dove anzi Romina ammetteva anche lei una attrazione per i
ragazzi giovani purche' maggiorenni, lo sottolineava piu' volte.
Tutto cio' diverti' ed anche eccito' moltissimo Luigi, che spinse nei giorni
seguenti la madre a raccontare i suoi desideri.
Romina racconto' di avere un figlio di 20 anni, Luigi. Non poteva minimamente
immaginare che la persona a cui lo stava dicendo era proprio suo figlio di 20
anni, Luigi!
Romina nel suo raccontarsi ammise di aver avuto delle fantasie sessuali pensando
a suo figlio, cosa che naturalmente fece scoppiare di eccitazione Luigi quando
lesse quelle righe sul video.
Nelle email seguenti Luigi incito' ed eccito' sua madre, portarla ad ammettere
sempre piu' cose sporche e proibite riguardo alla sua attrazione per il figlio,
attrazione che si rivelo' totale e frenata a stento.
Luigi impazziva nel leggere le email di sua madre, cosi' piene di quella
perversione che lo vedevano per protagonista. Le seghe erano all'ordine del
giorno e tutte dedicate alla sua Romina.
Raggiunto quasi l'apice della confessione della madre, questa cambio'
bruscamente il contenuto delle sue email. Inizio' a porre a Luigi, che
continuava a celare la sua vera identita', una serie di domande quali ad esempio
se si fosse eccitato leggendo delle sue passioni, se avesse mai pensato di avere
rapporti sessuali con sua madre, se desidererebbe farlo, e via di questo passo.
Luigi non menti' a queste domande, ed ammise di non aver mai pensato seriamente
a rapporti sessuali con sua madre, ma che dopo questo scambio di email ci aveva
seriamente pensato e che sarebbe stata la cosa piu' bella sulla Terra.
Ancora dopo qualche giorno puntuale la risposta della madre, nella quale si
felicitava molto della sua attrazione per la madre e gli chiedeva ancora se ne
era proprio certo, se ne era certo che avrebbe voluto avere rapporti sessuale
con la propria madre.
Luigi stupito dalle recenti domande e un po' dispiaciuto di non ricevere piu'
email cariche di sessualita' rispose ancora di si', di essere sicuro.
La sera di due giorni dopo, Romina stava sparecchiando la tavola, Luigi guardava
la televisione ed il padre era uscito ancora la mattina per il suo lavoro di
conducente di pullman granturismo.
Riposta la tovaglia in un cassetto Romina pose una domanda a Luigi, chiamandolo
con il nome di Alberto. Luigi non afferro' esattamente il senso della domanda,
capi' solo che si trattava di qualcosa di banare riguardo ai programmi della
serata, e non afferro' la domanda fatta perche' lo colpi' il fatto che sua madre
lo aveva chiamato con un nome sbagliato. Non un nome qualunque, ma proprio il
nome falso che Luigi usava nei suoi scambi di email con la madre!
Era frastornato Luigi ma si dette un contegno, e cercando di rilassarsi fece
notare alla madre di averlo chiamato con un nome sbagliato:
"Mamma mi hai chiamato Alberto".
"Certo che ti ho chiamato Alberto, e' il tuo nome", disse la madre.
Luigi adesso si agito' veramente, e dal tremore della sua voce ora si capiva:
"Perche' mi chiami Alberto? Perche'?"
Romina allora disse: "Me lo hai detto tu di chiamarti Alberto. Mi hai detto
anche altre cose. Adesso quando ti chiamero' Alberto saprai che cosa voglio", e
inizio' ad avvicinarsi al figlio con un sorrisetto che pero' tradiva un po' di
imbarazzo come il passo tradiva incertezza.
Alla fine furono vicini. Romina si sedette sul divano in parte a Luigi, gli
prese la mano e gli diede un bacio sulla guancia. Poi mise una mano dietro al
collo di Luigi, lo tiro' a se' e gli diede un bacio sulle labbra, ma senza
aprire la bocca.
Luigi non capiva piu' niente, il suo cervello era impossibile da indirizzare
verso un pensiero preciso, faceva mille pensieri e nessun pensiero
contemporaneamente.
Luigi riusci solo a chiamarla: "Mamma...".
Romina si scosto' da lui e gli chiese: "Se hai cambiato idea dimmelo!", ma non
con fare inquisitore, piu' con paura di fare una cosa contro il volere del
figlio.
Luigi iniziava a riprendere le redini di se stesso e pote' parlarle: "Si'...
Si'... Lo voglio... Ma tu come hai scoperto tutto?".
Romina semplicemente spiego' di aver volutamente controllato di nascosto il
computer di Luigi temendo un suo scherzo quando ancora ricevette la sua prima
email, prima che si iniziasse a parlare di sesso.
Luigi si scuso' per quello che aveva fatto, ma Romina lo rassicuro' e torno' ad
avvicinarsi a lui.
"Luigi ti voglio", disse Romina, "lo so che molti pensano che sia sbagliato, ma
io lo voglio, tu lo vuoi, quindi... Siamo due persone adulte. Hai vent'anni
ormai".
Romina finita la frase si appoggio' contro il corpo di suo figlio, spingendolo a
sdraiarsi sul divano. Da quella posizione la madre impaziente diede un altro
bacio sulle labbra al figlio, e con foga gli alzo' la maglietta, gli abbasso' i
pantaloni e finalmente abbasso' anche gli slip.
Luigi era eccitatissimo e il suo cazzo duro lo dimostrava senza ombra di dubbio.
Romina non tocco quel cazzo, ma inizio' a leccare il torso di suo figlio,
scendendo piano piano.
Dopo pochissimo si era abbassata fino all'ombelico, e li' c'era il cazzo in
erezione di Luigi, che intanto la guardava darsi da fare sul suo corpo.
Romina finalmente lo tocco', lo prese in mano, e avvicinando il viso lo annuso'.
Fece dei lungi respiri col naso, riempiendo le nasici dell'odore del sesso di
suo figlio, e ripete' i respiri affondando il naso nel pelo pubico.
Romina disse: "Andiamo di la', lo voglio fare bene", lo fece anzare e dopo
avergli fatto togliere scarpe e calze lo porto' tenendolo per mano nella camera
da letto. Li' Romina si svesti' di fronte al figlio, rivelando il suo corpo
ancora attraente di quarantenne. Quando la mamma fini' di spogliarsi Luigi si
avvicino' a lei: "Sei stupenda, sei bellissima, mamma mi fai impazzire, ti
desidero". Lei rispose con un grande sorriso ed entrambi salirono sul letto che
consisteva solamente in due lenzuola e un coprilenzuola visto il caldo di una
primavera avanzata.
Luigi allungo' una mano sul corpo sdraiato della madre, sul pube, e scendendo in
mezzo alle cosce. Senti' sotto le sue dita le labbra leggermente umide e passo'
lievemente un dito sul clitoride, alla cui stimolazione la madre rispose subito
con un gemito.
"Luigi dai leccami, lo voglio!" disse Romina.
Luigi allora si posiziono', fece allargare le gambe alla madre, e avvicino' la
faccia alla bella figa di sua madre.
L'odore era un po' forte, ma che assomigliava a quello del suo cazzo. L'odore
della figa di sua madre assomigliava all'odore del suo cazzo, questa era una
scoperta molto eccitante.
Avvicinatosi ancora inizio' a baciare le grandi labbra, con le dita le apri' con
delicatezza, ed inizio' a leccare tutta la vulva ed il clitoride.
Sua madre apprezzo' molto lasciandosi scappare gemiti decisi.
Luigi continuo' a leccargliela per vari minuti, bevendo gli umori vaginali che
la madre depositava sulla sua lingua.
Ad un certo punto Romina lo interruppe: "Luigi non ce la faccio piu', ti voglio
dentro, voglio che entri nel mio corpo!".
Luigi non se lo fece ripetere e si distese sul corpo di sua madre. Con una mano
raggiunse il suo cazzo che guido' all'entrata della figa bagnatissima ormai di
sua mamma.
Lo passo' sulle grandi labbra per farle aprire, porto' il cazzo all'altezza
giusta e la penetro'.
Il cazzo di Luigi era entrato nel corpo di sua madre, la persona che piu' amava
al mondo, che gli aveva dato la vita e che lo aveva curato da sempre.
L'eccitazione era al massimo, Romina gia' all'inizio dei colpi di reni del
figlio sembrava persa in un mondo tutto suo, muovendo la testa da destra a
sinistra ed ansimando con occhi chiuse e bocca aperta.
Luigi godeva come un pazzo, ed anche sua madre godeva con suo figlio che se la
scopava per bene.
Luigi si lasciava andare ormai alle frasi piu' sconce: "Mamma sono dentro di te,
ti sto scopando, ti stai facendo scopare da tuo figlio! Che puttana che sei, sei
una puttana incestuosa, ti fai tuo figlio, ti fai sbattere dal cazzo duro di tuo
figlio!"
Romina alle frasi piu' perverse apriva leggermente gli occhi e sempre fra i
gemiti era visibile un suo sorriso. Quelle frasi evidentemente le doveva piacere
molto sentirsele dire.
Romina ora stava venendo sotto suo figlio, silenziosamente, mestamente, con un
leggero irrigidimento e delle contrazioni vaginali che non lasciavono dubbi su
cio' che gli stava succedendo.
Anche Luigi non ce la faceva piu', e terminato l'orgasmo della madre si senti'
libero di venire anche lui.
Aumentato il ritmo e la forza dei colpi inferti alla madre era ormai pronto:
"Mamma sto per venire! Mamma ti vengo dentro! Mamma la mia sbora nella tua figa!
Nel tuo corpo!".
Per un attimo Luigi si rese conto che non stava usando alcun metodo
anticoncezionale. La mamma prendeva forse la pillola? Luigi lo riteneva
probabile, ma non poteva esserne sicuro. Che comunque non fosse gia' in
menopaura ne era sicuro.
Era troppo tardi per fermarsi e chiederglielo. Lei non gli aveva detto niente
sull'argomento, cosi' penso che avesse preso le sue precauzioni.
Vicinissimo all'orgasmo Luigi continuava a dire frasi proibite a sua madre: "Sto
per sborare dentro di te! Mamma vengo! Ti vengo dentro! Ti do un figlio! Ti do
un figlio mamma! AAAAAAAAAHHH!!!".
L'orgasmo fu pazzesco, non aveva mai provato nulla del genere, e riempi' la figa
di sua madre di caldissimo sperma incestuoso.
Seguitando a godere Luigi continuava a depositare la sua sbora nel corpo di sua
madre, intanto lei lo teneva abbracciato piu' stretto che riusciva.
Terminato l'orgasmo Luigi continuo' a scopare ad un ritmo meno serrato,
rallentando fino a fermarsi e ad uscire da sua madre, sdraiandosi sudato in
parte a lei.
Romina interruppe il suo silenzio: "Luigi quando mi ha detto quella frase... Mi
hai detto che volevi darmi un figlio...".
"Scusami scusami mamma! Stavo venendo... Ero eccitatissimo... Mi e' scappato di
bocca..." si scuso' Luigi.
"Luigi io non prendo la pillola..." disse mestamente Romina.
Luigi si volto' verso di lei: "mamma... Vuoi dirmi che non stai usando niente?
Non usi anticoncezionali? E con papa'?"
Romina spiego' che il padre di Luigi aveva da ormai una decina di anni una
eccessivamente bassa mobilita' degli spermatozoi, fatto questo che le impediva
al 95% una gravidanza.
Luigi allora chiese: "ma con me... E' diverso. Perche' non me lo hai detto?
Potevamo usare il preservativo...".
"Non ti ho detto niente perche'... Era quello che volevo... Volevo che facessi
quello che hai fatto dentro di me. Senza protezione" disse Romina tra
l'imbarazzato e l'impaurito, abbraccio' ancora suo figlio e a bassa voce gli
disse:
"Luigi, ho tanta paura, ma voglio un figlio da te, e oggi spero di esserci
riuscita".

The End

-=- Another -=Doted Dot=- production for your pleasure -=-

Pubblicita' Progresso.
In Italia l'incesto non e' un reato contrariamente a come molti credono.
Purtroppo invece per una legge che potrebbe essere definita medioevale e' un
reato la pratica dell'incesto qualora provochi pubblico scandalo. Cosa cio' stia
a significare non e' chiaro neppure ai giudici che dovrebbero applicare la
legge, ma sicuramente non e' un reato praticare l'incesto privatamente senza che
lo si faccia sapere in giro.
Se anche tu ritieni che l'incesto praticato fra maggiorenni consenzienti e la
sua pubblica dichiarazione sia un diritto di liberta' che non possa essere
negato, combatti per l'abolizione di questa legge arcaica e illiberale, discuti
dell'argomento con i tuoi amici, spiega loro l'inaccettabile privazione di
liberta' che la legge instaura.
La societa' civile deve maturare.
Facciamo maturare la societa' civile.

-=- Another -=Doted Dot=- production for your pleasure -=-

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