Claudia, una moglie calda - 1 -
Col corpo percorso da incessanti brividi, geme sotto i colpi del mio pene
che furiosamente stantuffa nella sua vagina bagnata dal piacere
incipiente. Mia moglie, aggrappata alle mie natiche, urla il suo orgasmo
dimenando con forza le anche per favorire il più possibile la
penetrazione. "Chiavami, chiavami !" Mi urla nel pieno dell'eccitazione.
"Chiava la tua troia, la tua vacca che ha tanta voglia di cazzo, di tanti
cazzi, dimmi che ti piacerebbe vedermi chiavare con un altro uomo!" Come
sempre l'eccitazione dei nostri sensi raggiunge il massimo livello quando
sollecitiamo la nostra fantasia affrontando argomenti che nella realtà di
tutti i giorni avremmo certamente rifiutato. "Si amore ti sto chiavando,
ma vorrei vederti chiavare con Antonio, ti piace il suo cazzo? Pensa che
bello sentirlo sborrare nella tua la fica!" Antonio é stato uno dei
fidanzati di Claudia e durante i nostri amplessi ci piace ricordare le
esperienze che hanno vissuto insieme prima che lei lo lasciasse per
mettersi con me. "Ti ricordi quando glielo prendevi in mano? Come ti
piaceva menarglielo, strusciartelo in mezzo alle tette, sulla faccia,
succhiarglielo tutto per sentire in bocca il suo sapore di maschio. Come
ti piaceva leccare dolcemente con la lingua la sua cappella fino a
sentirtelo godere in bocca! Adesso godi ancora nel ricordarlo! Fammi
vedere come gode una troia! Ahh come vorrei che fosse qui adesso per
metterti il suo cazzo in bocca mentre ti chiavo!" Nel frattempo continuo
a scoparla con forza, sento il cazzo che sbatte con violenza contro il
suo utero e se anche la cosa risulta alquanto dolorosa per Claudia, so che
le piace. Poco alla volta avverto in mia moglie l'approssimarsi
dell'orgasmo e raddoppio l'intensità dei colpi. "Si cosii amore... godi...
godi troiona mia, fatti chiavare da tutti i maschi che vuoi!" "Sto
godendo Franco, sto godendo col cazzo di Antonio, é tutto dentro dentro di
me, nella mia fica... mi sta chiavando tutta, ahh... vengo, vengo... godi
anche tu insieme a me!" L'orgasmo raggiunge entrambi contemporaneamente e
le riempio la fica di sperma, tiro fuori il cazzo ancora parzialmente duro
e lo appoggio sulla sua pancia. Prendo a baciarla sulle guance, la lecco
dolcemente dietro le orecchie sussurrandole paroline d'amore, ma poi
ripensando ai fatti delle nostre fantasie mi prende il morso della
gelosia. "Davvero ti piaceva succhiare il cazzo ad Antonio?"
"Si mi piaceva, lo sai che è stato lui ad insegnarmi a prenderlo in bocca,
a succhiarlo, gli piaceva da morire farsi masturbare con la bocca, ma
queste cose le sai già, quante volte ti ho già raccontato tutto quello che
c'è stato tra noi, tutto quello che abbiamo fatto insieme? Tu piuttosto
dimmi se ti piacerebbe davvero vedermi chiavare con Antonio, vedermi fare
con lui tutte le cose che faccio con te? Lo sai vero che mi basterebbe
fargli una telefonata? Quando ci siamo lasciati c'è rimasto male, non
perché mi volesse bene, ma perché gli bruciava di non essere mai riuscito
a scoparmi." "No Claudia, lo sai che mi piace farti fare la troia solo
con la fantasia mentre scopiamo, ma niente di più, non credo che mi
piacerebbe vederti scopare veramente con un altro. E' una strana
situazione, da una parte vorrei che tu lo facessi davvero e dall'altra
mi sento rodere dentro e impazzisco solo al pensiero!" Questi più o meno
sono i discorsi che seguono quasi sempre i nostri amplessi, ogni volta
così, l'idea di vederla scopare con un altro mi arrapa, ma la gelosia mi
blocca. Un giorno la ditta di cui era socia mia moglie offre ai
dipendenti, in occasione della chiusura della stessa per le festività
natalizie, un viaggio della durata di una settimana in Kenya. Sebbene a
malincuore, non potendo partecipare anch'io per impegni di lavoro,
consento a Claudia di partire senza di me. Rimango all'aeroporto con
parenti, mogli e mariti dei gitanti per assistere alla partenza dell'aereo
e alla fine mestamente raggiungo la macchina per rientrare a casa. I
giorni passano e arriva la data del rientro, finalmente riabbraccio con
gioia mia moglie. Sembra ringiovanita, ha un'aspetto festante e felice, da
tempo non la vedo così bene. Rientrati a casa sono smanioso di sentire le
sue impressioni ed il racconto di come ha passato quei sette giorni
lontano da me. Comincia a raccontarmi di tutto ciò che di caratteristico
ha visto, delle feste in albergo, dei giochi fatti con i dipendenti e
colleghi di lavoro. "Sai cosa mi è successo una sera durante una festa?
Sto ballando con Giorgio, quel mio collaboratore diretto che ti ho
presentato l'anno scorso e mentre balliamo quel maiale inizia a
strusciarsi addosso, e gli diventa duro..." "Non dirmi che è finita che
ti sei fatta scopare..." "Ma no gelosone, però mi sono eccitata anch'io e
credo che se ne sia accorto perché ha fatto di tutto per farmelo sentire
come meglio poteva appoggiandomelo sulla pancia e sulle cosce."
"Schifosa ne hai approfittato... confessa che ti è piaciuto!" L'idea che
abbia sentito su di sè il cazzo di un altro mi eccita terribilmente e
comincio a sentire un formicolio particolare salirmi dalle gambe verso le
palle, il cazzo inizia ad inturgidirsi e mi prende una tale voglia di mia
moglie, che l'afferro per i fianchi e finiamo per rotolarci a terra sul
tappeto della sala. Le infilo le mani sotto le sottane e, denudate le
gambe, prendo a baciarla proprio là dove finiscono le calze. La lecco
salendo con la lingua lungo il reggicalze fin dove scompare sotto le
mutandine, le scosto con la mano e penetro nella fica già fradicia di
umori. Martello il clitoride con piccoli e rapidi colpetti in punta lingua
e la porto rapidamente a gemere di piacere. Le do il tempo di riprendersi
dall'orgasmo e l'invito a riprendere il discorso. "Se avessi voluto mi
sarebbe stato facile farmi scopare, non desiderava altro che portarmi a
letto con lui quel maiale, però non ho ceduto alla tentazione perché mi
dispiaceva per te, ma ti confesso che mi è piaciuto molto sentire il suo
cazzo duro strusciare sulle cosce, sulla pancia, sentirlo premere
prepotente contro di me durante il ballo..." Sempre più infoiato dal suo
racconto raddoppio le mie attenzioni e le strapazzao ferocemente le tette.
"Schifosa! Perché non ti sei fatta sbattere come una troia! Ahh come mi
sarebbe piaciuto se ti avesse infilato il cazzo nella fica!" A questo
punto Claudia è coinvolta anche lei dalla mia libidine e si scatena
stringendomi la testa con forza fra le cosce. "Sii! Anch'io avrei voluto
farmelo infilare tutto nella fica, fino in fondo! Mi sarebbe piaciuto
sentire la sua cappella sbattermi contro l'utero, sentirmi chiavare tutta
come piace a me, sentire il suo cazzo entrare e uscire dalla mia fica fino
a farmi sborrare dentro... la sua sborra calda tutta dentro di me..."
"E poi cosa ti ha fatto ancora, ti ha palpato anche le tette, il culo?"
"No, lui no, ci ha provato ma non gliel'ho permesso, però è successo la
sera dopo, dopo cena tutta la compagnia è andata a giocare al casinò
dell'albergo mentre io ho preferito uscire a fare due passi nel parco per
restare da sola, per respirare un po' d'aria fresca. Sto passeggiando
quando mi sento chiamare..." "Bella signora, cosa fai tutta sola, non hai
amico per farti compagnia? Tuo marito non c'è?" "E' un ragazzo di colore,
un bel giovanotto dell'animazione del villaggio, proprio un bel ragazzo
che avevo già notato durante uno spettacolo. Prima di avere il tempo di
rispondergli, mi prende sottobraccio e mi conduce in un vialetto alberato"
"Vieni, ti faccio visitare giardino tropicale." "Man mano che ci
inoltriamo lungo il vialetto mi mostra i fiori delle aiuole e le piante
tropicali, me ne dice i nomi, ma la mia attenzione é solo per lui perché
sicuramente ha altre intenzioni. Poco dopo infatti comincia a manifestare
quello che vuole veramente. La sua mano inizia a salire e scendere leggera
lungo il mio braccio in una carezza così sensuale che mi riempie di
brividi e in un attimo mi ritrovo eccitata con il fuoco in mezzo alle
gambe. Si ferma in un angolo in ombra del vialetto, la mano ora mi stringe
il polso e lo forza verso di lui... nell'apertura dei suoi pantaloni già
sbottonati. E' un attimo e mi ritrovo in mano il suo cazzo, Franco dovevi
vedere com'era grosso! Lungo e duro che sembrava un pezzo di legno. Mi
obbliga ad accarezzarlo e mi guida la mano su e giù, vuole che glielo
meni. Non so resistergli perchè sono troppo eccitata e lo masturbo quasi
senza rendermi conto di quello che faccio. Ho la mente intorpidita,
confusa per l'eccitazione, ho voglia di farmi prendere e scopare e nello
stesso tempo voglio rifiutarmi perchè penso a te. Sono succuba delle sue
attenzioni, lascio che mi sollevi la sottana e mi infili la mano nelle
mutandine, gli permetto di accarezzarmi la fica. Voglio impedirglielo ma
non ci riesco e quando lui mi infila dentro due dita non mi ribello, lo
lascio fare. Comincia a muoverle in un lento va e vieni e nello stesso
tempo mi masturba il clitoride col pollice, perdonami Franco, ma in quel
momento non capivo più niente. Ho cominciato a godere come una matta fino
a quando cerca di infilarmi il cazzo fra le cosce e vuole penetrarmi.
Cerca di chiavarmi ma mi ribello, allora mi afferra per le spalle e mi
costringe in ginocchio. Ho quel cazzo magnifico a contatto del viso e me
lo strofina sulla bocca perché glielo succhi. Ha un afrore diverso,
selvaggio, che aumenta ancora di più la mia libidine, lascio che me lo
infili in bocca, mi piace il suo sapore! E' bellissimo, duro e morbido
nello stesso tempo, la sua pelle sembra di seta, ma mi piace soprattutto
il suo odore selvaggio. Con la mano lo masturbo mentre gli tengo la
cappella fra le labbra, lo meno freneticamente e nello stesso tempo mi
sgrilletto la fica, raggiungiamo l'orgasmo insieme. Gli faccio sborrare
anche l'anima, ho la faccia e le mani piene del suo sperma. Con uno sforzo
mi stacco da lui e con addosso un'agitazione tremenda, tanta da sentirmi
il cuore battere impetuoso nel petto e sulle tempie, fuggo via per
raggiungere di corsa l'albergo. Entro nell'ascensore, che per fortuna è
già lì, con ancora una voglia incredibile in corpo, ho la sensazione che
tutti mi stiano guardando e che abbiano capito quello che ho fatto.
L'ascensore parte verso il mio piano e in quel momento mi accorgo di avere
la mano destra piena di sperma, non so cosa mi prende in quel momento,
la porto alla bocca e la lecco, la lecco assaporando ancora il gusto
selvatico della sborra del negro, poi entro in camera chiudendomi la porta
alle spalle. Stesa sul letto mi accarezzo fra le gambe, mi masturbo
freneticamente per cercare nell'oblio del piacere l'appagamento del
desiderio del maschio africano. Mi penetro la fica con le dita ancora
sporche di sperma, adesso vorrei che il negro fosse lì con me, vorrei
sentirlo sborrare dentro il mio ventre, sentirlo schizzare la sua sborra
fino in fondo all'utero. Ho la tentazione di alzarmi e tornare in giardino
per raggiungerlo e portarmelo in camera, ma poi desisto dal compiere la
folle idea. Sono tutta bagnata, continuo a masturbarmi e godo come una
pazza mentre penso a te e a quell'uomo, al tuo cazzo e al suo cazzo, ah
come sarebbe stato bello avervi lì con me per farmi scopare da entrambi.
Chiavami Franco! Chiavami, più forte, più forte, fammi godere!"
"Sei una gran troia, la mia troia tutta da chiavare, senti come ti sto
scopando? Proprio come avrebbe voluto fare quel negro, pensa che bello se
ora fosse qui! Lui che ti infila il suo cazzo nella fica e Giorgio che
nello stesso tempo te lo mette nel culo..." A queste parole Claudia è
presa da un orgasmo incredibile, non è un solo orgasmo, è una serie
continua di orgasmi non capisce più niente, balbetta frasi incoerenti e si
lascia andare come fosse in deliquio. Gli occhi rovesciati nelle orbite è
in pieno delirio dei sensi e il suo corpo sussulta e freme, continua a
godere senza riuscire a fermarsi, singhiozza, gioisce, piange, ma ogni
atteggiamento é l'espressione del suo piacere. Vuole il mio cazzo, quello
di Giorgio, vuole il negro perchè glielo infili ancora in bocca, vuole
sentire ancora il sapore della sua sborra. Mi sfilo allora dalla vagina
ed alzandomi sulle ginocchia mi protendo verso di lei e le appoggio il
cazzo sulle labbra. Spalanca la bocca e lo ingoia fino alle palle
iniziando a farmi un pompino. E' un un su e giù bestiale, vuole che le
goda in bocca e l'accontento allagandola con violenti getti di sperma che
ingoia fino all'ultima goccia. Appagato il furore della libido, restiamo
sdraiati sul tappeto, uno accanto all'altro, in attesa che passi anche
l'affanno. Claudia ha il viso tutto impiastricciato, un filo di sperma le
cola giù dall'angolo destro della bocca, mi prende l'uccello ormai
ammosciato e dolcemente lo lecca ripulendolo con la lingua.
"Sai che mi sarebbe davvero piaciuto farmi fare dal quel keniano del
villaggio? Quasi, quasi torno là e mi faccio violentare in quel vialetto!"
Me lo dice come una battuta di spirito che però credo nasconda il
messaggio inconscio di un desiderio reale. "Claudia non essere sciocca,
un conto è raccontarci certe fantasie mentre facciamo l'amore, un altro è
quando dici certe cose lucidamente mentre si discute, lo sai che sono
geloso e mi è difficile concepire che tu te la faccia con un altro uomo!
Quello che mi hai raccontato mi ha eccitato da morire anche se mi sono
sentito tradito quando mi hai raccontato di averglielo preso in bocca.
Dentro di me voglio credere che quello che è capitato sia accaduto in
maniera accidentale, non voluta, però sai... sai che mi piace pensare che
tu abbia cercato veramente di avere questa avventura?"
Passano alcuni giorni durante i quali cerco di non pensare più di tanto a
quello che è successo, ma un sabato mattina la vedo col muso lungo, chiusa
in sé stessa. Questo comportamento non è da lei, capisco subito che c'è
qualche cosa che non va, qualche cosa che la disturba. Voglio sapere cosa
diavolo é successo e cerco di convincerla a confidarmi la sua pena.
"Che c'è Claudia, hai qualche problema? Vuoi parlarmene? Prova a
confidati." La porto a sedere sul divano, le cingo la vita con un braccio
mentre continuo a ripeterle parole d'incoraggiamento, ma senza ottenere
alcun risultato. E' sempre più chiusa in sé stessa e sembra che nemmeno mi
ascolti, all'improvviso si copre il volto con le mani e scoppia a
piangere. Singhiozza come non l'ho mai vista fare e sono preoccupato
seriamente per quello che le deve essere accaduto, certamente qualche cosa
di grave. Mentre piange tenta di dirmi qualche cosa che però mi è
impossibile capire perché le parole sono continuamente rotte dai
singhiozzi, ma poi, improvvisamente, tutto in un fiato riesce a dire:
"Perdono..., perdonami Franco perché ieri sera ti ho tradito!"
Dire che sono rimasto di sasso nel sentire le sue parole è poca cosa, il
mio cuore sembra essersi fermato, la mente ha perso la lucidità e mi sento
rintronato e confuso. Ma come è possibile, la mia Claudia mi ha
tradito...? Non ci credo, non è possibile e poi con chi? Con uno dei miei
amici...? Ma no sono tutti fidati, nessuno di loro mi avrebbe mai fatto un
torto del genere e allora con chi? A poco, a poco il sangue pulsa più
regolarmente nelle vene e la confusione si attenua, ma contemporaneamente
l'ira comincia a montarmi dentro. Fatico parecchio per controllare la
furia che vuole esplodere nel desiderio bestiale di picchiarla. Mi
controllo e soffocando l'istinto le rivolgo pacatamente la parola, la
invito alla calma e a raccontare i fatti, già i fatti..., chi è quel
bastardo che si è approfittato di lei? Controllo ancora l'ira e l'invito
a parlare: "Allora cos'è successo, con chi... e dove?" Ha gli occhi
bassi e balbetta: "E' successo ieri pomeriggio, mentre tu eri ancora al
lavoro, Giorgio mi ha accompagnata a casa in macchina, voleva vedere le
fotografie fatte in Kenya e che avevo dimenticato di portare in ufficio.
Si doveva fermare solo un attimo perché anch'io dovevo uscire per andare
da mia sorella, si è offerto gentilmente di accompagnarmi lui e allora
l'ho invitato ad accomodarsi e cominciare a guardarsi le foto mentre mi
cambiavo d'abito. Sono in camera da letto, sento un leggero fruscio, mi
volto verso la porta e vedo Giorgio fermo che mi fissa con gli occhi
sbarrati. Sono in mutandine e reggiseno, il suo sguardo mi fruga tutto il
corpo - Bella figona! - mi dice mentre mi si avvicina. Rimango come
paralizzata, senza fiato e non trovo la forza di fermarlo - Guarda come mi
riduci! - mi dice mentre tira fuori il cazzo dai pantaloni e lo agita
verso di me - E' da quando eravamo in Kenya che ho voglia di te, mi sei
entrata nel sangue, non ne posso più! - Mi afferra per le spalle e mi
costringe in ginocchio, mi sbatte il cazzo sulle labbra e me lo infila in
bocca. Ti giuro ho provato a resistergli, ma poi non ho capito più niente,
la testa mi girava e quando mi sono ritrovata col suo cazzo in bocca,
gliel'ho succhiato fino a farlo sborrare. Subito dopo mi butta sul letto
e mi palpa le tette e il culo, mi leva le mutandine e mi lecca la fica.
Mi vergogno a dirlo, ma godo come quando ci raccontiamo le nostre fantasie
solo che questa volta non è più una finta, il cazzo di Giorgio mi sta
veramente martellando con forza. Mi colpisce una volta, due, tre... mi
apro tutta ai suoi colpi e finalmente mi penetra fino all'utero. Abbiamo
scopato a lungo poi mi ha sborrato in figa e i quel momento mi sono
sentita tanto puttana. Perdonami Franco, ma non sono proprio riuscita a
resistere dal farmi chiavare da Giorgio, ne avevo troppa voglia. Ora sono
dispiaciuta perché so che ti sto facendo soffrire, so di averti dato un
grande dispiacere e ti giuro che vorrei non fosse accaduto nulla. Oggi
stesso me ne andrò via perché di certo non mi vorrai più vicino a te, ma
ti prego se puoi perdonami." "Non dire sciocchezze - le replico a muso
duro - non è scappando da casa che risolvi il problema, mi stai facendo
soffrire questo è certo, però... non so come dirtelo, ma mi hai anche
fatto eccitare... provo dolore per quello che hai fatto, ma nello stesso
tempo vorrei che tu lo rifacessi, magari ora, qui davanti a me... mi sta
venendo voglia di te Claudia...! Vorrei tanto perdonarti perchè sono
convinto che é stato l'errore di un momento, una sbandata, ma
contemporaneamente il pensiero che Giorgio fa l'amore con te, sapere che
gode dentro di te, che ti è piaciuto prenderglielo in bocca, farlo
sborrare sulla tua lingua, ingoiare il suo sperma, a questi pensieri ho
solo voglia di punirti." Sono infatti dibattuto da idee contrastanti, non
so che decisioni prendere perché sento nascere dentro di me sentimenti che
cambiano in continuazione ed in maniera sempre più tangibile,
l'incazzatura persiste, ma anche l'eccitazione è sempre più forte.
"Dimmi la verità Claudia, il suo cazzo ti é piaciuto davvero così tanto?
Così tanto da volerlo provare ancora?" "Non lo nego, il suo cazzo mi é
piaciuto da morire e mi piacerebbe farmi scopare ancora da Giorgio,
però... ora vorrei farlo solo se tu fossi vicino a me, mi piacerebbe farmi
chiavare da lui davanti ai tuoi occhi." A questo punto la mia eccitazione
raggiunge il massimo della libidine, ce l'ho così duro che mi fa perfino
male, lo tiro fuori dai pantaloni e afferrata Claudia per i capelli la
costringo a prendermelo in bocca. "Succhialo troia, succhialo anche a me
come hai fatto con quel porco, fammi le stesse cose che hai fatto a lui!"
Claudia inizia a pomparmi su e giù, mi passa la lingua lungo tutta l'asta
dalla cappella ai coglioni poi lo riprende in bocca per l'intera lunghezza
facendoselo arrivare in fondo alla gola. La masturbo con violenza, le ho
infilato tre dita nella fica e la frullo con forza senza curarmi di farle
male, anzi voglio farle male, voglio che soffra e infatti geme per il
dolore quando, giunto al culmine del mio piacere, le scarico in bocca
copiosi fiotti di sperma. Per tutta la giornata continuo a farle
raccontare la sua avventura, voglio sapere ogni particolare, anche il più
insignificante, ogni sua emozione. Più approfondisce il discorso, più
aumenta la mia eccitazione. Quel giorno l'ho posseduta nelle maniere più
lubriche dando sfogo a tutte le mie fantasie e per realizzare l'ultima, la
più perversa, sono arrivato a patteggiare con lei: l'avrei perdonata, ma
a condizione che avesse accettato di scopare con altri uomini per il mio
piacere e non solo per il suo. Non avremmo però mai dovuto mischiare il
nostro amore con il divertimento del sesso, quest'ultimo doveva essere
unicamente un gioco e tale doveva rimanere. Insomma visto che ormai in
diverse occasioni, volute o meno, le é piaciuto fare la troia e che tutto
sommato il suo comportamento intriga anche me in maniera incredibile, ci
accordiamo che può concedersi a chiunque le piaccia, purché io sia
presente e partecipe. La convinco pure a lasciar perdere Giorgio perché,
é vero che é un amico, ma é anche un dipendente della sua ditta ed é
quindi meglio non intrattenere più rapporti intimi con lui.
I giorni passano ma di occasioni per far sesso secondo i nostri nuovi
desideri non se ne sono ancora presentate. Siamo parecchio inesperti e non
sappiamo come fare, né da che parte cominciare per favorire gli incontri
di Claudia con altri uomini. Arriva l'estate e la sera di una domenica
particolarmente afosa decidiamo di uscire dalla città per cercare, se
possibile, un po' di refrigerio. Raggiungiamo con la macchina la zona
dell'Idroscalo appena fuori Milano. Dopo aver parcheggiato, ci fermiamo
per bere una bibita ad un chiosco su uno spiazzo erboso in mezzo ad un
boschetto di betulle. C'è parecchia gente intorno a noi, tutti accaldati
ed in cerca di un po' di fresco. Molti raccolgono piatti e bottiglie,
avanzi del picnic della giornata, e si apprestano a rientrare a casa. Per
uscire da quella confusione ci incamminiamo, alla poca luce che perviene
di riflesso dal vicino aeroporto, lungo una stradina che si addentra nel
parco verso una zona che sembra più tranquilla. Arrivati ad uno spiazzo
circondato da piccoli alberi e radi cespugli, ci sediamo su una panchina
per goderci la fresca brezza della sera. Ad un tratto vediamo un uomo
percorrere lentamente lo stesso vialetto dal quale siamo appena giunti, lo
seguiamo con lo sguardo fino a quando quello, accortosi di noi, si ferma
vicino ad un cespuglio. Lo vediamo guardarsi intorno e probabilmente
rassicurato della nostra sola presenza, si sbottona i pantaloni ed estrae
il cazzo. Se lo mena lentamente e lo esibisce nella nostra direzione. La
distanza tra noi è tale che, nonostante la scarsità della luce, riusciamo
a vedere tutto chiaramente. Le intenzioni del tizio sono inequivocabili e
l'opportunità che si é presentata di vedere finalmente Claudia con un
altro uomo mi eccita subito in maniera incredibile, il cazzo mi sta
scoppiando nei pantaloni, ma come fare per fargli capire che siamo
disponibili? Le sussurro: "Ti piacerebbe provare con quello lì? Vuoi
tentare?" "Per me va bene, ma come fai a chiederglielo?"
"Forse mi è venuta un'idea." Le sbottono la camicetta, faccio sgusciare
fuori le mammelle grosse e sode e gliele palpo esibendole in maniera
evidente. Non serve altro ed é stato più semplice di quello che
immaginavo, l'uomo si avvicina immediatamente e si accosta di fianco a mia
moglie con l'uccello fuori dai pantaloni duro e ritto come un paletto, un
aggeggio di tutto rispetto. Con decisione glielo prendo in mano e lo
scappello tutto, ha un glande che sembra fuori misura rispetto alle
dimensioni dell'asta, poi prendo anche la mano di Claudia, che appare
timida e impacciata e la costringo ad impugnarlo facendole iniziare una
lenta masturbazione. L'uomo si sposta allora fra le sue gambe.
"Ti piace il mio cazzo? Dai succhialo, prendilo in bocca, fammi vedere
come sei brava." Non risponde, ma socchiude le labbra e rapida si lascia
penetrare ingoiandolo completamente. "Succhialo! - ripeto a mia moglie -
Fagli vedere come sei brava a leccare un cazzo." Claudia inizia un
portentoso pompino, ingoia il pene con lubrica passione, la sua lingua
lambisce l'asta dalla cappella alle palle con un su e giù così intenso che
in breve il respiro dell'uomo diventa più affannoso, la fermo prima che il
maschio raggiunga l'orgasmo. "Ti piacerebbe scoparla o preferisci godere
solo con la sua bocca? Dai mettiglielo nella fica!" Non vedo l'ora di
vedere qualcuno chiavare mia moglie, faccio alzare Claudia, la metto con
le mani appoggiate allo scienale della panchina e le sollevo la sottana.
L'uomo si mette alle sue spalle e le accarezza le gambe salendo fino alle
natiche. E' una carezza leggera che fa gemere Claudia quando arriva a
metterle una mano fra le cosce insinuandosi sotto le mutandine. Con le
dita, che si rivelano esperte, le massaggia la fica fin quasi a portarla
all'orgasmo, poi le abbassa rapidamente le mutandine, si inginocchia ed
immerge il viso fra le natiche. Ora è lui che lecca con furia, la sua
lingua fruga instancabile i due orifizi, passa velocemente dalla vulva
all'ano e Claudia comincia a godere, incita oscenamente a voce alta l'uomo
a farle tutto quello che vuole, a trattarla come una troia. "Dai fottimi
porco, chiavami la fica, chiavami come una vacca... davanti a mio
marito, ahhh... come mi piace Franco, mi sta infilando la lingua nel buco
del culo, ahhh... come è bello, dai porco ora impalami, voglio sentire il
tuo cazzo!" L'uomo si alza in piedi, si sputa su una mano che passa poi
sulla cappella per lubrificarla e convinto che mia moglie volesse farsi
inculare, glielo punta sul buco del culo e comincia a spingere.
"No, lì no! - faccio appena in tempo a dire prima che combini il guaio -
lì è ancora vergine, chiavala nella fica!" Si scusa e cambia direzione
immediatamente, glielo infila con un colpo solo e prende a pomparla con
lena. Claudia mugola il suo piacere sotto i colpi dell'uomo. "Ti piace
così - le chiede - ti piace come ti scopo? Ti piace sentirti fottere come
una troia? Lo sai che sei una troia magnifica? Hai una bella fica,
stretta e calda, lo senti il mio cazzo dentro di te, come ti riempie?
Come si muove, ti percuote e ti trapana? Bella vaccona vedo che ti piace
farti chiavare davanti a tuo marito! Dai godi! Godi troia che sto per
sborrarti dentro, dentro la tua fica di troia." Continua a proferire
parole oscene fino ad arrivare all'orgasmo e le sborra dentro la fica.
Estrae il cazzo e quando esce anche il glande, un rivolo di sperma cola
dalla vulva scivolando sulle cosce. Infoiato come un animale in calore,
avvicino la lingua alla fica imbrattata, aspiro il nettare vischioso nella
bocca e lo ingoio gustandomi il sapore del maschio. Finisco di pulire con
la lingua la fica e subito prendo in mano il cazzo dell'uomo che è ancora
parzialmente duro, me lo infilo in bocca e lo lappo slinguandolo fino alle
palle. Sto già pensando di invitarlo a passare tutta la serata con noi, ma
lo sconosciuto ci lascia di sasso perché senza parlare si rinfila il pene
nelle mutande, si abbottona i pantaloni e con un laconico: "Grazie e buona
sera." si allontana con passo veloce. Io e Claudia ci restiamo un po'
male e ci guardiamo senza parlare. L'aiuto a pulirsi alla meglio fra le
gambe con un fazzoletto e ci risediamo sulla panchina cercando di
riordinare le idee un po' confuse. L'avventura nella quale siamo rimasti
coinvolti così inaspettatamente, ci ha lasciati un po' scioccati
soprattutto per il modo in cui si è conclusa. Cingo le spalle di Claudia
stringendola teneramente contro di me. "Almeno ti è piaciuto?"
"Si... proprio tanto, anche se è durato poco, é stato bello sentirmi usata
così, che brivido ho provato quando mi voleva inculare, hai visto come ci
ha provato quel porco? Mi è piaciuto sentire il suo cazzo spingere sul
buchino e mi ha eccitato da morire, se tu non fossi intervenuto lo avrei
lasciato fare!" Ha appena terminato di dire queste parole che notiamo un
movimento provenire da dietro un cespuglio vicino alla panchina. Un uomo
ed un ragazzo si stanno avvicinando a noi. "Chiediamo scusa e premetto
che non intendiamo offendervi, per cui se quello che sto per chiedere non
vi è gradito, vi preghiamo di perdonarci, vuol dire che si è trattato
soltanto di un malinteso. Abbiamo visto l'uomo che se ne è appena andato
divertirsi con la signora e ci chiedevamo se per caso avevate voglia di
continuare." Ascolto stupito, ma dove cavolo siamo capitati? Sembra che in
questo posto non ci siano in giro altro che uomini disponibili a scopare.
Guardo mia moglie che è rimasta stupita quanto me: "Claudia lo vuoi...?
Ti piacerebbe farlo ancora?" Non mi risponde neppure, si solleva la
sottana davanti ai nuovi arrivati, si infila la mia mano fra cosce e guida
le mie dita in una frenetica masturbazione. L'uomo e il ragazzo hanno nel
frattempo estratto i loro cazzi e se li stanno menando davanti alla faccia
di Claudia. "Togliamoci di qui - dice il ragazzo - andiamo in un posto più
tranquillo, venite!" Ci fa alzare e prendendo per un braccio mia moglie
ci guida per un sentierino appena, appena segnato verso un boschetto di
piccoli alberi e cespugli fioriti. "Abbiamo dei limiti con tua moglie? -
Chiede l'uomo più anziano - C'è qualcosa che non dobbiamo fare?"
"Lasciatele stare il culo e per il resto fate quello che vi piace di più."
Il ragazzo abbraccia Claudia e comincia a baciarla entrandole con la
lingua in bocca, lei risponde succhiandogliela come fosse un piccolo
cazzo. Il giovane intanto le palpa le mammelle, gliele ha fatte uscire
completamente dal reggiseno e le strapazza con forza i capezzoli. L'altro
uomo da dietro cerca di spogliarla, le apre il gancio della sottana che
cade a terra, le sfila la camicetta e il reggiseno poi le infila le mani
dentro le mutandine, allarga l'elastico e le fa scivolare fino a terra. Mi
gusto la scena masturbandomi l'uccello, godo nel vedere mia moglie
completamente nuda che si fa spupazzare dalle mani di quei due. La
palpeggiano in ogni parte del corpo e mi piace vederla così spalancata,
così disponibile a prostituirsi a degli sconosciuti. Inginocchiata prende
in bocca il pene dell'uomo più anziano ed inizia un succulento pompino,
gli avvolge la lingua intorno alla cappella gonfia e paonazza poi
lentamente scende lungo il bastone, teso e duro, fino ai coglioni. Li
risucchia in bocca leccando tutto lo scroto, gli fa allargare le gambe e
da sotto arriva a leccargli lo sfintere anale. Sono estasiato nel vedere
mia moglie scatenarsi come una vera puttana. Il ragazzo intanto, con
movimenti rapidi si è spogliato, le dimensioni del suo cazzo sono
impressionanti, non ne ho mai visti di così lunghi e grossi. Spero solo
che riesca a penetrare la vagina di Claudia che nel frattempo, abbandonato
l'uomo, si avventa voracemente su quel poderoso attrezzo leccandolo e
infilandoselo nel solco del seno dove prende a massaggiarlo con le
mammelle. Lo stringe fra le tette e nello stesso tempo lecca la cappella
che le arriva agevolmente in bocca, è leggermente piegata in avanti quando
il più anziano la infila da dietro e la chiava con colpi lunghi e
cadenzati. Ad ogni spinta Claudia geme di piacere e intanto lappa con la
lingua e strapazza con le tette la poderosa mazza del ragazzo.
"Succhia bella vaccona, succhia, - le dice infoiato il giovane - leccami
anche le palle." Le spinge con violenza il cazzo fra le labbra e la
penetra per quasi tutta la lunghezza del pene. Pur con qualche difficoltà,
riesce ad entrare nella bocca capace ed accogliente di Claudia che, quasi
soffocata, mugola di piacere. Lei non cerca di sottrarsi, anzi fa di
tutto per agevolare il ragazzo, perché glielo affondi il più possibile in
gola. Sono infoiato come una bestia mentre guardo mia moglie che si
prostituisce a quei due e buttatomi in ginocchio infilo le mani fra quei
corpi sudati palpando ora la fica di mia moglie, ora i cazzi dei due che
se la stanno fottendo. Afferro le natiche degli uomini e con forza le
spingo perché affondino maggiormente i loro membri nel corpo di Claudia.
L'uomo, dopo alcuni colpi possenti, le gode nella fica, la riempie di così
tanta sborra che me la sento colare anche sulle mani e quando estrae il
cazzo è un vero fiume di sperma quello che si riversa fuori.
"Che fica fantastica ha tua moglie, sa usare i muscoli della vagina come
una professionista, ti senti avvolgere il cazzo e te lo senti stringere
che è una bellezza, Roberto - dice all'amico - vieni qui a provare!."
Il ragazzo si porta alle spalle di Claudia e impugnando alla base il suo
bastone comincia a strofinarglielo da dietro sulla vulva e sul clitoride
poi la fa sdraiare sull'erba, si piazza fra le sue gambe e gliele allarga
alzandole fino ad appoggiare i talloni sulle proprie spalle. Continua a
strofinare la punta del cazzo sulla fica ormai pronta per essere
penetrata, mentre l'uomo si è piazzato cavalcioni sulla faccia di Claudia.
"Leccami le palle - le dice - così bagnami bene con la lingua, ahh... si
anche li... sul culo!" Si allarga le natiche con le mani e mia moglie gli
frulla con la lingua tutto l'interno delle cosce dai coglioni allo
sfintere. Il cazzo dell'uomo riprende a inturgidirsi e quando è di nuovo
tosto glielo mette fra le tette spostandosi leggermente in avanti.
"Continua a leccarmi il culo e tu cosa aspetti?- Dice rivolto al ragazzo -
sfonda questa vacca, forza infilala!" Claudia mugola come un'ossessa, è
sfinita per i ripetuti orgasmi e non ho idea di quante volte abbia già
goduto questa sera. So solo che sta godendo ancora nel sentirsi sfregare
il pene sulla vulva, poi un urlo, urla per il dolore ma anche per il
piacere non appena quel cazzo poderoso riesce a pentrarla. Il ragazzo
avanza dentro di lei, spinge deciso il suo bastone e quando il membro è
penetrato per la prima metà, comincia a muoverlo su e giù per abituare la
donna all'ingombrante presenza. La vagina di Claudia, ben lubrificata sia
per i propri umori che per la sborrata che ha appena ricevuto dall'uomo,
si adatta ben presto alle dimensioni inconsuete dell'uccello ed il ragazzo
alla fine riesce a penetrarla per intero. "Ahh... che male! Mi sento
la fica sfondata, ma non ti fermare... continua così, più forte! Fammi
ancora più male! Spingi... lo sento tutto dentro...mi stai scardinando
l'utero... più forte, chiavami più forte! Fottimi! Sono la tua puttana,
la tua cagna in calore...!" Anche se da una parte temo per l'incolumità
di Claudia, guardo arrapato quei due che la stanno letteralmente
violentando, il cazzo del ragazzo le dilata in modo incredibile la
vagina, le entra ed esce con ritmo forsennato e ad ogni colpo Claudia geme
completamente sottomessa alla sua furia. L'uomo intanto la fotte in mezzo
alle tette ed accelera il ritmo quando sente approssimarsi il momento
dell'orgasmo. "Vieni qui dietro di me - mi dice ad un tratto - bagnati
bene con la saliva e vedi se ti riesce di mettermelo nel culo e tu bella
troiona inumidiscimi ben bene in mezzo alle chiappe con la lingua,
preparami per tuo marito!" Mi metto alle sue spalle, gli punto il cazzo
sull'ano e comincio a spingere per farlo penetrare, ma non ci riesco.
"Non così, guidalo tu - dice a mia moglie - appoggia la cappella sul buco,
ecco dai, adesso spingi, lentamente. Dai che entra, ahh... sei entrato,
ora inculami, veloce, più veloce, che bel cazzo hai... bello, grosso,
ahh... come mi piace. Fottimi nel culo e tu troia guarda il cazzo di tuo
marito come mi entra dentro, ahh... vengo, vengo!" Mentre riversa un nuovo
fiume di sperma fra le tette di Claudia, do ancora qualche colpo poi mi
sfilo dall'ano per penetrare in bocca a mia moglie. Il ragazzo intanto
continua a pomparla con colpi terribili, fa uscire il cazzo quasi
completamente dalla fica per poi ripiombarle dentro fino alle palle,
Claudia è squassata dai continui orgasmi, ma sembra non averne ancora
abbastanza. Il ragazzo ora la prende per le natiche e se la tira contro
come a volerla perforare da una parte all'altra. "Guardami come sto
godendo con tua moglie, ti piace guardarmi mentre te la fotto? Guarda il
mio cazzo come le entra nella fica, la senti come sta godendo con me?
Adesso te la riempio di sperma e l'annego nella mia sborra questa vacca.
Godo troia! Sto godendo nella tua fica, ti allago tutta!" Con un ultimo
colpo poderoso raggiunge l'apice del piacere, sono coinvolto anch'io dal
suo orgasmo e sborro a mia volta in bocca a Claudia che si affretta ad
ingoiare tutto. Mentre si forbisce le labbra con la lingua, guaisce presa
da un intenso, incredibile orgasmo. "Sto venendo ahh... come godo, ho
sentito gli schizzi della tua sborrata arrivarmi in fondo alla fica,
innondarmi l'utero, sono piena del tuo sperma... aspetta, non uscire
ancora, resta dentro, continua a chiavarmi, ahh... come mi piace il tuo
cazzo, è ancora così duro! Continua a fottermi...non smettere!"
Continua a mugolare ripetendo frasi oscene, fino a cadere in una specie
di deliquio. Non le danno tregua e adesso è l'uomo che prende il posto
del ragazzo fra le cosce di mia moglie, comincia a baciarla sul ventre poi
scende con la lingua sui peli del pube intrisi di sperma ed umori
vaginali ed infine immerge la faccia in quel viscido liquame aspirando
l'aria rumorosamente. Lecca l'interno delle cosce roride di sborra,
scende fino all'ano che bacia come fosse una bocca, lo penetra con la
lingua per poi risalire alla vagina. La lingua picchietta il bottoncino
rosa, infine lecca l'interno della vulva risucchiando golosamente il
nettare che il suo amico ha appena schizzato. Continua a leccare e
succhiare, prende fra le labbra il clitoride aspirandolo con forza
all'interno della bocca, lo fa uscire per poi subito risucchiarlo dentro e
continua così fino a quando mia moglie raggiunge nuovamente l'orgasmo e,
mentre gode, la troia gli stringe furiosamente la testa fra le cosce. La
furia di quell'amplesso bestiale è passata, ci abbandoniamo sdraiati ed
esausti sul prato cercando di riprendere una respirazione più regolare.
Siamo sfiniti e soprattutto Claudia non ne può più, spossata dai continui
orgasmi. Dopo qualche minuto i due uomini si rivestono velocemente e si
riavvicinano a mia moglie che è rimasta completamente nuda. La palpano
ancora, le accarezzarono i seni, uno per ciascuno, il ragazzo si abbassa
per prenderle in bocca un capezzolo e lo stuzzica con le labbra, l'uomo
invece le prende l'altra mammella strizzandola e schiacciandola. Con la
mano libera scende fra le cosce a tormentarle ancora la fica che sembra
non essere mai sazia, le infila dentro due o tre dita e mima l'atto del
coito. Claudia gode di nuovo, quella mano la fa impazzire. "Più dentro,
più in fondo, spingi quelle dita, più veloce, più forte, fammi male..."
L'uomo le violenta con forza la vagina, si ferma un attimo per chiudere la
mano unendo fra loro la punta delle dita, appoggia quella specie di cuneo
sulla vulva e comincia a spingere con decisione. "Ahh... mi stai facendo
male ma mi piace, continua... dentro... tutta la mano dentro, ahh... come
mi piace - poi si rivolge al ragazzo - anche tu, palpami dietro... le tue
dita nel culo, ahh... che bello Franco, guardami... sono la tua troia e mi
stanno facendo tutta! La fica, il culo... e tu entra con quella mano!
Spaccami tutta, non aver paura di farmi male, spingila più forte...!"
Raggiunge un altro orgasmo, è una vera esplosione di violenza, prende la
mano che tenta di violentarle la fica e se la porta alla bocca succhiando
avidamente gli umori di cui è intrisa, poi chiude gli occhi e lentamente
si placa. "Penso che tua moglie ne abbia avuto abbastanza per questa sera
- dice l'uomo - però quando le torneranno le fregole riportacela, ci
troverai sempre qui e se non troverai noi ci saranno altri sempre
disponibili a farla godere come le piace di più." Con un gesto di saluto
si allontana seguito dal ragazzo. Confusi nell'oscurità, ma ancora
abbastanza vicini per udire le loro voci, ascolto il loro ultimo commento:
"Cazzo che bella vaccona, se ne trovano poche di fighe così."
Mentre Claudia si riveste mi guardo attorno, l'uomo ha ragione c'è un
casino di movimento in quel posto, se quella gente é lì per quello che
immagino, uomini coi quali far scopare Claudia non ne sarebbero certo
mancati, di sicuro sarebbe bastato un minimo cenno, un segno qualunque per
vederli arrivare solleciti e disponibili. Claudia finisce di rivestirsi e
ci avviamo per tornare al parcheggio della macchina. "Sei soddisfatta
amore? Ti piacerebbe tornare qui ancora e magari ripetere l'esperienza di
questa sera?" "Non hai visto quanto mi é piaciuto farmi scopare da quella
gente? Guai a te se non mi riporterai qui al più presto, prima però mi
dovrai sverginare il culo e mi dovrai abituare ad essere sodomizzata,
perché mi piacerebbe mi facessero anche lì..., fermati aspetta un momento,
fammi sistemare meglio i vestiti che mi sento tutta in disordine, sai che
ho la fica in fiamme? Non hai idea di come me l'abbia dilatata con la
mano quel tipo, è stato bello ma ora mi brucia e mi fa un po' male."
Mentre mi dice queste cose un giovane ragazzo si pianta in mezzo al
vialetto col cazzo duro fuori dai pantaloni. "Signore, mi scusi, farebbe
fare anche a me l'amore con la sua signora? Ho assistito a tutto quello
che è successo ed ora guardi come sono combinato, per favore mi dica di
si." La richiesta è così imprevista ed estemporanea che in un primo
momento rimango senza parole, ma poi mi viene da sorridere anche perché,
in un ambiente come questo, di tutto potevo aspettarmi tranne un ragazzino
che parlava in maniera così educata e forbita. "Perché no! Se lei è
disposta io non ho nulla in contrario anche se l'ora é un po' tarda."
"E' vero signore, anche per me si è fatto parecchio tardi, ma proprio
quando stavo per andarmene a casa vi ho visto con quei due uomini e non ho
potuto fare a meno di fermarmi a guardare, ma ne é valsa la pena. La sua
signora mi é piaciuta da morire e vorrei tanto poter fare l'amore con
lei!." Guardo mia moglie che pure sorride davanti alla schietta
spontaneità di quel ragazzo. Senza proferire una sola parola gli si
avvicina, gli prende in mano il pisello ed inizia ad accarezzarlo
dolcemente; ha già una notevole erezione e subito comincia a ciucciarlo ed
a ricoprirlo di piccoli baci. "Che cosa ti piacerebbe farmi bel maialino?"
"Qualunque cosa signora, quello che vuole lei." "Bene oggi è il tuo
giorno fortunato, comincia a toccarmi le tette, ti piacciono le mie tette?
Vuoi accarezzarle? Ora toccami anche in mezzo alle gambe, accarezzami in
mezzo al pelo, entra nella fessura... più delicato con le dita, così...
leggero, leggero... adesso usa la bocca e la lingua, leccami proprio lì
dove hai messo la mano." Si sfila in un attimo le mutandine, trascina il
ragazzo ai margini del vialetto e sta già godendo quando si appoggia con
la schiena ad una pianta spalancandogli le cosce davanti agli occhi.
"Leccamela, ma con dolcezza, hai visto quello che quei due bruti di prima
hanno fatto alla mia micina? Con quale violenza? Adesso ha solo voglia di
coccole, di una lingua morbida e delicata come la tua!" Il ragazzo si
aggrappa ai fianchi di mia moglie e comincia a lappare con la faccia
completamente immersa fra i peli della fica. "Sei molto giovane ma sei
bravo per la tua età, mi piace come mi stai facendo, ahh... come mi lecchi
bene, dai, dai fammi godere...!" Questa volta raggiunge l'orgasmo
dolcemente, freme di piacere mentre con le mani tiene premuta la testa
del giovane nell'incavo delle cosce e fa in modo che la bocca spalancata
non perda una sola goccia delle stille d'amore emesse dalla vulva
palpitante. Appena acquietato l'orgasmo si inginocchia davanti al ragazzo,
gli cala i pantaloni e comincia a baciarlo strusciando la lingua tutto
intorno all'ombelico, scende sull'inguine segnando tutto il percorso di
saliva, gli lecca le palle, con le labbra accarezza tutta la lunghezza
dell'asta ed arrivata alla punta gonfia e paonazza, gli risucchia il cazzo
in bocca. Le entra comodamente fino alla radice e comincia a spompinarlo
con un su e giù struggente. Lo succhia così golosamente che in breve il
giovane le gode in bocca e schizza abbondanti fiotti di sborra che Claudia
sente arrivare sulla lingua e nella gola. La bocca ne è piena e
lussuriosamente si affretta ad ingoiarla gustandone il sapore. Gli
pulisce poi il cazzo passando e ripassando con la lingua sul bastone che
non vuole saperne di ammosciarsi e prima di lasciarlo lo inghiotte per
l'ultima volta fino alle palle. "Sei soddisfatto ora?" "E' la cosa più
bella che mi sia mai capitata, è stato meraviglioso. Vorrei che ci fosse
più tempo per poterlo fare ancora, ma ormai è troppo tardi!" "Dove abiti?"
"A Milano in zona San Siro" "Hai la macchina?" "No sono ancora troppo
giovane per avere la patente e sono arrivato qui con l'autobus."
"Hai voglia! - gli dico - A quest'ora coi mezzi pubblici arrivi a casa fra
due ore, se vuoi ti do un passaggio, abitiamo anche noi nelle vicinanze di
casa tua." Arrivati alla macchina mia moglie sale dietro col giovane e
appena partiti se lo tira vicino e riprende ad accarezzarlo. Gli ha già
messo una mano sull'inguine e sbottonati i pantaloni ne fa l'uccello che è
di nuovo duro come il ferro. Regolo lo specchietto retrovisore per poter
vedere meglio, la mano di Claudia, impugnato il cazzo del giovane, lo
masturba e lo accarezza con inusuale delicatezza, poi si china sul suo
grembo e ne prende in bocca la punta. Quando sente l'affanno del ragazzo
farsi più forte accelera il ritmo dei colpi con la mano e quasi subito
beve ancora, avida, il succo che il giovane le scarica in bocca.
"Palpami dai! Toccami le tette, afferrami con le dita i capezzoli... così,
tra il pollice e l'indice, ora muovi le dita e falli roteare in mezzo ai
polpastrelli, bravo...! Adesso accarezzami fra le gambe, la fica...
continua così...! Lo stai facendo bene sai! Ahh... Franco, tu non lo
vedi... è inginocchiato fra i sedili e mi sta leccando la fica, che lingua
delicata... é stupendo! Godo ancora Franco! Mi sta facendo godere
ancora... ahh credo che questa sera morirò di sfinimento, godoo...! E'
bellissimo! Ahh...!" Nell'isolamento della macchina non cerca neppure di
trattenere l'urlo che le è salito nella gola, grida a pieni polmoni il suo
piacere e si accascia sfinita sui sedili scompigliando con una mano i
riccioli del suo giovane amante. "Come ti chiami?" Gli chiede appena ha
ripreso un poco le forze. "Enzo, signora." "Io sono Claudia e lui è
Franco, mio marito, sai che mi è piaciuto tanto far l'amore con te? Sei
molto giovane, quanti anni hai?" "Quasi sedici signora." "Però... non ti
facevo così giovane e alla tua età vai già in giro alla sera a scopare con
donne vecchie come me. Lo sai che potrei essere la tua mamma? Ti
piacerebbe far l'amore ancora con me e con mio marito... magari a casa
nostra? Saremo più comodi e potremo fare tutto quello che vogliamo senza
fretta. A proposito, comincia a darmi del tu che mi fai sentire meno
vecchia." "Va bene, se mi dici dove abiti e mi dai anche il telefono, ti
chiamo io per metterci d'accordo, verrò senz'altro con piacere."
Lo accompagnamo vicino a casa lasciandogli in tasca un nostro biglietto
da visita e finalmente rientriamo a casa nostra con Claudia distrutta da
quella folle serata di sesso. Appena entrati, sono ancora così infoiato
dalla lussuria per aver visto mia moglie scatenarsi con tutti quei cazzi,
che la butto sul divano strappandole di dosso i vestiti con furia. Quando
è nuda comincio a leccarla tutta, respiro il profumo del suo sesso,
l'odore acre dello sperma che i suoi amanti di quella sera le hanno
eiaculato addosso e in ogni buco. E' forte e pungente soprattutto sulla
fica che odora deliziosamente e gliela lecco con frenetica passione.
"Basta Franco, questa sera me l'hanno martirizzata a sufficienza, fai il
bravo aspetta domani." Mi stacco da lei a malincuore, ma capisco le sue
esigenze. "Hai ragione amore, vieni facciamoci una doccia e andiamo a
dormire." Poco dopo, sdraiati sul letto ci lasciamo prendere dal sonno
ristoratore, ma nei miei pensieri prima di addormentarmi, è un turbinio di
immagini, di fantasie e di giochi erotici accompagnati dalla piacevole
consapevolezza di aver trovato in Claudia quella troia che segretamente,
anche se mai apertamente, avevo sempre desiderato come moglie.
(continua)
>Questo è il primo racconto che ho scritto diversi anni fa, non è che ne
>sia particolarmente orgoglioso ed infatti lo avevo dimenticato in fondo ad
>un cassetto. Acuni giorni fa l'ho trovato pubblicato in forma parziale su
>Eroxè da un non meglio identificato Claudio. Avendo riscontrato che sul
>citato sito aveva suscitato un discreto interesse, provo a postarlo su
>isr. Un cordiale saluto a tutti.
>
Un buon racconto. Gli ingredienti sono abbastanza classici, e non ci sono
particolari fiammate di orginalità. Non è nemmeno difficile immaginare come
si svilupperà il seguito. Forse un po' unidimensionale la figura di lei,
instancabile macchina del sesso, e un po' sorprendente il fatto che il
marito (io narrante) passi con tanta disinvoltura a pratiche omosessuali,
senza la minima perplessità o indecisione.
Tuttavia mi sembra che la storia sia gestita con buona padronanza e si lasci
leggere con piacere.
Leggerò volentieri le prossime puntate.
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