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Mi chiamo Michele, e posso dire di aver imparato le delizie del sesso da una
grande maestra: mia madre!
Ero al quarto anno del liceo scientifico quando i miei voti di algebra
presero a scendere con una velocità disarmante. All'inizio i miei genitori
presero la cosa con calma e tranquillità, pensando ad una fase transitoria
adolescenziale che ben presto avrebbe fatto spazio ad un bel recupero nella
materia incriminata, ma poi, quando al secondo quadrimestre la mia media era
diventata del 4 e mezzo, fu proprio mia madre a darmi ripetizioni private.
Per una fortunata coincidenza, proprio mia madre era stata insegnante di
matematica e fisica per 15 anni, poi io ero cresciuto ed allora aveva deciso
di seguirmi meglio, lasciando lavorare mio padre e dedicandosi completamente
alla casa e alla mia educazione.
Con i suoi 38 anni di età, mia madre era il ritratto della serenità e della
generosità. Ogni mattina mi veniva a svegliare in camera con un bacio e la
tazza di latte coi biscotti, ogni pranzo era una festa e ogni sera ricevevo
da lei una carezza per la buona notte, che dagli anni in cui lei e papà
avevano divorziato, era diventata un vero e proprio gesto per infondermi
coraggio nell'avvertire la mancanza di mio padre.
E proprio in quel periodo, nemmeno a dirlo, quando le vacanze di Pasqua
erano imminenti e mio padre lontanissimo, avevo iniziato a nutrire un
curioso e morboso interesse per le pratiche sessuali riguardanti i rapporti
orali.
Avevo 17 anni, e mai nessuna ragazza mi si era avvicinata tanto da poter
anche solo pensare di chiederle una pompa o, meglio ancora, di leccarla tra
le gambe.
Eppure la sola idea di cosa si dovesse provare e di che sapore potesse avere
la fica mi faceva venire sempre piu' spesso, mentre da solo nella mia
cameretta mi masturbavo guardando alcuni film noleggiati la sera stessa,
naturalmente scelti a tema.
Piu' il mio interesse nel gusto della fica aumentava, piu' i miei voti
diminuivano e -sì, aveva proprio ragione mio padre!- la mia era una crisi
adolescenziale in piena regola.
E qui arriviamo al momento in cui iniziarono le mie lezioni di sostegno da
parte di mamma.
Quel pomeriggio faceva caldissimo per essere ad inizio maggio, e cosi'
avevamo deciso di stare sul balcone che dava sulla via di casa, perche'
c'era un po' di ombra e un comodo tavolino di metallo smaltato su cui posare
i libri.
Lei era uscita sul balcone con un vassoio di dolcetti e bicchieri di latte
freddo, e indossava un abitino a fiori che non credo dimenticherò mai. Fu
solo quando si sedette che mi accorsi della bellezza di quei seni tondi e
sodi che premevano contro la stoffa dell'abito. Mi trovai per una frazione
di secondo a fissarle l'areola del capezzolo, che si intravedeva benissimo
tra la trama sottile del tessuto, e nello stesso, a realizzare che doveva
essere senza reggiseno! E si capisce, in casa propria, al riparo dagli
sguardi di estranei, si sentiva a suo agio!!!
Le sue parole mi gelarono all'improvviso: "Lo vuoi il latte?". La fissai
sgranando gli occhi e mi sentii subito un coglione quando realizzai che mi
stava porgendo un bicchiere!
"Certo, mamma...grazie.." Riuscii a biascicare, mentre sentivo ingrossarsi
il mio uccello e lottavo con le cosce per contenerlo...
"Allora, da cosa si comincia? Qual e' il punto piu' oscuro del programma,
quello che hai capito meno di tutti?"
Scacciai il pensiero delle sue tette dalla mente e cercai di concentrarmi
sulla lezione, ma la mia attenzione durò veramente poco, perchè dopo appena
dieci minuti ecco che Nella, la nostra dirimpettaia, si era messa a chiamare
a squarciagola mia madre per chiederle delle cose in prestito.
Luciana, mia madre, si alzo' dalla sedia e si sporse dal balcone per
chiacchierare due minuti con la Nella, ed ecco che il mio sguardo si poso'
sul suo culo, e con grande stupore notai che dal caldo la gonna le era
rimasta un po' attaccata alle chiappe sode, che erano infilate in un
magnifico perizoma di pizzo azzurro.
Aveva un neo sulla chiappa destra... molto arrapante, devo dire.
Quando tornò al tavolino, prese a sorseggiare il suo bicchiere di latte.
"Ah!Che buono il latte... quando hai sete, non c'e' niente di meglio!" -
disse gustandolo a fondo.
La mia domanda partì a bruciapelo.
"Mamma...tu mi hai allattato al seno, da piccolo?" -chiesi, nascondendo il
meglio possibile il tono tremulo della voce. Lei rise.
"Certo! Con queste tettone, sarebbe stato un peccato darti il latte della
farmacia!!"
Io continuai, palesemente interessato.
"Ma...non ti faceva male? Voglio dire, succhiare..."
Luciana sorrise ancora. "Certo, ma solo all'inizio. Poi era un vero e
proprio piacere! Succhiavi come una sanguisuga, non c'era verso di staccarti
anche quando eri pieno!! Eri il mio ometto..." e cosi' dicendo si avvicinò a
me, dandomi un caloroso abbraccio.
Io sentii i suoi capezzoli schiacciarmi sulle clavicole. Ero troppo
eccitato, il cazzo mi saltava fuori dai jeans...
"Mamma.." -mugolai. "Dimmi, tesoro" -rispose mamma, sempre coccolandomi.
"Mi fai provare ancora?.." -chiesi avvicinando la faccia alle sue tette,
sentendone il profumo meraviglioso.
Mia madre si ritrasse improvvisamente.
"Michele!Hai 17 anni, non si possono fare certe cose!!"
Io mi sentii gelare per la seconda volta! Come potevo essere stato cosi'
scemo da pensare che mia madre -mia madre!- potesse farmi succhiare le tette
e ...non solo quelle!! Ma poi, a distogliermi da questi pensieri, fu la
vista di mia madre che si passo' una mano sul seno sinistro con fare
carezzevole, e disse "Queste cose si fanno o quando si e' piccini con la
propria mamma, o quando si e' adulti con la propria ragazza...Tu non sei
piu' piccino, ma io non sono nemmeno la tua ragazza...sono tua madre..."
Mi cercai di dare un contegno, riprendendo un po' di sangue freddo.
"Gia'...hai ragione, mamma, ma io come devo fare, allora? Non sono ne'
carne, ne' pesce, ma ho troppa voglia..."
Il viso di mia madre si addolcì. "Cosi' tanta, tesoro?" Mi chiese.
Io annuii, sentendomi avvampare.
Lei si avvicino' nuovamente, e sussurro' nel mio orecchio : "Va bene, allora
per questa volta puoi succhiare..." e cosi' dicendo tiro' fuori lentamente
le tette dalla profonda scollatura e me le porse alla bocca, con un sorriso.
"Quale vuoi?" -chiese, con tono amorevole.
Io non risposi, ma mi buttai con voracità sul suo capezzolo sinistro, mentre
con la mano presi a tastarle l'altro seno lasciato libero.
"Aah...AAh, Michele, fai piano...piano ,per carità.."-la sentii dire.
"Ti faccio male, mamma?"-chiesi quasi senza staccarmi. "Nooo...ssii...cioe',
no, amore...ma non esce niente, succhia piaanoo..."
Le avvicinai i seni e portai entrambi i capezzoli turgidi alla
bocca...Rallentai un po' il ritmo, e potei dar loro un'occhiata. Erano
veramente arrapanti : grossi, marrone chiaro, e con almeno un centimetro di
estremità tutta da mordere.
"Da quanto non te li toccava nessuno, mamma?" -chiesi mentre impastavo le
sue tette con entrambe le mani.
"Non ho piu' fatto niente da quando papa'...tuo padre... se ne e' andato..."
Mi misi a ridere, di gusto.
"Perche' ridi, Micky?" -chiese mamma, allarmata.
"Perche' è stato stupido a lasciare questa meraviglia quando poteva averla
tutte le volte che voleva...e anche in molti altri modi.."
Mia madre si irrigidi.
"Quali modi, Michele? Ricordati che sono tua madre anche se ti faccio
succhiare un po'..."
In quel momento pensai che questa era la volta buona per sapere che sapore
avesse la fica. E per giunta, non una qualunque, ma quella di mia madre...
Dovevo lavorarla bene..
"Dai, mamma...fatti toccare un po' ..." -le sussurrai all'orecchio, mentre
con la mano mi infilai sotto la sua gonna.
"No, Micky, quello no...no, non mi toccare la'..." -mugolo' debolmente
mamma.
Io continuai imperterrito ad avanzare con la mano, fino ad arrivare dentro
al suo perizoma.
Sentii il pelo caldo e umidissimo. Era bagnata fradicia, la porca...e si
stava facendo toccare la fica da suo figlio.
"Hmmm...Sei bagnata, mammina...Hai bisogno di una ripulita..." e cosi'
dicendo mi inginocchiai davanti a lei, aprendole le gambe improvvisamente e
con forza.
"No! michele, che fai!!" - grido' mamma.
"Non urlare"- le dissi- "altrimenti la Nella verra' fuori a vedere che ti
fai leccare da tuo figlio...
"No, Michelino, dai...quello non lo voglio, ti prego..."
Un colpo di lingua, e le beccai il clitoride, durissimo e saporito.
Era una delizia. Continuai a leccarla rumorosamente, stavo lappando il suo
sesso come nemmeno un cane avrebbe potuto fare e che vista meravigliosa
avevo ! Mia madre con le gambe larghe, la fica bagnata contro il mio naso e
le tette tutte fuori dal vestito, gli occhi chiusi e due lacrime di
commozione che le rigavano il viso.
"Mmmh...ti piace, mamma? Ti piace la mia lingua?"...le chiesi fissandola in
viso.
"Siii...no! No, Michele, non possiamo!..Smettila, daai...daaai...sii..."
Ridacchiai di gusto, infilandole anche un dito nella vagina.
"Lo vuoi il mio cazzo, ora? Lo vuoi il cazzo di tuo figlio nella tua
fichetta, mammina?"
"Sii, Michele, dammelo! Dammelo il tuo cazzone, lo voglio tutto!!!" -mia
madre si era lasciata andare.
Io lo tirai fuori dai pantaloni e glielo misi con cura sulla fica, proprio
all'ingresso, poi presi a sfregarglielo dappertutto per bagnarlo un po' con
il suo umore, e tornai a lavorarle in fica.
"Aah"-fece mia madre per tutta risposta.
Io lo tirai fuori dalla fica fradicia e glielo misi in bocca. Lei senza
batter ciglio lo ingoiò quasi tutto e prese a succhiare con forza.
Era una sensazione paradisiaca.
"Sssiii, troia!! Daai, succhia, mamma-puttana!! Succhia il cazzo di tuo
figlio dai!!" -le urlai mentre con la mano intera mi ero infilato nella sua
fica.
Dopo poche pompate, le sborrai copiosamente in bocca. Lei attese che io
finissi di schizzare e poi ingoio' il tutto ripulendosi le labbra col dorso
della mano. Io emisi un grugnito di soddisfazione, mentre tornai a lavorarle
di lingua la fica. Anche lei dopo poco venne.
Quando ci fummo staccati e rimessi a sedere, ci accorgemmo solo allora
dell'errore che avevamo commesso: eravamo stati tutto il tempo sul balcone,
ed ora una piccola folla si era riunita dall'altro capo della strada.
mi sto cimentando anch'io in un racconto d'icesto (che pare una moda ormai)
(la prima parte è postata con il titolo : Mamma ? sei tu ?).
Secondo me scrivi bene, ma la cosa che, a mio parere stona, è la credibilità
di un racconto del genere... mamme porche e incestuose forse sono troppo rare,
l'argomento però... cazzo è veramente incasinato... difficilissimo poter
raccontare una storia che possa sembrare plausibile (e comunque questo è il mio
obiettivo, sicuramente chi scrive una storia d'incesto non è tenuto a
condividerlo), per il resto, a differenza di molti racconti postati, è
sicuramente picevole da leggere.
Ciao !
E.S.
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Posted from [62.98.1.24]
via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
?
> Secondo me scrivi bene, ma la cosa che, a mio parere stona, è la credibilità
> di un racconto del genere... mamme porche e incestuose forse sono troppo rare
Stona ? Va bene raccontare storielle maiale, ma poi chiedersi della sua
credibilità mi sembra un pò eccessivo.
Hai preso questo racconto come se fosse un tema importante o una storia seria:
è un raccontino porno, non bisogna porsi nessuna domanda.
Sunto, non si può parlare seriamente di questi racconti, al massimo si può dire
che era carino che ci ha divertito che ci ha arrapato ( ? ).
Pensavo che scherzasti quando hai parlato di credibilità... veramente...
boh non so.
Evian, io non tolgo niente al tuo racconto. E' carino. Si vede comunque che è
un primo racconto.
Quello che mi è stupito, è che tu ti fossi messa nella pelle di un ragazzo (
sei
unA giornalista, vero ?), e che scrivessi per la prima volta nella pelle di uno
dell'altro sesso.
narco
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Posted from [212.171.67.112]
Stesso negozio, vedo..
^_^ Evian.
"Narco Lessia" <nar...@caramail.com> ha scritto nel messaggio
news:a04a5e931e92de60d9d...@mygate.mailgate.org...
Scusa Evian.. non ho resistito
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want to be....
(Queen)
grazie fanciulla.. sei idemamentemitica!
Anche perché a scovare questa mia fatica postata in quest'angoletto sei
stata più che fantastica.
Un bacio, pieretta!
Ac*