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GIORGIA (Seconda Parte)
Ero comodamente spaparanzato su una morbida poltrona di pelle. Non me ne
intendo particolarmente, ma si capiva che era un pezzo di arredamento
pregiato, di marca. Alla mia sinistra, su una poltrona identica, c'era
Michele, il padrone di casa. Di fronte a noi a qualche metro di
distanza, un divano della stessa foggia, e in mezzo, dove in un salotto
classico ci si sarebbe aspettati un tavolinetto di marmo, o qualcosa di
simile, c'era un soffice tappeto e una mezza dozzina di cuscini
colorati. Michele ed io stavamo amabilmente conversando del piᅵ e del
meno, mentre aspettavamo l'inizio dello show saffico delle nostre
consorti (o presunte tali), che erano andate a prepararsi in un'altra
stanza. In realtᅵ parlava sostanzialmente solo lui; bastava rispondergli
ogni tanto con qualche sillaba sparsa, per dar l'impressione che lo si
stesse ascoltando, e lui andava avanti tranquillamente, con la sua voce
cantilenante in cui ogni tanto si distingueva un'ombra di accento
partenopeo.
Non mi era molto simpatico, devo ammetterlo, baffi o non baffi. Un po'
troppo saccente, per i miei gusti. Un po' troppo condiscendente con il
prossimo, come se lasciasse implicitamente capire che lui ᅵ superiore,
ma si concede volentieri e cerca di non fartelo pesare troppo. E poi
aveva il vezzo di chiamarmi "vecchio mio", forse convinto che fosse
un'espressione di cordialitᅵ, mentre io non lo sopportavo.
Maria Luisa invece era stata una bella sorpresa. Dal vivo si era
rivelata un tocco di gnocca persino migliore di quanto apparisse in
foto, ed era piacevole e simpatica piᅵ di quanto fosse lecito aspettarsi
da una fica cosᅵ. Si era dimostrata anche un'ottima cuoca, e la cenetta
a base di pesce che avevamo terminato pochi minuti prima era stata
deliziosa. E dire che avevo temuto il peggio quando aveva annunciato
"spaghetti con le vongole". Sono il mio primo piatto preferito, ma
proprio per questo sono particolarmente talebano contro gli orrendi
sacrilegi che vi vengono talvolta perpetrati (tipo aggiungere pomodoro,
dimenticarsi il prezzemolo, far bruciacchiare l'aglio o il peggiore di
tutti: usare la cipolla). Invece Luisa era stata fedele alle sacre
regole e il risultato rasentava la perfezione.
Ottimo anche il vino, ma questo era invece un merito da ascrivere a
Michele. Un bianco della Campania che non avevo mai sentito nominare, di
cui invece Michele mi spiegᅵ vita morte e miracoli. Da quanto avevo
capito Michele faceva il rappresentante per alcune ditte che
distribuiscono materia prima pregiata per ristoranti di alto livello, e
quindi pontificava a manetta su qualunque cosa esistesse di commestibile
e potabile. Non che gli mancasse la competenza, devo riconoscerglielo,
ma diamine, nemmeno esagerare.
Tutto sommato questo fu un vantaggio. Avevo una paura matta che nella
conversazione venisse fuori qualche argomento che potesse metterci in
difficoltᅵ relativamente alla nostra mascherata, per esempio qualunque
cosa si riferisse al nostro inesistente stato di reciprocamente
coniugati. Giorgia ed io eravamo d'accordo che in quel caso avrebbe
parlato lei e io le avrei retto il gioco. Invece non ce ne fu bisogno
proprio grazie alla logorrea di Michele. Bastava imbeccarlo, e lui
partiva. Ci fu un momento di imbarazzo quando in seguito a una battuta
di Luisa fu toccato il tema dei rapporti tra consuoceri. "I vostri
invece vanno d'accordo?" aveva chiesto Luisa a Giorgia. Ma proprio
allora io esclamai "Buoni questi spaghetti! Ma da chi prendete il pesce?
Avete una pescheria di fiducia?" e l'argomento cadde rapidamente nel
dimenticatoio mentre Michele ci rivelava di conoscere per nome una ad
una tutte le vongole del Mediterraneo.
L'atmosfera comunque era stata sempre molto distesa e cordiale, e
chiunque avesse guardato da fuori avrebbe visto nient'altro che una
simpatica cenetta tra due coppie amiche di circa-trentenni. In realtᅵ
sotto traccia viaggiava tutta una serie di messaggi in codice fatti di
sguardi, allusioni, ammicamenti. In un certo senso io ero il piᅵ
"corteggiato": ero quello che andava convinto ad acconsentire allo
scambio completo. Quindi Michele cercava in tutti i modi (ma con scarso
successo, in veritᅵ) di qualificarsi ai miei occhi come amico intimo,
abbastanza intimo da permettergli di mettere le mani su mia moglie (o
presunta tale). Luisa a sua volta aveva con me un atteggiamento da
seduttrice. La domanda implicita che mi scoccava con ogni sguardo era:
"Come ᅵ possibile che non muori dalla voglia di scoparmi, quando sai che
ne hai la possibilitᅵ a portata di mano?" Ed era accompagnata da
sapienti sfoggi della sua generosa scollatura, che mi ritrovavo sempre
sotto gli occhi, dovunque mi girassi. Io me la sarei scopata piᅵ che
volentieri, ma dovevo essere fedele ai patti con Giorgia e alla parte
del "santarellino", cosᅵ reagivo piuttosto tiepido ai suoi segnali.
Questo la spronava a insistere in modo sempre piᅵ sfrontato, e la cosa
era abbastanza divertente, tutto sommato.
Forse era molto meno divertente per Giorgia recitare segnali di
complicitᅵ nei confronti di Michele, che a sua volta sbavava
vistosamente per lei. Immagino bene quanto ne potesse essere
infastidita, ma la cosa peggiore per lei era doversi atteggiare a quella
che ci sarebbe stata con piacere, una volta convinto il (presunto)
marito. Il quale (presunto) marito era un po' seccato, e nemmeno lo
nascondeva troppo, dagli atteggiamenti di confidenza di Michele verso
Giorgia. Ciᅵ era perfettamente intonato alla parte, ma confesso che mi
veniva piuttosto spontaneo.
"Ma WOW!" miagolᅵ a un tratto Michele, interrompendo la sua
dissertazione sulla qualitᅵ delle carni bovine dell'Uruguay. Da una
porta laterale erano tornate nell'ampio salotto Giorgia e Luisa.
Entrambe avevano addosso niente altro che della biancheria intima molto
elegante e sexy. Io mi finsi sorpreso, ma in realtᅵ giᅵ sapevo tutto.
Giorgia mi aveva detto che Luisa aveva avuto questa idea, e lei si era
adeguata anche se non amava particolarmente il genere.
Luisa aveva un completo nero che consisteva in una guepierre-corsetto
trasparente, ornata con un motivo a fiori, chiusa sul davanti con tre
laccetti. I gancetti tenevano su delle eleganti calze velate con lo
stesso motivo floreale, anche se non ce ne sarebbe stato funzionalmente
bisogno essendo tali calze autoreggenti. Le parti intime erano coperte
(si fa per dire) da un impalpabile perizoma nero. Il tutto era
completato da una vestaglia corta a metᅵ coscia, trasparentissima.
Giorgia aveva un completo simile, ma tutto bianco, e con la differenza
che i motivi floreali erano colorati, con tinte che andavano dal
ciclamino al rosa pallido. Invece del perizoma indossava delle culotte
leggere di pizzo, che nascondavano pochissimo. Si erano entrambe
ritoccate il trucco, ma la cosa era piᅵ evidente in Giorgia che in
partenza ne portava meno.
Sorpresa o no, il panorama era comunque mozzafiato. Due bellezze del
genere in tenuta sexy non ti lasciano indifferente se hai anche una sola
stilla di testosterone in circolo. Luisa sembrava una pantera, un vero
animale da letto. Sfoggiava il suo corpo ben conscia dell'effetto che
faceva sugli uomini presenti, e osservava compiaciuta soprattutto le mie
reazioni. Giorgia non era altrettanto a suo agio, e si interessava molto
poco delle reazioni maschili che stava suscitando con quella tenuta. Ma
aveva vicinissimo il corpo praticamente nudo di Luisa che aveva
sospirato per giorni, e il suo vibrare di desiderio famelico in qualche
modo la rendeva altrettanto sexy. Michele non era in condizioni di
cogliere questo dettaglio, ma osservava Giorgia anche lui, e sembrava
piacergli da morire quello che vedeva. Anche perchᅵ immagino che a Luisa
fosse giᅵ ben abituato.
"Abbiamo davvero due belle fiche, vecchio mio!" mi disse complice, con
una pacca sulla spalla di cui avrei fatto volentieri a meno. "Giorgia,
sei veramente una delizia!" aggiunse, mentre Giorgia si violentava per
rispondere con un sorriso di apprezzamento che cercava di essere seducente.
Prese la parola Luisa, piazzandosi al centro della scena, e declamando
in tono un po' teatrale un discorsetto probabilmente preparato in anticipo.
"Cari mariti, stasera i vostri occhi potranno bearsi con quanto di piᅵ
bello la natura femminile puᅵ offrirvi: una bionda e una mora che
giocano sensualmente tra di loro. Lo spettacolo vi entusiasmerᅵ, ne
siamo certe. Ma pagherete tutto questo con una tremenda condanna.
Stasera per voi vige la regola: guardare e non toccare."
Qui fece una breve pausa. Michele ed io ci lasciammo sfuggire un piccolo
sospiro.
"Sarᅵ un atroce e dolcissimo supplizio guardare e basta. Ma non ᅵ detto
che in qualche occasione futura non possiate avere qualche libertᅵ in
piᅵ..." E mi rivolse uno sguardo pieno di significati.
"Comunque, purtroppo per voi, stasera a divertirci saremo solo noi
ragazze: e ci divertiremo alla grande, senza di voi, sotto i vostri
occhi, e alla faccia vostra! Giusto Giorgia?"
Giorgia annuᅵ sorridendo, ma senza troppa enfasi. Fremeva dalla voglia
di passare all'azione, e tutto il resto le interessava poco. Mi accorsi
di essere anche io animato da una certa aspettativa. Fino a quel momento
l'idea di assistere a uno spettacolino lesbico aveva suscitato in me non
piᅵ che una blanda curiositᅵ. Non ci avevo nemmeno troppo pensato,
concentrato come ero nell'interpretazione del ruolo di marito di
Giorgia. Ma la viva presenza di quelle due bellezze seminude non poteva
non farmi un certo effetto. Mi accorsi, senza sorprendermi troppo, di un
certo movimento di risveglio nei miei boxer. Probabilmente anche la mia
espressione tradiva il mio interesse. Michele, a sua volta, era uno
spettacolo, con gli occhi spalancati e la bocca semiaperta.
Le due ragazze ci guardarono, poi si sorrisero complici mentre si
avvicinavano l'una all'altra in piedi. Un secondo dopo si stavano
baciando con passione, lingua in bocca, mentre le mani scorrevano
liberamente l'una sul corpo dell'altra.
Era Luisa a tenere l'iniziativa, e la cosa inizialmente mi sorprese.
Sembrava che si fossero messe d'accordo in questo senso, come se Luisa
avesse detto a Giorgia, "lascia fare a me all'inizio". Giorgia, pensai,
avrᅵ acconsentito volentieri. Uno dei suoi timori maggiori era quello di
mostrarsi troppo esperta e sicura di pratiche saffiche. In questo modo,
standosene passiva, poteva godersi quello che succedeva senza paura di
tradirsi. Notai anche che Luisa era molto attenta alla componente
"spettacolino". Non si limitava a pensare alla sua partner, ma anche al
divertimento del pubblico che assisteva.
Continuando a baciarsi le due si liberarono reciprocamente della
vestaglietta velata, che volᅵ sul pavimento a qualche metro di distanza.
Poi Luisa slacciᅵ la guepierre di Giorgia e si spostᅵ di fianco per
permettere a Michele e al sottoscritto di ammirarle il seno nudo. Mentre
noi ce lo mangiavamo con gli occhi lei, passata alle spalle di Giorgia,
lo palpeggiava e lo smaneggiava, quasi per esibirlo meglio, e intanto mi
scoccava occhiate diaboliche, come per vedere che effetto mi facesse
vedere altre mani prendersi libertᅵ con le tette della mia (presunta)
adorata mogliettina.
Solo allora cominciᅵ, tornata di fronte a Giorgia, a leccare, succhiare
e mordicchiarle i capezzoli. Prima in piedi, un po' scomodamente, poi
facendo accomodare Giorgia sul divano e sedendosi al suo fianco.
Quest'ultima era visibilmente al settimo cielo, e i suoi sospiri di
beatitudine vibravano nella stanza.
Dopo aver dedicato il giusto tempo alle tette di Giorgia, Luisa si
inginocchiᅵ sul tappeto e le sfilᅵ le culotte bianche velate. Di nuovo
si spostᅵ di lato per permetterci di guardare, ma stavoltᅵ si preoccupᅵ
anche di divaricare per bene le cosce dell'amica, gustandosi divertita
le nostre espressioni. Michele aveva gli occhi fuori dalle orbite, e
probabilmente io stesso non facevo figura migliore. Ma d'altra parte la
fighetta di Giorgia era uno spettacolo irresistibile, un goloso bocciolo
di rosa incorniciato da un delicato ciuffo di peli color miele e dalla
balza a fiori colorati delle autoreggenti che indossava. Metteva il
fuoco nelle vene posare gli occhi su quella meraviglia.
Non paga, Luisa cominciᅵ a stuzzicare le pieghe dell'intimitᅵ di Giorgia
con le mani, sempre facendo in modo che la manovra fosse ben visibile al
pubblico. Piccole soffici carezze in punta di dita, ma Giorgia sospirava
forte e si mordeva le labbra per non gridare.
"Non ti dispiace, Marco, se gioco un po' con la micina del tuo amore,
vero?" mi chiese con voce maliziosa. "Non devi essere troppo possessivo,
sai?... A lei sembra piacere farsi toccare cosᅵ, sapessi quanto la sento
bagnata..."
Non era difficile crederle. Si vedeva benissimo che man mano il bocciolo
si schiudeva sempre di piᅵ, grondando rugiada in abbondanza. Non
risposi. Non c'era niente da rispondere, ed ero troppo ipnotizzato dalla
danza di quelle dita malandrine che giocavano tra piccole e grandi
labbra, sfiorando ripetutamente il clito. Mi stavo eccitando di brutto,
e mi sorpresi a pensare che se fossi stato davvero il marito di Giorgia
forse sarei stato ancora piᅵ arrapato.
"Vediamo cosa succede se provo ad infilare un dito... o forse un paio..."
"Oh, sᅵ... ti prego..." sospirᅵ Giorgia.
Ma Luisa esitava, tenendo i polpastrelli all'imboccatura della vagina, e
mi guardava sorridendo.
"Non sto approfittando troppo, vero Marco?... Posso fottermi la tua
Giorgia con le dita, vero?"
Accennai un tremolante sᅵ, mentre Giorgia quasi si inarcava col la
schiena per avvicinarsi a quelle dita tentatrici. Finalmente la bruna
spinse dentro indice e medio, che scivolarono senza incontrare la minima
resistenza. Le bastᅵ agitarle dentro un paio di volte, e Giorgia esplose
in un rumoroso e musicale orgasmo.
Luisa sorrise soddisfatta. "Sᅵ... godi tesoro... godi..." Io e Michele
ci scambiammo muti un'occhiata sbalordita. Vidi piccole gocce di sudore
imperlare la sua fronte, ma mi accorsi che ero nelle stesse condizioni.
Mentre Giorgia riprendeva fiato, restando a occhi chiusi sul divano,
sempre con le gambe divaricate e la fichetta aperta bene in mostra,
Luisa si alzᅵ e si rivolse a noi.
"Se non avete nulla in contrario, mi metto un po' in libertᅵ anche io...
Sta cominciando a fare caldo..."
Con mossa sicura staccᅵ i gancetti della guepierre dalle calze, per poi
sciogliere i laccetti sul davanti che la tenevano su. Quando l'indumento
cadde a terra Luisa portᅵ le mani a coppa sulle tette, quasi in un gesto
di pudore. Poi lentamente le spostᅵ, regalandoci la visione del suo
maestoso davanzale. Si girᅵ quindi di schiena, si chinᅵ in avanti e,
ancheggiando sinuosa, fece scivolare giᅵ il perizoma, scoprendo il
culetto (che in realtᅵ l'indumento aveva nascosto ben poco fino a quel
momento). Anche lei restᅵ quindi come l'amica, nuda con le sole
autoreggenti addosso.
Poi tornᅵ da Giorgia, che l'accolse festante. Si inginocchiᅵ tra le sue
gambe, sul tappeto. Giorgia si chinᅵ verso di lei, e le due ragazze
tornarono ad abbracciarsi e a limonare lingua contro lingua. Giorgia
sembrava impaziente di cominciare a ricambiare il piacere ricevuto, ma
Luisa la convinse dolcemente a tornare a sdraiarsi all'indietro. Poi si
chinᅵ a sua volta fino a mettersi carponi sul tappeto e inarcᅵ la
schiena, offrendo una panoramica da infarto della sua fichetta e del suo
buchino posteriore. Difficile restare indifferenti alla visuale di un
bel culo in quella posizione, e il tocco sexy delle autoreggenti che
spezzavano la linea delle cosce rendeva la posa ancora piᅵ provocante.
Luisa fece in tempo a girarsi un attimo, per accertarsi che stessi
apprezzando quello che mi offriva alla vista, quindi iniziᅵ a lavorarsi
Giorgia di lingua.
Pensavo che Giorgia sarebbe venuta di nuovo nel giro di venti secondi,
ma Luisa fu abile. Mantenne leggeri e sporadici i contatti orali con le
zone piᅵ sensibili, divertendosi a girare intorno al bersaglio grosso.
Giorgia stava impazzendo. Ormai agitava senza ritegno il bacino, nel
tentativo di inseguire la lingua sfuggente dell'amica, che insisteva
nelle sue "toccata-e-fuga". Finchᅵ, giunta allo stremo, non agguantᅵ
bruscamente i capelli di Luisa, costringendola a leccarla fino
all'orgasmo, lᅵ dove si sente di piᅵ.
Questo secondo climax fu per Giorgia ancora piᅵ intenso e spettacolare.
Tuttavia, non appena fu in condizione di farlo, invece di restare a
godersi i postumi del piacere, si gettᅵ con irruenza sull'amica, quasi
come fosse impegnata in un incontro di lotta libera, invece che in un
tenero tᅵte-ᅵ-tᅵte saffico. Le due ragazze rotolarono sul tappeto e sui
cuscini ai nostri piedi, lingua contro lingua, accarezzandosi e
toccandosi appassionatamente a vicenda, con le gambe inguainate di
bianco che si intrecciavano con quelle inguainate di nero. Stavolta era
evidente che era Giorgia a voler prendere l'iniziativa, e Luisa sembrava
disponibile a lasciargliela.
Giorgia, a differenza dell'amica, se ne fregava dello "spettacolino per
i mariti". In quel momento per lei nell'intero universo non c'era
nient'altro che il corpo sensuale e formoso di Luisa, e la sua voglia di
gustarselo e di farlo vibrare di piacere. Forse Luisa avrebbe continuato
a condire l'esibizione a nostro beneficio con i suoi atteggiamenti
provocanti, i suoi commenti maliziosi, eccetera, ma presto l'abilitᅵ di
Giorgia, che aveva cominciato a stuzzicarla di mano e di lingua un po'
dappertutto, prese il sopravvento, e Luisa non potᅵ che offrirci
spontaneamente sospiri, grida di godimento e orgasmi. Ormai anche lei
era completamente coinvolta nei giochi saffici, forse piᅵ di quanto
probabilmente si sarebbe aspettato.
Presto le due donne si ritrovarono in posizione di sessantanove,
impegnate in una convulsa e frenetica battaglia per dimostrare quale
delle due facesse godere piᅵ spesso e piᅵ intensamente l'altra. Nessuna
delle due risparmiava labbra, lingua, dita, persino la punta del naso.
Per noi spettatori era un po' piᅵ difficile riuscire a seguire tutti i
dettagli, ma la scena aveva una carica erotica strepitosa, e le occhiate
che di tanto in tanto scambiavo con Michele mi facevano pensare che
anche su lui faceva la stessa presa.
Le due dame andarono avanti un bel po' a scambiarsi orgasmi,
scapriolando sul tappeto a destra e sinistra, sempre intrecciate nel
sessantanove, con i sospiri dell'una che facevano da contrappunto agli
urletti dell'altra, finchᅵ non crollarono entrambe a terra supine,
esauste, l'una distesa a fianco all'altra, l'una col viso
impiastricciato dei succhi dell'altra.
Per qualche attimo non successe niente. Poi Michele prese lentamente a
battere le mani. Provᅵ a parlare, ma dovette schiarirsi la voce per
riuscirci. Quindi esclamᅵ emozionato: "Stupende... semplicemente
stupende..." Approvai e mi unii all'applauso. Luisa si tirᅵ su per
prima, poggiandosi su un gomito, e sorrise radiosa.
"Piaciuto lo spettacolino, amore?" chiese, rivolgendosi al marito, ma
continuando a tenermi sotto osservazione con la coda dell'occhio.
"Non ci sono parole, tesoro... Non ricordo nulla di piᅵ eccitante in
vita mia..."
Luisa sorrise ancora e con gesti lenti si alzᅵ, raggiungendo il marito e
accoccolandoglisi in grembo sulla poltrona. Si baciarono con passione.
Sicuramente in quel momento Michele stava facendo una scorpacciata del
succo di fica di Giorgia. Mi chiesi distrattamente se avrei dovuto
esserne geloso o meno, ma ero ancora troppo eccitato da quello che avevo
visto per tornare a concentrarmi nella recita. Anche Giorgia stava
tornando a dare segni di vita, con la beatitudine dipinta sul volto.
Vide gli altri due scambiarsi effusioni e pensᅵ che probabilmente ci si
aspettava che lei facesse lo stesso con me.
"Grazie", mi sussurrᅵ gioiosa quando mi raggiunse sulla poltrona,
sedendosi sulla mia coscia sinistra e abbracciandomi. "Mi hai fatto un
regalo immenso. Ti prometto che non avrai da lamentarti per la
ricompensa..."
Potete immaginare il mio stato. Per tutta la durata dello spettacolino
ero stato costantemente in erezione. Ora avevo la donna per cui piᅵ di
ogni altra sentivo di avere un debole completamente nuda tra le braccia,
intenta a promettermi ricompense che sapevo sarebbero state soprattutto
erotiche. Aveva anche preso a sbaciucchiarmi, un po' per rispettare la
parte, ma forse anche un po' per sincera gratitudine. Anche lei era
intrisa in abbondanza dei succhi di Luisa, e un inconfondibile profumo
di fica mi deliziava le narici. Il cervello mi galleggiava letteralmente
nel testosterone.
Intanto in sottofondo sentivo brandelli della conversazione degli altri due.
"Vorrei tanto, tesoro, ma non me la sento... Ti prego, sono davvero
distrutta..."
"Non intendi mica mandarmi a letto cosᅵ?"
"Certo che no, amore... Dai, ti farᅵ uno dei miei pompini super, quelli
che ti piacciono tanto... Che ne dici?"
"Mmmmm... Grande idea... Grande idea..." e poi aggiunse alzando il tono
di voce e richiamando anche la nostra attenzione "Grande idea!!!"
Giorgia ed io ci girammo verso di lui.
"Signori, ho avuto una grande idea!! Un modo stupendo per concludere la
serata!!"
Tutti e tre lo guardammo interrogativi. Lui continuᅵ.
"La mia signora mi ha appena offerto uno speciale servizietto orale,
troppo stanca per concedermi altro. Immagino che piᅵ o meno la vostra
situazione sia la stessa. E allora perchᅵ non continuare a godere della
reciproca piacevolissima compagnia con un bel... pompino parallelo?"
Non avevo capito bene, e feci una faccia un po' perplessa.
"Non preoccuparti, vecchio mio!" mi sorrise Michele incoraggiante.
"Niente di strano! Niente incroci imprevisti! Ognuno si fa sollazzare
dalla legittima consorte, senza scambi di sorta. Semplicemente ci
godiamo questa delizia che ci offrono le nostre signore, insieme, in
contemporanea, su queste stesse poltrone. Che ne dici?"
Tutti e tre mi guardarono come se la cosa dipendesse da me. Persino
Giorgia mi sorrideva invitante, ma i suoi occhi mi comunicavano ben
altro. E se ciᅵ non fosse bastato, fu abbastanza esplicito il pizzicotto
che mi diede su un braccio, al riparo dello sguardo degli altri. Avevamo
previsto insieme la possibilitᅵ che dopo lo spettacolino lesbico
qualcuno proponesse qualche ulteriore gioco, che coinvolgesse anche i
maschietti, e eravamo d'accordo che io avrei dovuto sistematicamente
rifiutare.
"Veramente..." sospirai, "non so se ᅵ il caso..." Il cazzo durissimo mi
vibrᅵ di protesta nei pantaloni.
"Ma dai, Marco, vecchio mio... In fondo si tratta di una cosa molto
innocente... Che male puᅵ esserci?... E poi non dirmi che hai tutta
questa voglia di resistere fino a quando sarete a casa... Sono sicuro
che anche tu come me fremi dalla voglia di scaricare un po' di tensione
accumulata..."
Anche Luisa mi sorrideva per incoraggiarmi, e Giorgia, fedele alla
parte, mostrava a sua volta di essere dispostissima e speranzosa nel mio
assenso.
"E dai, Marco, su..." disse la mora.
"E dai, Marco, su..." fece eco, recitando, la bionda.
Tutti e tre erano in attesa del mio responso.
Pensai mille cose in quel momento. Giᅵ, in fondo cosa c'era di male?
Giorgia mi aveva promesso mille delizie erotiche come ricompensa, potevo
anche prendermi subito un piccolo anticipo. Tanto piᅵ che probabilmente
anche lei era piuttosto stanca. Probabilmente si sarebbe fatta
accompagnare direttamente a casa sua, per andare subito a dormire, e
rischiavo seriamente di concludere la serata in bianco. Cosᅵ, se non
altro, almeno un pompino lo avrei rimediato. Ed effettivamente l'idea di
Michele del pompino parallelo non era cosᅵ malvagia.
Fu cosᅵ che dissi: "Ma sᅵ... in fondo... perchᅵ no?"
Luisa fece un gridolino di apprezzamento e strizzᅵ l'occhio a Giorgia,
come dire "Vedi? Il tuo santarellino si sta sciogliendo". Giorgia
rispose con un sorriso abbastanza flebile mettendomi addosso i suoi
occhioni blu come se fossero due lame d'acciaio. Due lame che sembravano
volermi fare a fettine, da panare e friggere nell'olio bollente.
(Continua nella Terza Parte)
Xlater
xlater[at]hotmail.com
Tutti i miei racconti al sito
http://www.xlater.net
Ciao Giancarlo
> Il racconto ᅵ scritto bene, anche se a me che i tempi del racconto risultino
> piᅵ lunghi dei tempi naturali nei quali si sono svolti i fatti,,da un po'
> fastidio. E' un mio difetto.
Ciao Giancarlo. Grazie del commento e degli apprezzamenti.
Tutte le osservazioni sono giuste, ma non so se sempre applicabili e
quanto applicabili.
Ho scritto un racconto di oltre 150K cui ho dato per titolo il nome di
un personaggio. Dovrebbe essere un segnale. ;-)
Comunque a fine racconto, se qualcuno ᅵ interessato, il discorso si puᅵ
approfondire.
Grazie ancora. A presto.
Xlater