LUNEDI
Il signor Lunedi' ama i giochi di ruolo.
Non sara' il primo ne' l'ultimo, ma lui non si accontenta di
perversioni a buon mercato, che so, il paziente e l'infermiera sexy,
il professore e la studentessa procace, la zia che seduce il nipote.
No, lui pretende una coreografia piu' ricca ed articolata, gli
piacciono sorprese e colpi di scena, cosi' spesso ideare trama e
scenografia mi richiede piu' tempo ed energie di quelle che spendo
durante la sua serata.
Ma in fondo le mie tariffe sono adeguatamente alte per compensare la
fatica ed il signor Lunedi' non ha mai badato ai piccoli extra che
l'allestimento poteva richiedere.
Questa settimana pero' ho deciso di restare sul classico: quando
venerdi' sono entrata in libreria, avevano appena finito di sistemare
una pila di libri per bambini accanto alla cassa, evidentemente il
periodo natalizio gia' imperversa.
Cosi' mi sono lasciata tentare dall'idea, ho comprato una bella
edizione delle fiabe dei fratelli Grimm e il cassiere mi ha consegnato
il resto e la solita busta rossa.
Con il signor Lunedi' gli accordi sono appunto questi: io compro un
libro ogni venerdi' pomeriggio e, se gli impegni come spesso capita lo
portano qui in citta', lui fa in modo che ci sia una busta ad
aspettarmi, con il mio onorario e la chiave della suite dove di solito
alloggia.
Uscita dalla libreria, sfogliando il mio bel libro pieno di figure, ho
dedicato un altro paio d'ore allo shopping, lasciando l'indirizzo
dell'albergo ed il numero di camera come pagamento: come dicevo, gli
extra non sono compresi nel mio onorario.
Quando lunedi' pomeriggio sono arrivata in hotel, le consegne erano
gia' state fatte e ho impiegato quel paio d'ore che mancavano al suo
arrivo per sistemare tutto quanto.
Quando e' entrato, l'ingresso della suite si era trasformato in una
foresta: certo, le querce erano un po' troppo ingombranti da
trasportare, ma una dozzina di grosse piante da appartamento ed un cd
con i rumori del bosco di sottofondo raggiungevano perfettamente lo
scopo. Da dietro le ultime piante ho sbirciato mentre posava a terra
la ventiquattrore e leggeva la lettera che gli avevo lasciato sulla
consolle, assieme ad un bel pacchetto.
"Ben arrivato Lupo Cattivo! Immagino che avrai tanta fame... ma
sicuramente in mezzo al Bosco potrai trovare qualcosa da mangiare"
Il signor Lunedi' ha sorriso e ha aperto la scatola, proprio sopora
gli altri oggetti c'era una maschera, di quelle che coprono solamente
la parte superiore del viso, con due occhi gialli da lupo e un bel
paio di orecchie pelose.
Non appena l'ha indossata sono uscita dal mio angolo, avvicinandomi a
lui mentre canticchiavo. Indossavo ovviamente una lunga mantella
rossa, con un cappuccio a coprirmi il viso, avevo un mazzo di
margherite e violette in mano e portavo sotto braccio un grosso cesto
di vimini da cui spuntava una bottiglia di vino ed il profumo
irresistibile di una focaccia appena sfornata: il signor Lunedi' tiene
molto ai dettagli.
"Buongiorno Cappuccetto Rosso!" mi fa. La cosa bella con le fiabe e'
che tutti conoscono i personaggi, non c'e' bisogno di una lunga
spiegazione.
"Salve Messer Lupo!" gli ho risposto con una vocetta allegra ed acuta.
"Dove vai cos� presto, Cappuccetto Rosso?"
"La mia nonnina e' malata e sto andando a portarle una bottiglia di
vino e questa focaccia che ha fatto la mamma."
"Che brava bambina che sei. E dove abita la tua nonnina?"
"A un buon quarto d'ora da qui, nel bosco, sotto le tre grosse querce;
l� c'� la sua casa, � sotto la macchia di noccioli, lo saprai gi�" E
gli indico la porta che da sul salottino, certa che capira'
l'allusione "Ma si sta facendo tardi, devo proprio andare!" E corro
verso la porta che da' direttamente nella camera da letto, dall'altro
lato dell'ingresso. La suite e' formata da sei stanze comunicanti fra
loro, a formare una specie di anello, cosi' possiamo percorrere due
strade diverse per raggiungere la prossima scena e dare il tempo a
tutti e due di prepararsi.
Quando il Lupo ha bussato alla porta, la Nonna stava sferruzzando
seduta nel lettone, cuffietta in testa, una lunga camicia da notte di
foggia antiquata e lo scialle di lana sulle spalle. "Cappuccetto, sei
tu? alza il saliscendi e la porta si aprira'" Ho gridato con voce
tremolante.
Il Lupo e' entrato lentamente, con fare circospetto: il severo vestito
scuro da uomo d'affari aveva lasciato il posto ad un gilet di pelle
scamosciata, mezzi guanti in pelle ed una lunga coda pelosa che
sbucava dal sedere. Il signor Lunedi' e' una di quelle persone
estremamente sensibili alla stimolazione anale, percio' quando la
trama lo permette non manco mai di fargli trovare un buttplug fra gli
accessori del suo travestimento.
Dopo aver osservato l'ambiente, il Lupo ha cominciato a ringhiare, poi
ha ululato e si e' gettato verso la Nonna. Ho finto un grande spavento
e cominciato a gridare, ho cominciato a colpirlo coi ferri da calza
sul groppone mentre mi sollevava e mi buttava sul letto.
Con una gran ferocia degna del miglior lupo ha cominciato a strappare
la camicia da notte e a morsicarmi ovunque mentre mi divincolavo, ma
senza troppa forza: dopotutto, che energia potra' mai avere una povera
vecchietta malata?
Il Lupo mi ha immobilizzata schiena a terra, una zampa sul petto
l'altra sulle cosce, e ha cominciato a leccarmi la pancia, salendo
sempre piu' su, passando a lungo sul seno e sui capezzoli, finche' non
ha stretto la presa e mi ha azzannata al collo. Ho gridato flebilmente
e sono svenuta.
A quel punto e' sceso piu' in basso e si e' dato da fare a succhiare e
leccare la mia fica come un vero lupo affamato: devo dire che il
signor Lunedi' e' piuttosto bravo in questa attivita', tanto che dopo
esser stata mangiata per diversi minuti ho cominciato a sentir
crescere la voglia. Ho pensato allora che un mio orgasmo avrebbe
sicuramente accresciuto l'autostima del cliente, e in piu' lasciare la
faccenda incompiuta avrebbe potuto distrarmi dal lavoro, cosi' l'ho
incoraggiato con qualche mugolio e qualche mossa di bacino, e quando
finalmente e' riuscito a farmi arrivare all'orgasmo l'ho premiato con
lunghe grida di piacere.
Il Lupo ha smesso di mangiarmi le parti basse per continuare a
divorare il resto, ha afferrato un seno fra le zanne mentre un po'
rudemente si infilava col suo uccello dentro di me. Fedele alla parte,
sono rimasta svenuta finche' non e' venuto dentro di me fra ringhi e
grugniti.
L'ho gentilmente spinto da parte a riprendere fiato, e mi son data da
fare per la prossima scena: gli ho infilato la cuffietta, gli ho messo
lo scialle addosso e l'ho coperto con un plaid di lana. l'ho lasciato
a riposare mentre prendevo mantella rossa e cestino e uscivo, per fare
il giro e bussare alla porta della nonna.
"Chi e'?" la voce della nonna era un falsetto tremolante
"Nonna, sono io, Cappuccetto Rosso, ti ho portato il vino e la
focaccia"
"Cappuccetto, vieni, entra! vieni qui vicino che ti possa vedere bene"
"Eccomi nonna! ma che orecchie graaandi che hai"
"Per sentirti meglio, piccina mia"
Mi sono avvicinata al letto e mi sono seduta sul bordo. Il Lupo
Travestito allunga una mano e mi palpa il sedere.
"Ma nonna, che occhi graaandi che hai!"
"E' per guardarti meglio, bambina mia" E mi avvicina a se' sul letto,
iniziando a palpare le tette.
"Ma nonna, che mani graaandi che hai!"
"E' per abbracciarti meglio, nipotina mia" E comincia a strusciare il
naso fra le tette e il suo uccello fra le mie cosce
"Ma nonna, che bocca graaande che hai!"
"E' per mangiarti meglio!" ruggisce e mi salta addosso.
Ora, Cappuccetto e' giovane e agile, certo si divincola piu' della
Nonna e il Lupo ha dovuto sudare sette camicie per tenerla ferma.
Alla fine e' riuscito a mettermi a pancia sotto, mi ha bloccato le
braccia dietro la schiena e mi si e' seduto sulle gambe.
"Vediamo se cosi' stai ferma, mentre ti mangio!"
Con la mano libera mi ha allargato le natiche e ci si e' infilato
dentro senza tanti complimenti. Io ho strillato da brava Cappuccetto
Rosso.
Mentre pompava senza troppi riguardi il suo uccello dentro il mio
sedere ha cominciato a mordermi sul collo, sulle spalle, sulle
braccia, dovunque sia riuscito ad arrivare senza lasciare la presa.
Eravamo tutti e due sudati per la fatica, il sudore formava un velo
umido dove la nostra pelle era a contatto e inzuppava le lenzuola. Di
tanto in tanto stringevo le natiche, mugolavo e mi divincolavo, per
dargli maggiore soddisfazione. Finalmente l'ho sentito sollevare il
muso dalla mia carne, inarcarsi e affondare ancor di piu' nel mio
culo, tendendo i muscoli, mentre i grugniti si trasformavano in
uggiolii e infine in un ululato liberatorio.
Mi e' crollato sulla schiena sfinito. Quando ho sentito che il respiro
si faceva meno affannoso, faticosamente sono sgusciata da sotto il suo
corpo, e l'ho lasciato a ...digerire li' sul letto, a pancia sotto,
con le braccia larghe e le gambe leggermente divaricate. Mi ha buttato
un'occhiata mentre scendevo dal letto e ha mosso il sedere: la coda
ballonzolava fra le sue cosce come quella di un cagnolino che fa le
feste.
Ma la fiaba non finiva cosi' e dovevo ancora mettermi all'opera. Me la
sono presa comoda, approfittandone per sciacquarmi un po' e
risistemare il trucco: la salute del cliente innanzi tutto, ho pensato
che dopo la nonna e cappuccetto avesse bisogno di un po' di riposo.
Quando sono rientrata, il piu' silenziosamente possibile, ero in veste
di Cacciatore e il Lupo dormiva disteso come lo avevo lasciato.
Sono arrivata alle sue spalle, l'ho afferrato per la coda lentamente,
facendo in modo da non svegliarlo, e ho tirato di colpo.
L'effetto e' stato istantaneo, ha alzato la testa, farfugliato
qualcosa, portato le mani avanti a difesa, poi dietro al sedere, ma
ormai era troppo tardi, avevo gia' il fucile puntato e pronto a fare
fuoco: un fucile imponente, nero lucido, lungo trenta centimetri e
saldamente fissato allo strap on, abbondantemente oliato di
lubrificante tanto che al primo colpo il ventre del Lupo ne ha
ingoiato piu' della meta' senza fatica.
Il Lupo, una volta resosi completamente conto di cosa stava
succedendo, comincio' a guaire in modo straziante, ma curiosamente
piu' si agitava piu' finiva per impalarsi sulla canna del fucile.
Quando son stata sicura di aver ucciso l'orrenda bestiaccia, ho posato
il fucile e l'ho girata sulla schiena, in modo da poterla sventrare e
liberare la Nonna e Cappuccetto Rosso.
Mi sono quindi seduta comodamente sulla sua faccia e ho cominciato a
far scorrere le unghie dai suoi capezzoli fino all'inguine, affondando
un po' di piu' ad ogni passaggio.
Come effetto del trattamento, l'uccello del signor Lunedi' svettava di
nuovo gonfio ed eretto: l'ho preso in bocca e mentre lui continuava a
leccarmi l'ho spompinato con tutta l'abilita' del mestiere, finche'
non mi ha riempito la faccia con le ultime goccie di sperma che aveva.
Mi sono sollevata da lui e mi sono seduta al suo fianco nel letto,
prendendo con un dito goccia per goccia il seme che avevo sul viso e
succhiandomi poi il dito gioiosamente: questo piccolo teatro fa sempre
il suo effetto, il cliente si convince che io sono una vera troia, che
quindi lui e' un vero uomo e in conclusione che ha speso bene i suoi
soldi anche se non e' proprio il caso di portarmi fuori a cena.
Finita l'operazione di pulizia, ho finalmente tirato fuori vino e
focaccia dal cestino di Cappuccetto Rosso e ho apparecchiato la
merenda sul lettone: il povero Lupo se l'era meritata, no?
A me interessa poco mettere il voto al compitino. E' un divertimento che
lascio ad altri.
Quello che invece non mi faccio sfuggire � un suggestivo parallelo tra i
due racconti consecutivi in qualche modo "lupeschi", quello ripostato di
Backett (che ho riletto e trovato di nuovo molto coinvolgente, ma che ho
anche commentato ampiamente alla sua prima uscita, un paio d'anni fa) e
questo.
L'osservazione che mi viene immediata e spontanea, facendo un parallelo,
� questa. Quando � la donna a "farsi lupa" pu� incontrare qualche
difficolt� nell'ambiente circostante, ma viene presentata con una
connotazione positiva, in modo poetico, suggestivo, affascinante, in
fondo positivo. Ricordo che a suo tempo citai a Backett Pinkola Estes,
mentre magari oggi (scendendo di livello di un paio di scalinate) potrei
citare l'ultimo tormentone di Shakira ("She Wolf", o "La Loba" nella
versione originale spagnola).
Quando invece � l'uomo a voler "farsi lupo" � una grottesca caricatura,
da inserire nel quadro squallido del sesso mercenario. Se ci� non
bastasse, alla fine lo facciamo anche violentemente fuori, e con un filo
di golosa soddisfazione. "Se l'era meritata, no?"
Sono cos� nel torto se in questa disparit� di trattamenti ci vedo un
filo di antipatica discriminazione sessista?
Questa non � una critica al racconto, ci tengo a precisarlo. Semmai � un
modo per mettere un po' in discussione alcuni radicati pregiudizi
culturali che si riflettono, inevitabilmente, sui racconti che si scrivono.
Xlater
>
> LUNEDI
>
> Il signor Lunedi' ama i giochi di ruolo.
> Non sara' il primo ne' l'ultimo, ma lui non si accontenta di
> perversioni a buon mercato, che so, il paziente e l'infermiera sexy,
> il professore e la studentessa procace, la zia che seduce il nipote.
Divertente e scritto benissimo.
Adesso non ricordo esattamente di cosa si trattasse, se di una
barzelletta o di un film di serie c, ma mi ha fatto tornare alla mente
un'altra favola: "Biancaneve e i sette porno-nani".
Ciao
Diagoras
Confesso che il racconto di Becky l'ho letto a suo tempo, ma non l'ho
riletto adesso e non sono preparata. Ma se non ricordo male, la storia
non c'entra assolutamente niente col mio, ne' per trama ne'
soprattutto per il tono.
> Quando invece � l'uomo a voler "farsi lupo" � una grottesca caricatura,
> da inserire nel quadro squallido del sesso mercenario. Se ci� non
> bastasse, alla fine lo facciamo anche violentemente fuori, e con un filo
> di golosa soddisfazione. "Se l'era meritata, no?"
Guarda che sono i personaggi ad essere funzionali al gioco mercenario,
non il contrario. Il cliente fa il lupo solo per comodita', e' l'unico
personaggio maschile della favola che resta in scena dall'inizio alla
fine. Avrei dovuto fargli fare cappuccetto rosso? Il prossimo lunedi'
glielo propongo.
E vorrei farti notare che quando affermo che "se l'era meritata",
intendo una fetta di focaccia e un bicchiere di vino, non certo il
servizietto del cacciatore.
> Sono cos� nel torto se in questa disparit� di trattamenti ci vedo un
> filo di antipatica discriminazione sessista?
Si'. Proprio in torto. Io vedo solo una professionista che cerca di
soddisfare i propri clienti.
---
Per inciso, nella versione originale della favola i lupi sono due.
Il primo viene sventrato dal cacciatore, poi gli riempiono lo stomaco
di pietre e lo ricuciono. Quando si sveglia, vuol correre via, ma le
pietre sono cosi' pesanti che cade a terra e muore.
Il secondo ci riprova con cappuccetto rosso, ma stavolta la bambina e'
pronta e core dalla nonna. Riempiono il trogolo dell'acqua di cottura
delle salsicce, cosi' quando il lupo arriva, sentendo il profumo, si
avvicina talmente tanto che ci scivola dentro e affoga.
I fratelli Grimm erano dei sadici bastardi.
L'importante e' che sia divertente.
Almeno la smettete di portare il lutto.
c.
> Si'. Proprio in torto. Io vedo solo una professionista che cerca di
> soddisfare i propri clienti.
Hai ragione. Mi sono confuso su un dettaglio ed ho completamente stravolto
il senso. Sorry. :-/
X
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questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
L'unico? Beh dai, qualche altro pregio ce l'ha... � scritto correttamente, �
fantasioso ed in alcuni punti piacevolmente morbosetto. Certo... non si fa
prendere molto sul serio. Tra l'altro proprio il tipo di narrazione che hai
utilizzato, molto descrittiva, curata nei particolari eppure
assolutamente non introspettiva, con una protagonista praticamente senza
dimensione esistenziale, mi ha fatto venire in mente un certo filone
dell'hard cinematografico di un po' di tempo fa (oggi credo non esista pi�),
e che potremmo definire l'hard paradossale, l'hard scanzonato, l'hard
surreale, (di cui l'esempio di Diagoras � perfetto) ma a cui io aggiungerei
forse il vero capolavoro... "gola profonda" di Damiano / Lovelace.
Ti confesso, non prediligo n� questo hard e ancor meno questo genere di
racconti... proprio per la mancanza della terza dimensione (quella che non
si vede con gli occhi e che � perfetta da raccontare).
Beh, per� devo ammettere che il tuo racconto si fa leggere piacevolmente.
Forse saranno i saldi di fine esercizio di isr, o forse sto invecchiando io,
comunque mi sento di dirti brava.
Ciao
cer
e il chupacabra
>LUNEDI
>
>Il signor Lunedi' ama i giochi di ruolo.
molto divertente, fresco, giocoso.
letto con piacere, davvero.
g.
--
Ad una ad una le notti, tra le nostre citt� separate,
s'aggiungono alla notte che ci unisce. (Neruda)
Come hanno detto altri, non � l'unico pregio.
Piaciuto molto, complimenti.
Gioca