Mi presento sono Marco, un ragazzo di 32 anni con un bel fisico
atletico anche se non sono molto alto, sono fidanzato da alcuni anni
con una splendida ragazza di nome Monica. Da pochi mesi conviviamo in
un appartamento acquistato assieme facendo un mutuo. Entrambi abbiamo
due ottimi lavori; lei è avvocato in uno studio legale, io lavoro per
una grossa azienda nel settore marketing.
Il nostro rapporto è sempre stato perfetto sotto tutti i punti di
vista, non posso proprio lamentarmi. Purtroppo in questi giorni ho
ricevuto la lettera di licenziamento da parte della mia azienda causa
ridimensionamento del personale, non volendo fare gli ultimi giorni di
lavoro e per mettermi a cercare subito un nuovo lavoro mi sono messo in
ferie.
Ovviamente sono un po' abbattuto per questo fatto ed è da qualche
giorno che passo le giornate a casa da solo a cercare, con poca voglia,
una nuova occupazione. Monica ritorna dal lavoro non prima l'ora di
cena e la sera è sempre molto stanca ma non manca mai di tirarmi su il
morale dicendomi che prima o poi un lavoro lo troverò e di non
preoccuparmi e molto spesso si finisce a letto a fare delle grandi
scopate.
I giorni passano in fretta, ho fatto un paio di colloqui ma nulla, e
non ho ancora trovato uno straccio di lavoro, ho il morale a terra e
sto trascurando anche la mia persona; oramai sto quasi tutto il giorno
a casa in tuta con la barba di tre giorni a guardare la tele. Anche
Monica sembra più fredda e preoccupata nei miei confronti, parliamo
sempre di meno e facciamo sesso sempre più di rado. Inoltre
ultimamente mi fa alcune osservazioni sul fatto che il mutuo lo sta
pagando solamente lei e che la casa è un disastro e che non faccio
nulla in tutto il giorno; argomenti se pur veri che mi fanno
imbestialire e portano a lunghe litigate e tensioni.
Oggi è venerdì ed è circa due mesi che sono a casa, sto aspettando
Monica che rientri dal lavoro nella speranza che porti qualcosa da
mangiare di già pronto...sento sbattere la porta con violenza...è lei
ed ha un aria terribilmente nera, più del solito...non ho il coraggio
questa volta di aprir bocca anche perché mi sta guardando con due
occhi tremendi, dopo alcuni secondi di pesante silenzio mi dice con
tono arrogante "guarda Marco di questa situazione mi sono rotta i
coglioni " cerco subito di replicare ma mi fulmina nuovamente con lo
sguardo e ricomincia con tono più alto " stai zitto e ascolta
adesso...così non si può più andare avanti e quindi adesso si cambia
registro" mi sta trattando come un bambino e la cosa non mi va e
rispondo "senti Monica datti una calmata..." lei è inviperita e
con una violenza mai vista mi molla una seria di ceffoni in volto che
mi sorprendono e mi stordiscono, sono come paralizzato e non riesco a
reagire e lei ricomincia urlando "una calmata? Te la do io una
calmata e subito...guarda la casa è uno schifo e tu non fai un cazzo
da due mesi e guardati come ti sei ridotto, mi fai schifo" ascolto in
silenzio e intimorito dal suo nuovo fare. E' su tutte le furie e
prosegue "sono io che ti mantengo...sono io che pago il mutuo della
mia casa...e tu brutto stronzo adesso se vuoi rimanere ancora qui ti
darai da fare e rispetterai le mie regole, altrimenti fuori" e
stringendomi la faccia con la mano mi obbliga a fissarla nei suoi
terribili occhi e aggiunge "è chiaro piccolo stronzo?" e io ancora
scosso e spaventato per questo suo atteggiamento sussuro "si Monica
scusami". Lei vedendomi così sottomesso e timoroso accenna a un
sorriso maligno e di vittoria " ma che vocina che hai caro, ti sei
spaventato? Stai tranquillo la tua Monica ti vuole bene, solamente che
adesso tu devi stare alle mie regole e tutto andrà per il meglio".
Le sue parole sono chiare e inequivocabili e non mi resta altro che
accettare "hai ragione farò tutto quello che vorrai perché ti amo e
cercherò di rendermi utile in casa finchè non troverò un nuovo
lavoro". Finalmente mi lascia la faccia con la sua mano e soddisfatta
mi dice " bravo sono proprio contenta della tua decisione, visto a
volte basta solamente chiarirsi e tutto va a posto" e con tono più
deciso aggiunge "iniziamo subito, vieni con me in bagno che ti do una
sistemata, non ti voglio più vedere così dimesso" mi prende per un
braccio in maniera autoritaria e mi porta in bagno, non riesco a capire
cosa mi stia succedendo, il suo comportamento severo mi sorprende e non
riesco a reagire. Arrivati in bagno mi ordina di spogliarmi e di farmi
la barba, finito questo mi dice "bene adesso non voglio più vedere
neanche un pelo sul tuo viso, voglio che il mio uomo sia
curato...inoltre per punizione e per mia soddisfazione adesso ti farò
la ceretta ovunque così ti ricorderai di farti la barba e di tenerti
in ordine in futuro" a queste parole incredulo e sorpreso reagisco
"cosa? Ma sei matta..." altri due sonori schiaffi mi girano la
faccia "allora non sono stata chiara prima, se vuoi stare qua
pretendo massima collaborazione da parte tua e non tollero nessun tipo
di obbiezione" e con una certa foga mi spinge verso la doccia; non
oso più ribattere e mi sottopongo a questa umiliazione, noto invece la
grande gioia di Monica nel mettermi la ceretta e nel utilizzare i
cerotti cercando sempre di farmi il più male possibile, inoltre non
contenta mi rade il pube completamente e la vista del mio cazzo
completamente senza peli mi mortifica ulteriormente. Sono completamente
tosato e mi vergogno per la situazione, al contrario Monica è molto
felice nel vedermi così umiliato e incapace di reagire e mi dice "
stupendo sei perfetto, adesso fatti una bella doccia veloce e vieni di
la in salotto che ti metto subito sotto con il lavoro...mi raccomando
rimani nudo tesoro". In pochi minuti sono in salotto e vedo Monica
sdraiata sulla poltrona che guarda la tv ancora vestita da lavoro e
cioè con taier, calze e scarpe con tacco, appena mi vede mi ordina di
prepararle la cena e per umiliarmi ulteriormente mi fa indossare un
grembiule da cucina. Servita e consumata la cena in un quasi totale
silenzio Monica si risiede sulla poltrona e mi dice con tono sereno "
sono proprio stanca caro ma felice perché ci siamo chiariti " ,
penso che forse le sia passata l'incazzatura e cerco di riportare le
cose alla normalità ma ancora prima che riesca ad aprire bocca vengo
gelato da Monica " ho male ai piedi vammi a prendere le ciabatte,
veloce". Non sono proprio abituato a questo trattamento ma per non
creare ulteriori tensioni e nella speranza che in poco tempo la cosa
rientri assecondo i voleri di Monica e le porto le sue ciabatte, mi
costringe a levarle le scarpe e ad infilarle le ciabatte e lei
porgendomi un piede "adesso massaggiami i piedi" obbedisco. Sono
circa due ore che le massaggio i piedi e sono in ginocchio davanti a
lei nudo con un ridicolo grembiule addosso, la osservo è veramente
bella e poi questa aria autoritaria che ha e che non conoscevo è molto
intrigante, anche lei sembra apprezzare il mio massaggio e mi sembra un
po' eccitata per la nuova situazione. Lei mi guarda e dice "basta
adesso, tirati via quel grembiule e andiamo a letto che ho
voglia...". Non me lo faccio dire due volte e andiamo a letto e
facciamo una grandissima scopata forse come non mai, lei mi sembra
indiavolata e anch' io sono molto eccitato, non so perché forse per
la strana situazione creatasi simile ad un gioco sessuale, e penso che
forse di questo si tratta e domani tutto tornerà come prima.
Alla fine del rapporto Monica è veramente soddisfatta e mi piazza una
frase sibillina " bravo Marco era da anni che non eri così, come mai
tanta eccitazione?" e mi guarda con un mezzo sorriso, non raccolgo la
provocazione e le auguro la buonanotte e mi addormento stremato.
La mattina successiva mi sveglio tardi e mi accorgo che Monica è
uscita e mi ha lasciato un biglietto con scritto che è andata a fare
compere e che sarebbe tornata per mezzo giorno, mi vesto perché non
sopporto la vista del mio corpo totalmente depilato e rassetto la casa
nella speranza di accontentare Monica, riesco anche a preparare il
pranzo e aspetto con una certa ansia la mia fidanzata pensando di
chiudere definitivamente questa storia. Finalmente sento la porta che
si apre e sento la voce allegra di Monica che mi chiama " tesoro
vieni subito qua a darmi una mano, ho comprato un sacco di cose".
Penso "santo shopping, si è tranquillizzata" e corro ad aiutarla.
Posiamo tutti i suoi pacchetti e lei guardandomi mi dice " bravo vedo
che hai sistemato la casa, molto bene ma chi ti ha detto di indossare
quei vestiti orribili?" E io rispondo "ma cara sono i miei vestiti
di sempre, cavolo cosa volevi che rimanessi nudo anche oggi?". Monica
diventa seria tutto di colpo " si dovevi rimanere nudo, comunque non
ti preoccupare non accadrà più visto che oggi ti ho comprato dei
vestiti nuovi più adatti alla tua nuova condizione" e io
ingenuamente "non capisco amore non mi servivano vestiti nuovi e poi
quale nuova condizione? Pensavo fosse tutto risolto" Monica
innervosita mi risponde " e pensavi male, te lo ripeto nuovamente se
vuoi stare qua e vuoi stare con me ci starai ma con le mie nuove
regole" e con tono minaccioso continua " adesso ti consiglio di
spogliarti velocemente che ti mostro le cosette che ho preso per te e
ti spiego più dettagliamene le nuove regole per rimanere in questa
casa, chiaro no?". Nuovamente sottomesso dai suoi modi arroganti e
senza alternative mi spoglio e assisto impotente all'apertura dei
pacchi dei nuovi vestiti destinati a me.
Adesso Monica è su di giri nel aprire i pacchi e tutta eccitata mi
dice "visto che sei senza lavoro e ti occupi della casa ho pensato
che questo sia un lavoro da donna ed è per questo motivo che da oggi
tu indosserai in casa solamente abiti da femminuccia" e intanto mi
mostra un perizoma rosa con alcuni fiocchetti, rimango interdetto non
posso crederci, e lei con un bel sorriso da presa per il culo "ti
piace eh? ma non agitarti siamo solo all'inizio, ne ho presi altri 5
di diversi colori e fogge e ovviamente tutti accompagnati con relativo
reggiseno, vedrai che belli, intanto indossa questi" e mi porge un
perizomino nero e un bel reggiseno nero con coppe rinforzate, io sono
in piedi davanti a lei completamente nudo e sbotto " adesso basta
Monica, mi rifiuto di ridicolizzarmi così, ho ancora una dignità",
questa mia reazione fa arrabbiare terribilmente Monica che come una
furia si lancia contro di me e inizia a picchiarmi selvaggiamente
urlando " mi parli di dignità!? Di dignità te...sei solo un inutile
pezzo di merda e fai quello che dico io" e intanto continua a
malmenarmi duramente e io indietreggio fino al muro cercando
passivamente di proteggermi dai suoi colpi sempre più forti, inizio ad
avere male e la prego di smettere ma sembra non avere pietà per me, le
botte si accompagnano a continui insulti, è la prima volta che vengo
picchiato così e per di più dalla mia ragazza, non so cosa fare sono
terrorizzato, scoppio a piangere e ormai in ginocchio sotto ai suoi
colpi la imploro di smettere e le prometto che le obbedirò. Lei
trionfante come non mai si ferma e mi schernisce " e poi mi vieni a
parlare di dignità, ma guardati...un vero uomo non si fa pestare così
da una donna...piangi proprio come una femminuccia...del resto tu sei
una femminuccia non è vero?" e io timidamente "si" "si
cosa?" e ancora con voce più bassa "si sono una femminuccia" .
Monica felice della mia risposta mi lancia addosso gli indumenti con
disprezzo "e allora vestiti femminuccia". Messo il reggiseno e il
perizoma che mi copriva a stento l'uccello e mi lasciava scoperto
l'intero sedere infilandosi completamente nelle natiche, Monica
proseguiva con l'umiliante vestizione che comprendeva delle calze
color carne con relativo reggi calze, una camicetta bianca stretta con
collo molto ampio e una gonna nera lunga fino al ginocchio con spacco
laterale. Mano a mano che mi mostra i capi io gli indosso
silenziosamente e una volta completata la vestizione Monica mi dice
soddisfatta "stai veramente bene, adesso mancano solamente le scarpe
e qualche piccolo ritocco...onestamente devo dirti che ho pensato molto
alla scarpa adatta a te, visto che sei la mia serva e donna di fatica
per il momento indosserai questi zoccoli, sono più comodi per lavorare
in casa" e scoppia in una risata fragorosa mentre me li mostra, sono
a dir poco ridicoli, hanno una zeppa di circa 15 cm in sughero, aperti
davanti e dietro con un'unica striscia bianca di cuoio dove vi è
disegnato sopra un cuore rosso. Li calzo con enorme fastidio per la
gioia di Monica che ironica "ti piacciono tesoro?..se sono stretti
non ti preoccupare, li terrai talmente tanto che ti abituerai, vedrai
farai qualunque lavoro con quegli zoccoli..." e si mette nuovamente a
ridere.
Così conciato mi sento davvero ridicolo e umiliato, il perizoma mi
stringe sul pube e si infila totalmente nel culo procurandomi un enorme
fastidio per non parlare di questi terribili zoccoli scomodissimi e che
mi fanno già male ai piedi. Monica sempre più divertita "adesso ti
trucco tesoro e vedi di stare attento perché dovrai imparare a farlo
da solo in futuro", prendendomi con forza per un braccio mi trascina
in bagno e con grande difficoltà la seguo cercando di non cadere,
sento il rumore degli zoccoli che battono sui miei talloni ad ogni
passo cosa che nota anche Monica " senti caro il rumore dei tuoi bei
zoccoli? Questo è l'unico rumore che voglio sentire in questa casa
mentre fai i tuoi lavoretti" e sorride compiaciuta. Dopo essere stato
truccato pesantemente con rossetto rosso, fard e molte altre cose che
non conosco, Monica mi mostra una parrucca nera lunga che mi mette
dicendo " visto che per il momento i tuoi capelli sono un disastro
terrai questa parrucca da bella moracciona". Completata la
trasformazione mi porta sempre per un braccio davanti allo specchio in
corridoio e guardandomi sono stupito, sembro a tutti gli effetti una
bella ragazza anche se truccata da puttana, rimango imbambolato nel
vedermi riflesso nello specchio, ovviamente non manca l'ironico
commento di Monica " che te ne pare? Sei proprio carina, un autentica
casalinga-puttana" seguita dal immancabile fastidiosa risata che
risalta ancor maggiormente la mia umiliazione. Successivamente Monica
mi fa indossare un terrificante grembiulone integrale bianco pieno di
fiocchi e disegni di fiorellini e cuoricini che mi arriva fino ai piedi
e che mi lega intorno alla vita molto stretto in un enorme e umiliante
fiochettone e con sguardo sadico mi dice "questo lo terrai sempre
mentre farai i lavori di casa, così non correrai il rischio di
sporcarti". Tornati in salotto lei si siede e ordinatomi di stare in
piedi davanti a lei mi dice " bene sono proprio felice del risultato,
ma adesso bisogna stabilire delle regole precise per questa tua nuova
condizione...per prima cosa tu adesso sei una serva e io sono quella
che ti mantengo quindi pretendo rispetto e che tu mi chiama sempre
padrona, è chiaro?". E io sempre più demoralizzato "si
padrona". "inoltre visto che sei un femminuccia dovrai imparare a
muoverti e comportarti come una donna, sarà il caso di parlare sempre
al femminile e soprattutto impegnati a parlare con voce femminile...
inoltre il tuo nome maschile non ha più senso quindi da adesso ti
chiamerò Luana...ti piace il tuo nuovo nome Luana?". Mi sta
togliendo tutta la mascolinità anche nei minimi dettagli e non riesco
ad accettarlo ancora, ma i suoi violenti schiaffi improvvisi mi fanno
dire con una ridicola vocina in falsetto "si padrona mi piace molto
il nome Luana". Monica è al settimo cielo nel vedermi così
remissivo e continua " essendo la tua padrona potrò punirti
severamente ad ogni tua mancanza o semplicemente per mio divertimento
quindi cerca di rigare dritto Luana" "si padrona" "per il
momento mi sembra sufficiente, le altre regole te le spiegherò
successivamente...adesso prendi dei sacchi dell'immondizia e infilaci
dentro tutti i tuoi vestiti e tutta la tua biancheria che dopo li
butterò via, tieni solamente un paio di pantaloni, un paio di scarpe e
una maglia per quando dovrai uscire di casa, ovviamente avrai sempre
intimo femminile sotto per non dimenticarti chi sei, fai veloce
Luana", sentita quest'ultima umiliazione mi muovo cercando di
essere il più femminile possibile per non far adirare Monica, prendo i
sacchi e mi dirigo in camera per prendere i miei poveri vestiti, i miei
movimenti sono accompagnati dal frusciare del grembiulone e dal rumore
degli zoccoli che mi fanno un male terribile, penso che sarà dura
abituarsi ma non ho grandi alternative e in me cresce il senso di
rassegnazione a questa nuova condizione di serva travestita. Consegnati
i sacchi pieni a Monica, mi ordina di attenderla in bagno intanto che
lei va a buttare i vestiti. Dopo alcuni minuti arriva e mi dice
soddisfatta " adesso non indosserai mai più quei orrendi vestiti
cara... ora ti spiego come pulire bene il bagno e i pavimenti cosa che
farai ogni giorno...preferisco che i pavimenti tu li faccia a mano e in
ginocchio vengono molto meglio quindi prendi secchio e straccio e
inizia, mi raccomando mentre pulisci non fare troppo casino perché
devo leggere alcune pratiche e non voglio essere disturbata" "si
padrona" e guardandomi negl'occhi con uno sguardo vittorioso
"buon lavoro serva Luana" " grazie padrona"e se ne và. Prendo
secchio e straccio, mi metto in ginocchio e inizio a pulire. Dopo circa
un ora ho passato i pavimenti per tutta la casa, ho le ginocchia
distrutte e sono un po' stanco ma appena finito sento la padrona
"Luana manca poco alle sette vieni in cucina a preparare la cena che
ho molta fame". Vado velocemente in cucina e noto che sto acquisendo
maggior dimestichezza nel muovermi così vestito e soprattutto con gli
zoccoli.
Qui mi attende Monica che mi chiede "hai finito Luana" "si
padrona" "bene dopo controllerò se hai fatto un buon lavoro,
adesso prepara da mangiare" e con un sorriso maligno "ho pensato
che forse per te sarebbe meglio fare una dieta anche se sei magra con
tre o quattro chili in meno il tuo corpo sarebbe perfetto: esile e
delicato, non trovi?" devo sopportare anche questo ma comunque
rispondo gentilmente "si padrone è un ottima idea" e lei con fare
canzonatorio "bene, noi donne su queste cose la pensiamo tutte allo
stesso modo...allora per te questa settimana ci sarà solo frutta e
verdura" "si padrona".
Preparo e servo la cena alla mia padrona e dopo essersi accomodata in
sala e aver bevuto il caffè mi lascia il tempo di andare in cucina a
mangiare da solo il mio magro pasto fatto da un po' d'insalata e
una pera. Rassetto la cucina e vado in soggiorno dalla padrona che mi
ordina di stare in piedi davanti a lei con la testa bassa come si
addice ad una serva "da adesso in poi dopo cena ci sarà il momento
della verifica dei tuoi lavori e l'assegnazione delle eventuali
punizioni...ho già visto come hai pulito i pavimenti e non sono per
niente soddisfatta ci sono troppi aloni, verrai subito punita Luana
così starai più attenta in futuro, alzati la gonna e piegati a
novanta". Mentre eseguo preoccupato l'ordine noto che Monica tira
fuori da un cassetto un frustino che non avevo mai visto e preso dalla
paura dico " ti prego padrona non frustarmi, domani sarò più
brava" di tutta risposta mi arrivano due frustate secche sulle
chiappe nude che mi fanno urlare " me lo auguro serva, adesso
smettila di frignare come una bambina, prenderai 10 frustate per il
lavoro fatto male e altre dieci perché ti sei lamentata" poi si
avvicina con la bocca al mio orecchio e mi sussurra "e se proprio
devi urlare tesoro, fallo con urletti da troietta , è l'unica
possibilità di sfogo che ti concedo" e comincia a darmi le frustate,
fino alle prime cinque riesco a trattenermi a fatica per le successive
sempre più forti comincio ad emettere dei ridicoli gridolini di
dolore, fatto che entusiasma Monica e la portano a calcare maggiormente
la mano e incitandomi "prendi Luana...slap...le vuoi più secche
sguattera eh?....slap...ah ah....slap...". Finita la punizione Monica
mi dice "adesso ho voglia di guardare un film, vieni qua che ti
slaccio il grembiule, riponilo nel tuo armadio vuoto, hai finito i tuoi
lavori per oggi e poi vieni subito qua". Eseguo immediatamente e con
il sedere dolorante vado in camera per poi tornare subito dalla mia
padrona che mi fa inginocchiare vicino a lei e mi ordina di sfilarle le
ciabatte con la bocca e di leccarle i piedi leggermente odorosi. Per
tutta la durata del film rimango in ginocchio a leccare i suoi piedi,
ho la lingua stanca, un male tremendo alle ginocchia, mal di piedi,
sono affamato e ho un gran bruciore al sedere; mi ha ridotto così in
un solo giorno, sono nuovamente preso dallo sconforto perché non
intravedo nessuna via di scampo per me, forse devo proprio rassegnarmi
a fare le sguattera della mia ragazza.
Finito il film mi ordina di spogliarmi totalmente e di riporre i
vestiti nell'armadio, finalmente posso togliermi questi maledetti
zoccoli da puttana, ho un gran sollievo ai piedi e incomincio a
rilassarmi un pochino ma vengo subito richiamato alla realtà dalla sua
voce "Luana vieni che ti preparo per la notte..non vorrai mica
dormire tutta nuda...oggi ti ho comprato qualcosina di veramente carino
per dormire" e tutta felice Monica mi fa indossare delle culotte rosa
con relativo reggiseno, delle calze bianche con reggicalze,
giarrettiera rosa e un baby doll rosa trasparente lungo fino ai piedi
con un gran fiocco bianco all' altezza del petto, un vestaglietta
sempre rosa molto lunga trasparente e infine delle ciabattine rosa con
tacchetto ricoperte di pelo rosa. Con questo abbigliamento "da
notte" mi sentivo ancora più ridicolo di prima ma non dovevo fare
questo effetto a Monica che tutta entusiasta del risultato mi porta
davanti allo specchio dicendomi "caspita Luana hai proprio un bel
corpo e così vestita sei proprio una gran troia" e mi da un bacino
sulla guancia, io nel guardarmi nello specchio e per il gesto di
dolcezza di Monica incomprensibilmente arrosisco come una ragazzina
timida. Effettivamente osservandomi allo specchio sembro proprio una
gran figa e questa visione mi procura una leggera erezione che mi manda
in confusione completa, Monica si accorge di questo e con sorpresa mi
dice dolcemente " ma Luana che fai...ti stai eccitando...sei proprio
una troietta." E con fare deciso mi stringe a se e mi bacia
profondamente, mi sento come una bambola indifesa tra le sue braccia e
mi abbandono a lei. Mentre mi sta baciando sento che con una mano mi
tocca il cazzo che si irrigidisce sempre più nonostante la culotte e
il baby doll.
La sensazione che provo è fortissima e mai provata, non riesco a
capire cosa mi stia succedendo, Monica finito di baciarmi mi dice "ti
è piaciuto cara?" "si tesoro" e lei sempre in modo dolce ma
deciso "non te ne approfittare se sono generosa con te, ricordati che
sono sempre la tua padrona" "scusami padrona". Dopo avermi messo
al mio posto mi dice "adesso sono stanca andiamo a dormire ma prima
fammi vedere come sculetti fino in camera" "si padrona" e mi
avvio sculettando per la prima volte felice di aver ricevuto un bacio
da Monica in questa dura giornata anche se avrei sperato in qualcosa di
più.
Continua.....
Ho la sensazione di aver già letto questo racconto, eppure non ne trovo
traccia sul NG.
Per caso l'hai già pubblicato altrove?
Il commento lo scrivo dopo una rilettura completa.
Susy
Ho letto il racconto. Ti confermo che non mi suona nuovo, non solo il tema,
ma anche i dettagli...
Nel suo genere puņ darsi che sia eccitante, a me personalmente non piace, mi
mette solo tristezza. L'uomo č uomo, e per quanto non sia la migliore
creatura del creato, lo apprezzo come tale. Credo che possano esistere altre
forme di sottomissione, altrettanto umilianti e anche piu' divertenti per
noi. Ma č come sempre un parere del tutto personale.
Susy
> Cap. 1
>Cut
Non male, considerato il genere.
Una curiosità;
Come mai lo hai pubblicato su un altro sito come samantha78?
demos
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
> Una curiosità;
> Come mai lo hai pubblicato su un altro sito come samantha78?
Hehe. Anche io ho cominciato a chattare che avevo ventitre anni e adesso ne
ho 18... sono cose che si imparano strada facendo....
Susy
> > Una curiosità;
> > Come mai lo hai pubblicato su un altro sito come samantha78?
>
> Hehe. Anche io ho cominciato a chattare che avevo ventitre anni e adesso
ne
> ho 18... sono cose che si imparano strada facendo....
> Susy
>
Cambiare Nik nella stessa settimana mi pare esagerato.
Sull'altro sito è sato pubblicato 3 o 4 giorni fà.
demos
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
>
> "demos" <dem...@libero.it> ha scritto nel messaggio
> news:dtn4nl$ot0$1...@news.newsland.it...
>
>
> Hehe. Anche io ho cominciato a chattare che avevo ventitre anni e adesso ne
> ho 18... sono cose che si imparano strada facendo....
Ma lui/lei dai 78 anni dichiarati ne scala solo
uno; ci metterà una vita ad imparare!! ;-)
--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
> Mi presento sono Marco
Non sarai mica il De Sade?
(di sicuro sei un uomo)
Comunque, se posso permettermi, vorrei sottolineare due cose che a mio
parere non vanno bene.
Il primo è un appunto stilistico e riguarda la forma narrativa (ultimamente
su isr si sta discutendo di tempi e forme verbali e questo tuo è un esempio
che cade a proposito); tu usi il presente indicativo per una narrazione che
abbraccia un arco temporale molto lungo: non si può. Cioè tu non puoi
scrivere:
>sono fidanzato da alcuni anni (...)
>molto spesso si finisce a letto a fare delle grandi scopate. (...)
> I giorni passano in fretta (...)
> Monica sembra più fredda e preoccupata nei miei confronti, parliamo
> sempre di meno e facciamo sesso sempre più di rado. (...)
il presente va bene se ciò che descrivi è vissuto in tempo reale, o almeno
limitato nel breve, e vi è contemporaneità tra accadimento e descrizione .
Diversamente devi rendere più evidente lo stacco creato dal passare del
tempo (es. le pagine di un diario).
L'altro appunto invece rigarda la psicologia dei personaggi: il cambiamento
sia in lui che in lei è troppo repentino e sorprendente, specialmente per
due persone che si conoscono già da anni. Manca del tutto il mutamento
progressivo che sarebbe stato più credibile e non meno interessante al fine
del coinvolgimento del lettore.
Ora è buffo che sia io a farti queste pulci quando recentemente ho fatto gli
errori opposti. Ma ISR è bello anche per questo.
Comunque per il resto il racconto va molto bene.
Ciao
> Ora è buffo che sia io a farti queste pulci quando recentemente ho fatto
gli
> errori opposti. Ma ISR è bello anche per questo.
E poi casomai deve farlo il Master....
> Cap. 1
>
> Mi presento sono Marco, un ragazzo di 32 anni con un bel fisico
> atletico anche se non sono molto alto, sono fidanzato da alcuni anni
> con una splendida ragazza di nome Monica. Da pochi mesi conviviamo in
> un appartamento acquistato assieme facendo un mutuo. Entrambi abbiamo
> due ottimi lavori; lei è avvocato in uno studio legale, io lavoro per
> una grossa azienda nel settore marketing.
E' un racconto tipico, nel suo genere. E premetto che il genere, in
sé, non mi dispiace. Tuttavia, proprio perché qui affronti un "topos"
sfruttatissimo nei racconti, in cui l'elemento erotico ruota intorno al
carattere dominante della protagonista femminile, i dettagli fanno la
differenza. Mi associo perciò senz'altro alle critiche che ti ha già
fatto lume sulla psicologia dei personaggi, vero punto debole di tutta
la narrazione: la verosimiglianza dell'improvvisa trasformazione del
personaggio femminile, in sostanza, è traballante. Il passaggio dalla
"Monica/1", per così dire, alla "Monica/2" andava curato con maggiore
attenzione, essendo il passaggio più delicato per la tenuta
dell'insieme.
Probabilmente, avrebbe richiesto molto più spazio.
Ricordo un racconto anglosassone, simile al tuo nella trama, e scritto
molto bene, nel quale la protagonista arrivava per gradi, molto
lentamente, e anche con dubbi e titubanze, alla consapevolezza del suo
carattere dominante, grazie anche alle "dritte" di un'amica; così la
narrazione acquistava persino una certa "suspence", che metteva
continuamente il lettore in uno stato di attesa - ci si chiedeva,
insomma, da un capitolo all'altro, seguendo i passi sempre più audaci
della protagonista - che aveva anche mille ripensamenti - fin dove lei
avrebbe spinto la sua curiosità di conoscere meglio la propria natura,
e quella del proprio marito. E anche le reazioni di costui erano
analizzate con una certa finezza, dalla sorpresa, alla ritrosia, al
timore, alla completa accettazione. Infine, si restaurava la
complicità tra loro, su nuove basi.
Ma forse tu volevi subito spingere sull'acceleratore, tanto è vero che
già in questo che sembra essere il primo capitolo, fai succedere cose
estreme, senza alcun passaggio intermedio. Purtroppo, in narrazioni "al
limite" come questa, è una strategia che, IMHO, nuoce alla resa del
racconto.
br. de luc.