MOMENTI SELVAGGI - 1
Robert si ricordava sempre della prima volta che era salito su di una
motocicletta: era un ricordo che gli tornava alla mente quasi ogni
volta che viaggiava, e dal momento che ne possedeva una tutta sua,
adesso,era un ricordo che gli aleggiava nel cervello almeno quattro o
cinque volte al giorno....
A quei tempi il ragazzo di sua sorella, Nicky, si era appena comprato
una moto nuova fiammante; Robert era seduto in salotto, al pian
terreno della bella villetta borghese dove abitava, quando il silenzio
di quel quartiere - solitamente immerso nella quiete - fu scosso da un
rumore caratteristico, forte, disturbante. Aveva notato che i vicini
avevano aperto le loro finestre per vedere chi fosse, ed anche il
vecchio signor McNally aveva tirato fuori la sua testa incanutita per
dare un'occhiata a quello che stava succedendo fuori, per strada. Ed
ecco, improvvisamente, sbucare Nicky da un angolo di via: il ragazzo
si avvicinava sempre più, comodamente installato sulla nerissima
motocicletta. Indossava un paio dijeans stretti ed una giacca di
pelle, senza camicia sotto. Sebbene portasse un casco, Robert capì
subito che si trattava del fidanzato della sorella. Dopo tutto, aveva
già visto Nicky molte volte prima di allora, perfino col solo costume
da bagno, e quindi sapeva anche com'era fatto quel petto muscoloso e
ricoperto da fitti peli neri, che adesso si intravedeva sotto il
cuoio. Nicky si era fermato proprio davanti alla loro casa, mentre
Robert usciva dalla porta principale e gli si avvicinava. Guardò nel
frattempo il vecchio McNally che ritirava la sua faccia raggrinzita
dalla finestra, probabilmente per andare a dire a sua moglie
che la signorina Sara, della porta accanto, usciva con una specie di
teppista in moto tutt'altro che raccomandabile. Sarebbe stato lo
scandalo del quartiere!
Mentre Robert si faceva sempre più vicino alla moto, aspirò col naso
una combinazione di due odori distinti, che non avrebbe capito nelle
loro particolarità se non parecchie settimane più tardi.
Effettivamente si trattava dell'odore di benzina misto a quello del
cuoio, un aroma che avrebbe continuato ad eccitarlo per anni e anni.
"Ehi, Nicky, che bella moto...... disse Robert a quel giovanotto dai
capelli neri, dall'aspetto caldo ed invitante.
"Grazie, Bobby. Ho dovuto risparmiare veramente tanto per comprarla.
Pensi che piacerà a Sara? Voglio portarla fuori a fare un giro".
"E' fuori a far compere, con la mamma", spiegò Robert. "Non so se le
piacerà. Non si può mai dire con quella lì. Ma son sicuro che la
mamma la odierebbe, e papà non sarebbe da meno, se sapesse che Sara
esce con te a cavallo di questa roba..."
Il padre di Robert era, in effetti, anche tuttora, un tipo molto
antiquato. "Va bè, allora perché non vieni tu?", gli chiese Nicky.
Robert non se lo fece ripetere due volte. Era più che desideroso di
farsi un bel giretto. E sali in fretta, prima che arrivassero i
genitori e lo facessero scendere da quella divina moto per sempre. E
fu a quel punto che qualcosa lo colpì: la parte migliore del ricordo
di adesso. Non appena i suoi pantaloncini si appoggiarono sul sedile
di cuoio, Robert sentì qualcosa, tra le sue gambe, di strano e di
diverso.... Aveva già provato ad alzarsi al mattino col pisellino
duro, dovuto al fatto di non aver pisciato tutta notte. Però,
fino a quel pomeriggio, non si ricordava di aver provato prima una
simile sensazione, quella particolare sensazione che indica
l'eccitazione: una vera e propria erezione. E dal momento in cui la
senti, sembrò che questa non volesse affatto ridursi, e scomparire.
Indossava ovviamente un paio di mutandine sotto i calzoncini, e ne era
ben contento. Almeno così Nicky non se ne sarebbe mai accorto. Nicky
saltò su sulla moto davanti al ragazzino, si tolse il casco e disse a
Robert di indossarlo. "Solo in caso che succeda qualcosa... Non
voglio che ti faccia male", gli disse. Poi mise in moto e iniziò a
dirigersi verso la strada.
"Metti le mani attorno a me, strette, così non cadi...... continuò il
giovanotto. E Robert fece quello che Nicky ordinò, e nel momento
stesso che lo faceva, sentì sotto le sue mani la pancia pelosa del
maschio. Il ragazzino era inebriato dall'odore del cuoio, e lo sentiva
ancora più fortemente, adesso, visto che il suo viso era a pochi
centimetri di distanza dalla giacca dell'uomo. In un batter d'occhio
si erano già allontanati parecchio.
Il suo quartiere non gli era mai parso così bello come quel
pomeriggio, visto dalla moto di Nicky. Ma già allora Robert aveva
capito che c'erano altri fattori a rendere ancora più eccitante quella
corsa. Prima di tutto, una certa sensazione di potere che lui sentiva
per il fatto stesso di trovarsi su di una moto. E poi, c'era
soprattutto il puro piacere fisico della gioia e dell'eccitazione
sessuale.
"Tieniti stretto, eh...... gli gridava l'uomo, mentre si dirigeva
verso una strada non asfaltata. "Non voglio che tu cada..."
Robert si accorse a quel punto di qualcos'altro. A parte la
sensazione vibrante che gli percorreva l'inguine,dovuta al fatto che
le palle erano a contatto con il sedile, e la moto gliele solleticava
nel suo veloce movimento, ora si aggiungeva anche una specie di
calore. Questo perché, nell'aggrapparsi più strettamente
a Nicky, l'inguine era ormai completamente premuto contro le natiche
dell'uomo, fasciate dai jeans. Il ragazzino si irnbarazzò a quel
punto, pensando che Nicky si sarebbe accorto del fatto che gli tirava.
Ma proprio allora, come se il giovanotto gli avesse letto nel
pensiero, Nicky rallentò un attimo e spostò la testa indietro quanto
più poté, per parlare a Robert, cercando nello stesso tempo di
guardare la strada dove sistavano dirigendo. E quello che disse
furono parole che Robert non avrebbe mai dimenticato. "sì, si può
dire che questa moto ti eccita allo stesso modo in cui eccita me... è
una specie di sensazione che può solo essere descritta come sessuale.
Sai cosa voglio dire?".
Robert sapeva, ma rimase zitto.
"Beh, allora te lo dico... Prova a sentire qui Nicky staccò la mano
dal manubrio e la fece scivolare verso quelle di Robert, ancora
allacciate intorno ai suoi fianchi per mantenersi stretto. L'uomo
staccò quelle dita e prese tra la sua una delle mani del ragazzino.
Robert sentì quel calore ancora prima di quando la sua
mano, guidata da Nicky, si appoggiò in mezzo alle gambe del
giovanotto, premendo il rigonfiamento sotto i jeans.
Nicky non solo guidò quella manina li in mezzo, sopra la sua erezione,
ma gliela tenne li, mettendoci sopra la sua, in modo che Robert non la
allontanasse. Perfino schiacciò un pochettino la sua mano su
quella del ragazzino, permettendo in tal modo che automaticamente
Robert premesse contro il suo cazzo.
"Ecco cosa voglio dire, Robert diceva il giovanotto, "è una vera
eccitazione. Non riesco a controllarla. Ci si sente così bene In
quel momento, Robert si sentiva come stesse toccando il settimo cielo.
"Tieni la tua mano fra le mie gambe, per un po' ordinò l'uomo, perché
doveva allontanare la propria per tornare a dirigere la moto. Intanto
che continuavano il loro viaggetto, il ragazzino, mantenendo posata la
sua mano dove Nicky gliela aveva guidata, riandò con la mente a quel
giorno in cui aveva spiato sua sorella Sara ed il giovanotto mentre
scopavano. Non sapeva quanto e cosa avessero fatto prima che lui
scendesse dalla sua cameretta. I genitori erano usciti e Sara era
rimasta a casa per dare un occhio al fratellino. Nicky ne aveva
approfittato per farle una visitina. Robert era addormentato, ma
improvvisamente si svegliò sentendo dei gemiti. Si avventurò giù per
le scale. Senza farsi notare, aveva visto con sua grande sorpresa
la sorella, che stava distesa sul tappeto del soggiorno, nuda. Ma
l'aveva vista anche altre volte, cosi. Quello che attirò veramente la
sua attenzione era Nicky, che stava a cavalcioni sulla faccia di lei,
o almeno così sembrava. In realtà, il giovanotto era seduto sul corpo
della ragazza, fronteggiandola, ed aveva il cazzo puntato verso le
labbra di lei. Muoveva il suo bacino ritmicamente, e Robert poté
vedere come quel grosso uccello scuro scivolasse, avanti e indietro,
tra la bocca della sorella. L'uomo era completamente svestito, e
Robert, il cui corpo fanciullesco era completamente privo di peli, era
tremendamente affascinato da quei peli neri e ricciuti sul petto di
lui, ed ancora di più dal triangolo scurissimo che circondava
l'inguine di Nicky. Ma a parte i peli, forse se la cosa più
affascinante era proprio quella: quell'asta nodosa e carnosa che gli
pendeva tra le gambe, che sembrava uscire dai peli, lunga, dura,
diretta alle labbra invitanti della ragazza.
Erano solo pochi secondi che Robert guardava senza fiato, quando
l'uomo improvvisamente allontanò l'uccello dalla bocca di Sara.
Spostò il corpo e mugolò: "Succhiami il buco del culo, leccamelo,
puttana Robert non capiva molto, allora. Vide però come le natiche
del giovane coprivano quel volto reclinato. A questo punto il cazzo
dell'uomo era completamente sotto il suo campo visivo. Era enorme
come lunghezza. Nicky lo circondava con la mano, facendola scivolare
su e giù. I grossi coglioni sembravano compiere una danza a sè,
ballonzolando liberamente e colpendo ritmicamente il collo di
Sara. Il petto del giovanotto si sollevava nella tensione del
respiro, e gocce di sudore percorrevano quel corpo peloso, scendendo
lungo i forti muscoli. Robert se ne andò di sopra, in preda ad
un'eccitazione indescrivibile. Eppure fu solo quel pomeriggio
con Nicky, sulla moto, che si accorse di come l'uccello aveva
cominciato a tirare anche a lui. E sulla moto, quel pomeriggio, era
ormai consapevole di due cazzi: il proprio e quello dell'amico. Si
stava chiedendo quanto a lungo avrebbe dovuto continuare a tenere
quella mano sul pacco di Nicky mentre improvvisamente quest'ultimo
rallentò ed imboccò una strada sconosciuta. Sembrava anche deserta.
La moto sballonzolava in mezzo ai sassi di quella stradicciola, ed il
culo del ragazzino sobbalzava, muovendosi contro il sedile di cuoio.
Presto si ritrovarono in un luogo completamente deserto. Nicky
rallentò, fino a fermarsi, ma non spense Il motore. Continuando a
vibrare, la moto continuava ad eccitare entrambi. "Ti piace il mio
uccello, vero?", domandò di scatto il giovane al ragazzino. "L'ho
capito dal modo in cui me lo tenevi schiacciato. A quel punto, Robert
cominciò a sentire uno strano brivido di agitazione, che si tramutò
presto in leggera paura. Ma Nicky cominciò a ridere.
"Bene,bene... ah!". C'era qualcosa di sadico in quella risata, ma le
parole che seguirono erano fin troppo chiare.
"Dai, ragazzino, non devi mica dire le bugie proprio a me... Ti piace
quella cosa Il sotto, no? Pensi che non ti abbia visto quel giorno a
casa tua, mentre scopavo tua sorella? E tu mi guardavi......"
Robert non credeva ai suoi orecchi. "Credevo che stessi guardando lei,
in un primo momento. Ed invece no. Stavi guardando me! Eri proprio
attirato dall'uccello. Ti piaceva!"
Robert non sapeva cosa dire. Era un po' spaventato, e forse troppo
per ammettere una cosa del genere,non solo ad altri, ma anche a se
stesso.
Allora il giovanotto scese dalla moto, spegnendo il motore. Robert e
Nicky si fronteggiavano. "Bene, adesso ti darò la possibilità di
vederlo dal vivo, in primo piano spiegò Nicky. Nel giro di secondi,
l'uomo aveva abbassato la zip e si era messo una mano dentro i jeans.
Si tirò fuori velocemente il cazzo, assieme ai coglioni. Così vicino,
a Robert il cazzo sembrava ancora più grosso del solito. Era
completamente eretto, e si slanciava forte, quasi orgoglioso, ed aveva
un aspetto minaccioso e terribilmente attraente ad un tempo. Il
ragazzino notò quella vena pulsante che lo percorreva tutto,
dalla base pelosa fino alla cappella rosea, perfettamente scolpita.
Non riusci a distogliere lo sguardo dal cazzo del giovanotto. C'era
qualcosa d'ipnotico nelle sue fattezze, e nell'odore penetrante che
emanava. Nicky ruppe quel silenzio: "Abbassati con la testa e
prendilo in bocca!". Il ragazzino era titubante e fece l'atto di
scostarsi. Il giovane lo afferrò per i capelli. "Fermati. Mi fai
male, così!", mugolava Robert. "Mi fermerò, se fai quello che dico.
Vuoi succhiarmi il cazzo, come hai visto fare a tua sorella?".
"Sì... si... farò quello che vuoi..... Nicky lasciò la testa del
ragazzino.
Pensandoci sopra ora, da adulto, Robert si era più volte chiesto
cosa avrebbe dovuto fare allora. Si, aveva ceduto di fronte a Nicky,
però perché sotto sotto era quello che voleva.
"Bene", aveva detto Nicky. E continuò: "Abbassa la testa e fammi
sentire la tua lingua su quel taglietto. Voglio che tu gusti quello
che esce fuori da lì. Vedi quella goccia? Leccala!"
Sicuro, c'era una goccia di crema, luccicante, intorno al taglietto
sulla cappella di Nicky E fu la prima goccia di sugo maschile che il
ragazzino assaggi. Si abbassò: l'uomo gli prese la testa e gliela
avvicinò al cazzo. Robert tirò fuori la sua linguetta, umida,
appuntita, timida, e lappò velocemente la cappella.
Dapprima non gli piacque, anche se non gli dispiaceva al massimo.
Sentì la voce maschile: "Adesso fai scivolare la lingua su e giù
sull'asta...... Robert iniziò a farlo. Leccava la superficie esterna
del cazzo, inumidendolo con la saliva, passandoci sopra le sue tenere
labbra.
Allora si rese conto dei tre odori distinti, diversi, ma ugualmente
penetranti: l'odore di benzina, del cuoio, ed adesso l'odore
dell'uccello e dei coglioni. Un odore del pube umido, sudato, virile.
Aprì e richiuse leggermente le labbra, sentendo sulla lingua la lunga
permanenza del sapore di cazzo. E poi, senti come l'uomo scostò il
corpo, si avvicinò di più, premendogli la testa ed inarcando il bacino
per tendergli l'asta virile. "Adesso lo prendi in bocca, tutto,
tutto......
Robert esitava e l'uomo gli afferrò di nuovo i capelli. Gli occhi del
ragazzino erano a pochi centimetri da quella grossa cappella. Il
taglietto era esteso, largo, e c'erano alcune gocce di liquido
vischioso che luccicava. Il giovanotto inarcò di più il bacino, gli
avvicinò la punta dell'uccello ed il ragazzino aprì la
bocca. Nella sua mente, si chiedeva, ancora prima di ingoiarlo tutto,
come avrebbe fatto a prenderlo, visto che era così lungo. Gli erano
sembrati venticinque centimetri, almeno. Ma imparò ben presto.
Anche quando la cappella gli raggiunse l'entrata alla gola, sentì che
Nicky continuava a spingere in avanti ugualmente. Le mani dell'uomo
si unirono alla testa del piccolo Robert, premendogliela. "Ecco,
bravo... adesso tu continua a spingere le labbra in giù, verso il
basso... continua a prenderlo... voglio sentire le tue labbra alla
base, tra i peli, apri bene la gola, adesso, e mandalo giù, fino in
fondo... ooohhh!". L'uomo cominciò a mugolare di piacere. Robert
sembrò soffocare, quando il cazzo si fece strada in fondo alla
bocca, però questo non sembrava preoccupare Nicky, che continuò le sue
spinte profonde. Ancora un attimo e la gola di Robert fu invasa da
quel grosso uccello. L'odore di maschio era anche più forte ed
intenso, perché il suo naso era praticamente immerso in quel pelo
nerastro e sudato. C'era una sensazione calorosa sul suo mento: una
sensazione di peli fruscianti. Aveva chiuso gli occhi in quei
momenti e non si era reso conto di cosa fosse, dapprima. Ma poi, come
mosse una mano verso la base del cazzo di Nicky, si accorse che i
coglioni, duri e grossi, erano ormai appoggiati al suo mento.
Quando il giovanotto inizio' una serie di costanti spinte. il
ragazzino imparo' a respirare adeguatamente,si rese conto che se lui
inspirava nel momento in cui la grossa cappella gli si avvicinava alla
gola, questa si apriva di piu' e il cazzo scivolava megklio in
fondo....Eppure gli costò fatica, prendere quel manico fino in gola.
Le mani dell'uomo che gli abbassavano continuamente la testolina non
gli rendevano il lavoretto più facile e più rilassato. E neanche le
parolacce che Nicky diceva, mentre lo scopava in
bocca. "Ohhh sìì, sai una cosa, ragazzino, sei meglio tu a succhiare
cazzi, di tua sorella. Hai una bocca migliore, e quella linguetta che
hai è dannatamente umida, setosa, scivolosa: è così goduriosa a
contatto del cazzo, oohh siìì, dai! E non lo mordi neanche, come fa
quella troia, quando diventa aggressiva e vogliosa... Però, quando
inizio a scoparla per bene, dentro e fuori quella boccuccia, allora si
calma. E fa lo stesso quando le entro nella figa. Mi chiedo come
reagiresti tu, se ti scopassi la fighetta, tesoruccio. Son sicuro che
andresti matto ..."
Robert non sapeva nemmeno di cosa diavolo stesse parlando Nicky. La
sua fighetta? Cosa diavolo vuol dire? Non aveva una fighetta, lui.
Era un maschietto! Però si accorse di come quei discorsi
intostassero ancora di più il manico del giovanotto, che iniziò a
vibrargli tra le labbra.
"Sì, ooohh, sto per spararla, in un paio di minuti... E te la lascerò
bere quando la sparo. A tua sorella piace la scopata in bocca, però
non vuol bere la sborra. Ma tu lo farai, vedrai come ti piacerà, sìì,
ti piacerà......." La chiavata aveva raggiunto l'apice, e fa tensione
e la furia erano evidenti nella spinte di Nicky.
Con una mano teneva ancora i capelli biondastri del ragazzino, e man
mano che si avvicinava all'orgasmo, l'uomo glieli tirava sempre più.
Iniziò a spingergli l'uccello in gola più velocemente e
duramente. Il naso di Robert si schiacciava contro il pelo pubico ogni
volta che la sua bocca ridiscendeva forzatamente la durissima asta,
mentre i coglioni sbattevano ora ritmicamente avanti e
indietro contro il tenero mento del ragazzino. Poi, Robert sentì il
cazzo scendergli per l'ultima volta in gola, e si fermò lì: Nicky
sospese le spinte, tenendoglielo tutto dentro. L'asta iniziò a
vibrare, sostenuta, e sembrò diventare ancora più grossa. Robert
avvertì la calda crema iniziare a scendergli in gola e per un momento
gli parve di soffocare nel tentativo di ingoiarla.
"Te ne faccio sentire il gusto, così sai com'è buona Con queste parole
l'uomo si ritirò un momento, lasciando i capelli del ragazzino e
allontanando dalla gola il grosso bigolo, fermandosi tra le labbra, in
modo che la prossima bordata di sborra calda finisse sulla lingua di
Robert. A questi parve che allora non provò nulla di particolarmente
determinante bevendo la crema maschile: c'era un sapore che non gli
dispiaceva affatto, ma nemmeno se ne sentì attratto tremendamente.
"Tienilo in bocca ancora un po' disse Nicky, mentre il suo corpo
perdeva man mano tutta quella eccitazione e quella tensione di prima.
Il cazzo continuò a vibrare per qualche secondo, emettendo
altre gocce di sborra, subito leccate dal ragazzino. Ben presto
l'uomo si svuotò completamente i coglioni. 'Non tirar via la testa...
leccalo bene, puliscilo..."
Robert non aveva altra scelta allora: l'uomo era forte, e gli riprese
i capelli. Succhiò ancora un poco, ed il cazzo iniziò a
rimpicciolire, fino ad ammosciarsi, del tutto. A Robert piaceva molto
anche cosi, e ne apprezzò segretamente la consistenza, prendendolo
delicatamente tutto in bocca, fino ai peli, e dandogli una ciucciata
d'insieme. Nicky mugolava. Allentò un attimo la presa sul ragazzino
e poi lo lasciò andare. Robert si allontanò di poco, guardando il
cazzo moscio tra le gambe di Nicky riposare umido e
soddisfatto su quelle deliziose sfere pelose.
"E' stato molto bello...... disse Nicky. "Adesso andiamo via da qui,
sù!"
L'uomo si risistemò il cazzo nei pantaloni ed entrambi poi si
diressero verso la motocicletta. i sentimenti di Robert erano confusi.
Non sapeva se voler bene a quel giovane o se odiarlo, per quel che
aveva fatto. Sì, perché gli aveva fatto anche male. Non solo
tirandolo per i capelli, ma anche spingendogli quel coso
così in fondo! Ma c'era stato anche un enorme piacere: una sensazione
che gli aveva riempito l'anima edil corpo.
Più tardi gli diede fastidio il tono dell'uomo quando gli disse: "Non
dire a nessuno quello che è successo. Capito? Non voglio che tu dica
una sola parola!"
Ma già lui aveva questa intenzione. Era stato un incontro così strano
che volle tenersi tutto per sé.
Nei tempi che seguirono, l'ammirazione per il fidanzato della sorella,
e per la sua moto, crebbe ancora di più. E spesso ripensava a quello
che avevano fatto in quel luogo deserto. Intanto Sara continuava ad
uscire con l'altro, anche se si rifiutava di uscire in moto: a lei non
era piaciuta!
Gli anni passavano. Robert cresceva. Cominciavano a crescergli i
peli in mezzo alle gambe. Aveva imparato a menarselo, anche se non
riusciva a sborrare ancora. Un giorno, a quattordici anni, accadde.
E grande fu la sua soddisfazione, sapendo di essere ormai diventato un
uomo.
Nicky era ancora assieme a Sara il giorno del quattordicesimo
compleanno del ragazzo. Nonostante lui e Nicky non avevano più
riparlato di quello che era successo quella volta, non c'era mai stato
odio od altro né da parte dell'uno né da parte dell'altro. E Nicky
non aveva più chiesto a Robert se volesse fare un altro giro in moto.
Quel giorno di compleanno, incredibilmente, ripeté la proposta.
Quando Sara accolse il suo ragazzo alla porta, infatti, Robert sentì
alcuni pezzi di conversazione. "Sai che è il compleanno del mio
fratellino, oggi? Gli hai portato un regalo o no, furfante?", gli
disse lei ridendo
"Certo. Voglio portarlo in giro con la moto e glielo darò poi".
"Non so se papà sarà d'accordo, sai..."
"Ma Bobby si, che lo sarà, vero Bobby?", fece Nicky al ragazzino, che
ormai si era apertamente avvicinato alla porta sentendo il suo nome.
"Sù, dai, non sei uscito a far un giro con me sulla moto sin da
allora. Voglio portarti a fare un giretto per darti il tuo regalo di
compleanno!" Robert non poté non ripensare di botto a quella prima
volta. Gli ricomparve di fronte quel grosso bigolo, durissimo,
nodoso, gli parve di sentirlo ancora nella sua bocca, con tutta quella
crema calda e salata che gli riempiva la bocca. Ripensò a quei tre
odori, e cominciò ad eccitarsi stranamente. E poi, adesso aveva
quattordici anni, praticamente un uomo. Forse anche Nicky
avrebbe potuto succhiargli il suo.
"Ok, vengo, certo!", disse infine.
"Bene. Andiamo allora. Prendi il casco. Non preoccuparti, Sara. Mi
prenderò cura di lui. Come fosse mio fratello..."
E così, per la seconda volta, Nicky ed il ragazzo sfrecciavano in
direzione periferia su quella moto nera e lucidissima. Quattro anni
dopo. L'uomo pregò il ragazzo di tenersi stretto forte a lui. Ma
quando giunsero le strade di campagna, il maschio riprese, come una
volta, la mano del ragazzo e se la portò tra le gambe, sul cazzo ormai
eretto. "Allora, te lo ricordi o no l'uccello che ho tra le gambe, bel
bambino?", fece l'uomo ad un certo punto. "Te lo ricordi di come ti
stava bene in bocca, come ti piaceva?" "Faceva piacere a te, forse",
rispose più spavaldo Robert. "lo l'ho solo sopportato un po', senza
enorme fastidio..."
"Bene. Forse questa volta non dovrai prenderlo in bocca..."
Robert pensò subito che Nicky avesse intenzione di spompinare lui. Ed
il pisello gli si eresse fortemente tra le gambe. Come allora, il suo
inguine premeva contro le natiche dell'uomo, e Robert pensò che Nicky
dovesse sentirlo per forza. Afferrò con decisione i fianchi del
maschio e premette fortemente il cazzo contro il suo sedere.
"Sì, sento il tuo calore vicino al culo, Bobby... sento lo stesso
calore che tu senti adesso nella tua mano...Ti piace?"
"Oh si che mi piace... si..."
Per qualche momento i due furono cosi uniti che Robert si era quasi
dimenticato del dolore e dell'umiliazione che aveva provato quella
prima volta con Nicky. Dopo tutto, per tutti quegli anni i suoi
sentimenti si erano mescolati, confusi: ne aveva una buona memoria, e
nello stesso tempo una cattiva impressione. Era tutto accaduto così
in fretta, adesso. Lui non avrebbe mai creduto che Nicky lo avrebbe
portato fuori nuovamente. Appoggiò la testa sulla schiena dell'uomo,
continuando a premergli il bigolo sotto i jeans. "Sì, dai tocca,
toccalo bene mugolava il maschio. Robert aspirava profondamente
l'odore della giacca di cuoio di Nicky. La motocicletta si dirigeva
verso la stradina di campagna di una volta. La stradina deserta.
Ormai era buio. Unica luce era quella che proveniva dalla luna.
"Scendiamo, forza" suggerì l'uomo. Robert si incamminò titubante
verso i campi. Nicky lo seguì. Lo raggiunse e gli mise
una mano delicatamente sulle spalle. "Spogliati. Tutto!". "No,
preferisco di no, Nicky... fa freddo" disse timidamente Robert,
voltandosi a guardare il giovanotto. Subito riprese: "Voglio
succhiare. La volta scorsa me lo hai praticamente imposto. Questa
volta lo voglio fare io, perché ne ho voglia!". Senza
aspettare risposta, il ragazzo cadde in ginocchio di fronte all'uomo,
e gli apri la patta nel giro di pochi secondi. Glielo tirò fuori, già
perfettamente incannato. Iniziò a leccarlo non appena fu
completamente libero. Nicky chiuse gli occhi e sospirò. Diede
qualche spinta iniziale, ma non teneva ferma la testa del
ragazzo. Lo lasciava fare, lasciava che gli succhiasse il cazzo
delicatamente, invece di prendere l'iniziativa e muovere lui il bacino
chiavandolo. Ad un certo punto, nel bel mezzo del pompino, l'uomo
fece rialzare il ragazzo e lo strinse in modo che i loro inguini si
trovassero a stretto contatto. Poi iniziò a sussurrare
parole nell'orecchio di Robert. In quei momenti il ragazzo leccò
l'orecchio, parte del collo, all'amico, ma quest'ultimo non usò mai la
bocca se non per parlare. "Sì, succhi bene il cazzo. Ci sai fare.
Però oggi è il tuo compleanno, Robert. Ed io vorrei regalarti
qualcosa di speciale per il tuo compleanno. Non ti sei mai fatto una
sega su una moto? Voglio dire, sfregarci l'uccello contro? Guarda,
ce l'hai ancora duro. Prova a girarti, stregalo contro il sedile..."
Sembrava una cosa davvero eccitante. Nel momento in cui si girò,
sentì il peso di Nicky premuto contro la sua schiena. Il suo corpo
era schiacciato contro il sedile della moto, Nicky gli era sopra,
premendo il grosso cazzo contro le sue natiche............
"Ti ricordi di quella fighetta che ho detto che tu avevi?...... sentì
dire improvvisamente da Nicky......
(continua)