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L'unica cura contro l'ipocondria e' studiare medicina ?

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John

unread,
Aug 22, 2008, 9:00:05 AM8/22/08
to
A me sembra di si'.

Veramente questo post volevo mandarlo su IDPSI, ma ho pensato che
l'argomento riguarda benissimo anche i medici, e poi molti lettori di
IDPSI leggono anche questo NG, per cui lo posto qui.

Ma ritornando al tema : si', senza ombra di dubbio lo studio della
medicina, precisamente della fisiologia, (NON della patologia, quello
aggrava la situazione) altera senzaltro il modo di pensare di un
ipocondriaco, e aiuta a svelare 'cosa c'e' sotto'.

A parte il fatto della mia esperienza personale, che non conta niente,
perche' troppo 'soggettiva', io mi riferisco a due casi 'curati'
(involontariamente) da me.

Si da' al caso che la mia passione per la medicina e la mia ipocondria
siano molto noti in tutta la mia cerchia di conoscenze, e che la gente
venga spesso a trovarmi per farmi un sacco di domande.

Ebbene esiste un tizio che e' ancora piu' ipocondriaco di me. Questo
tizio va regolarmente ogni tre mesi dal suo medico curante a farsi fare
le analisi del sangue. Tutte le volte viene qui e si misura la pressione.
Non e' tanto per farsi misurare la pressione : lui viene per 'dimostrare
a me' che la sua pressione e' perfetta : 120 sistolica, 70 diastolica.
Ha un corpo perfetto da atleta, sebbene abbia quasi sessantanni.
Regolarmente mi racconta che il suo medico lo vuole mandare
in televisione come 'dimostrazione' di come uno possa diventare a 60
anni, se cura la sua salute e la sua forma fisica.

Detto questo io ogni tanto gli dicevo che, nel suo caso, con tutta la
diagnostica che ha alle spalle, andare ogni tre mesi a farsi fare gli
esami del sangue, generali, se si sente bene, e' una perdita di tempo.
Che sotto al suo comportamento da 'ipocondriaco' si nascondeva qualcosaltro.

Poi un giorno lo 'destabilizzai' volontariamente.

Gli raccontai allora che il corpo umano e' tremendamente complicato e
controllare cosi' assiduamente il cuore, (un cuore super-sano peraltro)
ogni tre mesi, e' un compito assurdo quanto inutile.

Allora cominciai a raccontargli di come il corpo umano sia talmente
complicato, ma talmente complicato, che se lui faceva tutto cio' per
'tener sotto controllo' qualche malattia, allora avrebbe avuto senso non
solo farsi controllare il cuore, ma ad esempio, il PSA, data la sua eta'.
Non solo. Ma che avrebbe avuto senso allora anche controllare il sangue
occulto nelle feci, tanto per vedere se non ci fosse una lesione interna
all'intestino, che potrebbe far pensare ad un cancro.

Non dimenticando naturalmente di fare i soliti controlli della glicemia
con l'apposita macchinetta.

Inoltre poteva comprarsi una macchinetta (costa 900 euro) per monitorare
il INR, in modo da tenere sotto controllo l'eventuale pericolo di avere
un ictus emorragico o ischemico.

Per sfizio poi potrebbe anche monitorare il pH e i radicali liberi, per
mezzo di altre strisciette di carta sulle quali far passare un getto di
urina.

Poi gli dissi che le magagne dell'essere umano non finivano qui, che le
cose che 'possono andare storte' nel corpo umano, sono cinquantamila e
non si hanno i metodi diagnostici per prevenire 'proprio tutto'.

Quando aggiunsi poi che probabilmente tutto questo rituale diagnostico
giornaliero non lo avrebbe protetto dall'Alzheimer, e che l'unico modo
'scientifico' per diagnosticare al 100% l'Alzheimer sarebbe stato quello
di farsi aprire il cervello, asportarne un pezzetto e metterlo sotto il
microscopio, divenne bianco in volto e quasi non stramazzo' a terra.

Comprese allora il significato di quello che volevo dire.

Si rese conto che il suo concentrarsi sul 'problema del cuore'
nascondeva qualcosaltro.


John.


Mario Campli

unread,
Aug 22, 2008, 9:58:46 AM8/22/08
to
Salve, John. In data 22/08/2008 15.00 hai scritto:

> A me sembra di si'.

Segue aneddoto personale.
A me invece sembra di no, anzi al contrario sono convinto che studiare
medicina fa venire o aggrava l'ipocondria. Detto questo, *potrei* far
seguire svariati aneddoti personali che lasciano il tempo che trovano.
Inutile andare avanti in una discussione con questi argomenti su
it.scienza.medicina, sei avvisato! Se vuoi discutere citando studi o
articoli scientifici va benissimo, le chiacchiere da bar lasciamole ad
altri gruppi di discussione, grazie.

--
Doctor Diabolicus
http://www.sci-med.it

Albert0

unread,
Aug 22, 2008, 3:42:52 PM8/22/08
to
On 22 Ago, 15:58, Mario Campli <diaboli...@this.is.invalid> wrote:

> A me invece sembra di no, anzi al contrario sono convinto che studiare
> medicina fa venire o aggrava l'ipocondria.

Decisamente.
Infatti a me piace indagare alcuni aspetti scientifici della medicina,
ma stò ben attento a non assorbire nozioni sulle patologie... non
voglio sapere i molti modi in cui l'organismo può avere problemi !

John

unread,
Aug 22, 2008, 4:14:16 PM8/22/08
to
Mario Campli schrieb:

> A me invece sembra di no, anzi al contrario sono convinto che studiare
> medicina fa venire o aggrava l'ipocondria.

Quella non e' *ipocondria* e se lo e', appartiene decisamente da
un'altra categoria.

La ipocondria di un medico e' decisamente molto diversa da quella di una
persona non-medico oppure non-studente di medicina.

La differenza e' macroscopica come quella tra il giorno e la notte,
perche' macroscopica e' il *come* le due persone la gestiscono.

Una persona che non ha a che fare con la medicina, non ha 'accesso'
alle informazioni e se per caso oggigiorno ce l'ha, grazie ad internet,
non ha a disposizione il giusto mezzo per 'inquadrare' queste
informazioni con la *realta'* e cioe' di 'relativizzarle'.

Cosa che puo' fare invece un medico, o uno studente, o una persona che
ha in famiglia dei medici, che puo' contattare in ogni momento.

E' proprio l'accesso all'informazione medica che e' (almeno lo era
trentanni fa quando non esisteva internet) che fa la differenza.

La mancanza di informazione e' quello che perpetua ed aggrava una
nevrosi. L'ipocondria e' una delle 'facce esterne' di una nevrosi.
Forse la piu' comune.

Essa (la mancanza di informazione) e' quella che fa piu' soffrire
psicologicamente, perche' caratteristica dell'ipocondria e' quella
del 'desiderio di controllo' sulla malattia, sulle sventure che possono
colpire il corpo e la psiche.

E mancanza di informazione vuol dire mancanza di controllo.

Controllo che un medico od uno studente in medicina puo' sempre sperare
di raggiungere con la conoscenza.
Non cosi' un uomo che con la medicina non ha niente a che fare e che
puo' dipendere solo da un medico, dai suoi tempi, dalla sua pazienza.

E l'ipocondria abbisogna una pazienza quasi sovrumana per essere
'tranquillizzata' come si deve. Un semplicec 'non hai niente' non basta.
Un medico che si trova davanti a rispondere ad un ipocondriaco, e' come
se si trovasse davanti ad una commissione di esami di patologia.

L'ipocondriaco per essere tranquillizzato vule sapere *TUTTO* quello che
c'e' da sapere e non esitera' a consultare dieci medici uno dopo l'altro
se scopre una piccola inconguenza nelle informazioni che da un medico
rispetto all'altro.

Non dimentichiamo una cosa importante sulla faccenda del 'controllo'.
Che e' invero il *nocciolo* di tutta la questione ipocondrica.

Qui non si parla di controllare un trenino elettrico. Ma la propria
esistenza. Una persona che non puo' rispondere in breve tempo alla
domanda 'avro' un cancro o sara' solo un falso allarme' e' una persona
che ha un problema psicologico acuto e grave. Almeno finche' non avra'
potuto rispondere alla domanda.

Se quando puo' risponderla, la risposta e' crudele, allora si aprira' un
altro capitolo di 'gestione'. Ma non sara' piu' ipocondria. Sara'
probabilmente depressione reazionale.

Se invece la risposta e' tranquillizzante, si ritorna alla 'normalita'
fino alla prossima occasione.

Sono i *tempi e i modi* (e quindi la gestione dell'ipocondria) che
differenzia un malato medico ed uno non-medico.

Almeno fin quando si rimane nella *ipocondria manifesta*, che esiste,
nella sua forma esterna, solamente nell'intervallo tra 'ricerca di
informazioni' e 'ottenimento delle informazioni'.

Nei tempi 'calmi' in cui non esistono problemi di ricerca di
informazioni, la ipocondria e' solo 'latente' e non visibile.

Non posso quotarti nessun titolo di pubblicazione, ma la letteratura di
psicologia e' piena zeppa di concetti sul binomio 'ipocondria /
desiderio di controllo'.

John.

Valentina

unread,
Aug 22, 2008, 5:16:01 PM8/22/08
to
John ha scritto:

> Essa (la mancanza di informazione) e' quella che fa piu' soffrire
> psicologicamente, perche' caratteristica dell'ipocondria e' quella
> del 'desiderio di controllo' sulla malattia, sulle sventure che possono
> colpire il corpo e la psiche.

A questo punto mi fai venire il dubbio di essere ipocondriaca anch'io! ;-)

Da quando ho avuto la diagnosi di sclerosi multipla mi crogiolo nel
cercare di saperne quanto più possibile. E' come se conoscendo tutto il
conoscibile in mateia potessi affrontare meglio i problemi che sorgono
(cosa peraltro falsa, perché un conto è leggere cos'è l'incontinenza
fecale, un conto è viverla!).

Però non credo di essere ipocondriaca perché nonostante tutto tendo
sempre a sottovalutare i sintomi, piuttosto che ricoscerli subito. Sbaglio?

Leggere ed informarmi mi pare l'unica cosa sensata da fare, tutto qua.
Anche se parto sempre da un qualche mio problema reale, alla fine mi
piace conoscere per il mero piacere di conoscere, senza secondi fini.

--
Valentina

Albert0

unread,
Aug 22, 2008, 6:45:36 PM8/22/08
to
On 22 Ago, 22:14, John <du...@agdp.de> wrote:

>L'ipocondriaco per essere tranquillizzato vule sapere *TUTTO* quello che
>c'e' da sapere

1
Potrebbe essere una cura sintomatica: sintomi che non spariranno mai
pero, trattandosi di una nevrosi
il controllo dovrebbe essere infinito.
2
Sempre che non scatti quello che dicevo: sapendo di più scopri che
possono esistere altre patologie, infiniti problemi possibili, per cui
potrebbe anche peggiorare la situazione ( come successo al tuo amico).
3
Parlando di te: tu non hai paura delle malattie , casomai hai paura
di malattie immaginarie.
Quando poco tempo fà hai avuto un problema grave che avrebbe
spaventato un pò tutti, una situazione completamente fuori controllo,
hai scelto di ignorarlo usando come difesa la negazione.
Per il sovrappeso probabilmente morirai con vari anni di anticipo
rispetto a se calassi. Però sembri non provare la minima ansia per
questo aspetto fuori controllo.
Per cui mi sembra che rispetto le malattie il tuo atteggiamento sia
voler ignorare , non voler sapere.

Message has been deleted

John

unread,
Aug 23, 2008, 5:18:26 AM8/23/08
to
Gastroman schrieb:

> Nei "tre uomini in barca" di J.K.Jerome, capolavoro umoristico,
> uno dei protagonisti legge un libro di medicina e scopre di
> avere i sintomi di tutte la malattie eccetto il "ginocchio
> della lavandaia".
>

E' un classico. E' anche una fase classica in cui passano tutti gli
studenti di medicina.

E' una reazione normale di chi e' bombardarto giornalmente con nuove
informazioni su tutte le patologie esistenti.

Prendi un essere umano normale, in una sala di aspetto qualsiasai, e
mettigli davanti a disposizione per leggere solo un libro di patologia.

Dopo poco tempo trova senzaltro qualche 'sintomo' comune a quello delle
malattie descritte e comincia a farsi delle domande se magari anche lui
nonabbia proprio quella patologia.

Ma la vera ipocondria e' tutta un'altra cosa.

Francesco Mineo

unread,
Aug 23, 2008, 5:14:26 AM8/23/08
to
Sembra che John abbia detto :

>> A me invece sembra di no, anzi al contrario sono convinto che studiare
>> medicina fa venire o aggrava l'ipocondria.
>
> Quella non e' *ipocondria* e se lo e', appartiene decisamente da un'altra
> categoria.
>
> La ipocondria di un medico e' decisamente molto diversa da quella di una
> persona non-medico oppure non-studente di medicina.

Boh il fatto è che più è ampia la tua conoscenza più sei in grado di
riconoscere e associare alcuni segni. Per il resto, ho un cugino
ipocondriaco che da quando si è interessato alla medicina per il suo
"male che nessun medico era in grado di diagnosticare neanche dopo
svariati esami" (si è comprato pure un'enciclopedia e qualche libro) è
notevolmente peggiorato...

*GB*

unread,
Aug 23, 2008, 7:06:46 AM8/23/08
to
"John" ha scritto:

> A me sembra di si'.

A me sembra che l'ipocondria sia una nevrosi da curare.

Se la malattia è immaginaria, anche la terapia dovrebbe
esserlo... perciò, niente psicofarmaci: se uno ci crede,
forse l'omeopatia può essere la cura giusta per l'ipocondria.

Paziente: "Dottore, ho rotto il termometro e non mi sento
più tanto bene... mi sono avvelenato con il mercurio?!!".

Medico: "Non si preoccupi, ora le prescrivo un rimedio
omeopatico efficacissimo".

E il paziente guarisce... ma non è una truffa, perché prima
aveva davvero un disturbo psichico che lo faceva soffrire.

Bye,

*GB*

John

unread,
Aug 23, 2008, 7:34:06 AM8/23/08
to
Valentina schrieb:

> A questo punto mi fai venire il dubbio di essere ipocondriaca anch'io! ;-)
>
> Da quando ho avuto la diagnosi di sclerosi multipla mi crogiolo nel
> cercare di saperne quanto più possibile. E' come se conoscendo tutto il
> conoscibile in mateia potessi affrontare meglio i problemi che sorgono
> (cosa peraltro falsa, perché un conto è leggere cos'è l'incontinenza
> fecale, un conto è viverla!).
>

A me invece sembra che tu sia una persona normalissima.
Non saresti normale se non ti interessassi di curare la tua malattia, e
di informarti su di essa !!!

> Però non credo di essere ipocondriaca perché nonostante tutto tendo
> sempre a sottovalutare i sintomi, piuttosto che ricoscerli subito. Sbaglio?
>

> Leggere ed informarmi mi pare l'unica cosa sensata da fare, tutto qua.

Leggere, informarsi ed 'agire' nella direzione giusta.

Io personalmente aggiungo : '...e pregare il Padreterno che ti aiuti a
trovare le persone giuste e la cura giusta..'.

Ma questa e' una mia attitudine personale che non si puo' generalizzare
!! :-))

> Anche se parto sempre da un qualche mio problema reale, alla fine mi
> piace conoscere per il mero piacere di conoscere, senza secondi fini.
>

La conoscenza e' l'unica cosa che vale la pena di perseguire.

"Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e
conoscenza" (Inferno, canto XXVI)" diceva il nostro padre Dante....


:-))

Ciao.
John.

John

unread,
Aug 23, 2008, 6:16:21 AM8/23/08
to
Francesco Mineo schrieb:

> Boh il fatto è che più è ampia la tua conoscenza più sei in grado di
> riconoscere e associare alcuni segni. Per il resto, ho un cugino
> ipocondriaco che da quando si è interessato alla medicina per il suo
> "male che nessun medico era in grado di diagnosticare neanche dopo
> svariati esami" (si è comprato pure un'enciclopedia e qualche libro) è
> notevolmente peggiorato...
>


E' peggiorato perche' non ha la possibilita' di 'relativizzare' le
informazioni che legge.
E' come se si chiude in una cantina e prova a bere il vino da tutte le
botti che trova. Alla fine ci esce ubriaco.

Per essere 'terapeutico' lo studio della medicina deve essere :

- fatto compagnia, cioe' condiviso' MAI da soli. Bisogna sempre avere
una guida, un medsico, vicino, che possa 'completare e relativizzare' le
informazioni.

- deve 'occuparsi attivamente' della patologia, magari partecipando
a delle esercitazioni di laboratorio etc. Un 'qualcosa' che ti dia la
sensazione che 'stai combattendo il nemico' cioe' contro cio' che hai
paura.

Se non ci sono questi due ingredienti non funziona.

Si rischia appunto di chiudersi in una biblioteca di medicina uscendosi
pazzo, col tempo.


John.

LB

unread,
Aug 23, 2008, 11:33:28 AM8/23/08
to

John <du...@agdp.de> ha scritto:

> Ma ritornando al tema : si', senza ombra di dubbio lo studio della
> medicina, precisamente della fisiologia, (NON della patologia, quello
> aggrava la situazione) altera senzaltro il modo di pensare di un
> ipocondriaco, e aiuta a svelare 'cosa c'e' sotto'.

sottolineo la distinzione tra fisiologia e patologia. un certo tipo di
paziente beneficerebbe molto di un'illustrazione della fisiologia adeguata
al caso.
Mi viene in mente la tipica persona che ha periodicamente "coliti"
(termine a sproposito) che la fanno correre dal medico. Istruire queste
persone al fatto che è _normale_ che _sentiamo_ il nostro corpo e che il
complesso sistema di conduzione dell'impulso peristaltico del nostro colon
ogni tanto può esagerare nella sua inensità senza per questo diventare
_malattia_, è spesso sufficiente a alleviare i futuri episodi di "colite"...

> Non solo. Ma che avrebbe avuto senso allora anche controllare il sangue
> occulto nelle feci, tanto per vedere se non ci fosse una lesione interna
> all'intestino, che potrebbe far pensare ad un cancro.

non confondiamo realtà e fantasia però.
esistono dei "controlli" davvero utili, diversi per ogni età.
controllare il sangue occulto fecale a un 50enne può avere senso, così
come misurare la pressione a un 40enne o fare una mammografia a una 60enne.
invece misurare l'INR non ha mai fatto bene a nessuno, in linea preventiva.

ciao
Luigi

John

unread,
Aug 23, 2008, 8:40:38 AM8/23/08
to
*GB* schrieb:

> "John" ha scritto:
>
>> A me sembra di si'.
>
> A me sembra che l'ipocondria sia una nevrosi da curare.
>

Sotto il nome 'ipocondria' la gente spesso intende nevrosi o patologie
differenti. Quindi e' meglio intenderci.

Una preoccupazione per la propria salute in presenza di un sintomo
e' piu' che normalissimo. La persona 'normale', dapprima si preoccupa,
senza per questo essere definita 'ipocondriaca', va dal medico, si fa
fare tutti i controlli necessari. Poi, (se va bene) scoprendo che tutto
era una preoccupazione infondata torna a casa felice e contento.

Se non va bene, allora la cosa cambia. Da quel momento si e' in presenza
di una malattia vera e reale. L'ipocondriaco smette in quel momento di
di essere ipocondriaco e probabilmente diventa un depresso reazionale.

Ma se le cose vanno bene, cioe' se la diagnosi era tranquillizzante, la
persona normale torna a casa felice e prosegue per la sua vita.

L'ipocondriaco no. Se il medico non ha saputo convincerlo al 100%,
se invece di rispondere alle sue domande ne ha, anzi, lasciate aperte di
nuove, allora sono ca§§i acidi. Egli continua a fare il giro dei medici
ed a consultarli tutti per vedere se confermano o smentiscono la
diagnosi del precedente.

*Questa* e' la ipocondria patologica. Non si tratta di malattie
*immaginarie*. Si tratta di trovare risposte che il paziente ritiene
'valide, plausibili', senza aver risposto alle quali, egli non trova la
sua pace interna.

Purtroppo la ragione dell'esistenza dell'ipocondria e' da attribuirsi
principalmente al fatto che la medicina non e' la matematica ed il corpo
umano none' stato costruito dalla General Motors o dalla Ferrari, con
tanto di progetti ingegneristici, di schemi di circuiti stampati,
dove tutti i segnali si possono testare in ogni punto, con degli strumenti.

Quindi non e' 'completamente controllabile'.

La medicina non e' alla pari dell'ingegneria biomedica che costuisce
robot antropomorfi.

Nelle professioni ingegneristiche non esistono 'ipocondrie'.

Se uno non e' contento di come va la sua macchina, la smonta,
sostituisce il pezzo che non gli piace con uno che vuole lui, e riparte.

Nella medicina le cose non vanno cosi'. Questa e' la ragione per cui
esiste la ipocondria. un ipocondriaco vuole il controllo sul suo corpo
(e sulla sua psiche, inquanto agente 'psicosomatico') proprio come un
ingegnere ha su un robot antropomorfo.

L'ipocondriaco vorrebbe un mondo in cui se lui sente un dolorino alla
testa, va dal medico, quello con uno strumento lo cura, gli fa passare
il dolore e lui esce tutto contento.

Per molte patologie questo funziona. Per quelle piu' gravi no. E infatti
l'ipocondriaco non ha paura del raffreddore, ma delle patologie gravi.

Quindi vedi che l'ipocondria non e' una malattia che si possa 'curare'
facilmente. E' una malattia psichiatrica e quasi come tutte le malattie
psichiatriche, si 'curano' difficilmente. Ma ci si puo' provare.

La mia intuizione di allora, piu' la mia esperienza di dopo, mi ha
confermato che lo studio 'attivo' della medicina, cioe con gli
ingredienti giusti (fatto in compagnia, con 'partecipazione a qualche
attivita' diagnostica o terapeutica) senzaltro puo' *guarire* una
ipocondria, in modo da poter vivere calmo e sereno e con 'accettazione'
del fatto che alcune cose non si possono controllare, pero' ci si puo'
anche convivere ed essere felici lo stesso.

John.

John

unread,
Aug 23, 2008, 12:31:31 PM8/23/08
to
LB schrieb:

>
> invece misurare l'INR non ha mai fatto bene a nessuno, in linea preventiva.
>

...l'avevo detto per 'esagerare' un po', per dimostrare il paradosso
della ossessione di controllo... :-)

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