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Gino, al secolo "Gigino Core Pazzo"
core...@gmail.com
Più che altro domanda difficile...
> Vorrei sapere se è corretto affermare che, per esempio, una persona è più
> brava nella musica di un'altra perchè in una data zona del cervello possiede
> un maggior numero di neuroni, oppure, altro esempio, è più brava in
> matematica perchè in un'altra zona del cervello possiede un maggior numero
> di neuroni.
Più che il numero di neuroni, è il numero e la qualità delle connessioni
(sinapsi) che si formano fra i neuroni delle varie zone in seguito ai
vari stimoli, che determina la capacità di mettere in relazione stimoli
diversi (e quindi la conoscenza).
Se poi l'intelligenza sia solo una questione di quantità di connessioni
o di altro, non credo lo si sappia.
saluti,
piesse
L'intelligenza si misura in questo modo: chi crede di misurarla è
sicuramente poco intelligente.
> L'intelligenza si misura in questo modo: chi crede di misurarla è
> sicuramente poco intelligente.
E' una risposta solo "sul lato umano" o anche sul lato scientifioco?
Sul lato umano, sono d'accordo: spesso ci sono persone che danno del
"poco intelligente" ad altri, senza rendersi conto di come sono loro
stessi.
Invece, sul lato scientifico, che credibilità dai ai test Q.I.?
Ciao.
> > L'intelligenza si misura in questo modo: chi crede di misurarla č
> > sicuramente poco intelligente.
> E' una risposta solo "sul lato umano" o anche sul lato scientifioco?
E' una risposta "umana". Se l'uomo consiste nel suo cervello e
l'intelligenza e' l'indicatore generale del suo cervello, allora non si puo'
condensare un uomo in un punteggio.
Ma se riduciamo l'intelligenza ai suoi sottoaspetti operativi e la definiamo
come capacita' di risolvere varie tipologie di problemi, allora
probabilmente questa capacita' diventa una specie di prestazione atletica ed
e' sicuramente misurabile.
Pero' questo tipo di definizione e di misurazione si inserisce in una
visione tayloristica (cioe' parcellizzata e specializzata) del lavoro, per
cui se uno ha un basso punteggio di intelligenza matematica e alto di
intelligenza verbale, lo metti alle vendite e non in ragioneria. Siamo cioe'
dalle parti degli studi pratico-empirici mirati alla selezione attitudinale.
Il QI tecnicamente e' la somma dei punteggi nelle varie prove attitudinali,
e chi eccelle e' un grande eclettico.
Nulla ti dice se sia anche una persona simpatica, empatica, umana,
affidabile, tenace, cattiva, un lavativo o uno sgobbone, uno stronzo di
prima categoria o un amico piacevole. Probabilmente anche questi aspetti
sono definibili operativamente e misurabili, ma sono sempre qualita'
sociali che valgono in un certo contesto sociale e i cui indicatori numerici
cambierebbero cambiando il contesto, quindi si sottraggono alla pretesa
universalistica della scienza.
Al che tutti facciamo un sospiro di sollievo e pensiamo che fino al prossimo
Hari Seldon (quello che matematizzava la sociologia) l'abbiamo scampata.