Sono lavororatore, quindi impossibilitato a frequentare full-time.
Grazie
Max
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
>Ciao,
>volevo sapere se esiste qualche facolta' di Medicina in cui ci siano corsi
>serali o la frequenza non sia obbligatoria, almeno nei primi anni.
>
>Sono lavororatore, quindi impossibilitato a frequentare full-time.
Non credo esistano tali facoltà..
Inoltre la facoltà di medicina ti ruba buona parte della giornata tra
esercitazioni e lezioni.. Non sono rari i giorni che dalla mattina
alle 8 torno a casa alle 20 di sera..
ciao
Matteo
Il problema della frequenza si può facilmente bypassare........
E' l'ultimo dei pensieri......
Credo di no, sinceramente ma magari col fatto che lavori i Prof credo ti
possano venire incontro, però conta una cosa: studiare Medicina è già un
lavoro di per sè, studio (tanto) tirocini e poi l'internato in reparto..a
parte le lezioni ufficiali, quindi valuta bene la cosa..
ciao!
> Il problema della frequenza si può facilmente bypassare........
> E' l'ultimo dei pensieri......
Dici? Non ne sarei tanto sicuro...
--
___
/\/\/\/ _/ Doctor Diabolicus
/ / /_
\/\/\/\__/ http://www.sci-med.it
> Dici? Non ne sarei tanto sicuro...
Al primo anno, per quel che ho visto, assolutamente si`. Piu` avanti con
la questione del tirocinio non saprei dire.
Per quanto riguarda il triennio iniziale assolutamente sě.... Chi di noi qui
dentro non si č fatto mettere almeno una firma da un amico.... O sempre lo
stesso amico ha risposto per lui all'appello del prof con qualche
stratagemma ben congegnato.... Per quanto riguarda i tirocini in ospedale č
sicuramente piů complicato (dato il minutissimo numero di persone), ma ti
assicuro che ogni tanto ci si riesce a firmare anche lě per qualcun
altro....
> Per quanto riguarda il triennio iniziale assolutamente sì.... Chi di noi qui
> dentro non si è fatto mettere almeno una firma da un amico....
Io, ad esempio...
> stesso amico ha risposto per lui all'appello del prof con qualche
> stratagemma ben congegnato.... Per quanto riguarda i tirocini in ospedale è
> sicuramente più complicato (dato il minutissimo numero di persone), ma ti
> assicuro che ogni tanto ci si riesce a firmare anche lì per qualcun
> altro....
Allora ti faccio qualche altra domanda.
E' conveniente affrontare con questo spirito l'impresa di laurearsi in
Medicina e Chirurgia?
La frequenza nei reparti è un obbligo burocratico o un'occasione per
crescere e imparare qualcosa?
Che tipo di medico verrà fuori da un corso di laurea "teorico"?
Vorresti essere il paziente di un simile medico?
Ufficialmente, non so.
Ufficiosamente, per i primi anni e per la mia personale esperienza:
Ci sono corsi che in pratica preparano all'esame senza quasi bisogno
di studio autonomo e corsi che ai fini del superamento dell'esame sono
perfettamente inutili (ma ai fini della formazione come medico sono
comunque tutti utilissimi, per quanto ne ho capito finora).
Ci sono professori che tengono alla frequenza e professori che
sostanzialmente ti lasciano libero di decidere se seguire o meno. Non
credo sia un caso che quelli che ti preparano all'esame in modo
pressochè impeccabile siano proprio quelli che ti lasciano
sostanzialmente libero di seguire o meno.
In ogni caso gli studenti sono pochi e agli esami sanno perfettamente
chi ha frequentato e chi no.
Nei fatti (e sempre nella mia esperienza) è possibile _cavarsela_ con
mezza giornata di frequenza quattro giorni a settimana.
>Sono lavororatore, quindi impossibilitato a frequentare full-time.
Devi essere _tanto_ convinto di quello che fai ed essere disposto ad
affrontare _tanti_ sacrifici, ma la soddisfazione è _enorme_.
Al terzo anno imho si impone definitivamente la scelta di quella che
deve diventare la tua prima attività. Cmq già il primo anno capisci se
vuoi continuare o meno.
Se quel 70 è il tuo anno di nascita qualche tuo coetaneo in facoltà lo
trovi ;) (non tra i docenti, intendo).
Ecco, penso che tu abbia azzeccato esattamente il mio punto di vista.
Sono del 70, ho quindi 34 anni, e una vita ricca di soddisfazioni con il mio
lavoro e la mia laurea in Ingegneria. Lungi dal dire che ho sbagliato
facolta', anzi ne sono contentissimo!
Ma... ma... ogni volta che entro in un Ospedale o che ho a che fare con la
Medicina, ho un vuoto allo stomaco che mi farebbe prendere, mollare tutto e
ricominciare da capo. E' come se fosse una mia doppia natura...
Ci credi che ogni anno, regolarmente, d'estate passo da una a piu' settimane
ad arrovellarmi e decidermi se iscrivermi al test della Facolta' di Medicina
oppure no??
L'unica, e veramente l'unica, cosa che fino ad ora mi ha trattenuto e' la
frequenza.
E' ovvio che non penso che uno possa diventare medico per corrispondenza, ci
mancherebbe!! Anzi, la pratica e' la cosa che mi attira di piu'.
Ma visto che non sono uno studentello sbarbatello che puo' permettersi di fare
il mantenuto, non avrei la piu' pallida idea di come mantenermi da studente
frequentante full-time per 10 anni...
Quello che mi *sarebbe* piaciuto fare e' proprio quello che dici tu: fare i
primi esami, quelli dei primi 2-3 anni, studiando il piu' possibile da casa.
Penso che esami come Chimica, Fisica (che potrebbero tenermi buoni da Ing?),
Anatomia, ecc. possano anche essere studiate senza seguire, no?
Poi sarebbe arrivata la decisione: se la passione e la soddisfazione fossero
state adeguate, potevo anche pensare di cambiar vita.
Perche' non si puo' prescindere dall'internato e dalla pratica ospedaliera.
Ma con l'obbligo di frequenza dal primo anno... chi cavolo mi mantiene, a
parte trovare una moglie ricca ????? :-PPPPP
Mah, certo che da quello che dite, con un lavoro un po' flessibile, tanta
buona volonta' e qualche escamotage, per i primi tempi uno se la puo' anche
cavare... giusto per capire se e' la strada giusta, no?
Comunque: visto che la passione e' qualcosa da coltivare comunque, anche se
uno non se ne fa una professione.
Se volessi costruirmi una 'cultura' medica solo per auto-soddisfazione, quale
e' una sequenza di libri che voi mi consigliereste?
Magari apro un altro thread, su questa richiesta...
Grazie comunque a tutti dei consigli!!
Max
> Per quanto riguarda il triennio iniziale assolutamente sì.... Chi di noi
qui
> dentro non si è fatto mettere almeno una firma da un amico.... O sempre lo
> stesso amico ha risposto per lui all'appello del prof con qualche
> stratagemma ben congegnato.... Per quanto riguarda i tirocini in ospedale
è
> sicuramente più complicato (dato il minutissimo numero di persone), ma ti
> assicuro che ogni tanto ci si riesce a firmare anche lì per qualcun
> altro....
Sostanzialmente quando vai a fare tirocinio pratico allo strutturato di
turno non fai altro che rompergli le scatole, perchè stai lì e fai domande,
e quello ha da fare.
Paradossalmente ci sono Prof che preferiscono firmarti i tirocini senza che
vai a rompergli le scatole mentre fanno assistenza...
Quindi se non vai a seguire i tirocini gli fai un favore, e sono ben
contenti.
Ma fai un dispetto a te stesso, perchè perdi un opportinità di imparare, o
quantomeno di "rubare con gli occhi" perchè gente disposta ad insegnarti ce
n'è poca..mica siamo a scuola..a loro che gliene viene?
Quindi ogni occasione per imparare è preziosa e se non la sfrutti peggio per
te, al di là delle firme, dei libretti, dei punti e delle altre cavolate.
Personalemnte non so nemmeno dov'è il mio libretto dei tirocini e i vari
fogli delle ADO/ADE stanno dispersi da qualche parte, e tante volte mi sono
pure dimenticata di farmeli firmare, però ai tirocini ci sono sempre
andata..c'è gente piena di librettini precisini firmatissimi ordinati che
non l'ho mai vista fare tirocinio pratico..
ciao!
Sei un caso unico.... :-)) Da me molti colleghi si presentano all'inizio
del semestre e poi direttamente agli appelli dei vari esami con
"incredibilmente" tutte le ore di presenza...
> E' conveniente affrontare con questo spirito l'impresa di laurearsi in
> Medicina e Chirurgia?
>
Sicuramente no, lo spirito del "fancazzismo" non porta molto lontano, alla
lunga è da considerarsi autolesionismo. Ma sono convinto che ottenere
l'attestazione di frequenza grazie ad un aiuto tra colleghi in corsi dei
primi anni come Fisica o chimica o Biologia&Genetica (e via discorrendo) non
faccia del male a nessuno, in fondo sono materie teoriche che si possono
preparare benissimo sulla scrivania di casa
> La frequenza nei reparti è un obbligo burocratico o un'occasione per
> crescere e imparare qualcosa?
>
E' un'attività imprescindibile per la formazione medica. Peccato che
talvolta sia organizzata alquanto male e questo sicuramente scoraggia la
frequenza assidua.
> Che tipo di medico verrà fuori da un corso di laurea "teorico"?
> Vorresti essere il paziente di un simile medico?
>
Per definizione non esce un medico... Al massimo ne esce un macellaio. Io
concordo con te sul fatto della frequenza nei reparti e, in generale, a
tutte le cosiddette APP e ADI, ma bisogna prendere atto che volendo la
burocrazia si può oltrepassare (più o meno agevolmente) e di persone che
imboccano la strada più comoda ne sono piene le facoltà di medicina....
Ho postato perchè l'avevo intuito :))
>Ma... ma... ogni volta che entro in un Ospedale o che ho a che fare con la
>Medicina, ho un vuoto allo stomaco che mi farebbe prendere, mollare tutto e
>ricominciare da capo. E' come se fosse una mia doppia natura...
Segno di una mente aperta, giovane e non sopita, e, soprattutto, della
possibile presenza di una certa vocazione. Sarebbe un peccato non
provare a seguirla.
>Ci credi che ogni anno, regolarmente, d'estate passo da una a piu' settimane
>ad arrovellarmi e decidermi se iscrivermi al test della Facolta' di Medicina
>oppure no??
Perchè secondo te non ci sono passato in prima persona, eh? :)))
Consiglio spassionato: iscriviti e fai il test. Costa poco. Non
prepararti: 1-non serve 2-ti dà un'idea migliore di come ti posizioni
in rapporto ai tuoi (potenziali) futuri colleghi più giovani.
>E' ovvio che non penso che uno possa diventare medico per corrispondenza, ci
>mancherebbe!! Anzi, la pratica e' la cosa che mi attira di piu'.
Chiaro.
>Ma visto che non sono uno studentello sbarbatello che puo' permettersi di fare
>il mantenuto, non avrei la piu' pallida idea di come mantenermi da studente
>frequentante full-time per 10 anni...
Questo puoi saperlo solo tu e dipende dall'impostazione che hai dato
alla tua vita. Conosco gente che si è laureata in medicina lavorando
part-time, chiaramente sono sacrifici. Devi valutare se la tua
passione vale tali sacrifici.
Alternativamente, preparati. Metti in essere delle attività
(consulenze et similia) che ti permettano di sopravvivere mentre
studi. Non sei obbligato a partire domani - tu hai _già_ una strada.
Puoi permetterti di scegliere quando iniziare a seguirne un'altra.
Comprendiamoci, non ti critico per i dubbi che hai nel mollare una
vita già instradata su certi binari: ma ogni scelta ha un costo e
sarebbe infantile da parte tua pensare di poter proseguire
efficacemente una carriera già intrapresa mettendo in pista un'impresa
del genere, _specialmente_ se sei un lavoratore dipendente. Se invece
lavori in proprio, il bello di certe tecnologie attuali è che riescono
a svincolarti dall'obbligo di presenza costante in un luogo fisso: per
esperienza, bastano un notebook e un cellulare.
>Penso che esami come Chimica, Fisica (che potrebbero tenermi buoni da Ing?),
Fisica, è sicuro. Chimica, potrebbe esserti richiesta un'integrazione
di propedeutica biochimica - niente di che.
>Anatomia, ecc. possano anche essere studiate senza seguire, no?
No. Sono fondamentali l'utilizzo di modelli delle strutture
anatomiche, microscopi e vetrini didattici, e soprattutto la guida
dei docenti nell'approccio allo studio. Dopodichè c'è _anche_ una dose
_enorme_ di studio personale.
>Ma con l'obbligo di frequenza dal primo anno... chi cavolo mi mantiene, a
>parte trovare una moglie ricca ????? :-PPPPP
Impossibile, sei un ingegnere :))) (passamela, dai).
>Mah, certo che da quello che dite, con un lavoro un po' flessibile, tanta
>buona volonta' e qualche escamotage, per i primi tempi uno se la puo' anche
>cavare... giusto per capire se e' la strada giusta, no?
Di sicuro.
>Se volessi costruirmi una 'cultura' medica solo per auto-soddisfazione, quale
>e' una sequenza di libri che voi mi consigliereste?
Imho aumenterebbe l'auto-INsoddisfazione. Io non lo farei.
Esiste la possibilita' di un tipo di iscrizione "speciale" per gli
studenti-lavoratori, che permette di laurearsi in piu' anni (senza
andare fuori corso) frequentando di meno.
Poi si tratta di sfruttare bene le 150 ore che il tuo datore di lavoro
ti deve lasciare libere e qunt'altro riesci a raccimolare (ferie,
permessi...)
saluti,
piesse
Ecco, questo e' moooolto interessante!!
Ho provato a guardare un po' sui siti di Milano e Bicocca, ma non ho trovato
niente. Mi sai dire qualcosa di piu'?
Altra domanda: che differenza c'e' tra la Facolta' di Milano e quella di
Bicocca, a parte la sede diversa? Sono due atenei staccati o lo stesso Ateneo,
ma con sede diversa? C'e' qualche altra differenza?
Max
PS: la mia azienda mi da' le 150 ore e mi rimborsa pure le tasse universitarie!!!
Ci sono parecchi Docenti che non sono degni di questo appellativo... è
facile dire "sono il Prof. Tizio,Caio" ma di tramandare il loro Sapere
spesso non ne hanno la benchè minima intenzione o voglia. Se poi si pensa
che le varie ADO ADI ADE e dir si voglia sono diventate dei semplici "giri
turistici" del reparto ("questo è un apparecchio per l'ecografia, questa è
una paziente con noduli tiroidei, guardate qui...guardate là... arrivederci
ci vediamo agli esami") o un foglio da riempire con qualche firma, ci si
rende conto come il "rubare con gli occhi" il mestiere si può ottenere
frequentando volontariamente un reparto con interesse, o semplicemente
chiedendo allo strutturato che ci sembra più disponibile.
> Ci sono parecchi Docenti che non sono degni di questo appellativo... č
> facile dire "sono il Prof. Tizio,Caio" ma di tramandare il loro Sapere
Fortunatamente ce n'č ancora qualcuno che invece di fregarsene di tramandare
quello che sa forma una sorta di Scuola intorno a sč, sono persone rare come
nosche bianche ma qualche Maestro c'č ancora..
ciao!
> Sono del 70, ho quindi 34 anni, e una vita ricca di soddisfazioni con il
> mio lavoro e la mia laurea in Ingegneria. Lungi dal dire che ho sbagliato
> facolta', anzi ne sono contentissimo!
sei un ingegnere?!?!?!?benissimo!!! nn sai quanto sarebbe utile la tua
presenza all'interno di un ospedale !!!! ultimamente , girando per i vari
reparti , ho visto piu' ing. che medici : chi insegnava ai medici ad usare
nuovi macchinari , chi era in sala operatoria per un esame di
elettrofisiologia sul cuore , etc !!!!
ti faccio un esempio : il mio ragazzo (del 70 anche lui ) studia ingegneria
elettronica e sta preparando la tesi a medicina!!!! Lui , stufo della
staticità del suo studio si è messo in discussione , è andato da un medico
del dipartimento di neurofisiologia e si è presentato dicendo : cosa puo'
fare un ing. per la medicina ???
adesso sta preparando la tesi e poi se tutto va bene collaborerà con il
laboratorio !!!!!
io studio medicina a ferrara e ti posso garantire che l'obbligo di frequenza
è molto soggettivo : dipende dallo studente e dai proff. l'unica frequenza
veramente importante è quella delle cliniche ospedaliere : è li che impari
cosa significa essere un medico !!!!
e poi se senti di doverci provare , buttati , fai il test di ingresso e poi
vedi !!!almeno potrai dire ci ho provato e nn ti mangerai le mani per tutta
la vita
Grazie, una frase molto bella e saggia!! Mi sa che ti daro' ascolto, almeno
per il test e il primo anno, poi chissa'...
Una domanda a tutti i medici, secondo voi che futuro e possibilita' di lavoro
c'e' per un semplice dottore laureato a 40 anni, o per un dottore con
specializzazione a 45 anni?
A me queste prospettive mi hanno sempre bloccato, visto che il Medico mi
sembra una professione in cui gli anni di esperienza sono importanti...
In particolare, se penso che a me piacerebbe proprio fare Chirurgia... mah!
Max
> Una domanda a tutti i medici, secondo voi che futuro e possibilita' di lavoro
> c'e' per un semplice dottore laureato a 40 anni, o per un dottore con
> specializzazione a 45 anni?
Dipende da cosa ti piace fare, direi... un medico chirurgo
"semplice" adesso fa veramente poco (forse la guardia medica, che per
tutte le altre attivita' ci vuole la specializzazione o corsi
formativi piu' o meno lunghi).
La specialistica ti apre piu' porte ma dipende dal tipo di
specializzazione che hai (un oculista o un ecografista "lavorano"
senz'altro di piu' di un medico interno). Almeno credo.
L'esperienza non e' affatto importante, invece: tutti abbiamo
cominciato da zero, e pure tu farai lo stesso! ;-p
Un'osservazione, da tuo "collega" studente lavoratore (e piu'
vecchietto di te): ma perche' intanto non parti e poi vedi che
succede? Se riesci a finire, puoi decidere dopo se buttarti in pieno
nella nuova professione oppure tenerla come attivita' collaterale, da
fare magari per puro piacere senza scopo di lucro. Trasformare una
passione in lavoro puo' non essere cosi' bello come sembra, non trovi?
Saluti da uno che giusto martedi' s'e' preso un bel 30 all'esame di
informatica! :-)
--
Gianfranco Bertozzi
Linux User #183585
gber...@tiscali.it
La legge 341/90, prevede che "I consigli delle strutture didattiche
determinano, con apposito regolamento, in conformità al regolamento
didattico di ateneo...." tra gli altri , "...le modalità degli obblighi
di frequenza anche in riferimento alla condizione degli studenti
lavoratori, i limiti delle possibilità di iscrizione ai fuori corso,
fatta salva la posizione dello studente lavoratore".
In pratica, il regolamento del corso di laurea *deve* prevedere la
frequenza degli studenti lavoratori. Le modalità dipendono pero' dai
singoli Comitati Didattici. In genere l'aderenza alla legge e' maggiore
nelle lauree triennali (che sono state istituite proprio in seguito a
questa legge) che non per quelli come Medicina, che vi si e' dovuta
adattare, e nemmeno tanto (rimane fuori dal 3+2).
Se alla segreteria per gli studenti cadono dalle nuvole, prova a
rivolgerti direttamente al Comitato Didattico (la cui segreteria in
genere fa capo alla presidenza di facolta'). I regolamenti didattici di
ateneo e del CdL comunque dovrebbero essere accessibili.
>
> Altra domanda: che differenza c'e' tra la Facolta' di Milano e quella di
> Bicocca, a parte la sede diversa? Sono due atenei staccati o lo stesso
> Ateneo, ma con sede diversa? C'e' qualche altra differenza?
Sono due atenei diversi nella stessa città (anzi, per medicina sono in
due citta' diversi perche' quella di Milano-Bicocca in realta' e' a
Monza, pessimamente collegata a Milano.
saluti,
piesse
> La legge 341/90, prevede che "I consigli delle strutture didattiche
> determinano, con apposito regolamento, in conformità al regolamento
> didattico di ateneo...." tra gli altri , "...le modalità degli
> obblighi di frequenza anche in riferimento alla condizione degli
> studenti lavoratori, i limiti delle possibilità di iscrizione ai
> fuori corso, fatta salva la posizione dello studente lavoratore".
>
> In pratica, il regolamento del corso di laurea *deve* prevedere la
> frequenza degli studenti lavoratori.
Si', ma mi pare perfettamente possibile, per come e' scritta la legge, che
un ateneo decida che gli studenti lavoratori non godano di nessun beneficio,
in termini di frequenza, e lo scriva nel regolamento (la posizione degli
studenti lavoratori e' protetta dal punto di vista dell'iscrizione fuori
corso, non della frequenza, a meno che manchi qualche passaggio importante
della legge).
La legge e' soddisfatta, poiche' e' determinata la modalita' dell'obbligo di
frequenza per gli studenti lavoratori, ma ti voglio vedere a fare tutte e
due le cose :P
Ciaotutti,
*
--
A: Because it messes up the order in which people normally read text.
Q: Why is top-posting such a bad thing?
A: Top-posting.
Q: What is the most annoying thing on usenet and in e-mail?