On 31 Mag, 18:46, Mario Campli <diaboli...@this.is.invalid> wrote:
> Bene. Quando avremo per il cancro cure paragonabili a quelle che
> abbiamo oggi per trattare una gangrena rispetto alle terapie praticate
> in epoca napoleonica probabilmente la chirurgia della mammella potr
> essere giudicata una barbarie obsoleta. Nel frattempo la mastectomia
> profilattica rimane un'opzione percorribile in casi selezionati.
E di questo sto discutendo. Quali siano i casi da selezionare.
Comunque non parlerei di "cure per il cancro" in genere, ma di quelle
per il tumore al seno nello specifico. Mi pare che per quelli
diagnosticati in stadio 0 si sia ad un 98% di guarigione e come media
tra tutti i tipi in Italia sopra l'85% (numero che tiene in conto pure
le volte che la diagnosi arriva tardi). Non mi paiono numeri
paragonabili a quelli dei tumori in genere.
>
http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/14651858.CD002748.pub3/abs...
>
> che afferma chiaramente che non ci sono ancora dimostrazioni con un
> livello di evidenza 1 o 2 che si tratti di una procedura efficace.
> QUindi questa NON una procedura da proporre routinariamente, ma solo
> nell'ambito di progetti di studio. C' qualcosa di poco chiaro in tutto
> questo?
E' chiarissimo. Anzi, supporta quel che sostenevo. Che la mastectomia
profilattica non è una buona idea se non in casi estremamente
specifici.
(però noto anche che scriveva che psicologicamente tutte quelle che
avevano fatto l'intervento erano soddisfatte)
> > E' che si deve fare un bilancio tra due quantit assolutamente non
> > quantificabili.
>
> ? Ma che stai dicendo?
> Saranno non PRECISAMENTE quantificabili, non certo "assolutamente".
Che valore dai al fatto di non avere più una parte del tuo organismo?
(tralaltro non una gamba o un braccio, che sai bene quanto
"praticamente", ma un seno, dal valore più che altro "psicologico").
E che valore dai al rischiare di poter avere una malattia molto brutta
anche se probabilmente curabile? E come li compari questi due valori?
Scommetto che se chiedi a 20 donne ti daranno 20 valutazioni diverse.
Per questo ti chiedevo: "supponi di avere una donna con fattori di
rischio simili certi. A che età suggeriresti l'operazione?".
Suppongo che non troveresti una risposta così facile.
Io in seguito a questa vicenda ho visto sia donne (senza fattori di
rischio genetico noti) che scrivevano al forum di Veronesi sul
corriere in che centri eseguivano la mastectomia preventiva perchè non
sopportavano di vivere con l'ansia del tumore al seno sia donne
(medico!) che postavano su facebook "perchè non s'è fatta togliere
pure il cervello, così non rischia di rovinarlo?"
La valutazione di due grandezze del genere è troppo soggettiva per
poter essere fatta univocamente.
> Scusa, ma tu nella vita cosa fai? Perch credi che un qualsiasi
> chirurgo non faccia gi di suo questo genere di ragionamenti e non
> discuta a fondo con la paziente l'indicazione ad un intervento
> profilattico? Anche perch , come ho gi detto, di mastectomia
> profilattica se ne parla dagli anni 70, non che sia un argomento
> "nuovo"...
Io principalmente mi occupo di imaging. (e, fortunatamente per me, dal
punto di vista della ricerca e non del contatto diretto coi pazienti)
Quindi ci si chiede quasi sempre quando il rischio di una procedura di
imaging (che tipicamente non è nulla di paragonabile a quello di un
intervento chirurgico!) è superiore al vantaggio che ne genera.
Inoltre c'è pure da valutare il rischio da sovradiagnosi nel
calderone.
E se chiedi a me è semplicemente infattibile. Anche perchè il rischio
maggiore, quello da radiazioni, è all'atto pratico invalutabile. Va
già bene che siam riusciti a farci un'idea di cosa è sicuramente poco
e cosa è sicuramente tanto. (anche se per esempio negli usa
l'asticella del "sicuramente tanto" è circa 10 volte che in Europa)
C'è un chiaro consenso di cosa sia "sicuramente inutile". C'è un
chiaro consenso di cosa sia "sicuramente utile". Ma lì in mezzo si
brancola nel buio più totale.
Poi quando arrivi ai casi del tipo: "l'esame A ha una specificità del
95%, una sensitività del 90%, una dose di 10mSv un costo di 200 euro
mentre l'esame B ha una specificità del 97%, una sensitività dell'80%,
una dose di 3 mSv ed un costo di 500 euro" cosa fai?
Come valuti queste cose? Ho un terzo della dose ma sensitività più
bassa e costo più alto. Cosa è meglio?
A leggere gli articoli viene sempre fuori che quelli che usano la
tecnica B inventano una metrica che ti dice "è meglio la B" e quelli
che usano la A pesano i fattori diversamente e dicono: "è meglio la
A". Che sorpresa...
L'unico modo è soppesare euristicamente i fattori. Il che è
tremendamente soggettivo.
Lo so che un chirurgo ed i suoi pazienti sono costretti a farlo ogni
giorno. Ma non è così poco problematico. Anche perchè più ti allontani
da problemi imminenti (setticemia domani) e da svantaggi chiaramente
definiti ("perderai la gamba") più la cosa si fa eterea e
soggettivissima.
> E chi l'ha detto che questo un test di screening?
>
Qua parlavamo di una operazione da eseguire a seguito di un risultato
di un test. Test da eseguire preventivamente direi.
E io parlavo del fatto che come conseguenza di come è stata trattata
mediaticamente la vicenda si finirà con moltissime donne che
chiederanno il test che altrimenti avrebbero evitato ed in seguito
chiederanno l'operazione. Se non è qualcosa di affine ad uno screening
questo non so.