Le lampadine alogene emettono molti più raggi UV, che fanno male agli
occhi.
Il vetro, anche in uno strato sottile, assorbe quasi completamente i
raggi UV togliendo questo pericolo.
Per questo i sistemi di illuminazione che usano lampade alogene
vengono venduti con un vetrino davanti alla lampadina.
In questo caso non vedo altri rischi per la salute. Rimane da
controllare che il vetrino ci sia veramente e che non ce lo si
"dimentichi" per pigrizia, perchè si è rotto, non sta su etc...
Le lampadine normali... Tra poco non saran più in vendita di nessuna
potenza. Quelle che vendono in sostituzione sono o fluorescenti, che
poi per una scrivania son la soluzione migliore visto i tempi per cui
stanno accese, oppure....... delle alogene racchiuse in un bulbo di
vetro a forma di lampadina tradizionale!
Da fuori identiche alle lampadine normali a bulbo ma dentro al posto
del filamente vedi un'alogena. Il vetro intorno ha la doppia funzione
di dare la forma di lampadina tradizionale che di assorbire i raggi UV
> Devo acquistare una lampada da tavolo per studiare.
Perché non ti prendi una piantana alogena (a stelo)
completamente chiusa inferiormente, che proietti la luce
sul soffitto, da posizionare alle tue spalle?
Come questa: http://tinyurl.com/33hjx6j
Nei grandi centri di bricolage i modelli più economici
di quel tipo si trova(va)no a 30-40 euro.
Il variatore di intensità luminosa (dimmer) ti permette di
regolare la luminosità al livello che ti è più confortevole.
Le alogene hanno lo svantaggio di emettere UV, come del resto
fa il sole, ma alcuni teorizzano che siano proprio gli UV
focalizzati sulla retina a consentire uno sviluppo emmetrope
del bulbo oculare durante la giovinezza.
Bye,
*GB*
Ah ok, questo è interessante.
> Le lampadine normali... Tra poco non saran più in vendita di nessuna
> potenza. Quelle che vendono in sostituzione sono o fluorescenti, che
> poi per una scrivania son la soluzione migliore visto i tempi per cui
> stanno accese, oppure....... delle alogene racchiuse in un bulbo di
> vetro a forma di lampadina tradizionale!
Ah quindi tu suggeriresti quelle fluorescenti? Che sarebbero quelle a
risparmio energetico?
Visto che mi sembra che tu te ne intenda vado un attimo off topic: nel
lampadario ho una lampadina a a bulbo (ma si vede che dentro c'è una
lampadina di quelle forme strane, a risparmio energetico credo), mi urta
particolarmente siccome ci mette molto a "scaldarsi", nel senso che
appena accesa fa pochissima luce e ci mette dei minuti prima di farne in
quantità adeguata. Questa che tipo di lampadina è? Con cosa posso
sostituirla per avere luce subito? Quanti watt per una camera di ca. 5x5m?
Grazie
> Da fuori identiche alle lampadine normali a bulbo ma dentro al posto
> del filamente vedi un'alogena. Il vetro intorno ha la doppia funzione
> di dare la forma di lampadina tradizionale che di assorbire i raggi UV
Ah ok :) ma da cosa si riconosce? Dal fatto che è una lampadina molto
sottile?
Grazie!
Mmm è un idea che avevo pensato siccome ne avevo visto una in negozio,
ma avevo concluso che è piuttosto scomoda come cosa. Perché sarebbe più
scomoda da regolare come inclinazione, poi dovrei fare attenzione con la
sedia :) Ma è una cosa che avevo pensato io, così in teoria. Secondo te
invece è fattibile?
> Le alogene hanno lo svantaggio di emettere UV, come del resto
> fa il sole, ma alcuni teorizzano che siano proprio gli UV
> focalizzati sulla retina a consentire uno sviluppo emmetrope
> del bulbo oculare durante la giovinezza.
Ah ok :(
Mi hanno parlato male anche di quelle a risparmio energetico tra
l'altro, dicono che emettono radiazioni dannose.
> ma avevo concluso che è piuttosto scomoda come cosa. Perché sarebbe
> più scomoda da regolare come inclinazione, poi dovrei fare attenzione
> con la sedia :) Ma è una cosa che avevo pensato io, così in teoria.
> Secondo te invece è fattibile?
Dipende da cos'è che vuoi fare esattamente. Io suppongo che, se usi
il dimmer per regolare la luminosità, l'inclinazione non ti serva:
la luce ti arriva sul tavolo dal soffitto dove viene proiettata.
E se la piantana è alta e dritta, in modo che tu non veda la lampada,
potresti anche tenerla davanti al tavolo invece che dietro di te.
Comunque non garantisco che nel tuo caso sia la soluzione giusta,
visto che possono esserci delle variabili ambientali e di utilizzo
che da qui non si possono valutare esattamente (anche perché forse
tu non saresti in grado di valutarle e di esporle in modo adeguato).
>> Le alogene hanno lo svantaggio di emettere UV, come del resto
>> fa il sole, ma alcuni teorizzano che siano proprio gli UV
>> focalizzati sulla retina a consentire uno sviluppo emmetrope
>> del bulbo oculare durante la giovinezza.
>
> Ah ok :(
Lo vedi? Hai commentato con la faccina :( invece della :)
Evidentemente non ti è chiaro il significato di "emmetrope":
http://www.picheo.it/emmetr.htm
> Mi hanno parlato male anche di quelle a risparmio energetico
> tra l'altro, dicono che emettono radiazioni dannose.
Teoricamente sia le lampade alogene che quelle fluorescenti possono,
se in sgangherate condizioni, farti arrivare addosso raggi UV.
Bye,
*GB*
Sì, sono loro. Anche le alogene comunque sono a risparmio energetico
rispetto a quelle a incandescenza, ma risparmi solo un 30%. Ma la
lampada fluorescente può essere fatta in migliaia di forme, quindi non
sempre la si riconosce subito. Su una scrivania tipicamente la luce
sta accesa ore, quindi meglio andare per il massimo risparmio
energetico. Alla fine, _dal_punto_di_vista_dell'occhio, lo spettro di
una lampadina alogena ed una a fluorescenza sono assi simili. Il
contenuto in ultravioletti pure è simile, quindi non fa meglio o
peggio alla salute una o l'altra.
>Questa che tipo di lampadina ? Con cosa posso
> sostituirla per avere luce subito? Quanti watt per una camera di ca. 5x5m?
Sarà a fluorescenza di quelle vecchie. Ormai quelle nuove si scaldano
molto in fretta. Fai in tempo ad accorgertente ma in meno di 30
secondo sono in temperatura. Va bene dappertutto tranne nei ripostigli
dove tipicamente in 30 secondi sei già uscito. Non so dirti con cosa
la puoi sostituire.
I watt non ne ho idea! Visto che quelle a incandescenza tradizionali
le hanno vietate i watt non han più senso. Al massimo molti ti
indicano i "watt equivalenti ad una vecchia lampadina ad
incandescenza". Comunque direi l'equivalente di un vecchio 150W
minimo.
> Ah ok :) ma da cosa si riconosce? Dal fatto che una lampadina molto
> sottile?
>
guardandoci dentro.
http://en.wikipedia.org/wiki/Halogen_light_bulb
La terza foto che trovi scendendo. La forma esterna è di una lampadina
normale...Ma dentro c'è un'alogena!
> Alla fine, _dal_punto_di_vista_dell'occhio, lo spettro di
> una lampadina alogena ed una a fluorescenza sono assi simili.
Dal punto di vista dell'occhio... o del cervello?
Imho, l'occhio percepisce che la fluorescente lampeggia
50-60 volte al secondo, č il cervello che compensa
(come del resto fa con le immagini cinematografiche).
E le distribuzioni spettrali non sono affatto simili,
guarda la figura in fondo a destra qui:
http://en.wikipedia.org/wiki/Spectral_power_distribution
L'incandescente emette molto rosso e via via
(ma in maniera regolare) sempre meno delle
lunghezze d'onda minori fino al violetto.
Somiglia quindi alla luce solare al tramonto.
La fluorescente emette soprattutto nei tre picchi
(verde, indaco e UV) del mercurio, e ben poco rosso.
Soggettivamente non mi sembra una bella luce.
L'alogena lě non č illustrata, ma dovrebbe essere
simile all'incandescente, e delle tre č forse
quella piů vicina alla luce solare diurna.
> Il contenuto in ultravioletti pure č simile, quindi
> non fa meglio o peggio alla salute una o l'altra.
La salute dell'occhio, a mio parere, dipende anche dal fatto
che la luce sia continua (incandescente o alogena) oppure
intermittente (fluorescente). L'intermittenza, se percepita
dall'occhio, potrebbe provocare continue alternanze di
midriasi e miosi, e di conseguenza affaticamento oculare.
Bye,
*GB*
>Imho, l'occhio percepisce che la fluorescente lampeggia
>50-60 volte al secondo, è il cervello che compensa
>(come del resto fa con le immagini cinematografiche).
>. L'intermittenza, se percepita
>dall'occhio, potrebbe provocare continue alternanze di
>midriasi e miosi, e di conseguenza affaticamento oculare.
_ Non sono medico. _
Ho tenuto gli occhi chiusi per qualche secondo, fino a non vedere
alcuna immagine residua. Mi sono girato verso una fonte di luce (il
lampadario con paralumi e diffusori), ho aperto le palpebre per il
tempo più breve che riuscivo a realizzare (una frazione di secondo).
L'immagine del lampadario ho continuato a vederla per almeno mezzo
secondo, di più per le parti molto luminose.
Questo mi rende difficile credere che la mia retina percepisca lo
sfarfallio di una fonte fluorescente a 50 hertz (cicli/secondo).
Quanto alla velocità di reazione dell'iride, mi pare difficile che il
tempo necessario per la dilatazione o contrazione sia inferiore al
secondo. Non ha la velocità per poter seguire lo sfarfallio a 50 Hz.
Tendo quindi ad avere un grosso scetticismo rispetto alle affermazioni
da te riportate.
aldo
L'intensita' della luce emessa da una lampada fluorescente
(o anche a incandescenza) alimentata in AC a 50 Hz o a
60 Hz varia periodicamente con frequenza rispettivamente
di 100 Hz o 120 Hz (si ha un massimo di emissione in
corrispondenza a ogni _semi_onda della corrente alternata).
Ciao
--
Giorgio Bibbiani
Penso proprio dell'occhio se ricordo correttamente come funzionano i
vari recettori.
> Imho, l'occhio percepisce che la fluorescente lampeggia
> 50-60 volte al secondo, il cervello che compensa
> (come del resto fa con le immagini cinematografiche).
Questa � una cosa che non ho mai capito onestamente. Chi percepisce
come continue immagini "a flash".
> E le distribuzioni spettrali non sono affatto simili,
> guarda la figura in fondo a destra qui:
>
> �http://en.wikipedia.org/wiki/Spectral_power_distribution
Che siano assai differenti dal punto di vista fisico lo so. Dal punto
di vista dell'occhio invece non mi pare. I colori vengono percepiti
uguali se le varie componenti, anche se a linee e non continue, sono
bilanciate tra loro correttamente.
> La fluorescente emette soprattutto nei tre picchi
> (verde, indaco e UV) del mercurio, e ben poco rosso.
> Soggettivamente non mi sembra una bella luce.
In realt� la lampada emette moltissimo UV, poi ci sono dei componenti
che assorbono l'UV e riemettono nel visibile. Tarando questi composti
si ottengono tipi di luce diversa. Sia luce "calda" che "fredda".
Infatti nel cinema se han bisogno di luci a temperatura "solare"
usano spesso delle luci fluorescenti nonostante lo spettro della
lampada sia assai differente.
> L'alogenal non illustrata, ma dovrebbe essere
> simile all'incandescente, e delle tre forse
> quella pi vicina alla luce solare diurna.
L'alogena emette luce per incandescenza esattamente come le luci di
una volta. Solo che lo fa a temperatura pi� alta (luce pi� fredda).
Sia parla di 3000-3200K al posto che 2500-2800.
Ancora ben lontani dalla luce solare.
> La salute dell'occhio, a mio parere, dipende anche dal fatto
> che la luce sia continua (incandescente oalogena) oppure
> intermittente (fluorescente). L'intermittenza, se percepita
> dall'occhio, potrebbe provocare continue alternanze di
> midriasi e miosi, e di conseguenza affaticamento oculare.
Questo non lo so, sono un fisico e non un medico :D. Sugli effetti
della luce continua piuttosto che impulsata non so, ma non mi pare che
ci siano studi che abbiano dato risultati indicazioni in questo
ambito.
Fosse anche solo perch� in ospedale lavoro al piano -2, non vedo mai
la luce solare quindi, e tutta l'illuminazione del reparto � a neon,
quindi intermittente. Se facesse male spero che i medici se ne
sarebbero gi� lamentati.
E' un'idea che non è male in effetti, però temo che col portatile si
creino riflessi e/o comunque la luce diretta sullo schermo che si
creerebbe non è il massimo.
>>> Le alogene hanno lo svantaggio di emettere UV, come del resto
>>> fa il sole, ma alcuni teorizzano che siano proprio gli UV
>>> focalizzati sulla retina a consentire uno sviluppo emmetrope
>>> del bulbo oculare durante la giovinezza.
>>
>> Ah ok :(
>
> Lo vedi? Hai commentato con la faccina :( invece della :)
> Evidentemente non ti è chiaro il significato di "emmetrope":
> http://www.picheo.it/emmetr.htm
E dire che conoscevo questa parola, dalla tua frase l'ho interpretata in
modo negativo e non ci ho fatto caso :)
Bé comunque se i raggi uv in modeste quantità sono utili non penso che
un esposizione continua alla lampada lo sia in egual modo.
> L'intensita' della luce emessa da una lampada fluorescente
> (o anche a incandescenza) alimentata in AC a 50 Hz o a
> 60 Hz varia periodicamente con frequenza rispettivamente
> di 100 Hz o 120 Hz (si ha un massimo di emissione in
> corrispondenza a ogni _semi_onda della corrente alternata).
Hai ragione! Erroneamente io avevo riportato la frequenza della
corrente alternata senza tenere a mente che i massimi di emissione
luminosa si hanno in corrispondenza sia della vetta del monte
che del fondo dell'abisso.
Questo fatto cambia qualcosa, ma non troppo... riporto:
http://en.wikipedia.org/wiki/Fluorescent_lamp#Flicker_problems
"Fluorescent lamps using a magnetic mains frequency ballast do not
give out a steady light; instead, they flicker at twice the supply
frequency. This results in fluctuations not only with light output
but color temperature as well, which may pose problems for photography
and people who are sensitive to the flicker. Even among persons not
sensitive to light flicker, a stroboscopic effect can be noticed,
where something spinning at just the right speed may appear stationary
if illuminated solely by a single fluorescent lamp. This effect is
eliminated by paired lamps operating on a lead-lag ballast. Unlike
a true strobe lamp, the light level drops in appreciable time and so
substantial "blurring" of the moving part would be evident.
In some circumstances, fluorescent lamps operated at mains frequency
can also produce flicker at the mains frequency (50 or 60 Hz) itself,
which is noticeable by more people. This can happen in the last few
hours of tube life when the cathode emission coating at one end is
almost run out, and that cathode starts having difficulty emitting
enough electrons into the gas fill, resulting in slight rectification
and hence uneven light output in positive and negative going mains
cycles. Mains frequency flicker can also sometimes be emitted from
the very ends of the tubes, if each tube electrode produces slightly
different light output pattern on each half-cycle. Flicker at mains
frequency is more noticeable in the peripheral vision than it is
in the center of gaze."
> (o anche a incandescenza)
Credo che il filamento incandescente non faccia in tempo a spegnersi,
al massimo riduce un po' la sua luminosità.
Ancora un interessante approfondimento:
http://en.wikipedia.org/wiki/Light_sensitivity#Fluorescent_lamps
"Nocturnal exposure to light in the short wavelength ranges
(below 530 nm) generated by some fluorescent lamps may interfere
with mammalian circadian rhythms due to its suppressing effect
on melatonin production. Suppression of melatonin has been linked
to cancer in some studies.
Fluorescent lamps with magnetic ballasts flicker at a normally
unnoticeable frequency of 100 or 120 hertz and this flickering
can cause problems for some individuals with light sensitivity,
they are listed as problematic for some individuals with autism,
epilepsy, lupus, chronic fatigue syndrome, and vertigo."
"The normally unnoticeable 100-120 Hz flicker from fluorescent tubes
powered by electromagnetic ballasts are associated with headaches
and eyestrain. Individuals with high flicker fusion threshold
are particularly affected by electromagnetic ballasts: their EEG
alpha waves are markedly attenuated and they perform office tasks
with greater speed and decreased accuracy. Ordinary people have
better reading performance using high frequency (20 kHz - 60 kHz)
electronic ballasts than electromagnetic ballasts."
Bye,
*GB*
> Penso proprio dell'occhio se ricordo correttamente
> come funzionano i vari recettori.
Non stavo parlando della retina ma della pupilla.
A ogni modo, rimando a quanto riportato nella mia replica
a Giorgio Bibbiani in questo stesso thread.
> L'alogena emette luce per incandescenza esattamente come
> le luci di una volta. Solo che lo fa a temperatura più alta
> (luce più fredda).
> Sia parla di 3000-3200K al posto che 2500-2800.
> Ancora ben lontani dalla luce solare.
Sì, su questo punto ti dò ragione. Forse si potrebbe ottenere
una luce più simile a quella solare accendendo simultaneamente
un'alogena e dei forti LED blu o anche una lampada a luce blu
come quelle usate dagli Amish per la sindrome di Crigler-Najjar
( http://criglernajjar.altervista.org/Repubblica.pdf ).
> Fosse anche solo perchè in ospedale lavoro al piano -2, non vedo mai
> la luce solare quindi, e tutta l'illuminazione del reparto è a neon,
> quindi intermittente. Se facesse male spero che i medici se ne
> sarebbero già lamentati.
Premesso che quanto da me esposto è ampiamente ipotetico, osservo che
i medici del tuo ospedale hanno cose più importanti su cui concentrarsi
che non starsi a domandare se la carenza di focalizzazione UV (o magari
solo blu) sulla retina nell'età dello sviluppo possa provocare miopia
o se un lampeggiamento continuo possa provocare glaucoma.
D'altronde a certe cose non ci si arriva mai se prima non le si pensa
e poi non le si sottopone a un'estesa indagine statistica: ad esempio,
sono 111 anni che si somministra aspirina e solo oggi ci si è accorti
che riduce il rischio di tumori, specie di quelli maggiormente connessi
con agenti infiammatori ambientali (tabacco, alcool, sostanze prodotte
dai batteri intestinali).
Bye,
*GB*
Certo, e questo e' vero, in diversa misura, anche per le comuni
lampade fluorescenti, la cui intensita' luminosa non si annulla
mai in un periodo, a causa della luminescenza dei fosfori che
ricoprono la parete interna del tubo (mi rendo conto che
ormai sono sconfinato nell'OT, quindi io termino la mia
parte di discussione con quest'ultima osservazione :-).
Ciao
--
Giorgio Bibbiani
Grazie per l'esauriente risposta.
Se ho ben capito ora le lampadine in commercio sono solo alogene o
fluorescenti e quindi è da allocchi pensare di scegliere una lampada da
tavolo sulla base del fatto che monta lampadine "tradizionali" in quanto
sono tradizionali solo di facciata, mentre dentro contengono comunque o
una alogena o una fluorescente?
O è comunque meglio in quanto in questo modo hanno un altro strato di
vetro schermante?
Ma perché allora sulle lampade da tavolo che montano lampadine piccole
alogene c'è scritto di stare lontani almeno 20 cm invece sulle altre no?
Ma per la pupilla dovrebbe essere assolutamente ininfluente se passa
della luce che ha uno spettro continuo o uno a righe. Se non mi sfugge
qualcosa. Inoltre le fluorescenti hanno uno spettro che diverso a
seconda dei fosfori usati, non proprio a righe ma con pure una
componente continua. Di contro pure nella luce naturale del sole lo
spettro non è quello perfetto da corpo nero ma ci sono varie righe
sovrapposte o tolte.
> Premesso che quanto da me esposto ampiamente ipotetico, osservo che
> i medici del tuo ospedale hanno cose pi importanti su cui concentrarsi
> che non starsi a domandare se la carenza di focalizzazione UV (o magari
> solo blu) sulla retina nell'et dello sviluppo possa provocare miopia
> o se un lampeggiamento continuo possa provocare glaucoma.
Spesso mi capita di scherzare sul fatto che "a non vedere la luce
solare mi sa che diventerò pazzo". Alla fine entro in reparto la
mattina sotto le luci al neon dove rimango separato dall'esterno da
vari muri ed esco la sera. I medici di questo reparto, come pure
quelli delle altre specialità connesse a radiazioni, fanno la stessa
vita. Per questo dicevo: "se fosse così terribile vivere quasi
esclusivamente sotto le luci fluorescenti spero che se ne sarebbero
già lamentati". Più per la loro salute che per i problemi della retina
nell'età dello sviluppo.
Poi nel mio ufficio ad esempio metà sono di colore caldo e metà di
colore freddo, non so come sia lo spettro risultante. Inoltre non so
se hanno il fliker. Visto che sono comandabili da un dimmer magari
sono un modello a pilotaggio elettronico che è esente da questo
fenomeno. Vedrò di trovare un qualcosa per far la prova.
> Ma perché allora sulle lampade da tavolo che montano
> lampadine piccole alogene c'è scritto di stare lontani
> almeno 20 cm invece sulle altre no?
Hai mai provato a toccare un'alogena accesa?
E le farfalle che, quando cadono sulla piantana alogena,
ne escono vaporizzate, non le avevi notate?
By the way, le alogene a differenza delle fluorescenti
emettono molti raggi che (non da troppo vicino)
sembrano benefici alla salute: gli IR (infrarossi).
Bye,
*GB*
> Ma per la pupilla dovrebbe essere assolutamente ininfluente se passa
> della luce che ha uno spettro continuo o uno a righe.
Sì, ma la pupilla reagisce all'intensità luminosa: si restringe
con più luce (miosi) e si dilata con meno luce (midriasi).
Qui l'aspetto da valutare non è lo spettro della sorgente luminosa,
ma la variazione dell'intensità luminosa: se la retina percepisce (1)
una luminosità piuttosto bassa all'istante t e manda questo input
al sistema nervoso, dovrebbe aversi una midriasi all'istante t + m
anche se esso coincidesse con un istante t + 4n/f in cui la luminosità
fosse ritornata alta.
(1) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19865798 (2010)
Melanopsin and inner retinal photoreception.
"Over the last ten years there has been growing acceptance that retinal
photoreception among mammals extends beyond rods and cones to include
a small number of intrinsically photosensitive retinal ganglion cells
(ipRGCs). These ipRGCs are capable of responding to light in the absence
of rod/cone input thanks to expression of an opsin photopigment called
melanopsin. They are specialised for measuring ambient levels of light
(irradiance) for a wide variety of so-called non-image-forming
light responses. These include synchronisation of circadian clocks
to light:dark cycles and the regulation of pupil size, sleep propensity
and pineal melatonin production." (...)
> Di contro pure nella luce naturale del sole lo spettro non è quello
> perfetto da corpo nero ma ci sono varie righe sovrapposte o tolte.
La luce solare ha IR, rosso, azzurro (non ho detto blu) e UV.
La luce fluorescente manca di tutte queste lunghezze d'onda.
L'incandescente e anche l'alogena sono carenti delle ultime due.
Che importanza hanno? Gli UV fanno produrre vit. D, mentre l'azzurro
se intenso stimola i fotorecettori scotopici (picco di sensibilità
a 498 nm), cioè i bastoncelli, anche di giorno:
http://en.wikipedia.org/wiki/File:Cone-response.svg
L'ipotesi di Prepas (2) è che i raggi UV sulla retina indurrebbero
segnali che arrestino l'allungamento del bulbo oculare, cosa del resto
evidenziata anche da ricerche sperimentali (3-4), mentre la *MIA*
(probabilmente ridicola) ipotesi è che questa regolazione trofica
venga indotta dalla stimolazione dopaminergica dei bastoncelli, sia
con l'azzurro contenuto nei raggi solari, sia con quello prodotto
per fluorescenza dagli UV dentro l'occhio. Comunque, la stimolazione
diurna dei bastoncelli sembra molto importante per il mantenimento
di un normale ritmo circadiano (5-6).
(2) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17804172 (2008)
Light, literacy and the absence of ultraviolet radiation
in the development of myopia.
(...) "The wavelength of artificial (either incandescent or
fluorescent) light is primarily 700-400 nm, while the wavelength
of natural light is 700-200 nm, inclusive of the ultraviolet spectrum.
So the opposite findings of myopia resulting from either accommodation
under continuous light or under darkness (form deprivation) can be
reconciled by restating it: Close focusing in the absence of UV light
may provoke axial myopia. Experimental evidence exhibiting both
scleral remodeling under accommodation as well as the inhibition
of scleral remodeling by the hardening of collagen under ultraviolet
exposure may support this concept. Perhaps new research can look
into the role of the presence or absence of UV light in animal models
of myopia."
(3) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19516016 (2009)
The effect of ambient illuminance on the development
of deprivation myopia in chicks.
(...) "Exposing chicks to high illuminances, either sunlight
or intense laboratory lights, retards the development of
experimental myopia. These results, in conjunction with recent
epidemiologic findings, suggest that daily exposure to high
light levels may have a protective effect against the development
of school-age myopia in children."
(4) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21055401 (2010)
Dependency between light intensity and refractive development
under light-dark cycles.
(...) "On day 90, most chicks in the low-intensity group were myopic,
with a mean refraction of -2.41D (95% confidence interval (CI) -2.9
to -1.8D), whereas no chicks in the high-intensity group developed
myopia, but they exhibited a stable mean hyperopia of +1.1D.
The medium-intensity group had a mean refraction of +0.03D." (...)
"Thus, under light-dark cycles, light intensity is an environmental
factor that modulates the process of emmetropization, and the low
intensity of ambient light is a risk factor for developing myopia."
(5) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20471354 (2010)
Distinct contributions of rod, cone, and melanopsin
photoreceptors to encoding irradiance.
"Photoreceptive, melanopsin-expressing retinal ganglion cells (mRGCs)
encode ambient light (irradiance) for the circadian clock, the
pupillomotor system, and other influential behavioral/physiological
responses. mRGCs are activated both by their intrinsic phototransduction
cascade and by the rods and cones." (...) "Our data reveal an
unexpectedly important role for rods. These photoreceptors define
circadian responses at very dim "scotopic" light levels but also
at irradiances at which pattern vision relies heavily on cones.
By contrast, cone input to irradiance responses dissipates following
light adaptation to the extent that these receptors make a very limited
contribution to circadian and pupillary light responses " (...)
(6) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20711184 (2010)
Rod photoreceptors drive circadian photoentrainment
across a wide range of light intensities.
"In mammals, synchronization of the circadian pacemaker in the
hypothalamus is achieved through direct input from the eyes conveyed
by intrinsically photosensitive retinal ganglion cells (ipRGCs)."
(...) "we found that rods were solely responsible for photoentrainment
at scotopic light intensities. Rods were also capable of driving
circadian photoentrainment at photopic intensities at which they
were incapable of supporting a visually guided behavior. Using mice
in which cone photoreceptors were ablated, we found that rods
signal through cones at high light intensities, but not at low
light intensities. Thus, rods use two distinct retinal circuits
to drive ipRGC function to support circadian photoentrainment
across a wide range of light intensities."
> Per questo dicevo: "se fosse così terribile vivere quasi
> esclusivamente sotto le luci fluorescenti spero che se ne sarebbero
> già lamentati". Più per la loro salute che per i problemi della retina
> nell'età dello sviluppo.
Certo: niente produzione di vit. D nei mesi lavorativi e distruzione
della stessa per troppa esposizione solare d'estate = cancro... ma solo
dopo 30-40 anni (mica te ne accorgi subito e mica ci pensi più dopo).
> Poi nel mio ufficio ad esempio metà sono di colore caldo e metà di
> colore freddo, non so come sia lo spettro risultante. Inoltre non so
> se hanno il fliker. Visto che sono comandabili da un dimmer magari
> sono un modello a pilotaggio elettronico che è esente da questo
> fenomeno. Vedrò di trovare un qualcosa per far la prova.
Ottimo. Determinane lo spettro e vedrai che passi le tue giornate
in carenza di IR, luce visibile a 498 nm, e UV-A.
Bye,
*GB*
Non so bene quale siano i tempi di risposta di questo sistema. Ma
penso che il punto senza luce sia lungo al massimo 2ms nel caso
peggiore. L'occhio è sensibile a variazioni così brevi? (non ne ho
idea ma penso di no)
Se no i neon e derivati sarebbero già stati messi in disuso da un bel
po'.
> La luce solare ha IR, rosso, azzurro (non ho detto blu) e UV.
> La luce fluorescente manca di tutte queste lunghezze d'onda.
> L'incandescente e anche l'alogena sono carenti delle ultime due.
La luce fluorescente di sicuro manca dell'IR. Delle altre componenti
non mi pare. Anche se diversi fosfori danno luci diverse.
http://en.wikipedia.org/wiki/File:Fluorescent_lighting_spectrum_peaks_labelled.png
http://en.wikipedia.org/wiki/File:Spectrum_of_halophosphate_type_fluorescent_bulb_(f30t12_ww_rs).png
http://en.wikipedia.org/wiki/File:Spectra-Philips_32T8_natural_sunshine_fluorescent_light.png
(penso che l'ultimo sia in cm^-1 al posto che nm).
Questo è il sole. http://en.wikipedia.org/wiki/File:Solar_Spectrum.png
Da 750 in su son tutti infrarossi però.
> Che importanza hanno? Gli UV fanno produrre vit. D, mentre l'azzurro
> se intenso stimola i fotorecettori scotopici (picco di sensibilit
> a 498 nm), cio i bastoncelli, anche di giorno:
Sapevo dell'UV che dà la vitamina D. Ma non è affatto chiaro quanto UV
serva e quanto sia troppo. Non mi è chiaro se lo si sappia in
generale.
> Certo: niente produzione di vit. D nei mesi lavorativi e distruzione
> della stessa per troppa esposizione solare d'estate = cancro... ma solo
> dopo 30-40 anni (mica te ne accorgi subito e mica ci pensi pi dopo).
Vabbè...Tanto siam radioesposti! Non sarà la vitamina D quella che ci
farà venire il cancro :D :D :D
> Ottimo. Determinane lo spettro e vedrai che passi le tue giornate
> in carenza di IR, luce visibile a 498 nm, e UV-A.
Vedrò se riesco a rimediare uno spettrometro.
Comunque per tornare seri questo dovrebbe essere un problema per quasi
chiunque lavori in un ufficio. Alla fine dietro ai vetri di UV non ne
arrivano, e quasi da sempre si usano i neon negli uffici. Ci sono
studi/casistiche su problemi di problemi indotti dalla carenza di UV e/
o luce naturale di chi lavora al chiuso?
Chi ti dice che io abbia mai visto un'alogena in funzione :D
Sì vabbé secondo te è questo il motivo? Anche le lampadine tradizionali
scaldano, meno delle alogene ma sicuro almeno 20 cm di distanza bisogna
metterceli per stare bene con 60W... Però non lo scrivono.
> By the way, le alogene a differenza delle fluorescenti
> emettono molti raggi che (non da troppo vicino)
> sembrano benefici alla salute: gli IR (infrarossi).
Mmm quindi morale della favola è consigliabile un alogena rispetto a una
fluorescente. Forma camuffata da tradizionale o indifferente?
Sei sicuro di questo? Perché è capitato lo stesso problema a mio papà ma
la lampadina è stata acquistata la scorsa settimana! Penso sia
improbabile che si tratti di un modello vecchio siccome l'ha presa in
ipermercato.
> Comunque per tornare seri questo dovrebbe essere un problema
> per quasi chiunque lavori in un ufficio. Alla fine dietro ai
> vetri di UV non ne arrivano, e quasi da sempre si usano i neon
> negli uffici. Ci sono studi/casistiche su problemi di problemi
> indotti dalla carenza di UV e/ o luce naturale di chi lavora
> al chiuso?
Penso che in un ufficio moderno il problema della luce sia
secondario rispetto a quello del condizionamento dell'aria, che
in taluni casi è causa *accertata* di malattie (sindrome del
legionario)
--
"Io dico che il medico prudente quando non sa quello che dice,
la miglior cosa che possa fare, è quella di stare zitto."
-- Grillo Parlante in Pinocchio
> Sei sicuro di questo? Perché è capitato lo stesso problema a
> mio papà ma la lampadina è stata acquistata la scorsa
> settimana! Penso sia improbabile che si tratti di un modello
> vecchio siccome l'ha presa in ipermercato.
Ma che problema è se sta 30 secondi per dare la massima
luminosità, quando poi resta accesa tre ore?
> Qui l'aspetto da valutare non è lo spettro della sorgente
> luminosa, ma la variazione dell'intensità luminosa: se la
> retina percepisce (1) una luminosità piuttosto bassa
> all'istante t e manda questo input al sistema nervoso,
> dovrebbe aversi una midriasi all'istante t + m anche se esso
> coincidesse con un istante t + 4n/f in cui la luminosità fosse
> ritornata alta.
Questo dovrebbe essere facile da misurare: si filma ad alta
velocità l'occhio sottoposto alla luce di una lampada
fluorescente e si vede se la pupilla vibra e si allarga e di
quanto.
Da un lato è un problema teorico, cioè vorrei capire perché in una
stanza ci mette 30 secondi e in un'altra con lampadina apparentemente
uguale c'è subito luce.
Dall'altro lato è un problema tecnico: capita spesso di dover entrare
solo per prendere una cosa e aspettare 30 secondi è frustrante.
> Sì vabbé secondo te è questo il motivo?
Credo di sì. Chi non sa quanto scalda un'alogena, può rischiare
di ustionarsi gravemente.
> Anche le lampadine tradizionali scaldano, meno delle alogene
Meno delle alogene, appunto.
> ma sicuro almeno 20 cm di distanza bisogna
> metterceli per stare bene con 60W... Però non lo scrivono.
Neanche sulle prese di corrente c'è scritto di non infilarci
le dita dentro: si suppone che sia common knowledge.
> Mmm quindi morale della favola è consigliabile un alogena
> rispetto a una fluorescente.
No, guarda, io non sono di questo parere. Infatti io avevo
inizialmente proposto una *piantana* alogena, ma nel momento
in cui tu opti per una lampada da tavolo, è possibile che
la fluorescente sia per te una scelta migliore. Perché?
Semplicemente perché è probabile che l'alogena, o sia troppo debole,
oppure scaldi come una stufa elettrica e quindi tu potresti finire
per averne abbastanza già ben prima dell'estate.
I fattori salutistici sembrano ininfluenti perché l'emissione UV
è generalmente schermata e comunque irrilevante rispetto alla luce
solare che ti prendi d'estate oppure sotto una lampada abbronzante.
Nel lungo termine (= buona parte della vita trascorsa sotto luci
artificiali) potrebbe non essere irrilevante la carenza della
lunghezza d'onda che stimola i bastoncelli anche di giorno,
ma questo è un problema comune a TUTTE le lampadine, a partire
da quelle incandescenti tradizionali.
In conclusione, ritengo che la cosa migliore che tu possa fare
sia quella di recarti nel negozio dove intendi comprare la lampada
e farti mostrare accesi i modelli fra cui intendi scegliere:
confrontali per intensità e tonalità della luce, e anche per
quanto scaldano, poi scegli quello con cui ti trovi meglio,
non importa se fluorescente o alogeno.
> Forma camuffata da tradizionale o indifferente?
Vedi sopra. Dipende da come TU ti ci trovi meglio nell'uso.
Bye,
*GB*
Possibile che in 30 anni che i neon sono diffusi in certi ambienti
nessuno abbia mai fatto uno studio del genere? Se no... Tempo qualche
settimana e almeno uno dei sottoscrittori di questo ng manda un paper!
> La luce fluorescente di sicuro manca dell'IR. Delle altre componenti
> non mi pare. Anche se diversi fosfori danno luci diverse.
Boh? Negli spettri da te segnalati io non vedo alcun picco a 498 nm
(approssimativamente 500 nm).
> Questo è il sole. http://en.wikipedia.org/wiki/File:Solar_Spectrum.png
Noto che il sole emette soprattutto nel visibile, e parecchio a 500 nm.
> Vabbè...Tanto siam radioesposti! Non sarà la vitamina D quella che ci
> farà venire il cancro :D :D :D
Chiaro. :-) Aggiungi però anche le alterazioni del ritmo circadiano.
> Ci sono studi/casistiche su problemi di problemi indotti dalla
> carenza di UV e/o luce naturale di chi lavora al chiuso?
Credo proprio che ce ne siano, basta cercare. Di questo che mi dici?
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19266940
Occupational hazard.
Shifts that interfere with diurnal rhythms have been classified
as a carcinogen of the same magnitude as ultraviolet light.
Bye,
*GB*
> Penso che in un ufficio moderno il problema della luce sia
> secondario rispetto a quello del condizionamento dell'aria,
Un problema forse non secondario è il consumo di energia,
che è poi la ragione per cui hanno ormai messo fuorilegge
le vecchie lampadine a incandescenza. Ma, da questo punto
di vista, esistono già lampadine da mettere fuori di giorno
e poi accendere per 1-2 ore alla sera senza far girare
il contatore Enel, come ad es. la Nokero N200 (a LED):
Funziona meglio in Africa e Australia però.
Bye,
*GB*
>Da un lato č un problema teorico, cioč vorrei capire perché in una
>stanza ci mette 30 secondi e in un'altra con lampadina apparentemente
>uguale c'č subito luce.
ci sono i modelli standard, e quelli che vantano specificamente
l'accensione rapida.
Ce ne sono anche con differenti "temperature di colore" (luce a toni
caldi o freddi)
aldo
> Possibile che in 30 anni che i neon sono diffusi in certi ambienti
> nessuno abbia mai fatto uno studio del genere?
In teoria tutto è possibile... anche che in uno studio a doppio cieco
su diecimila soggetti un antipertensivo omeopatico 64CH risulti del 20%
più efficace del placebo... perché come placebo hanno usato pillole di
liquirizia (nel 92% degli studi non dicono che cosa c'è nel placebo).
> Se no... Tempo qualche settimana e almeno uno dei sottoscrittori
> di questo ng manda un paper!
Perché no? In fondo, con uno studio ben impostato e le adeguate
strumentazioni, anche tu potresti scoprire qualcosa di pubblicabile.
Se intendi provarci, prima però dovresti leggerti questi 33 abstract
e pure i full text gratuiti quando li trovi segnalati in alto a destra
(ce ne sono parecchi):
01. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8320596
Faster than the eye can see: blue cones respond to rapid flicker.
02. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8320598
Red-green flicker photometry and nonlinearities in the flicker
electroretinogram.
03. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8533333
Effects of flicker adaptation and temporal gain control
on the flicker ERG.
04. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8851079
Accommodation, convergence, pupil diameter and eye blinks
at a CRT display flickering near fusion limit.
05. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10160414
Pupillary light reflex.
06. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10938319
Characteristics of the pupillary light reflex in the macaque
monkey: metrics.
07. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10938320
Characteristics of the pupillary light reflex in the macaque
monkey: discharge patterns of pretectal neurons.
08. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11539868
Image processing for improved eye-tracking accuracy.
09. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12509175
Human pupil and eyelid response to intense laser light:
implications for protection.
10. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12511354
Pupil light reflex in normal and diseased eyes: diagnosis
of visual dysfunction using waveform partitioning.
11.http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12525960
Characterization of the pupil light reflex, electroretinogram
and tonometric parameters in healthy rat eyes.
12. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12657591
Latency of the pupil light reflex: sample rate, stimulus
intensity, and variation in normal subjects.
13. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12763244
Video recording system for the measurement of eyelid movements
during classical conditioning of the eyeblink response in the rabbit.
14. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12868018
Characterization of the pupil light reflex, electroretinogram
and tonometric parameters in healthy mouse eyes.
15. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15051882
Adaptation from invisible flicker.
16. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15751851
Eye-tracking architecture for biometrics and remote monitoring.
17. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16955268
Shaping the pupil's response to light in the hooded rat.
18. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17151420
Measurement of pupil reactivity using fast pupillometry.
19. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17895821
Intrinsically photosensitive retinal ganglion cells.
20. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18002709
A high speed eye tracking system with robust pupil center
estimation algorithm.
21. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18093366
Temporal resolution and temporal transfer properties:
gabaergic and cholinergic mechanisms.
22. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19126413
A noninvasive, fast and inexpensive tool for the detection
of eye open/closed state in primates.
23. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19141948
System identification for the contribution of light variations
to pupil diameter change.
24. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19169505
[Preliminary results of a computerized and stereoscopic system
for in vivo pupillometry].
25. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19501408
Chromatic pupil responses: preferential activation of the melanopsin-
mediated versus outer photoreceptor-mediated pupil light reflex.
26. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19761325
Pupil dynamics during bistable motion perception.
27. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19884931
Visual sensitivity and cortical response to the temporal envelope
of amplitude-modulated flicker.
28. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20007832
Post-illumination pupil response in subjects without ocular disease.
29. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20557555
Intrinsically photosensitive melanopsin retinal ganglion cell
contributions to the pupillary light reflex and circadian rhythm.
30. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20883333
L- and M-cone input to 12Hz and 30Hz flicker ERGs across
the human retina.
31. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20969920
Comparison of MEG responses to the sinusoidal flicker
and the envelope of amplitude-modulated flicker.
32. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21034369
Pupil Light Reflex in Parkinson's Disease: Evaluation
With Pupillometry.
33. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21123084
Flicker-light induced visual phenomena: Frequency dependence
and specificity of whole percepts and percept features.
Bye,
*GB*
> 11.http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12525960
Accidenti, una delezione del carattere spazio nel link 11
lo ha inattivato... prontamente riparato, rieccolo cliccabile:
11. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12525960
Characterization of the pupil light reflex, electroretinogram
and tonometric parameters in healthy rat eyes.
Bye,
*GB*
> Anche le lampadine tradizionali
>scaldano, meno delle alogene ma sicuro almeno 20 cm di distanza bisogna
>metterceli per stare bene con 60W... Però non lo scrivono.
Se tocchi una lampadina tradizionale, dopo poco ti scotti.
Se tocchi un'alogena, il cui corpo di vetro è molto vicino al
filamento e raggiunge temperature molto elevate, non solo ti scotti
subito e profondamente, ma la cessione di calore verso la tua pelle
crea tali tensioni meccaniche (dilatazione-contrazione) nel materiale,
che la lampada può scoppiare, proiettando pezzi di vetro caldissimo...
Ecco perché non vanno toccate. E occorre anche evitare di toccarle a
mani nude persino quando sono spente: il grasso depositato dalle dita,
una volta che vengono accese, evapora riproducendo lo stesso problema
di cui sopra con possibile scoppio.
ciò vale per le alogene classiche. Le riconosci perché il bulbo di
vetro è piccolo, molto vicino al filamento incandescente.
Le alogene "sostitutive" delle lampadine tradizionali sono circondate
da un secondo bulbo di vetro, ben più grande. Toccare questo non
comporta altro che sentire calore e poi scottarsi un po', senza rischi
di scoppio
aldo
> Se tocchi un'alogena (...) non solo ti scotti subito
> e profondamente, ma (...) la lampada può scoppiare,
> proiettando pezzi di vetro caldissimo...
> il grasso depositato dalle dita (...) evapora (...)
> con possibile scoppio.
> ciò vale per le alogene classiche.
Hai precisato molto bene i motivi esatti (non solo calore
ma anche scoppio) dell'avvertimento sulle alogene, bravo.
Certo però che se sulle alogene classiche ci scrivevano:
"Non toccatemi a mani nude o vi brucio e scoppio",
allora tutti l'avevano già capita da un pezzo.
Bye,
*GB*
[...]
> In teoria tutto è possibile... anche che in uno studio a doppio cieco
> su diecimila soggetti un antipertensivo omeopatico 64CH risulti del 20%
> più efficace del placebo... perché come placebo hanno usato pillole di
> liquirizia (nel 92% degli studi non dicono che cosa c'è nel placebo).
Eh eh, così come c'è da sperare che non usino acqua e zucchero come
placebo negli studi sui diabetici ;-)
Secondo un recente studio, la maggior parte degli studi pubblicati su
riviste anche prestigiose come Lancet non rivelano la composizione del
placebo.
What's in Placebos: Who Knows? Analysis of Randomized, Controlled
Trials
This study evaluated how frequently placebo composition was specified
in the published reports of randomized, placebo-controlled trials in 4
journals (New England Journal of Medicine, JAMA, The Lancet, and Annals
of Internal Medicine). Most published reports did not include a
description of placebo composition. Descriptions of placebo composition
were less common for studies of oral medications than for injections
and other treatments.
Beatrice A. Golomb, Laura C. Erickson, Sabrina Koperski, Deanna Sack,
Murray Enkin, and Jeremy Howick
Ann Intern Med October 19, 2010 153:532-535;
Che poi in sostanza è quello che hai detto anche tu (GB).
Il link dello studio è
> Secondo un recente studio, la maggior parte degli studi pubblicati
> su riviste anche prestigiose come Lancet non rivelano la composizione
> del placebo.
Ti ringrazio per aver voluto introdurre questo importante argomento,
ma preferirei aprire un nuovo thread per proseguirlo (ovviamente
quotandoti), giacché attualmente non pochi utenti accedono ai NG
con modalità tali che da un lato questo nuovo argomento distrugge
la coerenza tematica dell'iniziale thread di illuminotecnica sanitaria,
e dall'altro, per lo stesso motivo, può sfuggire all'attenzione di molti.
Spero che i moderatori siano d'accordo con l'idea che, quando il tema
discusso cambia parecchio diventando quindi OT rispetto al thread,
ma non è affatto OT rispetto al NG, e anzi è importante, allora
è ammesso e magari consigliato di proseguirlo in un nuovo thread,
anziché limitarsi a cambiarne il titolo (cosa comunque ammessa).
Bye,
*GB*