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Re: Siamo ultimi in Europa

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Uplbet

unread,
Jul 25, 2008, 6:00:10 AM7/25/08
to
Il Thu, 24 Jul 2008 20:57:01 +0200, *la*fanciulla*sul*tappeto*volante*
<ilgirod...@partendodallaluna.net> ha scritto:

>Pochi giorni fa in un centro di mia conoscenza (di cui ometterò
>la locazione) si sono 'sprecate' ben 7 sacche per una 96enne
>che poi è comunque morta.
>Nel frattempo una bimba talassemica ha dovuto attendere circa 5 gg per
>essere trasfusa in quanto il sangue disponibile non si trovava!

imho la Vita va rispettata indipendentemente dall'eta'.
A parte il fatto che le 7 sacche usate per la 96enne potevano non
essere comunque compatibili con i requisiti della bimba.

Ciao
---
Uplbet

P. Bianchi

unread,
Jul 25, 2008, 10:06:29 AM7/25/08
to
"Uplbet" <nes...@nessunia.it> ha scritto nel messaggio
news:9i8j84t1hpg8ec4o3...@4ax.com...


> >la locazione) si sono 'sprecate' ben 7 sacche per una 96enne
> >che poi è comunque morta.

> imho la Vita va rispettata indipendentemente dall'eta'.

In teoria si'. In pratica se le risorse sono limitate si deve ragionare
sulla base del massimo beneficio collettivo, il che puo' voler dire fare un
po' di storie per non dare le sacche di sangue alla vecchietta e tenerle di
riserva nell'eventualita' che nel weekend succeda l'incidente in autostrada
e servano a una giovane famiglia. Se il weekend passa, lunedi' gliele
daremo, dici. Domenica sera la vecchietta muore. Rimorsi?

La medicina di oggi e' spesso una medicina supportiva e nei suoi successi e'
la paradossale spiegazione dei suoi costi sempre crescenti.

Una volta il ventenne, acciuffato per un pelo e brillantemente risanato, era
uno che per altri 50 anni, senza ulteriori interventi, poteva portare il suo
contributo alla comunita'. Oggi, brutalmente detto, il malato cronico che
riacciuffi oggi, e' solo quello che ti fara' spendere altri soldi per
riacciuffarlo domani e cosi' via. La medicina, piu' funziona, piu' costa.

Nella sanita' privatistica e assicurativa, il limite del gioco sta nelle
risorse che il singolo individuo ha saputo accantonare per la sua propria
vecchiaia. Quando finiscono i soldi, finisce l'accanimento. Nella medicina
pagata dallo stato, queste sgradevoli decisioni vengono fatte prendere a un
medico, soggetto terzo fra pagatore (SSN) e pagato (pz).

Bones

unread,
Jul 25, 2008, 11:56:01 AM7/25/08
to
P. Bianchi ha scritto:

> Nella medicina
> pagata dallo stato, queste sgradevoli decisioni vengono fatte prendere a un
> medico, soggetto terzo fra pagatore (SSN) e pagato (pz).

Aggiungo, e non per puntiglio ma perché rappresenta un problema reale, che
il soggetto terzo è stretto nella morsa delle responsabilità.
Nessuno mai ti trascinerà in tribunale perché hai usato una sacca di
sangue in più, al massimo ti becchi un rimbrotto telefonico dal collega
del centro trafusionale.

Invece nella medicina di oggi del SSN, ogni volta che un paziente muore si
è potenzialmente di fronte a un caso di malasanità. Io ho già visto due
cause civili (una non più tardi di tre settimane fa, io ero convocato come
testimone) in cui i parenti della novantenne deceduta cercavano di
spillare soldi ipotizzando responsabilità dei medici nella morte della
nonna.

Vuoi sapere come sono finite? Hanno avuto il risarcimento in entrambi i
casi.

Ciao
Bones

--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it

Message has been deleted

Uplbet

unread,
Jul 25, 2008, 4:57:07 PM7/25/08
to
Il Fri, 25 Jul 2008 16:06:29 +0200, "P. Bianchi"
<pipib...@virgilio.it> ha scritto:

>> imho la Vita va rispettata indipendentemente dall'eta'.
>
>In teoria si'. In pratica se le risorse sono limitate si deve ragionare
>sulla base del massimo beneficio collettivo, il che puo' voler dire fare un
>po' di storie per non dare le sacche di sangue alla vecchietta e tenerle di
>riserva nell'eventualita' che nel weekend succeda l'incidente in autostrada
>e servano a una giovane famiglia. Se il weekend passa, lunedi' gliele
>daremo, dici. Domenica sera la vecchietta muore. Rimorsi?

vediamo se ho capito bene.
In parole semplici e ricorrendo ad analogia col noto giochino, vuoi
dire in pratica che se sulla torre c'e' un giovane e un vecchietto ma
c'e' posto solo per uno, il Medico e' autorizzato a buttar giu' il
vecchietto?

Ciao
---
Uplbet

LB

unread,
Jul 26, 2008, 8:30:53 AM7/26/08
to

Uplbet <nes...@nessunia.it> ha scritto:

> vediamo se ho capito bene.
> In parole semplici e ricorrendo ad analogia col noto giochino, vuoi
> dire in pratica che se sulla torre c'e' un giovane e un vecchietto ma
> c'e' posto solo per uno, il Medico e' autorizzato a buttar giu' il
> vecchietto?

si aggiunga: il vecchietto se non lo butti te, si butta da solo tra poco.

non bisogna mai banalizzare, ma queste scelte sono assolutamente "morali" e
avvengono nella quotidianitą degli ospedali: pensi che alle terapie intensive
accedano indipendentemente l'anziano morente e il giovane traumatizzato della
strada?
le risorse sono _sempre_ limitate. a volta poche, a volte tante, ma sempre
limitate.

Luigi

Uplbet

unread,
Jul 26, 2008, 11:08:22 AM7/26/08
to
Il Sat, 26 Jul 2008 12:30:53 GMT, "LB" <21063i...@mynewsgate.net>
ha scritto:

>non bisogna mai banalizzare, ma queste scelte sono assolutamente "morali"

a giudizio (morale) di chi?

>e
>avvengono nella quotidianitą degli ospedali:

avvengono per prassi, o per procedura formalmente emessa dalla
Direzione sanitaria dell'ospedale (o a livello superiore)?

Ciao
---
Uplbet

piesse

unread,
Jul 26, 2008, 3:30:36 PM7/26/08
to
LB wrote:
> si aggiunga: il vecchietto se non lo butti te, si butta da solo tra poco.

esatto: una cosa è buttare o non buttare uno dalla torre, un'altra
intervenire o non intervenire per evitare che cada.

>
> non bisogna mai banalizzare, ma queste scelte sono assolutamente "morali" e

più che morali, direi utilitaristiche (l'utilitarismo è un concetto
talmente ignorato in Italia che nessuno si è neppure preso la briga di
scrivere o tradurre in italiano la pagina di wikipedia)

http://en.wikipedia.org/wiki/Utilitarism

saluti,
piesse

Unknown

unread,
Jul 27, 2008, 3:01:15 AM7/27/08
to

"*la*fanciulla*sul*tappeto*volante*" <ilgirod...@partendodallaluna.net>
ha scritto nel messaggio news:g6aj9p$pj9$1...@aioe.org...
> http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=19576
>
> per quanto riguarda le donazioni di sangue.
> Dalla mia esperienza vedo che a donare sono soprattutto
> parenti di persone colpite da patologie croniche necessitanti
> richiesta trasfusionale continua, sensibilizzati come sono
> dalla gravità del fatto e dalla grande importanza dell'atto
> della donazione.
> Gli altri, semplicemente, se ne fregano

Nel trentino i donatori sono persone qualunque e sopratutto giovani come è
giusto che sia.
Ma come mai ci chiameranno solo una volta al anno?, questo almeno nei casi a
mia conoscenza.

Feliciana

unread,
Jul 27, 2008, 6:36:05 AM7/27/08
to
Dieci anni fa mio padre è mancato per tumore alla prostata
diagnosticato troppo tardi. Giro di medici, e uno dell'istituto tumori
di Milano mi dice che è un tumore poco studiato perchè colpisce le
persone di una certa età e si preferisce devolvere risorse per
studiare tumori che colpiscono giovani.
Beh, io ho capito la faccenda, non me la sono presa.
Le risorse non sono infinite, anche in campo salute e umanità.
Come noi abbiamo solo 24 ore di tempo e qualche ora la dobbiamo
destinare a dormire-nutrirci-lavarci, le altre dobbiamo selezionarle e
dedicarle. Non possiamo fare tutto.
Crudele ma è così.
Me la son presa più che altro col medico di base che non ha fatto il
suo lavoro: a un uomo di oltre 50 anni, non ha mai parlato di problemi
di prostata e di test da fare regolarmente. Infatti è un medico a cui
interessa lo stipendio e frustrato della sua scelta di fare il medico
di base (ma devono pagare i pazienti...?).
Forse mio padre sarebbe morto lo stesso, ma almeno si sarebbe fatto
tutto quanto in regola, prevenzione compresa.

Sono crudele quando penso quante risorse prendono le persone come
Eluana, persone i cui parenti oltretutto lottano per togliere da una
vita si sofferenza, paradosso pazzesco, mentre ce ne sono altre che
girano ospedali perchè non trovano un posto letto...?
Non è umanità anche questa, pensare a chi non riesce ad essere curato?

Saluti, F.

John

unread,
Jul 27, 2008, 7:51:52 AM7/27/08
to
Feliciana wrote:

> Sono crudele quando penso quante risorse prendono le persone come
> Eluana, persone i cui parenti oltretutto lottano per togliere da una
> vita si sofferenza, paradosso pazzesco, mentre ce ne sono altre che
> girano ospedali perchè non trovano un posto letto...?
> Non è umanità anche questa, pensare a chi non riesce ad essere curato?
>


La societa' si sta evolvendo nella direzione giusta, ma ci vorranno secoli
prima che tutto sia 'quasi perfetto'.

Si deve ricominciare da zero e rivedere la gestione della salute pubblica
con altri occhi.

Una sanita' adeguata dovrebbe prevedere un mini-ospedale (con tutti gli
ambulatori specialistici) nel primo piano sotteraneo di ogni palazzo.
Adeguato al numero di appartamenti. Questo in grandi citta' con alta
densita' di popolazione.

Le cartelle cliniche devono essere computerizzate al massimo. Tutti i
laboratori devono essere in grado di fare TUTTI i tests possibili e
immaginabili.
Non deve esistere che un campione di urina di 24 ore deve essere mandato in
un'altra citta',a 50 Km di distanza, come succede qui, per calcolare le
catecolamine.

Ci deve essere un operatore sanitario (medico o infermiere specializzato)
ogni 10 abitanti.

Per ogni 100 abitanti deve esistere una unita multiambulatoriale con
strumentazione diagnostica adatta per TUTTE le patologie.

Quando politici, architetti, ingegneri della sanita' incominceranno ad
implementare questo 'quadro sanitario' ne riparleremo.

Fino allora, possiamo solo pregare il Padreterno di non avere la sfiga
che hanno avuto le persone sopramenzionate, colpevoli solo di essere
'piu' vecchie della concorrenza', che ha influenzato le
decisioni 'necessarie' dei medici.

John.

IgnazioGSS©

unread,
Jul 27, 2008, 10:41:54 AM7/27/08
to
On Sun, 27 Jul 2008 03:36:05 -0700 (PDT), Feliciana
<felic...@gmail.com> wrote:

>Me la son presa più che altro col medico di base che non ha fatto il
>suo lavoro: a un uomo di oltre 50 anni, non ha mai parlato di problemi
>di prostata e di test da fare regolarmente.

Beh, non e' cosi' semplice, a dispetto di ciò che ogni tanto si sente
in TV lo screening del tumore alla prostata e' una cosa molto
controversa, e non tutti gli urologi sono dell'opinione che possa
essere utile, secondo molti anzi puo' essere addirittura
controproducente.
Poi ovviamente capisco che sul caso singolo, A POSTERIORI, il
ragionamento sia del tutto diverso.
--
Ignazio GSS© * More than 100 HiRes images in my home page
http://www.ipuddu.it

LB

unread,
Jul 27, 2008, 11:08:44 AM7/27/08
to

Uplbet <nes...@nessunia.it> ha scritto:

> a giudizio (morale) di chi?

così come il giudizio _clinico_ dei diversi medici si confronta e si uniforma
grazie a conferenze e pubblicazioni, anche il giudizio _morale_ utilizza gli
stessi strumenti.
Poco fa nel mio ospedale c'è stata, ad esempio, un meeting molto "quotato" circa
le scelte etiche di accesso alla terapia intensiva.
Il lavoro e il confronto tra professionisti porta poi spesso alla pubblicazione
di documenti di bioetica, in modo che il singolo professionista possa costruire
il proprio convincimento personale poggiandosi sulla conoscenza di quanto già
pensato dagli altri.
Alcuni documenti di bioetica raggiungono livelli di consenso internazionale,
alcuni addirittura vengono ratificati dai Parlamenti dei diversi paesi.
Ripeto, si può fare analogia con quanto avviene per le scelte _cliniche_:
autonomia del professionista sanitario, ma nella cornice dello stato dell'arte
in materia.

> avvengono per prassi, o per procedura formalmente emessa dalla
> Direzione sanitaria dell'ospedale (o a livello superiore)?

Probabilmente le direzioni sanitarie giocano la loro parte nell'orientare le
scelte, ma siamo comunque nell'esercizio dell'autonomia dei singoli
professionisti, spesso in confronto tra loro. Ad esempio per il trasferimento di
un paziente morente in terapia intensiva serve l'opera sia del medico curante
che intravede la possibilità di un reale beneficio per il paziente, sia
dell'intensivista, che dal canto suo vorrebbe giocare le sue risorse nel modo
(cito) più utilitaristico possibile. Lo stesso, ad esempio, avviene tra medico
curante e medico della banca del sangue, nel caso delle trasfusioni.

Ciao
Luigi

LB

unread,
Jul 27, 2008, 11:34:24 AM7/27/08
to

lupino <> ha scritto:

> Nel trentino i donatori sono persone qualunque e sopratutto giovani
> come è giusto che sia.

il Trentino infatti è una delle regioni d'Italia autosufficienti. Lo sono
anche Veneto, Lombardia e Emilia Romagna, nonostante nei loro ospedali
trattino un buon numero di pazienti anche extra-regione (trapianti,
chirurgia oncologica ecc, che consumano molto sangue).
ma la situazione è eterogenea. ad esempio nell'area "Nord-Est" italiana 11
milioni di abitanti raccolgono 600.000 litri di sangue all'anno, mentre
nell'area "Sud" 14 milioni di abitanti si fermano a 400.000 litri, e
devono importare sangue.
dati: registro nazionale del sangue 2006.

Credo che alla base ci sia una differenza nell'efficacia della rete di
raccolta, ma anche una diversa sensibilità al volontariato.

> Ma come mai ci chiameranno solo una volta al anno?, questo almeno nei
casi a
> mia conoscenza.

Dipende da persona a persona. In realtà proprio ultimamente hanno
abbassato l'intervallo minimo tra una donazione e l'altra.

Ciao
Luigi

Message has been deleted

John

unread,
Jul 27, 2008, 3:42:53 PM7/27/08
to
*la*fanciulla*sul*tappeto*volante* wrote:


> Il discorso è un tantino diverso, qui non si parla di organizzazione e di
> prevenzione, almeno non nelle mie intenzioni, ma di risorse disponibili,
> in quanto caso risorse di sangue.

giusto. non avevo colto questo lato della problematica nel thread.

Certamente si tratta di corretta informazione e campagna di
sensibilizzazzione, come hai detto.

Oltre al fatto che molte volte, il destino, e' crudele e ci si trova a
soccombere ed accettare la morte di una persona cara, per 'forza
maggiore'.

Message has been deleted

*GB*

unread,
Jul 28, 2008, 8:45:17 AM7/28/08
to
*la*fanciulla*sul*tappeto*volante* ha scritto:

> Fino a quando ci sarà questa grave emergenza in Italia si dovranno,
> necessariamente, operare delle scelte, e tra salvare un vecchietto
> arrivato all'ultimo stadio pur con i parenti alle calcagna che
> vorrebbero 'doparlo' oltre 10 di hb e un giovane leucemico che
> necessita all'istante di una trasfusione o una persona di mezza età
> gravemente incidentata con perdita ematica consistente la scelta su
> chi 'salvare' all'istante mi pare ovvia, senza tanti rimorsi.

E allora perché vi incazzate tanto quando i Testimoni di Geova
rifiutano le trasfusioni di sangue?

Tu trovi etico lasciar morire un vecchio che vorrebbe la trasfusione,
e poi impiegare il sangue risparmiato per trasfondere a forza,
magari facendo appello alla magistratura, un TdG ostinato?

Bye,

*GB*

P. Bianchi

unread,
Jul 28, 2008, 2:05:54 PM7/28/08
to
"*GB*" <gb...@ymail.com> ha scritto nel messaggio
news:488dbf5d$1...@news.unimib.it...

> Tu trovi etico lasciar morire un vecchio che vorrebbe la trasfusione,
> e poi impiegare il sangue risparmiato per trasfondere a forza,
> magari facendo appello alla magistratura, un TdG ostinato?

Si', e il ragionamento e' lo stesso in entrambi i casi: non compete al
paziente gradire o non gradire un certo atto. E' il medico che, come
delegato della societa' per le questioni di salute, in base alla propria
coscienza e sensibilita', e con una visuale super partes, decide se e con
chi vale la pena di investire determinate risorse in determinati azioni
diagnostiche o terapeutiche.

Per cui sulla base dello stesso tipo di ragionamento puo' decidere che col
vecchio ottantenne attaccato alla ghirba e' meglio aspettare, mentre con la
giovane fanatica disposta a morire pur di non contaminarsi e' meglio
insistere. In entrambi i casi il medico va contro ai desideri dei pazienti,
in nome di un interesse superiore. Il medico si fa garante del rispetto
dell'interesse collettivo (salvare una vita giovane ed evitare di creare
orfani, anziche' prolungare una agonia), visto che e' la collettivita' che
organizza e finanzia il SSN. E' questo allora forse il temibile "stato
etico", quello che decide per il tuo bene? Ebbene, un po' purtroppo si'.

In una organizzazione privatistica, le questioni etiche verrebbero
derubricate ad economiche (hai soldi? ti curiamo. Finiti i soldi? Addio.
C'e' poco sangue? All'incanto a chi offre di piu').

Attenzione: il meccanismo e' sempre quello: chi paga decide. Se paga il
privato, decide il privato quanto puo' e vuole spendere per se stesso. Se
paga lo stato, decide il funzionario. Lo stato ha capacita' di spesa
enormemente maggiori del privato, ma non e' piu' il malato a decidere.

Nota che attualmente per il funzionario (medico) dover prendere decisioni,
significa mettersi in situazioni lose-lose: se trasfondo il vecchio e poi mi
manca il sangue per la giovane mamma incidentata, il marito della signora
non denuncera' il vecchio egoista, denucera' me, sulla base di un suo
legittimo interesse coniugale. Se rimando il vecchio e poi non succede
nessun incidente e il vecchio muore due gg. prima, i parenti del vecchio
ancora se la prenderanno con me, sulla base dei loro specifici interessi
parentali. In presenza di interessi contrastanti e di risorse limitate, ogni
scelta necessariamente favorira' qualcuno a danno di qualcun altro. Questo
qualcun altro avra' buon gioco, col senno di poi, ad accusare il medico di
errore di valutazione.

Agli interessi individuali il medico puo' solo contrapporre la sua buona
fede e i generici criteri di osservanza dell'interesse collettivo. Ma ogni
volta naturalmente e' un terno al lotto, nonche' un dramma.

*GB*

unread,
Jul 29, 2008, 6:22:00 AM7/29/08
to
P. Bianchi ha scritto:

> E' il medico che, come delegato della societa' per le questioni
> di salute, in base alla propria coscienza e sensibilita',
> e con una visuale super partes, decide se e con chi
> vale la pena di investire determinate risorse

Ma tutti i medici pensano forse allo stesso modo?
Mi sa di no, anche perché ci sono medici credenti
che fanno riferimento a qualche autorità religiosa,
e ci sono medici non credenti che non è troppo chiaro
a che cosa facciano riferimento esattamente.

Non credi che stabilire come criterio di scelta
soltanto l'età sia razzismo anagrafico? Chi dice
che uno più vecchio non sia più intelligente
e qualche volta addirittura meno portatore di
danni genetici trasmissibili di uno più giovane?
Di solito non è così, ma talvolta può capitare.

Poniamo ad es. che di là hai il chimico Albert Hofmann
( http://en.wikipedia.org/wiki/Albert_Hofmann )
all'età di 92 anni (è morto quest'anno a 102 anni),
mentre di qua hai un ragazzino di 12 anni affetto
da sindrome di Down.

Tu come ti regoleresti? Io proverei a fargli
fare un test del QI a entrambi, poi direi che
il risultato del test più l'evidenza cariotipica
facciano propendere per la trasfusione a Hofmann.
(Notare che se Hofmann risultasse con un QI
più basso da rimbecillimento senile, allora
la trasfusione dovrebbe spettare al Down).

Ma questo secondo la mia opinione! E se la tua
opinione differisse dalla mia, esistono leggi
che dicono precisamente che devi aver ragione tu?
Specialmente quando tali leggi non definiscono
in maniera chiara i criteri di scelta in quei casi.

> Per cui sulla base dello stesso tipo di ragionamento
> puo' decidere che col vecchio ottantenne attaccato
> alla ghirba e' meglio aspettare, mentre con la giovane
> fanatica disposta a morire pur di non contaminarsi
> e' meglio insistere.

Insomma, per poter prendere correttamente una decisione
di questo genere, credo che ci voglia un mandato etico
molto chiaro e dettagliato al riguardo. Perciò dovrebbe
essere l'autorità politica e/o religiosa a stabilire
che cosa si deve fare esattamente in ciascun caso.

Questo perché l'etica dovrebbe provenire dalla volontà
della popolazione se Dio non c'è, oppure dalla volontà
di Dio se Dio c'è. Non mi sembra che possa venire emanata
da una categoria ristretta, sia pure cosciente e informata,
come quella dei medici. Anche perché questo significherebbe
assumersi una responsabilità eccessiva: il medico pubblico
dovrebbe avere la responsabilità di curare secondo scienza
e coscienza, ma non quella di decidere chi curare e chi no.

> In entrambi i casi il medico va contro ai desideri
> dei pazienti, in nome di un interesse superiore.

Già, ma chi lo stabilisce qual è l'interesse superiore?

> E' questo allora forse il temibile "stato etico",
> quello che decide per il tuo bene? Ebbene, un po'
> purtroppo si'.

Io vorrei che lo "Stato etico" definisse i criteri
di preferenzialità, esaminando tutti i fattori in gioco
e decidendo quali devono contare e in che misura,
e quali non vadano invece presi in considerazione.
Altrimenti di etico non c'è nulla, è solo arbitrio
demandato a chi si spera sappia decidere per il meglio.

> Se paga lo stato, decide il funzionario. Lo stato
> ha capacita' di spesa enormemente maggiori del privato,
> ma non e' piu' il malato a decidere.

Sono d'accordo che decida lo Stato, che esiste appunto
anche per questo tipo di decisioni. Non sono d'accordo
che decida il singolo medico in base a idee sue, a meno
che una delega in tal senso non sia stata promulgata
specificamente dallo Stato. E in quest'ultimo caso
i cittadini avranno pur diritto a cercare di cambiare
le leggi in altra direzione, se vogliono e possono.
Io ad es. voterei per il diritto dei TdG (e non solo loro)
di lasciarsi morire se davvero lo vogliono.

> Nota che attualmente per il funzionario (medico)
> dover prendere decisioni, significa mettersi
> in situazioni lose-lose:

Appunto! Dovrebbe essere un'autorità investita
in tal senso dalla collettività a promulgare
dei criteri decisionali a cui poi attenersi.

> In presenza di interessi contrastanti e di risorse limitate,
> ogni scelta necessariamente favorira' qualcuno a danno di
> qualcun altro. Questo qualcun altro avra' buon gioco, col
> senno di poi, ad accusare il medico di errore di valutazione.

Sì, ma forse è anche colpa vostra, perché non fate presente
a chi di dovere che certe scelte non spetterebbero a voi.

Bye,

*GB*

Francesco Da Riva

unread,
Jul 29, 2008, 7:40:58 AM7/29/08
to
Ciaom

On 28 Lug, 20:05, "P. Bianchi" <pipibian...@virgilio.it> wrote:
> "*GB*" <gb...@ymail.com> ha scritto nel messaggionews:488dbf5d$1...@news.unimib.it...
> Si', e il ragionamento e' lo stesso in entrambi i casi: non compete al
> paziente gradire o non gradire un certo atto.

Compete eccome invece, cosa ribadita anche dalla Cassazione: le
terapie mediche a cui sottoporsi DEVONO essere accettate dal paziente,
il medico non ha nessun diritto di imporle.

Fa parziale salvo il caso di minori in cui le convinzioni del tutore
non devono cagionare oggettivo danno.
Per il resto se io decido di non volere che mi si amputi una gamba è
una mia scelta, anche se mi porta alla morte.

> organizza e finanzia il SSN. E' questo allora forse il temibile "stato
> etico", quello che decide per il tuo bene? Ebbene, un po' purtroppo si'.

Scusa ma non c'entra nulla: decide in uno sato concorrenziale a che
destinare risorse è un conto arrogarsi il diritto di imporre un
terapia per "interesse superiore" è un altra cosa.

> Attenzione: il meccanismo e' sempre quello: chi paga decide. Se paga il
> privato, decide il privato quanto puo' e vuole spendere per se stesso. Se
> paga lo stato, decide il funzionario. Lo stato ha capacita' di spesa
> enormemente maggiori del privato, ma non e' piu' il malato a decidere.

Hai le idee un po' confuse: innanzitutto fino a prova contraria chi
decide è il parlamento ed in subbordine il governo.
Il funzionario incarico attua solo una politica decisa da altri.

Oltre a questo nessun medico può imporre un trattamento sanitario,
fato salvo il TSO di natura psichiatrica.

> Questo qualcun altro avra' buon gioco, col senno di poi, ad accusare il medico di
> errore di valutazione.

Questo perchè mancano lieen guida chiare.
Oltre a tutto se tu trafnodi il vecchio e poi mnaca il sangue sei in
un botta di ferro: tu non potevi sapere che si sarebbe schiantata in
macchina la mamma. Il contrario è un casino.


>Ma ogni volta naturalmente e' un terno al lotto, nonche' un dramma.

Su questo condivido al 100%

Ciao
Francesco

P. Bianchi

unread,
Jul 29, 2008, 1:37:01 PM7/29/08
to
"Francesco Da Riva" <use...@dariva.it> ha scritto nel messaggio
news:b21d4631-6290-42fd...@56g2000hsm.googlegroups.com...

> > Si', e il ragionamento e' lo stesso in entrambi i casi: non compete al
> > paziente gradire o non gradire un certo atto.

> Compete eccome invece, cosa ribadita anche dalla Cassazione: le
> terapie mediche a cui sottoporsi DEVONO essere accettate dal paziente,
> il medico non ha nessun diritto di imporle.

Il paziente esprime il consenso alle proposte che gli vengono messe
davanti, ma infine non e' lui che governa il processo terapeutico. Il
processo avviene in base alle valutazioni del medico. Il paziente puo'
assecondare queste valutazioni firmando il consenso, oppure revocare la
fiducia e firmare le dimissioni e farsi ricoverare altrove, ma come il
medico non gli puo' imporre trattamenti coattivi, cosi' lui non puo'
pretendere particolari trattamenti dal medico.

Nella pratica si suppone che il medico operi sempre per il bene altrui e che
il paziente gli abbia dato una ampia delega, ma comunque la responsabilita'
valutativa e decisionale resta necessariamente asimmetrica - il ruolo del
paziente e' passivo, non si esprime in forma propositiva bensi' ricettiva,
cioe' il paziente o chi per lui puo' consentire oppure no, alle proposte che
gli vengono sottoposte. Questa asimmetria, insita nella natura dei ruoli, a
volte puo' portare a lacerazioni fra i due tipi di interessi (medico che se
ne frega un po' troppo - paziente che pretende un po' troppo) tali da
arrivare al litigio giuridico.

> > organizza e finanzia il SSN. E' questo allora forse il temibile "stato
> > etico", quello che decide per il tuo bene? Ebbene, un po' purtroppo si'.

> Scusa ma non c'entra nulla: decidere in uno stato concorrenziale a chi
> destinare risorse è un conto, arrogarsi il diritto di imporre un


> terapia per "interesse superiore" è un altra cosa.

Secondo me il comportamento spicciolo del medico nel singolo caso (che
decide lui per il bene del malato) _puo'_ essere un caso particolare del
fatto generale di avere un servizio sanitario organizzato dallo stato, che
decide la politica sanitaria per il bene dei cittadini.

Nota paradossalmente che oggi come oggi il suddetto "stato etico" si lamenta
coi medici di essere troppo generosi nel disporre di una risorsa che non e'
loro, ossia di non essere abbastanza rigorosi nel negare prestazioni ai
cittadini, e di far spendere troppo la comunita'.

Nota anche che questo discorso si sta allontanando dal problema iniziale
della penuria di emocomponenti.

> > Se paga lo stato, decide il funzionario.

> Hai le idee un po' confuse: innanzitutto fino a prova contraria chi


> decide è il parlamento ed in subbordine il governo.

Il parlamento lasciamolo perdere che non conta niente.
Il governo (passando per l'assessorato regionale e il locale DG) decide
quanti soldi ci sono da spendere.
Il medico e' quello che di fatto li spende.
Il medico spende i soldi dello stato per curare i malati.
Lo stato si lamenta che i medici spendono troppo.
Il malato si lamenta che per le tasse che paga, gli tornano indietro toppo
pochi servizi (tranne quando lo trapiantano gratis, allora ringrazia) .
Il medico si lamenta di essere tra l'incudine e il martello e che deve
mediare fra pretese opposte e inconciliabili.

> Il funzionario incaricato attua solo una politica decisa da altri.


> Questo perchè mancano lieen guida chiare.

Quando si parla di medico funzionario devono essere messe due grosse
virgolette, perche' il medico ha si' le caratteristiche di "terzo
smistatore" fra stato e paziente, e cioe' di funzionario che consegue un
certo risultato per conto di chi ci mette i soldi, ma e' un funzionario
culturalmente autonomo, non irregimentabile (e gli assessori si lamentano
che e' un funzionario poco leale). Il medico e' un cattivo funzionario,
perche' per formazione, retorica e tradizione, e' solidale piu' col cliente
che col datore di lavoro.

> Oltre a tutto se tu trafnodi il vecchio e poi mnaca il sangue sei in
> un botta di ferro: tu non potevi sapere che si sarebbe schiantata in
> macchina la mamma. Il contrario è un casino.

Se io so, in base alle serie storiche, che in tutti i weekend succedono
almeno un paio di emergenze che richiedono sangue, se e' venerdi' sera, ho
poche scorte e non riesco a trovare donatori, io non so chi e quando
arrivera' sanguinando, ma so che statisticamente qualcuno lo fara'. Io devo
avere l'occhio avanti e mi devo barcamenare, fra il presente e il
prevedibile, se mi faccio sopravanzare dalle circostanze non sono un bravo
medico.

Feliciana

unread,
Jul 29, 2008, 4:08:59 PM7/29/08
to

> in TV lo screening del tumore alla prostata e' una cosa molto
> controversa

Bastava tenere sotto controllo regolarmente il PSA e qualche altro
dato, bastava un prelievo si sangue in pratica

Feliciana

unread,
Jul 29, 2008, 4:18:46 PM7/29/08
to

> Nota che attualmente per il funzionario (medico) dover prendere decisioni,
> significa mettersi in situazioni lose-lose: se trasfondo il vecchio e poi mi
> manca il sangue per la giovane mamma incidentata, il marito della signora
> non denuncera' il vecchio egoista,  denucera' me (...) Questo

> qualcun altro avra' buon gioco, col senno di poi, ad accusare il medico di
> errore di valutazione.

E dare le risorse a chi prima arriva ? al pronto soccorso, per
esempio. Non sarà etico (ma cos'è etico, pare sia un concetto molto
individuale) ma si evitano ricorsi legali e rimorsi.
Se arriva prima l'anziano, le sacche di sangue si danno a lui. Se dopo
due ore arriva un giovane, non è colpa di nessuno se non ci sono più
sacche del suo gruppo sanguigno. Ovviamente dopo averle cercate nei
vicini altri ospedali o dove la legge dice di poter cercarle.
Intendo:fare il possibile, comunque.

Message has been deleted

IgnazioGSS©

unread,
Jul 29, 2008, 5:11:34 PM7/29/08
to
On Tue, 29 Jul 2008 13:08:59 -0700 (PDT), Feliciana
<felic...@gmail.com> wrote:

>Bastava tenere sotto controllo regolarmente il PSA e qualche altro
>dato, bastava un prelievo si sangue in pratica

E' proprio il fatto di controllare il PSA che e' controverso.

John

unread,
Jul 29, 2008, 5:32:44 PM7/29/08
to
IgnazioGSS© wrote:


>
> E' proprio il fatto di controllare il PSA che e' controverso.

Interesante. Questa l'avevo gia' sentita.
Ma non esiste almeno una soglia 'sicurissima' per procedere automaticamente
ad una biopsia ?

IgnazioGSS©

unread,
Jul 30, 2008, 2:52:08 AM7/30/08
to
On Tue, 29 Jul 2008 23:32:44 +0200, John <du...@agdp.de> wrote:

>Ma non esiste almeno una soglia 'sicurissima' per procedere automaticamente
>ad una biopsia ?

Purtroppo no, certo se trovi 10 di PSA e' probabile che ci sia un
tumore, il problema e' che ci sono anche tumori con PSA basso e
ipertrofie con PSA abbastanza alto.

John

unread,
Jul 30, 2008, 3:16:46 AM7/30/08
to
IgnazioGSS© wrote:


> Purtroppo no, certo se trovi 10 di PSA e' probabile che ci sia un
> tumore, il problema e' che ci sono anche tumori con PSA basso e
> ipertrofie con PSA abbastanza alto.
>


...e magari e' difficile che un PSA = 10 non abbia alcuna sintomatica,
vero ? Oppure e' possibile ?

IgnazioGSS©

unread,
Jul 30, 2008, 8:44:53 AM7/30/08
to
On Wed, 30 Jul 2008 09:16:46 +0200, John <du...@agdp.de> wrote:

>
>...e magari e' difficile che un PSA = 10 non abbia alcuna sintomatica,
> vero ? Oppure e' possibile ?

E' abbastanza difficile, anche se non impossibile, di solito qualche
problema c'e'.

*GB*

unread,
Jul 30, 2008, 11:07:08 AM7/30/08
to
Francesco Da Riva ha scritto:

> Questo perchè mancano lieen guida chiare.

Di linee guida, stamattina ne hanno già stabilite due,
relativamente alle liste d'attesa. La priorità va data
alle malattie oncologiche (cancro) e cardiovascolari.

(da Reuters) Il sottosegretario, intervenuto questa mattina
a una conferenza stampa con il ministro della Salute
Maurizio Sacconi e il sottosegretario alla presidenza
del Consiglio Paolo Bonaiuti, ha precisato che, sia per
le malattie cardiovascolari che per le patologie oncologiche,
sono stati previsti quattro livelli di priorità:
prestazioni urgenti -- da erogare entro 72 ore --,
prestazioni differibili -- entro 10 giorni --,
prestazioni il cui rinvio non interferisce con le
necessità diagnostiche terapeutiche -- entro 30 giorni --
e altre tipologie di prestazioni rinviabili -- entro 60 giorni.
"(L'abbattimento delle liste d'attesa) è una delle richieste
più sentite dalla gente", ha commentato Bonaiuti. "Introdurre
dei principi per gradi di priorità per le malattie cardiovascolari
e oncologiche sicuramente corrisponde alle esigenze della gente,
delle persone comuni".
Tra le altre iniziative in programma, ha aggiunto Fazio,
la "decompressione" del carico di pazienti al pronto soccorso
con l'istituzione di una rete di servizi territoriali, di assistenza
ed emergenza, disponibili 24 ore su 24, e l'individuazione di nuovi
obiettivi di intervento per il nuovo Piano di prevenzione 2009-2011,
con un occhio di riguardo a anziani, disabili, obesità infantile e
immigrazione -- con la creazione di un presidio sanitario nell'isola
di Lampedusa per il primo soccorso agli immigrati.

Bye,

*GB*

Mario Campli

unread,
Jul 30, 2008, 4:32:24 PM7/30/08
to
*GB* ha scritto:

> Di linee guida, stamattina ne hanno già stabilite due,
> relativamente alle liste d'attesa.

Perdonami, ma mi pare che questo non c'entri nulla con il discorso che
si stava facendo.
Di linee guida ce ne sono a bizzeffe, anche troppe, su moltissimi
aspetti della medicina. Ma noi stavamo parlando della assegnazione di
risorse limitate in urgenza. Non c'entra granchè neanche il discorso di
Francesco De Riva, che parla di Cassazione e consenso informato
dimenticando che in urgenza e in emergenza spesso il paziente è
incosciente o comunque incapace di esprimere validamente il suo
consenso, quindi la responsabilità delle scelte ricade interamente sulle
spalle del medico curante, che di fatto "impone" la terapia al paziente,
valendosi dello stato di necessità.

--
Doctor Diabolicus
http://www.sci-med.it

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piesse

unread,
Aug 1, 2008, 11:22:23 AM8/1/08
to

Il problema non è quello. E' che il 30-40% dei pazienti deceduti per
altri motivi all'autopsia risultano avere un tumore della prostata che
non dava loro alcun disturbo.
In pratica, con lo screening, finisci per diagnosticare e curare (con
terapie molto invalidanti) un sacco di persone che altrimenti sarebbero
state benone....
(incidentalmente, lo stesso succede per il tumore della mammella e altri
screening tumorali)

saluti,
piesse

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