difficile da dire così su due piedi, l'osteoradionecrosi è un effetto
collaterale tardivo temibile della radioterapia, la probabilità che si
verifichi dipende dalla dose totale somministrata e dal volume di osso
irradiato. Orientativamente dosi somministrate superiori ai 70 Gy su un
volume "consistente" di osso possono essere pericolose. La guarigione è
possibile, anche se lenta e spesso da aiutare con osteosintesi
chirurgiche. Le terapie odontoiatriche sarebbero da effettuarsi sempre
*prima* di intraprendere un trattamento sul distretto cranio-facciale,
successivamente sono possibili a patto che siano trascorsi almeno due
anni dal termine del trattamento e da condursi con molta attenzione da
parte dell'odontoiatra, le manovre estrattive sono in particolare le più
pericolose perchè facendo "leva" sull'osso possono provocarne la
rottura, per questo l'odontoiatra deve essere avvisato e deve sapere
esattamente quello che fa nel momento in cui esegue l'estrazione. La
terapia dell'osteomielite invece riguarda
l'ortopedico/otorinolaringoiatra, e può richiedere interventi di
rimozione chirurgica dell'osso interessato con ricostruzioni difficili
e laboriose da eseguirsi da parte di chirurghi che conoscano bene la
chirurgia ricostruttiva. In genere un'idea più precisa della
compromissione dell'osso si può avere leggendo l'istogramma dose/volume
del piano di trattamento e la mappa di distribuzione di dose, questo per
identificare con maggior precisione le aree di rischio. Grossolanamente,
e con beneficio di inventario, possono essere considerate "a rischio"
tutte le aree che hanno ricevuto una dose totale superiore ai 60-65 Gy.
Fammi sapere se ti servono maggiori dettagli ;-)
> e con beneficio di inventario, possono essere considerate "a rischio"
> tutte le aree che hanno ricevuto una dose totale superiore ai 60-65 Gy.
>
> Fammi sapere se ti servono maggiori dettagli ;-)
Il paziente in questione a due anni da un primo intervento di ablazione
(abbastanza conservativa) di un carcinoma linguale seguito da radioterapia,
ha avuto purtroppo una recidiva. Così si è deciso per una asportazione
radicale accompagnata da impianto di lembo miocutaneo vascolarizzato,
intervento magnificamente riuscito tranne che per un inconveniente.
Sfortunatamente la tecnica chirurgica prevede l'osteotomia della mandibola
(é proprio necessaria?). Ora se a distanza di 7-8 mesi è ancora visibile la
rima di separazione fra i capi ossei (ovviamente bloccati con placche
avvitate), che speranza c'è che possa esserci ossificazione in seguito? Che
ruolo gioca in questi casi l'infezione cronica nel ritardare o impedire il
processo di guarigione? C'è il pericolo che col tempo le viti di fissaggio
possano cedere?
> ha avuto purtroppo una recidiva. Cosᅵ si ᅵ deciso per una asportazione
> radicale accompagnata da impianto di lembo miocutaneo vascolarizzato,
> intervento magnificamente riuscito tranne che per un inconveniente.
ok, ᅵ lo standard in questi casi
> Sfortunatamente la tecnica chirurgica prevede l'osteotomia della mandibola
> (ᅵ proprio necessaria?).
Si, altrimenti l'accesso al pavimento della bocca e/o alla lingua
residua ᅵ difficile e puᅵ non permettere una rimozione radicale
> Ora se a distanza di 7-8 mesi ᅵ ancora visibile la
> rima di separazione fra i capi ossei (ovviamente bloccati con placche
> avvitate), che speranza c'ᅵ che possa esserci ossificazione in seguito?
Le speranze ci sono, ci vuole tempo, ma solo l'otorino che ha fatto
l'intervento puᅵ darti una stima corretta
> Che ruolo gioca in questi casi l'infezione cronica nel ritardare o impedire il
> processo di guarigione?
Un'infezione cronica *non dovrebbe* esserci, questa sarebbe da
combattere in tutti i modi eventualmente anche con una nuova procedura
chirurgica (ahimᅵ). Ripeto solo l'otorino o chirurgo maxillo/facciale
che ha eseguito l'intervento puᅵ chiarire meglio il quadro e la
prognosi. Considera comunque che parliamo di una neoplasia per la quale
un trattamento *massimale*, ossia chirurgico in primis e radiante in
secundis era comunque fallito, e giᅵ l'esito positivo di una chirurgia
di salvataggio (ossia l'aver rimosso tutta la recidiva) ᅵ da
considerarsi un successo notevole. Ahimᅵ il bicchiere andrebbe visto
mezzo pieno, anche se il prezzo da pagare per l'avvenuto "guarigione"
(virgolettato appositamente) ᅵ stato alto.