Conosco le doti didattiche di Halmos, e ti ringrazio della segnalazione,
che sono andato subito a verificare. E ho constatato che, all'inizio
della pagina 81, viene data *proprio la definizione* che ho dato io.
Traduco per quanto possibile alla lettera:
"Per i numeri naturali abbiamo usato il teorema di ricorsione per
definire le operazioni aritmetiche, e, quindi, abbiamo mostrato che tali
operazioni sono legate a quelle della teoria degli insiemi im molti modi
desiderabili. Cosi', ad esempio, sappiamo che il numero di elementi
nell'unione di due insiemi finiti *disgiunti* [grassetti miei] E ed F e'
eguale a #(E)+#(F). Osserviamo ora che questo fatto avrebbe potuto
essere usato *per definire* la somma. Se m ed n sono due numeri
naturali, avremmo potuto definire la somma col trovare due insiemi
disgiunti E ed F, con #(E)=n e #(F)=m, e scrivendo m+n=#(EuF)."
Dopo di che, Halmos propone un altro approccio all'aritmetica, diverso
da quello basato sulla ricorsione:
"...c'e' un modo piu' o meno ovvio di mettere insieme due insiemi ben
ordinati in modo da formare un nuovo insieme ben ordinato. Parlando
informalmente, l'idea e' di listarne uno e poi, di seguito, l'altro. Se
cerchiamo di dirlo in maniera rigorosa, incontriamo immediatamente la
difficolta' che i due insiemi potrebbero non essere disgiunti. Quando
dovremmo scrivere nella lista un elemento comune a entrambi? La via
d'uscita e' di rendere gli insiemi disgiunti. Questo puo' essere fatto
dipongendo i loro elementi in *due colori* diversi. In linguaggio piu'
matematico, sostituire ogni elemento dei due insiemi con gli stessi
elementi, ma presi insieme a qualche oggetto che li distingua, usando
due oggetti diversi per i due insiemi. In linguaggio *totalmente*
matematico, se E ed F sono insiemi arbitrari, sia E' l'insieme di tutte
le coppie ordinate (x,0) con x in E, e F'... . Gli insiemi E' ed F' sono
chiaramente disgiunti
...
puo' essere generalizzato a famiglie arbitrarie di insiemi. Infatti, se
{E_i} e' una famiglia, scriviamo E'_i per l'insieme di tutte le coppie
ordinate (x,i) con x in E_i (in altre parole, E'_i = E_i x {i}. Gli E'_i
sono a due a due disgiunti, e la famiglia {E'_i} puo' servire a
qualsiasi cosa potesse servire la famiglia originale {E_i}.
...
la definizione della somma per numeri ordinali e' *ora* un gioco da
bambini."
Insomma, quelli che chiami "dettagli inessenziali" sono proprio il
percorso didattico che accompagna per mano lo studente a capire perche',
nell'approccio all'aritmetica basato sugli ordinali degli insiemi,
bisogna far uso proprio della sega elettrica per tagliare il nodo
gordiano della possibile intersezione non vuota. Dopo questo percorso,
diventa ovvio che nello scrivere
#X + #Y = #({0}xX U {1}xY)
la notazione "{0}xX" equivale ad assegnare il colore 0 a tutti gli
elementi di X, per distinguerli da tutti quelli di Y, colorati di 1 e
quindi diversi anche se eguali.
Ma scriverlo, ripeto, ex abrupto in una definizione (e usando una
notazione adattata all'ascii che al momento ha lasciato perplesso anche
me), vuol dire farsi capire solo da chi l'intero ragionamento lo conosce
gia'. Non importa che tu l'abbia scritto in un post e non in un testo:
quel post non e' destinato alla lettura solo di chi frequenta oggi il
NG, e fra qualche anno lo studente perplesso potrebbe non avere neanche
piu' la possibilita' di chiederti chiarimenti.