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Determinante e isomorfismo

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Jamie

unread,
Jul 7, 2015, 11:26:17 AM7/7/15
to
Per un certo teorema sappiamo che un'applicazione lineare è un
isomorfismo se e solo se il determinante della matrice associata ad F
(rispetto alle basi canoniche) è diverso da 0.
Mi chiedo: essa è condizione sufficiente?
Cioè se devo verificare che F sia un isomorfismo, mi basta calcolare il
determinante della matrice associata ad F rispetto alle basi canoniche
del dominio e codominio?
Mi sembra un metodo più veloce rispetto a verificare suriettività e
iniettività (beh poi dipende da quanto è grande la matrice e se è
quadrata!).

Giorgio Bibbiani

unread,
Jul 7, 2015, 11:51:28 AM7/7/15
to
Jamie ha scritto:
> Per un certo teorema sappiamo che un'applicazione lineare è un
> isomorfismo se e solo se il determinante della matrice associata ad F
> (rispetto alle basi canoniche) è diverso da 0.
> Mi chiedo: essa è condizione sufficiente?

Intanto la risposta te la da' gia' il teorema nella forma
in cui lo citi...;-)

Comunque, data l'applicazione lineare F:V-->W,
si suppone ora che V e W abbiano uguale dimensione n,
altrimenti la matrice associata a F non sarebbe quadrata
e non avrebbe senso definirne il determinante, poi se
il determinante non e' nullo allora il nucleo di F e' solo
l'elemento nullo di V (perche'?) e F e' iniettiva, ma allora
per il teorema del rango la dimensione dell'immagine di V
secondo F e' n e F e' suriettiva.

> Cioè se devo verificare che F sia un isomorfismo, mi basta calcolare
> il determinante della matrice associata ad F rispetto alle basi
> canoniche del dominio e codominio?

Rispetto a _qualsiasi_ coppia di basi di dominio e codominio.

> Mi sembra un metodo più veloce rispetto a verificare suriettività e
> iniettività (beh poi dipende da quanto è grande la matrice e se è
> quadrata!).

Vedi che i determinanti cominciano a servire a qualcosa? ;-)

Ciao
--
Giorgio Bibbiani

Jamie

unread,
Jul 7, 2015, 11:57:48 AM7/7/15
to
On 07/07/2015 17:51, Giorgio Bibbiani wrote:
> Jamie ha scritto:
>> Per un certo teorema sappiamo che un'applicazione lineare è un
>> isomorfismo se e solo se il determinante della matrice associata ad F
>> (rispetto alle basi canoniche) è diverso da 0.
>> Mi chiedo: essa è condizione sufficiente?
>
> Intanto la risposta te la da' gia' il teorema nella forma
> in cui lo citi...;-)

In realtà il dubbio mi è venuto perché il teorema parla anche di altre
condizioni, "tutte equivalenti", per esempio il fatto che deve essere
anche iniettiva e suriettiva, etc..

> Comunque, data l'applicazione lineare F:V-->W,
> si suppone ora che V e W abbiano uguale dimensione n,
> altrimenti la matrice associata a F non sarebbe quadrata
> e non avrebbe senso definirne il determinante,



> poi se il determinante non e' nullo allora il nucleo di F e' solo
> l'elemento nullo di V (perche'?)

mmm...c'entra qualcosa l'invertibilità della matrice?

e F e' iniettiva, ma allora
> per il teorema del rango la dimensione dell'immagine di V
> secondo F e' n e F e' suriettiva.

ok

>> Cioè se devo verificare che F sia un isomorfismo, mi basta calcolare
>> il determinante della matrice associata ad F rispetto alle basi
>> canoniche del dominio e codominio?
>
> Rispetto a _qualsiasi_ coppia di basi di dominio e codominio.

ho un dubbio su questa cosa: un'applicazione lineare può avere una
matrice associata rispetto ad una coppia di basi qualsiasi, ma questa
matrice sarà sempre diversa? Di conseguenza, la matrice associata ad una
certa app. lineare non è unica?

>> Mi sembra un metodo più veloce rispetto a verificare suriettività e
>> iniettività (beh poi dipende da quanto è grande la matrice e se è
>> quadrata!).
>
> Vedi che i determinanti cominciano a servire a qualcosa? ;-)

Ahah, io non ne dubitavo, è solo che non ero ancora arrivata a quel
capitolo XD


Jamie

unread,
Jul 7, 2015, 11:59:11 AM7/7/15
to
e dunque esistono anche applicazioni da R^n a R^n che non sono isomorfismi?

Giorgio Bibbiani

unread,
Jul 7, 2015, 12:16:02 PM7/7/15
to
Jamie ha scritto:
> e dunque esistono anche applicazioni da R^n a R^n che non sono
> isomorfismi?

Jamie, io mi rifiuto di rispondere! ;-)))

Pensaci un po'...

Ciao
--
Giorgio Bibbiani

Giorgio Bibbiani

unread,
Jul 7, 2015, 12:21:41 PM7/7/15
to
Jamie ha scritto:
> On 07/07/2015 17:51, Giorgio Bibbiani wrote:
>> Jamie ha scritto:
>>> Per un certo teorema sappiamo che un'applicazione lineare è un
>>> isomorfismo se e solo se il determinante della matrice associata ad
>>> F (rispetto alle basi canoniche) è diverso da 0.
>>> Mi chiedo: essa è condizione sufficiente?
>>
>> Intanto la risposta te la da' gia' il teorema nella forma
>> in cui lo citi...;-)
>
> In realtà il dubbio mi è venuto perché il teorema parla anche di altre
> condizioni, "tutte equivalenti", per esempio il fatto che deve essere
> anche iniettiva e suriettiva, etc..

Per *definizione*, un isomorfismo tra spazi vettoriali e'
un'applicazione lineare iniettiva e suriettiva, che dicesi
anche biiettiva...

...
>> poi se il determinante non e' nullo allora il nucleo di F e' solo
>> l'elemento nullo di V (perche'?)
>
> mmm...c'entra qualcosa l'invertibilità della matrice?

Certo che si', invertibilita' dell'applicazione e della
matrice associata (se quadrata) vanno di pari passo.

Ad es.:
sia v un vettore generico in V, esprimilo per mezzo
delle sue componenti rispetto a una data base di V che
formeranno un dato vettore colonna, scegli una base
in W, sia A la matrice associata a F rispetto alle 2
date basi, determina le componenti del trasformato
di v tramite F moltiplicando la matrice A per il vettore
colonna che rappresenta v, imponi che il risultato sia
il vettore nullo di W, risolvi il sistema le cui incognite
sono le componenti di v utilizzando il fatto che
det(A) != 0, cosa ottieni?

...
> ho un dubbio su questa cosa: un'applicazione lineare può avere una
> matrice associata rispetto ad una coppia di basi qualsiasi, ma questa
> matrice sarà sempre diversa?

In generale, salvo eccezioni (ad es. applicazione identita'
o identicamente nulla), si'.

> Di conseguenza, la matrice associata ad
> una certa app. lineare non è unica?

E' unica solo una volta specificate le basi rispetto a cui la
matrice e' determinata.

Tra parentesi, ora potresti chiederti se e come cambia
il det. della matrice associata a una applicazione lineare
tra spazi vettoriali della stessa dimensione finita al cambiare
delle basi nei 2 SV, magari lo studierai piu' avanti...

Ciao
--
Giorgio Bibbiani

Jamie

unread,
Jul 7, 2015, 1:04:06 PM7/7/15
to
On 07/07/2015 18:15, Giorgio Bibbiani wrote:
> Jamie ha scritto:
>> e dunque esistono anche applicazioni da R^n a R^n che non sono
>> isomorfismi?
>
> Jamie, io mi rifiuto di rispondere! ;-)))
>
> Pensaci un po'...

posso dirti che esistono solo perché me ne è capitato fra le mani almeno
uno... (infatti la matrice aveva determinante 0...)
eh lo so che dovrei fare qualche connessione, ma non mi sovviene
giuro che è colpa del caldo :-O

BlueRay

unread,
Jul 7, 2015, 1:22:28 PM7/7/15
to
Se tutte le applicazioni lineari da V in W (spazi che hanno entrambi la stessa dimensione n) fossero isomorfismi, perche' inventare il nome "isomorfismo"? :-)))
Comunque, esistono app. lin. F:V-->W che non sono iniettive? Certo, basta che ker(F) abbia dimensione >0, ovvero sia il SSV generato da almeno un vettore.
Esistono app. lin. F:V-->W che non sono suriettive? Certo, basta che la dim di Im(F) sia inferiore a n.

--
BlueRay

Jamie

unread,
Jul 7, 2015, 1:39:51 PM7/7/15
to
On 07/07/2015 19:22, BlueRay wrote:
> Se tutte le applicazioni lineari da V in W (spazi che hanno entrambi la stessa dimensione n) fossero isomorfismi, perche' inventare il nome "isomorfismo"? :-)))

mi sembra un'ottima motivazione :-D
vabbč era una domanda scema in realtą

Jamie

unread,
Jul 7, 2015, 1:53:20 PM7/7/15
to
On 07/07/2015 18:21, Giorgio Bibbiani wrote:

> Per *definizione*, un isomorfismo tra spazi vettoriali e'
> un'applicazione lineare iniettiva e suriettiva, che dicesi
> anche biiettiva...

sì c'erano anche altri lemmi in quel teorema
in pratica il dubbio mi è venuto perché pensavo che quella del
determinante fosse condizione necessaria ma non sufficiente.
però quel "se e solo se" in effetti...

>>> poi se il determinante non e' nullo allora il nucleo di F e' solo
>>> l'elemento nullo di V (perche'?)
>>
>> mmm...c'entra qualcosa l'invertibilità della matrice?
>
> Certo che si', invertibilita' dell'applicazione e della
> matrice associata (se quadrata) vanno di pari passo.

lo so ma tu mi hai chiesto perché se il determinante non è nullo il
nucleo è per forza nullo?

> Ad es.:
> sia v un vettore generico in V, esprimilo per mezzo
> delle sue componenti rispetto a una data base di V che
> formeranno un dato vettore colonna, scegli una base
> in W, sia A la matrice associata a F rispetto alle 2
> date basi, determina le componenti del trasformato
> di v tramite F moltiplicando la matrice A per il vettore
> colonna che rappresenta v, imponi che il risultato sia
> il vettore nullo di W, risolvi il sistema le cui incognite
> sono le componenti di v utilizzando il fatto che
> det(A) != 0, cosa ottieni?

un sistema lineare omogeneo con un'unica soluzione che è per forza
quella nulla?
se il determinante fosse 0 significherebbe che c'è una colonna o una
riga tutta nulla, oppure che due righe o colonne sono proporzionali
oppure che una riga o una colonna è combinazione lineare di due o più
righe (colonne)...
in ognuno di questi 3 casi il sistema lineare (associato alla matrice
associata alla nostra F) presenterebbe infinite soluzioni il che è
incompatibile con l'esistenza del nucleo banale...è questo? se il
determinante non è 0 significa che il sistema o non ha soluzioni o ha
un'unica soluzione... (non sono sicura sul primo caso)


> Tra parentesi, ora potresti chiederti se e come cambia
> il det. della matrice associata a una applicazione lineare
> tra spazi vettoriali della stessa dimensione finita al cambiare
> delle basi nei 2 SV, magari lo studierai piu' avanti...

eh penso di sì

Giorgio Bibbiani

unread,
Jul 7, 2015, 2:39:44 PM7/7/15
to
Jamie ha scritto:
> lo so ma tu mi hai chiesto perché se il determinante non è nullo il
> nucleo è per forza nullo?

Si'.

>> Ad es.:
>> sia v un vettore generico in V, esprimilo per mezzo
>> delle sue componenti rispetto a una data base di V che
>> formeranno un dato vettore colonna, scegli una base
>> in W, sia A la matrice associata a F rispetto alle 2
>> date basi, determina le componenti del trasformato
>> di v tramite F moltiplicando la matrice A per il vettore
>> colonna che rappresenta v, imponi che il risultato sia
>> il vettore nullo di W, risolvi il sistema le cui incognite
>> sono le componenti di v utilizzando il fatto che
>> det(A) != 0, cosa ottieni?
>
> un sistema lineare omogeneo con un'unica soluzione che è per forza
> quella nulla?

Certo.

> se il determinante fosse 0 significherebbe che c'è una colonna o una
> riga tutta nulla, oppure che due righe o colonne sono proporzionali
> oppure che una riga o una colonna è combinazione lineare di due o più
> righe (colonne)...
> in ognuno di questi 3 casi il sistema lineare (associato alla matrice
> associata alla nostra F) presenterebbe infinite soluzioni il che è
> incompatibile con l'esistenza del nucleo banale...è questo?

Si'.

> se il
> determinante non è 0 significa che il sistema o non ha soluzioni o ha
> un'unica soluzione... (non sono sicura sul primo caso)

La soluzione nulla deve averla...

Ciao
--
Giorgio Bibbiani

Jamie

unread,
Jul 7, 2015, 2:44:53 PM7/7/15
to
On 07/07/2015 20:39, Giorgio Bibbiani wrote:

> Si'.

ah sono contenta, nonostante il caldo riesco ancora a mettere insieme
due ragionamenti quasi sensati :D
>
>> se il
>> determinante non è 0 significa che il sistema o non ha soluzioni o ha
>> un'unica soluzione... (non sono sicura sul primo caso)
>
> La soluzione nulla deve averla...

quindi è impossibile che non abbia soluzioni?


Giorgio Bibbiani

unread,
Jul 7, 2015, 2:58:03 PM7/7/15
to
Jamie ha scritto:
>>> se il
>>> determinante non è 0 significa che il sistema o non ha soluzioni o
>>> ha un'unica soluzione... (non sono sicura sul primo caso)
>>
>> La soluzione nulla deve averla...
>
> quindi è impossibile che non abbia soluzioni?

Ti torna che un sistema lineare omogeneo deve comunque
avere la soluzione nulla, indipendentemente dal fatto che
il determinante della matrice associata sia nullo o no?

Ciao
--
Giorgio Bibbiani

Jamie

unread,
Jul 7, 2015, 3:44:00 PM7/7/15
to
On 07/07/2015 20:57, Giorgio Bibbiani wrote:

> Ti torna che un sistema lineare omogeneo deve comunque
> avere la soluzione nulla, indipendentemente dal fatto che
> il determinante della matrice associata sia nullo o no?

sì hai ragione ho detto una cavolata, un sistema lineare omogeneo non
può non avere soluzioni!

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