f: [0,2*pi] --> R^2
| x(t) = cos(t)
f(t) = |
| y(t) = sin(t)
rappresenta la circonferenza di centro (0,0) e raggio 1 , cioè S^1 .
Però f(0) = f(2*pi) = (1,0) . Quindi f( ) non è biettiva tra [0,2*pi]
e S^1 .
Se consideriamo però:
g: [0,2*pi) --> R^2
| x(t) = cos(t)
g(t) = |
| y(t) = sin(t)
allora questo è una funzione biettiva tra [0,2*pi) e S^1 e quindi
questa è
un'equazione parametrica di S^1 .
Perchè allora i libri dicono che f( ) è la rappresentazione
parametrica di S^1 ?
Forse partono dal concetto di lunghezza di una curva?
Grazie.
Perch� le curve si parametrizzando sempre su un intervallo chiuso [a,b],
in modo da poter parlare degli "estremi" della curva e poter definire le
curve chiuse (che sono proprio quelle in cui f(a)=f(b)). Una curva si
dice semplice se � iniettiva su [a,b). Nessuno pretende mai che f(a) sia
diverso da f(b).
E.
Il motivo matematico � che [0,1] � compatto. Questo ti d� delle buone
propriet�. Richiedere che una funzione sia continua su [0,1] � molto di
pi� che richiedere che sia continua su [0,1). Ad esempio la seconda
potrebbe non essere limitata.
E.
f: [0,2*pi] --> R^2
| x(t) = cos(t)
f(t) = |
| y(t) = sin(t)
considero
g: [0,2*pi+1] --> R^2
| x(t) = cos(t)
g(t) = |
| y(t) = sin(t)
L'immagine è la stessa, ma dal punto del grafico della curva in R^3 è
diverso, come nel caso in cui prendo o non prendo 2*pi. Ho ancora
tanti dubbi!!!