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Induzione forte

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Giovanni

unread,
Jan 28, 2010, 10:21:00 AM1/28/10
to
Iniziamo con un po' di semantica.
1) Il "Principio di induzione forte" e' chiamato anche:
Principio di induzione completa o sul decorso dei valori.
2) L'espressione "forte" si riferisce al fatto che, mentre l'induzione
semplice richiede (nel passo induttivo) solo che P(n-1) => P(n), in
quella forte si richiede che tutti gli m < n siano P.
In realta' i due principi sono equivalenti (v. (4))

3) Enunciato formale:
(n) ((m) (m<n => P(m)) => P(n)) => (n) P(n)
[Ho usato (n) come simbolo di quantificazione universale in accordo
con il Mendelson, poiche' si presta meglio ai caratteri standard]

4) Equivalenza con l'induzione semplice.
4.1) Se valgono le condizioni dell'induzione semplice allora P(0).
Siccome e' anche P(n) => P(n+1), allora abbiamo anche P(1) e quindi P
(2), e cosi' via fino a P(n-1) e, naturalmente, vale anche P(n).
Cosi' le condizioni dell'induzione semplice verificano anche quelle
dell'induzione forte.
4.2) Se valgono le condizioni dell'induzione forte allora P(0),
poiche' vale P per tutti i numeri minori di n. E' anche P(n-1), per lo
stesso motivo.
Ma pure P(n), poiche' nell'iduzione forte si dimostra che essendo P
(0), P(1), ..., P(n-1) si ottiene P(n).
Quindi abbiamo: P(n-1) => P(n).
Cosi' le condizioni dell'induzione forte verificano anche quelle
dell'induzione semplice.
C.V.D.

Siete d'accordo ?

.
Giovanni

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RADICALE THE BEST

unread,
Jan 28, 2010, 12:00:10 PM1/28/10
to
On 28 Gen, 16:21, Giovanni <stlam...@alice.it> wrote:

VERSIONE FINALE RIVEDUTA E CORRETTA ! :-)

> Iniziamo con un po' di semantica.
> 1) Il "Principio di induzione forte" e' chiamato anche:
> Principio di induzione completa o sul decorso dei valori.
> 2) L'espressione "forte" si riferisce al fatto che, mentre l'induzione
> semplice richiede (nel passo induttivo) solo che P(n-1) => P(n), in
> quella forte si richiede che tutti gli m < n siano P.
> In realta' i due principi sono equivalenti (v. (4))

Fin qui ho capito.
(omissis)

>Siete d'accordo ?

Non cio' capito niente. :-)
Pero' vorrei dire questo :

Per ogni n,
P(n) => P(n+1)
e' il passo induttivo debole
---------------------------------
Per ogni n, e per ogni m <= n
P(m) => P(n+1)
e' il passo induttivo forte

Dunque ...
Se il passo induttivo debole fosse
falso, per qualche n :
P(n) e' vera e P(n+1) falsa

Prendiamo uno di questi n.
Allora o P(m) e' vera per ogni m <= n
e quindi il passo induttivo forte e' falso, oppure per qualche m <= n,
P(m) e' falsa.

Quindi il passo induttivo forte o e' falso o e' vero solo perche' l'
antecedente e'
falso.

Quindi (NON debole) implica (non forte).
Indi per cui forte implica debole.

Poi :
Se il passo induttivo forte fosse falso, allora vi sarebbe un n per
cui per P(m) e' vera per ogni m <=n, ma P(n+1) e' falsa.

Ma se P(m) e' vera per ogni m <=n, allora e' vera pure per P(n) Dunque
P(n) => P(n+1) e' falsa.

Sunque non forte implica non debole,
per cui debole implica forte.

In finale :
forte => debole
debole => forte

CVD

RADICALE THE BEST

unread,
Jan 28, 2010, 12:13:30 PM1/28/10
to
RADICALE THE BEST ha scritto:

> Quindi il passo induttivo forte o e' falso o e' vero solo perche' l'
> antecedente e'
> falso.

... Pero' mi rendo conto che qui c'e' qualcosa che non va.

RADICALE THE BEST

unread,
Jan 28, 2010, 12:50:32 PM1/28/10
to
Giovanni ha scritto:

> Iniziamo con un po' di semantica.

Sei vivo ?

LordBeotian

unread,
Jan 29, 2010, 5:37:10 AM1/29/10
to
On 28 Gen, 16:21, Giovanni <stlam...@alice.it> wrote:

> 2) L'espressione "forte" si riferisce al fatto che, mentre l'induzione
> semplice richiede (nel passo induttivo) solo che P(n-1) => P(n),

Io direi che nel passo induttivo "si richiede" P(n-1) e "si dimostra" P
(n).

> in
> quella forte si richiede che tutti gli m < n siano P.

Qui "si richiede" P(k) per tutti i k<n e si dimostra P(n).

C'è un ovvio vantaggio nel poter usare come ipotesi P(k) per ogni k<n
anzichè solo P(n-1), e questo vantaggio si "paga" nella dimostrazione
che l'induzione semplice implica quella "forte" (che è non banale).

> 3) Enunciato formale:
> (n) ((m) (m<n => P(m)) => P(n)) => (n) P(n)
> [Ho usato (n) come simbolo di quantificazione universale in accordo
> con il Mendelson, poiche' si presta meglio ai caratteri standard]

Scriviamo pure quella classica
(P(0) e (n) (P(n) => P(n+1)) => (n) P(n)

> 4) Equivalenza con l'induzione semplice.
> 4.1)

Ovvero: assumiamo l'induzione forte e dimostriamo quella semplice.
NB: questa dimostrazione è "banale", richiede solo l'uso della logica
e nessun assioma aritmetico.

> Se valgono le condizioni dell'induzione semplice allora P(0).

Suppongo che intendi dire che sono vere le ipotesi dell'induzione
semplice, cioè
P(0) e (n) (P(n) => P(n+1))
deduci che ovviamente sono vere (separatamente) P(0) e (n)(P(n) => P(n
+1))

> Siccome e' anche P(n) => P(n+1),

O meglio (n)(P(n) => P(n+1))

> allora abbiamo anche P(1) e quindi P
> (2), e cosi' via fino a P(n-1) e, naturalmente, vale anche P(n).

Non mi sembra sensata questa cosa, tu non devi dimostrare che valgono P
(0),... P(n), tu devi dimostrare che (P(0) e... e P(n-1))=>P(n). E'
vero che per le proprietà dell'implicazione se dimostri che sono tutti
veri hai dimostrato anche l'implicazione però hai in realtà dimostrato
di più del necessario e infatti hai dovuto fare un ragionamento
induttivo (come si evince dal tuo "e così via") anzichè farne uno
puramente logico.

Io farei così:
P(0) e (n) (P(n) => P(n+1))
implica


(n) ((m) (m<n => P(m)) => P(n))

poichè:

1) se n=0 chiaramente
P(0)
implica
(m) (m<0 => P(m)) => P(0)
(per motivi di logica spicciola: m<0 è falso, quindi m<0=>P(m) è vero
per ogni m quindi "vero => vero" è vero)

2) se n>0 hai per ipotesi
P(n-1) => P(n)
che implica banalmente


((m) (m<n => P(m)) => P(n))

visto che n-1 sta tra gli m<n

> 4.2)

Ovvero: assumiamo l'induzione semplice e dimostriamo quella forte.
(Questa dimostrazione è per ovvi motivi più difficile della
precedente).

> Se valgono le condizioni dell'induzione forte

Cioè supponi vero


(n) ((m) (m<n => P(m)) => P(n))

>allora P(0),


> poiche' vale P per tutti i numeri minori di n.

Non mi sembra molto corretto: quello che hai come ipotesi è solo una
implicazione ("*se* P vale per tutti i numeri minori di k *allora* P
vale anche per k", non "P vale per tutti i numeri minori di k,
punto").
Io farei così:
da


(n) ((m) (m<n => P(m)) => P(n))

deduciamo
(m) (m<0 => P(m)) => P(0)
Dal fatto che la premessa è m<0 è falsa per ogni m l'implicazione (m<0
=> P(m)) è vera per ogni m e dunque la su conseguenza P(0) è vera.

> E' anche P(n-1), per lo
> stesso motivo.

Stessa cosa di prima. Quello che sai è solamente che *se* P è vera per
tutti gli m<n-1 *allora* è vera anche per n-1.
Dunque per arrivare a dimostrare che è vera per n-1 sfruttando le tue
ipotesi devi prima dimostrare che è vera per tutti gli m<n-1, e per
ora hai dimostrato solo che è vera per 0.
Temo che questo passaggio non sia dimostrabile solo a forza di logica
ma che richieda l'uso del principio di induzione classica (che ora
stai assumendo per ipotesi).


radicale 001

unread,
Jan 29, 2010, 5:43:09 AM1/29/10
to
On 29 Gen, 11:37, LordBeotian <pokips...@yahoo.it> wrote:

>Io direi che nel passo induttivo "si richiede" P(n-1) >e "si dimostra" P (n).

Eh si.
Ma la mia l' hai letta ?

Giovanni

unread,
Jan 29, 2010, 6:24:16 AM1/29/10
to
Scusa, ma non ho potuto risponderti prima.
Anche adesso non ho molto tempo.
Ti rispondo nel merito appena possibile.

Per ora ti ringrazio delle risposte.

Se mi legge, ovviamente ringrazio anche Lord, che poi rispondero'.

.
Ciao
Giovanni

radicale 001

unread,
Jan 29, 2010, 6:25:22 AM1/29/10
to
On 29 Gen, 12:24, Giovanni <stlam...@alice.it> wrote:

> Scusa, ma non ho potuto risponderti prima.
> Anche adesso non ho molto tempo.
> Ti rispondo nel merito appena possibile.
> Per ora ti ringrazio delle risposte.

Sei veramente simpatico, affabile e gentile.
:-)

LordBeotian

unread,
Jan 29, 2010, 6:56:09 AM1/29/10
to
On 28 Gen, 18:00, RADICALE THE BEST <allafacciacciavos...@gmail.com>
wrote:

> Pero' vorrei dire questo :
>
> Per ogni n,
> P(n) => P(n+1)
> e' il passo induttivo debole
> ---------------------------------
> Per ogni n, e per ogni m <= n
> P(m) => P(n+1)
> e' il passo induttivo forte
>
> Dunque ...
> Se il passo induttivo debole fosse
> falso, per qualche n :
> P(n) e' vera e P(n+1) falsa
>
> Prendiamo uno di questi n.

Fin qui ok.

> Allora o P(m) e' vera per ogni m <= n

Perchè?

radicale 003

unread,
Jan 29, 2010, 7:01:09 AM1/29/10
to
On 29 Gen, 12:56, LordBeotian <pokips...@yahoo.it> wrote:
>> Allora o P(m) e' vera per ogni m <= n
Ho scritto :
Allora
(A)

o P(m) e' vera per ogni m <= n
e quindi il passo induttivo forte e' falso,
oppure
(B)

per qualche m <= n, P(m) e' falsa.

Semplicemente, non vi sono altre possibilita.
A or B e' una tautologia.

Giovanni

unread,
Jan 29, 2010, 7:17:31 AM1/29/10
to
On 28 Gen, 18:00, RADICALE THE BEST <allafacciacciavos...@gmail.com>
wrote:
> On 28 Gen, 16:21, Giovanni <stlam...@alice.it> wrote:
>
> VERSIONE FINALE RIVEDUTA E CORRETTA ! :-)
>
> > Iniziamo con un po' di semantica.
> > 1) Il "Principio di induzione forte" e' chiamato anche:
> > Principio di induzione completa o sul decorso dei valori.
> > 2) L'espressione "forte" si riferisce al fatto che, mentre l'induzione
> > semplice richiede (nel passo induttivo) solo che P(n-1) => P(n), in
> > quella forte si richiede che tutti gli m < n siano P.
> > In realta' i due principi sono equivalenti (v. (4))
>
> Fin qui ho capito.
> (omissis)
>
> >Siete d'accordo ?
>
> Non cio' capito niente. :-)
> Pero' vorrei dire questo :
>
> Per ogni n,
> P(n) => P(n+1)
> e' il passo induttivo debole
> ---------------------------------
> Per ogni n, e per ogni m <= n
> P(m) => P(n+1)
> e' il passo induttivo forte
.
Andrebbe precisato meglio nella formulazione, ma indicativamente.
.

>
> Dunque ...
> Se il passo induttivo debole fosse
> falso, per qualche n :
> P(n) e' vera e P(n+1) falsa
.
A rigore, e' falso o quando non P(0) oppure non vale, appunto il passo
induttivo.
.

> Prendiamo uno di questi n.
> Allora o P(m) e' vera per ogni m <= n
> e quindi il passo induttivo forte e' falso, oppure per qualche m <= n,
> P(m) e' falsa.

> Quindi il passo induttivo forte o e' falso o e' vero solo perche' l'
> antecedente e'
> falso.

.
Appunto, si avrebbe l'antecedente falso, ma cio' non falsifica
l'implicazione.


.
>
> Quindi (NON debole) implica (non forte).
> Indi per cui forte implica debole.
>
> Poi :
> Se il passo induttivo forte fosse falso, allora vi sarebbe un n per
> cui per P(m) e' vera per ogni m <=n, ma P(n+1) e' falsa.

.
La falsificazione dell'induzione forte, vedi la formula, comporta
l'esistenza di un n per cui P(n) e' falso mentre P(m) e' vero per
tutti gli m < n.


.
> Ma se P(m) e' vera per ogni m <=n, allora e' vera pure per P(n) Dunque
> P(n) => P(n+1) e' falsa.
>
> Sunque non forte implica non debole,
> per cui debole implica forte.
>
> In finale :
> forte => debole
> debole => forte
>
> CVD

Per il resto, vedo che hai capito bene il concetto di equivalenza,
doppia implicazione e contronominale.

.
Giovanni

LordBeotian

unread,
Jan 29, 2010, 7:31:48 AM1/29/10
to
On 28 Gen, 18:00, RADICALE THE BEST <allafacciacciavos...@gmail.com>
wrote:

> Per ogni n,


> P(n) => P(n+1)
> e' il passo induttivo debole
> ---------------------------------
> Per ogni n, e per ogni m <= n
> P(m) => P(n+1)
> e' il passo induttivo forte
>
> Dunque ...
> Se il passo induttivo debole fosse
> falso, per qualche n :
> P(n) e' vera e P(n+1) falsa
>
> Prendiamo uno di questi n.
> Allora o P(m) e' vera per ogni m <= n
> e quindi il passo induttivo forte e' falso,

ok

> oppure per qualche m <= n,
> P(m) e' falsa.
>
> Quindi il passo induttivo forte o e' falso o e' vero solo perche' l'
> antecedente e'
> falso.

Già, ma il fatto che sia o falso o vero (quale che sia il motivo) non
ci dice molto.

> Quindi (NON debole) implica (non forte).

Questo potevi dirlo se prima avevi dimostrato che il passo induttivo
debole era falso, ma tu hai dimostrato che è o vero o falso.

LordBeotian

unread,
Jan 29, 2010, 7:32:27 AM1/29/10
to
On 29 Gen, 13:01, radicale 003 <radicale....@gmail.com> wrote:

> Ho scritto :
> Allora
> (A)
> o P(m) e' vera per ogni m <= n
> e quindi il passo induttivo forte e' falso,
> oppure
> (B)
> per qualche m <= n, P(m) e' falsa.

Ah ok, mi era sfuggito l' "o"...

radicale 003

unread,
Jan 29, 2010, 7:40:54 AM1/29/10
to
Giovanni ha scritto:

> A rigore, e' falso o quando non P(0) oppure non vale, appunto il passo
> induttivo.

E no, scusa.
Il passo induttivo e' falso quando e' falsa la implicazione :
P(n) => P(n+1).
E questo accade se esiste un n per cui
P(n) e' VERA, e P(n+1) e' FALSA.

> Appunto, si avrebbe l'antecedente falso, ma cio' non falsifica
> l'implicazione.

Infatti il punto debole e' questo

E' pero' vero che se esistesse un n per cui l' antecedente della
implicazione forte fosse falso, allora per qualche m <= n sarebbe
P(m) falsa.
Preso questo m,
allora vi possono essere 2 casi :
P(j) e' vera per ogni j < m e allora l' implicazione forte e' FALSA.
E staremmo apposto.

Oppure ancora esiste un j per cui P(j) e' falsa.
Andando a ritroso dovrebbe essere possibile perfezionare la
dimostrazione.
Mi capisci ?

> La falsificazione dell'induzione forte, vedi la formula, comporta
> l'esistenza di un n per cui P(n) e' falso mentre P(m) e' vero per
> tutti gli m < n.

Ma e' esattamente quello che ho scritto. Perche' lo ripeti ?

radicale 004

unread,
Jan 29, 2010, 8:28:51 AM1/29/10
to
LordBeotian ha scritto:

> Ah ok, mi era sfuggito l' "o"...

Ma detto questo, la dimostrazione fa acqua,
perche' in effetti ho dimostrato che l' IF
e' falsa, oppure "degenerativamente" vera.
Ma sara' sufficiente ?


LordBeotian

unread,
Jan 29, 2010, 8:30:14 AM1/29/10
to

Certo che no, la logica non fa distinzione tra "vero" e
"degenerativamente vero".

radicale 004

unread,
Jan 29, 2010, 8:40:05 AM1/29/10
to

LordBeotian ha scritto:

E' giusto

Giovanni

unread,
Jan 29, 2010, 11:04:33 AM1/29/10
to
On 29 Gen, 11:37, LordBeotian <pokips...@yahoo.it> wrote:
> On 28 Gen, 16:21, Giovanni <stlam...@alice.it> wrote:
>
> > 2) L'espressione "forte" si riferisce al fatto che, mentre l'induzione
> > semplice richiede (nel passo induttivo) solo che P(n-1) => P(n),
.

> Io direi che nel passo induttivo "si richiede" P(n-1) e "si dimostra" P
> (n).
.
P(n-1) => P(n)
si dimostra assumendo P(n-1) e derivando P(n)

.
> > in
> > quella forte si richiede che tutti gli m < n siano P.
>
> Qui "si richiede" P(k) per tutti i k<n e si dimostra P(n).
>
.
Certo, ho abbreviato volutamente la scrittura, non va' preso alla
lettera.

.
> C'è un ovvio vantaggio nel poter usare come ipotesi P(k) per ogni k<n
> anzichè solo P(n-1), e questo vantaggio si "paga" nella dimostrazione
> che l'induzione semplice implica quella "forte" (che è non banale).
>
> > 3) Enunciato formale:
> > (n) ((m) (m<n => P(m)) => P(n)) => (n) P(n)
> > [Ho usato (n) come simbolo di quantificazione universale in accordo
> > con il Mendelson, poiche' si presta meglio ai caratteri standard]
>
> Scriviamo pure quella classica
> (P(0) e (n) (P(n) => P(n+1)) => (n) P(n)
>
> > 4) Equivalenza con l'induzione semplice.
> > 4.1)
>
> Ovvero: assumiamo l'induzione forte e dimostriamo quella semplice.
> NB: questa dimostrazione è "banale", richiede solo l'uso della logica
> e nessun assioma aritmetico.
>
> > Se valgono le condizioni dell'induzione semplice allora P(0).
>
> Suppongo che intendi dire che sono vere le ipotesi dell'induzione
> semplice, cioè
> P(0) e (n) (P(n) => P(n+1))
> deduci che ovviamente sono vere (separatamente) P(0) e (n)(P(n) => P(n
> +1))
.
Si', e' chiamata "Eliminazione della congiunzione".
.

> > Siccome e' anche P(n) => P(n+1),
>
> O meglio (n)(P(n) => P(n+1))
.
E' uso nei testi di trascurare il quantificatore universale
sottintendendolo.
.

Mah, mi sembra che ricadiamo nel solito problema della *relazione
d'ordine*.
Nell'enunciato dell'induzione forte e' gia' incluso, ma in quella
semplice no.

> > 4.2)
>
> Ovvero: assumiamo l'induzione semplice e dimostriamo quella forte.
> (Questa dimostrazione è per ovvi motivi più difficile della
> precedente).
>
> > Se valgono le condizioni dell'induzione forte
>
> Cioè supponi vero
> (n) ((m) (m<n => P(m)) => P(n))
>
> >allora P(0),
> > poiche' vale P per tutti i numeri minori di n.
>
> Non mi sembra molto corretto: quello che hai come ipotesi è solo una
> implicazione ("*se* P vale per tutti i numeri minori di k *allora* P
> vale anche per k", non "P vale per tutti i numeri minori di k,
> punto").
> Io farei così:
> da
> (n) ((m) (m<n => P(m)) => P(n))
> deduciamo
> (m) (m<0 => P(m)) => P(0)
> Dal fatto che la premessa è m<0 è falsa per ogni m l'implicazione (m<0
> => P(m)) è vera per ogni m e dunque la su conseguenza P(0) è vera.

OK

> > E' anche P(n-1), per lo
> > stesso motivo.
>
> Stessa cosa di prima. Quello che sai è solamente che *se* P è vera per
> tutti gli m<n-1 *allora* è vera anche per n-1.
> Dunque per arrivare a dimostrare che è vera per n-1 sfruttando le tue
> ipotesi devi prima dimostrare che è vera per tutti gli m<n-1, e per
> ora hai dimostrato solo che è vera per 0.
> Temo che questo passaggio non sia dimostrabile solo a forza di logica
> ma che richieda l'uso del principio di induzione classica (che ora
> stai assumendo per ipotesi).

Mi sono lasciato un po' trascinare dalla stringata dimostrazione di
equivalenza di http://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_induzione e
ho saltato qualche passaggio :-)
e non ho controllato il dettaglio.

.
Giovanni

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