"AlDonof57" ha scritto:
> Dimostra che se due triangoli sono equivalenti e hanno un angolo uguale
> allora i rettangoli costruiti con i lati adiacenti all'angolo uguale sono
> equivalenti.
Ciao, ho trovato un'altra dimostrazione che pero' e' sempre troppo
complicata per un livello scolastico.
Inizio a pensare (spero di sbagliarmi) che l'aver messo questo problema in
quel capitolo di un libro scolastico (prima della teoria delle proporzioni
e, immagino, della geometria solida) sia stata una svista dell'autore.
In effetti il problema e' al cuore di uno sviluppo per via sintetica della
teoria
delle proporzioni, basato sulla teoria dell'equivalenza. Mi spiego meglio:
se si
definisce formalmente la scrittura "a:b=c:d" come un modo di dire che il
rettangolo di lati a, d e' equivalente al rettangolo di lati b, c si
dovrebbero poter ritrovare, per via sintetica, tutte le proprieta' delle
proporzioni.
Procedendo in questo modo il tuo problema e' equivalente a dimostrare il
primo criterio di similitudine dei triangoli: se i triangoli OAB e OA'B'
aventi l'angolo
in O in comune sono equivalenti (con O, A, A' allineati; O, B, B'
allineati), allora i triangoli OAB' e OA'B sono equiangoli. Dire quindi che
il rettangolo di lati OA e OB e' equivalente al rettangolo di lati OA' e OB'
si traduce nella scrittura OA:OA'=OB':OB.
Ti riporto, nel caso possa interessare, l'altra dimostrazione - e'
altrettanto complicata ma forse meno artificiosa.
Si basa sul teorema dello gnomone (vedi per esempio
http://www.gobnf.com/formule/default.aspx?code=0010502LKBP1) e sul suo
inverso (si dimostra facilmente per assurdo).
Dobbiamo dimostrare che i rettangoli OACD e OB'C'D,' costruiti esternamente
ai triangoli, sono equivalenti (AC=OB, B'C'=OA').
Sia P il punto di intersezione delle rette condotte da A' e B parallelamente
rispettivamente ai lati OB e OA, Q il punto di intersezione delle rette
condotte da A e B' parallelamente ai lati OB e OA.
Chiamo: R l'intersezione delle rette CD e C'D'; E l'intersezione delle rette
A'P, CD; F l'intersezione delle rette BP, C'D'; H l'intersezione delle rette
QA, BP; K l'intersezione delle rette A'P, B'Q; M l'intersezione delle rette
CD, OB; M' l'intersezione delle rette C'D', OA'; N l'intersez. delle rette
AQ,
CD; N' l'intersezione delle rette B'Q, C'D'.
Il rettangolo OACD e' equivalente al parallelogrammo OANM (stesse basi,
stesse altezze), analogamente il rettangolo OB'C'D' e' equivalente al
parallelogrammo OB'N'M' per cui, per dimostrare la tesi, possiamo ricondurci
a dimostrare l'equivalenza dei due parallelogrammi OANM, OB'N'M'. Questo
equivale a dimostrare che R, O, Q sono allineati come si vede applicando il
teorema dello gnomone al parallelogrammo RNQN'.
I parallelogrammi OAHB, OA'KB' sono equivalenti perche' doppi dei triangoli
OAB e OA'B'. Sottraendo il parallelogramma comune OAQB' si ottiene che AA'KQ
e' equivalente a BB'QH. Cio' implica, per l'inverso del teorema dello
gnomone applicato al parallelogramma OA'PB, che Q appartiene alla diagonale
OP: O, Q, P sono allineati.
Il rettangolo di lati OA', OD e' congruente al rettangolo di lati OB, OD'
(OD=OB, OD'=OA') e pertanto sono equivalenti, ma sono anche equivalenti ai
parallelogrammi OA'EM, OBFM' avendone la stessa base e la stessa altezza.
Dall'inverso del teorema dello gnomone applicato al parallelogramma REPF si
deduce che O sta sulla diagonale RP: R, O, P sono allineati.
Da O, P, Q allineati e R, O, P allineati segue R, O, Q allineati. cdd