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Derivata settore tangente iperbolica

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Max

unread,
Jan 13, 2010, 1:48:46 PM1/13/10
to
Giuro che � l'ultimo thread riguardo alle funzioni iperboliche...


Abbiamo che, per y che appartiene a (-1,+1):

sett tgh y = (1/2)*log(1+y)/(1-y)

Derivando a partire dall'espressione di sopra � facile, e viene:
1/(1-y^2)

Io per� dovrei raggiungere lo stesso risultato usando la derivazione
delle funzioni inverse, ossia:


d (sett tgh y)=1/[d tgh(x)]=1/[1/cosh^2(x)]

A questo punto vado in confusione, ho provato varie strade, ma non
riesco ad ottenere 1/(1-y^2)


Grazie.


Max

unread,
Jan 13, 2010, 1:51:16 PM1/13/10
to
On Wednesday/13/01/2010 19:48, Max wrote:
> Giuro che � l'ultimo thread riguardo alle funzioni iperboliche...
>
>
> Abbiamo che, per y che appartiene a (-1,+1):
>
> sett tgh y = (1/2)*log(1+y)/(1-y)


Pi� correttamente: sett tgh y = (1/2)*log[(1+y)/(1-y)]

cometa_luminosa

unread,
Jan 13, 2010, 2:31:55 PM1/13/10
to
On 13 Gen, 19:48, Max <maxfa...@despammed.com> wrote:
>
> Abbiamo che, per y che appartiene a (-1,+1):
> sett tgh y = (1/2)*log(1+y)/(1-y)
> Derivando a partire dall'espressione di sopra facile, e viene:
> 1/(1-y^2)
> Io per dovrei raggiungere lo stesso risultato usando la derivazione
> delle funzioni inverse, ossia:
> d (sett tgh y)=1/[d tgh(x)]=1/[1/cosh^2(x)]
> A questo punto vado in confusione, ho provato varie strade, ma non
> riesco ad ottenere 1/(1-y^2).

La derivata della tangente iperbolica e' 1 - [tgh(x)]^2.

Lo vedi scrivendo tgh(x) = [(e^x - e^(-x)]/ [(e^x + e^(-x)] e
derivando.

Quindi d (sett tgh y) / dy = 1/[d tgh(x) / dx] calcolato in x = sett
tgh y,

percio' viene 1/{1 - [tgh(x)]^2} in x = sett tgh y, ovvero:

1/(1 - y^2).

cometa_luminosa

unread,
Jan 13, 2010, 2:40:43 PM1/13/10
to
oppure scrivi la relazione tra cosh(x) e tanh(x) partendo da [cosh(x)]
^2 - [sinh(x)]^2 = 1. Trovi che 1/[cosh(x)]^2 = 1 - [tanh(x)]^2.

Max

unread,
Jan 14, 2010, 5:34:10 AM1/14/10
to
On Wednesday/13/01/2010 20:31, cometa_luminosa wrote:

> La derivata della tangente iperbolica e' 1 - [tgh(x)]^2.
>
> Lo vedi scrivendo tgh(x) = [(e^x - e^(-x)]/ [(e^x + e^(-x)] e
> derivando.
>
> Quindi d (sett tgh y) / dy = 1/[d tgh(x) / dx] calcolato in x = sett
> tgh y,
>
> percio' viene 1/{1 - [tgh(x)]^2} in x = sett tgh y, ovvero:
>
> 1/(1 - y^2).


Chiaro grazie, quello che mi manda in tilt in questi procedimenti � il
cambiamento di variabili tra funzioni e inverse, ossia il semplice
ragionamento in base al quale se y=f(x) allora x= f^-1(y), quando vado
sul campo con funzioni veri mi confondo in maniera pazzesca! :-(

Ciao.

cometa_luminosa

unread,
Jan 14, 2010, 10:37:26 AM1/14/10
to
On 14 Gen, 11:34, Max <maxfa...@despammed.com> wrote:

> Chiaro grazie, quello che mi manda in tilt in questi procedimenti il
> cambiamento di variabili tra funzioni e inverse, ossia il semplice
> ragionamento in base al quale se y=f(x) allora x= f^-1(y), quando vado
> sul campo con funzioni veri mi confondo in maniera pazzesca! :-(

Tante volte in matematica problemi che possono essere descritti in
maniera formalmente semplice non sono di semplice risoluzione. Prova a
risolvere x = cosx, per esempio.

Max

unread,
Jan 14, 2010, 10:45:47 AM1/14/10
to
On Thursday/14/01/2010 16:37, cometa_luminosa wrote:

> Tante volte in matematica problemi che possono essere descritti in
> maniera formalmente semplice non sono di semplice risoluzione. Prova a
> risolvere x = cosx, per esempio.


Cio� vuoi sapere quando il coseno � identico all'arco(angolo) sul quale
� calcolato?

Max

unread,
Jan 14, 2010, 10:50:07 AM1/14/10
to

Se fosse cosi mi verrebbe da dire, pensando al cerchio trigonometrico,
"il coseno non � mai uguale all'archo che lo descrive"...

Max

unread,
Jan 14, 2010, 10:50:42 AM1/14/10
to
On Thursday/14/01/2010 16:45, Max wrote:

Se fosse cosi mi verrebbe da dire che, pensando al cerchio
trigonometrico, "il coseno non � mai uguale all'arco che lo descrive"...

Enrico Gregorio

unread,
Jan 14, 2010, 11:07:42 AM1/14/10
to
Max <maxf...@despammed.com> scrive:

Sbagliato. Considera la funzione f(x) = x - cos x; siccome f(0) = -1 < 0
e f(pi/2) = pi/2 > 0, esiste certamente un x interno all'intervallo
[0,pi/2] tale che f(x) = 0.

Ciao
Enrico

Max

unread,
Jan 14, 2010, 2:02:10 PM1/14/10
to
On Thursday/14/01/2010 17:07, Enrico Gregorio wrote:

>> Se fosse cosi mi verrebbe da dire che, pensando al cerchio
>> trigonometrico, "il coseno non � mai uguale all'arco che lo descrive"...
>
> Sbagliato. Considera la funzione f(x) = x - cos x; siccome f(0) = -1< 0
> e f(pi/2) = pi/2> 0, esiste certamente un x interno all'intervallo
> [0,pi/2] tale che f(x) = 0.


Questo per il teorema di esistenza degli zeri, e cosi ripetiamo anche la
teoria ;-)

Ciao.

Enrico Gregorio

unread,
Jan 14, 2010, 4:11:57 PM1/14/10
to
Max <maxf...@despammed.com> scrive:

Prendi una calcolatrice scientifica (anche quella del computer),
assicurati che sia attiva la misurazione degli angoli in radianti
e schiaccia un certo numero di volte il tasto "cos"; vedrai che
il numerino sul visore converge abbastanza rapidamente.

Con cinque cifre decimali si ottiene 0,73909

Adesso dimostra che nell'intervallo [0,pi/2] la soluzione � unica
(� facile) e che che � l'unica in assoluto.

Ciao
Enrico

Max

unread,
Jan 15, 2010, 12:00:30 PM1/15/10
to
On Thursday/14/01/2010 22:11, Enrico Gregorio wrote:

> Prendi una calcolatrice scientifica (anche quella del computer),
> assicurati che sia attiva la misurazione degli angoli in radianti
> e schiaccia un certo numero di volte il tasto "cos"; vedrai che
> il numerino sul visore converge abbastanza rapidamente.


Qua no ho capito: coseno di cosa?

> Con cinque cifre decimali si ottiene 0,73909
>
> Adesso dimostra che nell'intervallo [0,pi/2] la soluzione � unica
> (� facile) e che che � l'unica in assoluto.

Provo a buttare gi� qualche scarabocchio:

La dimostrazione sicuramente si basa sulla costruzione di due
successioni, una che si avvicina alla soluzione per valori minori di
zero e l' altra per valori maggiori, la prima crescente, la seconda
decrescente...

Il limite delle due successioni � rispettivamente l'estremo superiore
della prima e l'estremo inferiore della seconda e vale f(x)=0 � chiaro
che ritornaimo alla dimostrazione di qualche giorno fa e che tanto mi ha
incasinato :-)
Ciao.

Enrico Gregorio

unread,
Jan 15, 2010, 12:29:20 PM1/15/10
to
Max <maxf...@despammed.com> scrive:

> On Thursday/14/01/2010 22:11, Enrico Gregorio wrote:
>
> > Prendi una calcolatrice scientifica (anche quella del computer),
> > assicurati che sia attiva la misurazione degli angoli in radianti
> > e schiaccia un certo numero di volte il tasto "cos"; vedrai che
> > il numerino sul visore converge abbastanza rapidamente.
>
>
> Qua no ho capito: coseno di cosa?

Sul visore ci sar� scritto 0, no? Schiacciando 'cos' viene 1;
continua.

> > Con cinque cifre decimali si ottiene 0,73909
> >
> > Adesso dimostra che nell'intervallo [0,pi/2] la soluzione � unica
> > (� facile) e che che � l'unica in assoluto.
>
> Provo a buttare gi� qualche scarabocchio:
>
> La dimostrazione sicuramente si basa sulla costruzione di due
> successioni, una che si avvicina alla soluzione per valori minori di
> zero e l' altra per valori maggiori, la prima crescente, la seconda
> decrescente...
>
> Il limite delle due successioni � rispettivamente l'estremo superiore
> della prima e l'estremo inferiore della seconda e vale f(x)=0 � chiaro
> che ritornaimo alla dimostrazione di qualche giorno fa e che tanto mi ha
> incasinato :-)
> Ciao.

Il teorema degli zeri � dato per noto.

Considera ancora la funzione f(x) = x - cos x

La sua derivata � f'(x) = 1 + sin x che � non negativa; quindi la
funzione f � crescente. Dunque passa una sola volta per lo zero.

Esercizio: per quali valori di a l'equazione

ax = cos x

ha soluzioni? Nel caso abbia soluzioni, quante sono?

Ciao
Enrico

superpollo

unread,
Jan 15, 2010, 12:34:30 PM1/15/10
to
Enrico Gregorio ha scritto:

prof. gregorio, l'esercizio e' per max vero ;-) ?

bye

Enrico Gregorio

unread,
Jan 15, 2010, 1:11:22 PM1/15/10
to
superpollo <ute...@esempio.net> scrive:

Certo, ma se vuoi puoi inviare la tua risposta. Dopo la sua.

Ciao
Enrico

Max

unread,
Jan 15, 2010, 3:24:04 PM1/15/10
to
On Friday/15/01/2010 19:11, Enrico Gregorio wrote:

> Certo, ma se vuoi puoi inviare la tua risposta. Dopo la sua.

Perch� siete cosi cattivi!!! ;-)

Quanto tempo ho?
Ci devo pensare un bel po su mi sa... :-(

Max

unread,
Jan 15, 2010, 3:36:45 PM1/15/10
to
On Friday/15/01/2010 19:11, Enrico Gregorio wrote:

>>> Esercizio: per quali valori di a l'equazione
>>>
>>> ax = cos x
>>>
>>> ha soluzioni? Nel caso abbia soluzioni, quante sono?


Dovrebbe avere una soluzione perch� f(x)=x - cos x passa una volta per
lo zero(anche se non ho capito perch�, non dovrebbe essere strettamente
crescente per passarci solo un avolta?), e dovrebbe esswre il limite di
qualcosa che converge a 0,7 e qualche cosa... ma inutile che vada
avanti, mi sento perso....

Massimo Borsero

unread,
Jan 15, 2010, 4:49:27 PM1/15/10
to
>
> Dovrebbe avere una soluzione perch� f(x)=x - cos x passa una volta per lo
> zero(anche se non ho capito perch�, non dovrebbe essere strettamente
> crescente per passarci solo un avolta?)

Conosci il teorema degli zeri? Cosa dice?

Inoltre vorrei suggerirti una strada. Dire che

cos x = ax

Significa che la funzione

f(x) = cos x

e la funzione

g(x) = a x

hanno almeno una intersezione (infatti in quel caso f(x) = g(x) ). Perch�
non provi a disegnarle al variare di a per farti un'idea?

Max

unread,
Jan 16, 2010, 10:52:18 AM1/16/10
to
On Friday/15/01/2010 22:49, Massimo Borsero wrote:
>>
>> Dovrebbe avere una soluzione perch� f(x)=x - cos x passa una volta per
>> lo zero(anche se non ho capito perch�, non dovrebbe essere
>> strettamente crescente per passarci solo un avolta?)
>
> Conosci il teorema degli zeri? Cosa dice?


Che se abbiamo una funzione continua definita in un intervallo chiuso e
limitato [a,b] e risulta f(a)<0 e f(b)>0 (o viceversa) allora esister�
almeno un punto dell'intervallo in cui f(x)=0

> hanno almeno una intersezione (infatti in quel caso f(x) = g(x) ). Perch�
> non provi a disegnarle al variare di a per farti un'idea?


Dopo ci provo :-)

Max

unread,
Jan 16, 2010, 10:59:24 AM1/16/10
to
On Friday/15/01/2010 22:49, Massimo Borsero wrote:

> Significa che la funzione
>
> f(x) = cos x
>
> e la funzione
>
> g(x) = a x
>
> hanno almeno una intersezione (infatti in quel caso f(x) = g(x) ). Perch�
> non provi a disegnarle al variare di a per farti un'idea?


g(x) = ax � una retta di coefficiente angolare a che passa per
l'origine, e quindi l'intersezione con cos(x) varia al variare di a...

Max

unread,
Jan 16, 2010, 11:03:10 AM1/16/10
to


e puo' avere pi� di una soluzione nel caso in cui a sia abbastanza
piccolo...infatti in questo caso intersecherebbe la funzione coseno in
pi� punti...

Max

unread,
Jan 16, 2010, 11:05:28 AM1/16/10
to
On Saturday/16/01/2010 17:03, Max wrote:

> e puo' avere pi� di una soluzione nel caso in cui a sia abbastanza
> piccolo...infatti in questo caso intersecherebbe la funzione coseno in
> pi� punti...

Se a � uguale a 1, abbiamo la bisettrice e quindi si incontrer� in un
solo punto...

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