On 17 Dic, 05:49, "Di passaggio a nord ovest"
<
nosp...@perfavorenientespam.it> wrote:
> Nel libro "ANALISI DUE/1 " (il primo tomo dell'opera in due volumi,
> che è diversa da quella più recente in un singolo volume) di De Marco
> a pag 265 si chiede di provare una versione il teorema di Rolle
> n-dimensionale.
>
> Invece che io sappia il teorema di Rolle è un risultato unidimensionale.
No, invece ha una semplice estensione n-dimensionale. Non conosco il
De Marco, quindi riporto per esteso la versione di mia conoscenza:
Prendi un sottoinsieme compatto di R^n (il cui interno non sia vuoto),
e una funzione f definita e continua su questo sottoinsieme,
differenziabile nei punti interni dello stesso. Se f e' costante sulla
frontiera allora esiste un punto stazionario per f interno al
compatto.
La dimostrazione e' banale e non lascia adito a dubbi.
> Nella bibliografia riportata pare si riporti come Ferrer nel 1996 abbia
> pubblicato
> in merito a una situazione dove il teorema di Rolle *non* funziona.
> E pare che Borwein con altri abbiano costruito una funzione reale su R^2
> di classe C^1 che non ottempera al teorema di Rolle nella palla unitaria,
> e l'hanno resa pubblica nel 2002.
Non so se hai fatto il piccolo sforzo di cercarti questi articoli in
internet (sono facilmente disponibili, e io mi sono preso la briga di
darci un'occhiata prima di risponderti). Nel caso tu lo abbia fatto,
hai veramente preso fischi per fiaschi e in quest'ambito non sei
ancora in grado di capire quello che leggi.
La semplice estensione n-dimensionale del teorema di Rolle che ti ho
riportato non viene affatto messa in discussione, anzi viene data
esplicitamente per assodata (infatti e' un teorema!).
> Rudin corresse addirittura un errore di Dieudonnè o così mi pare si racconti
> nel suo libro autobiografico. E' raro; ma anche i grandi sbagliono!
Dieudonne'? Chi era costui?:-)
Il caso che menzioni e' arcifamoso. Rudin riporta nella sua
autobiografia "The way I remember it" un clamoroso errore di
Dieudonne', che il noto bourbakista non riusciva a comprendere neanche
dopo aver visto la trattazione corretta della faccenda da parte di
Rudin.
Nell'autobiografia ci sono altre frecciatine al movimento Bourbaki.
Pare che il vecchio Rudin non abbia mai gradito molto l'epiteto di
bourbakista, anche se la sua esposizione matematica ne fu sicuramente
influenzata. I bene informati sostengono non sia un caso che nei suoi
testi piu' famosi non si faccia mai riferimento al trattato di
Bourbaki, nemmeno nella bibliografia.