radica...@gmail.com <
radica...@gmail.com> ha scritto:
> Il giorno giovedì 24 gennaio 2013 10:49:13 UTC+1, oid ha scritto:
>
> > Per secoli il quinto postulato � sembrato a tutti
> > estremamente evidente.
>
> Vero.
>
<<Sempre nell'ottica euclidea, il Postulato delle parallele non
è ‘evidentemente vero', infatti non rimanda ad alcuna costruzione
geometrica che possa limitarsi sempre ad una porzione finita di piano. Pare
che lo stesso Euclide non fosse convinto dell'evidenza[2] del postulato e
questo è dimostrato dall'uso limitato che ne ha fatto nelle dimostrazioni
dei teoremi della sua geometria. Negli oltre duemila anni successivi alla
diffusione degli Elementi di Euclide, molti sono stati i tentativi di
dimostrare il V postulato o di riformularlo o, addirittura, di sostituirlo
con altri equivalenti. Tuttavia tali tentativi sono falliti in quanto i
ragionamenti riconducevano sempre all'uso del V postulato.>>
http://it.wikipedia.org/wiki/Geometria_non_euclidea
>
> E si scambio' "l' essere evidente" con "l' essere dimostrabile
> a partire da ...".
>
A leggere wikipedia in italiano ed in inglese e a leggere tutti i libri di
storia della matematica che parlano di questo problema non viene fuori
nulla di questo che dici tu qui sopra:)
Ma forse tu hai delle fonti a noi altri ignote e quindi citale pure a
conforto delle tue affermazioni:)
>
> Ma l' evidenza e' un qualcosa che appare ovvia al nostro
> spirito, alla nostra intuizione (spaziale, in questo caso).
> Null' altro che questo.
>
Ma vedi in effetti all'epoca di Euclide basavano tutto sui disegni. Ora,
come ho spiegato io dettagliatamente negli altri interventi, succede che
più l'angolo si approssimo a 180° e più il disegno diventa MENO preciso,
cioè meno approssimato e viene meno l'evidenza grafica.
Se poi vuoi approssimare maggiormente hai bisogno di ingrandire il disegno
e però per vedere se due rette si incontrano o meno hai bisogno di andare a
fare un disegno di cento metri magari:)
Ora, ti pare normale affidarsi ad un disegno così grande con tutti gli
errori di precisione che si possono avere?
Inoltre, se anche un disegno così grande ti dimostra che le parallele si
TOCCANO magari a cento metri di distanza ecco che io posso sempre RIDURTI
ancora aumentare l'angolo (la somma degli angoli interni) da una parte ma
NON è pari a 180°, magari mancano altri centesimi di secondo e tu sei
costretto a fare un disegno di un CHILOMETRO:)
Puoi tu fare un disegno di un chilometro per dimostrarmi il quinto
postulato?:)
Ora, tu dici che noi umani abbiamo bisogno di VEDERE con gli occhi. Ma se
il disegno è fatto benissimo e tu vedi due rette e GIURI, cioè ci metti la
mano sul fuoco che NON si incontrano mai, poi magari arriva uno che ha
fatto il disegno, PROLUNGA per mezzo metro e ti fa vedere che le due rette
si incontrano. Il disegno ci ha INGANNATI!
E sono questi i ragionamenti che facevano all'epoca di Euclide e quindi il
quinto postulato appariva poco evidente.
Cioè è evidente che se l'angolo è per es di 170° allora il disegno è facile
farlo e tu dici ok, ci credo, lo vedo, si incontrano.
Ma se l'angolo è 179° come fai a dire che si incontrano?
Dove lo vedi che si incontrano?
Più che altro uno lo DEDUCE da altri ragionamenti che si incontrano.
Ed ecco che allora questi ALTRI RAGIONAMENTI furono fatti e però non
riuscirono nell'intento di dimostrare il quinto postulato che rimaneva
quindi poco evidente.
A tal punto era poco evidente che Gauss si mise a fare le misure sulle tre
cime dei monti. Al tal punto poco evidente che si elaborarono le geometrie
non euclidee.
Infatti la geometria iperbolica ti dice: ho una unica parallela fino per es
a 170°, per gli angoli che vanno da 170 a 180 ho INFINITE parallele.
Da qui ti ricavi la geometria iperbolica.
POi, sta attento per favore, all'epoca si accorsero che la terra è SFERICA,
con tutto quello che ne deriva. Cioè si accorsero che per es la distanza
tra Roma e Parigi non è un segmento di retta ma una geodetica.
Quindi PARADOSSALMENTE non potevano neppure dire che SUL TERRENO si possono
fare quei famosi disegni.
Dove li fai quei disegni se la terra è curva e non piana?
Se tu fai il disegno di un km ecco che non puoi neppure dire che segui il
terreno piano, perché il terreno non è piano: a parte il fatto che
bisognerebbe livellarlo sempre.
Quindi l'evidenza non c'era, cioè la evidenza fisica diciamo. Resta però
l'evidenza logica.
Ma questa evidenza logica non si riesce a derivarla da altre evidenze
logiche e cioè da altri postulati.
Ed ecco che in realtà Euclide aveva ragione:)
Ebbe ragione lui a dire che il quinto postulato non lo puoi dimostrare in
alcun modo partendo da altri o facendo disegni.
Tu ed altri amici parlate del quinto postulato come di un fatto storico e
come se noi oggi avessimo risolto il problema.
Noi oggi non abbiamo risolto alcun problema, cioè dobbiamo convincerci
della esistenza della unicità della parallela per vie "torbide" del nostro
ragionamento, quelle vie che ha cercato Saccheri come altri.
Non c'è quindi nessuna forte evidenza a favore ma neppure una forte
evidenza contraria e quindi lo si accetta.
Ma al medesimo tempo è matematicamente logico fondare altre geometrie e
cioè le non euclidee. Gauss lo fece anche se con timore e altri lo
seguirono.
Se poi a questo aggiungi le faccende di astronomia (parallasse) e di fisica
teorica(relatività) ecco che il quadro si complica ulteriormente perché
Einstein parla di spazio-tempo curvo.
A questo punto allora la confusione su quale fosse la vera geometria regna
sovrana perché la fisica dice che la geometria dello spazio tempo è
qualcosa di ellittico.
La RIVOLUZIONE in matematica dell'Ottocento fu anche questa, e cioè la
geometria non era più scienza fisica, evidente fisicamemente parlando ma si
doveva FONDARE tutto su di un sistema assiomatico.
Questa sarà l'epoca della logica matematica, della distinzione fregeana
della sintassi dalla semantica fino poi a Russell e Goedel e ad oggi.
Tanto è vero che "accademicamente" nessuno più parla della VERA geometria,
ormai parlano tutti delle geometriE tra le quali c'è quella euclidea che
appare sensorialmente più intuitiva.
Io poi, ma io non conto nulla, sto cercando di dimostrare che la relatività
non funziona, ma questa è fisica. In ogni caso si va ad eliminare quello
spazio tempo curvo che tanta confusione in fisica ha generato ed anche in
matematica.
Ma a questo livello del discorso stiamo ancora facendo fisica o matematica?
Ti rendi conto che abbiamo fatto una infinità di riflessioni su cosa è lo
spazio, il tempo, la mente umana che indaga questo?
Quindi ecco che si ha la esigenza di FONDARE il discorso stesso e quindi
fare gnoseologia o epistemologia. Insomma siamo ancora una volta costretti
a ridefinire i termini del discorso per cercare la verità perfino sulle
parallele.
Ma se così procediamo usciamo dall'ambito (matematica e fisica) entro il
quale ci siamo collocati e facciamo filosofia come si suol dire, cioè
mettiamo dentro tutto quello che ci pare opportuno pur di giungere ad una
conclusione accettabile.
Magari ti vengono in mente (filosoficamente parlando) due raggi laser che
spari nello spazio e che sono in direzione PARALLELA e però poi si
incontrano. E se non si incontrano vanno all'infinito. Ma come facciamo a
saperlo?
Vedi c'è di mezzo l'infinitamente grande e piccolo nelle rette parallele:)
>
> Perche' mai se e' "evidente" ALLORA deve essere possibile
> farlo discendere da altre "evidenze" ? E' questo salto
> logico l' errore.
>
>
Ma tu qui parli SAPENDO dei sistemi assiomatici, loro non ne sapevano nulla
all'epoca e procedevano per intuizione.
Cioè partivano da altre evidenze che poi erano pure assiomi tanto meglio,
ma non è che volevano sistemare il sistema assiomatico. Quella è roba del
novecento, roba nostra insomma:)
ciao
Oceano
p.s. oh, in un modo o nell'altro è finita l'epoca di socratis e parenti:)
Ed il bello è che questo risultato (ottenuto da me:) è stato raggiunto
senza segare la linea a nessuno e senza neppure minacciare di segarla.
Hai visto come è potente la mente umana(la mia in questo caso) quando
indaga bene?:)
--
Pace e Bene