Wakinian Tanka ha scritto:
> Lo so che la tua è formata da due semipiani e invece la mia, cioè la
> (1) /anche/ da due piani (vedi dopo cosa significa /anche/), ma io ho
> scritto "contempla" che significa "include/contiene".
> Chiedevo se la (1) si puòpensare, oltre che come unione dei due piani:
> ...
> In quest'ultimo caso avrei due funzioni z(x,y) non differenziabili
> nello spigolo, nonostante il fatto che "mettendole insieme" si ottenga
> una equazione algebrica: z^2 - x^2 = 0, che invece è differenziabile.
Sì, certamente, ma non è interessante.
Perfino in casi molto più banali, come per es. una parabola nel piano,
puoi inventare rappres. parametriche, o con equazioni f(x,y), che non
sono differenziabili.
Non è questo che conta.
Conta invece che una rappres. differenziabile *esista*.
ADPUF ha scritto:
> Un punto angoloso dove la retta tangente destra e quella sinistra
> coincidono.
Non direi.
Se scrivi y = x^(2/3), per x=0 la funzione non è derivabile, né a
destra né a sinistra.
Se scrivi f(x,y)=0, con f = x^2 - y^3, sei nel caso di cui ho parlato
in un altro post: @f/@x = @f/@y = 0.
Lo sviluppo di f arrestato al secondo ordine dà f = x^2, quindi
l'origine è un /punto doppio a tangenti coinidenti/, che è appunto la
defin. di cuspide.
"Punto angoloso" va riservato a una situazione diversa: quando la f
*non è differenziabile* nel punto in esame.
L'esempio della cuspide, visto in senso cinematico, ti mostra la
differenza.
Eq. parametriche:
x = t - sin(t)
y = 1 - cos(t).
Le componenti della velocità si annullano entrambe per t=0: il punto
di contatto tra la circonf. e la retta su cui rotola ha vel. istantanea
nulla.
In un punto angoloso avresti vel. *non nulla* ma discontinua.
Es.
x = t
y = |t|.
Lo puoi vedere come il rimbalzo elastico di una palla sulla sponda del
biliardo.
> Il testo distingue tra singolarità parametriche e singolarità
> essenziali:
> ...
> Era un tipo strano, sembrava uscito dall'Ottocento...
Si vede :-)
Anch'io ho conosciuto vecchi matematici "originali", che facevano
tutto a modo loro, e in genere erano fuori dalle correnti della
ricerca.
Credo che dipenda dal fatto che la scuola matematica italiana, che
aveva conosciuto un periodo d'oro attorno al volgere del secolo tra
800 e 900, col passare del tempo, quando i grandi sono invecchiati e
sono stati sostituiti da loro allievi, si è ripiegata su se stessa,
mentre il resto del mondo (che ancor oggi ricorda i Peano, i Dini, i
Volterra, i Levi-Civita, i Castelnuovo...) li metteva da parte.
> Se il dominio D è serrato, (cioè comprende anche i punti del suo
> contorno),
Proprio un bell'originale! Quello che tutto il mondo chiamava "insieme
chiuso", lui lo chiama "serrato".
Certo, una porta serrata è chiusa. magarei anche a chiave e col
paletto :-)
Se posso darti un consiglio, lascialo perdere...
Per questo c'è un motivo serio, che spiegherò più oltre, e che non
vale solo per lui.
Wakinian Tanka ha scritto:
> Visto che sei un geometra mancato :-), come si fa a visualizzare
> ovvero ad interpretare geometricamente @f/@x, @f/@y, @f/@z?
E' strano che tu me lo chieda: sono sicuro che lo sai.
Ti ricordi una cosa chiamata "gradiente"?
Ovvero:
f(x,y,z) = 0
è una /superficie di livello/ di f, per il valore 0.
Ora prendi una seconda curva di livello, per un valore c<>0:
f(x,y,z) = c.
Esprimi la distanza tra la due superfici in un punto (x0.y0.z0) della
prima, al primo ordine in c.
Che succede se in (x0,y0,z0) le tre derivate parziali si annullano?
Applica quanto sopra alla f = x^2 + y^2 - z^2.
> Se la superficie la parametrizzo:
>
> fi(u,v) = (x(u,v), y(u,v), z(u,v))
>
> sono in grado di visualizzare immediatamente i 2 vettori @fi/@u,
> @fi/@v e quindi capisco cosa significa che siano entrambi non nulli
> e indipendenti tra loro (vedi definizione che ha scritto ADPUF di
> "punto regolare" della superficie).
Molto bene.
Allora studia la funzione composta
g = f o fi.
Sarà identicamente g=0, e derivando questa rispetto a u e v:
0 = @f/@x @x/@u + @f/@y @y/@u + @f/@z @z/@u = grad f . @fi/@u
0 = @f/@x @x/@v + @f/@y @y/@v + @f/@z @z/@v = grad f . @fi/@v.
Queste ti dicono che i tuoi due vettori @fi/@u, @fi/@v sono
ortogonali a grad f.
Infatti i primi sono tangenti alla superficie; grad f è normale.
Ossia, grad f ha la direzione del prodotto vettore.
Se i due vettori tangenti non sono indipendenti, la direzione di
grad f è indeterminata, il che è possibile solo se è nullo.
> Più ci rifletto e più mi domando che razza di genio fosse Gauss...
Su questo non ci piove, ma che c'entra?
Quello che ha fatto Gauss in materia di geom. diff. delle superfici è
ben altro: basta ricordare il "theorema egregium"...
Ed è solo una (piccola) parte del contributo che Gauss ha dato alla
matematica (e alla fisica).
Veramente senza paragoni. Se avesse senso un confronto a 2000 anni di
distanza, sul piano di Gauss ci metterei solo Archimede.
Un pochino indietro, Eulero :-)
PS. Avevo scritto all'inizio
> Per questo c'è un motivo serio, che spiegherò più oltre, e che non
> vale solo per lui.
ma ho già scritto troppo.
Rimando a domani o chissà...
--
Elio Fabri