Enrico Gregorio <
Facile.d...@in.rete.it> ha scritto:
> Giorgio Nardo <
AE...@asinello-sarai-tu.it> scrive:
>
> > E c'é un motivo, ora vi leggo il quesito n° 80 a pag. 406
(Matematico!
> > Libro di scuola media).
> >
> > A me sembra del tutto demenziale, vediamo che ne pensate voi:
> >
> > <<Franco vuole suddividere la propria collezione di CD nel maggior
> > numero possibile di gruppi, ma in modo che ciascun gruppo contenga lo
> > stesso numero di dischi singoli e dischi doppi. Poiché possiede 36
> > dischi singoli e 16 doppi, quanti gruppi riuscirà a formare? E quanti
CD
> > di ciascun tipo ci saranno in ogni gruppo?>>
>
> Il numero di gruppi deve essere un divisore di 16 e di 36,
> il maggiore possibile. Dunque 4.
>
> Che c'è di così demenziale?
>
Questa tua "soluzione" mi fa venire in mente quel caro amico che a scuola
durante l'ora di matematica e fisica aveva sempre la formula bella pronta
da applicare per i soliti problemi da dover risolvere:)
Quando poi il professore gli chiedeva di esplicitare il procedimento lui
diceva: e perché mai lo devo esplicitare? Non si capisce che ci voleva
proprio questa formula?
Tuttavia io un giorno volli indagare su come mai lui riuscisse ad
ezzeccare sempre la formula giusta. Così ci mettemmo a parlare più del
solito nostro ed invece di parlare di sport, musica e belle ragazze, io
cercai di farmi spiegare come facesse ad azzeccare sempre tutto a scuola.
Lui molto comprensivo mi disse: vedi, anche tu azzecchi molte cose
durante l'ora di fisica perché stai sempre lì a porti problemi di fisica
che o prendi dai libri o ti inventi perfino.
Ecco, continuò, proprio ieri il professore parlava di quel tizio che con
l'auto a 100 Km/h aveva impiegato un'ora per arrivare a destinazione e tu
subito pronto a dire che bisognava usare la formula per calcolare la
velocità e cioè v = s/t.
Io però gli dissi: è vero, ma una infinità di volte abbiamo usato quella
formula in una infinità di problemi e quindi non mi sembra di aver fatto
un grande sforzo tanto è vero che neppure mi è stato mai chiesto di stare
lì a spiegare quella formula così nota e continuamente applicata.
E lui ribattè: scusa ma perché io non sto a casa a leggere, risolvere e
inventare una infinità di esercizi di matematica? Lo hai dimenticato che
io ho la fissa per i numeri? Tu, continuò, hai la fissa per la fisica, io
la fissa per i numeri.
Quindi, dissi io, tu ammetti che avevi già visto un problema di quel
genere dal libro e lo avevi risolto? Ma è ovvio, scusa, io a casa studio
perché la matematica mi piace!
Noi qui a scuola però è la PRIMA volta che lo vediamo e forse è per
questo che non avendolo mai visto prima non siamo stati rapidi quanto te
nell'applicare la formula che hai subito applicato tu.
E lui: lo so.....ti ripeto, io ho la fissa dei numeri e a casa studio
molto, mi piace molto la matematica, l'algebra in particolare, molto
meno la geometria.
D'accordo, risposi io, ma non ti sembrava il caso di spiegare
dettagliatamente il procedimento che hai seguito LA PRIMA volta per
arrivare a quella formula?
Ah, e perché tu ogni volta ti metti a spiegare il procedimento per la
formula che usi per la velocità lo spazio e il tempo v = s/t? Non è
chiaro che usi le due inverse?
Insomma, insistetti io: questo ragionamento che hai fatto per trovare la
formula te lo ricordi, lo sai rifare oppure ricordi ormai a memoria solo
la formula?
Sì, rispose lui, lo saprei rifare, ma mi annoia fare i ragionamenti, mi
devo applicare, ci vuole tempo, e poi c'è il professore lì apposta!
Agli scritti questo mio carissimo amico era bravissimo, lì lui applicava
le formule e c'era poco da starle a spiegare. Agli orali invece
all'università ebbe tantissimi problemi perché non sempre era rapido nel
giustificare le formule che usava. Alcuni professori pensavano che
studiasse a memoria senza capire bene ed in profondità i diversi
procedimenti.
In realtà lui era solo molto pigro, una volta fatto il ragionamento poi
si limitava a memorizzare la formula risolutiva e stop, non gli piaceva
approfondire più di tanto. Lui però non aveva nessuna intenzione di
insegnare né a scuola e tanto meno all'università e questo per lui fu un
bene. Era bravissimo nell'aiutare noi tutti nel trovare tutte le formule
all'occorrenza per i diversi procedimenti. Noi altri lì a ragionare
daccapo per trovare le soluzioni, aprendo spesso manuali, formulari, e
lui subito RICORDAVA (con una memoria incredibile) una infinità di
formule.
Insomma così come io ricordavo che in un problema dove si parla di
velocità e tempo (o spazio) bisognasse usare la formula v =s/t e sue
inverse, lui ricordava una infinità di procedimenti, problemi e soluzioni
comprese.
Un giorno lui mi disse: siccome amo i numeri, l'algebra, ecco che
memorizzo una infinità di passaggi, soluzioni e problemi, poi una volta
risolto quel problema posso trovare soluzioni alternative, con altri
passaggi algebrici, poi passo ad altro. Io ho la fortuna di ricordare
bene, di memorizzare bene, lo so che sono l'unico e mi fa piacere potervi
aiutare. Però, continuava, non chiedetemi di spiegarvi ogni volta il
procedimento perché la cosa mi annoia così come a te annoia stare lì a
spiegare cose riguardo a velocità spazio e tempo che ormai ti appaiono
banali.
Io però gli dissi che ci sono cose in fisica che a differenza della
matematica possono essere viste da almeno cento o mille punti di vista,
dove a furia di ragionarci sopra si capiscono una infinità di dettagli e
quindi non potevo saltare da un problema all'altro e anzi dovevo rimanere
per mesi su una precisa classe di problemi, per es se stavo facendo
meccanica non era il caso di andare a fare subito elettromagnetismo ecc.
Sì, rispose lui, tu sei bravo lo sappiamo, approfondisci, devi sviscerare
anche le cose più ovvie, e sono proprio quelle cose che a me annoiano
moltissimo, e non capisco tu come riesca ad avere tutta questa tenacia e
pazienza che io mai potrò avere.
Ora, mi chiedevo, caro Enrico, niente niente siamo compagni di scuola?:)
Ciao
Oceano
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Pace e Bene