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Una domanda ai professori di liceo (scientifico)

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Poincarè

unread,
Oct 1, 2010, 4:07:42 AM10/1/10
to
Dalla vostra esperienza quali sono o sono stati i testi pel _triennio_
che più vi hanno soddisfatto?
Ora va di moda il blu (Zanichelli. Bergamini,...), è quello che ho
visto più citato nei vari elenco testi, matematica uno,... (Etas.
Lamberti,..). Qualche anno fa c'era lineamenti e/o elementi (Ghisetti.
Dodero,...), nuovo matematica (sempre Etas) ed andando a ritroso
Ferrauto...
Quindi senza seguire le mode onestamente quale/i premiereste, per
l'aspetto puramente matematico (trascurando l'angolo informatica)?

Altre case editrici hanno pubblicato testi per liceo, ma forse non
hanno mai messo piede in una classe; ad esempio ho trovato di F.
Giusti e Bartoli (ma chi è un/una parente di Enrico Giusti?) (ed.
Tramontana) e chissà se ve ne sono altri.

Ciao
Poincarè

Dalet

unread,
Oct 1, 2010, 6:00:07 AM10/1/10
to
Il 01-10-2010, Poincarè dice:

>Ora va di moda il blu (Zanichelli. Bergamini,...), è quello che ho
>visto più citato nei vari elenco testi, matematica uno,... (Etas.
>Lamberti,..). Qualche anno fa c'era lineamenti e/o elementi (Ghisetti.
>Dodero,...), nuovo matematica (sempre Etas) ed andando a ritroso
>Ferrauto...
>Quindi senza seguire le mode onestamente quale/i premiereste, per
>l'aspetto puramente matematico (trascurando l'angolo informatica)?

Mi sa che il testo scelto e' lo specchio della personalita'
matematica di chi lo sceglie, dunque questa tua sembrerebbe
una domanda che fai solo per curiosita'.. be' allora tanto
per fare un po' di pettegolezzi Enrico ad esempio non
sceglierebbe MAI il Ferrauto, io sceglierei sempre e solo
il Dodero: tutti gli altri (pochi ne conosco) son gingilli.

(e se poi la smetteste di cambiare testo ogni anno? non ci
pensate a quello che costano alle famiglie visto che le
nuove edizioni distruggono anche il mercato dell'usato?)

--
Saluti, Dalet

Enrico Gregorio

unread,
Oct 1, 2010, 6:06:19 AM10/1/10
to
Dalet <da...@address.invalid> scrive:

> Il 01-10-2010, Poincarč dice:
>
> >Ora va di moda il blu (Zanichelli. Bergamini,...), č quello che ho
> >visto piů citato nei vari elenco testi, matematica uno,... (Etas.


> >Lamberti,..). Qualche anno fa c'era lineamenti e/o elementi (Ghisetti.
> >Dodero,...), nuovo matematica (sempre Etas) ed andando a ritroso
> >Ferrauto...
> >Quindi senza seguire le mode onestamente quale/i premiereste, per
> >l'aspetto puramente matematico (trascurando l'angolo informatica)?
>
> Mi sa che il testo scelto e' lo specchio della personalita'
> matematica di chi lo sceglie, dunque questa tua sembrerebbe
> una domanda che fai solo per curiosita'.. be' allora tanto
> per fare un po' di pettegolezzi Enrico ad esempio non
> sceglierebbe MAI il Ferrauto,

Non c'č piů, vero? O qualche giapponese nella foresta resiste ancora?

> io sceglierei sempre e solo
> il Dodero: tutti gli altri (pochi ne conosco) son gingilli.

Troppo colorati.


> (e se poi la smetteste di cambiare testo ogni anno? non ci
> pensate a quello che costano alle famiglie visto che le
> nuove edizioni distruggono anche il mercato dell'usato?)

Non vuoi che l'economia giri?

Ciao
Enrico

superpollo

unread,
Oct 1, 2010, 6:16:31 AM10/1/10
to
Poincarč ha scritto:

> Dalla vostra esperienza quali sono o sono stati i testi pel _triennio_
> che piů vi hanno soddisfatto?

> Ora va di moda il blu (Zanichelli. Bergamini,...), č quello che ho
> visto piů citato nei vari elenco testi, matematica uno,... (Etas.

> Lamberti,..). Qualche anno fa c'era lineamenti e/o elementi (Ghisetti.
> Dodero,...), nuovo matematica (sempre Etas) ed andando a ritroso
> Ferrauto...
> Quindi senza seguire le mode onestamente quale/i premiereste, per
> l'aspetto puramente matematico (trascurando l'angolo informatica)?

mah. io ho delle idee tutte mie ... a mio avviso gli esercizi sono piu'
importanti della teoria, e *la matematica e' calcolo*, per lo meno in
una prima fase di apprendimento; quindi vorrei libri tipo schaum con due
paginette di riepilogo teorico e poi migliaia di esercizi anche
ripetitivi ma con una curva di apprendimanto a derivata quasi nulla.
poi, in appendice, possiamo avere ňe dimostrazionie dei teoremi...

pertanto non ne salvo uno dei libri correntemente adottati, e anzi
quest'anno non provvedero' all'adozione (come protesta concordata con le
rsu contro i tagli governativi).

> Altre case editrici hanno pubblicato testi per liceo, ma forse non
> hanno mai messo piede in una classe

a mio avviso *nessuno* che lavori in casa editrice e nel colluso
ministero dell'istruzione ha mai messo piede in classe. oppure e' sadico.

bye

--
On 22 juin, 15:38, "Socratis" <socr...@alice.it> wrote:
> Plonk.
Youpiiii :-)

Enrico Gregorio

unread,
Oct 1, 2010, 6:40:10 AM10/1/10
to
superpollo <super...@tznvy.pbz> scrive:

> Poincarč ha scritto:
> > Dalla vostra esperienza quali sono o sono stati i testi pel _triennio_
> > che piů vi hanno soddisfatto?
> > Ora va di moda il blu (Zanichelli. Bergamini,...), č quello che ho
> > visto piů citato nei vari elenco testi, matematica uno,... (Etas.
> > Lamberti,..). Qualche anno fa c'era lineamenti e/o elementi (Ghisetti.
> > Dodero,...), nuovo matematica (sempre Etas) ed andando a ritroso
> > Ferrauto...
> > Quindi senza seguire le mode onestamente quale/i premiereste, per
> > l'aspetto puramente matematico (trascurando l'angolo informatica)?
>
> mah. io ho delle idee tutte mie ... a mio avviso gli esercizi sono piu'
> importanti della teoria, e *la matematica e' calcolo*, per lo meno in
> una prima fase di apprendimento;

Lo sospettavo. :) Mi permetti di dissentire recisamente?

Ciao
Enrico

superpollo

unread,
Oct 1, 2010, 6:46:23 AM10/1/10
to
Enrico Gregorio ha scritto:

ma certo! il mondo e' bello perche' e' avariato! ;-)

Dalet

unread,
Oct 1, 2010, 6:54:25 AM10/1/10
to
Il 01-10-2010, Enrico Gregorio dice:
>Dalet <da...@address.invalid> scrive:
>>Il 01-10-2010, Poincarè dice:

>>>Ora va di moda il blu (Zanichelli. Bergamini,...), è quello che ho

>>>visto più citato nei vari elenco testi, matematica uno,... (Etas.


>>>Lamberti,..). Qualche anno fa c'era lineamenti e/o elementi (Ghisetti.
>>>Dodero,...), nuovo matematica (sempre Etas) ed andando a ritroso
>>>Ferrauto...
>>>Quindi senza seguire le mode onestamente quale/i premiereste, per
>>>l'aspetto puramente matematico (trascurando l'angolo informatica)?

>>Mi sa che il testo scelto e' lo specchio della personalita'
>>matematica di chi lo sceglie, dunque questa tua sembrerebbe
>>una domanda che fai solo per curiosita'.. be' allora tanto
>>per fare un po' di pettegolezzi Enrico ad esempio non
>>sceglierebbe MAI il Ferrauto,

>Non c'è più, vero? O qualche giapponese nella foresta resiste ancora?

Boh.. con google ho scritto ferrau e gia' m'ha proposto:
ferrauto
ferrauto matematica
clicco sul secondo e da' 1.500 articoli in 0,15 secondi.

>>io sceglierei sempre e solo
>>il Dodero: tutti gli altri (pochi ne conosco) son gingilli.

>Troppo colorati.

Si' adesso l'han rifatto tutto a moduli e con mille colori,
io non saprei studiarci in un testo cosi', le cornici alle
formule le voglio mettere io! e solo a matita: rossa per
risultati e teoremi, blu per definizioni e postulati, nera
a margine per le dimo o per richiami e appunti.

>>(e se poi la smetteste di cambiare testo ogni anno? non ci
>>pensate a quello che costano alle famiglie visto che le
>>nuove edizioni distruggono anche il mercato dell'usato?)

>Non vuoi che l'economia giri?

Mah.. costan troppo, non e' possibile che la Newton stampi
in passivo e i suoi costano spesso meno d'un terzo.

--
Saluti, Dalet

Enrico Gregorio

unread,
Oct 1, 2010, 7:10:10 AM10/1/10
to
Dalet <da...@address.invalid> scrive:

> Il 01-10-2010, Enrico Gregorio dice:
> >Dalet <da...@address.invalid> scrive:
> >>Il 01-10-2010, Poincarè dice:
>
> >>>Ora va di moda il blu (Zanichelli. Bergamini,...), è quello che ho
> >>>visto più citato nei vari elenco testi, matematica uno,... (Etas.
> >>>Lamberti,..). Qualche anno fa c'era lineamenti e/o elementi (Ghisetti.
> >>>Dodero,...), nuovo matematica (sempre Etas) ed andando a ritroso
> >>>Ferrauto...
> >>>Quindi senza seguire le mode onestamente quale/i premiereste, per
> >>>l'aspetto puramente matematico (trascurando l'angolo informatica)?
>
> >>Mi sa che il testo scelto e' lo specchio della personalita'
> >>matematica di chi lo sceglie, dunque questa tua sembrerebbe
> >>una domanda che fai solo per curiosita'.. be' allora tanto
> >>per fare un po' di pettegolezzi Enrico ad esempio non
> >>sceglierebbe MAI il Ferrauto,
>
> >Non c'è più, vero? O qualche giapponese nella foresta resiste ancora?
>
> Boh.. con google ho scritto ferrau e gia' m'ha proposto:
> ferrauto
> ferrauto matematica
> clicco sul secondo e da' 1.500 articoli in 0,15 secondi.

Già, mi è venuto il sospetto e ho consultato il sito della
casa editrice. Ci sono nuove edizioni dei "gloriosi" testi.

> >>io sceglierei sempre e solo
> >>il Dodero: tutti gli altri (pochi ne conosco) son gingilli.
>
> >Troppo colorati.
>
> Si' adesso l'han rifatto tutto a moduli e con mille colori,
> io non saprei studiarci in un testo cosi', le cornici alle
> formule le voglio mettere io! e solo a matita: rossa per
> risultati e teoremi, blu per definizioni e postulati, nera
> a margine per le dimo o per richiami e appunti.

Ne ho visto uno per il biennio, ho rimosso i nomi degli autori:
colori vari che fanno perdere la testa, oltre alle solite
scemenze.

Esempio. Nel capitoletto sui numeri razionali c'è scritto in
bella evidenza che i simboli ":" e "/" sono del tutto equivalenti.
Passiamo ai polinomi e ci troviamo un enunciato come

(x^2 - 3x + 2) : (x - 1) = x - 2

(non era questo, ma una cosa del tutto analoga). Bene, e quando
poi allo studente verrà imposto di studiare le "condizioni di
esistenza" della frazione algebrica (x^2 - 3x + 2)/(x - 1)
come la mettiamo? :(

È così difficile dire che la divisione /non/ è un'operazione
come l'addizione o la moltiplicazione? Che è solo un modo di
scrivere un numero o, in generale, un'espressione algebrica in
modo diverso? Nel senso che la divisione di A per B (non nullo)
consiste nello scrivere

A = B Q + R

dove R soddisfa qualche "buona condizione". E che in certi contesti
la "buona condizione" è "R=0", come per esempio nei numeri
razionali e in tali contesti si può dunque considerare la
divisione come "moltiplicazione per l'inverso".

> >>(e se poi la smetteste di cambiare testo ogni anno? non ci
> >>pensate a quello che costano alle famiglie visto che le
> >>nuove edizioni distruggono anche il mercato dell'usato?)
>
> >Non vuoi che l'economia giri?
>
> Mah.. costan troppo, non e' possibile che la Newton stampi
> in passivo e i suoi costano spesso meno d'un terzo.

Era sarcastico, ovviamente. Ho visto "nuove edizioni" in cui
essenzialmente cambiava solo la veste grafica, ma il libro
rimaneva tragicamente lo stesso.

Ciao
Enrico

Pedro Peraria

unread,
Oct 1, 2010, 7:13:47 AM10/1/10
to
>> Mi sa che il testo scelto e' lo specchio della personalita'
>> matematica di chi lo sceglie, dunque questa tua sembrerebbe
>> una domanda che fai solo per curiosita'.. be' allora tanto
>> per fare un po' di pettegolezzi Enrico ad esempio non
>> sceglierebbe MAI il Ferrauto,
>
> Non c'è più, vero? O qualche giapponese nella foresta resiste ancora?

Ma perchè scusa? Il Ferrauto a me è sempre piaciuto. (senti che rima poi!)
Ha poi rispetto a tutti gli altri, Dodero compreso, un dotazione di
eserczi -ben fatti- che per uno studente è una mano santa.
Forse è leggermente meno teorico del Dodero, questo si.. ma da qui a dire
che chi lo predilige è l'immagine del caporale Shoichi Yokoi mi pare
esagerato.
BANZAAAAIIII!!!!. :-P


Poincarè

unread,
Oct 1, 2010, 7:55:11 AM10/1/10
to
On 1 Ott, 12:00, Dalet <da...@address.invalid> wrote:

> Mi sa che il testo scelto e' lo specchio della personalita'
> matematica di chi lo sceglie, dunque questa tua sembrerebbe
> una domanda che fai solo per curiosita'..

Si e no, mi servivano alcune cose di trigonometria stufo dei fogli
sparsi qua e là (mai avuto un libro) cercavo un testo un po' più
organizzato, ma a parte il multicolor che distrae dai contenuti non ho
trovato.
Così ho ricostruito una breve cronologia dei manuali adottati nei
licei (anticamera dell'università) e sentire un'opinione di chi lavora
ogni dì nella scuola.

> be' allora tanto
> per fare un po' di pettegolezzi Enrico ad esempio non
> sceglierebbe MAI il Ferrauto, io sceglierei sempre e solo
> il Dodero: tutti gli altri (pochi ne conosco) son gingilli.
>
> (e se poi la smetteste di cambiare testo ogni anno? non ci
> pensate a quello che costano alle famiglie visto che le
> nuove edizioni distruggono anche il mercato dell'usato?)

La smetteste chi? Ma non sono i professori a cambiare testo?

Ciao
Poincarè

superpollo

unread,
Oct 1, 2010, 8:01:51 AM10/1/10
to
Poincarè ha scritto:

NON nel senso che intendi tu forse... intanto formalmente e' il collegio
dei docenti a ratificare il cambio... poi forse non sai che io non posso
scegliermi *il mio* libro di testo, bensi sceglierlo *per la classe* in
cui sto insegnando a maggio, la quale potrebbe non esserlo piu' a settembre.

Poincarè

unread,
Oct 1, 2010, 8:05:34 AM10/1/10
to
On 1 Ott, 12:16, superpollo <superpo...@tznvy.pbz> wrote:

> mah. io ho delle idee tutte mie ... a mio avviso gli esercizi sono piu'
> importanti della teoria, e *la matematica e' calcolo*, per lo meno in
> una prima fase di apprendimento; quindi vorrei libri tipo schaum con due
> paginette di riepilogo teorico e poi migliaia di esercizi anche
> ripetitivi ma con una curva di apprendimanto a derivata quasi nulla.

> poi, in appendice, possiamo avere òe dimostrazionie dei teoremi...

Beh! c'è schaum e schaum, alcuni la teoria la fanno negli esercizi.
AD esempio....aspetta ...ah! se non mi sbaglio algebra moderna.

> pertanto non ne salvo uno dei libri correntemente adottati, e anzi
> quest'anno non provvedero' all'adozione (come protesta concordata con le
> rsu contro i tagli governativi).

E quindi cosa usi? Dispense tue, come fanno in un istituto di cui mi
sfugge il nome? (sentito al tg qualche tempo fa).

Ciao
Poincarè

Poincarè

unread,
Oct 1, 2010, 8:08:23 AM10/1/10
to
On 1 Ott, 14:01, superpollo <superpo...@tznvy.pbz> wrote:

> >> (e se poi la smetteste di cambiare testo ogni anno? non ci
> >> pensate a quello che costano alle famiglie visto che le
> >> nuove edizioni distruggono anche il mercato dell'usato?)
>
> > La smetteste chi? Ma non sono i professori a cambiare testo?
>
> NON nel senso che intendi tu forse... intanto formalmente e' il collegio
> dei docenti a ratificare il cambio... poi forse non sai che io non posso
> scegliermi *il mio* libro di testo, bensi sceglierlo *per la classe* in
> cui sto insegnando a maggio, la quale potrebbe non esserlo piu' a settembre.

Ho capito...forse.

Ciao
Poincarè

superpollo

unread,
Oct 1, 2010, 8:18:02 AM10/1/10
to
Poincarč ha scritto:

> On 1 Ott, 12:16, superpollo <superpo...@tznvy.pbz> wrote:
>
>> mah. io ho delle idee tutte mie ... a mio avviso gli esercizi sono piu'
>> importanti della teoria, e *la matematica e' calcolo*, per lo meno in
>> una prima fase di apprendimento; quindi vorrei libri tipo schaum con due
>> paginette di riepilogo teorico e poi migliaia di esercizi anche
>> ripetitivi ma con una curva di apprendimanto a derivata quasi nulla.
>> poi, in appendice, possiamo avere ņe dimostrazionie dei teoremi...
>
> Beh! c'č schaum e schaum, alcuni la teoria la fanno negli esercizi.

> AD esempio....aspetta ...ah! se non mi sbaglio algebra moderna.
>
>> pertanto non ne salvo uno dei libri correntemente adottati, e anzi
>> quest'anno non provvedero' all'adozione (come protesta concordata con le
>> rsu contro i tagli governativi).
>
> E quindi cosa usi? Dispense tue, come fanno in un istituto di cui mi
> sfugge il nome? (sentito al tg qualche tempo fa).

beh quest'anno ancora uso la vecchia adozione (zanichelli - moduli di
matematica), l'anno prox si vedra' (in ogni caso io in quasi 20 anni di
carriera ho preparato tanto di quel materiale, sia di fisica che di
matematica, attingendo a varie fonti ora anche estinte, che in pratica
non ho bisogno del testo, mando il materiale via mail agli alunni che lo
richiedono, in formato digitale).

superpollo

unread,
Oct 1, 2010, 8:23:59 AM10/1/10
to
Poincarè ha scritto:

per essere piu' chiari: l'anno scorso avevo quattro classi fra cui una
quarta, che quest'anno e' diventata quinta; lo scorso anno la quinta ce
l'aveva invece il mio collega X; ebbene il libro per la mia classe
quinta di quest'anno (che era quarta lo scorso anno) e' stato scelto non
da me ma dal collega X che insegnava nella quinta lo scorso anno.

compris?

non mi chiedere la logica di tutto questo, perche' e' ormai dieci anni
che il settore "logica" del mio cervello va in autoprotezione quando
varco la soglia di scuola.

Dalet

unread,
Oct 1, 2010, 8:59:38 AM10/1/10
to
Il 01-10-2010, Enrico Gregorio dice:
>Dalet <da...@address.invalid> scrive:

>Ne ho visto uno per il biennio, ho rimosso i nomi degli autori:


>colori vari che fanno perdere la testa, oltre alle solite
>scemenze.

Attento con le rimozioni.. di non cadere dalla padella
alla brace.

>Esempio. Nel capitoletto sui numeri razionali c'è scritto in
>bella evidenza che i simboli ":" e "/" sono del tutto equivalenti.

Be' le calcolatrici usano il simbolo composto da entrambi
proprio per dire che e' uguale (simbolo che ha pure un nome
che adesso mi sfugge, ma che gli ingegneri usano per indicare
invece un intervallo di valori).
Insomma, tu dici che e' come quando si scrive sqrt(), che
indica un numero o un'operazione.

>Passiamo ai polinomi e ci troviamo un enunciato come
>(x^2 - 3x + 2) : (x - 1) = x - 2
>(non era questo, ma una cosa del tutto analoga). Bene, e quando
>poi allo studente verrà imposto di studiare le "condizioni di
>esistenza" della frazione algebrica (x^2 - 3x + 2)/(x - 1)
>come la mettiamo? :(

Ho guardato il B del ginnasio, ma non trovo nulla di questo
che dici.
C'e' la definizione di "polinomio divisibile per un secondo
polinomio se esiste un terzo polinomio che, moltiplicato...",
poi c'e' che "dati due polinomi... di puo' dimostrare che
esistono e si possono determinare in modo unico due polinomi
Q(x) e R(x) tali che.."
Puoi dirmi dove li hai letti invece tu?

>È così difficile dire che la divisione /non/ è un'operazione
>come l'addizione o la moltiplicazione? Che è solo un modo di
>scrivere un numero o, in generale, un'espressione algebrica in
>modo diverso? Nel senso che la divisione di A per B (non nullo)
>consiste nello scrivere
>A = B Q + R
>dove R soddisfa qualche "buona condizione". E che in certi contesti
>la "buona condizione" è "R=0", come per esempio nei numeri
>razionali e in tali contesti si può dunque considerare la
>divisione come "moltiplicazione per l'inverso".

A parte l'ottima sistemazione che fai ora qui, in sostanza
per i razionali dovrebbe esserci scritto in tutti i testi
che il numero n/m e' solo eccezionalmente intero, o no? tanto
il succo di quanto dici e' questo, no? come appunto la radice
per gli irrazionali che dicevo prima.

--
Saluti, Dalet

Enrico Gregorio

unread,
Oct 1, 2010, 9:18:56 AM10/1/10
to
Dalet <da...@address.invalid> scrive:

> Il 01-10-2010, Enrico Gregorio dice:
> >Dalet <da...@address.invalid> scrive:
>
> >Ne ho visto uno per il biennio, ho rimosso i nomi degli autori:
> >colori vari che fanno perdere la testa, oltre alle solite
> >scemenze.
>
> Attento con le rimozioni.. di non cadere dalla padella
> alla brace.

Rimosso nel senso psicologico: la mia mente si rifiuta di
ricordarli. :)

> >Esempio. Nel capitoletto sui numeri razionali c'è scritto in
> >bella evidenza che i simboli ":" e "/" sono del tutto equivalenti.
>
> Be' le calcolatrici usano il simbolo composto da entrambi
> proprio per dire che e' uguale (simbolo che ha pure un nome
> che adesso mi sfugge, ma che gli ingegneri usano per indicare
> invece un intervallo di valori).
> Insomma, tu dici che e' come quando si scrive sqrt(), che
> indica un numero o un'operazione.

Il simbolo è quello spesso usato nel mondo anglosassone a livello
elementare.

> >Passiamo ai polinomi e ci troviamo un enunciato come
> >(x^2 - 3x + 2) : (x - 1) = x - 2
> >(non era questo, ma una cosa del tutto analoga). Bene, e quando
> >poi allo studente verrà imposto di studiare le "condizioni di
> >esistenza" della frazione algebrica (x^2 - 3x + 2)/(x - 1)
> >come la mettiamo? :(
>
> Ho guardato il B del ginnasio, ma non trovo nulla di questo
> che dici.
> C'e' la definizione di "polinomio divisibile per un secondo
> polinomio se esiste un terzo polinomio che, moltiplicato...",
> poi c'e' che "dati due polinomi... di puo' dimostrare che
> esistono e si possono determinare in modo unico due polinomi
> Q(x) e R(x) tali che.."
> Puoi dirmi dove li hai letti invece tu?

Non ricordo proprio gli autori.

> >È così difficile dire che la divisione /non/ è un'operazione
> >come l'addizione o la moltiplicazione? Che è solo un modo di
> >scrivere un numero o, in generale, un'espressione algebrica in
> >modo diverso? Nel senso che la divisione di A per B (non nullo)
> >consiste nello scrivere
> >A = B Q + R
> >dove R soddisfa qualche "buona condizione". E che in certi contesti
> >la "buona condizione" è "R=0", come per esempio nei numeri
> >razionali e in tali contesti si può dunque considerare la
> >divisione come "moltiplicazione per l'inverso".
>
> A parte l'ottima sistemazione che fai ora qui, in sostanza
> per i razionali dovrebbe esserci scritto in tutti i testi
> che il numero n/m e' solo eccezionalmente intero, o no? tanto
> il succo di quanto dici e' questo, no? come appunto la radice
> per gli irrazionali che dicevo prima.

Non è proprio questo che intendevo. Nei razionali il resto è
/sempre/ zero: li abbiamo introdotti proprio per questo, no?
Lo stesso nei reali. Quindi ha senso usare la notazione delle
frazioni.

Se vogliamo rimanere all'interno dei polinomi, non si può, ma
la divisione con resto ha certamente i suoi usi.

Nelle frazioni algebriche si può, purché ci si assicuri delle
condizioni di esistenza (a un livello elementare non si trattano
le frazioni algebriche come oggetti astratti, ma si pensa sempre
che alle lettere sia assegnato un valore, magari ancora ignoto,
riducendosi quindi ai reali).

Può aiutare a non eseguire esercizi meccanicamente senza rendersi
mai conto di ciò che si fa.

Ciao
Enrico

Dalet

unread,
Oct 1, 2010, 12:42:40 PM10/1/10
to
Il 01-10-2010, Poincarè dice:

>On 1 Ott, 12:00, Dalet <da...@address.invalid> wrote:

>>Mi sa che il testo scelto e' lo specchio della personalita'
>>matematica di chi lo sceglie, dunque questa tua sembrerebbe
>>una domanda che fai solo per curiosita'..

>Si e no, mi servivano alcune cose di trigonometria stufo dei fogli
>sparsi qua e là (mai avuto un libro) cercavo un testo un po' più
>organizzato, ma a parte il multicolor che distrae dai contenuti non ho
>trovato.

Be' sei una mosca bianca, ancora fai ricerche su carta
stampata invece che sull'onnisciente google-wiki.

>>(e se poi la smetteste di cambiare testo ogni anno? non ci
>>pensate a quello che costano alle famiglie visto che le
>>nuove edizioni distruggono anche il mercato dell'usato?)

>La smetteste chi? Ma non sono i professori a cambiare testo?

Pensavo tu fossi un prof.

--
Saluti, Dalet

Serenissimo

unread,
Oct 1, 2010, 2:15:14 PM10/1/10
to
On 1 Ott, 10:07, Poincarè <magnit...@alice.it> wrote:
> Dalla vostra esperienza quali sono o sono stati i testi pel _triennio_
> che più vi hanno soddisfatto?
>

Spero di non urtare la sensibilità di alcuno se mi permetto di dire
UMILMENTE che IMHO(anche se però questo non è proprio solo il mio
umile pensiero) i testi si valutano per risultati oggettivamente
ottenuti.

Ora a me par di aver capito(ma posso sbagliere) che in Italia la
matematica è praticamente la materia scolastica più odiata dove i
risultati sono tra i più scarsi.

La colpa è dei testi? Forse troppo colorati? Anche se però il colore
serve per far meglio memorizzare(ci sono studi seri che lo
confermano)....

La colpa è forse di alcuni docenti che magari non sanno da subito fare
bene il loro lavoro? Non lo so....

La colpa forse è di aule troppo numerose?

Oppure questa (come la storia della filosofia) è una materia che non
si può studiare a scuola se non in parte?


Mi permetto anche di far notare che IMHO a scuola si fa troppa
matematica...in particolare sia la trigonometria che la analisi non
capisco a cosa debba servire. Tanto vale insegnare un po' di diritto,
di economia, di storia almeno avremo un cittadino meglio
preparato....ma questo temo che qui sia un discorso che non piace e mi
scuso per averlo appena accennato.

Saluti a tutti!

P.S. resta sempre sottointeso che anche questo tipo di
argomento(didattica della matematica) se da fastidio a qualcuno non è
che debba portare a litigi o a chissà quali misure o contromisure o
reazioni scomposte contro di me......basta solo dirlo ed io SUBITO
evito di replicare su questo tema ed ed eviterò di trattarlo anche in
futuro ovviamente.

Di passaggio a nord ovest

unread,
Oct 1, 2010, 3:00:13 PM10/1/10
to
"Enrico Gregorio" ha scritto:
>superpollo scrive:
>
>> Poincarè ha scritto:

>> > Dalla vostra esperienza quali sono o sono stati i testi pel _triennio_
>> > che più vi hanno soddisfatto?
>> > Ora va di moda il blu (Zanichelli. Bergamini,...), è quello che ho
>> > visto più citato nei vari elenco testi, matematica uno,... (Etas.

>> > Lamberti,..). Qualche anno fa c'era lineamenti e/o elementi (Ghisetti.
>> > Dodero,...), nuovo matematica (sempre Etas) ed andando a ritroso
>> > Ferrauto...
>> > Quindi senza seguire le mode onestamente quale/i premiereste, per
>> > l'aspetto puramente matematico (trascurando l'angolo informatica)?
>>
>> mah. io ho delle idee tutte mie ... a mio avviso gli esercizi sono piu'
>> importanti della teoria, e *la matematica e' calcolo*, per lo meno in
>> una prima fase di apprendimento;
>
> Lo sospettavo. :) Mi permetti di dissentire recisamente?

Io pure lo sospettavo per superpollo :);
ed ero convinto che tu lo sospettavi

Per me la collana Schaum è molto utile per certe cose.
ma fare prevalentemente esercizi a macchinetta imho è molto riduttivo.

Se "1+1=2 ecc.. allora 2+2=4", e il teorema KAM posson essere entrambi
risultati matematici nobili e dignitosi...ma insistere su poche regolette
di
deduzione e cacolo puro,, magari partendo dal solito teorema di Pitagora
applicandolo intute le salse...senza allargare "l'orizzonte", mi pare
masochismo.
Epperò magari così si fa contento il docente...che ci si para dinanzi ;-)

A volte si esce dalle superiori sapendo risolvere equazioni differenziali
su R anche di una certa complessità per poi presentarsi però al primo anno
di università
senza sapere bene *cosa* è una dimostrazione matematica. Per me è molto
grave:

Vi è differenza fra l'usare il teoremma di Pitagora (dati due cateti del
triangolo
rettangolo trovarne l'ipotenusa) e il cercare di vedere "perchè vale i
teorema
di Pitagora?"

Fare matematica imho significa più indagare "facendo teoria"...rispetto ad
applicarla in un "calcolo meccanico" fine a se stesso....che è più simile ad
*usare* la matematica.

Invece vedo tonellate di esercizi dello stesso tipo come
"y=f(x) con x appartentente all'intervallo [a,b] , trovare il/i massimo/i
relativi"
...che possono essere utile per acquisire una certa "manualità", ma magari
si tralascia di capire il *perché* del procedimento...e quale sia la
dimostrazione
che ne sta alla base. Trovo quest'ultima cosa più profonda e vicino al
ragionare
del non mero impadronirsi di certe tecniche senza sapere bene cosa c'è sotto
il "cofano"...e i "confini" della teoria che si sta usando.

Per non parlare poi degli esercizi "stile quiz" con risposta contingente
specifica
di volta in volta al caso particolare in esame; essi, per quanto utili, sono
più simili
ad enigmi che ad altro..., e che talvolta hanno sfidato l'intelletto dell'
uomo per
parecchio tempo...quando imho si potrebbe usare più proficuamente il tempo
di
*studente* trattare casi *generali* sottolineandone il ragionamento di
fondo.

Proporre la matematica attraverso domande/curiosità indagatrici, trovandone
una
motivazione generale matematica di fondo difficilmente penso passino per la
testa
di chi vuole si faccia solo di conto; ma..ciononostante esse - ed altre
simili-
nutrono e costituiscono il "leitmotiv" di ciò che dà *continuamente* forma
alla
scienza matematica.

Imho chi si iscrive a corsi matematici di una certa complessità in facoltà
scientifiche...
partendo - o ritrovandosi inizialmente - con una forma mentis forgiata a
modo di
"calcolatore meccanico" è probabile che si troverà a disagio col "nuovo
modo" di fare matematica..

Concludo dicendo che è evidente che superpollo ci mette anche passione
quando
scrive di didattica...; e che la matematica alla "Gardner" per quanto
interessante
ha a mio avviso un'aura...un che di "barocco"..essendo imho una
'digressione'
da quella che è la sistematizzazione della matematica:
insomma Bourbaki ha lasciato il suo segno... ;)


superpollo

unread,
Oct 1, 2010, 3:21:43 PM10/1/10
to
Di passaggio a nord ovest ha scritto:

grazie anche a te per il contributo interessante ... ma come enrico
dissente da me, cosi' io dissento (simpaticamente) da te, soprattutto
per quanto riguarda il segno lasciato da bourbaki (ricordo con affetto
franco conti come criticava acidamente ma con acume il bourbakismo nelle
sue lezioni).

bye

--
Con la Tunze puoi contare qualsiasi cosa : i+i=2i
sqrt(3-phi)=5/2*(phi)
Quindi la seconda è, 2,5 volte la prima.
1/5(phi) = 1/10 di 2^5 circa, naturalmente.
Sarebbe molto strano se tu capissi quello che dico!!

Enrico Gregorio

unread,
Oct 1, 2010, 3:53:10 PM10/1/10
to
Di passaggio a nord ovest <nos...@perfavorenientespam.it> scrive:

> "Enrico Gregorio" ha scritto:
> >superpollo scrive:
> >
> >> Poincarè ha scritto:
> >> > Dalla vostra esperienza quali sono o sono stati i testi pel _triennio_
> >> > che più vi hanno soddisfatto?
> >> > Ora va di moda il blu (Zanichelli. Bergamini,...), è quello che ho
> >> > visto più citato nei vari elenco testi, matematica uno,... (Etas.
> >> > Lamberti,..). Qualche anno fa c'era lineamenti e/o elementi (Ghisetti.
> >> > Dodero,...), nuovo matematica (sempre Etas) ed andando a ritroso
> >> > Ferrauto...
> >> > Quindi senza seguire le mode onestamente quale/i premiereste, per
> >> > l'aspetto puramente matematico (trascurando l'angolo informatica)?
> >>
> >> mah. io ho delle idee tutte mie ... a mio avviso gli esercizi sono piu'
> >> importanti della teoria, e *la matematica e' calcolo*, per lo meno in
> >> una prima fase di apprendimento;
> >
> > Lo sospettavo. :) Mi permetti di dissentire recisamente?
>
> Io pure lo sospettavo per superpollo :);
> ed ero convinto che tu lo sospettavi
>
> Per me la collana Schaum è molto utile per certe cose.
> ma fare prevalentemente esercizi a macchinetta imho è molto riduttivo.

Molto riduttivo, noioso e devastante perché dà della matematica un'idea
completamente sbagliata.

> Se "1+1=2 ecc.. allora 2+2=4", e il teorema KAM posson essere
> entrambi risultati matematici nobili e dignitosi...ma insistere
> su poche regolette di deduzione e cacolo puro,, magari partendo
> dal solito teorema di Pitagora applicandolo intute le salse...senza
> allargare "l'orizzonte", mi pare masochismo.
> Epperò magari così si fa contento il docente...che ci si para dinanzi ;-)

Il problema è che al docente spesso va bene che gli studenti sappiano
applicare a macchinetta una fra una cinquantina di regole o
procedimenti.

Ho sempre in mente un ragazzino di nome Riccardo che ebbi come allievo
in prima; arrivai in quella classe in gennaio, quando la docente
titolare rientrò dopo la maternità, ma non seguiva quella classe per
riduzione di orario, così prolungarono le mie sei ore (!) con quelle
della I C. Quando chiamai fuori Riccardo, qualche settimana dopo,
fece scena muta, ma alla fine fu promosso senza troppi dubbi.

Lo incontrai di nuovo l'anno dopo. Per integrare le poche ore che
avevo, mi avevano affidato alcune ore di "attività integrative"
e c'era pure la II C. Un pomeriggio Riccardo mi mostrò come aveva
risolto un problema; non ricordo i dettagli, si trattava di una
soluzione perfettamente accettabile ma poco efficiente.

"La prof mi ha detto che è sbagliato," raccontò.

Ecco come si sopprime un possibile germoglio di "abilità matematica".
Magari Riccardo non sarebbe mai diventato un "matematico", ma di
sicuro quella materia gli è diventata odiosa.

> A volte si esce dalle superiori sapendo risolvere equazioni
> differenziali su R anche di una certa complessità per poi presentarsi
> però al primo anno di università senza sapere bene *cosa* è una
> dimostrazione matematica. Per me è molto grave:

Le facce stralunate degli studenti quando annuncio che "occorre
dimostrare che ogni numero naturale maggiore di 1 è divisibile
per almeno un numero primo".

> Vi è differenza fra l'usare il teoremma di Pitagora (dati due cateti
> del triangolo rettangolo trovarne l'ipotenusa) e il cercare di vedere

> "perchè vale il teorema di Pitagora?"


>
> Fare matematica imho significa più indagare "facendo teoria"...rispetto
> ad applicarla in un "calcolo meccanico" fine a se stesso....che è più
> simile ad *usare* la matematica.
>
> Invece vedo tonellate di esercizi dello stesso tipo come
> "y=f(x) con x appartentente all'intervallo [a,b] , trovare
> il/i massimo/i relativi"
> ...che possono essere utile per acquisire una certa "manualità",
> ma magari si tralascia di capire il *perché* del procedimento...e
> quale sia la dimostrazione che ne sta alla base. Trovo quest'ultima
> cosa più profonda e vicino al ragionare del non mero impadronirsi di
> certe tecniche senza sapere bene cosa c'è sotto il "cofano"...
> e i "confini" della teoria che si sta usando.

Soprattutto se questi esercizi non hanno /mai/ altro fine che
trovare questi benedetti massimi e minimi e hanno /sempre/
massimi e minimi esprimibili come numeri interi o, al più, in
termini di un radicale.

> Per non parlare poi degli esercizi "stile quiz" con risposta
> contingente specifica di volta in volta al caso particolare in esame;
> essi, per quanto utili, sono più simili ad enigmi che ad altro...,
> e che talvolta hanno sfidato l'intelletto dell'uomo per
> parecchio tempo...quando imho si potrebbe usare più proficuamente
> il tempo di *studente* trattare casi *generali* sottolineandone il
> ragionamento di fondo.

Non sarà che è più difficile insegnare a ragionare e che è molto
più comodo sbattere là una cinquantina di formulone? Esempio tipico
è la trigonometria: quella che serve si riduce a molto poco, eppure
ci si passa sopra un tempo infinito riempito di identità goniometriche
ed equazioni stravaganti. :(

Ciao
Enrico

superpollo

unread,
Oct 1, 2010, 4:24:16 PM10/1/10
to
Enrico Gregorio ha scritto:
...

> Ho sempre in mente un ragazzino di nome Riccardo che ebbi come allievo
> in prima; arrivai in quella classe in gennaio, quando la docente
> titolare rientrò dopo la maternità, ma non seguiva quella classe per
> riduzione di orario, così prolungarono le mie sei ore (!) con quelle
> della I C. Quando chiamai fuori Riccardo, qualche settimana dopo,
> fece scena muta, ma alla fine fu promosso senza troppi dubbi.
>
> Lo incontrai di nuovo l'anno dopo. Per integrare le poche ore che
> avevo, mi avevano affidato alcune ore di "attività integrative"
> e c'era pure la II C. Un pomeriggio Riccardo mi mostrò come aveva
> risolto un problema; non ricordo i dettagli, si trattava di una
> soluzione perfettamente accettabile ma poco efficiente.
>
> "La prof mi ha detto che è sbagliato," raccontò.

scusa, saro' scemo io, ma non capisco la morale di questa storia. ha
fatto scena muta, l'anno dopo ha risolto (male) un esercizio, embe'?

> Ecco come si sopprime un possibile germoglio di "abilità matematica".
> Magari Riccardo non sarebbe mai diventato un "matematico", ma di
> sicuro quella materia gli è diventata odiosa.

?

superpollo

unread,
Oct 1, 2010, 4:25:53 PM10/1/10
to
Enrico Gregorio ha scritto:
...
> Soprattutto se questi esercizi non hanno /mai/ altro fine che
> trovare questi benedetti massimi e minimi e hanno /sempre/
> massimi e minimi esprimibili come numeri interi o, al più, in
> termini di un radicale.

aspetto con ansia (non e' sarcasmo) il libro di testo del prof. gregorio.

titolo "Provocatorio": *italia-scienza-matematica!*

Enrico Gregorio

unread,
Oct 1, 2010, 5:04:17 PM10/1/10
to
superpollo <super...@tznvy.pbz> scrive:

> Enrico Gregorio ha scritto:
> ...
> > Ho sempre in mente un ragazzino di nome Riccardo che ebbi come allievo
> > in prima; arrivai in quella classe in gennaio, quando la docente
> > titolare rientrò dopo la maternità, ma non seguiva quella classe per
> > riduzione di orario, così prolungarono le mie sei ore (!) con quelle
> > della I C. Quando chiamai fuori Riccardo, qualche settimana dopo,
> > fece scena muta, ma alla fine fu promosso senza troppi dubbi.
> >
> > Lo incontrai di nuovo l'anno dopo. Per integrare le poche ore che
> > avevo, mi avevano affidato alcune ore di "attività integrative"
> > e c'era pure la II C. Un pomeriggio Riccardo mi mostrò come aveva
> > risolto un problema; non ricordo i dettagli, si trattava di una
> > soluzione perfettamente accettabile ma poco efficiente.
> >
> > "La prof mi ha detto che è sbagliato," raccontò.
>
> scusa, saro' scemo io, ma non capisco la morale di questa storia. ha
> fatto scena muta, l'anno dopo ha risolto (male) un esercizio, embe'?
>
> > Ecco come si sopprime un possibile germoglio di "abilità matematica".
> > Magari Riccardo non sarebbe mai diventato un "matematico", ma di
> > sicuro quella materia gli è diventata odiosa.

La morale è che la visione della matematica che hanno i nostri
studenti è colpa di certi insegnanti. E non dirmi che sono eccezioni,
sono sicuro che ne conosci parecchi.

Ciao
Enrico

Di passaggio a nord ovest

unread,
Oct 1, 2010, 5:26:04 PM10/1/10
to
"superpollo" ha scritto:

> Di passaggio a nord ovest ha scritto:

>> Concludo dicendo che è evidente che superpollo ci mette anche passione

>> quando
>> scrive di didattica...; e che la matematica alla "Gardner" per quanto
>> interessante
>> ha a mio avviso un'aura...un che di "barocco"..essendo imho una
>> 'digressione'
>> da quella che è la sistematizzazione della matematica:
>> insomma Bourbaki ha lasciato il suo segno... ;)
>
> grazie anche a te per il contributo interessante ... ma come enrico
> dissente da me, cosi' io dissento (simpaticamente) da te,

Pacifico :)

>soprattutto per quanto riguarda il segno lasciato da bourbaki (ricordo con
>affetto franco conti come criticava acidamente ma con acume il bourbakismo
>nelle sue lezioni).

Aspetta...non ho messo Bourbaki su un piedistallo dorato cioè non lo trovo
esente da critiche:
sebbene io sia lungi dall'avere la qualifica per avanzarne a
livello matematico... sono d'accordo con chi (Lombardo-Radice?) predilige
didattiche
che presentano punti di vista astratti e/o concreti, dove l'uno non esclude
necessariamente l'altro.

Poi concordavo con te sull'utilità - o necessità -del fare gli esercizi in
matematica,
ma probabilmente su un piano diverso.

Per dire..."Principi di Analisi" di Rudin - che forse potrei definire
"bourbakista"
e che è tanto apprezzato da alcuni sul NG - a mio avviso è un bel libro ma è
non il
massimo per l'autodidattica per i seguenti motivi:

1)Zero figure. Ok che possono trarre in inganno, ma se si tiene chiaro in
mente
la distinzione fra 'modello astratto' e figure, esse possono talvolta essere
dei
valido ausilio mnemonici.
I grafici di funzioni come "coseno" o "esponenziale" non compaiono;
evidentemente li
si dà o per scontati o probabilmente sono considerarti inutili ai fini del
discorso
o li si deve apprendere altrove...
D'altro canto troppe figure potrebbero "appesantire" un buon testo, quindi è
difficile trovare una via di mezzo.

2)Gli esercizi in esso abbastanza difficili e mi pare che non siano
risolti. Ma si
potrebbe obbietare che è un libro di *teoria* che *andrebbe* accompagnato
da
un buon testo di esercizi.

Di positivo il "Rudin" ha che :
a)I teoremi sono presentati da un punto abbastanza generale per chi si
affaccia a un
primo corso di Analisi.
b)Lo spettro di argomenti trattati è ampio, (il che è anche dovuto al fatto
che essi
sono trattati in maniera concisa e dritta al "punto", ma ciò non è
apprezzato da tutti).

Ai 'presunti difetti' del "Rudin" si potrebbe ovviare -come si è detto-
integrandolo con altri libri.
Sono questioni dove i "gusti personali" hanno notevole rilievo e nelle quali
non va tralasciato il "bagaglio di conoscenze" iniziale di chi intende
affrontare quel
percorso di studio.

Però imho a Bourbaki va riconosciuto il merito di avere cercato di mettere
ordine
in molta della matematica ponendo l'accento sulle "strutture" che la
caratterizzano,
le relazioni fra di esse e il tutto in un quadro sistematico rigoroso il
possibile.

Piccola nota a margine..oggi è normale denotare con "Phi" l'insieme vuoto:
se non sbaglio lo si deve a Bourbaki :)

Saluti


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