multivac85 ci ha detto :
> On 21 Dic, 14:58, Tetis <
lje...@yahoo.it> wrote:
>> Nel suo scritto precedente, multivac85 ha sostenuto :
>>
>>> Nel "Discorso di metafisica" Leibniz scrive "Se segnassimo a caso dei
>>> punti su un foglio di carta, si potrebbe individuare sempre e comunque
>>> un'equazione matematica tale da rendere conto di quanto fatto."
>>
>> Certamente: indicando con r1, ... r_n i vettori che indicano i punti
>> un'equazione che li compendia come soluzioni è:
>>
>> (x-r1)^2 (x - r2)^2 ...(x-r_n)^2 = 0
>>
>
> Interessante, e qual è il nome tecnico di questa interpolazione?
Interpolazione polinomiale in tre indeterminate.
>>> Da studente di filosofia profano in matematica volevo sapere quale
>>> procedimento generale si può usare per trovare, dati un certo numero
>>> di punti sul piano, un'equazione che li contiene tutti, sarebbe
>>> interessante sapere anche, nel caso ci siano più equazioni soddisfanti
>>> ciò, trovare la più semplice, e mi interesserebbe sapere se già
>>> Leibniz di fatto conosceva a fondo procedimenti simili.
>>
>> Il criterio di semplicità è qualcosa di estremamente poco elementare da
>> individuare, per ragioni filosofiche al cui riguardo Leibniz avrebbe
>> avuto molto da insegnare. La semplicità è questione di punto di visto,
>> un oggetto semplice dal punto di vista estensionale è certamente
>> complesso dal punto di vista intensionale, e naturalmente viceversa. In
>> termini più moderni ciò che l'uomo reputa semplice è generalmente
>> qualcosa che è legato da un lato ad un'abilità acquisita nel corso di
>> un'evoluzione di milioni di anni dall'altro ad un'abilità di giudizio
>> anch'essa legata allo sviluppo biologico del cervello da un lato ed
>> allo sviluppo storico della cultura dall'altro. A ben riflettere questa
>> evoluzione ha poco di semplice, ed è servita a per lo più a trovare
>> aghi in un pagliaio.
>>
>
> Magari sarebbe interessante se tu mi dessi dei consigli bibliografici
> al riguardo...
Puoi vedere se trovi una traduzione con un buon apparato critico per
"Specimen calculi coincidentium et inexistentium" le pagine fra le 830
ed 845 contengono i fondamenti del calcolo logico di Leibniz unitamente
alle sue motivazioni filosofiche, in merito agli argomenti di inerenza
e coincidenza. E poi lo "Specimen calculi coincidentium" fra le pagine
816 ed 822 dove fa uso della giustapposizione di lettere per indicare
due differenti operazioni logiche: il loro significato differisce nel
contesto intensionale (attinente la coincidenza) dal contesto
estensionale (attinente l'inerenza). L'espressione AB con A e B termini
qualsiasi estensionalmente designa l'insieme degli individui che sono
sia A sia B; intensionalmente designa il concetto costituito unendo le
due proprietà A e B.
In termini più moderni queste nozioni sono filtrate e si sono
distillate nell'interpretazione logica del calcolo di Boole e
nell'interpretazione insiemistica.
Per qualche consiglio puoi scrivere a Massimo Mugnai che è un cultore
di Leibniz in Italia:
http://www.leibnizlab.unito.it/doku.php?id=sodalitas:conferenza2009
E di certo può indirizzarti meglio di come posso io.
http://www.leibnizlab.unito.it/doku.php?id=sodalitas_leibnitiana
>> Scendendo più al concreto Leibniz era a conoscenza dei metodi di
>> interpolazione polinomiale. Ma lascio a te giudicare quale fra queste
>> due equazioni sia più semplice:
>>
>> (x-r1)^2 (x - r2)^2 ...(x-r_n)^2 = 0
>>> x-r1| |x - r2| ...|x-r_n| = 0
>>> Ciao.
>
> Dai rimasugli di matematica che mi restano, ritengo sia la seconda!
Sapevo che avresti risposto così ed è in un certo senso corretto.
Tuttavia la seconda è un'espressione più complicata da calcolare
rispetto alla prima perchè sottintende quanto segue: ponendo x =
(X,Y,Z) ed r1 = (X1, Y1 , Z1)
|x-r1| significa:
sqrt( (X-X1)^2 + (Y-Y1)^2 + (Z-Z1)^2)
mentre:
(x-r1)^2 è semplicemente:
(X-X1)^2 + (Y-Y1)^2 + (Z-Z1)^2
La prima espressione è quindi un'interpolazione polinomiale, la seconda
no.
La curiosità è che in una dimensione l'interpolazione polinomiale per n
punti è di grado n, questo metodo di interpolaziona ammette estensione
in due dimensioni in termini dell'algebra dei numeri complessi ma
equivale ad un sistema di due equazioni di grado n in 2 variabili
reali, in tre dimensioni introducendo l'algebra di Clifford di grado 3
equivale ad un sistema di tre equazioni di grado n, in tre variabili
reali etc...
Tuttavia dal momento che Leibniz, che io sappia, non conosceva questi
metodi dovuti a Gauss e Clifford, e nemmeno gli spazi di dimensione
arbitraria, ma conosceva molto bene, per avere contribuito a porli, i
fondamenti della geometria analitica è più probabile che con una
equazione intendesse una equazioni di 1, 2 o 3 variabili reali secondo
della dimensione di interesse. L'equazione di interpolazione
polinomiale di grado minimo in una dimensione è allora di grado n, in
dimensione maggiore di 1 è di grado 2n.
> P.S.: qualcuno trovi un modo per unire i due post con lo stesso nome
> (e magari correggete pure il titolo togliendo la "z" in più), giuro
> che d'ora in poi manderò via solo un post e non lo elimino più a causa
> di pignolerie come errori di battitura e vari...
Per il momento ti rispondo su questo, poi vediamo se si può riepilogare
il tutto in un nuovo thread, ma più in là. Per il momento la frittata è
impiattata :-) Questi due post non li puoi eliminare da tutti i server
dove sono stati condivisi prima che tu cambiassi idea, e qualcuno
leggendo potrà sempre volerti rispondere, aggiungendo una sintesi nuova
aggiungeresti forse solo una nuova fonte di confusione.
> Ciao.