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giudizio su alcuni testi, un po' "datati"

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Fabio Peluso

unread,
Oct 3, 2008, 5:59:21 AM10/3/08
to
Ciao a tutti, sono entrato in possesso dei seguenti 4 testi, che sia
per anno di pubblicazione, sia per lo stato in cui versano,
giudicherei quantomeno datati.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate (e se sono adatti per un corso di
laurea in matematica), dato che sono privi di introduzione, prefazione
e quant'altro.
I testi sono i seguenti:
Giuseppe Vaccaro: Esercizi e Complementi di Geometria, Libreria Eredi
Virgilio Veschi.
Cecconi - Stampacchia, Lezioni di Analisi Matematica vol 1°, Liguori
Editore, 1966
Stampacchia, Lezioni di Analisi Matematica vol II parte seconda,
Liguori, 1960
Zwirner, Esercizi e complementi di Analisi Matematica, parte seconda,
CEDAM, 1967.

Grazie

fulmo

unread,
Oct 3, 2008, 6:14:00 AM10/3/08
to
Fabio Peluso wrote:
> Ciao a tutti, sono entrato in possesso dei seguenti 4 testi, che sia
> per anno di pubblicazione, sia per lo stato in cui versano,
> giudicherei quantomeno datati.
>
> Cecconi - Stampacchia, Lezioni di Analisi Matematica vol 1�, Liguori
> Editore, 1966
> Stampacchia, Lezioni di Analisi Matematica vol II parte seconda,
> Liguori, 1960


Su questi ho dato Analisi I e II!

Visto la nuova strutturazione del corso di laurea in Matematica, non
credo che servano molto.

--
fulmo

Fabio Peluso

unread,
Oct 3, 2008, 6:42:13 AM10/3/08
to
On 3 Ott, 12:14, fulmo <fulmonos...@katamail.it> wrote:

> Visto la nuova strutturazione del corso di laurea in Matematica, non
> credo che servano molto.

avevo immaginato che ci fosse qualche cosa del genere...
...ma allargando il discorso, senza scadere in un inutile e deleterio
"era meglio prima, è meglio ora", qualsi sono le reali differenza tra
la laurea, che so, di 10 anni fa, quella dell'anno scorso (diversa da
quella di quest'anno, ma perché? e in cosa?), e quella di 40 anni fa?
come è cambiato il modo di insegnare, e come è cambiata al matematica?
L'insegnamento ha seguito i cambiamenti della matematica? Chi studia
su libri vecchi sa di meno? sa di più? Non capirà un tubo della
matematica più recente?

Simone

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Oct 3, 2008, 8:11:16 AM10/3/08
to
On 2008-10-03, Fabio Peluso <fab.p...@gmail.com> wrote:
> Cecconi - Stampacchia, Lezioni di Analisi Matematica vol 1�, Liguori
> Editore, 1966
> Stampacchia, Lezioni di Analisi Matematica vol II parte seconda,
> Liguori, 1960

Posso solo dire che Stampacchia era un mito dell'analisi matematica.

Poincarè

unread,
Oct 3, 2008, 8:50:36 AM10/3/08
to
On 3 Ott, 12:42, Fabio Peluso <fab.pel...@gmail.com> wrote:

> ...ma allargando il discorso, senza scadere in un inutile e deleterio
> "era meglio prima, è meglio ora", qualsi sono le reali differenza tra
> la laurea, che so, di 10 anni fa, quella dell'anno scorso (diversa da
> quella di quest'anno, ma perché? e in cosa?), e quella di 40 anni fa?

http://fibonacci.dm.unipi.it/pages/cdl/
Ti fai un' idea.

> come è cambiato il modo di insegnare, e come è cambiata al matematica?
> L'insegnamento ha seguito i cambiamenti della matematica? Chi studia
> su libri vecchi sa di meno? sa di più? Non capirà un tubo della
> matematica più recente?

Nei libri per corsi universitari 3+2 o 4 prima non credo ci sia la
matematica recente, se per recente intendi ultimi 5-10 anni, forse
qualcosa ma di rado.

Ciao
Poincarè

Fabio Peluso

unread,
Oct 3, 2008, 12:41:25 PM10/3/08
to
On Oct 3, 2:50 pm, Poincarè <magnit...@alice.it> wrote:

>
> Nei libri per corsi universitari 3+2 o 4 prima non credo ci sia la
> matematica recente, se per recente intendi ultimi 5-10 anni, forse
> qualcosa ma di rado.


recente nel senso di "insegnata di recente" ovvero nei nuovi corsi.
uno che ha studiato analisi 1 40 anni fa, capisce analisi 1 dell'anno
scorso? io credo di si, allora dov'è l'innovazione???

GaLoIs

unread,
Oct 4, 2008, 4:36:31 AM10/4/08
to
Fa

>
> Zwirner, Esercizi e complementi di Analisi Matematica, parte seconda,
> CEDAM, 1967.
>
io con questo alle superiori mi sono trovato molto bene, chiaro e
semplice, inoltre cosa secondo me fantastica a differenza dei libri
"moderni" non cerca di stupire il lettore con effetti speciali.
E' un pò come al cinema, i film in bianco e nero valorizzano il dialogo
la trama, i film moderni adattano la scenografia per buttarci dentro
effetti speciali. Come ti dice giustamente qualcuno in un altro filone
di discussione la matematica che insegnano tranne qualche argomento è
quella di allora, quindi al di là di tutto ti consiglio di prenderli in
biblioteca e farci un giro sopra, quello che si sposa di più con le tue
caratteristiche è il tuo!


Arcobaleno

unread,
Oct 4, 2008, 5:40:25 AM10/4/08
to
On 3 Ott, 12:42, Fabio Peluso <fab.pel...@gmail.com> wrote:
>

Per quanto riguarda i libri che hai elencato io conosco solo quello di
Zwirner. A mio parere Zwirner, Lezoni di analisi matematica 2 voll ed
Zwirner, Esercizi e complementi di analisi matematica 2 voll sono I
MIGLIORI libri di analisi tutt'ora esistenti.

Zwirner aveva esperienza didattica nelle scuole superiori e quindi è
molto attento nel fare esempi, cose che invece la maggior parte dei
libri più recenti non fa. Zwirner fa lo sforzo di farsi comprendere.

Zwirner spiega tutto nei minimi dettagli. Molti si riempiono la bocca
con "il rudin" dimenticando che quel libro NON introduce all'analisi,
ed è un libro che può essere utile se uno segue le lezoni.

Il libro di Zwirner si intitola LEZIONI di analisi matematica: un
motivo quindi ci deve essere.

Questo NON significa che Zwirner spieghi tutti gli argomenti di
analisi. L'analisi è vastissima. Ma Zwirner riesce a dare una
panoramica ampia e precisa. Nel secondo volume introduce per sommi
capi perfino all'analisi complessa, agli spazi metrici, agli spazi di
Hilbert. Sono brevi cenni che possono dare l'idea allo studente che
l'analisi non finisce lì.

Zwirner NON tratta bene l'analisi vettoriale che, come ho detto tante
volte, si studia meglio sui libri di calcolo di matrice anglosassone:
vedi Apostol e Adams per esempio.

Per quanto riguarda le innovazioni di cui parlavi, probabilmente ti
riferivi all'uso dell'algebra lineare in analisi. Apostol per es. fa
vedere qualcosina, anche Adams accenna a qualcosina.

Ma sono semplicemente delle ANTICIPAZIONI di analisi funzionale per la
risoluzione delle equazioni differenziali per esempio.

Quindi il cambiamento vi fu negli anni Sessanta Settanta, quando al
posto dei corsi di Geometria analitica e proiettiva inserirono i corsi
di geometria e algebra lineare.

Questo è stato l'unico cambiamento, per il resto non è cambiato nulla
di sostanziale.

Gli altri libri che indichi li ho appena sfogliati e non penso di
poter dare un giudizio. Però ho visto attentamente i seguenti libri di
analisi:

Giusti
Citrini
Gilardi
Amerio
Smirnov
Zwirner
Adams
Apostol
Pagani Salsa
Rudin
Marcellini Sbordone
De Marco
ecc

Tra tutti questi che conosco solo Zwirner introduce bene senza
tralasciare nulla, perché sono LEZIONI le sue. Gli altri hanno pregi e
difetti, come lo stesso Apostol o Adams che spesso ho anche
consigliato. E vanno integrati con altri libri, dispense, lezioni dal
vivo, collana Schaum's, collana Tecnos.

Quindi a chi mi chiede: devo COMINCIARE l'analisi che libro mi
consigli, io ho sempre consigliato Zwirner integrato da Adams per
quanto riguarda l'analisi vettoriale(cioè la geometria differenziale
in fondo). Senza dimenticare le varie collane per gli esercizi che
sono fondamentali per capire dei procedimenti che un libro non
spiegherà mai e poi mai perché quel compito spetta al docente che
tiene il corso: quindi Shaum's e Tecnos.

>
> > Visto la nuova strutturazione del corso di laurea in Matematica, non
> > credo che servano molto.
>

Ti sbagli! L'analisi è sempre quella, non è che sia cambiata. Se
Zwirner la spiega bene è bene usare Zwirner. Il libro di Rudin per es.
è degli anni CINQUANTA e non serve per chi vuole cominciare.
Il problema non sono le date dei libri ma cosa si spiega e COME si
spiega.

Alla fine possono servire un po' tutti i libri a seconda delle
esigenze, ed è per questo che una biblioteca li prende un po' tutti.
Se un determinato argomento non viene compreso su di un libro si può
provare su un altro ecc fino a quando lo si capisce a fondo.

In genere ho notato che limitarsi ad un solo autore è sbagliato. Più
autori si frequentano e meglio è.


>
> avevo immaginato che ci fosse qualche cosa del genere...
> ...ma allargando il discorso, senza scadere in un inutile e deleterio
> "era meglio prima, è meglio ora", qualsi sono le reali differenza tra
> la laurea, che so, di 10 anni fa, quella dell'anno scorso (diversa da
> quella di quest'anno, ma perché? e in cosa?), e quella di 40 anni fa?
> come è cambiato il modo di insegnare, e come è cambiata al matematica?
>

La rivoluzione è stata fatta negli anni Sessanta e Settanta, con
l'introduzione dell'algebra lineare al posto della geometria analitica
e proiettiva. I metodi dell'algebra lineare(che in pratica anticipa
l'analisi funzionale "per certi aspetti") vengono più spesso usati in
analisi, in geometria.

Cosa c'è dietro?
La rivoluzione bourbakista.
Il concetto di struttura.

Ed ecco che si presenta la confezione, cioè gli assiomi belli pronti e
confezionati. Il Rudin è in questo senso una di quelle confezioni ben
fatte ma che NON servono per chi deve introdursi all'analisi.

Inoltre TUTTI i libri di geometria per il primo anno fanno schifo, non
fanno capire nulla. Questo è uno scandalo.
In pratica questi "matematici" invece di spiegare la geometria
spiegano l'algebra lineare in senso ASTRATTO(partono in quarta con la
nozione di spazio lineare astratto) poi risalgono all'algebra
vettoriale, poi alla geometria vettoriale, poi a spazio affine,
euclideo e proiettivo e poi da lì se ti va bene capisci che si stanno
rifacendo al programma di Erlangen.

Io ne ho viste di discipline in vita mia, ne ho viste di esposizioni
fatte male, ma non avevo mai visto come è male spiegata la geometria.
E' una vergogna!!

Gli stessi autori di questi libri, non sapendo a che santo
votarsi(tutta gente raccomandata: l'università è piena di
raccomandati.....questa è l'Italia!) dicono che purtroppo c'è un
"Impatto duro": vedi il libro di tale Abate per esempio.

Questo "impatto duro" ammesso da Nicholson(vedi il suo libro di
algebra lineare) viene spiegato in cosa consiste e risolto. Nicholson
lo risolve Abate non lo risolve.

Questo fa capire come mai Nicholson non sia raccomandato mentre Abate
invece sicuramente sì.

Ma io non do la colpa solo ai raccomandati ma ad una didattica
sbagliata che non tiene conto dell'evoluzione storica dei concetti.

Alla fine scopri dell'esistenza della geometria proiettiva per via
analitica, dopo che sei passato per l'algebra lineare.

Sarebbe come conoscere la geometria di Euclide, dopo essere passato
per la geometria di Cartesio. Una vera e propria follia!

E poi si lamentano che le cose vanno male.

Ma è ovvio, si crea un circolo vizioso. Il laureato ha imparato delle
cose che non ha capito in profondità e quando andrà a scuola non sarà
in grado di spiegarle bene agli scolari.

Morris Kline ha scritto un libro a riguardo ed è on line, cioè lo puoi
leggere senza spendere nulla:


http://www.marco-learningsystems.com/pages/kline/prof.html

Why the professor can't teach è il titolo. Kline è stato il più grande
storico della matematica del Novecento e non uno sprovveduto. Quindi
se dice determinate cose bisogna fidarsi.


>
>L'insegnamento ha seguito i cambiamenti della matematica?
>

Con gente raccomandata, con programmi che INSEGUONO le tecnologie, con
didattiche sbagliate alla radice l'unico cambiamento che si è visto è
stato un PEGGIORAMENTO.

I vecchi maestri non ci sono più, i nuovi non sono stati capaci di
elaborare didattiche serie.
Quelli motivati si sono dati da fare ma nel senso di trasformare il
corso di laurea in matematica in un vero e proprio corso di laurea in
ingegneria informatica, o in statistica o cose del genere.

Nella guida di Focardi puoi ancora vedere un approccio storico alla
disciplina, tanto che l'autore elenca una serie di opere(vedi miei
ultimi due thread) fondamentali, che ogni studente deve avere nella
sua libreria.

Ma a chi serve un matematico di quel genere, cioè con quella
formazione?
Serve gente capace di calcolare cioè ingegneri.
Poi quelli che sono portati per la matematica teorica verranno
selezionati, ma la gran massa di gente che serve sono ingegneri.

Alla fine o ti iscrivi a fisica o a chimica o matematica o a
ingegneria la musica non cambia. Ti daranno una preparazione da
TECNICO.

La matematica è altra roba, è qualcosa di molto più sofisticato che ha
a che fare con la filosofia, con la storia del pensiero, con la
scienza in genere.

Ma questa società ha bisogno di ingegneri ed ecco che vedi le
trasformazioni.

>
>Chi studia
> su libri vecchi sa di meno? sa di più? Non capirà un tubo della
> matematica più recente?
>

La "matematica più recente" la puoi capire a fondo solo seguendo un
percorso storico. C'è chi dice che questo percorso è meglio farlo alla
fine degli studi universitari, c'è chi dice che si può fare
parallelamente. Io dico che si deve fare parallelamente. Ho scritto
moltissimo in questo senso su questo ng.
Per ricompensa mi hanno detto che sono un troll, uno che va messo nel
kill file, uno che diffama, uno che non sa nulla di matematica, uno
che va allontanato.

Perché dico questo?
Perché i RACCOMANDATI non sono capaci di condurre un dialogo su queste
tematiche, possono solo diffamarti, denigrarti, allontanarti.

A un RACCOMANDATO non conviene discutere di certe tematiche, al
raccomandato conviene tacere di questi problemi e dare la colpa al
governo di turno.

E cosa deve fare un governo?:)) Tu matematico, tu docente DEVI
migliorare, DEVI essere in grado di spiegare ai tuoi studenti. Il
governo ti paga poco? E questo ti obbliga a spiegare male?
NO!
Il vero problema di questo Paese è che vanno avanti i RACCOMANDATI.
Ormai ve ne sono troppi, la cosa è diventata insopportabile.

Non è un problema di colore politico. La buttano in politica perché fa
comodo dare la colpa all'avversario politico di turno. E' un problema
MORALE, un problema di CIVILTA'.


Ciao
A.

Dominijanni Simone

unread,
Oct 4, 2008, 7:42:07 AM10/4/08
to
Fabio Peluso <fab.pel...@gmail.com> wrote:
> dov'è l'innovazione???

L'innovazione è che vuoi sapere le cose importanti te le devi studiare
da solo!!!
Prendi, ad esempio, la nuova versione del Giusti. Sicuramente è più
didattica a discapito
dei corsi di matematica i quali richiedo, oltre ad un approccio
didattico (che spesso manca)
anche un approfondimento degli argomenti, che manca nei nuovi testi.
Ciao.

io

unread,
Oct 5, 2008, 7:01:11 AM10/5/08
to
> "Dominijanni Simone" <simon...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
> news:887fe1f9-7906-4703...@2g2000hsn.googlegroups.com...

> L'innovazione è che vuoi sapere le cose importanti te le devi studiare da
> solo!!!
> Prendi, ad esempio, la nuova versione del Giusti. Sicuramente è più
> didattica a discapito
> dei corsi di matematica i quali richiedo, oltre ad un approccio
> didattico (che spesso manca)
> anche un approfondimento degli argomenti, che manca nei nuovi testi.

quali sono le differenze tra le due versioni del giusti ?
io ho il volume di esercizi e complementi e vorrei comprarne anche uno di
teoria


Fabio Peluso

unread,
Oct 6, 2008, 9:23:35 AM10/6/08
to
On 4 Ott, 13:42, Dominijanni Simone <simoned...@tiscalinet.it> wrote:

> Prendi, ad esempio, la nuova versione del Giusti. Sicuramente è più
> didattica a discapito
> dei corsi di matematica i quali richiedo, oltre ad un approccio
> didattico (che spesso manca)
> anche un approfondimento degli argomenti, che manca nei nuovi testi.
> Ciao.

per nuova intendi la terza edizione?
io ho la seconda e non mi sembra tanto male, anche se per come è
strutturata è diversa dai miei corsi

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