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* GIUSEPPE *
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K...@sicilyonline.it
ICQ 73978143
Non vorrei dire una ca..ata,
Petrografia non era il mio forte, e ora non ho voglia di riguardare i testi,
ma mi pare che i nicol siano sempre e comunque due, uno rimane fisso.
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Andrea P.
and...@nospam.katamail.com
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calma!
non stiamo mica parlando di televisori a colori o in bianco e nero.
sono sconcertato dalla affermazione!
spero che tu debba ancora studiare l'esame petrografia, perche' altrimenti
vuol veramnete dire che siamo caduti troppo in bassocome categoria!
la visione a nicol incrociati implica il passaggio di luce polarizzata,
Questo implica, se ricordate un po' di Fisica, cha l'onda elettromagnetica
che costituisce il fascio luminoso, attraversando la sezione sottile, viene
attenuata in funzione della sua lunghezza d'onda e dell'angolo di incidenza
con il piano di polarizzazione. Percio' quello che si vede dall'alto e'
luce colorata che, varia di colore in funzione della rotazione.
Questo e' detto in parole povere, per le precisazioni vi consiglio
vivamente di leggervi qualche testo e cercare di capire.
Ciao,
se ci tiene alla precisione e soprattutto a non creare confusione le cose
avrebbe dovuto spiegarle. In fin dei conti state facendo mineralogia, dove
pensa che dovreste imparare l'ottica cristallografica?
L'osservazione a nicol paralleli è diversa da quella "a un nicol" o "con
solo polarizzatore" o "in luce polarizzata" o "PPL" (Plain Polarised Light).
Prima di tutto perchè quello che vedi è diverso, anche se non per tutti i
minerali. Poi perchè il secondo nicol, l'analizzatore, nell'osservazione a
un nicol non è inserito nel sistema ottico quindi che sia parallelo
o in qualunque altra posizione non cambia niente. Terzo perchè mentre
l'osservazione con solo polarizzatore è fondamentale quella a nicol
paralleli mi risulta che non sia normalmente impiegata. Oltre a queste
geometrie "canoniche" dei polarizzatori nella pratica può capitare di fare
qualche leggera variazione (~1° grado o frazioni) rispetto ai 90° dei
polarizzatori incrociati (o "a due nicol" o "CPL" = crossed polarised light
o "N+"). Questo soprattutto se stai guardanto sezioni lucide con il
microscopio in luce riflessa (per studiare gli opachi), dove a volte ci
possono essere problemi di insufficiente luminosità, per esempio. Qualche
volta viene fatto anche quando si stanno facendo microfoto.
Se il tuo prof è veramente pignolo, considera che parlando dell'effetto
fisico, senza riferirti a uno specifico microscopio, dovresti sempre dire
"polarizzatore" perchè esistono sia i prismi di Nicol (classici, costosi,
fragili ma non alterano i colori) sia i polaroid (economici e robusti,
alterano leggermente i colori). La confusione terminologica con "il"
polarizzatore inteso come il primo polarizzatore, quello sempre inserito, si
risolve dal contesto.
Michele
Perfetto!
Grazie tanto per la delucidazione.