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matematica necessaria

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kamomil

unread,
Jul 31, 2000, 3:00:00 AM7/31/00
to

pongo una domanda che per un verso è stupida e per una altro più che
necessaria: qual'è la matematica indispensabile per comprendere le basi
della fisica relativistica e quella quantistica.
In altre parole: esistono testi matematici (anche a livello universitario)
grazie ai quali si può comprendere meglio la fisica post-newtoniana?
(da uno che ha frequentato il liceo scientifico oltre trentanni fa, e poi si
è dedicato a scienze politiche, alla giurisprudenza ed alla filosofia del
diritto, disinteressandosi, porco diavolo, di questioni scientifiche)
grazie.
guido

alienqueen

unread,
Aug 1, 2000, 3:00:00 AM8/1/00
to

La matematica è un castello delicato che se non ha solide fondamenta crolla
sicuramente, soprattutto se si vuole andare troopo in alto. La matematica
più significativa della relatività generale è il Calcolo tensoriale, ma non
avrebbe senso studiare tale calcolo senza conoscere approfonditamente
l'analisi matematica e la geometria superiore. La relatività speciale invece
può essere compresa -entro stringenti limiti- anche con la matematica
elementare tipo Algebra 1 e 2. Ma ovviamente uno studio serio richiede una
conoscenza matematica molto ma molto più approfondita. Io non studio fisica
ma ti ho risposto perchè conoscevo le risposte al tuo quesito. Spero di non
averti demoralizzato.

A.Alberto- Roma

Il diavoletto di maxwell

unread,
Aug 1, 2000, 3:00:00 AM8/1/00
to

Per quanto riguarda la meccanica relativistica essa come è noto è divisa in due parti:la ristretta e la generale.
La relatività ristretta non necessita di una matematica "esotica" ma
essa è limitata all'analisi vettoriale, complessa, e all'analisi matematica.
Per la relatività generale invece le cose si fanno complicate, essa infatti presuppone la conoscenza del calcolo tensoriale, e dell'analisi differenziale assoluta.
Ti posso suggerire alcuni testi:_
"Bertrand Russell L'ABC della relatività Longanesi & C."
"C. Durell La relatività con le quattro operazioni Boringhieri"
"B. Spain Calcolo tensoriale Cremonese-Roma"
Per la meccanica quantistica, invece essa fa uso di una matematica fondata sulle matrici e sugli operatori.
Spicca tra tutti la personalità di Richard Feymann
morto qualche anno fà, che ha scritto molti libri tra cui
"R. Feymann la legge fisica Boringhier"


Spero di esserti stato utile
Saluti

Il diavoletto di Maxwell

_____________________________
Posted from IP 151.20.167.128
via Studenti.it Gateway
http://www.studenti.it

Albert

unread,
Aug 2, 2000, 3:00:00 AM8/2/00
to

Direi che i 4 corsi di matematica che vengono impartiti nel corso di laurea
in fisica sono indispensabili per comprendere a fondo i principi della
meccanica quantistica e della relatività.
Analisi 1 e 2 forniscono le basi dell'analisi matematica ( funzioni di una e
più variabili, derivate e integrali a più dimensioni, equazioni
differenziali, serie di funzioni).
Il corso di geometria fornisce i principi dell'algebra lineare e della
geometria differenziale e analitica; il corso di metodi matematici infine si
addentra nella matematica di livello superiore, trattando analisi complessa,
serie e integrale di Fourier, equazioni differenziali alle derivate
parziali, spazi metrici e così via.
Ti conviene armarti di tanta buona volontà ed iniziare leggendo un buon
testo di analisi 1 (ad esempio Giusti - Analisi matematica 1 - Boringhieri).
Successivamente, con gradualità, potrai proseguire con analisi 2 e così via.
Ciao

kamomil <gui...@libero.it> wrote in message
F3ch5.43891$wS2.3...@news.infostrada.it...

Pino Degan

unread,
Aug 2, 2000, 3:00:00 AM8/2/00
to

> pongo una domanda che per un verso è stupida e per una altro più che
> necessaria: qual'è la matematica indispensabile per comprendere le basi
> della fisica relativistica e quella quantistica.
> In altre parole: esistono testi matematici (anche a livello universitario)
> grazie ai quali si può comprendere meglio la fisica post-newtoniana?
> (da uno che ha frequentato il liceo scientifico oltre trentanni fa, e poi si
> è dedicato a scienze politiche, alla giurisprudenza ed alla filosofia del
> diritto, disinteressandosi, porco diavolo, di questioni scientifiche)
> grazie.
> guido

Ti risponderà senz'altro qualche docente, comunque dico la mia, facendo
strada
nelle pieghe delle mie memorie di studente di più di vent'anni fa.

Direi senz'altro Analisi I e II, cioè il calcolo differenziale e
integrale,
anche a più dimensioni, per Relatività; algebra lineare per Meccanica
Quantistica.

Si trovano sia libri che dispense, se abiti in una città sede
universitaria.

Ciao Pino

Ginzo

unread,
Aug 2, 2000, 3:00:00 AM8/2/00
to

kamomil wrote:

> pongo una domanda che per un verso è stupida e per una altro più che
> necessaria: qual'è la matematica indispensabile per comprendere le basi
> della fisica relativistica e quella quantistica.

Se scarti l'idea di iscriverti a Fisica e trascorrere 4-5 anni di tempo
a studiare, allora per comprendere le basi della meccanica quantistica
senza avere in partenza alcuna cognizione matematica, ma non rinunciando
per questo ad apprendere e impiegare (in versione semplificata) il suo
formalismo, non c'è altra soluzione che leggere questo splendido libro:

David Z. Albert
Meccanica quantistica e senso comune
Adelphi, 2000 (BS 29)
ISBN 88-459-1533-6
Pagg. 274, L. 55.000

Bye,

-= Ginzo =-

kendy_bat

unread,
Aug 3, 2000, 3:00:00 AM8/3/00
to

Premetto : non sono un fisico .

Voglio darti comunque il mio punto di vista .

Se la matematica ti serve come STRUMENTO
per capire qualcosa d'altro stai molto attento ;
scegli dei testi che la trattino con il tuo
stesso fine .

Ad esempio , il Giusti è un bellissimo testo e neppure
troppo formale ma sei vuoi impadronirti Molto Più Velocemente
del calcolo infinitesimale Visto come Strumento
ti consiglio :
"Analisi Matematica" di
George Thomas e Ross Finney ( Zanichelli )

( non farti impressionare dalla sua mole, nei
libri di matematica la mole Non è Assolutamente
proprzionale all'impegno da profondere nella lettura )

Se ti consigliano testi del tipo :
Marcellini-Sbordone ( il vol 2 ) , Cecconi-Stampacchia , Lanconelli ,
Pini , Rudin .
sappi che sono del tipo Giusti , magari più o meno complessi ,
ma sono tutti testi Seri di Analisi .
Il loro fini è insegnarti l'analisi e non necessariamente
come usarla nel mondo che ti circonda.

Una via di mezzo magari sarebbe il " Calcolo" di Apostol .

Ah , quando un matematico ti dice che un testo è serio
vuol dire che si dimostra in esso tutto (o quasi) quello che si
dice e la dimostrazione è Rigorosa .

( non voglio proseguire oltre , ti consiglio comunque
vivamente di fare un salto in una libreria ben fornita
e di fare dei confronti prima di acquistare )

Ciao.

Klein

unread,
Aug 3, 2000, 3:00:00 AM8/3/00
to

kamomil wrote:

> pongo una domanda che per un verso è stupida e per una altro più che
> necessaria: qual'è la matematica indispensabile per comprendere le basi
> della fisica relativistica e quella quantistica.

> In altre parole: esistono testi matematici (anche a livello
universitario)
> grazie ai quali si può comprendere meglio la fisica post-newtoniana?
> (da uno che ha frequentato il liceo scientifico oltre trentanni fa, e poi
si
> è dedicato a scienze politiche, alla giurisprudenza ed alla filosofia del
> diritto, disinteressandosi, porco diavolo, di questioni scientifiche)

Ciao,
per quanto riguarda un approccio universitario concordo con quanto scritto
da altri.
Serve Analisi I e II, Geometria.....per quanto riguarda un corso superiore
di Matematica
non credo che le conoscenze che ti possono venire date a Metodi matematici
siano indispensabili
per una conoscenza della meccanica quantistica o relativistica; semmai ci
metterei dentro qualcosetta
di meccanica analitica e calcolo tensoriale.
Quello che mi desta perplessità è il fatto che il lavoro che dovresti fare è
veramente immotivato,
almeno a mio modo di pensare, oltrechè, in tutta franchezza, difficilmente
"fattibile" come autodidatta.
Penso che ti dovresti orientare su una buona divulgazione piuttosto che su
testi a "livello universitario".
E quindi se la mettiamo sulla divulgazione la prima cosa a cui rinunci è
certamente l'approccio formale
(e matematico) rigoroso delle due teorie....
Per capirci....ci sono testi di relatività ristretta molto ben fatti e densi
di concetti importanti, anche se ovviamente
tutto è presentato in maniera più divulgativa, senza fare uso di
hamiltoniane, quadrivettori, metriche, etc etc
Un pò più complicata invece è la storia per meccanica quantistica e
relatività generale. Se vuoi usare
un formalismo matematico (o almeno un linguaggio matematico) di matematica
ne devi sapere un bel pò...
Cmq se mi fai sapere qual'è il tuo orientamento magari ti posso dare
indicazioni precise su testi e quant'altro.

> grazie.
> guido

Di nulla, Klein

Klein

unread,
Aug 3, 2000, 3:00:00 AM8/3/00
to

kendy_bat wrote:

> Una via di mezzo magari sarebbe il " Calcolo" di Apostol .

Già! E' un'opera in 3 volumi , due di calcolo e uno di geometria.
Lo stile del testo è "americano", quindi il libro si presenta scorrevole
e leggibile.....potrebbe fare giusto al caso del nostro amico, proprio
come qualsiasi altro libro di quella scuola (americana). Come ho accennato
nell'altro post,
lascerei stare testi italiani come il Giusti, il Vinti, il Pagani-Salsa, il
Picone-Fichera
che hanno decisamente un altro stampo! Richiedono molto più tempo e molta
più fatica (soprattutto
l'ultimo).

Ciao, Klein

Valter Moretti

unread,
Aug 5, 2000, 3:00:00 AM8/5/00
to


Klein wrote:

Ciao, io conosco molto bene il testo di Apostol, ma preferisco il
Giusti. Il testo di Apostol sembra come dici tu, ma in realta' alla fine,
secondo me
e' in un certo senso la brutta copia del Giusti: dice di meno e si dilunga
tantissimo
e ha anche un approccio tutto suo difficile da ritrovare su altri testi:
per esempio il calcolo integrale lo sviluppa prima di quello differenziale, fa
le cose
bene , niente da dire, ma guai a staccarsi dal suo approccio.
Inoltre nel volume due di geometria non introduce gli spazi affini e incasina
tutto
confondendo molto le idee, mentre per un fisico la distinzione tra spazio
affine
e spazio vettoriale deve essere chiara.
Forse il Giusti richiede piu' tempo, ma quel tempo speso ripaga molto di piu'
del tempo speso sull'Apostol.

Comunque tanto per iniziare a capire il formalismo della Relativita' e della
Meccanica Quantistica, armati della matematica delle scuole superiori e
qualcosina
di piu' , se uno l'ha studiata bene, si puo' partire con il libro che cito
sempre
"Filosofia della Fisica" di G. Boniolo della Mondadori. Malgrado il titolo
entra e spiega anche i dettagli matematici delle teorie che considera.

Ciao, Valter


Ginzo

unread,
Aug 5, 2000, 3:00:00 AM8/5/00
to

Valter Moretti wrote:

> Forse il Giusti richiede piu' tempo, ma quel tempo speso ripaga molto
> di piu' del tempo speso sull'Apostol.

Sarà così. Ma che dire di quando il tempo speso cresce asintoticamente,
nel senso che lo studente di scarse attitudini matematiche non arriva *mai*
a capire quello che dovrebbe capire, con certi testi? Purtroppo la verità
è che la grande maggioranza della popolazione *non* ha una predisposizione
innata a capire il linguaggio matematico, e meno che mai al livello a cui
esso viene proposto fin dall'inizio al giorno d'oggi.

By the way, anche per questo hanno appena avviato la riforma universitaria,
con la quale nelle lauree triennali si studierà tanta pratica e poca teoria.

> Comunque tanto per iniziare a capire il formalismo della Relativita'
> e della Meccanica Quantistica, armati della matematica delle scuole
> superiori e qualcosina di piu' , se uno l'ha studiata bene, si puo'
> partire con il libro che cito sempre "Filosofia della Fisica" di
> G. Boniolo della Mondadori.

Io non credo che si possa partire con quel libro, per molti versi ottimo,
ma un po' troppo avanzato per un principiante. Infatti nell'introduzione
(pag. 2) c'è scritto: "Sicuramente questo non è un libro di facile lettura".

Pertanto la sua Parte seconda, sulla meccanica quantistica, che da sola
ammonta a oltre trecento pagine, andrebbe letta semmai dopo il saggio
divulgativo di D. Z. Albert, che ho già avuto modo di segnalare qui.

Certo poi che tutto è relativo: tu consideri facili e alla portata di tutti
opere che invece sono alla portata solo dello 0,5% della popolazione. B->

Bye,

-= Ginzo =-

Ginzo

unread,
Aug 5, 2000, 3:00:00 AM8/5/00
to

Klein wrote:

> Lo stile del testo è "americano", quindi il libro si presenta scorrevole
> e leggibile.....potrebbe fare giusto al caso del nostro amico, proprio
> come qualsiasi altro libro di quella scuola (americana). Come ho accennato
> nell'altro post, lascerei stare testi italiani

Mah... io ho appena visto che c'è invece un testo italiano che mi sembra
migliore anche di molti di quelli americani:

Franco Conti
Calcolo
Teoria e applicazioni
McGraw-Hill, 1993
ISBN 88-386-0639-0
Pagg. 600, L. 74.000

Riporto dalla quarta di copertina (le minuscole sono nell'originale):

la peculiare caratteristica dell'opera rispetto ai tradizionali volumi
di analisi matematica, è la sapiente integrazione degli aspetti teorici
della materia con le applicazioni a problemi concreti di discipline quali
la chimica, la biologia e, soprattutto, la fisica. gli argomenti trattati
abbracciano una gamma più vasta di quelli normalmente affrontati nei corsi
di analisi matematica I e II, e comprendono, oltre al calcolo differenziale
e integrale in una o più variabili, anche la teoria qualitativa delle
equazioni differenziali, una introduzione alla geometria differenziale
e numerosi riferimenti di matematica discreta.
i numerosi esercizi, oltre cinquecento, che corredano l'esposizione,
sottolineano la valenza didattica dell'opera: per metà di essi è prevista
l'indicazione della soluzione.
il libro si rivolge agli studenti del primo anno dei corsi di laurea delle
facoltà scientifiche in particolare, biologia, chimica, fisica, ingegneria,
scienze dell'informazione oltre agli studenti del corso di laurea in
matematica che vogliano acquisire consapevolezza delle potenzialità concrete
del calcolo infinitesimale.

_franco conti_ ha insegnato presso le università di pisa e di roma e
attualmente è professore di analisi funzionale alla scuola normale di pisa.

E nella prefazione c'è scritto:

Questo libro è il risultato di una sperimentazione didattica in atto da
molti anni alla Scuola Normale Superiore di Pisa, rivolta indistintamente
a tutti gli studenti del primo anno delle facoltà scientifiche e che
si svolge normalmente in forma intensiva nei primi tre mesi dell'anno.
Lo scopo è quello di fornire agli studenti gli strumenti del calcolo
infinitesimale il più rapidamente possibile onde consentirne un uso
consapevole nelle altre discipline.
[...]
Gli argomenti trattati coprono grosso modo il programma dei corsi di
Analisi Matematica I e II, sia pure in forma semplificata e in ordine
non tradizionale: ampio spazio però viene dedicato a argomenti di solito
trascurati quali la teoria qualitativa delle equazioni differenziali,
la matematica discreta e la geometria differenziale.
[...]
Il libro si rivolge agli studenti delle facoltà scientifiche e in
particolare di Fisica, Ingegneria, Scienze dell'Informazione, Chimica
e Biologia. Risulta invece insufficiente per gli studenti del corso
di laurea in Matematica per i quali tuttavia può costituire un utile
complemento, volto ad acquisire consapevolezza delle potenzialità concrete
del calcolo infinitesimale.

Bye,

-= Ginzo =-

Paolo B.

unread,
Aug 5, 2000, 3:00:00 AM8/5/00
to

On 3 Aug 2000 18:49:19 +0200, "Klein" <lege...@virgilio.it> wrote:


>e leggibile.....potrebbe fare giusto al caso del nostro amico, proprio
>come qualsiasi altro libro di quella scuola (americana). Come ho accennato

Mi hanno parlato molto bene di un libro (o un grosso opuscolo??) di
Persico (l'amico di Fermi) sui metodi matematici della fisica, ma
purtroppo non sono riuscito a saperne di piu' e non ho mai visto quel
libro, qualcuno ne ha notizie? Anche per il suo valore "storico"!


==========================
pa...@linuxfan.com
pao...@videobank.it
Linux Reg. User # 155574
===wine+freeagent===========

Enrico Maria Giordano

unread,
Aug 5, 2000, 3:00:00 AM8/5/00
to


Valter Moretti wrote:
>
> Inoltre nel volume due di geometria non introduce gli spazi affini e incasina
> tutto
> confondendo molto le idee, mentre per un fisico la distinzione tra spazio
> affine
> e spazio vettoriale deve essere chiara.

E' possibile spiegare questa differenza in modo divulgativo anche ad uno
come me al quale mancano le basi matematiche?

EMG


Ginzo

unread,
Aug 7, 2000, 3:00:00 AM8/7/00
to

Ginzo (myself) wrote:

> > della fisica relativistica e quella quantistica.
>

> Se scarti l'idea di iscriverti a Fisica e trascorrere 4-5 anni di tempo
> a studiare, allora per comprendere le basi della meccanica quantistica
> senza avere in partenza alcuna cognizione matematica, ma non rinunciando
> per questo ad apprendere e impiegare (in versione semplificata) il suo
> formalismo, non c'è altra soluzione che leggere questo splendido libro:
>
> David Z. Albert
> Meccanica quantistica e senso comune
> Adelphi, 2000 (BS 29)
> ISBN 88-459-1533-6
> Pagg. 274, L. 55.000

Alt... fermi tutti! Sempre nell'ordine di idee di iniziare da un testo
divulgativo, ma al contempo della massima qualità per il suo livello,
c'è un altro libro, che oltre alla meccanica quantistica parla anche
della relatività, ma risulta più interessante e meno impegnativo per un
totale principiante, e quindi andrebbe letto prima del libro di Albert
(la cui lettura rimane comunque irrinunciabile)... eccolo:

Roger Penrose
Il grande, il piccolo e la mente umana
(Nuova edizione)
Cortina, 2000 (SI 35)
ISBN 88-7078-612-9
Pagg. 202, L. 33.000

Nella quarta di copertina si legge:

Aveva forse ragione Einstein a sostenere che la cosa più incomprensibile
è che il mondo sia comprensibile dalla limitata mente dell'uomo. Roger
Penrose raccoglie la sfida di Einstein: l'esigenza di una nuova fisica,
che tenga conto sia della teoria del molto "grande" (relatività generale
e cosmologia) sia della teoria del molto "piccolo" (fisica dei quanti),
e che possa gettare luce sui problemi aperti della biologia e della
psicologia. [...]
La presente edizione include due nuove appendici dedicate rispettivamente
a una versione particolarmente facile del teorema di Gödel e alla
descrizione di un esperimento atto a controllare le nuove idee di Penrose
sulla meccanica quantistica.

"Sarebbe difficile trovare una guida turistica migliore di questa per le
regioni estreme della fisica." (Scientific American)

Bye,

-= Ginzo =-

Klein

unread,
Aug 7, 2000, 3:00:00 AM8/7/00
to

Ginzo wrote:

> Sarà così. Ma che dire di quando il tempo speso cresce asintoticamente,
> nel senso che lo studente di scarse attitudini matematiche non arriva
*mai*
> a capire quello che dovrebbe capire, con certi testi? Purtroppo la verità
> è che la grande maggioranza della popolazione *non* ha una predisposizione
> innata a capire il linguaggio matematico, e meno che mai al livello a cui
> esso viene proposto fin dall'inizio al giorno d'oggi.

Guarda che il Giusti è un testo standard per un corso di Analisi II e a dire
il vero
neanche troppo completo.....certamente non è complesso, ma è cmq
discretamente
ben fatto, almeno a mio parere.....c'è di meglio, e anche di libri più
difficili (sempre
a livello di analisi isituzionale).

> By the way, anche per questo hanno appena avviato la riforma
universitaria,
> con la quale nelle lauree triennali si studierà tanta pratica e poca
teoria.

Già, e avremmo molti più laureati...si.....di una mediocrità incredibile.
Non ho capito bene.....vada per fisica o matematica (4 anni=)....ma vogliono
tirare
fuori un ingegnere in 3 anni? e un medico? Anche se è un po OT vorrei capire
se è proprio cosi....mah!


> Certo poi che tutto è relativo: tu consideri facili e alla portata di
tutti
> opere che invece sono alla portata solo dello 0,5% della popolazione. B->

Ammetto che tenuto conto delle risposte di Valter (dovrei dire del prof.
Moretti!)
mi è venuta la curiosità di visitare la sua home-page. Non so se i testi che
suggerisce
Valter siano inaccessibili....non conosco il Boniolo, conosco il Giusti e il
Wald e sono
testi abbastanza standard per i corsi di analisi II e relativà al IV anno ,
ma anche se fosse come
dici tu, Ginzo, da uno col suo curriculum la cosa non mi stupirebbe per
nulla!

> Bye,
> -= Ginzo =-

Ciao, Klein

gi@der

unread,
Aug 7, 2000, 3:00:00 AM8/7/00
to

] DATE: <5 Aug 2000 16:36:16 +0200>
] SUBJECT: <Re: R: matematica necessaria>
] ID: <3989de6a...@news.videobank.it>
] NEWSGROUP: <it.scienza.fisica>

] YOU: <Paolo B. (pa...@linuxfan.com)> WROTE:

>
> On 3 Aug 2000 18:49:19 +0200, "Klein" <lege...@virgilio.it> wrote:
>
>
> >e leggibile.....potrebbe fare giusto al caso del nostro amico, proprio
> >come qualsiasi altro libro di quella scuola (americana). Come ho accennato
>
> Mi hanno parlato molto bene di un libro (o un grosso opuscolo??) di
> Persico (l'amico di Fermi) sui metodi matematici della fisica, ma
> purtroppo non sono riuscito a saperne di piu' e non ho mai visto quel
> libro, qualcuno ne ha notizie? Anche per il suo valore "storico"!

Del Persico conosco un'ottima "Introduzione alla Fisica Matematica",
Edizione Zanichelli.
Non so se e` questo il libro che citi.

P.S. Buone vacanze a tutti. Arrivederci a settembre.

--
Ciao,

gi@der [< was it a cat I saw >] (L. Carroll)

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
E-mail: giader(at)penguinpowered.com {Giacomo Delre}
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Valter Moretti

unread,
Aug 7, 2000, 3:00:00 AM8/7/00
to


Ciao, forse hai ragione tu. Secondo me, se uno vuole imparare la fisica
moderna bene, cioe` capendone il formalismo probabilmente e` meglio
che si sicriva a fisica, almeno puo` fare domande ai docenti ed evitare
di studiare cose inutili per i fini che si e` posto...
Ciao, Valter


Valter Moretti

unread,
Aug 7, 2000, 3:00:00 AM8/7/00
to


Enrico Maria Giordano wrote:

Ciao, uno spazio affine e' un insieme su cui i vettori agiscono spostando
(traslando) i punti dell'insieme. Per rendere l'idea pensa al piano della
geometria euclidea. Il piano della geometria euclidea non ha un'origine
e nemmeno un sistema di coordinate privilegiate. Lo spazio vettoriale
R^2 invece ha un'origine e un sistema di coordinate privilegiate.
Sull'Apostol il piano euclideo e' R^2. E' vero che sono isomorfi come
spazi affini, ma solo dopo che hai scelto un sistema di coordinate cartesiane
sul piano euclideo ed il piano euclideo ha una sua natura e storia propria
che precede di secoli quella di R^2...

Ciao, Valter


Valter Moretti

unread,
Aug 7, 2000, 3:00:00 AM8/7/00
to


Klein wrote:

> Ammetto che tenuto conto delle risposte di Valter (dovrei dire del prof.
> Moretti!)

> mi č venuta la curiositą di visitare la sua home-page. Non so se i testi che
> suggerisce
> Valter siano inaccessibili...

Vabbe' non datemi del "professore" perche' proprio non lo sono.
Sul mio curriculm non c'e' niente di strano, conosco persone
ben piu'in gamba di me. L'unica stranezza forse e' che il mio
curriculum e' trasversale (dalla fisica teorica alla geometria
differenziale) ma neanche in questo caso sono una rarita'.

> .non conosco il Boniolo,

E' un libro introduttivo, ma anche tecnico, sulle questioni
piu' filosofiche della fisica moderna, ma sviluppa anche i
tecnicismi matematici di tali teorie in un certo dettaglio. Non
saprei pero' con quale successo, dato che conosco tali
formalismi in tutte le salse e non sono quindi un giudice
oggettivo...


> conosco il Giusti e il
> Wald e sono

> testi abbastanza standard per i corsi di analisi II e relativą al IV anno ,


> ma anche se fosse come
> dici tu, Ginzo, da uno col suo curriculum la cosa non mi stupirebbe per
> nulla!

Forse Ginzo a ragione, spesso mi dimentico, per deformazione professionale,
della difficolta' di certi testi e tendo a sottovalutarle. E poi non mi occupo
di
problemi didattici. Elio Fabri invece si occupa (anche) di didattica della
relativita' e
della fisica moderna in generale e sicuramente ha le idee molto piu' chiare
e "ragionevoli" di me sul suggerire testi di studio.

Ciao, Valter


Federico Spanò

unread,
Aug 8, 2000, 3:00:00 AM8/8/00
to

No, per quanto ne posso sapere non e' proprio cosi'. Sono stato iscritto
alla scuola di informatica per il diploma universitario (3 anni) quando
Ruberti l'aveva appena inventata (ho dato purtroppo solo la meta' piu'
uno degli esami, magari se valesse la regola della maggioranza ....:).
Nessuno di noi pretendeva che il proprio diploma sarebbe stato una
laurea, eravamo tutti molto realistici su questo; pero' tutti noi ci
saimo accorti che il diploma ci dava delle capacita' molto consistenti,
molto richieste dal mondo del lavoro e infinitamente superiori (mi
dispiace dirlo) a quelle di un diplomato in informatica delle scuole
superiori. In pratica la concezione della laurea breve era quella di un
titolo che ti mette in grado di essere produttivo con delle basi
teoriche limitate ma rigorose (ho dimostrato io
stesso -sperimentalmente!- che un 19 in analisi I a Ingegneria
corrispondeva ad un 30 in analisi nel diploma universitario in
informatica). Mi sembra che questo corrisponda alla concezione americana
del Ph.D, che non a caso si chiama 'dottorato in Filosofia'; vuol dire
che le tue basi teoriche, con quei due anni di studio in piu', sono
state notevolmente perfezionate, e che tu sei qundi in grado non solo di
applicare ma anche di innovare.
Questo a mio avviso potrebbe servire a riparare all'attuale situazione
dell'universita' italiana, in cui la grande maggioranza dei laureati non
erano portati alla ricerca ma sono stati costretti a studiare anche cose
per loro incomprensibili o inutili e che poi non hanno assolutamente
applicato nel loro lavoro. Per questo, appunto, dovrebbe bastare la
laurea breve, mentre la laurea 'vera' dovrebbe interessare solo ad una
fascia che confina (sovrapponedosi) con l'attuale fascia dei dottorati
di ricerca.
Come all'estero nessuno si sognerebbe di confondere un master con un
Ph.D, cosi' dovremo imparare anche in Italia a distinguere una laurea
breve da una lunga. Certo le preoccupazioni sono legittime, visto che
finora siamo abituati (come implicitamente fai anche tu) a considerare
'laureati' quelli che hanno preso un master all'estero, che come osservi
giustamente non sono proprio degli 'scienziati' :)

--
Federico Spanò

"Klein" <lege...@virgilio.it> wrote in message
news:8mhcvt$rlp$1...@nslave1.tin.it...

Enrico SMARGIASSI

unread,
Aug 10, 2000, 3:00:00 AM8/10/00
to

Federico Spanò wrote:

> In pratica la concezione della laurea breve era quella di un
> titolo che ti mette in grado di essere produttivo con delle basi
> teoriche limitate ma rigorose (ho dimostrato io
> stesso -sperimentalmente!- che un 19 in analisi I a Ingegneria
> corrispondeva ad un 30 in analisi nel diploma universitario in
> informatica). Mi sembra che questo corrisponda alla concezione americana
> del Ph.D, che non a caso si chiama 'dottorato in Filosofia'; vuol dire
> che le tue basi teoriche, con quei due anni di studio in piu', sono
> state notevolmente perfezionate, e che tu sei qundi in grado non solo di
> applicare ma anche di innovare.
> Questo a mio avviso potrebbe servire a riparare all'attuale situazione
> dell'universita' italiana, in cui la grande maggioranza dei laureati non
> erano portati alla ricerca ma sono stati costretti a studiare anche cose
> per loro incomprensibili o inutili e che poi non hanno assolutamente
> applicato nel loro lavoro. Per questo, appunto, dovrebbe bastare la
> laurea breve, mentre la laurea 'vera' dovrebbe interessare solo ad una
> fascia che confina (sovrapponedosi) con l'attuale fascia dei dottorati
> di ricerca.

Io pero' non ho ancora capito come sia possibile che la laurea nuova - i
primi tre anni - sia professionalizzante ed al tempo stesso metta in
grado di affrontare quella specialistica - i due anni successivi. Per
necessita' i primi tre anni dovranno avere un taglio "quick and dirty"
riguardo alle conoscenze di base, che dovranno quindi essere fornite
piu' accuratamente nei due anni della specialistica (per chi la fa).
Questo in genere non e' un buon metodo didattico, e soprattutto fa
sprecare un sacco di tempo, alla faccia dell'esigenza di accorciare la
durata reale del corso di studi. Inoltre, che cosa significa
"professionalizzante" in un corso di laurea come quello in fisica? Per
quel che vedo in giro, la laurea triennale non sara' molto diversa dai
primi tre anni del corso di laurea odierno.

--
To reply, replace "smartassi" with "smargiassi" in my e-mail address

Enrico Smargiassi
http://www-dft.ts.infn.it/~esmargia

blacksheep

unread,
Aug 14, 2000, 3:00:00 AM8/14/00
to

On sab, 05 ago 2000, Valter Moretti wrote:

>"Filosofia della Fisica" di G. Boniolo della Mondadori. Malgrado il titolo
>entra e spiega anche i dettagli matematici delle teorie che considera.

Dove è possibile trovarlo ? (Quanto costa, eventualmente?)


Cordialmente, P.

-------------------------------------------
+++++++++++ Poesia & Entropia ++++++++++++
http://utenti.tripod.it/aiportne/index.htm
+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
-------------------------------------------


Franco

unread,
Aug 14, 2000, 3:00:00 AM8/14/00
to


Valter Moretti wrote:

> si puo' partire con il libro che cito
> sempre

> "Filosofia della Fisica" di G. Boniolo della Mondadori. Malgrado il titolo
> entra e spiega anche i dettagli matematici delle teorie che considera.

Puoi indicare per favore qualche libro equivalente al Boniolo, ma
in inglese?

Grazie

Franco

Federico Spanò

unread,
Aug 14, 2000, 3:00:00 AM8/14/00
to

In qualsiasi libreria lo puoi ordinare, costa un po' meno di 60mila
lire.


Se lo vuoi per posta puoi usare per esempio www.edit.it


--
Federico Spanò
-----------------------------------------------------------------
"Tutti conosciamo la stessa verita'; la nostra vita e' come scegliamo di
distorcerla"
(Woody Allen)


"blacksheep" <lul...@NOSPAMtin.it> wrote in message
news:966062997...@news.tin.it...


>
> On sab, 05 ago 2000, Valter Moretti wrote:
>

> >"Filosofia della Fisica" di G. Boniolo della Mondadori. Malgrado il
titolo
> >entra e spiega anche i dettagli matematici delle teorie che
considera.
>

Valter Moretti

unread,
Aug 16, 2000, 3:00:00 AM8/16/00
to


Franco wrote:

> Valter Moretti wrote:
>
> > si puo' partire con il libro che cito
> > sempre

> > "Filosofia della Fisica" di G. Boniolo della Mondadori. Malgrado il titolo
> > entra e spiega anche i dettagli matematici delle teorie che considera.
>

> Puoi indicare per favore qualche libro equivalente al Boniolo, ma
> in inglese?
>
> Grazie
>
> Franco

Ciao, purtroppo io non ne conosco in lingua inglese.
Se me ne capita qualcuno te lo faccio sapere.

Vorrei fare alcune precisazioni sul libro in questione.

A me quel libro piace abbastanza, ma ammetto che sia
piuttosto formale (anche se non esagera con il formalismo)
e forse a chi interessa piu' la fisica dura puo' sembrare
un po' eccessivo.

Ultimamente sono rimasto preplesso leggendo delle
parti piu' filosofiche, ma neanche tanto
(dietro suggerimento di Elio Fabri) ed ho trovato delle cose
che non mi convincono per niente, nel senso che secondo
me chi ha scritto certe cose non ha ben capito la fisica
ed e' partito per la tangente filosofica.

Ciao, Valter


Valter Moretti

unread,
Aug 20, 2000, 3:00:00 AM8/20/00
to

blacksheep wrote:
>
> On sab, 05 ago 2000, Valter Moretti wrote:
>

> >"Filosofia della Fisica" di G. Boniolo della Mondadori. Malgrado il titolo
> >entra e spiega anche i dettagli matematici delle teorie che considera.
>

> Dove è possibile trovarlo ? (Quanto costa, eventualmente?)
>

> Cordialmente, P.
>
> -------------------------------------------
> +++++++++++ Poesia & Entropia ++++++++++++
> http://utenti.tripod.it/aiportne/index.htm
> +++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
> -------------------------------------------


Ciao, lo trovi in ogni libreria eventualmente
ordinandolo. Il prezzo non lo conosco perche`
me lo hanno regalato. Comunque e` un tomazzo per
cui costera` anche un bel po`.

Ciao, Valter

Enrico SMARGIASSI

unread,
Aug 22, 2000, 3:00:00 AM8/22/00
to

Valter Moretti wrote:
>
> blacksheep wrote:

> > >"Filosofia della Fisica" di G. Boniolo della Mondadori.
>

> Ciao, lo trovi in ogni libreria eventualmente
> ordinandolo. Il prezzo non lo conosco perche`
> me lo hanno regalato.

Specifico che l'editore e' Bruno Mondadori. Il prezzo e' 58000 lire.

Valter Moretti

unread,
Aug 23, 2000, 3:00:00 AM8/23/00
to


Enrico SMARGIASSI wrote:

>
> Specifico che l'editore e' Bruno Mondadori. Il prezzo e' 58000 lire.
>
>

Grazie della precisazione, non me ne ricordavo (non l'ho qui in ufficio
ma a casa...e mi ricordavo solo Mondadori, poteva anche essere A. Mondadori
invece che B. Mondadori.)
Ciao, Valter

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