On 10/18/14 11:19 PM,
b61...@trbvm.com wrote:
> Di trasformazioni reversibili ho trovato sui libri diverse definizioni e sono entrato in
> confusione!!
> Fermi in Termodinamica, per es., da' la seguente:
>
> "Si dice che una trasformazione e' reversibile quando gli stati attraverso i quali il sistema
> passa durante la trasformazione differiscono per quantità infinitesime da stati di equilibrio".
Per curiosita': la scelta di usare il libro di Fermi è tua o è un testo
consigliato ?
Comunque, come la riporti e' un po' troppo semplificata (sicuro che F.
non scriva altro ? al momento non ho accesso al libro). Quella
definizione e' di fatto la definizione di trasf. quasi statica. Non di
trasf reversibile. Cfr. esempio fatto da cometa.
> Da cui seguirebbe che ogni trasformazione reversibile e' quasi-statica. Benissimo!
Ma non tutte le trasformazioni quasi-statiche sono reversibili. :-(
> La mia domanda e' questa. Posso adottare invece la seguente definizione (che mi sembra
> più "chiara" per un novellino), presa un pò dal Trattato di Fisica del Fleury Mathieu:
A parte quello che manca, nella definizioen di cui sopra, cosa non era
chiaro ?
> Una trasformazione che conduca da uno stato iniziale di equilibrio a un dato stato
> finale di equilibrio, e' effettuata in modo "reversibile" se il sistema e l'ambiente esterno
> possono essere riportati nei loro stati iniziali. Altrimenti detto, se si puo' riportare
> il sistema al suo stato iniziale senza che modificazioni durevoli si siano in fine prodotte
> nell'ambiente esterno.
Non e' che neanche questa sia un mostro di chiarezza: "possono essere
riportati" come ? qual e' esattamente la def. di ambiente esterno ?
>
> E poi affermare quanto segue:
>
> a) Le trasformazioni reversibili "meccaniche" non necessariamente sono quasi-statiche
> (un pendolo ideale che oscilla senza attrito, ritorna allo stato iniziale e nulla si modifica
> nel mezzo, percio', con questa definizione, eseguirebbe una "trasformazione reversibile").
In realta' si' (devono essere quasi-statiche) ma la ragione sta nella
definizione di "trasformazione di sistema meccanico" che non e' quella
che sembri seguire tu. Non ha senso infatti pensare a trasformazione del
sistema meccanico considerando l' evoluzione temporale del suo stato
dinamico rappresentato da posizione e velocità.
L' analogo meccanco del sistema termodinamico e delle sue trasformazioni
puo' invece essere benissimo il tuo pendolo senza attrito ma andando a
guardare cosa fa l' energia (totale, = cinetica + potenziale) se
consideri una trasformazione in cui alteri i parametri del pendolo (
p.es
la lunghezza). Il sistema non e' piu' isolato e, evidentemente l'
energia cambia. La reversibilita' o meno della trasformazione si
riflette nella domanda: se dopo che ho variato la lunghezza del pendolo
la riporto al valore iniziale, cosa posso dire sull' energia ? ritorna
anche lei al valore iniziale ? In generale no (lo capisci perche' se
p.es. vari la lunghezza in modo periodico con la stessa frequenza del
pendolo avrai un fenomeno di risonanza in grado di eliminare qualsiasi
periodicita' dell' energia). Invece se la variazione e' lenta si puo'
mostrare che c'e' una quantita', il rapporto tra energia totale del
pendolo (E) e la sua frequenza (f) che varia ancora piu' lentamente e
quindi la sua variazione puo' essere resa piccola a piacere rallentando
la velocita' della perturbazione. Se la variazione di lunghezza (e
quindi di frequenza e' sufficientemente lenta il rapporto E/f diventa
sempre piu vicino ad una costante e quindi se la frequenza al tempo T
ritorna al valore che aveva al tempo 0, E(T) e' prossima quanto si vuole
a E(0). Realizzando cosi' una trasformazione prossima quanto si vuole ad
una ideale completamemnte reversibile (E(T)=E(0)).
Non c'e' nulla di particolare nel pendolo. Molti sistemi meccanici hanno
quantita' del tipo (E/f), si chiamani "invarianti adiabatici".
> b) Le trasformazioni reversibili "puramente termiche" sono necessariamente quasi-statiche.
> c) Le trasformazioni reversibili "termodinamiche" sono necessariamente quasi-statiche.
>
> E' corretto fare queste affermazioni???
certamente. Naturalmente non vale il contrario (una trasf. termodinamica
quasi statica puo' non essere reversibile).
>
> E se è' comunque corretto farle, come si possono concettualmente dedurre (partendo solo dalla
> mia definizione di prima?
I fenomeni dissipativi eliminano la possibilita' di reversibilita' (e
questo e' un fatto sperimentale cosi' come la presenza inevitabile di
dissipazione in caso di variazioni non lente dei parametri di controllo
del sistema).
> Naturalmente con la definizione di Fermi non ce ne sarebbe bisogno, ma per me che studio
> Fisica per la prima volta mi sembra un po' troppo astrusa.
Non farti spaventare dalla presenza di quantita' infinitesime. E' una
definizione in ralta' molto sperimentale.
Giorgio