On Tue, 08 Oct 2013 00:35:57 +0200, a wrote:
> un televisore a tubo catodico emette delle radiazioni
Piu' che altro quando e' acceso
> tali radiazioni (come quelle emesse da qualsiasi altro apparecchio che
> le emetta):
> 1) rimangono nella stanza (è una stanza di un appartamento con muri in
> bossolo)?
> 2) se sì, per quanto?
Se vuole "visualizzare" queste radiazioni, pensi ad alla luce.
Anche la luce e' radiazione, semplicemente ha una frequenza piu'
bassa della radiazione che pare preoccuparla.
Ebbene, se lei ha una fonte di luce in funzione (una lampadina ?)
cosa succede nella stanza appena spegne la lampadina ?
> esempio io faccio di tutto per evitare radiazioni durante il gorno,
Battaglia persa in partenza, lei e' bombardato da fonti naturali per
tutta la vita, dalla nascita fino alla sua morte.
> nello studio di casa mia c'è un televisore a tubo che per diversi motivi
> sta acceso dalle 8 di mattina alle 20 di sera: dopo cena, quando entro
> nella stanza, in cosa mi immergo?
Nelle radiazioni emesse dalle fonti naturali.
> e, rifacendomi alla domanda 2, trovo
> ogni sera sempre più onde, sommate cioè a quelle dei giorni precedenti?
Ripeto: quando spegne un lampadario, cosa succede alla luce ?
Si accumula ? Magari, risparmieremo sulla bolletta, potendo fare a
meno di accendere in futuro le lampadine.
In quanto al terrore superstizione che colpisce l'argomento radioattivita
(perche' sono sicuro al 99,99% che lei per radiazione pensa a
radioattivita'), da Kelvin Kemm, che puo' leggere in originale qui:
http://www.cfact.org/2013/10/12/physicist-there-was-no-fukushima-nuclear-disaster/
Traduzione:
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Ho guardato un programma televisivo chiamato 'Fear Factor'.
Nella serie ci sono concorrenti che devono affrontare le loro peggiori
paure per vedere chi svicola fuori e chi può combattere la paura e
superare la prova.
Le persone che hanno paura della altezza vengono fatte fare un salto-
bungee (salto legati ad una lunga corda elastica) giù da un alto ponte, e
le persone che hanno paura dei ragni o insetti vengono fatti entrare in
una vasca piena di ragni.
In virtualmente tutti i casi i concorrenti dicono dopo che la terribile
esperienza in realta' non si e' rilevata cosi brutta come temuta. Quindi
la paura della paura era più grande della paura stessa, una volta che ci
si trova nel momento critico.
Questo è spesso il caso nella vita, che la paura di qualche fattore si
rivela essere peggiore della esperienza stessa. La mente umana
costruisce una immagine molto spaventoso nella fantasia . L'immaginazione
quindi alimenta la paura.
Quando l'immagine della fantasia non è molto specifica o chiara è
peggio, perché il fattore paura nutre l'ignoto.
Questo è quanto è successo nella mente del pubblico, riguardante
l'energia nucleare, nel corso dell'ultimo mezzo secolo. Concetti
relativi a reazioni nucleari e radiazioni nucleari sono di per sé
complicati e misteriosi.
Nel corso degli ultimi due decenni, i progressi della fisica in campi
come la meccanica quantistica, che è legata ai processi nucleari, ha
aggravato la faccenda per il pubblico. L'immagine di forze forti ed
effetti misteriosi è ormai ben radicata. Ci sono film di Hollywood e
programmi televisivi di viaggiatori spaziali o invasori alieni che
utilizzano i viaggi nel tempo e le forze quantistiche, e poi che
battagliano per evitare le pericolose zone nucleari intergalattiche.
Una conseguenza di tutto questo è che, a livello internazionale, il
pubblico è ora davvero 'atterrito' quando si tratta il tema del nucleare.
Un vero e proprio 'fattore paura' incombe alla sola parola "nucleare".
I quotidiani amano questo, e davvero spingono l'immaginario come
'dispersione nucleare' oppure 'esposizione alle radiazioni'.
Per un fisico nucleare, come me [scrive Kelvin Kemm], guardo a questa
reazione del pubblico per metà divertito e per metà con sgomento.
Il divertimento viene dal fatto che così tanta gente possa essere
così facilmente spaventata per così poco. E 'come gridare : "Spettro
nella camera da letto", e tutti corrono e si nascondono tra le colline.
La reazione di sgomento è che vi è un corpo di attivisti anti-nuclearisti
che non vogliono che il pubblico conosca la verità, e gli anti-armamento
nucleare assaporano l'alimentare il fattore paura e mantenere il pubblico
nell'ignoranza.
Vediamo ora di riflettere sull'incidente nucleare di Fukushima, che è
stato ultimamente nuovamente alla cronaca.
In primo luogo cerchiamo di mettere qualcosa in chiaro. Non c'e' stato
alcun disastro nucleare di Fukushima. Il numero totale di persone uccise
dalle radiazioni nucleari di Fukushima era pari a zero. Il totale ferito
da radiazioni era pari a zero. La proprietà privata totale danneggiato
dalle radiazioni .... zero. Non c'era alcun disastro nucleare. Che cosa
e' stato, è di un importante frenetico nutrimento dei media. alimentato
dalla piuttosto remota possibilità che ci possa essere stato una maggiore
fuga di radiazioni.
A quel tempo, c'era una frenesia mediatica che "i reattori di Fukushima
potrebbe subire una fusione del nocciolo". Sono stati emessi drammatici
avvertimenti. Bene, i reattori hanno subito una fusione del nocciolo.
E cosa è successo? Nulla.
Certamente, dal punto di vista del 'disastro', c'è stato un disastro
finanziario per i proprietari della Centrale di Fukushima.
L'impianto si e' surriscaldato, ha sofferto una fusione del nocciolo, ed
ora è fuori uso per sempre. Un disastro finanziario, ma nessun disastro
nucleare.
Sorprendentemente le migliaia di persone uccise dallo tsunami nelle zone
limitrofe, che erano in negozi, uffici, scuole, presso l'aeroporto, nel
porto ed altrove, sono essenzialmente ignorate, mentre c'è questa strana
continua fobia riguardo all'avvertire le persone 'dei pericoli di
Fukushima'.
Abbiamo bisogno di porre la domanda più generale: qualcuno e' morto a
causa di Fukushima? Sì, certamente. Perché? Il governo giapponese ha
ordinato una evacuazione forzata di migliaia di persone che vivevano fino
a un paio di decine di chilometri dalla centrale. Lo stress di
trasferirsi in zone di raccolta ha indotti attacchi cardiaci e altri
problemi medici in molte persone. Così persone sono morte a causa della
isteria di Fukushima e non a causa di radiazioni da Fukushima .
Recentemente una certa quantita' di acqua e' fuoriuscita dalla centrale
di Fukushima. Essa conteneva una modesta quantità di polvere radioattiva.
I mezzi di informazione hanno citato l'attività di radiazione nella
misura fisica di miliSieverts. Il pubblico non sa che cosa e' un Sievert
o un millisievert. E come capita, un millisievert e' un valore molto
piccolo.
Il raddoppio di una quantità molto piccola è ancora irrilevante. E'
come dire: "Ieri c'è stato un fiammifero sul campo di calcio, oggi ci
sono due fiammiferi sul campo di calcio. L'inquinamento da fiammiferi è
cosi' aumentato di un massiccio 100 % in sole 24 ore".
L'affermazione è matematicamente corretta, ma fattualmente sciocca e
fuorviante.
A Fukushima, un paio di settimane fa, un po' di acqua leggermente
radioattiva e' fuoriuscita nel mare. Il volume di acqua era pari a circa
il contenuto di una decina di piscine private. Nell'oceano questa è
davvero una 'goccia nell'oceano'.
Il contenuto di radiazione era così piccola che la gente potrebbe nuotare
nell'oceano senza il minimo motivo di preoccupazione. Qualsiasi oceano
contiene naturalmente in ogni caso, per tutto il tempo, una certa
radioattività. C'è radiazione naturale intorno a noi tutto il tempo ed è
sempre stata lì fin dalla nascita della terra .
Comprensibilmente il pubblico generale non capisce di radiazioni
nucleari, così occorono i più strani commenti. Su un blog in internet,
qualcuno ha dichiarato che la gente della costa nord dell'Australia deve
essere avvertita circa la radiazione nel mare provenienti da Fukushima.
Perdiana!
Nel frattempo il sito di Fukushima ora si presenta come una raffineria
petrolifera. Un sacco di serbatoi di stoccaggio sono state costruiti lì
per contenere l'acqua che è stata dilavata sui reattori danneggiati per
aiutare nel raffreddamento. Francamente, scientificamente parlando,
la cosa migliore da fare con le leggermente radioattiva acque di scarto,
sarebbe quello di versarle deliberatamente in mare. L'acqua che è
attualmente nei nuovi serbatoi di stoccaggio a Fukushima, è già stata
filtrata per rimuovere il Cesio radioattivo.
Tutto ciò che rimane è un po' di trizio radioattivo. Il trizio è in
realtà comunque parte delle molecole di acqua ... quindi quello che
abbiamo davvero è ... beh, l'acqua in acqua. L'atomo di trizio è un atomo
di idrogeno, che ha due neutroni nel nucleo che è una variante normale,
ma rara dell'atomo di idrogeno. La maggior parte degli atomi di idrogeno
ha un solo protone nel nucleo e nessuna neutrone. Una rara variante di
idrogeno è chiamata deuterio e tali atomi hanno un protone più un
neutrone. Ancora più raro del deuterio è la forma trizio del idrogeno che
ha un protone e due neutroni . Queste varianti sono noti come isotopi.
L'acqua è H2O e molecole d'acqua nella quale si trova l'isotopo di trizio
dell'atomo di idrogeno sono molecole denominate 'acqua pesante'. E'
davvero solo acqua, quindi non potete filtrarla fuori dalla normale
'acqua leggera'.
L'acqua pesante da trizio è molto debolmente radioattiva e si trova
normalmente nel mare in tutto il mondo, per tutto il tempo. Questa
concentrazione di trizio nelle mille vasche di stoccaggio di Fukushima è
superiore a quella che si trova naturalmente nel mare, ma è ancora così
bassa da non rappresentare alcun pericolo reale.
Non c'è dubbio che il governo giapponese è troppo spaventato di
rilasciare l'acqua in mare a causa degli ululati di critica che senza
dubbio seguirebbero.
Un'ulteriore complicazione è che nell'ultimo paio di settimane la stampa
ha riportato ulteriori spargimenti di acqua. Questi rapporti sono tali
che appaiono come un fallimento continuo degli ingegneri di Fukushima a
contenere la situazione.
L'ultimo versamento è stato di circa 400 litri di acqua, che è circa
tanto liquido quanto riempirebbe quattro serbatoi di carburante di
veicoli a motore [veicoli americani ?]. Secondo quanto riferito, uno dei
mille serbatoi di stoccaggio, quanto è stato costruiteo, era
perfettamente orizzontale, di modo che, da quando è stato riempito fino
all'orlo, un po' di acqua è traboccava da un lato.
Non appena avvenuta la fuoriuscita hanno risolto il problema. Ma le
regole richiedono che l'incidente sia segnalato, anche se il versamento
non era di alcuna conseguenza biologica per nessuno, o a nessuna flora o
fauna.
Immagino che l'incidente di Fukushima continuerà ad attirare l'attenzione
dei media per un po' di tempo a venire. E' diventata una storia tanto
bella da fare rotolare, che semplicemente non se ne' andra' via.
Tuttavia, in una sobria riflessione e retrospezione, uno deve arrivare
alla conclusione che, lungi dall'essere un disastro nucleare, l'incidente
di Fukushima era in realtà una meravigliosa illustrazione della sicurezza
della energia nucleare.
Il più grande terremoto registrato e conseguente tsunami, ha colpito una
centrale nucleare invecchiata, che è stata costruita da una tecnologia di
reattore ad acqua bollente ormai obsoleta, e nessun danno nucleare e'
risultato a persone e cose nel vicinato.
Sistemi di gestione scadenti hanno aggravato la faccenda e sono implicati
nel guasto dei circuito di raffreddamento. I noccioli dei reattori hanno
subito una colata. A causa della dimensione del disastro dello tsunami,
non ci furono servizi di emergenza in grado di fornire aiuto, essi sono
stati schierati altrove o paralizzati, perché non c'erano strade o
infrastrutture disponibili.
Gas di idrogeno e' fuoriuscito da un reattore, si e' raccolto sotto il
tetto dell'edificio e poi e' esploso, scaraventando via il tetto di
fronte alle telecamere di tutto il mondo. Fukushima aveva dispositivi
chiamati 'ricombinatori' volti a prevenire l'accumulo di idrogeno, ma non
funzionavano perché avevano bisogno di una alimentazione di energia
elettrica esterna.
Finanziariamente parlando ed operativamente parlando, i reattori sono
stati distrutti, ma nessuno è stato ucciso o ferito da alcuna radiazione
nucleare.
Fukushima ha dimostrato che una centrale nucleare può ricevere il massimo
urto della brutalità della natura, eppure la popolazione circostante non
finire fritta e morire, come spesso drammaticamente predetto dagli
appassionati del fattore paura.