Per chiarirci, le lampade al quarzo sono semplicemente quei tubi di
quarzo contenenti al loro interno la vecchia classica resistenza
elettrica, quella che nelle vecchie stufe elettriche anni '50 si vedono
a vista.
La resistenza elettrica percio' e' a contatto con l'atmosfera
dell'ambiente, come lo era quella della vecchia resistenza. L'unica
differenza consiste nel riparo meccanico fornito dal tubo di quarzo.
La resistenza all'interno dell'alogena, invece e' sigillata dentro un
bulbo di quarzo stagno, contenente una atmosfera di gas alogeno.
Quello che mi interessa sapere (ma credo interessa in generale), tra le
altre sono:
1) efficienza radiante (proporzione tra energia assorbita ed energia
emessa sottoforma di infrarossi utili)
2) durata
3) robustezza
4) rapporto costo/potenza radiante
Al primo punto dipendera' dallo spettro. Qualcuno ha idea di come cambia.
Sono poi curioso quale vantaggio si ha nel coprire la resistenza
elettrica con un tubo al quarzo.
Ho trovato poche informazioni sulle alogene, ma niente per gli altri due
tipi. La Philips indica per le sue alogene infrarosse una vita di circa
5000 ore.
Mi pare che lo spettro di interesse e' di 2-4 micron.
Mi domandavo tra l'altro, che differenza c'e' tra prendere una lampada
alogena ad infrarosso ed una alogena normale da illuminazione, pero'
sottoalimentata (mi pare che diminuendo la tensione lo spettro si sposta
verso l'infrarosso). In teoria una alogena normale alimenta a tensione
piu' bassa di quella nominale, dovrebbe durare di piu', o mi sbaglio ?
[Messaggio Usenet via Tiscali su text.giganews.com. Se leggete via Web
il sottoscritto informa che non conosce o partecipa al sito/forum Web.]
R.L.Deboni
boh, posso solo supporre che in quelle infrarosse il ciclo alogeno sia
stato calibrato su una temperatura piu' bassa, quindi a parita' di
temperatura di lavoro quelle da illuminazione dovrebbero durare meno
come durata *generale* invece suppongo che una resistenza esposta
all'atmosfera duri meno visto che non viene rigenerata dal ciclo alogeno.
ciao
luh
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Hmmm, avrei detto il viceversa. Se il filamento resiste a 1000+x gradi,
in teoria, tanto piu' dovrebbe resistere a 1000-x gradi.
> come durata *generale* invece suppongo che una resistenza esposta
> all'atmosfera duri meno visto che non viene rigenerata dal ciclo alogeno.
Un momento, ora mi sovviene una differenza.
Il filamento interno dell'alogena e' un sottile filo di tungsteno (se
non mi sbaglio).
Il filamento della stufetta elettrica e delle lampade al quarzo e'
invece una lega, credo, di nickel cromo, e di uno spessore rispettabile.
Inoltre, mentre nel caso della lampade di illuminazione, il tungsteno
viene portato a temperature di evaporazione, nelle lampade ad infrarosso
e' ancora cosi' ?
Un'altra differenza pratica che mi viene in mente, e' che quelle alogene
sono piu' facili da rimpiazzare. E' sufficiente togliere lo schermo
(pero' qualche volta non e' semplice), e sostituire il tubo come si fa
in un lampadina.
Invece le stufette con le lampade al quarzo si devono aprire completamente.
Visto che non si trovano informazioni, pensavo di fare delle prove con
radiatori da 400W.
Per esempio, potrei posizionare il radiatore in prova ad una distanza
predeterminata da un cubo avvolto in stoffa nera e riempita di acqua.
Con l'aiuto di un termometro misuro la temperatura dell'acqua e con un
wattmetro l'energia elettrica immessa.
L'idea sarebbe di irradiare per un certo tempo il cubo con il radiatore
sotto prova, misurando l'energia elettrica assorbita e misurando
l'incremento di temperatura dell'acqua ed il tempo occorrente.
Qualcuno ha qualche idea di come ottimizzare/perfezionare l'esperimento
ed ottenere risultati pratici ?
Questo e' per verificare se c'e' una differenza pratica/visibile tra le
varie tecnologie.