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Domanda (apparentemente banale) su bulloni

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Wakinian Tanka

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Dec 14, 2017, 4:10:02 PM12/14/17
to



Un bullone d'acciaio di sezione trasversale A, con passo di filettatura q viene stretto con un momento torcente M all'interno di un foro d'acciaio filettato lungo L in modo che l'estremità opposta alla testa del bullone effettui una pressione su un corpo fisso rispetto al foro. Lo scopo è quello di valutare la forza massima che il bullone può applicare longitudinalmente su quel corpo conoscendo i parametri descritti, ammesso che siani sufficienti.


Ingenuamente avevo inizialmente ragionato così: il lavoro effettuato sul bullone ad ogni giri completo, che vale 2*pi*M, deve essere maggiore del lavoro della forza assiale F in un giro, ovvero F*q, a causa degli attriti:

2*pi*M > F*q

Se quanto sopra è corretto, come si fa a valutare F?

--
Wakinian Tanka

ADPUF

unread,
Dec 14, 2017, 6:10:02 PM12/14/17
to
Wakinian Tanka 16:33, martedì 12 dicembre 2017:
2.36 Attrito nella vite
...

b) vite a filetto triangolare
Approssimativamente si ha:
p= Q (tg a cos b +- f)/(cos b -+ f tg a)
= Q (h cos b +- 2 pi r f)/(2 pi r cos b -+ fh)

P= forza con braccio R
p forza alla periferia media diraggio r dei filetti
Q forza secondo l'asse della vite
h passo della vite
a angolo di inclinazione del filetto (tg a = h/(2 pi r) )
f = tg fi coefficiente di attrito
b semiangolo al vertice del filetto (0 per filetto
rettangolare)

i segni +- e -+ vuol dire il primo se il movimento è contrario
a Q il secondo se il movimento è nello stesso senso di Q.


Fonte: il mio ormai famoso vademecum Malavasi :-)


--
E-S °¿°
Ho plonkato tutti quelli che postano da Google Groups!
Qui è Usenet, non è il Web!

Wakinian Tanka

unread,
Dec 16, 2017, 5:10:02 AM12/16/17
to
Il giorno venerdì 15 dicembre 2017 00:10:02 UTC+1, ADPUF ha scritto:
> Wakinian Tanka 16:33, martedì 12 dicembre 2017:
> >
> > Un bullone d'acciaio di sezione trasversale A, con passo di
> > filettatura q viene stretto con un momento torcente M
> > all'interno di un foro d'acciaio filettato lungo L in modo
> > che l'estremità opposta alla testa del bullone effettui una
> > pressione su un corpo fisso rispetto al foro. Lo scopo è
> > quello di valutare la forza massima che il bullone può
> > applicare longitudinalmente su quel corpo conoscendo i
> > parametri descritti, ammesso che siani sufficienti.
> > Ingenuamente avevo inizialmente ragionato così: il lavoro
> > effettuato sul bullone ad ogni giri completo, che vale
> > 2*pi*M, deve essere maggiore del lavoro della forza assiale F
> > in un giro, ovvero F*q, a causa degli attriti:
> > 2*pi*M > F*q
> > Se quanto sopra è corretto, come si fa a valutare F?
>
> 2.36 Attrito nella vite
> ...
> b) vite a filetto triangolare
> Approssimativamente si ha:
> p= Q (tg a cos b +- f)/(cos b -+ f tg a)
> = Q (h cos b +- 2 pi r f)/(2 pi r cos b -+ fh)
>
> P= forza con braccio R

Sarebbe il momento della forza di attrito diviso R? E dove compare nella formula che hai scritto?

> p forza alla periferia media diraggio r dei filetti

Sarebbe la stessa di prima però diviso r?

> Q forza secondo l'asse della vite



Non si capisce in quali condizioni si trova il sistema. Tanto per cominciare: siamo in una situazione statica o dinamica? Cos'è questa "forza secondo l'asse della vite"? Non vale rispondere: "è quella che chiedi nel tuo post" perché io mi sono riferito ad una situazione specifica. Se la situazione è proprio quella, va detto.

> h passo della vite
> a angolo di inclinazione del filetto (tg a = h/(2 pi r) )
> f = tg fi coefficiente di attrito

e "fi" che cos'è?

> b semiangolo al vertice del filetto (0 per filetto
> rettangolare)
> i segni +- e -+ vuol dire il primo se il movimento è contrario
> a Q il secondo se il movimento è nello stesso senso di Q.
> Fonte: il mio ormai famoso vademecum Malavasi :-)

Grazie, ma mi manca qualche pezzo :-)

--
Wakinian Tanka

ADPUF

unread,
Dec 20, 2017, 11:15:03 AM12/20/17
to
Wakinian Tanka 20:33, venerdì 15 dicembre 2017:
> Il giorno venerdì 15 dicembre 2017 00:10:02 UTC+1, ADPUF ha
>>
>> 2.36 Attrito nella vite
>> ...
>> b) vite a filetto triangolare
>> Approssimativamente si ha:
>> p= Q (tg a cos b +- f)/(cos b -+ f tg a)
>> = Q (h cos b +- 2 pi r f)/(2 pi r cos b -+ fh)
>>
>> P= forza con braccio R
>
> Sarebbe il momento della forza di attrito diviso R? E dove
> compare nella formula che hai scritto?


Scusa ho sintetizzato troppo.

Dalle figure, P è la forza agente con braccio R che fa ruotare
la vite.


>> p forza alla periferia media diraggio r dei filetti
>
> Sarebbe la stessa di prima però diviso r?


p è la forza agente con braccio pari a quello della vite.

p * r = P * R


>> Q forza secondo l'asse della vite
>
>
>
> Non si capisce in quali condizioni si trova il sistema. Tanto
> per cominciare: siamo in una situazione statica o dinamica?
> Cos'è questa "forza secondo l'asse della vite"? Non vale
> rispondere: "è quella che chiedi nel tuo post" perché io mi
> sono riferito ad una situazione specifica. Se la situazione è
> proprio quella, va detto.


Allora ricopio la parte che forse spiega meglio
a) Vite a filetto rettangolare

Per l'equilibrio in riposo deve essere:
Q tg(a + fi) > P R / r > Q tg(a - fi)

Per il movimento si ha:
p= P R / r = Q tg(a +- fi)
= Q (tg a +- f) / (1 -+ f tg a)

I segni superiori valgono se il movimento è diretto in senso
contrario a Q, gli inferiori se nello stesso senso di Q.

(Nella figura si vede che Q è la forza che agisce lungo l'asse
della vite.)

Nel 1° caso (segni superiori) per tg (a + fi) = oo
ossia a = 90° - fi si ha P = oo, il movimento è impossibile
sotto l'azione di P.

Nel 2° caso (segni inferiori) se a = fi, è P = 0, la vite resta
ferma oppure si muove di moto uniforme sotto l'azione di Q; se
a > fi, è P > 0 e agisce in direzione opposta a quella segnata
nella fig. 2.78, la vite cessando P si muove sotto l'azione di
Q di moto accelerato; se a < fi, la vite non può muoversi
sotto l'azione di Q senza il concorso di P, quindi nella viti
di fissamento si deve tenere a z fi; in pratica per tali viti
a filetto rettangolare si tiene a z 6°.


Coefficiente di effetto utile.

Nel 1° caso (segni sup.):
eta = tg a / tg(a + fi)

Nel 2° caso (segni inf.):
eta = tg(a - fi) / tg a

Si ha eta massimo per a = 45° - fi / 2. Il coefficiente f varia
da 0,1 a 0,3, ossia fi varia da 6°÷ 17° a norma della
lavorazione e lubrificazione. Per fi = 6°, f = 0,105, si ha:
eta_max = 0,81 per a = 42°. Praticamente per viti a passo
multiplo si tiene al massimo a = 20°, allora eta = 0,74. Per a
= 5° si ha eta = 0,45. Per ottenere grandi pressioni si tiene
a <= 3°, allora eta <= 0,27.

...


>> h passo della vite
>> a angolo di inclinazione del filetto (tg a = h/(2 pi r) )
>> f = tg fi coefficiente di attrito
>
> e "fi" che cos'è?


L'angolo di attrito oltre il quale scivola.

Prova con la scala a pioli appoggiata al muro... :-)
(in realtà è più complesso)


>> b semiangolo al vertice del filetto (0 per filetto
>> rettangolare)
>> i segni +- e -+ vuol dire il primo se il movimento è
>> contrario a Q il secondo se il movimento è nello stesso
>> senso di Q. Fonte: il mio ormai famoso vademecum Malavasi
>> :-)
>
> Grazie, ma mi manca qualche pezzo :-)


Spero che adesso si capisca meglio, purtroppo non posso
riprodurre le figure.
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