> prosegue dicendo che Em è conservativo e che "per mantenere una
> corrente in un circuito con perdite è necessario che, almeno in una
> parte di esso, agisca un campo non conservativo", ma non ne spiega il
> perchè
Qui io l'ho intesa cosi. Il campo elettrostatico Es agisce su tutta la
linea chiusa del circuito e quindi al di fuori e all'interno del
generatore.Se fai la circuitazione del campo elettrostatico su tutta
la linea chiusa del circuito
trovi che essa è nulla perchè Es è un campo conservativo. Ciò
significa che il lavoro fatto dal campo elettrostatico per spostare la
carica su un percorso chiuso è nullo. Per mantenere in moto le cariche
elettriche, responsabili della corrente, è però necessario un lavoro
esterno non nullo, proprio perchè all'interno del circuito avvengono
fenomeni dissipativi che trasfomano l'energia elettrica della cariche
in altre forme di energia(calore p.e). Il lavoro esterno è fornito da
un campo elettromotore che in ragione di ciò non deve essere
conservativo.
> Poi non capisco: perchè se all'interno del generatore ci sono sia il
> campo E_s (elettrostatico) ed E_m (elettromotore) le cariche si
> spostano per merito di quest'ultimo soltanto?
Il compito del campo elettromotore è quello di spostare le cariche
negative verso il morsetto negativo e le cariche positive verso il
morsetto positivo e quindi ha il compito di creare gli accumuli di
carica di segno opposto ai morsetti del generatore che hanno il
compito di creare il campo elettrostatico all'esterno del conduttore
necessario a sostenere la corrente. La corrente, ovvero il moto di
cariche, è sostenuta da un campo elettrostatico, il campo
elettromotore ha soltanto il compito di creare gli accumuli di cariche
ai morsetti del generatore.
Spero di essermi fatto , un po, capire. Ciao Ciao
Detto alla Fantozzi, il campo elettromotore "e' una boiata pazzesca".
:-)
Voglio dire che e' un'invenzione (non so di chi) totalmente priva di
contenuto fisico.
Si puo' giustificare come il tentativo di dare una base fenomenologica
unitaria a meccanismi fisici in realta' diversissimi tra loro, ma in
realta' nella maggior parte dei casi nei generatori non c'e' nessuna
forza, e quindi nessun campo elettromotore.
L'unico caso in cui una forza c'e' davvero e' naturalmente l'induzione
e.m., ma in quel caso si tratta di un genuino campo elettrico, e non
ha senso dividerlo in due parti.
Invece le pile chimiche sono tutt'altra cosa; idem i generatori
fotovoltaici o termoelettrici.
C'e' poi un caso divertente ma di nessun interesse pratico: la pila a
gravita', dove con un po' di fatica una specie di campo elettromotore
lo si puo' ricnoscere appunto nella forza di gravita'.
Insomma, riassumendo: se il campo elettromotore non venisse usato
affatto non si perderebbe assolutamente niente.
fara...@virgilio.it ha scritto:
> Il compito del campo elettromotore � quello di spostare le cariche
> negative verso il morsetto negativo e le cariche positive verso il
> morsetto positivo e quindi ha il compito di creare gli accumuli di
> carica di segno opposto ai morsetti del generatore che hanno il
> compito di creare il campo elettrostatico all'esterno del conduttore
> necessario a sostenere la corrente. La corrente, ovvero il moto di
> cariche, � sostenuta da un campo elettrostatico, il campo
> elettromotore ha soltanto il compito di creare gli accumuli di cariche
> ai morsetti del generatore.
Non posso dire di apprezzare molto il linguaggio: "il compito di ..."
Ma poi questa distinzione anche spaziale che fai non e' sempre vera.
Dovrei ripetere quanto ho gia' scritto sopra: se esamini i diversi
generatori troverai che il vero meccanismo fisico caso per caso e'
diverso, e non si lascia facilmente descrivere in un modo unico.
--
Elio Fabri