ugogrim...@gmail.com ha scritto:
> qual'è la spegazione CORRETTA in alternativa allo spazio-tempo
> incurvato da una massa come un lenzuolo ? Ugo
Domanda mal posta.
Il famigerato telo *non è* una spiegazione, neppure sbagliata.
Non è niente, solo una figura senza senso.
Un vero e proprio imbroglio.
Come avrai capito, su questo punto sono proprio incazzato nero.
Trovo veramente schifoso che tante persone (anche teoricamente
competenti) non si rendano o conto di che boiata stanno presentando
Se poi se ne rendono conto e pensano che vada bene lo stesso, è pure
peggio.
Il fatto è che *non si può ridurre* il problema a una figura, che sia
quella o un'altra.
Come ricordo qui appresso ad Archaeopteryx, uno sforzo per far capire
almeno le idee di base della RG (quindi inclusa la curvatura dello
spazio-tempo) io l'ho fatto, ma nn si riduce a una figura.
Nel "Quaderno 16" di cui parlo, almeno 100 pagine girano attorno a
questo problema.
E non è un libro astruso, senza essere divulgativo.
Diciamo che secondo me un liceale *bravo* dovrebbe capirlo senza
eccessiva fatica.
Purtroppo mi manca il feedback...
Archaeopteryx ha scritto:
> A mio parere la soluzione più "onesta" sarebbe ridursi a uno spazio
> al massimo tridimensionale in modo che si possa realmente vedere con
> gli occhi. Questo comporta ridurre le dimensioni spaziali a due (mi
> pare che sia così che ha fatto Elio Fabri nelle sue dispense,
> ovviamente se ricordo bene) o addirittura a una, come ha fatto Feynman
> in "sei pezzi meno facili" (e suppongo, nelle "Lectures" da cui credo
> sia stato tratto il capitolo).
Certo, per molte cose una sola dimensione spaziale basta.
Io ne ho usate due (ricordi bene) per l'esperimento di Hafele-Keating,
che era impossibile anche solo descrivere con una sola dim. spaziale.
Anche se so che c'è tanta gente che ha difficoltà a "leggere" una
figura in assonometria come quella.
Non perché occorra conoscere l'assonometria (occorre solo per farla)
ma perché non c'è l'addestramento a vedere tre dim. rappresentate in
due.
Diverso il caso dei disegni in prospettiva, ma ora andrei OT.
> E difatti se ci si investe un po' di
> tempo si ha davvero la sensazione di aver compreso realmente. A me
> dura finché leggo, poi il test è essere capaci di farci una lezione
> e lì proprio alzo le mani.
La vera difficoltà è un'altra che a quanto pare non hai colto.
E' la geom. di Minkowski.
Occorre aver chiaro che non si possono confrontare lunghezze in
direzioni diverse, che gli angolo non hanno nessun significato, c'è
addirittura il famoso segno meno nela metrica, che fa parere più
cosrte curve che sono più lunghe e viceversa (vedi già l'effetto
gemelli).
Per es. nella figura con le due eliche, nonostante sembri il contrario
quela che fa un solo giro è *più lunga* di quella che ne fa tre.
> Ammesso che un redattore le faccia passare chi scrive sa benissimo (o
> almeno si spera) che le figure scelte non fanno cadere l'occhio
> sull'articolo.
Però io la figura con le due eliche l'ho messa in copertina al
Quaderno 16 :-)
Ingenuità? Non proprio.
Intanto penso che attiri comunque l'attenzione, che il lettore si
chieda "che vorrà dire?"
Poi di quella figura vado fiero, perché non era per niente facile
farla assolutamente corretta, e perché per suggerire nascostamente la
tridimensionalità ebbi un'idea che non ti dico :-)
Ti faccio comunque notare che finora abbiamo parlato di RR, dove non
c'è nessuna curvatura.
Far capire la curvatura dello spazio-tempo è un problema di tutt'altro
ordine di grandezza.
Eppure io nel Q16 l'ho affrontato.
Per curiosità: l'hai letto?
--
Elio Fabri