dico solo una pignoleria che non inficia il ragionamento ...
cmq questa costanza di forza esercitata a prescindere dalla
velocità di contrazione è vera solo in prima approssimazione.
A essere precisi, ogni individuo ha una sua risposta
dinamica che dipende da un'inifinità di fattori non noti.
Ad es. non è nemmeno vero che contrazioni contro forze
esterne diverse chiamino in causa lo stesso numero e lo
stesso tipo di cellule muscolari.
Il massimo "reclutamento" di fibre si riesce a fare per
contrazioni estremamente lente (quando si vince una
resistenza esterna appena submassimale).
In una contrazione esplosiva (come il lancio del peso
diciamo) questo numero tende a calare.
Inoltre in una contrazione molto rapida è probabile che
ostino di più le viscosità interne del sistema, meno
importanti nella contrazione lenta. Infatti è abbastanza
agevole, anche se sembra paradossale, stirarsi i muscoli
quando ci si prepara a un certo carico e poi questo non si
verifica (tipo quando si scendono le scale di notte e si
contano male i gradini, o a tennis quando si prepara un
colpo potente e si liscia completamente la palla).
Cmq ... come dicevo, questa osservazione non inficia il
ragionamento, perché preso atto che è così, cmq non è
predicibile in maniera agevole quanto l'efficienza della
macchina muscolare varia in funzione della velocità.
ciao
Soviet
La tua analisi di quali sono le forze *esterne* e' corretta, ma poi...
> Il lavoro della risultante delle due forze � uguale alla variazione di
> energia cinetica
Questo teorema da quale meccanica lo prendi?
Considera separatamente le due forze: la reazione del terreno e'
applicata ai piedi, che sono fermi (quando si staccano la reazione non
c'e' piu'). Quindi fa lavoro nullo.
La forza di gravita' fa lavoro negativo.
Allora come fa ad aumentare l'energia cinetica?
E come puoi pensare che il lavoro fatto da queste forze sia uguale a
quello della risultante applicata nel centro di massa?
Quello che e' vero per la q. di moto *non e' vero* per l'en. cinetica!
E poi: chi ti ha detto che sia lecito dimenticare le forze interne?
(Di nuovo, questo e' sicuramente vero per la q. di moto.)
Questo vale solo se il corpo e' *rigido*: allora si' che il lavoro di
tutte le forze si riduce a quello della risultante calcolato con lo
spostamento, che ora e' comune a *tutti* i punti del sistema, se
supponiamo che il moto sia traslatorio.
(Altrimenti nel calcolo del lavoro devi considerare anche il mom.
risultante.)
La cosa strana e' che sono sicuro che questa stessa questione e'
venuta fuori non molto tempo fa: o in questo NG o in "sagredo": come
hai fatto a dimenticartene?
Va bene, e' stato un lapsus, ma da te proprio non me lo aspettavo :-)
Dunque l'energia cinetica viene fuori dal lavoro (negativo) fatto
dalla gravita' e da quello (positivo) fatto dalle forze interne
nell'estensione delle gambe.
Per andare un pochino piu' in dettaglio: l'estensione delle gambe fa
si' che siano presenti due forze:
- una e' la spinta sul terreno che avevi gia' indicato
- l'altra e' la spinta *verso l'alto* che il femore applica all'anca.
Se come grossolanissima appross. trascuriamo la massa delle gambe
rispetto al resto del corpo, queste due forze sono uguali.
La differenza rispetto al tuo ragionamento e' che la forza femore-anca
e' applicata a un punto che si sposta (verso l'alto) e quindi fa
lavoro positivo.
Il bello (o brutto, secondo i punti di vista :) ) e' che alla fine la
tua formula e' giusta...
La ragione e' che se si trascura la massa delle gambe, queste possono
essere viste come un mezzo per "trasferire" la forza F dal piede
all'anca, da un punto che resta fermo a uno che si sposta.
Mentre il resto del corpo lo trattiamo come un corpo rigido, e quindi
il calcolo del lavoro lo possiamo fare come si e' detto.
Quanto al calcolo e alle tue stime dei dati, avrei solo da obiettare
sullo spostamento del cdm.
Quando si dice che si e' fatto un salto di 20 cm, che cose s'intende
esattamente?
Io penso che s'intenda che i piedi si sono staccati di 20 cm dal
terreno; ma lo spostamento del cdm e' maggiore: nelle tue ipotesi
sarebbe 30 cm, ed e' quello che devi considerare come h nel calcolo
del lavoro.
Poi a mio parere quando si fa un salto di quel genere ci si piega ben
piu' di 10 cm, ma questo e' secondario.
--
Elio Fabri
Le dico di essere stato e di essere di gran lunga il migliore
presidente del Consiglio che l'Italia abbia potuto avere nei suoi 150
anni di storia.
Silvio Berlusconi in conferenza stampa, 9-9-2009
Se la misuri in kg, meglio chiamarlo "massa".
> Sulla terra carico la molla, premo il pulsante di rilascio e la sfera vola
> verso l'alto ad una altezza h.
> Portando l'aggeggio sulla luna e operando nello stesso modo, a che altezza
> rriverebbe la sfera rispetto all'h ottenuto sulla terra?
> Grazie.
Con questa semplificazione, il problema ammette una soluzione semplice.
Trascurando la resistenza dell'aria, che sulla Terra c'e'e e sulla Luna
no, si puo' dire che l'energia elastica della molla compressa si
trasforma integralmente in energia potenziale della sferetta (volume
inconferente) di massa y nella posizione di massima altezza h, dove la
sua energia cinetica si annulla: E=ygh. Sulla Terra, g=9,8 m/s^2. Sulla
Luna, e' circa g'= 1,67 m/s^2. Quindi ygh = yg'h', da cui h'= hg/g' =
circa 6h.
--
TRu-TS
Buon vento e cieli sereni
Intendo: di massa y (peso in fisica significa forza di gravita',
e la forza di gravita' agente sulla sfera sara' diversa sulla
Terra o sulla Luna, il volume non serve se trascuriamo la
resistenza dell'aria).
> Sulla terra carico la molla, premo il pulsante di rilascio e la sfera
> vola verso l'alto ad una altezza h.
Intendo che h sia la variazione di quota del centro di gravita' della
sfera e faccio alcune ipotesi semplificative: che la massa della
molla sia trascurabile rispetto a quella della sfera, che la molla sia
ideale, cioe' non dissipi energia nell'allungamento, che h sia maggiore
della differenza tra la lunghezza della molla a riposo e quella della
molla compressa (cioe' suppongo che nel lancio la molla arrivi a
estendersi completamente), che la sfera salga in verticale e non ruoti.
> Portando l'aggeggio sulla luna e operando nello stesso modo, a che
> altezza rriverebbe la sfera rispetto all'h ottenuto sulla terra?
L'energia potenziale elastica immagazzinata nella molla
compressa e' la stessa sulla Terra o sulla Luna (a parita'
di altre condizioni, eccettuata l'accelerazione di gravita'),
nel processo questa energia si converte alla fine in energia
potenziale gravitazionale della sfera che risulta quindi uguale sulla
Terra o sulla Luna, dato che l'energia potenziale gravitazionale
della sfera e' direttamente proporzionale al prodotto del
dislivello superato per l'accelerazione di gravita' e dato che sulla
Luna l'accelerazione di gravita' e' 6 volte minore che sulla
Terra, allora sulla Luna il dislivello superato dalla sfera sara'
6 volte maggiore che sulla Terra, cioe' pari a 6h.
Ciao
--
Giorgio Bibbiani
Ma essendo la forza di gravità sulla luna inferiore a quella della terra,
non dovrebbe la molla estendersi a velocità maggiore imprimendo in tal modo
una spinta maggiore alla sfera?
grazie
Ciao
........................
Purtroppo mi sono accorto soltanto oggi che il mio thread alla fine è stato
pubblicato e ha anche avuto delle risposte (non avendolo visto comparire dopo
l'invio e nei giorni immediatamente successivi, avevo pensato che fosse andato
perso...), per cui ringrazio tutti per il loro cortese intervento e mentre
cerco di... "digerire" le risposte, chiarisco che quello che in realtà mi
interessava capire è se fosse plausibile che un astronauta - gravato sulla
luna da un equipaggiamento che porterebbe la massa totale ad almeno 150 kg
(secondo qualche fonte anche qualcosa di più...) - potesse spiccare salti tali
da portare i suoi piedi a un'altezza di almeno 80 cm... Questo perché, a chi
si meravigliava del fatto che in alcuni filmati d'epoca gli astronauti delle
missioni Apollo sembrano non riuscire ad alzarsi più di 50-60 cm, si è più
volte obiettato che quella è da ritenersi un'altezza compatibile con le
condizioni fisiche lunari e i limiti di movimento imposti dalle tute, laddove
un astronauta (forse lo stesso Armstrong) ha invece affermato di aver potuto
saltare anche a 120 cm di altezza, e bisogna comunque dare per scontato che
tutti quelli che sono scesi sulla luna siano sicuramente riusciti a saltare
senza grossi problemi almeno 80-90 cm...
Da parte mia, nel tentativo di arrivare a qualche conclusione cercando nel
Web, avevo trovato questo articoletto, al quale rimando per eventuali commenti
(estrapolando non so quali dati, vi si afferma tra l'altro che il record
"terrestre" di salto in alto pari a 2,45 m potrebbe trasformarsi sulla luna in
un "balzo" di quasi 10 metri, che però rimangono cmq meno di quei 14-15 che
forse ingenuamente io avevo ipotizzato per una gravità pari a solo 1/6 di
quella terrestre)...
Synth Mania