Il 26/10/2015 22.03, Elio Fabri ha scritto:
> BlueRay ha scritto:
>> E tutti questi concetti li dovresti spiegare a dei bambini?
>
> Giorgio Pastore ha scritto:
>> I bambini capirebbero benissimo. A mare la sabbia asciutta
>> si "versa"
>> fuori da un secchiello esattaente come l' acqua.
>
> BlueRay ha scritto:
>> Prima di tutto, stiamo proprio parlando di un libro di
>> testo, e per
>> bambini
>
> Intervengo solo su questo aspetto didattico.
> Non che non avrei da dire sul livello più "alto" della
> discussione, ma
> mi sembra più importante restare al tema originario.
e io mi ricollego a questo punto perché hai toccato alcune
domande sulla polvere veramente intriganti, su cui vorrei
ricamare un po' facendo anche commenti non dico infondati ma
personali.
>
CUT
> ...
>
> Poi (in classi superiori) si potrebbe scoprire che alcune
> proprietà
> delle polveri dipendono dalle dimensioni dei grani, che si
> potrebbero
> osservare con una lente o con un piccolo microscopio.
e, tra l'altro, anche da altre proprietà.
Alcune ovvie (la natura del materiale) altre sostanzialmente
ignorate quasi da tutti (anche da molti chimici) : la genesi
e l'età della polvere stessa. Ci torno dopo
>
> Potrebbe venir fuori che la polvere "si posa" sugli ogetti
> (bisogna
> spolverarli).
> Allora la domanda: ma quella polvere, prima di posarsi, dove
> sta?
Ecco, dopo tu stesso fornisci le risposte più salienti. Ne
aggiungo soltanto una per il fatto di averla sperimentata :
nelle vecchie case, una parte consistente della polvere
deriva dal lento, impercettibile, sfarinamento del colore
(che spesso è tempera vecchia, calce, o altra mistura poco
elastica, magari parzialmente muffita). In parte deriva
anche dagli abitanti, la cui superficie pure si sfalda,
perde squamette, peli, con tanto di acari che la popolano e
spore di altri che mangiano quegli scarti.
Circa la prima, ho infatti notato, dopo avere raschiato,
cartavetrato, ogni centimetro di muri vecchi, e passato tre
mani di una mistura (di mia formulazione)
acrilico-cementizia pura, che non sfarina minimamente, al
limite si può scollare come una pelle, che il tasso di
polverosità è calato, e anche l'aspetto della polvere è
qualitativamente mutato dalla fine di quel lavoro.
Ma soprattutto vorrei tornare su quel punto intrigante : che
di mestiere, la polvere, si POSA.
Ora a proposito della capacità adesiva, anche tenacemente
adesiva, della polvere, vorrei citare la sua età.
Sarà capitato a qualcuno di usare trapani, smerigliatrici ed
altri oggetti che letteralmente disgregano completamente i
materiali, ed averci sporcato superfici apparentemente prive
di affinità, come la plastica, il legno. Sia chiaro che mi
riferisco a polveri FREDDE, non ai LAPILLI, che si legano ma
in modo diverso, anche al vetro, lo fondono e ci penetrano.
Anche la polvere di mattone di un buco fatto al soffitto,
che arriva al suolo fredda, è estremamente "sporcante",
laddove cade.
Se invece viene spostata dopo giorni, questa capacità
adesiva si attenua. La cosa era già stata notata in realtà
già anticamente (Theophrastus of Eresus (371-286 B.C.), a
student of Aristotle, describes a method to recover mercury
from cinnabar bymechanical energy. The metal is obtained
from native cinnabar after rubbing in a brass mortar with a
brass pestle in the presence of vinegar (Takacs, 2000).)
Sostanzialmente, durante la "neogenesi di polvere" per
frantumazione e macinazione, tanto più spiccatamente quanto
più fina è la grana prodotta, si producono i cosiddetti
"radicali liberi di origine meccanochimica".
Non sono "molecole" in senso stretto, sono clusters atomici,
aggregati più grossi, ma presentano siti di legame
radicalici nelle superfici di frattura (che non saranno
forse sempre liscie, ma possono comunque toccare in vari punti).
Ora energeticamente parlando, non si riesce a misurare
nessuna entaplia, perché si instaurano legami in quantità
marginale. Ma ad ogni modo la polvere neonata è adesiva in
modo pestifero, e spesso macchia anche superfici lisce.
Se invecchia, invece, si quencha lentamente all'aria con
tutto quanto contiene (anche umidità e CO2 oltre all'O2)
> Risposta forse immediata, forse no: sta nell'aria.
> Allora come mai non la vediamo?
> Non escludo che qualche bambino se ne vanga fuori col fatto
> che nel
> sole la polvere si vede...
> Da qui si potrebbe passare alla polvere trasportata dal
> vento: a volte
> arriva addirittura la sabbia dall'Africa: "ieri la macchina
> di papà
> era tutta sporca di polvere, e lui ha detto che era stata
> portata dal
> vento (o dalla pioggia).
se solo i credenti delle scie chimiche si rendessero conto
di quale massa di materiali spostano i venti, in effetti ...
E anche con importanza, proprio quella sabbia rossiccia, è
allegedly responsabile di fertilizzare mari e oceano con
ferro disponibile, un nutriente sostanzialmente limitante in
mare (visto il pH alcalino delle acque e della quantità di
bicarbonato presente)
>
> Poi (ancora più avanti): ci sono posti dove si produce molta
> polvere?
> Si potrebbe/dovrebbe arrivare ai mulini, ai cementifici, a
> certe
> fabbriche...
Ah ah ah ah ah, purtroppo bisogna anche citare "casa mia" !
A proposito della polvere di mattone meccanochimicamente
attivata : l'apoteosi assoluta è stata la levigazione a
smerigliatrice di una volta in mattoni che era stata
scrostata. Quella polvere era quasi capace di entrare dentro
una scatola di piselli. Chiusa intendo. E'un'iperbole, ma
meno spinta di quanto sembri.
> Ma quelli che lavorano in quei posti pieni di polvere, la
> respirano?
> E non debbo dirvi dove questo ci porta.
a (s)proposito, questo aspetto della polvere la uso molto
spesso in un collegamento tra l'azione autopulente dei
nostri bronchi (non siamo forse aspiratori ambulanti a cui
per decanta anni nessuno cambia mai il filtro ?), e l'azione
paralizzante della nicotina sugli epiteli ciliati che
graziosamente la realizzano e ce la fanno sputare via. Debbo
dire che, per quanto colpiti dall'esempio, nessuno smette
mai di fumare, segno che il difetto di informazione non è la
causa dei vizi capitali.
> Poi ci sono le "polveri sottili" e l'inquinamento nelle città.
>
> Tornando più verso la fisica: con una polvere insolubile in
> acqua si
> fa una /sospensione/.
> Ma una sospensione dura per sempre?
in effetti, nemmeno tutte le SOLUZIONI vere sono
indefinitamente stabili. Alcune (tipo i sali iperdensi)
tendono a sedimentare pur senza smistarsi, e generano
gradienti di densità.
Nella transizione tra soluzione e sospensione cmq, arriva un
certo momento in cui le "definizioni libresche" che citavi,
mostrano una certa inconsistenza e rigidità.
> Proviamo, e scopriamo che la polvere si deposita in fondo.
> Ma ci mette più o meno tempo, a seconda di quanto sia sottile.
> E lo zucchero perché non si deposita? (domanda difficile :-) ).
> E il cioccolato, che roba è? una soluzione o una sospensione?
> Proviamo...
>
> Insomma, siccome ho improvvisato ci sranno un sacco di
> difetti, ma
> avete capito che cosa intendo.
> Il libro sarebbe totalmente inutile.
certo che con l'insegnante unico ...
> Quello che si viene scoprendo e imparando sarebbe scritto come
> "relazione" alla fine di una giornata di lavoro.
> E come sapete benissimo, imparare a scrivere un resoconto di
> quello
> che si è fatto non è per niente facile; ma è un obiettivo
> didattico
> *essenziale*, fin dalla scuola primaria.
in realtà, non imparano a farle decentemente nemmeno alla
fine della "terziaria" :-\
Tanto non succede niente, sembrerebbe