cometa_luminosa
> Omega
>> BlueRay
>>>
>>> Viene detto, per es. da Feynman, che "un fotone inviato verso una
>>> lastra di vetro ha una certa probabilita' di essere trasmesso o
>>> di essere riflesso, la MQ non permette di stabilire che cosa ne
>>> sara' di quel singolo fotone".
>>
>> Parla di un fotone inviato, e l'ipotesi corrente è che la luce sia
>> un fascio di fotoni.
>
> Questa non te la passa neanche Giorgio Pastore :-)
Allora dovrà essere così compiacente da spiegarmi che cosa è la luce.
Fino a circa 110 anni fa era un fenomeno em, e Maxwell ci avrebbe
giocato una cifra; poi qualcuno saltò su e disse che
l'elettromagnetismo non spiegava tutto della luce, così è nato il
tormentone dell'"ondulatorio e/o particellare", che ci insegue ormai da
decenni senza alcuna pietà.
Leggo:
«Einstein introdusse l'idea che è la stessa
radiazione elettromagnetica a essere costituita da quanti, ossia da
quantità discrete di energia, poi denominati 'fotoni' nel 1926. In altri
termini, siccome la radiazione elettromagnetica è quantizzata, l'energia
non è distribuita in modo uniforme sull'intera ampiezza dell'onda
elettromagnetica, ma concentrata,[si dice (ma non so cosa significa)]
"in vibrazioni fondamentali di energia". [l'allusione alle vibrazioni si
riferisce forse alla lunghezza d'onda, e quindi al colore]
E. mostra poi che molti esperimenti possono essere spiegati solo
assumendo che l'energia sia localizzata in quanti puntiformi
["puntiforme" è un attributo dotato di senso?] che si
muovono indipendentemente l'uno dall'altro, sebbene l'onda sia
distribuita con continuità nello spazio.»
Insomma "particelle". Bosoni
per la precisione, avendo spin intero, per di più "mediatrici
dell'interazione elettromagnetica" [cosa vuol dire?]
[le quadre sono mie]
Poi qualcuno ci ha precisato che queste "particelle" sono "senza massa"
e qualcun altro ha aggiunto "a riposo". E qui le mie perplessità sono
ulteriormente aumentate: cosa significa infatti "a riposo"? In pausa
caffè? :)) O forse significa "non in movimento"? Ma qualcuno ha mai
visto la luce ... ferma? E sarebbe luce se fosse ferma? E poi: in orario
di lavoro hanno invece una massa?
Beh, se vuole mostrare che ciò che viene affermato sul tema ha una
logica, Pastore avrà da fare con me un bel lavoro :)
E dovrà scavare insieme a me nel significato dei termini, senza complimenti.
A riposo, in questo cosmo, non c'è proprio niente, però c'è qualcosa che
sembra non cambiare mai, e questo fatto apre un'altra piaga dolente: mi
si dice infatti che l'atomo è fatto di un nucleo e poi di una nube più o
meno densa di elettroni (quelli che senza Higgs nessuno ci dice che cosa
sarebbero), elettroni che si muovono in 'orbitali' (non 'orbite'
altrimenti qualcuno storce il naso). Ora questo movimento pare non
dissipare energia, per cui l'atomo di questo tasto potrebbe essere lo
stesso che componeva un unghione di un dinosauro nel giurassico. Detto
direttamente: se l'atomo non cambia mai (salvo bombardamenti), allora
per l'atomo il tempo non esiste. Bene, però qualcun altro adesso mi
viene a dire che noi siamo fatti proprio di atomi, anzi che tutto è
fatto di atomi. Allora, come conseguenza, nulla cambia, e quindi nulla
ha tempo. Dunque il tempo non esiste.
E ve la prendete con Parmenide, Agostino, Hobbes e Goedel, quando siete
voi fisici a raccontarmi simili cose? (ma siete dei fisici? ;-)
Ma andiamo avanti
>> Feynman in questa battuta si chiede che ne sarà del singolo
>> fotone,
>
>
> Ma gia' questo e' proprio quello che non mi va bene!
Mi dispiace di cuore: hai tutta la mia comprensione :)
> Un fotone viene continuamente distrutto e ricreato dal campo stesso;
Ma se è lui a generare il campo !
Leggo: « Nel vuoto, i fotoni si propagano sempre alla velocità della
luce (non esistendo alcun osservatore rispetto al quale sono fermi)»
[qualcuno che dice una cosa che sta logicamente in piedi, finalmente]
« e il loro raggio d'azione è illimitato. Questo significa che un fotone
può continuare a viaggiare nello spazio-tempo indefinitamente senza
alcun limite, finché non viene assorbito da un'altra particella. Per
questo motivo, è possibile tuttora rilevare i fotoni emessi nelle prime
fasi di vita dell'universo, che formano la radiazione cosmica di fondo.»
Azz! tenaci queste particelle! Però questo dice che le metamoprfosi che
tu ipotizzi non hanno ragione di accadere.
> chiedersi cosa ne sara' di un ben determinato fotone non ha piu'
> senso che chiedersi cosa ne sara' di un grumo di sale nell'acqua, al
> passaggio attraverso un rubinetto, se il sale continuamente si
> scioglie e riprecipita mentre l'acqua scorre!
Mi sembra un'analogia fiacca. Il grano di sale non viaggia
indefinitamente nel cosiddetto spaziotempo, e quello che fa il fotone
durante l'"indefinitamente" tu non lo sai. Però io penso che per via del
pur paradossale principio d'inerzia, se qualcosa non lo fa cambiare,
allora non cambia. Ti pare?
>> e noi sappiamo benissimo che alcuni fotoni vengono trasmessi e
>> altri riflessi.
>
> Ma non sappiamo altrettanto bene cosa realmente significhi questa
> frase :-)
Che al di là del vetro si rileva della luce; e al di qua del vetro ci
vediamo allo specchio. Tutto qui. Se dal vetro passasse tutto, non
avremmo,l'effetto specchio, ti pare?
>> Quindi Feynman dice solo che non possiamo sapere a priori che ne
>> sarà del _singolo_ fotone. Sembra, date le ipotesi, una
>> dichiarazione ragionevole. Sembra. Sembra una dichiarazione
>> ragionevole, però un fascio di luce della stessa intensità sarà
>> sempre trattato allo stesso modo da quella lastra di vetro.
>
>
> ... in media: proprio il fatto che "un fotone potrebbe passare ma
> potrebbe anche essere riflesso" dimostra che la lastra di vetro NON
> tratta la luce sempre allo stesso modo. O no?
Un vaglio - scusa l'analogia (ma è corretta!) - seleziona sempre allo
stesso modo, però questo non significa che la roba che ci buttiamo
dentro interessa sempre allo stesso modo il vaglio.
Voglio dire: nessuno può dire come sono distribuiti i fotoni nel fascio
di luce, quindi nessuno può prevedere cosa succederà quando intercetterà
il vaglio (il vetro). Non potendo misurare esattamente il singolo caso
(e servirebbe a ben poco), allora ci si accontenta del comportamento
statisticamente medio.
[Inciso: la statistica è male usata per giustificare cose che altrimenti
non si sanno giustificare, ma fa un lavoro serio quando è del tutto
inutile sapere cosa fa un singolo granello di sabbia o una singola
molecola di gas. Questo ragionevole e ovvio concetto a me non
sembra molto rispettato. Chiuso l'inciso.]
>> Stando alla ragionevolezza, sembra verosimile che responsabile del
>> fenomeno sia il vetro per quello che è: di qui la ripetibilità. Il
>> singolo fotone ha solo la ventura di colpire il vetro dove può
>> passare oppure dove non può passare. Ecco dove salta fuori la
>> probabilità affermata da Feynman: se io sparo un fotone contro un
>> vetro, esso ha una certa probabilità di passare o di essere
>> respinto, a seconda di dove colpisce il vetro.
>
>
> Era implicito che l'angolo di incidenza fosse lo stesso per tutti i
> fotoni in quanto fissato dal raggio di luce e dalla superficie della
> lastra di vetro, oppure non ho capito cosa intendi.
Ho detto sopra che cosa intendo. I fotoni saranno pure tutti allineati
col verso di propagazione, ma come sono distribuiti di volta in volta
nel raggio di luce? Quindi come colpiranno il "vaglio" i singoli
fotoni? Non si può sapere.
>> Se mando un fascio di fotoni, ciascuno di essi ha la stessa
>> probabilità di passare o no, ma è solo il vetro a stabilire quanti
>> passano e quanti no. Ecco perché nel macro la cosa è ripetibile.
>> Quello che resta da obiettare, quindi, è che la probabilità è
>> definita dal vetro e dalla direttrice di impatto del fotone,
>> perciò parlare del solo fotone è improprio. Forse quindi il passo
>> che riporti è estratto da un contesto più chiaro.
>
> Allora leggi "Quantum Electrodynamics" di Feynman e dimmi se trovi
> un contesto chiarificatore :-)
Un tempo ho costruito una biblioteca in una scuola superiore, e uno dei
primi testi che ho comprato (in tre volumi) fu il corso di fisica di
Feynman (qui pubblicato da Feltrinelli col testo a fronte). Ora la
biblioteca è finita in mano al sindacato della scuola, ossia non esiste
più, perciò non posso seguire il tuo consiglio. (Scusa lo sfogo, ma
quella biblioteca mi è costata anni di lavoro gratis e una barca di soldi.)
A parte comunque un possibile contesto più chiaro, per le ragioni che ho
già detto del singolo fotone non si può dire nulla: ha colpito un nucleo
ed è stato riflesso (o deviato tipo rifrazione)? oppure ha attraversato
indenne le nubi di elettroni ed è passato dall'altra parte?
Boh!
Ecco, ciò che Feynman nella circostanza, con tanto di accompagnamento di
tamburi bongo dice : Boh!
>>> Il "fotone" non esiste mentre la luce viene inviata alla lastra
>>> di vetro,
>>
>> Come no? Di che cosa è fatto un raggio di luce?
>
>
> Di certo un raggio di luce non e' "fatto di fotoni". Perlomeno non
> piu' di quanto la corda di una chitarra sia fatta dei suoi modi di
> vibrazione (era una metafora).
Bella metafora, ma non so quanto pertinente. Forse Pastore deve dire
qualchecosina anche a te :))
> -- cometa_luminosa
Omega