Il 23/09/16 08:09,
lorenaraim...@gmail.com ha scritto:
>
> Una triennale in fisica applicata (magari con esami esterni del corso di Informatica come algoritmi,
> database, programmazione a oggetti...) nel mercato del lavoro (che brutta parola, sembriamo ortaggi)
> è considerata "sovrapponibile" ad una triennale in Informatica?
E' un discorso abbastanza articolato. Non ci sono ricette semplici,
soprattutto nel mercato del lavoro (sara' una brutta parola ma forse il
buon vecchio Marx avrebbe detto che fotografa la situazione...).
La mia esperienza e' che come al solito, "dipende". Dipenda da quale
mercato. E, per essere più specifici, pensando al mercato del lavoro
informatico, dipende da quale segmento di quel mercato.
La buona notizia e' che esiste e in qualche modo funziona. Ma con forti
disomogeneita' territoriali. Inoltre ci sono fortissime disomogeneita'
anche nelle richieste specifiche.
Per non fatrela tropo lunga, direi che come "programmatore" un fisico in
media non e' piazzato benissimo, ma puo' recuperare facilmente. L' unico
problema e' se questo e' chiaro a chi puo' assumere.
Come analista ha invece (sempre in media) un formazione che lo aiuta
moltissimo, anche se sul problem solving ci sarebbe da dire qualcosa
(vedi dopo).
> Il fisico dovrebbe essere un "problem solver", abbastanza versatile e con le basi per imparare ciò che
> è necessario per svolgere un compito assegnato
Vero. La formazione di una triennale in fisica sicuramente forma e
rafforza competenze di problem solver. Va pero' detto che ormai sono in
tanti che hanno capito che "problem solving" e' una parola-chiave, col
risultato che sono problem solver gli informatici, i matematici, ma
anche letterati, filosofi, economisti, ingegneri,... praticamete erano
tutti problem solvers senza saperlo :-) forse si tirano fuori solo
medici e giuristi :-(
Quindi, attezione che la concorrenza e' numerosa.
>
> Questo lo pensano anche le startup o le aziende informatiche?
Tasto delicato. Molto dipende da chi c'e' al vertice e all' ufficio del
personale. Alla fine nelle aziende, occorre convincere qualcuno che si
e' tagliati per una certa posizione e che si posseggono le qualità
caratteriali giuste. Ci sono offerte di lavoro molto mirate, che cercano
determinate professionalita' (ma allora non gli basta piu' un titolo di
studio o una formazione generica, vogliono esperienza specifica), e ce
ne sono altre piu' a largo spettro (della serie: vogliamo certe
caratteristiche generali, sullo specifico formiamo al nostro interno).
Poi ci sono ancora quelli innaorati dell' ingegnere (magari informatico)
e se non hai una laurea in ingegneria sei figlio di un dio minore...
>
> Certo poi ci sono settori specifici in cui la formazione del fisico è preferita ma in generale?
In generale, le aziende che hanno avuto a che fare con fisici ne sono
abbastanza soddisfatte da cercane altri. Qualche problema puo' esserci
se non ne hanno mai incontrato uno.
> La mia è pura curiosità, ho la passione per l'informatica da sempre ed ho iniziato da autododatta ma
> sono innamorato della fisica (vorrei diventare un computazionale).
La fisica computazionale puo' dare competenze specialistiche di tutto
rilievo, confrontabili con quelle di informatici o ingegneri informatici
(parlo per esperienza personale). Certi settori possono aprire buone
prospettive, anche se in taluni casi restano un po'di nicchia.
Giorgio