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Quale sistema operativo scegliere per studente di Fisica

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Marco_F

unread,
Jun 9, 2019, 9:00:02 AM6/9/19
to
Salve a tutti,
la mia domanda esula decisamente dai contenuti consueti del NG ma vorrei
chiedere consiglio su quale portatile acquistare per mia figlia iscritta
al primo anno di Fisica. Mac o PC?.
Mi riferisco non tanto all'interfaccia o all'usabilità del sistema
operativo, quanto alla disponibilità di software specifici che potrebbe
trovarsi a dover usare in futuro (per ora quello che ha usato è per
entrambe le piattaforme) e che esistono per uno solo dei sue sistemi
operativi.

Grazie per le indicazioni che potrete fornirmi

Marco

Soviet_Mario

unread,
Jun 9, 2019, 1:54:02 PM6/9/19
to
Il 09/06/19 13:03, Marco_F ha scritto:
insegno a un ITIS (chimica, non fisica) e probabilmente non
ho esigenze proprio coincidenti, ma, se si dispone di tempo
da investire (non poco *), mi sento di cuore di consigliarti
genericamente un Linux e specificamente la versione stable
di Debian (oggi è Stretch) a causa dell'enormità di sw
libero specificamente educazionale e didattico.

Per studiare funzioni, tracciare grafici e superfici, fare
screencast, conversione di formati, plotting, modellatori
3D, editing in Latex, E-pub, qualsiasi delizia, si trova
praticamente di tutto e per la leggerezza in memoria, è
davvero notevole.

* l'investimento di tempo non è tanto nell'usare l'OS in sé
e per sé (per un uso basic è in verità abbastanza
amichevole), ma proprio per esplorare l'enorme varietà di
tools disponibili. Molti di essi non sempre si trovano
direttamente nel repository ufficiale, ma anche se non sta
in vetta alle classifiche di scaricamenti, Debian
costituisce la base di molte distribuzioni blasonate e cool
(come Ubuntu e varianti, Mint e altre), e questo fa si che
quando si trova del sw "orfano" da altre fonti,
invariabilmente è presente anche il pacchetto .DEB
installabile su Debian. Questa distribuzione di nascita
antica ha dalla sua il parco installato storico molto ampio,
e gli sviluppatori di sw per linux lo sanno e ne tengono conto.

Se lo studente strizza l'occhio all'aspetto estetico ed
esige tutte le caratteristiche più moderne di avanguardia,
allora potrebbe dare una chance a Fedora (la conosco meno,
ma è lo stato dell'arte in molte feature sperimentali, però
anche se è free ha dietro un'azienda, Red Hat, così come
Ubuntu, e quindi Mint, hanno dietro Canonical. Debian e
altre sono open pure, se interessa). Fedora l'ho usata poco,
e a volte si trova SW anche per lei (.RPM) ma meno
diffusamente di Debian. Cmq il repository ufficiale è
veramente ricco e sempre con le versioni più aggiornate.
Debian stable invece aggiorna solo quando necessario.

Attualmente in forte ascesa è MX Linux, che sembra unire un
po' le raffinatezze di fedora allo sviluppo tutto volontario
e ha anche dettagli interni più leggeri (non usa SystemD
come init, si trovano diatribe infinite in rete su questo
componente gigantesco), ma non ho ancora mai esplorato la
disponibilità di SW.

Una cosa te la dico di cuore (venendo da 25 anni di windows
e grossomodo 2 anni di Linux) : non tornerei dietro manco se
mi pagassero loro.

Inoltre, avendo la tua copia OEM di windows preinstallata (e
quindi una licenza), puoi ricostruirti dei supporti di
backup e RIPRISTINO e magari dischi di installazione, e
volendo puoi usare un sw gratuito (Virtual Box di Oracle,
qui su debian alla versione 6.08 molto molto matura e
solida) per far girare una copia di Windows in una macchina
virtuale, una scatola chiusa, per magari far girare
programmi che proprio non trovi in Linux e a cui sei
affezionato. Io ad es. uso ChemSketch ogni tanto in Windows.

Però se lavorare con macchina virtuale è un'abitudine
normale, considera che per stare comodi una macchina
dovrebbe avere : tanta ram (almeno 8, meglio 12) e/o
eventualmente il file del disco fisso virtuale su supporti SSD.
Se hai entrambe queste caratteristiche, probabilmente le
performance si riducono ma poco.
Se non hai 8 GB di ram allora puoi ancora a malapena far
girare un Windows XP, ma i successivi andrebbero come lumache.

Considera tra i vantaggi anche il dimenticare cosa siano i
virus, e con un po' di attenzione ai browser (e uso dei
social), si riprende possesso della propria privacy.

Ah : la gran parte delle distro son anche disponibili in
versione LIVE, ossia le provi prima dal DVD (alcune anche su
USB) e solo dopo se ti piacciono le installi.

Volendo, se hai più dischi (o almeno più partizioni), puoi
molto facilmente usare dual boot e installare una Linux a
fianco di Windows. Linux non creaerà problemi a Windows,
l'inverso molto facilmente si.
Come file system di Linux NON scegliere un formato leggibile
da windows (NTFS, exFat etc). Questo aiuta (da Linux
leggerai senza problemi le altre partizioni, salvo se criptate).
Ma non basta : windows spesso intralcia già a livello di
boot, e lo fa sicuramente in modo intenzionale.

Inizialmente lo avevo tenuto in dual boot, ma oggi che lo
uso molto di rado, lo preferisco "chiuso in scatola", cioè
virtualizzato, così volendo chiudo il firewall o ancora
prima non espongo la connessione internet e la smette di
spifferare a mamma M$ :)




--
1) Resistere, resistere, resistere.
2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)

Archaeopteryx

unread,
Jun 9, 2019, 4:25:02 PM6/9/19
to
Ehm, ovviamente sarebbe: "inferiore a quella a cui si può
essere sottoposti 5-6 anni dopo", avevo formulato la frase
in modo diverso, ho riletto di fretta e non ho fatto tutti
i cambiamenti del caso :D


--
- Ciao, ho visto le tue foto su Facebook
chiamami al 347******9
- Non ti sembra esagerato darmi subito il
tuo numero?
- Sono un chirurgo plastico, posso aiutarti.

Giorgio Pastore

unread,
Jun 9, 2019, 5:20:02 PM6/9/19
to
Il 09/06/19 13:03, Marco_F ha scritto:
> Salve a tutti,
> la mia domanda esula decisamente dai contenuti consueti del NG ma vorrei
> chiedere consiglio su quale portatile acquistare per mia figlia iscritta
> al primo anno di Fisica. Mac o PC?.
...

Insegno da anni un corso al primo anno di fisica a UniTS in cui inizio
gli studenti all' uso del computer. Una domanda frequente all'inizio del
corso e' "quale computer prendo?".

La mia risposta è "se progettate di prendere un computer, quello che
sapete usare meglio o quello che scegliereste per motivi che nulla hanno
a che fare con Fisica".

Il punto è che un portatile può essere utile ma difficilmente si
chiederà a tutti gli studenti di possedere un portatile, per di più con
lo stesso sistema operativo o lo stesso hardware.

Inoltre, a livelli diversi di integrazione e/o difficoltà di
installazione, esistono ormai diversi livelli di emulazione per cui i
vincoli posti da un particolare sistema operativo risultano meno
limitanti di quello che poteva essere una volta.

Una risposta "su misura" per tua figlia difficilmente potrà venire
ignorando diversi elementi specifici, come qual è il suo livello di
competenza informatica, il budget disponibile, le richieste precise da
parte degli insegnamenti del Corso di Laurea, e anche la sede. Per
esempio, alcune Università possono avere acceso dei contratti "Campus"
con produttori di software per cui alcuni software potrebbero essere
disponibili a prezzi ridotti o gratis per gli studenti. Non sempre si
tratta di software esistenti per tutte le piattaforme.

Una considerazione a parte potrebbe essere fatta sul fronte della
sicurezza. Posto che nessun sistema operativo è assolutamente sicuro,
resta pur vero che Windows, causa la sua diffusione, resta più esposto
ai vari virus, malware etc.

Queste considerazioni spero facciano intravedere il perché della
difficoltà di dare una risposta precisa e univoca.

Giorgio

Archaeopteryx

unread,
Jun 9, 2019, 5:25:02 PM6/9/19
to
> Mi riferisco non tanto all'interfaccia o all'usabilit�
> del sistema operativo, quanto alla disponibilit� di
> software specifici che potrebbe trovarsi a dover usare
> in futuro (per ora quello che ha usato � per entrambe
> le piattaforme) e che esistono per uno solo dei sue
> sistemi operativi.

Io piuttosto che interfaccia, usabilità o disponibilità di
applicativi valuterei un'altro lato del poliedro. Che io
sappia molto di quello che si fa al CERN e tanti altri
istituti si fa su Linux, molti sistemi operativi dei
supercomputer sono basati su Linux e credo che nessuno gli
toglierà questa nicchia. In ambito di ricerca è un SO
sicuramente imprescindibile.

Ora, dato che Linux è quanto di meno "friendly" esista,
almeno per me e non solo per me, che ha un'approccio tutto
suo a cosa è un sistema operativo e che questi grandi enti
di ricerca e calcolo assorbono una quota parte del mondo
del lavoro, se due più due fa quattro meglio abituarsi a
Linux in modo che sia una cosa in meno da imparare e una
cosa in più spendibile su curriculum. So che in altri NG
si solleverebbe un vespaio a dire che Linux non è molto
amichevole verso l'utente ma se si va appena oltre la
normale attività office secondo me è così, ovvero un osso
un po' duro. Ma per chi è uscito dalla SSS è diverso; ha
ancora molta duttilità mentale e si può abituare con una
fatica imparagonabilmente inferiore a quella che si può
essere sottoposti 5-6 anni dopo e con tante altre cose a
cui pensare.

A valle di questo sì, gli applicativi scientifici per
Linux non mancano, mac è un sistema chiuso, costoso e con
un ecosistema ridotto molto legato al mondo del montaggio
video (che ci si augura non debba mai servire a un
laureato in una facoltà scientifica difficile), Windows
arrivandoci da Linux è una strada facile e in discesa. Le
deduzioni credo siano inutili (chiaramente tenendo conto
che quanto sopra è la mia personale e opinabile valutazione).

Soviet_Mario

unread,
Jun 9, 2019, 7:30:02 PM6/9/19
to
Il 09/06/19 21:52, Archaeopteryx ha scritto:
>> Mi riferisco non tanto all'interfaccia o all'usabilit�
>> del sistema operativo, quanto alla disponibilit� di
>> software specifici che potrebbe trovarsi a dover usare
>> in futuro (per ora quello che ha usato � per entrambe
>> le piattaforme) e che esistono per uno solo dei sue
>> sistemi operativi.
>
> Io piuttosto che interfaccia, usabilità o disponibilità di
> applicativi valuterei un'altro lato del poliedro. Che io
> sappia molto di quello che si fa al CERN e tanti altri
> istituti si fa su Linux, molti sistemi operativi dei
> supercomputer sono basati su Linux e credo che nessuno gli
> toglierà questa nicchia. In ambito di ricerca è un SO
> sicuramente imprescindibile.
>
> Ora, dato che Linux è quanto di meno "friendly" esista,

uhm ... ma che distribuzioni hai provato e in che anni le
hai provate ?
E soprattutto, a che livello di controllo volevi spingerti ?

Perché praticamente tutte le distribuzioni recenti e non per
addetti (che so, Gentoo, Slackware o Arch e simili), se ti
limiti all'esperienza di utente normale, sono amichevolissime.
E solamente in parte hanno una filosofia diversa da windows.
Una delle differenze iniziali da digerire è la gerarchia del
disco (windows vede le unità in parallelo, la FORESTA, linux
ogni partizione oa anche altri oggetti, come files immagine
vari e container, come rami e foglie di un unico albero).
Poi la gestione dei privilegi di accesso alle cartelle e
files è parecchio più fiscale (ma consistente).
Tolto questo non ci sta niente di particolarmente disorientante

per l'installazione di sw invece è solo questione di avere
le utility giuste.
Ad es. su Debian ho sia il gestore grafico di alto livello
(gnome-software) sia il front-end grafico per i singoli
pacchetti (più potente, e rischioso per un certo tempo),
Synaptic.
Come installer automatico di pacchetti sfusi binari e
"orfani" uso GDEBI.

Su Fedora c'era Dragora, favoloso.
E su Manjaro sempre interfacce grafiche a pacman, pamac e un
altro che non mi sovviene


ah, si sta anche diffondendo una nuova filosofia a minore
integrazione (e maggiore isolamento) nel sistema, quella dei
pacchetti standalone : vari formati, alcuni sponsirizzati
(SNAP) e altri no (APPIMAGE, FLATPAK) consentono di
installare sw autocontenuto che non interferisce col resto
del sistema. Generalmente come spazio pesano parecchio di
più, ma appunto puoi anche avere 3 versioni diverse di
firefox o libre office senza che si creino conflitti o
dipendenze mancanti.


> almeno per me e non solo per me, che ha un'approccio tutto
> suo a cosa è un sistema operativo e che questi grandi enti
> di ricerca e calcolo assorbono una quota parte del mondo
> del lavoro, se due più due fa quattro meglio abituarsi a
> Linux in modo che sia una cosa in meno da imparare e una
> cosa in più spendibile su curriculum. So che in altri NG
> si solleverebbe un vespaio a dire che Linux non è molto
> amichevole verso l'utente ma se si va appena oltre la

mmm, se vai A FONDO, si.

> normale attività office secondo me è così, ovvero un osso
> un po' duro. Ma per chi è uscito dalla SSS è diverso; ha
> ancora molta duttilità mentale e si può abituare con una
> fatica imparagonabilmente inferiore a quella che si può
> essere sottoposti 5-6 anni dopo e con tante altre cose a cui
> pensare.

concordo : è un buon investimento di tempo

>
> A valle di questo sì, gli applicativi scientifici per
> Linux non mancano, mac è un sistema chiuso, costoso e con
> un ecosistema ridotto molto legato al mondo del montaggio
> video (che ci si augura non debba mai servire a un
> laureato in una facoltà scientifica difficile), Windows
> arrivandoci da Linux è una strada facile e in discesa. Le

mmmm, non per il sistema nervoso però :)
Quando cominci a starci comodo (dentro la tua distribuzione
quotidiana), tornare a windows ti da un senso di insicurezza
e oppressione difficile da spiegare

> deduzioni credo siano inutili (chiaramente tenendo conto
> che quanto sopra è la mia personale e opinabile valutazione).

più che altro mi piacerebbe sapere cos'avevi provato, in che
anni, e per quanto tempo

aggiungo che sono utente basic di linux e non so programmare
la shell (non riesco a capire le sostituzioni dei parametri,
una specie di preprocessore, e a stento, ossia praticamente
no, le RegEx)

Marco_F

unread,
Jun 10, 2019, 5:55:02 AM6/10/19
to
Il 09/06/2019 22:23, Giorgio Pastore ha scritto:
> Il 09/06/19 13:03, Marco_F ha scritto:
>> Salve a tutti,
>> la mia domanda esula decisamente dai contenuti consueti del NG ma
>> vorrei chiedere consiglio su quale portatile acquistare per mia figlia
>> iscritta al primo anno di Fisica. Mac o PC?.
> ...

(cut)

> Una risposta "su misura" per tua figlia difficilmente potrà venire
> ignorando diversi elementi specifici

(cut)

> Queste considerazioni spero facciano intravedere il perché della
> difficoltà di dare una risposta precisa e univoca.
>
> Giorgio

Rispondo a Giorgio ma ringrazio tutti delle risposte. Immaginavo che le
numerose variabili avrebbero portato a risposte differenti, ed è per
questo che ho scritto qui e non su NG dedicati ai singoli SO, dove
sarebbero partiti per la tangente della fede nel loro sistema :-)

La mia preoccupazione era solo di evitare l'acqusito di un sistema per
il quale certamente mancano poi applicativi dedicati al mondo della
ricerca o della scienza in generale. Se devo comprare un macbook pro per
farci girare linux allora sicuramente conviene, dal punto di vista
economico, un PC sul quale volendo potrà far girare anche windows.

Se non vi vengono in mente altre limitazioni legate a software
fondamentali e scritti *solo* per una specifica piattaforma a questo
punto credo convenga orientarsi su un PC. Non dobbiamo decidere subito
quindi se avete altre idee o consigli sarò ben lieto di leggerli.

Grazie a tutti.

Marco

Furio Petrossi

unread,
Jun 10, 2019, 6:05:03 AM6/10/19
to
Il giorno domenica 9 giugno 2019 15:00:02 UTC+2, Marco_F ha scritto:
> Salve a tutti,
> la mia domanda esula decisamente dai contenuti consueti del NG ma vorrei
> chiedere consiglio su quale portatile acquistare per mia figlia iscritta
> al primo anno di Fisica. Mac o PC?.

Windows 10 con un buon portatile touch screen.


L'Università poi probabilmente ti darà un accesso a Office, e se vuoi non collegarti all'Università Office Student edition è abbordabile.

Una stampante a colori wireless è il complemento necessario.



L'antivirus fornito con Windows 10 è sufficiente, se non naviga in siti estremamente pericolosi, non vale la pena di abbonarsi ad altri antivirus a pagamento, eventualmente aggiungi Malawarebytes per pulire ogni tanto in modo più approfondito e fai controllare il browser ogni tanto, rigorosamente Chrome (+ Firefox).


So bene che Mac è molto buono, so bene che Linux è open source, ma Mac te lo consiglierei per la grafica, Linux se fai Informatica. Windows ha molti applicativi ben fatti anche free ed in genere è più diffuso in Italia, anche nei posti di lavoro.

Cosa farà con il computer? Appunti? Calcoli? Calcolo simbolico? Relazioni? Simulazioni?


Difficilmente i docenti imporranno un applicativo specifico da usare con un solo sistema operativo, è già molto se consiglieranno un applicativo, ma su questo vorrei l'opinione di Pastore.

I virus ogni tanto si prendono, non c'è modo di avere la sicurezza assoluta, come nella vita.

Ovviamente sono opinioni personali

Furio

Archaeopteryx

unread,
Jun 10, 2019, 6:10:02 AM6/10/19
to
> uhm ... ma che distribuzioni hai provato e in che anni
> le hai provate ? E soprattutto, a che livello di
> controllo volevi spingerti ?
>
> Perché praticamente tutte le distribuzioni recenti e
> non per addetti (che so, Gentoo, Slackware o Arch e
> simili), se ti limiti all'esperienza di utente
> normale, sono amichevolissime. [...] aggiungo che sono
> utente basic di linux e non so programmare la shell
> (non riesco a capire le sostituzioni dei parametri,
> una specie di preprocessore, e a stento, ossia
> praticamente no, le RegEx)

Provo a rispondere credendo di restare IT con il gruppo
perché parliamo di uno strumento importante per studio e
lavoro, caso mai se non compaio sul NG forse ci sarà altra
occasione.

Posso dire che ricordo Linux (era red hat? Boh...) da
quando occorreva una pila di floppy per installarlo, per
usare certo hardware serviva ricompilare il kernel (e so
farlo) e ho sempre avuto grandissima simpatia per Linux
(quindi non sono prevenuto) il diverso filesystem con i
suoi punti di mount non mi ha mai creato problemi. Non
l'ho mai abbandonato e adesso ho sia Debian che
soprattutto Mint virtualizzati ma ho provato nel tempo
tutte le distro principali. Spesso faccio partire i miei
Linux virtualizzati per fare cose altrimenti difficili con
windows; insomma credo di essere rimasto a contatto col
mondo Linux da simpatizzante, non certo da da utente
costretto.

Lo sviluppo del software lo faccio con Msys e uso quasi
sempre il porting dei comandi shell nella normale finestra
DOS, insomma ho un sistema Windows ma che uso al 30% come
fosse Linux.

Ho visto nel tempo quali enormi passi avanti Linux abbia
fatto sul fronte del rapporto con l'utente e li apprezzo.

Resta per me il fatto che molti applicativi restano
carenti (penso a Notepad++, XYplorer, etc. che non ci sono
su Linux, e sì so che si arriva sempre a fare quello che
si desidera ma per me è una pena) e il senso di fastidio
che provi tu con Windows lo provo io vedendo un'atmosfera
(in)degna solo di uno smartphone in cui le opzioni degli
applicativi non arrivano a cinque quando ci sono. I
gestori file di Linux permettono a malapena il
copiaincolla e poche altre cose; per esempio se voglio
ordinare un elenco di files usando come criterio di
ordinamento i caratteri tra 5 e 9 del nome file, con
Windows ho già il software pronto mentre con Linux serve
una shell e una pipe di comandi molto poco intuitiva, e
gli esempi si potrebbero moltiplicare.

Provare a scrivere un file in un posto diverso dalla home
(es. quelli di configurazione che servono in continuazione
sotto Linux) è una pena; anche come amministratore occorre
modificare *ogni* volta le proprietà di gruppo e i
permessi, e questo sempre, in continuazione.

Tutto quanto sopra sarebbe trascurabile se non fosse che
nel quotidiano di un uso non casalingo, "stranezze" da
fare capitano in continuazione e Linux soccorre solo se ci
si è abituati, se è nel sangue.

Nulla da dire sulle possibilità di aggiornamento; anche se
MS ha provato a copiare (male) l'idea del repository
centralizzato, Linux vince di tre ordini di grandezza. Hai
fatto bene a ricordarlo perché è un punto di forza di
quelli davvero importanti.

neurino

unread,
Jun 10, 2019, 6:10:02 AM6/10/19
to
Il giorno domenica 9 giugno 2019 15:00:02 UTC+2, Marco_F ha scritto:
Ci sono due punti di vista, quello dell'insegnante e quello dell'utente.





Come insegnante in università di corsi specialistici e master, mi accontento di vedere sul pc degli studenti un software di calcolo numerico e uno di composizione del testo. Anni fa gli studenti arrivavano sempre con Matlab installato su Windows, con il problema che la licenza (cara) era quasi sempre craccata, scaricata da siti russi o cinesi. Questo impedisce per motivi di sicurezza l'aggancio dei pc personali alla rete dell'ateneo. Nei nostri pc istituzionali comunque non lo installiamo più da tempo e abbiamo fatto una scelta di open source completo. Per una serie di motivi: è più pedagogico (anche qui per una serie di motivi), sicuro e - ovviamente - economico.


Quindi, secondo me, come studente, un portatile economico con software open source è la configurazione corretta. Octave, python, Latex, gnuplot. Questi sono gli strumenti (o le famiglie di strumenti) scientifici utili di base.




Come utente però si può avere esigenze più articolate (grafica per lo più), e un Mac é sicuramente un bell'oggetto ma ha lo svantaggio sia del prezzo sia del lock-in tecnologico. Una volta entrato nell'ecosistema Apple, é frustrante rendersi conto che molti accessori sono esclusivamente Apple. Connettività, principalmente, e pezzi di ricambio che, se non sono originali, corrono il rischio di danneggiare lo strumento.



Ci sono anche dettagli più sottili, che si notano solo quando si inizia una programmazione esigente e sofisticata, quali librerie e compilatori che, sebbene nati come open source, furono modificati in alcuni punti e tradotti nel sistema operativo OSX, che é la copia semichiusa di una distribuzione Linux.



Pensando ad una prospettiva di medio termine poi, dopo qualche tempo (variabile dai 2 ai 5 anni) ci si trova comunque davanti alla scelta se cambiare del tutto un portatile o se voler aggiornare le componenti. Questo in funzione sia dell'emivita del prodotto tecnologico in sé, sia del percorso che lo studente avrà nella fisica.




Facendo mente locale, non mi sovviene alcun ambito della ricerca della fisica che non si appoggi a tecniche computazionali. Il che implica più spazio per i dati, più potenza di calcolo, più flessibilità di programmazione. Ergo, più facilità nel migliorare le componenti del portatile, più interoperabilità. Ecco, un Mac offre meno possibilità per l'hardware. Software è tutto sommato ok, fatte le premesse di cui sopra.

Il verdetto comunque è e sarà sempre Linux. Non si scappa.

Soviet_Mario

unread,
Jun 10, 2019, 7:12:02 AM6/10/19
to
Il 10/06/19 07:46, Archaeopteryx ha scritto:
notepad++ non lo conosco, e per me uno dei sw ancora da
sostituire rimane Visual Studio. Ho trovato QT creator, che
è free per uso personale (mi ha installato tipo 45 GB di
roba per capire la taglia), ma dentro usa classi e stili di
programmare tutti diversi, e per il momento non riesco a
produrre un'interfaccia grafica funzionante


> su Linux, e sì so che si arriva sempre a fare quello che
> si desidera ma per me è una pena) e il senso di fastidio che
> provi tu con Windows lo provo io vedendo un'atmosfera
> (in)degna solo di uno smartphone in cui le opzioni degli
> applicativi non arrivano a cinque quando ci sono.

non ti seguo penso. Di che sw stiamo parlando ? Magari non
lo conosco

> I gestori
> file di Linux permettono a malapena il copiaincolla e poche
> altre cose;

mah ... imho giusto Thunar è così scarno (tranne il bulk
rename). Caja, Nemo e Nautilus sono meglio, per non parlare
di Dolphin che è veramente potente.
Sono tutti leggeri e veloci, e solo un aspetto trovo davvero
carente (anche come performance) : le funzioni di ricerca
libera.
Ma per quello uso uno strumento esterno, se ti interessa
CATFISH, che usando il database interno del file system
setaccia delle milionate di files in boh tipo una decina di
minuti.

> per esempio se voglio ordinare un elenco di
> files usando come criterio di ordinamento i caratteri tra 5
> e 9 del nome file, con Windows ho già il software pronto
> mentre con Linux serve una shell e una pipe di comandi molto
> poco intuitiva, e gli esempi si potrebbero moltiplicare.

ma te lo sei scritto tu ?

>
> Provare a scrivere un file in un posto diverso dalla home
> (es. quelli di configurazione che servono in continuazione
> sotto Linux) è una pena; anche come amministratore occorre
> modificare *ogni* volta le proprietà di gruppo e i
> permessi, e questo sempre, in continuazione.

questo però non è un difetto, ma una feature, che poi è la
stessa che rende il sistema difficile alle intrusioni di
malware.

Anche nelle cartelle "dot" della home bisogna mettere le
mani con attenzione.

>
> Tutto quanto sopra sarebbe trascurabile se non fosse che nel
> quotidiano di un uso non casalingo, "stranezze" da fare
> capitano in continuazione

mmmm, non so ... una volta che tutto è ben configurato in
realtà non capita quasi mai. Certo quando ci sono problemi
andarli a stanare è dura e bisogna chiedere una mano.

Cmq, includendo anche il tempo (episodico) di documentarsi
al volo su quel che si vuole fare, imho nel complesso si
spende MENO tempo di manutenzione totale su Linux perché
serve molta molta meno manutenzione ordinaria, tra cui
* il DEFRAG, concetto davvero estremo per FS non NTFS, che
su Win consuma parecchio tempo
* la pulizia dei residui e le correzioni al registry. Su
windows serve più spesso ed è più radicale. Su linux (uso
BleachBit con o senza privilegio root) c'è chi manco la fa
mai, e cmq solo per raggranellare spazio o per eliminare
tracce in cache. Potrebbe andare avanti per sempre senza
ingolfarsi granché, evidentemente o ha sw meglio scritto dal
punto di vista dei rifiuti, oppure la gestione automatica di
tanti file system residenti in memoria per i temporanei lo
rende autopulente.
E i tempi di aggiornamento e di installazione sono pure
quelli drasticamente ridotti (salvo fare un full-upgrade con
cambio di versione principale, dove devi tirare giù vari
giga). In particolare il tempo di scaricamento non è
comparabile, complice la presenza di miriadi di mirror con
poco traffico, mentre M$ ha dei server centralizzati con un
traffico colossale, e inoltre prima di darti una patch deve
leggerti le radiografie per capire se sei un potenziale
pirata :)

poi ci sono tempi occulti (tempo macchina, ossia risorse
consumate) da attività non produttive, tipo le scansioni
antivirus. Credo che tutto questo non si apprezza bene
usando windows come host e linux come guest, ma si apprezza
tutto al contrario, usando linux host e windows guest.
In ogni macchina virtuale windows ho più solo l'antivirus
intrinseco di windows (tra l'altro lessi che non sfigura per
niente contro i blasonati di altre marche) e lo tengo al
minimo possibile di sorveglianza, perché fuori le mura c'è
già un altro guardiano che fa da filtro.
Invece linux virtualizzato non potrà mai regalare la sua
resilienza al sistema host (né essere resiliente di suo).
Come soluzione può servire imho solo per espandere il parco
SW disponibile.


Per l'assistenza
Sui gruppi in italiano si trova poco e niente, e in quelli
in inglese coesistono sia persone disponibilissime oltre che
esperte con miriadi di troll e disprezzatori seriali (e
anche guastatori)

> e Linux soccorre solo se ci si è
> abituati, se è nel sangue.

mah, io di sicuro non ce l'avevo nel DNA, essendo nato e
cresciuto con tutti i vari windows (ho saltato solo Vista,
un altro e il 10) per 25 anni, e non sono per niente a mio
agio coi programmi a linea di comando.
Ma per praticamente tutto si trova il corrispettivo GUI
avendo la pazienza di cercare in rete.
Certo mancano siti centralizzati che raccolgono e catalogano
SW, ma è anche vero che dopo non ti impesti di malware o di
installer a cui fare lo slalom tra le opzioni per declinare
inviti nn richiesti, o che ti richiedono di registrarti
Quelle sono cose verso cui ho proprio sviluppato avversione
e non riesco più a controbilanciare con pari peso sulla
bilancia gli aspetti puramente tecnici con quelli etici di
venire trattato a turno o come un potenziale ladro o come un
potenziale pollo da spennnare/spiare. Proprio mi sono rotto
i coglioni di questo modo di considerare l'utente.

qui scarichi un programma, punto. Lo provi, non ti soddisfa
? Disinstalli, praticamente non ti lascia quasi mai tracce
se scegli disinstallazione completa, se vuoi mantieni i file
di configurazione nella home, di norma te lo lascia
scegliere, casomai volessi reinstallarlo domani.
Non ti lascia in eredità varie toolbars nel browser o altri
spyware annidati.


>
> Nulla da dire sulle possibilità di aggiornamento; anche se
> MS ha provato a copiare (male) l'idea del repository
> centralizzato, Linux vince di tre ordini di grandezza. Hai
> fatto bene a ricordarlo perché è un punto di forza di
> quelli davvero importanti.

cmq l'idea del repo centrale sta venendo sempre più
affiancata (e forse un domani sostituita ? chi lo sa) dai
pacchetti autocontenuti. E' un trend degli ultimi anni ma si
trova sempre più roba, anche grossa, in questi pacchetti
privi di installazione, che dovrebbero interferire poco o
niente col resto del sistema.

In ordine di preferenza ci metto FlatPak >= AppImage > Snap

Cmq, in ambito proprio professionale di progettazione
tecnica, concordo che si trovi SW monolitico più evoluto per
windows che per Linux, dove la filosofia è più quella di
avere tanti piccoli sw per bene poche cose e poi cucire
insieme il tutto a mano

scusa se l'ho fatta tanto lunga, sono ancora un entusiasma e
mi sento ancora fresco di liberazione :) anche se è passato
del tempo
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