Mettiamo sul piatto di una bilancia una scatola contenente materia ed
antimateria, e bilanciamola.
Se la materia e l'antimateria reagiscono producendo energia, che però resta
confinata nella scatola, la bilancia si appende?
Se ripeto l'esperimento alla superficie di una stella di neutroni, anziché a
Terra, il risultato può cambiare?
Se prendo la stessa scatola e l'accelero su di un piano senza attrito,
l'accelerazione che ottengo, a parità di forza, quando contiene materia ed
antimateria, o quando contiene energia, è la stessa o varia?
Ciao a tutti, Mauro.
Mauro D'Uffizi ha scritto nel messaggio <89oen0$qmr$1...@nslave1.tin.it>...
>
>Onde chiarirmi meglio i concetti, vorrei fare alcune domande.
>
>Mettiamo sul piatto di una bilancia una scatola contenente materia ed
>antimateria, e bilanciamola.
>Se la materia e l'antimateria reagiscono producendo energia, che però resta
>confinata nella scatola, la bilancia si appende?
Non puoi tenere ferma l'energia, essa si muovera alla velocità della luce e
non avrà peso, oppure la confini nella scatola con degli specchi, si muovera
sempre a c, ma non uscirà dalla scatola, pesandola noterai il solo peso
della scatola.
Ciao, Alberto
Nel dire che l'energia resta confinata nella scatola mi riferivo appunto ad
un sistema di specchi.
Quindi, in base alla tua risposta potremmo concludere che l'energia non
possiede massa gravitazionale.
Rimangono le altre due domande:
1) il risultato sarebbe uguale in presenza di un intenso campo
gravitazionale?
Cercherò di spiegarmi.
L'osservazione della deviazione della luce delle stelle al bordo solare
(oggi si direbbe l'effetto lente gravitazionale), famosa per aver confermato
le previsioni di Einstein, potrebbe essere interpretata come una caduta
della luce, anche se Einstein ci dice essere dovuta alla curvatura dello
spazio-tempo.
Addirittura le sue previsioni furono che questa pseudo-caduta fosse maggiore
di quella che si sarebbe potuta prevedere per dei corpuscoli viaggianti a c
con la teoria classica.
Una bilancia non tiene conto delle teorie, ma se in presenza di un campo
gravitazionale intenso la luce può comportarsi come se cadesse, non mi
stupirei che producesse una pressione di radiazione differente al pavimento
e al soffitto della scatola.
2) cosa succede se cerco di ricavare la massa inerziale della scatola
accelerandola?
L'energia contenuta all'interno produrrà o meno una pressione differente
sulle pareti avanti e indietro rispetto al moto?
Qui sorge il problema che se non vi fosse una tale differenza di pressione
di radiazione si rischierebbe di infrangere il principio di conservazione
dell'energia+massa.
Infatti, poiché E=mc^2 dovrebbe valere in entrambi i sensi, io potrei
accelerare la materia quando è sotto forma di energia, e riportarla a
materia una volta accelerata, con un guadagno netto di energia cinetica.
Ma, d'altronde, se la pressione di radiazione differenziale tra le due
pareti mi compensa esattamente l'assenza di materia, cioè mi produce lo
stessa reazione inerziale dell'equivalente massa trasformata, come posso
distinguerla da vera e propria massa inerziale?
Quindi bisognerebbe ammettere che la luce non ha massa gravitazionale, ma ha
massa inerziale (il che spiegherebbe bene anche l'impulso del fotone), ma
come la metteremmo poi con l'assunzione che Einstein fa nel formulare la RG
che massa gravitazionale e massa inerziale siano la stessa cosa?
Ciao, Mauro.
Mauro D'Uffizi ha scritto nel messaggio <8a0r5j$5dv$1...@nslave1.tin.it>...
>1) il risultato sarebbe uguale in presenza di un intenso campo
>gravitazionale?
Dipende cosa intendi per intenso, potrebbe non permettere neppure
l'esistenza della bilancia :-)
>2) cosa succede se cerco di ricavare la massa inerziale della scatola
>accelerandola?
>
>L'energia contenuta all'interno produrrà o meno una pressione differente
>sulle pareti avanti e indietro rispetto al moto?
>
>Qui sorge il problema che se non vi fosse una tale differenza di pressione
>di radiazione si rischierebbe di infrangere il principio di conservazione
>dell'energia+massa.
>Infatti, poiché E=mc^2 dovrebbe valere in entrambi i sensi, io potrei
>accelerare la materia quando è sotto forma di energia, e riportarla a
>materia una volta accelerata, con un guadagno netto di energia cinetica.
Non sono in grado di fare i calcoli, ma non vedo perchè non dire che
riportarla in materia non corrisponda a decellerarla, mi dovresti fare un
esempio di un metodo per riportare l'energia a essere materia e poi vedere
come in tale esempio ideale si comporterebbe la materia, altrimenti stiamo
solo fantasticando
>Ma, d'altronde, se la pressione di radiazione differenziale tra le due
>pareti mi compensa esattamente l'assenza di materia, cioè mi produce lo
>stessa reazione inerziale dell'equivalente massa trasformata, come posso
>distinguerla da vera e propria massa inerziale?
Infatti non credo funzioni così
>Quindi bisognerebbe ammettere che la luce non ha massa gravitazionale, ma
ha
>massa inerziale (il che spiegherebbe bene anche l'impulso del fotone), ma
>come la metteremmo poi con l'assunzione che Einstein fa nel formulare la RG
>che massa gravitazionale e massa inerziale siano la stessa cosa?
Anzi tutto io abbandonerei il tuo discorso, per attaccare la teoria della RG
ci vuole un altra teoria altrettanto articolata, è non una che sembra
provenire più dalla filosofia che dalla fisica, riguardo il fatto della
massa inerziale ho al momento parecchi dubbi (specie riguardo la
conservazione del momento angolare in un giroscopio) che al momento non mi
sento in grado di fare luce sull'argomento.
ciao, Alberto