> Purtroppo nessuno
> è intervenuto per ricordare
> che l'errore di Aristotele
> consiste semplicemente
> nel considerare ASSOLUTO
> lo stato di quiete e contemporaneamente
> tenere conto della qualità dei corpi
> mentre da Galileo e Newton in poi
> si parlerà esclusivamente di
> quantità e di come queste
> siano matematizzabili tenendo
> ben separate le qualità delle cose
> in discipline a parte come la filosofia.
>
Sì, il discorso è più o meno come lo hai sintetizzato tu
in queste poche righe. In pratica il cambio di paradigma sta
nell'avere usato la matematica per creare modelli del mondo fisico
e andarli poi a sperimentare. Prima di Galileo nessuno lo fece in modo metodico
e consapevole. Galileo sembra essere quindi stato il primo a rendersi conto di
avere scoperto un nuovo e diverso metodo di indagine della realtà fisica. Un
metodo che ha dato i suoi frutti a quanto pare:)
>
>Allora la mia domanda diventa:
> è possibile che nell'Universo,
> preso come sistema isolato,
> esista lo stato di quiete assoluto?
> La mia risposta è, udite, udite, NO.
>
Di questo argomento me ne sono occupato un mese fa circa con un articolo
sul ng free.it.scienza.fisica
C'entra molto con la relatività nel senso che il moto è sempre relativo a
qualcosa che si assume essere fermo, fermo rispetto a chi è in moto.
Però un mese fa il discorso che sono andato a fare era davvero molto complesso.
Infatti ho pensato che fosse possibile inventarsi una sorta do boa nello spazio
vuoto con un sistema di rilevamento del tutto particolare fatto da raggi laser.
Se il sistema che ho ipotizzato funziona, è valido, sarebbe come avere un punto
fermo, un punto di riferimento assoluto nello spazio vuoto e prenderlo come
punto di riferimento assoluto.
Ma il discorso è molto complesso e non lo posso rifare ora quindi vedi se
riesci a cercare questo mio ultimo thread che ha nel titolo il termine "boa".
Se vuoi lo possiamo riprendere. Però tieni anche presente che questo discorso
che ho fatto un mese fa è il frutto di una lunga riflessione sul moto relativo
e non so fino a che punto tu la possa comprendere a meno che non hai seguito
queste riflessioni già da tempo come ho fatto io.
>
>Ogni stato di quiete è relativo
> a un altro di moto.
> Strano vero?
> E allora perchè il primo principio
> della dinamica parla di una
> cosa che non esiste?
>
Il principio di inerzia, cioè la inerzia significa che qualcosa
è inerte nel senso che "non fa nulla per muoversi".
Penso che usare il termine "inerzia" in relazione a questo principio
sia stata una scelta infelice. Fa pensare a qualcosa di fermo.
Però bisogna anche dire che il principio di inerzia, cioè il primo principio
della dinamica è formulato in modo piuttosto comprensibile:)
Infatti si dice che un corpo continua nel suo moto rettilineo e a velocità
costante a meno che qualcosa non intervenga a cambiare questo stato di cose.
Io pensavo che tu volessi parlare di questo principio come a dire: ma nella
realtà ogni corpo si va a fermare prima o poi e allora perché parlare in questi
termini del moto e farlo diventare un principio?
Se si osserva il cielo sembra proprio che il moto sia la regola e che sia
costante, cioè i corpi celesti non si fermano mai. Da lì e non solo da lì
deriva il primo principio della dinamica. Osservando gli astri ci si accorge
che questi sono costantemente in moto e sembra quindi ovvio che la cosa
normale, cioè la regola sia il moto costante, continuo, senza mai fermarsi.
Poi magari si notano rallentamenti, accelerazioni, curvamenti di direzione. E
allora ci si chiede: qual è la causa delle accelerazioni e del cambio di
direzione?
Se non vi fosse una forza (la gravità) che ha permesso la accelerazione o il
cambio di direzione, il corpo avrebbe continuato diritto di moto rettilineo
oppure no?
Insomma, sembra naturale, logico, conveniente, postulare il fatto che se tu
lasci tranquillo un oggetto e non lo blocchi, questo, appunto, continua nel suo
percorso.
Un po' come a dire che una cosa è sempre uguale a se stessa che non cambia mai.
Nel primo principio però si specifica, si dice: una cosa è sempre uguale a se
stessa, non cambia mai, salvo che qualcosa interviene e la fa cambiare.
Cioè il corpo si muove sempre di moto rettilineo e uniforme (velocità
costante), quindi il moto è sempre uguale a se stesso, e se cambia è perché è
intervenuto qualcosa.
Quindi si andrà alla ricerca di queste cause che provocano il cambiamento.
RIchiamo la tua attenzione (e di altri che leggono) sul fatto che i principii,
come quelli della geometria euclidea, sono cose che quando uno li enuncia
appaiono un dire cose inutili, scontate, banali, molto più scontate di dire che
2+2 = 4
Ed è proprio questo il punto, cioè questi sono considerati principii,
indubitabili, essenziali perché davvero TUTTI siamo d'accordo sugli stessi, o
almeno così sembra.
Se dico che una retta è la distanza minima tra due punti, magari viene in mente
di andare a fare misure, verificare ecc.
Se però dico che un oggetto va sempre a meno che qualcosa non intervenga a
bloccarlo, ecco che in realtà sto facendo più un discorso logico, di logica che
non solo un discorso di fisica.
Un po' come a dire che se tu non esci di casa, ecco che possiamo dire che non
sei uscito di casa.
Questa frase qui sopra appare un dire inutile, quasi una presa in giro:)
Il primo principio somiglia a qualcosa del genere, un ripetere in certo senso.
Immaginiamo di metterci a vedere INSIEME io e te un'auto che sta viaggiando a
20 Km/h circa:)
Ora io dico, a meno che qualcosa non intervenga (qualsiasi cosa) ecco che
quell'auto non si ferma, altrimenti va sempre.
Tu mi dirai: bella scoperta che hai fatto:)
E' ovvio che se si ferma è perché qualcosa (una causa) l'ha fermata, qualcosa è
successo insomma:)
Il primo principio è tale perché evidente dal punto di vista logico prima che
dal punto di vista fisico. Verte sulla causalità, come a dire che se il moto
cambia è perché ci sono delle cause che l'hanno fatto cambiare.
Possiamo anche enunciarlo diversamente il primo principio dicendo: ogni corpo
continua nel suo moto curvilineo e accelerato a meno che non intervengano
cause a mutarlo.
Come noti è meno evidente messo così, perché è ovvio che se non interviene
alcuna causa non ci sarà cambiamento. Quindi ancora questo principio verte
sulla causalità. Ogni cambiamento ha cioè una causa.
Ma si parla di moto curvilineo accelerato.
Siccome per accelerare ci vuole l'intervento di una forza che COSTANTEMENTE
provoca la accelerazione ecco che c'è già una causa che agisce costantemente.
Invece nel principio di inerzia di Newton un corpo che viaggia di moto
rettilineo a velocità costante è inerte, nel senso che su di esso NON agisce
alcuna forza per tenerlo in quel genere di moto.
In questo senso si parla di INERZIA, nel senso che il moto c'è e però NON c'è
alcuna causa, alcuna forza che agisce sul corpo per tenerlo costantemente in
moto.
Infatti se l'astronauta nello spazio accende il motore ecco che accelera e
quindi il moto NON è più uniforme ma accelerato. Per accelerare bisogna agire,
agire con una forza e farlo continuamente, costantemente. Infatti se la forza
agisce per un tempo limitato (mezzora per es) ecco che si raggiunge una nuova
velocità e poi STOP, si continua a quella velocità.
Infatti, siccome non interviene NULLA a bloccare questo moto ecco che questo
moto continua a questa velocità.
Ma è osservando gli astri che uno arriva a capire queste cose, perché se
osservi le cose sulla terra ecco che il moto è permesso se c'è una forza che
agisce, a cominciare dalla forza di gravità altrimenti non c'è moto.
Sul pianeta terra il moto perpetuo è IMPOSSIBILE!
Perché ci sono attriti e gravità.
Qualsiasi marchingegno avrà attriti al suo interno, tra le parti in moto e
quindi l'energia cinetica (energia di movimento) si trasformerà anche in
energia termica: attrito.
Quindi se anche si pratica un vuoto spinto e quindi elimini l'attrito dell'aria
ecco che avrai sempre le parti meccaniche tra loro.
A meno di non inventare un pendolo sospeso magneticamente in una camera vuota,
senza aria.
Ma in natura sul pianeta non c'è nulla del genere e quindi si tratta di cose da
costruire. E siccome sul pianeta in natura non osserviamo cose del genere, moti
perpetui, ecco che il primo principio sembrerebbe "campato per aria", ed
infatti è campato (fondato) in aria (in cielo) :))
Il fondamento è in cielo perché nello spazio vuoto se non si assume il primo
principio bisogna saper rispondere alla domanda: quale forza interviene quando
un corpo continua il suo moto a velocità costante e non c'è nulla che stia lì a
produrre quel moto?
Oppure: come mai un corpo nello spazio continua a muoversi e non si ferma, cosa
è che lo fa muovere?
Uno può pensare: ma si muove perché c'è la forza di gravità a farlo muovere
continuamente.
Ok, e se DI IMPROVVISO togliamo questa forza di gravità il corpo che fa, si
ferma o continua?
Se è la forza di gravità a farlo muovere continuamente e elimini questa forza
ecco che il corpo dovrebbe fermarsi di colpo, fare cioè una bella frenata
brusca.
Quindi la brusca frenata è dovuta al fatto che è stata TOLTA la causa che
produceva il moto, quindi la forza di gravità che agiva non agisce più.
Ma noi però dalle osservazioni sappiamo che quando un corpo è sotto la azione
costante della gravità ACCELERA COSTANTEMENTE.
Quindi, come è possibile che la causa del moto rettilineo e uniforme sia la
gravità?
E allora ecco che non è la gravità a generare questo tipo di moto.
Inoltre, se un oggetto dopo avere ricevuto una spinta nello spazio vuoto, si
dovesse fermare, giungerebbe spontanea la domanda: Perché il corpo si è fermato?
Uno potrebbe rispondere: si è fermato perché non c'è più la spinta.
E allora si può dire: ok,allora gli do un'altra spinta.
Data questa altra spinta ecco che il corpo si muove e poi si ferma.
Quindi il motivo del perché si è fermato sembra essere un fatto essenziale e
cioè che ogni spinta data per un due o tre secondi andrà a produrre per es un
moto che durerà per sei o sette minuti e che poi magari dipende dalla forza
della spinta, cioè da quanta forza è stata messa.
Quindi dobbiamo parlare di spinte che agiscono sul corpo per un determinato
intervallo di tempo. Ma dagli esperimenti sappiamo che ogni spinta produce una
accelerazione, cioè se nello spazio vuoto uno applica una spinta a un corpo e
lo fa per 10 secondi ecco che durante questi 10 secondi il corpo ACCELERA,
cambia la sua velocità. Ma noi però stavamo parlando di velocità COSTANTE.
Quindi ogni spinta data per un certo tempo, durata, produce accelerazione e NON
moto uniforme, cioè velocità costante. E allora come si spiega un oggetto che
viaggia a velocità costante? La gravità non può essere, la spinta costante non
può essere.
Inoltre si scopre che dopo avere dato la spinta, il corpo continua, non si
ferma e però neppure accelera.
Inoltre LOGICAMENTE, cioè IDEALMENTE, viene da pensare quanto segue:
se spingo ho ceduto energia, se non spingo più NON è che mi riprendo quella
energia ormai ceduta, ormai l'ho ceduta. Ma se non c'è NESSUNA forza che si
oppone alla mia spinta (STA MOLTO ATTENTO QUI PER FAVORE) allora quella mia
spinta cosa è che produce?
Cioè se io spingo per dieci secondi e poi mi fermo e non c'è nulla che mi ha
impedito questa spinta, ecco, visto che nulla mi ha bloccato, visto che non
c'era alcuna resistenza, quella ENERGIA che ho ceduto al corpo che fine ha
fatto?
Se il corpo si va a fermare allora significa che quella energia è SPARITA nel
nulla. Invece no, quella energia esiste, è stata trasformata in moto. Cioè la
energia cinetica si trasmette tramite URTO da un corpo a un altro, salvo le
dispersioni.
Insomma,e per il momento mi fermo, il principio di inerzia sembra facile,
sembra banale e in parte lo è, ma bisogna arrivarci per gradi, fare una serie
di ragionamenti sulle forze che agiscono su corpi nello spazio vuoto.
Il problema è che questi principii spesso vengono accettati in modo acritico,
senza starci a ragionare sopra come ho fatto io ora. E' vero che sono evidenti,
ma sono evidenti non perché lì ha enunciati Newton, Newton non era Dio e solo
Dio può dare i dogmi:)
Quindi i principii di Newton sono il frutto di un ragionamento razionale che
bisogna SVOLGERE, bisogna farlo e poi si arriva ad una conclusione che appare
banale, semplice.
E' vero che 2+2 = 4 è una conclusione facile, banale, ma il BAMBINO ci arriva a
furia di mettere due dita poi altre due e poi conta fino a quattro. Ma PRIMA
che faccia questa operazione per lui 2+2 = 4 non è un principio ma una
credenza, un dogma, cioè una cosa vera perché "si sa, lo dicono tutti".
Ma quest'ultimo è altro genere di discorso, lo vedo più di gnoseologia che non
di fisica:)