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Demodulatore supereterodina

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Paolo Minelli

unread,
Feb 24, 2010, 5:02:57 PM2/24/10
to
Che differenza c'e' tra un demodulatore eterodina ed uno
supereterodina ? Quale dei due e' meglio ?
grazie

Englishman

unread,
Feb 25, 2010, 2:47:24 PM2/25/10
to
Il 24/02/2010 23.02, Paolo Minelli ha scritto:

> Che differenza c'e' tra un demodulatore eterodina ed uno
> supereterodina ?

http://it.wikipedia.org/wiki/Eterodina
http://it.wikipedia.org/wiki/Supereterodina

e le corrispondenti entrate in inglese (Heterodyne)


> Quale dei due e' meglio ?

1) sotto quale aspetto?
2) IMABO, http://en.wikipedia.org/wiki/Wadley_Loop

maestrale1971

unread,
Feb 25, 2010, 6:07:06 PM2/25/10
to

L'eterodina e' _l'effetto_ sul quale si basa il ricevitore
supereterodina.
L'effetto eterodina consiste nella conversione di frequenza operata
dal mixer (moltiplicatore) che miscela il segnale in arrivo al segnale
prodotto dall'oscillatore locale.
A volte, e' lo stesso stadio a svolgere la funzione di oscillatore e
miscelatore (convertitore autooscillante).
La configurazione supereterodina � caratterizzata dal fatto che
l'uscita del mixer � un segnale _ancora modulato_ , centrato sulla
frequenza intermedia, che andra' demodulato dagli stadi successivi (ad
esempio un diodo per demodulare l'AM).
Storicamente il prefisso "super" deriva proprio dal fatto che il
segnale in uscita e' oltre la banda udibile (super-sonico), questo in
contrapposizione ai ricevitori omodina (o sincrodina) il cui il
segnale � demodulato dallo stesso effetto eterodina (vengono anche
chiamati zero-if, o a conversione diretta).
Esiste un'altra classe di ricevitori, gli autodina (meglio conosciuti
come ricevitori a reazione), in cui l'amplificatore opera al limite
dell'oscillazione, il che consente di ottenere un guadagno molto
elevato con un solo stadio, e dalla sua uscita si puo' prelevare
direttamente il segnale demodulato.

--
M.

Paolo Minelli

unread,
Feb 26, 2010, 5:12:14 PM2/26/10
to
Grazie per le risposte, avevo gi� visto su Wikipedia, le cose che dice
gi� le sapevo e non si capisce bene, secondo me, quale sia _nella
sostanza_ la differenza fra i due demodulatori. Continuo a non capire
ma non fa niente.

Poi avrei altri quesiti da porre (vari, assortiti).

1) Mettiamo che debba progettare un amplificatore a RF come scelgo il
transistor per quanto riguarda il suo comportamento in frequenza ? In
banda base si pu� fare con il prodotto guadagno-larghezza di banda, ma
a RF ?

2) Se per esempio volessi fare un oscillatore a 500 MHz, non so se pu�
avere senso la cosa, per il transistor si deve usare il circuito
equivalente, a pi-greco per esempio, o i parametri y ? Credo che
essendo 500 MHz radio frequenza non si possono trascurare gli elementi
reattivi ed allora si dovrebbero usare i parametri y, ma non ne sono
sicuro

3) Per un mixer sempre a 500 MHz quale modello si adotta per il
transistor ? E per un moltiplicatore, per un qualsiasi altro
sistema ?

4) Se in un progetto a RF si usano i parametri y con i numeri
complessi vuol dire che sono intervenuti i suoi elementi reattivi. Ci�
vorrebbe dire che si sta usando il transistor in prossimit� della sua
larghezza di banda ? Cio� nella regione in cui la curva Ic/Ib in
frequenza inizia a decrescere di 20dB/dec ?

5) Perch� molti in problemi di RF usano i parametri y ed altri i
parametri s ?

6) Al di sotto del GHz si pu� fare a meno dei parametri s ?

7) La matrice di diffusione e la matrice di scattering sono la stessa
cosa ?

8) Per progettare sistemi alle frequenza delle microonde, diciamo
sopra al GHz anche se l'ITU chiama microonde la gamma di frequenze tra
3 e 300 GHz, si adottano le stesse tecniche della RF ?

Ciao

Elio Fabri

unread,
Feb 28, 2010, 2:56:27 PM2/28/10
to
Paolo Minelli ha scritto:

> Grazie per le risposte, avevo gi� visto su Wikipedia, le cose che dice
> gi� le sapevo e non si capisce bene, secondo me, quale sia _nella
> sostanza_ la differenza fra i due demodulatori. Continuo a non capire
> ma non fa niente.
Come ti e' gia' stato detto, "eterodina" non e' tanto un demodulatore,
quanto il fenomeno per cui in uno stadio non lineare al quale arrivino
due segnali di frequenza diversa si producono segnali con altre
frequenze, piu' inportante dei quali quello alla frequenza differenza.

Puo' essere usato praticamente per rivelare segnali telegrafici, se al
segnale CW (continuous wave) in antenna, che e' "modulato" solo per
interruzione della portante, viene sovrapposto un segnale locale, di
frequenza poco diversa, in modo che la differenza sia udibile.
La supereterodina e' diversa nel senso che la differenza fra i due
segnali e' invece a frequenza molto piu' alta (tipicamente 450 kHz nei
ricevitori AM a onde medie e corte, 10.7 MHz nei ricevitori FM) e viene
inviata a uno o piu' stadi amplificatori "a frequenza intermedia"
prima di essere rivelata nel modo piu' adatto a seconda del tipo di
modulazione.

Ha senso confrontare la superetrodina non con l'eterodina ma con
l'amplificazione diretta in alta frequenza, in ogni caso necessaria
per poter presentare al rivelatore un segnale di ampiezza sufficiente.
L'amplificazione diretta presenta diversi inconvenienti:
1) Se lavora su piu' stadi, ci saranno diversi circuiti risonanti
(necessari per garantire adeguata selettivita') da tenere "in passo",
ossia con la stessa frequenza di risonanza. Questo puo' essere molto
complicato.
2) In ogni caso e' difficile raggiungere una selettivita' sufficiente
a tagliare i segnali su bande vicine, specie se molto forti rispetto
al segnale che interessa.
3) Ottenere un guadagno ragionevolmente uniforme da piu' stadi che
debbono operare su gamme di frequenza anche molto estese, e'
difficile.

Viceversa con la conversione di frequenza (supereterodina) ci sara' di
regola un solo stadio di amplificazione in alta frequenza, spesso
coincidente con quello che fa la conversione. I circuiti risonanti da
tenere in passo saranno soltanto due.
Il grosso dell'amplificazione avviene alla frequenza intermendia, che
e' fissa e quindi i relativi circuiti potranno essere tarati una volta
per tutte.
Inoltre la freq. intermedia e' piu' bassa, ed e' quindi piu' facile
ottenere la selettivita' voluta. Nei ricevitori moderni si usano
risonatori a cristallo, cosa possibile perche' la frequenza di lavoro
e' fissa.

> Poi avrei altri quesiti da porre (vari, assortiti).

Credo che questo non sia il NG giusto, per domande squisitamente di
elettronica, teorica e pratica.
In ogni caso io ho gia' raschiato il fondo delle mie conoscenze, e non
saprei darti risposte minimamente adeguate :)

--
Elio Fabri

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