vorrei fare l'elettrolisi dell'acqua, e girando su questo ng, ho visto che
gli elettrodi devono essere fatti di un materiale che non partecipi alla
reazione.
Visto che il platino mi sembrava un po' costoso, ho provato gli elettrodi
(suppongo siano di carbone) estratti da due pile zinco-carbone, usando come
elettrolita acqua demineralizzata + carbonato di sodio (soda solvay, nella
composizione c'è scritto sodio carbonato 100%).
Il sistema sembra funzionare, ma uno degli elettrodi (mi pare il positivo)
si consuma abbastanza in fretta, "sbriciolandosi" nell'acqua.
Poi ho provato con 2 mine per portamine (penso sia grafite), ma anche quelle
rilasciavano una specie di polverina grigia nell'acqua, anche se meno
rispetto alla prova precedente.
Ho provato anche con 2 tubicini di fibra di carbonio, risultato simile.
L'elettrolita era sempre uguale, acqua+carbonato di sodio.
A questo punto, la mia domanda è questa: quali materiali posso usare, che
non si consumino o che lo facciano + lentamente ? Solo il platino ? Ad
esempio, come si comporterebbero il nichel, l'argento o il tungsteno
(sicuramente sto dicendo delle assurdità, abbiate pazienza...) ? Forse
dovrei usare un'altra sostanza al posto del carbonato per aumentare la
conduttività dell'acqua ?
E' possibile trovare degli elettrodi solo ricoperti da un sottile strato di
platino, ad un costo ridotto ? Magari potrei usare i contatti di uno
spinterogeno, o le punterie di un vecchio motore benzina, opportunamente
isolate nella parte non "platinata".
Ultima cosa, sarà reperibile in commercio del filo sottilissimo di platino
(tipo 1 decimo di mm) ? Potrei avvolgerne una certa lunghezza intorno ad una
bacchetta di plastica ed usare quello come elettrodo...
Perdonate la mia sconfinata ignoranza, ma questa cosa dell'elettrolisi mi ha
sempre incuriosito fin da piccolo, e leggendo il ng ho visto che ci sono
vari modi per migliorarne l'efficienza e la "pulizia".
grazie x la pazienza
alberto romei
Un link di un loro concorrente, tanto per capire
http://www.sespi.it/sezione.php?cod=2&s=18
Il filo di platino è inadatto, perchè presenta poca superficie utile e si
spezza facilmente. Il platino è meglio che sia platinato. Ma per provare va
bene tutto, inutile spendere soldi.
> salve a tutti.
> premetto che non ho conoscenze di chimica, quindi vi prego, sopportatemi...
> :)
domanda : se, come penso, t'interessa isolare i gas
dell'elettrolisi, e se gli elettrodi di carbone non costano
pressoché nulla, che fastidio ti da il fatto che si sbriciolino
? L'idrogeno è pulito uguale anche se la soluzione diventa
nerastra ....
Ciò premesso, io userei acido solforico che è più conduttivo, ma
il carbonato di sodio va benissimo pure lui.
Se vuoi che gli elettrodi vivano un po' di più devi anche essere
più frugale riguardo alla velocità di reazione.
Capisco che con un alimentatore fino a 12 o anche 24 volt ci si
faccia prendere la mano facilmente, e più si alza più passa
corrente e più bollicine si sviluppano sino a far friggere in
modo notevole.
Ma grosse correnti dovrebbero essere raggiunte ampliando ed
avvicinando gli elettrodi, facendo il modo che la densità di
corrente locale non sia enorme e, soprattutto, accontentandosi
di un potenziale adeguato (non andrei oltre i 3,5 volt, ad esempio).
Viceversa se applico una tensione relativamente elevata si
ossida tutto quanto (e non dimenticare che l'ossigeno nascente
dell'anodo è in grado di ossidare e disgregare il carbone).
Cmq devi giocare meglio sulla geometria della cella prima ancora
di cercare roba platinata.
Anche l'oro va abbastanza bene, anche se non risparmi granché.
CUT
> Ho provato anche con 2 tubicini di fibra di carbonio, risultato simile.
maremma, pure quelli .... ma quanti volt applichi, per curiosità ?
> L'elettrolita era sempre uguale, acqua+carbonato di sodio.
>
> A questo punto, la mia domanda è questa: quali materiali posso usare, che
> non si consumino o che lo facciano + lentamente ? Solo il platino ? Ad
> esempio, come si comporterebbero il nichel, l'argento o
si ossidano pure loro, tanto più rapidamente quanto più la
tensione applicata (decurtata della caduta ohmica) supera quella
necessaria e sufficiente.
> il tungsteno
questo non lo so. Lo usavano nell'articolo della fusione fredda.
Dal che suppongo che sia molto resistente. Li però il motivo era
che doveva essere termicamente resistente, dato che realizzavano
una specie di arco voltaico a plasma sommerso e T schizzava a
valori spaventosi
> (sicuramente sto dicendo delle assurdità, abbiate pazienza...) ? Forse
> dovrei usare un'altra sostanza al posto del carbonato per aumentare la
> conduttività dell'acqua ?
beh, de gustibus un po'. Anche il solfato di sodio, neutro, va
bene. Gli acidi sono i più conduttivi, in generale, seguiti
dalle basi forti. I sali lo sono meno ma solitamente (magari
qualche eccezione, tipo usare cianuro con elettrodi dorati non è
il massimo) le loro soluzioni sono meno aggressive agli elettrodi
>
il resto non lo so
ciao
cccp++mario
>
>
acc. sono frettoloso, non avevo letto avanti che avevi già
risposto tu !
ciao
cccp+mario
x mbaudino:
ho visto il sito DeNora, quella si che è roba professionale! e che
dimensioni...
mi piace l'idea della piastrina di rame o ottone x massimizzare la
superficie, io inizialmente avevo pensato di fare un "array" di elettrodi
collegando in parallelo parecchie mine di grafite, ma così è molto +
semplice, e poi il rame è + conduttivo delle mine.
Domanda : cos'è il Sidol ? (come sono ignorante...)
>puoi fare questo mettendola all' anodo in un bagno di fluoborato
>di piombo ...cut
aiuto ! troppo complicato x le mie competenze (ma quali ?), rischierei
sicuramente di fare qualche danno irreparabile... meglio se rimango sul
semplice... comunque grazie.
>Il platino è meglio che sia platinato
ecco una cosa che ho letto da + parti ma non riesco a capire: che vuol dire
"platino platinato" ? platino ricoperto di platino :-) ? solo una curiosità,
dettata dalla mia profondissima ignoranza.
x Soviet_Mario:
> domanda : se, come penso, t'interessa isolare i gas
> dell'elettrolisi
se devo essere sincero, nelle prove che ho fatto in questi giorni, non ho
separato i 2 gas, li ho usati nel modo + stupido possibile: raccogliendoli
in un contenitore e facendoli scoppiare. Devo dire che con le bottiglie di
plastica da 1/2 litro fa un bel botto... :-) Ho provato anche a
sincronizzare l'innesco dei gas con il segnale del flash esterno della mia
reflex, per forografare l'istante esatto, ma queste sono stranezze da perito
elettronico malato di mente, non vi voglio annoiare...
> Cmq devi giocare meglio sulla geometria della cella prima ancora
> di cercare roba platinata.
ricevuto, non mancherò: elettrodi grandi, ravvicinati e conduttivi ;-)
> > Ho provato anche con 2 tubicini di fibra di carbonio, risultato simile.
>
> maremma, pure quelli .... ma quanti volt applichi, per curiosità ?
prima 5V poi 12V, comunque l'anodo non si è sbriciolato, si è solo
indebolito, le fibre iniziavano a "sfibrarsi"...
> > il tungsteno
>
> questo non lo so. Lo usavano nell'articolo della fusione fredda.
infatti, ho fatto una ricerca su google ed è saltata fuori un pagina sulla
fusione fredda, già molto interessante di per sé. Non ci ho capito niente,
ma ho letto degli elettrodi e di come è facile trovarli in ferramenta,
anche se vanno evitati quelli con ossido di torio.
> beh, de gustibus un po'. Anche il solfato di sodio, neutro, va
> bene.
solfato di sodio, è possibile trovarlo facilmente ? per intendersi, se
carbonato di sodio=soda solvay, solfato di sodio=??? (della serie: la
chimica in cucina, o al massimo dal ferramenta...)
grazie ancora a tutti x i consigli e x la pazienza.
ciao
rom
> Domanda : cos'è il Sidol ? (come sono ignorante...)
E' un comunissimo polish cremoso che si trova in tutti i supermercati,
ferramenta ecc. In pratica un detersivo con sospesa una finissima polvere
abrasiva non troppo dura. Si usa per pulire e lucidare le superfici
metalliche ossidate, specie di ottone e rame (maniglie, pentole ...) E' in
una piccola confezione (150 ml ???) di colore verde (Sidol è il marchio
commerciale).Si applica su uno straccetto e strofina quanto basta la
supeficie ossidata (chimicamente non ha nulla a che fare con gli
autolucidanti per ottone o argento). Da bambino lo usavo per pulire le
vecchie monete.
>
>>Il platino è meglio che sia platinato
> ecco una cosa che ho letto da + parti ma non riesco a capire: che vuol
> dire
> "platino platinato" ? platino ricoperto di platino :-) ? solo una
> curiosità,
> dettata dalla mia profondissima ignoranza.
In pratica si deposita elettroliticamente del platino su una superficie di
platino. Vanno scelte condizioni di lavoro tali da portare alla formazione
di un deposito di platino estremamente corrugato e scabro ( a livello
microscopico vedi delle dendriti ). Il risultato è che la superficie reale
risulta molto superiore a quella geometrica. Per motivi vari questo fa si
che la densità di corrente (A/cm2) dell'anodo sia inferiore a quella di un
geometricamente uguale anodo in normale platino, riducendo il
sovrapotenziale dell' elettrodo (in pratica riduce la resistenza interna
dell' elettrodo e si spreca meno energia), ovvero consente di far passare
piu' corrente a parità di dimensioni dell' elettrodo. Inoltre le bolle di
ossigeno si staccano quando sono piu' piccole (riducendo l' erosione per
cavitazione dell' anodo). Incidentalmente, la superficie è cosi' irregolare,
da intrappolare la luce e apparire nera.
Per aumentare la vita dei tuoi elettrodi, metti nell' elettrolita una goccia
( anche meno, da rinnovare ogni tanto) di detersivo per i piatti.
Ciao, buon divertimento e non farti male.
Mauro
...tuttavia, scusami ma non resisto, devo farti un'ultimissima domanda:
perché il detersivo x i piatti ? è forse per un fatto di pH ?
grazie ancora ciao
alberto
Nei bagni galvanici si utilizzano tensioattivi (di tipo molto stabile
chimicamente, se necessario fluorurati) per ridurre la tensione superficiale
dell' elettrolita e quindi consentire una migliore bagnabilità di anodo e
catodo. In pratica si ottiene una piu' regolare distribuzione delle
correnti, una deposizione piu' regolare e costante, qualche vantaggio (in
qualche caso) in termini di aderenza e duttilità del deposito.
Il detersivo per piatti è una forma economica anche se totalmente inadatta
e poco stabile di tensioattivo, ma penso per te che sia l' unica
disponibile. Dovrebbe facilitarti il distacco delle bolle di ossigeno all'
anodo e quindi ridurne il deterioramento per cavitazione.
Ciao
Mauro